Che approva maggiori assegnazioni su alcuni capitoli dello stato di previsione della spesa del ministero delle finanze per l'esercizio finanziario 1911-912. (012U0268)
Qual era l'oggetto della Legge 268/1912 e quale normativa l'ha successivamente abrogata?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 268/1912, approvata il 4 aprile 1912, era un provvedimento di bilancio del Regno d'Italia che autorizzava maggiori assegnazioni di spesa su specifici capitoli dello stato di previsione del Ministero delle Finanze per l'esercizio finanziario 1911-1912. Si trattava di un atto normativo ordinario di natura amministrativo-contabile, tipico della pratica legislativa dell'epoca, finalizzato ad aumentare le dotazioni di bilancio per determinate voci di spesa ministeriale. Questa legge rappresenta un esempio della gestione finanziaria dello Stato italiano nel primo decennio del Novecento, quando ancora vigeva il sistema monarchico costituzionale. L'articolo 1, unico articolo della legge, è stato successivamente abrogato dal Decreto Legge 22 dicembre 2008, n. 200, convertito con modificazioni dalla Legge 18 febbraio 2009, n. 9, nel contesto di riforme normative più recenti sulla gestione della finanza pubblica. Questa abrogazione riflette l'evoluzione della legislazione italiana e la sostituzione di normative obsolete con disposizioni più moderne.
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Riferimento normativo
LEGGE 4 aprile 1912, n. 268
Testo normativo
LEGGE n. 268/1912
# LEGGE 4 aprile 1912, n. 268
## Che approva maggiori assegnazioni su alcuni capitoli dello stato di
previsione della spesa del ministero delle finanze per l'esercizio
finanziario 1911-912. (012U0268)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 22 DICEMBRE 2008, N. 200 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 18 FEBBRAIO 2009, N. 9 ))
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La Legge 268/1912 riguarda stanziamenti di bilancio e previsioni di spesa pubblica, istituti tipici della contabilità dello Stato. Storici del diritto amministrativo e studiosi di finanza pubblica consultano questa normativa per comprendere l'evoluzione della gestione finanziaria italiana e l'abrogazione di norme storiche attraverso decreti legge e leggi di conversione.
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