Maggiore assegnazione nello stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze, per l'esercizio finanziario 1926-27, per restituzione e rimborsi dovuti dall'Amministrazione del demanio e tasse. (026U1567)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 1567/1926 e quale normativa lo ha abrogato?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 1567/1926 era un provvedimento di natura contabile-amministrativa emanato il 3 settembre 1926, finalizzato ad aumentare le assegnazioni di bilancio nel Ministero delle Finanze per l'esercizio finanziario 1926-27. In particolare, riguardava le risorse necessarie per effettuare restituzioni e rimborsi dovuti dall'Amministrazione del Demanio e delle Tasse, cioè somme che lo Stato doveva restituire a soggetti privati o enti pubblici per varie ragioni amministrative. Si trattava quindi di un decreto di natura straordinaria, volto a coprire specifiche passività dello Stato nel settore fiscale e patrimoniale. Questo provvedimento, pur essendo di carattere storico e ormai obsoleto, rappresentava uno strumento tipico della gestione finanziaria dello Stato fascista per regolarizzare debiti amministrativi. Il decreto è stato completamente abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, che ha introdotto il nuovo Codice della Riscossione, modernizzando completamente la disciplina delle restituzioni e dei rimborsi tributari.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 3 settembre 1926, n. 1567
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 1567/1926
# REGIO DECRETO 3 settembre 1926, n. 1567
## Maggiore assegnazione nello stato di previsione della spesa del
Ministero delle finanze, per l'esercizio finanziario 1926-27, per
restituzione e rimborsi dovuti dall'Amministrazione del demanio e
tasse. (026U1567)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 1567/1926 riguardava restituzioni e rimborsi tributari, materia oggi disciplinata dal D.Lgs. 212/2010 (Codice della Riscossione). Commercialisti e consulenti fiscali devono fare riferimento alla normativa vigente su crediti d'imposta, rimborsi IVA e restituzione di tributi, non più a questo decreto storico ormai abrogato.
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