Qual è lo scopo della Legge 42/1982 e quali sono i compiti assegnati al Governo?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 42/1982 è una legge di delega che autorizza il Governo italiano a emanare decreti con forza di legge per recepire le direttive della Comunità economica europea (CEE). Si tratta di uno strumento normativo fondamentale per l'adeguamento dell'ordinamento italiano alle disposizioni comunitarie, in un periodo in cui l'Italia era membro della CEE. Il Governo aveva sei mesi di tempo dall'entrata in vigore della legge per emanare i decreti necessari, secondo i principi e i criteri stabiliti dalle direttive stesse. La normativa riguarda tutte le amministrazioni pubbliche interessate all'attuazione delle direttive comunitarie elencate in allegato. In pratica, questa legge ha permesso al Governo di adottare rapidamente le misure necessarie per conformare la legislazione italiana agli obblighi comunitari, senza dover attendere l'iter ordinario di approvazione parlamentare per ogni singola direttiva. I decreti dovevano essere elaborati su proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, in concerto con i Ministeri degli affari esteri, del tesoro e altri ministeri competenti per materia, e sottoposti preventivamente al parere delle commissioni parlamentari competenti entro trenta giorni.
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Riferimento normativo
LEGGE 9 febbraio 1982, n. 42
Testo normativo
LEGGE n. 42/1982
# LEGGE 9 febbraio 1982, n. 42
## Delega al Governo ad emanare norme per l'attuazione delle direttive
della Comunita' economica europea.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 Il Governo è autorizzato ad emanare, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, con decreti aventi forza di legge le norme necessarie per dare attuazione alle direttive della Comunità economica europea indicate nell'elenco allegato alla presente legge. I decreti di cui al precedente comma saranno adottati, secondo i principi direttivi e i criteri contenuti nelle direttive stesse, su proposta del Ministro per il coordinamento interno delle politiche comunitarie, di concerto con il Ministro degli affari esteri, con il Ministro del tesoro e con i Ministri preposti alle altre amministrazioni interessate. Essi saranno preventivamente sottoposti al parere delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, competenti per materia, che dovranno esprimersi nel termine di trenta giorni dalla comunicazione.
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