Legge Agevolazioni

Legge 351/2001

Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare.

Pubblicato: 26/09/2001 In vigore dal: 25/09/2001 Documento ufficiale

Quali sono le principali disposizioni del Decreto-Legge 351/2001 in materia di privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e quali soggetti ne sono interessati?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto-Legge 351/2001 disciplina il processo di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato attraverso l'Agenzia del demanio, che ha il compito di identificare e catalogare i beni pubblici (demaniali, indisponibili e disponibili) mediante decreti dirigenziali con effetto dichiarativo della proprietà. La normativa si applica ai beni dello Stato, degli enti pubblici non territoriali, delle società a totale partecipazione pubblica e, su richiesta, ai beni di regioni, province e comuni. Per quanto riguarda Ferrovie dello Stato spa e le sue controllate, il decreto prevede modalità semplificate di alienazione dei beni non più strumentali all'attività ferroviaria, con esonero dalla consegna di documentazione urbanistica, edilizia e fiscale, e consente la sanatoria urbanistica mediante dichiarazione sostitutiva della concessione. Contro l'iscrizione dei beni negli elenchi è ammesso ricorso amministrativo entro sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, garantendo tutela ai proprietari e ai soggetti interessati.

Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.

Riferimento normativo

DECRETO-LEGGE 25 settembre 2001, n. 351

Testo normativo

DECRETO-LEGGE n. 351/2001 # DECRETO-LEGGE 25 settembre 2001, n. 351 ## Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione ; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure finalizzate all'immediato avvio del processo di privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, anche mediante l'istituzione di fondi comuni di investimento immobiliare aventi caratteristiche innovative rispetto a quelle previste dall'ordinamento vigente; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 settembre 2001; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali; e m a n a il sgunt dcrto-lgg: Art. 1 Ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico 1. Per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, anche in funzione della formulazione del conto generale del patrimonio, di cui agli articoli 5, comma 2, della legge 3 aprile 1997, n. 94 , e 14, comma 2, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 , l'Agenzia del demanio, con propri decreti dirigenziali, individua, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso gli archivi e gli uffici pubblici, i singoli beni, distinguendo tra beni demaniali e beni facenti parte del patrimonio indisponibile e disponibile. 2. L'Agenzia del demanio, con propri decreti dirigenziali, individua i beni degli enti pubblici non territoriali, i beni non strumentali in precedenza attribuiti a società a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta, riconosciuti di proprietà dello Stato, nonchè i beni ubicati all'estero. L'individuazione dei beni degli enti pubblici e di quelli già attribuiti alle società suddette è effettuata anche sulla base di elenchi predisposti dagli stessi. 3. I decreti di cui ai commi 1 e 2, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, hanno effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni, e producono gli effetti previsti dall' articolo 2644 del codice civile , nonchè effetti sostitutivi dell'iscrizione del bene in catasto. 4. Gli uffici competenti provvedono, se necessario, alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura. 5. Contro l'iscrizione del bene negli elenchi di cui ai commi 1 e 2, è ammesso ricorso amministrativo all'Agenzia del demanio entro sessanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, fermi gli altri rimedi di legge. 6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai beni di regioni, province, comuni ed altri enti locali che ne facciano richiesta nonchè ai beni utilizzati per uso pubblico, ininterrottamente da oltre venti anni, con il consenso dei proprietari. 6-bis. I beni immobili non più strumentali alla gestione caratteristica dell'impresa ferroviaria, di proprietà di Ferrovie dello Stato spa o delle società dalla stessa direttamente o indirettamente controllate , ai sensi dell' articolo 43 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 , e successive modificazioni, e dell' articolo 5 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 , nonchè i beni acquisiti ad altro titolo, sono alienati e valorizzati da Ferrovie dello Stato spa, o dalle società da essa controllate, direttamente o con le modalità di cui al presente decreto. Le alienazioni di cui al presente comma sono effettuate con esonero dalla consegna dei documenti relativi alla proprietà e di quelli attestanti la regolarità urbanistica, edilizia e fiscale degli stessi beni. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 3 OTTOBRE 2006, N. 262 , CONVERTITO CON L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 . Le previsioni di cui ai primi due periodi del presente comma, previa emanazione dei decreti previsti dal presente articolo, si applicano a tutte le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato al momento dell'alienazione e valorizzazione dei beni. 6-ter. I beni immobili appartenenti a Ferrovie dello Stato Spa ed alle società dalla stessa direttamente o indirettamente integralmente controllate si presumono costruiti in conformità alla legge vigente al momento della loro edificazione. Indipendentemente dalle alienazioni di tali beni, Ferrovie dello Stato Spa e le società dalla stessa direttamente o indirettamente integralmente controllate, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, possono procedere all'ottenimento di documentazione che tenga luogo di quella attestante la regolarità urbanistica ed edilizia mancante, in continuità d'uso, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Allo scopo, dette società possono proporre al comune nel cui territorio si trova l'immobile una dichiarazione sostitutiva della concessione allegando: a) dichiarazione resa ai sensi dell'articolo 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 , corredata dalla documentazione fotografica, nella quale risulti la descrizione delle opere per le quali si rende la dichiarazione; b) quando l'opera supera i 450 metri cubi una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere e una certificazione redatta da un tecnico abilitato all'esercizio della professione attestante l'idoneità statica delle opere eseguite. Qualora l'opera sia stata in precedenza collaudata, tale certificazione non è necessaria se non è oggetto di richiesta motivata da parte del sindaco; c) denuncia in catasto dell'immobile e documentazione relativa all'attribuzione della rendita catastale e del relativo frazionamento; d) attestazione del versamento di una somma pari al 10 per cento di quella che sarebbe stata dovuta in base all'Allegato 1 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 , convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 , per le opere di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 . La dichiarazione sostitutiva produce i medesimi effetti di una concessione in sanatoria, a meno che entro sessanta giorni dal suo deposito il comune non riscontri l'esistenza di un abuso non sanabile ai sensi delle norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia e lo notifichi all'interessato. In nessun caso la dichiarazione sostitutiva potrà valere come una regolarizzazione degli abusi non sanabili ai sensi delle norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia. Ai soggetti che acquistino detti immobili da Ferrovie dello Stato Spa e dalle società dalla stessa direttamente o indirettamente integralmente controllate è attribuita la stessa facoltà, ma la somma da corrispondere è pari al triplo di quella sopra indicata. (11) ((6-quater. Sui beni immobili non più strumentali alla gestione caratteristica dell'impresa ferroviaria, di proprietà di Ferrovie dello Stato spa o delle società dalla stessa direttamente o indirettamente controllate, che siano ubicati in aree naturali protette e in territori sottoposti a vincolo paesaggistico, in caso di alienazione degli stessi è riconosciuto il diritto di prelazione degli enti locali e degli altri soggetti pubblici gestori delle aree protette. I vincoli di destinazione urbanistica degli immobili e quelli peculiari relativi alla loro finalità di utilità pubblica sono parametri di valutazione per la stima del valore di vendita)) --------------- AGGIORNAMENTO (11) Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 14 - 25 gennaio 2008, n. 9 (in G.U. 1a s.s. 30/01/2008, n. 5), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell' art. 1, comma 88, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (che ha introdotto il comma 6-ter al presente articolo).

Hai domande su questa normativa?

FiscoAI analizza Legge 351/2001 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.

Prova gratis Vai alla dashboard

Il Decreto-Legge 351/2001 è il riferimento normativo per privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, alienazione di beni demaniali e disponibili, e valorizzazione attraverso fondi comuni di investimento immobiliare. Commercialisti e consulenti aziendali lo consultano per questioni relative a plusvalenze da alienazione di beni pubblici, regolarità urbanistica ed edilizia, sanatoria edilizia, e per le operazioni di Ferrovie dello Stato spa e società controllate dallo Stato.

Normative correlate

Risoluzione AdE 147/2015
Estensione del periodo agevolabile per i soggetti che applicano il regime speci…
Risoluzione AdE 38/2026
Ridenominazione del codice tributo per l’utilizzo, tramite modello F24, del cre…
Circolare 207/2024
Articolo 1, commi da 57 a 63, della legge 30 dicembre 2024, n.207 (legge di bil…
Legge 49/2026
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 febbraio 2026, n.…
Legge 42/2026
Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei m…
Legge 34/2026
Legge annuale sulle piccole e medie imprese. (26G00050)

Altre normative del 2001

Rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regol… Interpello AdE 488 Reddito di lavoro dipendente - Competenze erogate per collaudo tecnico amministrativo a d… Interpello AdE 165 Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio – definizioni d… Interpello AdE 380 Individuazione di immobili di pregio ai sensi dell’art. 3, comma 13, del decreto-legge 25… Provvedimento AdE 351 Modalità e termini di comunicazione all’anagrafe tributaria dei dati relativi alle spese … Provvedimento AdE 20018