Quali erano le disposizioni urgenti introdotte dal Decreto-Legge 183/2015 per il settore creditizio e quale è stato il suo destino normativo?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto-Legge 183/2015, emanato il 22 novembre 2015, conteneva disposizioni urgenti rivolte al settore creditizio italiano, affrontando probabilmente tematiche critiche relative alla stabilità e al funzionamento del sistema bancario in quel periodo. Tuttavia, il decreto ha avuto una vita normativa breve: è decaduto secondo le regole ordinarie che disciplinano i decreti-legge, i quali perdono efficacia se non convertiti in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione. Gli effetti già prodotti dal decreto durante la sua vigenza sono stati tuttavia preservati e mantenuti validi dalla Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), che ha salvaguardato le conseguenze giuridiche e amministrative generate dall'applicazione del decreto. Questo meccanismo di "sanatoria" è frequente nel nostro ordinamento quando disposizioni urgenti, pur decadendo formalmente, hanno già prodotto effetti rilevanti che il legislatore ritiene opportuno mantenere. Per banche, intermediari creditizi e soggetti interessati, ciò significa che le misure adottate durante la vigenza del decreto hanno mantenuto validità nonostante la decadenza formale.
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Riferimento normativo
DECRETO-LEGGE 22 novembre 2015, n. 183
Testo normativo
DECRETO-LEGGE n. 183/2015
# DECRETO-LEGGE 22 novembre 2015, n. 183
## Disposizioni urgenti per il settore creditizio. (15G00200)
Art. 1 DECRETO DECADUTO; I SUOI EFFETTI SONO STATI FATTI SALVI DALLA L. 28 DICEMBRE 2015, N. 208
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