Come viene arrotondato l'importo delle imposte di registro e di bollo quando risulta una frazione minore di 100 lire?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 1168/1960 stabilisce una regola di arrotondamento per le imposte di registro e di bollo, due tributi che colpiscono rispettivamente gli atti e i documenti. Quando il calcolo della somma totale delle imposte dovute presenta una frazione inferiore a 100 lire, questa frazione non viene scartata ma viene arrotondata per eccesso, computandola come 100 lire intere. Si tratta di una norma di favore per il contribuente, che evita di perdere importi minimi. La disposizione modifica l'articolo 10 del Regio Decreto 3269/1923, sostituendone l'ultimo comma con questa nuova regola di arrotondamento. Questa norma era particolarmente rilevante nel contesto economico degli anni Sessanta, quando le frazioni di lire avevano ancora significato pratico nella liquidazione delle imposte indirette.
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Riferimento normativo
LEGGE 7 ottobre 1960, n. 1168
Testo normativo
LEGGE n. 1168/1960
# LEGGE 7 ottobre 1960, n. 1168
## Arrotondamento a lire 100 delle frazioni minori di lire 100 nella
liquidazione delle imposte di registro e di bollo.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 Il testo dell'ultimo comma dell' art. 10 del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3269 , è sostituito dal seguente: "Quando la somma totale delle imposte liquidate presenta una frazione minore di cento lire, questa frazione è computata per cento lire".
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La Legge 1168/1960 riguarda l'arrotondamento nelle imposte di registro e di bollo, tributi indiretti disciplinati dal Regio Decreto 3269/1923. Commercialisti e professionisti che gestiscono la liquidazione di imposte di registro su atti notarili, contratti e documenti devono considerare questa regola di arrotondamento per frazioni minori di 100 lire, applicabile anche alle imposte di bollo su assegni, cambiali e altri documenti soggetti a tassazione.
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