Decreto del Presidente della Repubblica
Non_Fiscale
Decreto del Presidente della Repubblica 475/1969
Modificazioni allo statuto dell'Universita' degli studi di Roma.
Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 giugno 1969, n. 475
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 475/1969
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 19 giugno 1969, n. 475
## Modificazioni allo statuto dell'Universita' degli studi di Roma.
Art. 1 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Veduto lo statuto dell'Università degli studi di Roma, approvato con regio decreto 20 aprile 1939, n. 1350 e modificato con regio decreto 26 ottobre 1939, n. 1734 e successive modificazioni; Veduto il testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592 ; Veduto il regio decreto-legge 20 giugno 1935, n. 1071 , convertito nella legge 2 gennaio 1936, n. 73 ; Veduto il regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652 , e successive modificazioni; Vedute le proposte di modifiche dello statuto formulate dalle autorità accademiche dell'università anzidetta; Riconosciuta la particolare necessità di approvare le nuove modifiche proposte; Sentito il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione; Sulla proposta del Ministro per la pubblica istruzione; Decreta: Lo statuto dell'Università degli studi di Roma, approvato e modificato con i decreti sopraindicati, è ulteriormente modificato come appresso: Dopo l'art. 377 e con il conseguente spostamento della successiva numerazione sono inseriti i seguenti nuovi articoli relativi all'istituzione della scuola di specializzazione in psicologia. Scuola di specializzazione in psicologia Art. 378. - Presso l'istituto di psicologia della facoltà di magistero è istituita la "Scuola di specializzazione in psicologia" la quale è articolata nei seguenti indirizzi: a) differenziale e scolastico; b) sociale. Art. 379. - La durata del corso della scuola è di tre anni. La frequenza è obbligatoria. Non sono consentite abbreviazioni di corso se non nei casi previsti dall'art. 395; nè è consentita la contemporanea iscrizione a più indirizzi distinti. Art. 380. - La scuola conferisce il diploma di "Specialista in psicologia" con l'indicazione dell'indirizzo seguito. Il diploma, valido a tutti gli effetti di legge, viene rilasciato all'allievo in rapporto all'indirizzo prescelto, seguito e concluso positivamente negli esami di profitto e di diploma. Art. 381. - Titolo per l'ammissione alla scuola è: Il diploma di laurea rilasciato da qualsiasi facoltà di una università italiana di Stato o ad essa parificata, ovvero un titolo straniero equipollente. Art. 382. - Nella domanda di ammissione alla scuola, deve essere specificato l'indirizzo che si desidera seguire. Nel caso di domande di iscrizione eccedenti il numero massimo stabilito dal consiglio della scuola è indicato nel manifesto programma annuale di cui all'art. 393, il consiglio stesso procederà all'accettazione delle domande attraverso un concorso di merito, le cui modalità verranno fissate nello stesso manifesto annuale. Indipendentemente dalla limitazione delle iscrizioni, il consiglio della scuola può subordinare l'ammissione ad una prova di idoneità. Il numero massimo complessivo degli iscritti per il triennio di corso non può eccedere il numero di settantacinque, sia che funzioni un solo indirizzo sia che ne funzioni più d'uno. Art. 383 - Il corso costituito da lezioni teoriche, esercitazioni pratiche, tirocini, seminari, conferenze. La attività didattica viene svolta per un numero di ore non inferiore a 20 settimanali, per tutta la durata dell'anno accademico. Gli insegnamenti statutari sono suddivisi in tre gruppi: a) insegnamenti comuni a tutti gli indirizzi sopra indicati; tali insegnamenti sono obbligatori per tutti gli allievi, qualunque sia l'indirizzo prescelto; b) insegnamenti specifici, peculiari a ciascuno dei singoli indirizzi indicati nell'art. 378 e nel successivo art. 384; tali insegnamenti sono obbligatori nell'ambito dell'indirizzo prescelto; c) insegnamenti integrativi. Art. 384. - Gli insegnamenti comuni di cui al punto a) dell'articolo precedente sono: 1) metodologia generale e speciale della ricerca psicologica (triennale: I, II e III anno); 2) metodologia statistica generale e psicometrica (annuale: I anno); 3) psicologia generale (triennale: I, II e III anno); 4) teorie della personalità (biennale: I e II anno); 5) psicologia dinamica (annuale: II anno); 6) psicologia differenziale (annuale: II anno); 7) psicologia sociale (biennale: I e II anno); 8) tecniche psico-diagnostiche (biennale: I e II anno). Gli insegnamenti specifici di cui al punto b) dell'articolo 383 sono: A. - Per l'indirizzo differenziale e scolastico: 1) fondamenti di biologia generale e di anatomia e fisiologia umana (biennale: I e II anno); 2) psicologia dell'età evolutiva (triennale: I, II e III anno);. 3) pedagogia (annuale: I anno); 4) istituzioni di psicopatologia e di igiene mentale (annuale: I anno); 5) psicologia pedagogica (annuale: I anno); 6) psicologia del disadattamento scolastico e professionale nell'età evolutiva (annuale: II anno); 7) docimologia e tecniche della valutazione scolastica (annuale: II anno); 8) tecniche psico-diagnostiche individuali e di gruppo (biennale: II e III anno); 9) orientamento scolastico e professionale (annuale: III anno). B. - Per l'indirizzo sociale: 1) antropologia culturale (annuale: I anno); 2) sociologia (annuale: I anno); 3) psicologia della comunicazione (biennale: I e II anno); 4) tecniche quantitative dell'indagine psicosociale (annuale: II anno); 5) ricerca motivazionale (annuale: II anno); 6) psicologia sociale (corso avanzato, annuale: III anno); 7) dinamiche di gruppo (annuale: III anno); 8) tecniche di studio dell'opinione pubblica (annuale: III anno); 9) patologia e controllo sociale (annuale: III anno). Gli insegnamenti "integrativi" (annuali) di cui al punto c) dell'art. 383 vanno scelti nell'ambito dello elenco che segue: storia della psicologia; filosofia della scienza; cibernetica; psicologia zoologica; psicolinguistica; organizzazione scolastica auxologia; neuropsichiatria infantile; pedagogia speciale e differenziale; igiene generale; legislazione scolastica; legislazione del lavoro; deontologia professionale; sessuologia; psicogerontologia; statistica economica; psicologia della propaganda; psicologia dello sport; psicologia e pedagogia della comunicazione di massa; istruzione programmata; psicologia della didattica e dell'apprendimento scolastico; infortunistica del lavoro; psicologia economica. Gli insegnamenti specifici di ciascuno dei due indirizzi, possono valere come integrativi per gli altri indirizzi che non li comprendano, sempre naturalmente nel caso che il funzionamento degli indirizzi stessi sia previsto dal manifesto-programma annuale. Il manifesto-programma annuale, di cui all'art. 393, indicherà quali indirizzi verranno realizzati e quali insegnamenti verranno impartiti dalla scuola durante l'anno accademico. L'eventuale scissione degli insegnamenti in più rami distinti, ai fini sia dell'insegnamento che degli esami di profitto, ovvero l'eventuale loro raggruppamento ai fini degli esami, risulteranno dal manifesto-programma annuale di cui all'art. 393. Art. 385. - Gli esami sono di profitto e di diploma ed hanno luogo in tre sessioni: estiva, autunnale, invernale. Per essere ammessi agli esami annuali di profitto l'allievo deve aver frequentato assiduamente le lezioni, le esercitazioni, i tirocini, i seminari, etc., svolti dalla scuola nel relativo anno di corso. Per essere ammesso all'esame di diploma, l'allievo, oltre ad aver adempiuto a tutti gli obblighi di frequenza ed esame dei vari insegnamenti comuni e specifici e di almeno due degli insegnamenti integrativi, ed aver effettuato le esercitazioni prescritte, deve presentare una dissertazione scritta nonchè una relazione riassuntiva sulle esercitazioni e su eventuali tirocini effettuati nell'intero triennio. L'esame di diploma consiste nella discussione della tesi e della relazione e, eventualmente, di una o più prove pratiche stabilite dal consiglio della scuola. Art. 386. - Direttore della scuola è il professore di ruolo titolare della cattedra di psicologia della facoltà di magistero. Il direttore della scuola, su conforme parere del consiglio della scuola stessa, può proporre che un docente di essa assuma le funzioni di vice-direttore, con l'incarico annuale (riconfermabile) di coadiuvarlo e di sostituirlo: alla relativa nomina provvede il rettore. Art. 387. - I docenti della scuola sono scelti tra i professori universitari di psicologia (di ruolo, fuori ruolo, aggregati, incaricati, liberi docenti), fra gli specializzati in psicologia e fra coloro che, per opere, uffici o insegnamenti tenuti siano di riconosciuta competenza ed esperienza nelle discipline che formano oggetto dei corsi della scuola. Alla nomina dei docenti provvede il rettore, su proposta presentata annualmente dal direttore della scuola e su parere conforme del consiglio della scuola stessa e della facoltà. Art. 388. - Per i problemi riguardanti l'organizzazione didattica, il direttore è assistito da un consiglio della scuola, composto: dal direttore stesso che lo presiede, dal vice-direttore (se designato), che presiede le adunanze del consiglio in caso di assenza o impedimento del direttore, da tutti i docenti che abbiano avuto regolare nomina rettorale, da due assistenti e da due studenti cooptati dal consiglio stesso. Su proposta del direttore e sentito il parere del consiglio, uno dei docenti assolve anche le funzioni di segretario delle adunanze del consiglio stesso: alla relativa nomina provvede il rettore. Art. 389. - Spetta al consiglio della scuola: 1) determinare, coordinare, approvare i programmi dei corsi teorici, delle esercitazioni, dei tirocini, dei seminari, etc., relativi sia agli insegnamenti comuni, sia a quelli specifici sia a quelli integrativi; 2) esprimere il proprio parere sulle proposte del direttore della scuola relativamente alla designazione dei docenti, da sottoporre quindi alla nomina rettorale, dopo l'approvazione della facoltà; 3) determinare, coordinare, approvare gli orari dei vari insegnamenti, esercitazioni, seminari, etc., e il diario e le modalità degli esami, sia di profitto che di diploma e la composizione delle relative commissioni; 4) stabilire le eventuali prove pratiche da far sostenere agli allievi in occasione dell'esame di diploma; 5) riferire sulle domande di trasferimento di allievi di scuole di specializzazione in psicologia da una università o facoltà ad un'altra e deliberare circa il passaggio da un indirizzo all'altro della stessa scuola (conformemente a quanto stabilito dall'art. 395), determinandone gli eventuali ulteriori obblighi di frequenza e di esame; 6) determinare il numero massimo (in ogni caso non superiore a 25) ed eventualmente il numero minimo degli allievi che possono essere iscritti al primo anno di corso; 7) stabilire la composizione della commissione per l'esame di concorso di merito di cui al comma 2) dell'art. 382 e della commissione per le eventuali prove di idoneità di cui al comma 3) del medesimo art. 382 nonchè le modalità dei rispettivi concorsi o prove. Art. 390. - Il funzionamento amministrativo della scuola è determinato, in armonia con le vigenti disposizioni sulle scuole di specializzazione, da un regolamento interno emanato dal rettore su proposta del direttore della scuola. Art. 391. - Le entrate della scuola sono costituito dalle tasse, soprattasse e contributi scolastici e dai contributi erogati eventualmente dallo Stato, dall'università, da enti e da privati. Art. 392. - Gli iscritti alla scuola sono tenuti al pagamento delle tasse, soprattasse e contributi generali nella misura stabilita dall'art. 175 dello statuto. La misura dei contributi per le esercitazioni pratiche e per le altre prestazioni, di cui gli iscritti fruiscono durante il corso degli studi, è fissata dal consiglio di amministrazione dell'università su proposta del senato accademico, sentito il parere del consiglio della facoltà di magistero e del consiglio della scuola. Art. 393. - Il direttore della scuola - sulla base delle deliberazioni del consiglio della scuola - compila ogni anno il relativo manifesto-programma che, previa approvazione della facoltà di magistero sarà reso di pubblica ragione. Nel manifesto viene specificato: 1) l'indirizzo o gli indirizzi della scuola che saranno aperti nell'imminente anno accademico; 2) il numero massimo (in ogni caso non superiore a 25); e, eventualmente, quello minimo di domande di iscrizione che verranno accettate; 3) le modalità del concorso di merito in caso di domande eccedenti il numero massimo di iscrizioni consentite; 4) l'eventuale indicazione di prove di idoneità per l'ammissione alla scuola, conformemente al comma 3) dell'art. 382; 5) l'ordine degli studi, con l'indicazione: a) dell'eventuale scissione degli insegnamenti elencati nell'art. 384 in più rami distinti, ai fini dell'insegnamento e degli esami di profitto; b) dell'eventuale raggruppamento degli insegnamenti ai fini dell'esame di profitto; c) della distribuzione degli insegnamenti nei vari anni di corso; d) degli insegnamenti integrativi che verranno impartiti nell'anno; e) dei docenti, per ciascun insegnamento ed anno di corso; 6) le modalità e le condizioni degli esami di profitto e di diploma; 7) le tasse, le soprattasse e i contributi generali e speciali dovuti dagli allievi, indicate nell'art. 392. Art. 394. - L'inclusione della scuola nello statuto dell'università non costituisce impegno ad impartire i relativi corsi: l'impegno è costituito dalla pubblicazione del manifesto-programma annuale. Ciò vale sia per la scuola nel suo insieme sia per i singoli indirizzi. Art. 395. - È prevista, a domanda dell'interessato e non oltre il termine del 2° anno di corso, la possibilità di passaggio da un indirizzo ad un altro. L'accoglimento della relativa domanda, sempre subordinato alle condizioni previste dall'art. 394, ha luogo a giudizio insindacabile del consiglio della scuola e con piano di studi da stabilire caso per caso. Coloro che hanno compiuto l'intero triennio possono essere ammessi ad altro indirizzo con possibilità di abbreviazione dei corsi, per convalida di esami già sostenuti, secondo quanto sarà stabilito caso per caso dal consiglio della scuola. Art. 396. - Norme transitorie: all'inizio del funzionamento della scuola, il direttore è autorizzato a prendere tutte quelle decisioni e deliberazioni che, di norma, sono demandate al consiglio della scuola. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 19 giugno 1969 SARAGAT FERRARI AGGRADI Visto, il Guardasigilli: GAVA Registrato alla Corte dei conti, addì 25 luglio 1969 Atti del Governo, registro n. 228, foglio n. 89. - GRECO
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