Qual era il contenuto del Regio Decreto 830/1913 in materia di accettazione di lascito e perché è stato abrogato?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 830/1913 era una norma storica del diritto civile italiano che disciplinava le modalità di accettazione dei lasciti testamentari. Questa disposizione faceva parte della legislazione dell'epoca fascista e regolava gli aspetti procedurali e sostanziali relativi a come gli eredi potessero accettare i beni e i diritti loro attribuiti per testamento. La norma si applicava a tutti i soggetti chiamati a succedere per volontà del defunto e rappresentava il quadro normativo di riferimento per le successioni ereditarie nel periodo in cui era vigente. Tuttavia, il Regio Decreto è stato completamente abrogato dal Decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 2010, n. 248, che ha introdotto una disciplina più moderna e coerente con l'ordinamento contemporaneo. L'abrogazione riflette l'evoluzione del diritto successorio italiano e l'esigenza di adeguare la normativa agli standard attuali, eliminando disposizioni obsolete e superate da una legislazione più recente e organica.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 22 giugno 1913, n. 830
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 830/1913
# REGIO DECRETO 22 giugno 1913, n. 830
## Accettazione di lascito. (013U0830)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.P.R. 13 DICEMBRE 2010, N. 248 ))
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Il Regio Decreto 830/1913 riguardava l'accettazione di lasciti nel diritto successorio italiano, disciplinando eredità, testamenti e diritti dei successori. Sebbene abrogato dal DPR 248/2010, rimane rilevante per storici del diritto e per comprendere l'evoluzione della normativa su successioni ereditarie, donazioni e patrimonio del defunto.
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