Qual è l'oggetto e la finalità del Decreto del Presidente del Consiglio 84/2015?
Spiegato da FiscoAI
Il DPCM 84/2015 è un regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia, adottato il 15 giugno 2015, che disciplina la ristrutturazione dell'amministrazione centrale del dicastero e la riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche. Si applica all'intera struttura amministrativa centrale del Ministero della giustizia, interessando dipartimenti, direzioni generali e altre articolazioni centrali. Il decreto è stato emanato sulla base di numerose leggi e decreti legislativi che conferivano al Governo la facoltà di riorganizzare l'amministrazione della giustizia, con l'obiettivo di razionalizzare la struttura organizzativa e contenere la spesa pubblica. Il provvedimento ha richiesto il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali di settore, il parere del Consiglio di Stato e la deliberazione del Consiglio dei ministri, garantendo così un iter procedurale rigoroso e partecipativo.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 giugno 2015, n. 84
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI n. 84/2015
# DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 15 giugno 2015, n. 84
## Regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia e
riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche.
(15G00097)
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 17 maggio 1952, n. 629 e successive modificazioni e integrazioni; Vista la legge 12 agosto 1962, n. 1311 e successive modificazioni e integrazioni; Visto l' articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni e integrazioni; Visto il decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 446 ; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 e successive modificazioni e integrazioni; Visti gli articoli 4, comma 4 , 5 , 16 , 17 , 18 , 19 e 55 , comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni e integrazioni; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni e integrazioni; Visto il decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63 e successive modificazioni e integrazioni; Visto il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240 e successive modificazioni e integrazioni; Visto l' articolo 1, commi da 404 a 416, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ; Visto l' articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 , convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ; Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e successive modificazioni e integrazioni; Visto l' articolo 2 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194 , convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25 ; Visto l' articolo 1 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 , convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 ; Visto l' articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 ; Visto l' articolo 2, comma 7, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101 , convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 ; Visto l' articolo 1, comma 6, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 , convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15 ; Visto l' articolo 16, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 , convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89 , che prevede la facoltà di richiedere il parere al Consiglio di Stato sugli schemi da adottare ai sensi del medesimo comma; Visto l' articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 , convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 ; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 55 ; Sentite le organizzazioni sindacali di settore; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 27 marzo 2015; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 16 aprile 2015; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri adottata nella riunione del 18 maggio 2015; Sulla proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Definizioni 1. Ai fini del presente decreto si intende: a) per «Ministro» il Ministro della giustizia; b) per «Ministero» il Ministero della giustizia; c) per «decreto legislativo» il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 ; d) per «amministrazione centrale» i dipartimenti, le direzioni generali e le altre articolazioni centrali previsti dal titolo II del presente decreto; (( e) per "uffici periferici dell'organizzazione giudiziaria" gli uffici periferici dell'organizzazione giudiziaria di cui all' articolo 6 del decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240 ; )) f) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.P.C.M. 30 OTTOBRE 2020, N. 175 )) .
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Il DPCM 84/2015 rappresenta il principale strumento normativo per la riorganizzazione amministrativa del Ministero della giustizia, affrontando tematiche di razionalizzazione organizzativa, riduzione della spesa pubblica e efficientamento della pubblica amministrazione. Professionisti del diritto amministrativo e consulenti di settore lo consultano per comprendere la struttura centrale del Ministero della giustizia, le competenze dei dipartimenti e delle direzioni generali, nonché le modifiche organizzative successive, incluse quelle introdotte dal DPCM 175/2020.
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