Che autorizza lo stanziamento del fondo di L. 2,250,000 da assegnarsi alla parte straordinaria del bilancio passivo del Ministero delle Finanze (esercizio 1895-96) per provvedere al pagamento del decimo dovuto ai Comuni sul prodotto dell'imposta di ricchezza mobile. (096U0267)
Quale era lo scopo della Legge 267/1896 e a quale imposta si riferiva?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 267/1896 autorizzava lo stanziamento di 2.250.000 lire nel bilancio del Ministero delle Finanze per l'esercizio 1895-96, con l'obiettivo specifico di pagare ai Comuni una quota del 10% (il "decimo") derivante dal gettito dell'imposta di ricchezza mobile. Si trattava di una norma di carattere straordinario, inserita nella parte passiva del bilancio, che rispondeva all'esigenza di trasferire risorse agli enti locali sulla base della loro partecipazione al prelievo fiscale nazionale. L'imposta di ricchezza mobile era uno dei principali tributi dell'epoca, applicato su redditi e patrimoni, e questa legge garantiva ai Comuni una quota parte del gettito raccolto. La disposizione rappresentava un meccanismo di perequazione fiscale tra lo Stato centrale e le amministrazioni comunali, riconoscendo loro una partecipazione diretta alle entrate tributarie. È importante sottolineare che questa norma è stata completamente abrogata dal Decreto Legge 22 dicembre 2008, n. 200, convertito dalla Legge 18 febbraio 2009, n. 9, perdendo quindi ogni rilevanza pratica contemporanea.
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Riferimento normativo
LEGGE 2 luglio 1896, n. 267
Testo normativo
LEGGE n. 267/1896
# LEGGE 2 luglio 1896, n. 267
## Che autorizza lo stanziamento del fondo di L. 2,250,000 da assegnarsi
alla parte straordinaria del bilancio passivo del Ministero delle
Finanze (esercizio 1895-96) per provvedere al pagamento del decimo
dovuto ai Comuni sul prodotto dell'imposta di ricchezza mobile.
(096U0267)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 22 DICEMBRE 2008, N. 200 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 18 FEBBRAIO 2009, N. 9 ))
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La Legge 267/1896 riguarda l'imposta di ricchezza mobile, un tributo storico su redditi e patrimoni, e il meccanismo di trasferimento del decimo ai Comuni, aspetti rilevanti per comprendere l'evoluzione della finanza locale e della tassazione ordinaria nel sistema tributario italiano dell'Ottocento. Storici fiscali e studiosi di diritto tributario consultano questa norma per analizzare i precedenti della partecipazione comunale alle entrate tributarie e il sistema di perequazione fiscale tra enti.
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