Modifiche all'articolo 70 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di indennita' di maternita' per le libere professioniste.
Quali sono le modifiche introdotte dalla Legge 289/2003 all'indennità di maternità per le libere professioniste?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 289/2003 modifica l'articolo 70 del decreto legislativo 151/2001, disciplinando l'indennità di maternità per le libere professioniste iscritte a enti di previdenza obbligatoria. L'indennità spetta per i due mesi antecedenti il parto e i tre mesi successivi, calcolata sull'80% di cinque dodicesimi del reddito professionale denunciato ai fini fiscali come reddito da lavoro autonomo, riferito al secondo anno precedente l'evento della maternità.
La norma stabilisce un importo minimo garantito pari a cinque mensilità calcolate all'80% del salario minimo giornaliero per impiegati, secondo i parametri del decreto-legge 402/1981. Questo assicura una protezione economica base per tutte le professioniste, indipendentemente dal reddito dichiarato.
La principale innovazione è l'introduzione di un limite massimo: l'indennità non può superare cinque volte l'importo minimo calcolato. Tuttavia, ogni singola cassa previdenziale può deliberare, con approvazione del Ministero del Lavoro, un massimale più elevato, considerando la capacità reddituale della categoria professionale e l'equilibrio finanziario dell'ente.
Questa disciplina rappresenta un equilibrio tra la tutela della maternità e la sostenibilità dei fondi previdenziali, permettendo flessibilità alle diverse casse professionali nel gestire l'indennità secondo le specificità di ciascuna categoria.
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Riferimento normativo
LEGGE 15 ottobre 2003, n. 289
Testo normativo
LEGGE n. 289/2003
# LEGGE 15 ottobre 2003, n. 289
## Modifiche all'articolo 70 del testo unico di cui al decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di indennita' di
maternita' per le libere professioniste.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. All'articolo 70 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 , sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, le parole: "del reddito percepito e denunciato ai fini fiscali" sono sostituite dalle seguenti: "del solo reddito professionale percepito e denunciato ai fini fiscali come reddito da lavoro autonomo", e le parole: "della domanda" sono sostituite dalle seguenti: "dell'evento"; b) dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: "3-bis. L'indennità di cui al comma 1 non può essere superiore a cinque volte l'importo minimo derivante dall'applicazione del comma 3, ferma restando la potestà di ogni singola cassa di stabilire, con delibera del consiglio di amministrazione, soggetta ad approvazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un importo massimo più elevato, tenuto conto delle capacità reddituali e contributive della categoria professionale e della compatibilità con gli equilibri finanziari dell'ente". Nota a1 titolo. Avvertenza: - Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'Art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. - I1 decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 , reca: "Testo unico delle disposizioni legislative in materie di tutela e sostegno della maternità e della paternità a norma dell' art 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 "; per il testo dell'art 70, si rinvia alla nota all'art. 1. Nota all'art. 1: - I1 testo dell' art 70 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 , recante "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell' articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 ", come modificato dalla presente legge è il seguente: "Art. 70 (Indennità di maternità per le libere professioniste). - 1. Alle libere professioniste, iscritte ad un ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza di cui alla tabella D allegata al presente testo unico, è corrisposta un'indennità di maternità per i due mesi antecedenti la data del parto e i tre mesi successivi alla stessa. 2. L'indennità di cui al comma 1 viene corrisposta in misura pari all'80 per cento di cinque dodicesimi del solo reddito professionale percepito e denunciato ai fini fiscale come reddito da lavoro autonomo dalla libera professionista nel secondo anno precedente a quello dell'evento. 3. In ogni caso l'indennità di cui al comma 1 non può essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione calcolata nella misura pari all'80 per cento del salario minimo giornaliero stabilito dall' articolo 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402 , convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537 , e successive modificazioni, nella misura risultante, per la qualifica di impiegato, dalla tabella A e dai successivi decreti ministeriali di cui al secondo comma del medesimo articolo. 3-bis. L'indennità di cui al comma 1 non può essere superiore a cinque volte l'importo minimo derivante dall'applicazione del comma 3, ferma restando la potestà di ogni singola cassa di stabilire, con delibera del consiglio di amministrazione, soggetta ad approvazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un importo massimo più elevato, tenuto conto delle capacità reddituali e contributive della categoria professionale e della compatibilità con gli equilibri finanziari dell'ente.".
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La Legge 289/2003 riguarda l'indennità di maternità per libere professioniste, il reddito da lavoro autonomo e la previdenza obbligatoria. Commercialisti e consulenti del lavoro la consultano per calcolare correttamente l'indennità sulla base del reddito denunciato ai fini fiscali, considerando i limiti minimi e massimi stabiliti dalle casse professionali e l'approvazione ministeriale dei massimali.
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