Decisione UE In vigore

Decisione UE 2376/2022

Decisione (PESC) 2022/2376 del Consiglio del 5 dicembre 2022 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani

Pubblicato: 05/12/2022 In vigore dal: 05/12/2022 Documento ufficiale

Quali sono le modifiche apportate dalla Decisione UE 2022/2376 al regime sanzionatorio per le violazioni dei diritti umani?

Spiegato da FiscoAI
La Decisione (PESC) 2022/2376 del Consiglio dell'Unione Europea del 5 dicembre 2022 modifica il regime sanzionatorio già esistente della Decisione (PESC) 2020/1999, prorogando le misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani fino all'8 dicembre 2023 (anziché al 8 dicembre 2022). Le misure si applicano a persone fisiche, persone giuridiche, entità e organismi specificamente designati e inseriti in un elenco allegato alla decisione. La modifica principale riguarda l'aggiornamento dell'allegato, con la sostituzione delle voci relative a sei persone fisiche e due entità, includendo nuovi soggetti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in diversi contesti geografici (Russia, Cina, Corea del Nord, Libia, Siria). Le misure restrittive includono congelamento dei beni, divieti di transazioni finanziarie e altre sanzioni economiche nei confronti dei soggetti designati. La decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e rappresenta uno strumento di politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE per contrastare violazioni sistematiche dei diritti umani a livello globale.

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Riferimento normativo

Decisione (PESC) 2022/2376 del Consiglio del 5 dicembre 2022 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani EN: Council Decision (CFSP) 2022/2376 of 5 December 2022 amending Decision (CFSP) 2020/1999 concerning restrictive measures against serious human rights violations and abuses

Testo normativo

6.12.2022 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 314/90 DECISIONE (PESC) 2022/2376 DEL CONSIGLIO del 5 dicembre 2022 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29, vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, considerando quanto segue: (1) Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2020/1999 ( 1 ) . (2) Le misure di cui agli articoli 2 e 3 della decisione (PESC) 2020/1999 si applicano in relazione alle persone fisiche o giuridiche, alle entità e agli organismi elencati nell'allegato di tale decisione fino all'8 dicembre 2022. (3) Sulla base del riesame dell'allegato della decisione (PESC) 2020/1999, le misure di cui agli articoli 2 e 3 di tale decisione in relazione alle persone fisiche o giuridiche, alle entità e agli organismi elencati in tale allegato dovrebbero essere prorogate fino all'8 dicembre 2023. È opportuno aggiornare le voci concernenti sei persone fisiche e due entità inserite in detto allegato. (4) È opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2020/1999, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 La decisione (PESC) 2020/1999 è così modificata: 1) all''articolo 10, nella seconda frase, la data «8 dicembre 2022» è sostituita dalla data «8 dicembre 2023»; 2) l'allegato è modificato come indicato nell'allegato della presente decisione. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea . Fatto a Bruxelles, il 5 dicembre 2022 Per il Consiglio Il presidente M. KUPKA ( 1 ) Decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 13 ). ALLEGATO L'allegato della decisione (PESC) 2020/1999 («Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi di cui agli articoli 2 e 3») è così modificato: 1) nella sezione A, le voci relative alle sei persone fisiche di seguito sono sostituite dalle seguenti: A. Persone fisiche Nomi (traslitterazione in caratteri latini) Nomi Informazioni identificative Motivi dell'inserimento nell'elenco Data di inserimento nell'elenco «1. Alexander (Alexandr) Petrovich KALASHNIKOV Aлександр Петрович КАЛАШНИКОВ (grafia russa) Carica: ex direttore del servizio penitenziario federale russo (FSIN) Data di nascita: 27.1.1964 Luogo di nascita: Tatarsk, regione/Oblast di Novosibirsk, RSFS russa (ora Federazione russa) Cittadinanza: russa Sesso: maschile Alexander Kalashnikov è stato direttore del servizio penitenziario federale russo (FSIN) dall'8 ottobre 2019 al 25 novembre 2021. In tale carica ha sovrinteso a tutte le attività dell'FSIN. Nella veste di direttore del FSIN, è stato responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi arresti e detenzioni arbitrari. Nel caso di Alexei Navalny, che si stava riprendendo in Germania (settembre 2020-gennaio 2021) da un avvelenamento con un agente nervino tossico del gruppo Novichok, il 28 dicembre 2020 l'FSIN ha ordinato che si presentasse immediatamente davanti a un funzionario addetto alla sorveglianza o sarebbe stato condannato a una pena detentiva per aver violato la sospensione della pena che gli era stata inflitta dopo una condanna per frode. Nel 2018 la Corte europea dei diritti dell'uomo aveva giudicato tale condanna per frode arbitraria e iniqua. Il 17 gennaio 2021, su ordine di Alexander Kalashnikov, agenti dell'FSIN hanno arrestato Alexei Navalny al suo arrivo all'aeroporto di Mosca. L'arresto di Alexei Navalny si basa su una decisione del tribunale della città di Khimki, che a sua volta è stata emessa su richiesta dell'FSIN. A fine dicembre 2020, l'FSIN aveva già chiesto che un tribunale commutasse la pena condizionale di Alexei Nalvany in pena detentiva. Il 17 febbraio 2021 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ingiunto al governo della Federazione russa di rilasciare Alexei Navalny. 2.3.2021 6. WANG Junzheng 王君正 (grafia cinese) Cariche: segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet; ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang; commissario politico dell'XPCC e amministratore delegato del China Xinjiang Group Data di nascita: maggio 1963 Luogo di nascita: Linyi, Shandong (Cina) Cittadinanza: cinese Sesso: maschile Segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet dall'ottobre 2021. Ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang (XUAR) dall'aprile 2020 all'ottobre 2021 nonché commissario politico dell'XPCC dal maggio 2020 all'ottobre 2021. Ex segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR, dal febbraio 2019 al settembre 2020. Wang Junzheng ha occupato anche altre alte cariche nell'XPCC. L'XPCC è un'organizzazione economica e paramilitare statale presente nella XUAR, che esercita l'autorità amministrativa e controlla le attività economiche nello Xinjiang. In qualità di segretario del partito e di commissario politico dell'XPCC, Wang Junzheng è stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche attuate dall'XPCC. In tale carica, è stato responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo, connesse, tra l'altro, all'attuazione da parte dell'XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. È stato altresì responsabile del ricorso sistematico, da parte dell'XPCC, a uiguri e persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone. In qualità di vicesegretario del comitato del partito della XUAR, Wang Junzheng è stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche di sicurezza attuate nello Xinjiang, compreso il summenzionato programma rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In qualità di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal febbraio 2019 al settembre 2020, Wang Junzheng è stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell'applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell'attuazione del summenzionato programma. 22.3.2021 9. JONG Kyong-thaek (alias CHO’NG Kyo’ng-t’aek) 정경택 (grafia coreana) Cariche: direttore dell'ufficio di politica generale dell'esercito popolare coreano; ex ministro della Sicurezza dello Stato della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) Data di nascita: tra l'1.1.1961 e il 31.12.1963 Cittadinanza: Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) Sesso: maschile Jong Kyong-thaek è il direttore dell'ufficio di politica generale dell'esercito popolare coreano. È stato ministro della Sicurezza dello Stato della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) dal 2017 al 2022. Il ministero della Sicurezza dello Stato della RPDC è una delle istituzioni di punta incaricate dell'attuazione delle politiche di sicurezza repressive della RPDC, miranti innanzitutto a individuare e reprimere il dissenso politico, l'afflusso di informazioni “sovversive” provenienti dall'estero e qualsiasi altro comportamento considerato una grave minaccia politica al sistema politico e alla sua dirigenza. In qualità di ex capo del ministero della Sicurezza dello Stato, Jong Kyong-thaek è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizione forzata di persone e arresti o detenzioni arbitrari, nonché lavoro forzato e violenza sessuale contro le donne. 22.3.2021 10. RI Yong Gil (alias RI Yong Gi, RI Yo’ng-kil, YI Yo’ng-kil) 리영길 (grafia coreana) Carica: ministro della Difesa nazionale della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) Grado: vice maresciallo Data di nascita: 1955 Cittadinanza: Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) Sesso: maschile Ri Yong Gil è il ministro della Difesa nazionale della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC). È stato ministro della Sicurezza sociale dal gennaio 2021 fino al giugno o luglio 2021. È stato capo di Stato maggiore dell'esercito popolare coreano fra il 2018 e il gennaio 2021. È stato promosso al grado di vice maresciallo dell'esercito popolare coreano il 14 aprile 2022. In qualità di ministro della Difesa nazionale Ri Yong Gil è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, anche ad opera di membri del comando di sicurezza militare e di altre unità dell'esercito popolare coreano. Il ministero della Sicurezza sociale della RPDC (noto precedentemente come ministero della Sicurezza popolare o ministero della Sicurezza pubblica) e il comando di sicurezza militare sono le istituzioni di punta incaricate dell'attuazione delle politiche di sicurezza repressive della RPDC, fra cui interrogatori e punizione delle persone che fuggono “illegalmente” dalla RPDC. In particolare, il ministero della Sicurezza sociale è incaricato di gestire, tramite il suo ufficio correzionale, campi di prigionia e centri di lavoro forzato per detenzioni di breve durata, dove i prigionieri/detenuti sono deliberatamente lasciati morire di fame e sono sottoposti ad altri trattamenti inumani. In qualità di ex capo del ministero della Sicurezza sociale, Ri Yong Gil è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizione forzata di persone e arresti o detenzioni arbitrari, nonché lavoro forzato e violenza sessuale contro le donne. In qualità di ex capo di Stato maggiore dell'esercito popolare coreano, Ri Yong Gil è responsabile anche delle gravi e diffuse violazioni dei diritti umani commesse da tale esercito. 22.3.2021 12. Abderrahim AL-KANI (alias Abdul-Rahim AL-KANI, Abd-al-Rahim AL-KANI, Abdel Rahim KHALIFA, Abdel Rahim AL-SHAQAQI) عبد الرحيم الكاني (grafia araba) Carica: membro della milizia Kaniyat Data di nascita: 7.9.1997 Cittadinanza: libica N. di passaporto: PH3854LY Numero di carta d'identità: 119970331820 Sesso: maschile Abderrahim Al-Kani è un membro chiave della milizia Kaniyat e fratello di Mohammed Khalifa Al-Khani, capo della milizia Kaniyat (deceduto nel luglio 2021). La milizia Kaniyat ha esercitato il controllo sulla città libica di Tarhuna tra il 2015 e il giugno 2020. Abderrahim Al-Kani è responsabile della sicurezza interna per la milizia Kaniyat. In tale veste, è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Libia, in particolare uccisioni extragiudiziali e sparizioni forzate di persone tra il 2015 e il giugno 2020 a Tarhuna. Abderrahim Al-Kani e la milizia Kaniyat hanno lasciato Tarhuna all'inizio del giugno 2020 per fuggire nella Libia orientale. Da allora, a Tarhuna sono state scoperte diverse fosse comuni attribuite alla milizia Kaniyat. 22.3.2021 16. Dimitriy (Dimitry, Dmitri, Dmitry) Valerievich UTKIN Дмитрий Валерьевич Уткин (grafia russa) Carica: fondatore e comandante del Wagner Group Grado: tenente colonnello (riserva) Nominativo di chiamata: Vagner, Wagner, The Nineth Numero di identificazione Wagner Group: M-0209 Data di nascita: 1.6.1970 o 11.6.1970 Luogo di nascita: Asbest, oblast di Sverdlovsk, RSFS russa (ora Federazione russa) Cittadinanza: russa Indirizzo: Pskov, Federazione russa Sesso: maschile Dimitriy Utkin, ex agente dell'intelligence militare russa (GRU), è il fondatore del Wagner Group e responsabile del coordinamento e della pianificazione delle operazioni per lo schieramento dei mercenari del Wagner Group in vari paesi. Nella sua posizione di comando all'interno del Wagner Group, è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal gruppo, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie. Ciò include la tortura a morte di un disertore siriano perpetrata da quattro membri del Wagner Group nel giugno 2017 nel governatorato di Homs, in Siria. Secondo un ex membro del Wagner Group, Dimitriy Utkin ha ordinato personalmente la tortura a morte del disertore e la ripresa video dell'atto. 13.12.2021»; 2) nella sezione B, le voci relative alle due entità di seguito sono sostituite dalle seguenti: B. Persone giuridiche, entità e organismi Nome (traslitterazione in caratteri latini) Nome Informazioni identificative Motivi dell'inserimento nell'elenco Data di inserimento nell'elenco «3. Kaniyat Militia (già 7th brigade Tarhuna 7th Brigade, già Tarhuna Brigade) (alias 9th brigade, Al-Kani Militia, Al-Kaniyat, Kani Brigade, Kaniat, Kaniyat, Kanyat) مليشيا كانيات (grafia araba) La milizia Kaniyat è una milizia armata libica che ha esercitato il controllo sulla città libica di Tarhuna tra il 2015 e il giugno 2020. Fosse comuni attribuite alla milizia Kaniyat sono state scoperte a Tarhuna a partire dal giugno 2020 dopo che la milizia è fuggita nella Libia orientale. La milizia Kaniyat è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare uccisioni extragiudiziali, e di sparizioni forzate. 22.3.2021 5. Wagner Group (alias Vagner Group, PMC Wagner, Liga, League) Группа Вагнера (grafia russa) Il Wagner Group è un'entità militare privata non registrata con sede in Russia, istituita nel 2014 come successore dello Slavonic Corps. È guidata da Dimitriy Utkin ed è finanziata da Yevgeny Prigozhin. Attraverso la creazione di entità locali e con il sostegno dei governi locali, il Wagner Group finanzia e conduce le sue operazioni. Il Wagner Group è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina, in Siria, in Libia, nella Repubblica centrafricana (RCA), in Sudan, in Mali e in Mozambico, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie. 13.12.2021».

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La Decisione UE 2022/2376 è il riferimento normativo per le sanzioni PESC relative a violazioni dei diritti umani, congelamento dei beni, designazione di soggetti sanzionati e misure restrittive contro persone fisiche e giuridiche. Esperti di compliance internazionale, uffici legali e funzionari pubblici la consultano per verificare l'inserimento in liste nere, obblighi di due diligence, conformità alle sanzioni UE e implementazione di misure di controllo su transazioni e movimentazione di asset.

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