Quali provvidenze prevede il Decreto-Legge 291/1977 a favore dei lavoratori nelle aree meridionali colpite da crisi occupazionale?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto-Legge 291/1977 introduce misure straordinarie di sostegno per i lavoratori nelle aree del Mezzogiorno che perdono l'occupazione a seguito del completamento di grandi impianti industriali, opere pubbliche e lavori finanziati con fondi statali. La norma si applica nelle zone dove si verifica una grave crisi occupazionale e prevede l'estensione del trattamento di integrazione salariale fino a 24 mesi per i lavoratori rimasti disponibili dopo il completamento delle opere. Il decreto istituisce liste speciali presso gli uffici provinciali del lavoro dove devono essere iscritti i lavoratori interessati, con precedenza nell'avviamento presso le imprese appaltatrici di nuove opere pubbliche finanziate dallo Stato, dalle regioni o dagli enti locali. Le commissioni regionali per l'impiego coordinano la ripartizione delle offerte di lavoro tra province e regioni contermini, garantendo mobilità territoriale controllata entro criteri di proporzionalità.
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Riferimento normativo
DECRETO-LEGGE 10 giugno 1977, n. 291
Testo normativo
DECRETO-LEGGE n. 291/1977
# DECRETO-LEGGE 10 giugno 1977, n. 291
## Provvidenze in favore dei lavoratori nelle aree dei territori
meridionali.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 77 della Costituzione ; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare provvidenze in favore dei lavoratori nelle aree dei territori meridionali, in relazione allo stato di grave crisi dell'occupazione; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro per il bilancio e la programmazione economica, di concerto con i Ministri per il tesoro, per l'industria, il commercio e l'artigianato e per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno; Decreta: Art. 1 ((Nelle aree, ricomprese nei territori di cui all'articolo 1 del testo unico delle leggi sul Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523 , nelle quali si verifichi uno stato di grave crisi dell'occupazione in conseguenza dell'avvenuto completamento di impianti industriali, di opere pubbliche di grandi dimensioni e di lavori relativi a programmi comunque finanziati in tutto o in parte con fondi statali, e nelle quali sussistano possibilità di occupazione derivanti da investimenti pubblici per gli impianti, le opere e i lavori anzidetti previsti e finanziati nell'ambito del programma quinquennale di cui alla legge 2 maggio 1976, n. 183 , e delle direttive da esso previste, nonchè da altri programmi di opere pubbliche finanziate dallo Stato, dalle regioni o dagli enti locali, può essere concesso ai lavoratori che si renderanno disponibili a seguito del completamento delle opere suddette, il trattamento straordinario di integrazione salariale previsto dalla legge 20 maggio 1975, n. 164 , fino a un massimo di ventiquattro mesi. L'accertamento delle condizioni di cui al precedente comma è effettuato dal Comitato dei Ministri per il coordinamento della politica industriale (CIPI), su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, che adotta i conseguenti provvedimenti mediante propri decreti trimestrali. Le imprese che vengono esentate, ai sensi del n. 2) dell' articolo 12 della legge 20 maggio 1975, n. 164 , dal pagamento del contributo addizionale sull'integrazione salariale corrisposta ai propri dipendenti, sono esentate altresì dal pagamento delle ulteriori contribuzioni dovute in relazione agli interventi della Cassa integrazione guadagni. I nominativi dei lavoratori di cui al primo comma devono essere comunicati dai datori di lavoro interessati, entro quindici giorni dalla data del primo decreto di cui al secondo comma, agli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione nel cui ambito territoriale sono compresi i comuni di residenza dei lavoratori stessi, per essere iscritti in una lista speciale, da istituire presso gli uffici predetti. Tali liste saranno trasmesse dagli uffici provinciali del lavoro interessati alle rispettive commissioni regionali per l'impiego le quali, anche sulla base di intese interregionali ed osservati opportuni criteri di proporzionalità, ripartiscono le offerte di lavoro avanzate dalle imprese appaltatrici delle opere e dei lavori di cui al primo comma da svolgersi in una determinata provincia e che non siano state soddisfatte con lavoratori iscritti nella lista della provincia stessa, tra i lavoratori iscritti nelle liste speciali di altre province anche di regioni contermini. I lavoratori iscritti nelle liste di cui al quarto comma, ancorchè siano cessati dal beneficio della Cassa integrazione guadagni e purchè godano del trattamento speciale di disoccupazione, sono avviati con precedenza presso le imprese appaltatrici delle opere e dei lavori derivanti dagli investimenti pubblici di cui a: primo comma da realizzarsi nel territorio delle rispettive province, ovvero, in subordine, di altre province secondo i criteri stabiliti, ai sensi del quinto comma dalle commissioni regionali per l'impiego. Le imprese che appaltano i lavori di cui al primo comma sono obbligate ad attenersi ad eventuali clausole, contenute nei capitolati d'appalto, intese ad assi curare il reimpiego dei lavoratori iscritti nelle liste speciali. Le stazioni appaltanti e le imprese appaltatrici sono tenute a comunicare tali clausole ai competenti uffici provinciali del lavoro, i quali dovranno dare la precedenza ai lavori stessi secondo quanto previsto dalle clausole suddette. Le sezioni di collocamento che, a causa della in disponibilità di lavoratori iscritti nelle locali liste ordinarie di collocamento, non siano in grado di soddisfare richieste di lavoratori da adibire alla esecuzione di opere e lavori non derivanti dagli investimenti pubblici di cui al primo comma, debbono comunicare le richieste inevase al rispettivo ufficio provinciale del lavoro che provvederà a soddisfare le richieste stesse avviando lavoratori iscritti nella lista di cui al quarto comma. Gli avviamenti al lavoro ai sensi dei precedenti commi, ovvero ai corsi di formazione professionale finalizzati alle occasioni di lavoro programmate, eventualmente organizzati e finanziati dalle competenti regioni, sono effettuate dall'ufficio provinciale del lavoro presso il quale è istituita la lista di cui al quarto comma, sulla base di apposite graduatorie formate dalla commissione provinciale per il collocamento con l'osservanza dei criteri previsti dall' articolo 15 della legge 29 aprile 1949, n. 264 , in quanto applicabili. I lavoratori cessano dal beneficio dell'integrazione salariale e perdono il titolo di precedenza qualora rifiutino l'avviamento ai corsi di formazione professionale di cui al nono comma, ovvero non frequentino regolarmente i corsi stessi, ovvero rifiutino l'avviamento ai lavori previsti dai precedenti commi, quando detti lavori si svolgano in un ambito territoriale compreso entro 50 chilometri dal comune di residenza)) .
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Il Decreto-Legge 291/1977 è lo strumento normativo di riferimento per comprendere l'integrazione salariale straordinaria, la Cassa integrazione guadagni e le esenzioni contributive nel Mezzogiorno. Aziende appaltatrici di opere pubbliche, uffici provinciali del lavoro e commissioni regionali per l'impiego devono applicare le clausole di reimpiego, i criteri di precedenza nell'avviamento e le modalità di iscrizione nelle liste speciali secondo i parametri stabiliti dalla legge 164/1975.
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