Maggiori assegnazioni per L. 1,710,000 da inscriversi nello stato di previsione della spesa del Ministero di grazia, giustizia e dei culti per l'esercizio finanziario 1909-910. (010U0423)
Qual era l'oggetto della Legge 423/1910 e quale normativa l'ha successivamente abrogata?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 423/1910, emanata il 10 luglio 1910, era un provvedimento di bilancio che autorizzava maggiori assegnazioni di fondi pari a 1.710.000 lire da iscrivere nello stato di previsione della spesa del Ministero di Grazia, Giustizia e dei Culti per l'esercizio finanziario 1909-1910. Si trattava di un atto normativo di natura finanziaria, tipico dell'amministrazione pubblica italiana dell'epoca, volto a stanziare risorse aggiuntive per il funzionamento della giustizia e dell'amministrazione ecclesiastica. Questo provvedimento era rivolto esclusivamente all'ambito pubblico e amministrativo, non avendo implicazioni dirette per i privati cittadini o le aziende. La norma è stata completamente abrogata dal Decreto Legge 22 dicembre 2008, n. 200, successivamente convertito con modificazioni dalla Legge 18 febbraio 2009, n. 9, perdendo quindi qualsiasi efficacia normativa. Attualmente la disposizione non ha alcun valore giuridico e rappresenta un documento storico dell'ordinamento italiano.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
LEGGE 10 luglio 1910, n. 423
Testo normativo
LEGGE n. 423/1910
# LEGGE 10 luglio 1910, n. 423
## Maggiori assegnazioni per L. 1,710,000 da inscriversi nello stato di
previsione della spesa del Ministero di grazia, giustizia e dei culti
per l'esercizio finanziario 1909-910. (010U0423)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.L. 22 DICEMBRE 2008, N. 200 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 18 FEBBRAIO 2009, N. 9 ))
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Legge 423/1910 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
La Legge 423/1910 rientra nella categoria dei provvedimenti di bilancio e stanziamenti pubblici dell'epoca giolittiana, disciplinando l'allocazione di risorse al Ministero di Grazia, Giustizia e dei Culti. Sebbene abrogata, rimane rilevante per storici del diritto amministrativo e per chi studia l'evoluzione della finanza pubblica italiana, in particolare riguardo alla gestione della spesa pubblica e dell'amministrazione della giustizia nel primo Novecento.
Utilizziamo cookie tecnici essenziali e, con il tuo consenso, cookie analitici (Google Analytics, Microsoft Clarity) per migliorare l'esperienza di navigazione.
Leggi la nostra Cookie Policy.