Qual era l'oggetto del Regio Decreto 2367/1923 e quale normativa lo ha abrogato?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 2367/1923, emanato il 21 ottobre 1923, aveva per oggetto la revisione delle entrate minori dello Stato italiano durante il periodo fascista. Si trattava di un provvedimento amministrativo-fiscale volto a razionalizzare e riorganizzare le fonti di entrata pubblica di minore importo rispetto alle imposte principali. Questo decreto si inseriva nel contesto delle riforme fiscali del primo Novecento, quando lo Stato cercava di ottimizzare la riscossione tributaria attraverso una revisione sistematica delle voci di bilancio. Il provvedimento riguardava principalmente l'amministrazione finanziaria dello Stato e i meccanismi di entrata pubblica, con effetti sulla gestione del bilancio nazionale. Tuttavia, il decreto ha avuto una vigenza molto lunga: è rimasto in vigore per oltre 84 anni fino a quando è stato completamente abrogato dal Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133. Questa abrogazione rientra nelle riforme fiscali e amministrative del governo italiano del 2008, che ha modernizzato e semplificato la normativa tributaria italiana.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 21 ottobre 1923, n. 2367
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 2367/1923
# REGIO DECRETO 21 ottobre 1923, n. 2367
## Revisione delle entrate minori. (023U2367)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133 ))
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Il Regio Decreto 2367/1923 rappresenta una normativa storica sulla revisione delle entrate tributarie minori e sulla gestione del bilancio dello Stato. Sebbene abrogato dal D.L. 112/2008, rimane rilevante per studi storici sulla fiscalità italiana, sulla evoluzione delle imposte indirette e sulla amministrazione finanziaria pubblica. Commercialisti e storici del diritto tributario lo consultano per comprendere l'evoluzione della normativa fiscale italiana nel XX secolo.
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