Quali generi sono soggetti al dazio di consumo autorizzato al comune di Parma con il Regio Decreto 62/1898?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto del 10 marzo 1898 concede al comune di Parma l'autorizzazione a riscuotere un dazio di consumo, ovvero un'imposta indiretta applicata al momento della commercializzazione di determinati beni. La norma si applica specificamente a quattro categorie di prodotti: argille, terraglie, maioliche e porcellane, cioè materiali ceramici e prodotti in ceramica di varia qualità e destinazione. Questo provvedimento riguarda direttamente i commercianti e i produttori di tali generi operanti nel territorio comunale parmense, i quali dovevano versare il dazio sulle merci immesse al consumo. In pratica, il comune poteva riscuotere questa imposta come fonte di entrata fiscale locale, gravando sul prezzo finale dei prodotti ceramici commercializzati. Per i professionisti dell'epoca, questa norma rappresentava un obbligo di versamento tributario specifico per il settore ceramico parmense, con implicazioni sulla determinazione dei costi di commercializzazione e sulla competitività dei produttori locali.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 10 marzo 1898, n. 62
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 62/1898
# REGIO DECRETO 10 marzo 1898, n. 62
## Che autorizza il comune di Parma a riscuotere un dazio di
consumo su alcuni generi. (9800062R)
Art. 1 Col quale il comune di Parma è autorizzato è riscuotere un dazio di consumo sulle argille, terraglie, maioliche e porcellane. - Firmato UMBERTO - Controfirmato Branca - Visto G. Zanardelli. Registrato alla Corte dei conti addì 21 marzo 1898. Reg. 214. Atti del Governo a f. 175.
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Il Regio Decreto 62/1898 disciplina il dazio di consumo, un'imposta indiretta storica sui generi di lusso e manifatturieri, applicabile a livello comunale. La norma riguarda la tassazione di argille, terraglie, maioliche e porcellane, rappresentando un esempio di fiscalità locale su beni specifici e di entrate tributarie comunali nel sistema fiscale italiano dell'Ottocento.
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