Regolamento recante norme per l'assistenza fiscale resa dai Centri di assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai sostituti d'imposta e dai professionisti ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
Quali sono i requisiti e le modalità per l'autorizzazione dei Centri di Assistenza Fiscale secondo il Decreto Ministeriale 164/1999?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 164/1999 è il regolamento che disciplina l'organizzazione e il funzionamento dei Centri di Assistenza Fiscale (CAF), istituiti per fornire assistenza fiscale a imprese e dipendenti. Si applica a società di capitali costituite da soggetti abilitati (commercialisti, dottori commercialisti, ragionieri, sindacati, associazioni professionali e cooperative) che intendono svolgere attività di assistenza fiscale. Il decreto stabilisce i criteri, le condizioni e le garanzie necessarie per ottenere l'autorizzazione all'esercizio dell'attività, l'iscrizione in apposito albo e le modalità di trasferimento di quote o azioni. Distingue tra CAF-imprese (costituiti da professionisti e ordini professionali) e CAF-dipendenti (costituiti da sindacati e associazioni), attribuendo a ciascuno specifiche competenze. Il regolamento prevede inoltre i poteri di vigilanza dell'Amministrazione finanziaria, le modalità di controllo, le procedure per l'erogazione di rimborsi e le garanzie per i danni ai contribuenti in caso di rilascio di visti di conformità, asseverazioni e certificazioni tributarie irregolari.
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Riferimento normativo
DECRETO 31 maggio 1999, n. 164
Testo normativo
DECRETO n. 164/1999
# DECRETO 31 maggio 1999, n. 164
## Regolamento recante norme per l'assistenza fiscale resa dai Centri
di assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai
sostituti d'imposta e dai professionisti ai sensi dell'articolo 40
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
IL MINISTRO DELLE FINANZE Visto l' articolo 1 del decreto legislativo 28 dicembre 1998, n. 490 , che ha aggiunto nel decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 , il capo V, recante la disciplina dell'assistenza fiscale; Visto l' articolo 32, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 , che prevede l'istituzione dei "Centri di assistenza fiscale"; Visto il successivo articolo 40, il quale prevede che il Ministro delle finanze, con uno o più decreti adottati ai sensi dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , stabilisce i criteri, le condizioni e le garanzie per il rilascio ai Centri di assistenza fiscale dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività, per la loro iscrizione in apposito albo e per il trasferimento delle quote o delle azioni, nonchè i poteri di vigilanza, anche ispettiva, dell'Amministrazione finanziaria; le modalità per l'esecuzione dei controlli e l'erogazione dei rimborsi per i contribuenti nei cui confronti è stato rilasciato il visto di conformità, l'asseverazione e la certificazione tributaria; congrue garanzie per i danni ai contribuenti, in relazione al rilascio del visto di conformità, dell'asseverazione e della certificazione tributaria; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Sentiti il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, il Ministero di grazia e giustizia, il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ed il Garante per la protezione dei dati personali; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 10 maggio 1999; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 (nota n. 3-10925 del 21 maggio 1999); Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende: a) per "società richiedenti", le società di capitali costituite dai soggetti abilitati alla costituzione del Centro di assistenza fiscale di cui all' articolo 32, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 , come modificato dall' articolo 1 del decreto legislativo 28 dicembre 1998, n. 490 , che hanno presentato domanda di autorizzazione allo svolgimento dell'attività di assistenza fiscale; b) per "CAF", Centri di assistenza fiscale disciplinati dal capo V dello stesso decreto n. 241 del 1997, per i quali è intervenuto il provvedimento di autorizzazione allo svolgimento delle attività di assistenza fiscale ai sensi dell'articolo 7; c) per "CAF-imprese", i Centri di cui alla lettera b), costituiti dai soggetti di cui all'articolo 32, comma 1, lettere a) , b) e c), del predetto decreto n. 241 del 1997; d) per "CAF-dipendenti", i Centri di cui alla lettera b), costituiti dai soggetti di cui all'articolo 32, comma 1, lettere d) , e) ed f), del medesimo decreto n. 241 del 1997; e) per "professionisti", i soggetti di cui all' articolo 3, comma 3, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 , abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni ai sensi del comma 4 dello stesso articolo 3; f) per "certificatori", i soggetti di cui all'articolo 36, comma 1, del citato decreto n. 241 del 1997. Avvertenza: Per ragioni di urgenza si omette la pubblicazione delle note al presente decreto, ai sensi dell'art. 8, comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217 .
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Il DM 164/1999 è il riferimento normativo per chi opera nel settore dell'assistenza fiscale, disciplinando l'autorizzazione e l'iscrizione all'albo dei CAF, il visto di conformità, l'asseverazione e la certificazione tributaria. Commercialisti, ragionieri e professionisti abilitati lo consultano per comprendere i requisiti organizzativi, i poteri di vigilanza dell'Agenzia delle Entrate e le responsabilità civili derivanti dal rilascio di certificazioni fiscali irregolari.
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