Cosa stabilisce la Legge 216/2007 riguardo al rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio 2006?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 216/2007 è il provvedimento legislativo con cui il Parlamento italiano approva il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato relativo all'esercizio finanziario 2006. Si tratta di un atto formale di approvazione dei conti consuntivi dello Stato, che rappresenta il documento finale di rendicontazione della gestione finanziaria pubblica per quell'anno. La legge riguarda tutte le Amministrazioni e le Aziende autonome dello Stato, disciplinando come devono essere presentati e approvati i loro rendiconti. In pratica, il documento allega anche informazioni relative al Fondo di riserva per le spese impreviste del Ministero del Tesoro, con l'elenco dei decreti presidenziali che hanno autorizzato i prelevamenti da tale fondo durante l'esercizio, indicando i motivi delle operazioni effettuate. Questo è rilevante per i professionisti che seguono la contabilità pubblica, poiché consente di verificare come sono state gestite le risorse pubbliche e quali spese impreviste hanno richiesto copertura finanziaria straordinaria.
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Riferimento normativo
LEGGE 6 novembre 2007, n. 216
Testo normativo
LEGGE n. 216/2007
# LEGGE 6 novembre 2007, n. 216
## Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio
finanziario 2006.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 (Rendiconti). 1. Il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato e i rendiconti delle Amministrazioni e delle Aziende autonome per l'esercizio 2006 sono approvati nelle risultanze di cui ai seguenti articoli. Avvertenza: Il testo della nota qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 2, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura della disposizione di legge modificata e della quale restano invariati il valore e l'efficacia. - Si riporta il testo dell' art. 9 della legge 5 agosto 1978, n. 468 (Riforma di alcune norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto 1978, n. 233: «Art. 9 (Fondo di riserva per le spese impreviste). - Nello stato di previsione del Ministero del tesoro, è istituito, nella parte corrente, un «Fondo di riserva per le spese impreviste», per provvedere alle eventuali deficienze delle assegnazioni di bilancio, che non riguardino le spese di cui al precedente art. 7 (punto 2), ed al successivo art. 12 e che, comunque, non impegnino i bilanci futuri con carattere di continuità. Il trasferimento di somme dal predetto fondo e la loro corrispondente iscrizione ai capitoli di bilancio hanno luogo mediante decreti del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del tesoro, da registrarsi alla Corte dei conti, e riguardano sia le dotazioni di competenza che quelle di cassa dei capitoli interessati. Allo stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro è allegato un elenco da approvarsi, con apposito articolo, dalla legge di approvazione del bilancio, delle spese per le quali può esercitarsi la facoltà di cui al comma precedente. Alla legge di approvazione del rendiconto generale dello Stato è allegato un elenco dei decreti di cui al secondo comma, con le indicazioni dei motivi per i quali si è proceduto ai prelevamenti dal fondo di cui al presente articolo.».
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La Legge 216/2007 è il riferimento normativo per l'approvazione del rendiconto generale dello Stato, rendiconti delle amministrazioni autonome e gestione del Fondo di riserva per spese impreviste. Consulenti che operano in ambito pubblico e revisori dei conti la consultano per comprendere la contabilità generale dello Stato, i decreti presidenziali di prelevamento dal fondo di riserva e la trasparenza nella rendicontazione della spesa pubblica.
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