Assegnazione di somma prelevata dall'avanzo effettivo dell'esercizio finanziario 1925-26, al bilancio del Ministero dell'agricoltura e delle foreste, per l'esercizio finanziario 1930.31. (030U1514)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 1514/1930 e a quale bilancio ministeriale si applicava?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 1514/1930 era un provvedimento di natura contabile e finanziaria emanato durante il periodo fascista, specificamente il 6 novembre 1930. Esso prevedeva l'assegnazione di una somma di denaro prelevata dall'avanzo effettivo (cioè dai fondi residui e non utilizzati) dell'esercizio finanziario 1925-26 al bilancio del Ministero dell'agricoltura e delle foreste per l'esercizio finanziario 1930-31. Si trattava di un meccanismo di riassegnazione di risorse pubbliche accumulate negli anni precedenti verso un dicastero specifico. Il provvedimento riguardava esclusivamente l'amministrazione pubblica e la gestione dei fondi di bilancio dello Stato italiano. Questo tipo di decreto era comune nella pratica amministrativa italiana per destinare fondi residui a nuove finalità di spesa pubblica. Tuttavia, il provvedimento ha perso completamente efficacia giuridica, essendo stato abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, nel contesto di una riforma più ampia della normativa finanziaria e contabile dello Stato.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 6 novembre 1930, n. 1514
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 1514/1930
# REGIO DECRETO 6 novembre 1930, n. 1514
## Assegnazione di somma prelevata dall'avanzo effettivo dell'esercizio
finanziario 1925-26, al bilancio del Ministero dell'agricoltura e
delle foreste, per l'esercizio finanziario 1930.31. (030U1514)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 1514/1930 rappresenta un esempio storico di gestione dei bilanci pubblici e avanzi di esercizio nel diritto amministrativo italiano. Commercialisti e consulenti che studiano l'evoluzione della normativa contabile pubblica possono trovare riferimenti a meccanismi di riassegnazione di fondi, esercizi finanziari e gestione dei residui attivi nelle amministrazioni pubbliche. Questo decreto è stato completamente superato dalla riforma della contabilità di Stato introdotta dal D.Lgs. 212/2010.
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