33ª prelevazione dal fondo di riserva per le spese impreviste inscritto nel bilancio del Ministero delle finanze per l'esercizio finanziario 1923-24. (024U0248)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 248/1924 e quale era la sua rilevanza per il bilancio dello Stato?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 248/1924 rappresentava un provvedimento amministrativo-finanziario del Regno d'Italia, specificamente una prelevazione dal fondo di riserva per le spese impreviste. Questo fondo era iscritto nel bilancio del Ministero delle Finanze per l'esercizio finanziario 1923-24 e costituiva uno strumento di gestione della finanza pubblica per fronteggiare esigenze straordinarie non preventivate. Si trattava della 33ª prelevazione da questo fondo durante l'esercizio considerato, indicando una pratica ricorrente di utilizzo delle risorse di riserva. Il provvedimento aveva natura essenzialmente gestionale e amministrativa, finalizzato a coprire spese urgenti e impreviste della pubblica amministrazione. Tuttavia, il decreto è stato completamente abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, perdendo così qualsiasi efficacia normativa e rilevanza pratica contemporanea. Oggi rappresenta un documento di interesse principalmente storico e archivistico, testimonianza delle procedure di bilancio dello Stato italiano nel primo dopoguerra.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 17 febbraio 1924, n. 248
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 248/1924
# REGIO DECRETO 17 febbraio 1924, n. 248
## 33ª prelevazione dal fondo di riserva per le spese impreviste
inscritto nel bilancio del Ministero delle finanze per l'esercizio
finanziario 1923-24. (024U0248)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 248/1924 riguarda la gestione dei fondi di riserva per spese impreviste nel bilancio dello Stato, strumenti tipici della finanza pubblica italiana storica. Commercialisti e storici amministrativi lo consultano per comprendere l'evoluzione della contabilità di Stato, dei fondi di dotazione e delle procedure di prelevamento dalle riserve di bilancio nel periodo fascista.
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