Che da' facolta' al comune di Paganico di applicare nell'anno 1902 la tassa sul bestiame in base alla tariffa di L. 0.80 pei lanuti e di L. 1.30 per le capre. (0300007R)
Quali tariffe di tassa sul bestiame poteva applicare il comune di Paganico per l'anno 1902?
Spiegato da FiscoAI
Questo Regio Decreto del 1903 autorizza il comune di Paganico a riscuotere una tassa sul bestiame riferita all'anno 1902, applicando tariffe differenziate in base alla tipologia di animale. La norma riguarda specificamente il comune di Paganico e si applica ai proprietari di bestiame presente nel territorio comunale durante l'anno fiscale 1902. In pratica, il comune poteva riscuotere 0,80 lire per ogni capo di bestiame lanuto (pecore e simili) e 1,30 lire per ogni capra. Si tratta di una disposizione straordinaria che concede al comune facoltà tributaria speciale, probabilmente per regolarizzare una situazione amministrativa relativa all'anno precedente. Per i commercialisti e gli amministratori locali dell'epoca, questa norma rappresentava un'autorizzazione esplicita a riscuotere imposte locali su base catastale del bestiame, con aliquote predeterminate dal governo centrale.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 18 gennaio 1903, n. 7
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 7/1903
# REGIO DECRETO 18 gennaio 1903, n. 7
## Che da' facolta' al comune di Paganico di applicare nell'anno 1902 la
tassa sul bestiame in base alla tariffa di L. 0.80 pei lanuti e di L.
1.30 per le capre. (0300007R)
Art. 1 Col quale è data facoltà al comune di Paganico di applicare nell'anno 1902 la tassa sul bestiame in base alla tariffa di lire 0.80 (centesimi ottanta) pei lanuti e di lire 1.30 (lire una e centesimi trenta) per le capre. - Firmato VITTORIO EMANUELE - Controfirmato Carcano - Visto F. Cocco-Ortu. Registrato alla Corte dei conti addì 2 febbraio 1903. Reg. 7. Atti del Governo a f. 176.
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Il Regio Decreto 7/1903 riguarda la tassazione locale sul bestiame, un tributo comunale storico basato sulla consistenza del patrimonio zootecnico. La norma esemplifica il sistema di imposte dirette territoriali e la facoltà tributaria dei comuni nel periodo pre-unitario, concetti rilevanti per comprendere l'evoluzione della fiscalità locale italiana e delle imposte patrimoniali sulla ricchezza mobiliare.
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