Decreto Ministeriale Procedimenti

Decreto Ministeriale 209/2001

Regolamento concernente la determinazione degli organi, delle procedure e delle modalita' di esercizio dell'interpello e dell'obbligo di risposta da parte dell'Amministrazione finanziaria, di cui all'articolo 11, comma 5, della legge n. 212 del 2000.

Pubblicato: 05/06/2001 In vigore dal: 26/04/2001 Documento ufficiale

Quali sono i requisiti e le procedure per presentare un'istanza di interpello secondo il Decreto Ministeriale 209/2001?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 209/2001 disciplina le modalità concrete con cui i contribuenti possono presentare istanze di interpello all'Amministrazione finanziaria, uno strumento previsto dalla Legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente). L'interpello consente a qualsiasi contribuente di chiedere chiarimenti all'Amministrazione quando sussistono obiettive condizioni di incertezza sull'interpretazione di una norma tributaria, prima di mettere in pratica il comportamento controverso. La richiesta deve essere presentata per iscritto, in carta libera, agli uffici competenti tramite raccomandata con avviso di ricevimento, e deve riguardare l'applicazione della norma a casi concreti e personali specifici del richiedente. È fondamentale che l'istanza sia presentata prima di dare attuazione alla norma oggetto di dubbio: una volta che il contribuente ha già agito, l'interpello non è più ammissibile, proprio per mantenere il carattere preventivo dello strumento e non confliggere con la disciplina del ravvedimento operoso. L'Amministrazione ha 120 giorni per rispondere; se non risponde entro questo termine, si presume che concordi con l'interpretazione proposta dal contribuente, e qualsiasi atto impositivo difforme dalla risposta (anche presunta) è nullo.

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Riferimento normativo

DECRETO 26 aprile 2001, n. 209

Testo normativo

DECRETO n. 209/2001 # DECRETO 26 aprile 2001, n. 209 ## Regolamento concernente la determinazione degli organi, delle procedure e delle modalita' di esercizio dell'interpello e dell'obbligo di risposta da parte dell'Amministrazione finanziaria, di cui all'articolo 11, comma 5, della legge n. 212 del 2000. IL MINISTRO DELLE FINANZE Vista la legge 27 luglio 2000, n. 212 , concernente disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente; Visto l' articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 , recante disposizioni sull'interpello del contribuente; Visto l' articolo 18, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212 , riguardante disposizioni di attuazione; Visto l' articolo 19 della legge 27 luglio 2000, n. 212 , recante l'attuazione del diritto di interpello del contribuente; Visto l' articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 , relativo all'interpello dell'amministrazione finanziaria da parte del contribuente; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 20 novembre 2000, n. 193/2000; Considerato che non è opportuno accogliere l'indicazione del Consiglio di Stato relativa alla possibilità di presentare l'istanza di interpello anche dopo che il contribuente ha dato attuazione alla norma controversa, atteso che il mantenimento del carattere preventivo dell'interpello consente di non confliggere con la disciplina del ravvedimento operoso; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri effettuata, a norma dell' articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 , con nota n. 3-2245/UCL del 13 febbraio 2001; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Presentazione dell'istanza di interpello 1. Ciascun contribuente, qualora ricorrano obiettive condizioni di incertezza sulla interpretazione di una disposizione normativa di natura tributaria, può inoltrare all'amministrazione finanziaria istanza di interpello riguardante l'applicazione della disposizione stessa a casi concreti e personali, diversi da quelli oggetto dell'interpello disciplinato dall' articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 . L'interpello non può essere proposto con riferimento ad accertamenti tecnici. 2. Il contribuente dovrà presentare l'istanza di cui al comma 1, prima di porre in essere il comportamento o di dare attuazione alla norma oggetto di interpello. 3. L'istanza di interpello può essere presentata, al-tresì, anche da soggetti che in base a specifiche disposizioni di legge sono obbligati a porre in essere gli adempimenti tributari per conto del contribuente. 4. L'istanza di interpello, redatta in carta libera, è presentata agli uffici individuati al successivo articolo 2, mediante consegna o spedizione a mezzo del servizio postale in plico, senza busta, raccomandato con avviso di ricevimento. 5. La presentazione dell'istanza di interpello non ha effetto sulle scadenze previste dalle norme tributarie, nè sulla decorrenza dei termini di decadenza e non comporta interruzione o sospensione dei termini di prescrizione. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si riporta il testo degli articoli 11 , 18 e 19 della legge 27 luglio 2000, n. 212 , recante "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 : "Art. 11 (Interpello del contribuente). - 1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto all'amministrazione finanziaria, che risponde entro centoventi giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l'applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell'istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria. 2. La risposta dell'amministrazione finanziaria, scritta e motivata, vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell'istanza di interpello, e limitatamente al richiedente. Qualora essa non pervenga al contribuente entro il termine di cui al comma 1, si intende che l'amministrazione concordi con l'interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente. Qualsiasi atto, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, emanato in difformità dalla risposta, anche se desunta ai sensi del periodo precedente, è nullo. 3. Limitatamente alla questione oggetto dell'istanza di interpello, non possono essere irrogate sanzioni nei confronti del contribuente che non abbia ricevuto risposta dall'amministrazione finanziaria entro il termine di cui al comma 1. 4. Nel caso in cui l'istanza di interpello formulata da un numero elevato di contribuenti concerna la stessa questione o questioni analoghe fra loro, l'amministrazione finanziaria può rispondere collettivamente, attraverso una circolare o una risoluzione tempestivamente pubblicata ai sensi dell'art. 5, comma 2. 5. Con decreto del Ministro delle finanze, adottato ai sensi dell' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , relativo ai poteri regolamentari dei Ministri nelle materie di loro competenza, sono determinati gli organi, le procedure e le modalità di esercizio dell'interpello e dell'obbligo di risposta da parte dell'amministrazione finanziaria. 6. Resta fermo quanto previsto dall' art. 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 , relativo all'interpello della amministrazione finanziaria da parte dei contribuenti.". "Art. 18 (Disposizioni di attuazione). - 1. I decreti ministeriali previsti dagli articoli 8 e 11, devono essere emanati entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. Entro il termine di cui al comma 1, sono nominati i componenti del Garante del contribuente di cui all'art. 13.". "Art. 19 (Attuazione del diritto di interpello del contribuente). - 1. L'amministrazione finanziaria, nel quadro dell'attuazione del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 , adotta ogni opportuno adeguamento della struttura organizzativa ed individua l'occorrente riallocazione delle risorse umane, allo scopo di assicurare la piena operatività delle disposizioni dell'art. 11 della presente legge. 2. Per le finalità di cui al comma 1, il Ministro delle finanze è altresì autorizzato ad adottare gli opportuni provvedimenti per la riqualificazione del personale in servizio.". - Si riporta il testo dell' art. 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 , recante "Disposizioni per ampliare le basi imponibili, per razionalizzare, facilitare e potenziare l'attività di accertamento; disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle imprese, nonchè per riformare il contenzioso e per la definizione agevolata dei rapporti tributari pendenti; delega del Presidente della Repubblica per la concessione di amnistia per reati tributari; istituzioni dei centri di assistenza fiscale e del conto fiscale", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - supplemento ordinario - n. 305 del 31 dicembre 1991: "Art. 21 (Diritto di interpello). - 1. È istituito, alle dirette dipendenze del Ministro delle finanze, il comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive, cui è demandato il compito di emettere pareri su richiesta dei contribuenti. 2. La richiesta di parere deve riguardare l'applicazione, ai casi concreti rappresentati dal contribuente, delle disposizioni contenute negli articoli 37, comma terzo, e 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 , e successive modificazioni. La richiesta di parere può altresì riguardare, ai fini dell'applicazione dell'art. 74, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , e successive modificazioni, la qualificazione di determinate spese, sostenute dal contribuente, tra quelle di pubblicità e di propaganda ovvero tra quelle di rappresentanza. 3. Il parere reso dal comitato ha efficacia esclusivamente ai fini e nell'ambito del rapporto tributario. Nella eventuale fase contenziosa l'onere della prova viene posto a carico della parte che non si è uniformata al parere del comitato. 4. Il comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive, nominato con decreto del Ministro delle finanze, è composto dai seguenti membri: a) i direttori generali della direzione generale delle imposte dirette e della direzione generale delle tasse e imposte indirette sugli affari e il direttore dell'ufficio centrale per gli studi di diritto tributario comparato e per le relazioni internazionali; b) il comandante generale della Guardia di finanza; c) il direttore del servizio centrale degli ispettori tributari; d) il direttore dell'ufficio del coordinamento legislativo; e) due componenti del Consiglio superiore delle finanze, non appartenenti all'amministrazione finanziaria, designati dal Consiglio stesso; f) tre esperti in materia tributaria designati dal Ministro delle finanze. 5. I membri del comitato possono farsi rappresentare da funzionari, di grado non inferiore a primo dirigente, e da ufficiali superiori; possono altresì farsi assistere da personale delle qualifiche e grado indicati che partecipano, in tal caso, alle sedute senza diritto di voto. Il comitato si avvale degli stessi poteri istruttori attribuiti agli uffici finanziari. 6. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanare di concerto con il Ministro del tesoro, ai sensi dell' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , sono stabiliti l'organizzazione interna, il funzionamento e le dotazioni finanziarie del comitato. 7. Il presidente del comitato è nominato dal Ministro delle finanze, con proprio decreto, tra i membri del comitato stesso. 8. Le indennità da corrispondere ai membri del comitato non appartenenti all'amministrazione finanziaria verranno stabilite ogni triennio con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro. 9. Il contribuente, anche prima della conclusione di un contratto, di una convenzione o di un atto che possa dar luogo all'applicazione delle disposizioni richiamate nel comma 2, può richiedere il preventivo parere alla competente direzione generale del Ministero delle finanze fornendole tutti gli elementi conoscitivi utili ai fini della corretta qualificazione tributaria della fattispecie prospettata. 10. In caso di mancata risposta da parte della direzione generale, trascorsi sessanta giorni dalla richiesta del contribuente, ovvero qualora alla risposta fornita il contribuente non intenda uniformarsi, lo stesso potrà richiedere il parere in ordine alla fattispecie medesima al comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive. La mancata risposta da parte del comitato consultivo entro sessanta giorni dalla richiesta del contribuente, e dopo ulteriori sessanta giorni da una formale diffida ad adempiere da parte del contribuente stesso, equivale a silenzio assenso. 11. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti i termini e le modalità da osservare per l'invio delle richieste di parere alla competente direzione generale e per la comunicazione dei pareri stessi al contribuente. 12. All'onere derivante dal comma 8, stimato in lire 150 milioni annui, si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recate dalla presente legge.". - Si riporta il testo dell' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , recante "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - supplemento ordinario - n. 214 del 12 settembre 1988: "3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.". Nota all'art. 1: - Per il testo dell' art. 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 , si rinvia alle note alle premesse.

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L'interpello del contribuente è uno strumento di certezza del diritto tributario disciplinato dalla Legge 212/2000 e regolamentato dal DM 209/2001, utilizzato da commercialisti e consulenti fiscali per ottenere chiarimenti preventivi su questioni interpretative relative a IRPEF, IRES, IVA e altre imposte. È particolarmente rilevante per questioni di qualificazione fiscale, deducibilità, applicazione di agevolazioni e interpretazione di norme complesse, garantendo protezione da sanzioni qualora l'Amministrazione non risponda nei termini previsti.

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