Aggiunta al R. decreto 18 gennaio 1923, n. 150, ed inclusione nella tariffa tassa affari per la Libia della tassa di bollo per le ricevute e quietanze ordinarie per somma indeterminata. (023U2409)
Cosa prevedeva il Regio Decreto 2409/1923 in materia di tassa di bollo per le ricevute e quietanze in Libia?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 2409/1923 era un provvedimento che modificava la normativa fiscale applicabile al territorio della Libia, allora colonia italiana. Nello specifico, aggiungeva al precedente Regio Decreto del 18 gennaio 1923 n. 150 una disposizione relativa all'inclusione della tassa di bollo sulle ricevute e quietanze ordinarie di importo indeterminato nella tariffa della tassa affari per la Libia. Si trattava di una misura tributaria che estendeva l'obbligo di apposizione del bollo anche a documenti di quietanza senza importo predeterminato. Il provvedimento riguardava quindi i soggetti che operavano in Libia e dovevano rispettare gli obblighi di tassazione sui documenti commerciali secondo la normativa coloniale italiana. Tuttavia, è importante sottolineare che questo decreto ha perso completamente rilevanza pratica: è stato abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010 n. 212, che ha riordinato l'intera disciplina dell'imposta di bollo in Italia, rendendo obsoleta questa normativa storica relativa al territorio libico.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 21 ottobre 1923, n. 2409
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 2409/1923
# REGIO DECRETO 21 ottobre 1923, n. 2409
## Aggiunta al R. decreto 18 gennaio 1923, n. 150, ed inclusione nella
tariffa tassa affari per la Libia della tassa di bollo per le
ricevute e quietanze ordinarie per somma indeterminata. (023U2409)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 2409/1923 riguarda la tassa di bollo, le ricevute e quietanze, e la tariffa tassa affari applicabile in Libia durante il periodo coloniale italiano. Commercialisti che studiano la storia tributaria italiana o ricercatori di diritto fiscale storico possono incontrare riferimenti a questa normativa nel contesto dell'imposta di bollo e della documentazione commerciale, sebbene sia completamente superata dalla riforma del 2010.
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