Qual era l'oggetto del Regio Decreto 672/1923 e quale normativa lo ha abrogato?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 672/1923 era una norma storica del Regno d'Italia emanata il 18 marzo 1923 che disciplinava le autorizzazioni concesse a Consorzi e Comuni per la riscossione di contributi consorziali, dazi e tasse. Si trattava di una disposizione amministrativa che regolava i poteri e le modalità attraverso cui gli enti locali e i consorzi potevano procedere alla raccolta di tributi e versamenti dovuti dai cittadini e dalle imprese. La norma rappresentava un elemento del sistema tributario locale dell'epoca fascista, quando la struttura amministrativa dello Stato era ancora in fase di consolidamento. Tuttavia, questa disposizione ha avuto una validità limitata nel tempo: è stata completamente abrogata dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, che ha modernizzato e riordinato la disciplina della riscossione dei tributi e delle entrate pubbliche. Oggi, le materie un tempo coperte da questa norma sono regolate da disposizioni molto più recenti e strutturate, inserite nel quadro normativo contemporaneo sulla fiscalità locale e sulla gestione delle entrate pubbliche.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 18 marzo 1923, n. 672
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 672/1923
# REGIO DECRETO 18 marzo 1923, n. 672
## Autorizzazioni a Consorzi e Comuni per riscossione di contributi
consorziali, di dazi e di tasse. (023U0672)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 672/1923 riguardava la riscossione di tributi locali, contributi consorziali e dazi, istituti tipici dell'amministrazione tributaria storica italiana. La sua abrogazione da parte del D.Lgs. 212/2010 ha comportato il superamento della disciplina relativa alle autorizzazioni amministrative per la gestione delle entrate pubbliche locali, sostituita da normative moderne sulla riscossione coattiva e sulla gestione dei tributi.
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