Qual era l'oggetto del Regio Decreto 143/1927 e quale è il suo stato normativo attuale?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 143/1927, emanato il 13 febbraio 1927, aveva per oggetto l'assegnazione di somme prelevate dall'avanzo effettivo dell'esercizio finanziario 1925-26. Si trattava di un provvedimento di natura amministrativo-contabile relativo alla gestione del bilancio dello Stato italiano durante il periodo fascista, specificamente destinato a destinare fondi residui da un esercizio finanziario concluso. Questo tipo di decreto era frequente nella pratica amministrativa dell'epoca per regolarizzare i residui di bilancio e assegnare risorse a specifiche finalità. Tuttavia, il provvedimento ha perso completamente efficacia normativa: è stato abrogato dal Decreto Legge 22 dicembre 2008, n. 200, successivamente convertito con modificazioni dalla Legge 18 febbraio 2009, n. 9. Pertanto, attualmente non produce alcun effetto giuridico e rappresenta un documento di interesse esclusivamente storico e archivistico, privo di applicazione pratica nel sistema normativo vigente.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 13 febbraio 1927, n. 143
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 143/1927
# REGIO DECRETO 13 febbraio 1927, n. 143
## Assegnazione di somme prelevate dall'avanzo effettivo dell'esercizio
finanziario 1925-26. (027U0143)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 22 DICEMBRE 2008, N. 200 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 18 FEBBRAIO 2009, N. 9 ))
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Il Regio Decreto 143/1927 riguarda la gestione dei residui di bilancio e dell'avanzo di esercizio, istituti tipici della contabilità pubblica e della finanza dello Stato. Sebbene abrogato, rimane rilevante per storici del diritto amministrativo e per chi studia l'evoluzione della normativa sulla gestione dei fondi pubblici e dei bilanci dello Stato italiano nel periodo tra le due guerre.
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