15ª prelevazione dal fondo di riserva per le spese impreviste, inscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze, per l'esercizio finanziario 1924-1925. (024U1730)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 1730/1924 e quale era la sua rilevanza fiscale?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 1730/1924 rappresentava un provvedimento amministrativo del Regno d'Italia emanato il 16 ottobre 1924, finalizzato a effettuare la 15ª prelevazione dal fondo di riserva destinato alle spese impreviste. Questo fondo era iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero delle Finanze per l'esercizio finanziario 1924-1925, periodo cruciale della gestione economica dello Stato italiano durante il fascismo. Si trattava di uno strumento di bilancio utilizzato per fronteggiare esigenze finanziarie straordinarie non preventivate nella programmazione ordinaria. Il decreto autorizzava il prelievo da una riserva di bilancio, consentendo al governo di disporre di risorse aggiuntive per spese urgenti e impreviste. Tuttavia, è importante sottolineare che questo provvedimento è stato completamente abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, perdendo quindi qualsiasi efficacia normativa e applicabilità pratica nel sistema giuridico contemporaneo. Oggi rimane rilevante solo da un punto di vista storico-documentale per chi studia l'evoluzione della normativa fiscale e amministrativa italiana.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 16 ottobre 1924, n. 1730
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 1730/1924
# REGIO DECRETO 16 ottobre 1924, n. 1730
## 15ª prelevazione dal fondo di riserva per le spese impreviste,
inscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero delle
finanze, per l'esercizio finanziario 1924-1925. (024U1730)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 1730/1924 riguardava fondi di riserva per spese impreviste e bilancio dello Stato, strumenti tipici della gestione amministrativa e finanziaria pubblica nel periodo fascista. Sebbene abrogato, rappresenta un esempio storico di come venivano gestite le risorse straordinarie attraverso prelevamenti da fondi di riserva, meccanismo ancora presente nella moderna contabilità pubblica italiana.
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