Conversione in legge del R. decreto-legge 11 gennaio 1934, n. 20, che modifica il regime doganale del bestiame bovino, del pollame e delle carni non preparate. (034U1135)
Qual era il regime doganale stabilito dalla Legge 1135/1934 per il bestiame bovino, il pollame e le carni non preparate?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 1135/1934 era un provvedimento di carattere doganale e commerciale che modificava le tariffe e le modalità di importazione di prodotti agricoli e zootecnici specifici: bestiame bovino vivo, pollame e carni fresche non lavorate. Si trattava della conversione in legge di un decreto-legge emanato il 11 gennaio 1934, strumento tipico utilizzato dal governo fascista per intervenire rapidamente su materie economiche ritenute strategiche. Il provvedimento riguardava principalmente gli operatori del settore agricolo, gli allevatori e i commercianti di bestiame e carni, nonché le imprese di importazione ed esportazione di questi prodotti. In pratica, la norma introduceva modifiche al regime tariffario doganale, probabilmente con l'obiettivo di proteggere la produzione nazionale da concorrenza estera o di regolamentare i flussi commerciali di questi beni essenziali. È importante sottolineare che questo provvedimento è stato completamente abrogato dal Decreto Legge 22 dicembre 2008, n. 200 (convertito in legge il 18 febbraio 2009, n. 9), rendendo la norma priva di effetti giuridici attuali.
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Riferimento normativo
LEGGE 14 giugno 1934, n. 1135
Testo normativo
LEGGE n. 1135/1934
# LEGGE 14 giugno 1934, n. 1135
## Conversione in legge del R. decreto-legge 11 gennaio 1934, n. 20, che
modifica il regime doganale del bestiame bovino, del pollame e delle
carni non preparate. (034U1135)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 22 DICEMBRE 2008, N. 200 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 18 FEBBRAIO 2009, N. 9 ))
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La Legge 1135/1934 rappresenta un intervento storico nel regime doganale italiano, disciplinando tariffe doganali, dazi all'importazione e protezione della produzione nazionale di bestiame e carni. Commercialisti e storici economici la consultano per comprendere la politica commerciale fascista, le barriere tariffarie e la regolamentazione del commercio estero di prodotti agricoli, sebbene sia ormai completamente abrogata e di valore principalmente storico-documentale.
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