Circolare
In vigore
Circolare 297699/2014
Applicazione del contributo unificato ai ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica
Riferimento normativo
Applicazione del contributo unificato ai ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica - pdf
Testo normativo
CIRCOLARE N. 29/E
Direzione Centrale Affari Legali,
Roma, 22 dicembre 2017
Contenzioso e Riscossione
OGGETTO: Applicazione del contributo unificato ai ricorsi straordinari al
Presidente della Repubblica.
Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Affari Legali, Contenzioso e Riscossione
Settore strategie difensive – Ufficio Contenzioso imprese e lavoratori autonomi
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INDICE
PREMESSA ...................................................................................................... 3
1. MISURA DEL CONTRIBUTO UNIFICATO ............................................ 3
2. INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO STRAORDINARIO IN MATERIA
TRIBUTARIA ............................................................................................ 6
2.1 Obbligo del pagamento del contributo unificato in caso di ricorso
inammissibile o di rinuncia ......................................................................... 8
2.2 Trasposizione in sede giurisdizionale amministrativa ............................... 9
3. PROCEDURA DI CONTROLLO E RISCOSSIONE DEL CONTRIBUTO
UNIFICATO .............................................................................................. 9
3.1 Individuazione dell’ufficio competente al controllo e al recupero del
contributo unificato secondo le norme del TUSG e del DPR n. 1199 del
1971 ............................................................................................................. 10
3.1.1 Invito al pagamento ................................................................................. 11
3.1.2 Irrogazione delle sanzioni e iscrizione a ruolo ...................................... 13
3.1.3 Trasposizione in sede giurisdizionale amministrativa .......................... 14
3.1.4 Termini per il recupero del contributo unificato .................................. 14
3.2 Controllo e recupero del contributo unificato secondo le disposizioni del
DM 27 giugno 2017. ................................................................................... 14
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Premessa
L’art. 37, comma 6, lettera s), del decreto legge 6 luglio 2011, n. 981, nel
sostituire l’art. 13, comma 6-bis, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - di
seguito TUSG) ha introdotto alla lettera e) di detto comma 6-bis, il pagamento
del contributo unificato per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica,
notificati a partire dal 7 luglio 20112.
La presente circolare fornisce chiarimenti in ordine alle modalità di
assolvimento del tributo, ai termini per il versamento, alla eventuale attività di
recupero in caso di mancata regolarizzazione del versamento del contributo
unificato.
1. Misura del contributo unificato
L’articolo 9 del TUSG dispone che è dovuto il contributo unificato di
iscrizione a ruolo, “per ciascun grado di giudizio, nel processo civile, compresa
la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione, nel processo
amministrativo e nel processo tributario, secondo gli importi previsti
dall’articolo 13 e salvo quanto previsto dall’articolo 10”.
Il comma 6-bis, del successivo articolo 13 del TUSG, nel fissare gli
importi del contributo unificato dovuti per i ricorsi davanti ai Tribunali
amministrativi regionali e al Consiglio di Stato, differenziandoli in taluni casi in
ragione dell’oggetto e del valore della controversia, stabilisce alla lettera e) che
“in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso
straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa
vigente, il contributo dovuto è di euro 650”.
Tale misura trova applicazione con riferimento ai ricorsi straordinari
notificati successivamente al 1° gennaio 2013, per effetto della modifica recata
dall’articolo 1, commi 25, lett. a), n. 3, e 29 della legge 24 dicembre 2012, n. 228
1 Convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
2 Ossia ai ricorsi notificati successivamente al 6 luglio 2017, data di entrata in vigore del citato D.L. n. 98
del 2011 (cfr. art. 37, comma 7).
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(c.d. Legge di stabilità 2013).
Per i ricorsi straordinari notificati in data antecedente, nello specifico per i
ricorsi notificati a partire dal 7 luglio 2011, il contributo unificato è dovuto nella
misura di euro 600,00.
Con decreto 27 giugno 2017 del Ministero dell’economia e delle finanze,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 19 luglio 2017, sono state
disciplinate le modalità di versamento del contributo unificato per i ricorsi
promossi dinanzi al giudice amministrativo, per i ricorsi straordinari al Presidente
della Repubblica e per i ricorsi straordinari al Presidente della Regione siciliana3.
L’articolo 1, comma 1, del predetto decreto dispone che “Il contributo
unificato dovuto per i giudizi dinanzi al giudice amministrativo è versato tramite
il sistema dei versamenti unitari, di cui agli articoli 17 e seguenti del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza la possibilità di avvalersi della
compensazione ivi prevista. A tal fine, il modello F24 è presentato
esclusivamente con le modalità telematiche rese disponibili dall’Agenzia delle
entrate e dagli intermediari”.
L’articolo 2 prevede poi che la modalità di versamento obbligatoriamente
telematica del contributo unificato dovrà essere osservata non solo per i ricorsi
amministrativi da proporre dinanzi ai TAR e al Consiglio di Stato ma anche per
la proposizione di ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica, disciplinati
dal decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199 e di
ricorsi straordinari al Presidente della Regione Siciliana, disciplinati dall’articolo
23 dello Statuto della Regione Siciliana.
Vengono quindi modificate le modalità di pagamento del contributo
unificato che in precedenza poteva essere pagato presso gli uffici postali con
l’apposito bollettino di conto corrente postale; presso le banche con il modello
3 L’articolo 192 del TUSG, recante disposizioni in merito alle modalità di versamento del contributo
unificato, come sostituito dall’articolo 7, comma 8-ter, del decreto-legge 31 agosto 2016, n. 168,
convertito dalla legge di conversione 25 ottobre 2016, n. 197, prevede, al comma 2, che per i ricorsi
proposti dinanzi al giudice amministrativo, il contributo unificato è versato secondo modalità stabilite con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il presidente del Consiglio di Stato. In
attuazione della citata disposizione, è stato emanato il citato decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze del 27 giugno 2017.
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F23 o presso le tabaccherie.
Ai sensi dell’articolo 3, comma 1, il decreto ministeriale in argomento
“entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana”, ossia il 1° settembre 2017.
Si evidenzia, tuttavia, che il comma 2, dell’articolo 1 del medesimo DM
prevede che “nelle more dell’adeguamento infrastrutturale dei sistemi
informativi, continuano a trovare applicazione le modalità di versamento del
contributo unificato previste dall’art. 192, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115”.
Con la risoluzione n. 123/E del 12 ottobre 2017, sono stati istituiti i codici
tributo per il versamento, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi
identificativi” (c.d. F24 ELIDE), del contributo unificato dovuto per i ricorsi
promossi dinanzi al giudice amministrativo, per i ricorsi straordinari al Presidente
della Repubblica e per i ricorsi straordinari al Presidente della Regione Siciliana4.
La citata Risoluzione ha precisato che l’operatività dei suddetti codici
tributo decorre dal 1° novembre 2017.
Ne consegue quindi che le disposizioni recate dal DM in argomento, in
ordine alle nuove modalità di versamento del contributo unificato sopra illustrate,
si rendono applicabili con riguardo ai ricorsi straordinari notificati dalla predetta
data del 1° novembre 2017.
Si precisa infine che, in considerazione dell’espresso richiamo alla lett. e)
del comma 6-bis dell’articolo 13 TUSG ad opera del comma 6-bis.1 del
medesimo articolo5, anche per il contributo unificato dovuto per il ricorso
straordinario trova applicazione la previsione secondo cui l’importo dovuto a
titolo di contributo unificato è aumentato della metà “ove il difensore non indichi
il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai
sensi dell’articolo 136 del codice del processo amministrativo, ovvero qualora la
4 In particolare per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica è stato istituito il codice tributo
“GA04” denominato “Contributo unificato per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica – cod.
Uff. 8R5 descrizione CdS CONSULTIVE – ROMA.
5 Introdotto dall’art. 2, comma 35-bis, lett. e), del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.
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parte ometta di indicare il codice fiscale nel ricorso”.
Al riguardo, si richiamano le indicazioni fornite dal Ministero
dell’Economia e delle Finanze, sia pure con riguardo al contributo unificato nel
processo tributario, con la circolare n. 1/DF del 21 settembre 2011, secondo cui
l’omessa indicazione dei dati in questione può essere sanata dalla parte attraverso
il deposito di un documento che li contenga.
2. Inammissibilità del ricorso straordinario in materia tributaria
Il Consiglio di Stato con il parere n. 3012 del 25 settembre 2014 ha ribadito
l’inammissibilità del ricorso straordinario in materia tributaria.
In particolare, nel citato parere il Consiglio di Stato ha chiarito che - a
seguito della entrata in vigore dell’articolo 7, comma 8, del codice del processo
amministrativo approvato con il decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104,
secondo cui il ricorso straordinario è ammesso unicamente per le controversie
devolute alla giurisdizione amministrativa - “il sistema ha assunto una
sistematicità secondo cui la giurisdizionalizzazione amministrativa assume il
significato di profilo presupposto di ammissibilità del ricorso straordinario. E
anche sulla base di questo nuovo assetto non vi è giurisdizionalizzazione
amministrativa in campo tributario, essendo la materia intestata ai giudici
tributari”6.
Secondo le sezioni consultive del Consiglio di Stato, dunque, quando il
ricorso investe questioni che appartengono alla giurisdizione tributaria7, “sulla
6 Invero, anche in precedenza il Consiglio di Stato aveva precisato che il ricorso straordinario al
Presidente della Repubblica non è esperibile nei casi in cui la competenza assegnata ad un plesso
giurisdizionale sia di carattere funzionale ed inderogabile, in quanto “la devoluzione della materia ad un
determinato giudice con carattere di esclusività preclude la proponibilità del ricorso straordinario” (cfr.
Consiglio di Stato, adunanza generale del 10 giugno 1999). Al riguardo, si richiama il parere n. 633 del
24 giugno 1986, con il quale ha ritenuto “esclusiva” la giurisdizione delle Commissioni tributarie, con la
conseguenza che la proposizione dell’azione innanzi ad altro organo giurisdizionale o amministrativo
comporta l’inammissibilità dell’istanza. Tale orientamento è stato confermato in più occasioni (cfr., fra i
tanti anche i pareri, sez. III, 14 giugno 1994, n. 1495; 5 luglio 2005, n. 9443; 24 gennaio 2006, n. 3931;
26 settembre 2006, 3444 ).
7 L’articolo 2 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, dispone in via generale, al comma 1, che
“Appartengono alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere
e specie comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali e il contributo per il
Servizio sanitario nazionale, le sovrimposte e le addizionali, le relative sanzioni nonché' gli interessi e
ogni altro accessorio”.
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base di una giurisprudenza del tutto stabilizzata, che non conosce deroghe, resta
pertanto preclusa la cognizione del giudice amministrativo, nonché l’intervento
di questa sede contenziosa straordinaria” (cfr. sez. II, parere n. 817 del 12 marzo
2014).
D’altra parte, rileva altresì il Consiglio di Stato, negli atti impositivi - come
anche nelle cartelle di pagamento - è chiaramente indicato che l’ufficio
giudiziario competente a conoscere dell’eventuale impugnativa è la commissione
tributaria competente per territorio (cfr. parere sez. II, n. 178 del 1 febbraio
2016).
In definitiva, il rimedio del ricorso straordinario è espressamente ammesso
solo con riferimento alle controversie devolute alla giurisdizione amministrativa8
ed è pertanto inammissibile con riguardo alla materia tributaria in quanto le
relative controversie rientrano nella giurisdizione, di natura funzionale ed
inderogabile, delle commissioni tributarie (cfr., fra gli altri, i pareri 21 settembre
2017, n. 2038; 9 febbraio 2017, n. 317; 5 agosto 2015, n. 2302; 29 agosto 2012,
n. 117; 19 aprile 2012, n. 2234; 9 maggio 2011, n. 377).
Tale conclusione non ha subito deroghe a seguito dell’emanazione dello
Statuto del Contribuente, il quale all’articolo 7, comma 4, dispone che “La
natura tributaria dell’atto non preclude il ricorso agli organi di giustizia
amministrativa, quando ne ricorrano i presupposti”.
Come espressamente chiarito dal Consiglio di Stato, con il parere sez. III, n.
1403 del 6 maggio 2003 “non è, (…), consentita, (…) la tutela prevista
dall’invocato art. 7, comma 4, della legge 27 luglio 2000, n. 212, che non
introduce, certamente, una giurisdizione concorrente con quella delle
Commissioni tributarie. Per consolidata giurisprudenza, l’attribuzione a organi
giurisdizionali speciali di determinate materie, preclude la possibilità di
8 Al riguardo si evidenzia che rientrano nella giurisdizione del giudice ammnistrativo i ricorsi avverso i
provvedimenti emessi dalla Direzione Centrale Accentramento ovvero dalle Direzioni regionali
dell’Agenzia, inerenti i procedimenti di variazione del domicilio fiscale in regione diversa da quella di
residenza anagrafica o legale ai sensi dell’articolo 59 del DPR n. 600 del 1973. In relazione ai citati
provvedimenti è ammesso, in alternativa al ricorso giurisdizionale dinanzi al Tribunale Amministrativo
regionale, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
8
proposizione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei
confronti di atti devoluti alla cognizione dei predetti giudizi”.
2.1 Obbligo del pagamento del contributo unificato in caso di ricorso
inammissibile o di rinuncia
Nel parere n. 4881 del 23 dicembre 2011, poi ribadito nel successivo
parere del 3 luglio 2015, n. 1958, il Consiglio di Stato ha altresì chiarito che il
contributo unificato ha carattere tributario e l’obbligazione del pagamento sorge
in capo al ricorrente all’atto della presentazione del ricorso straordinario (cfr.
anche parere n. 3310 del 1 dicembre 2015).
Dunque il presupposto oggettivo del dovere contributivo risiede nella
avvenuta proposizione del ricorso.
In particolare, nel parere n. 4281 del 24 novembre 2011, il Consiglio di
Stato ha affermato che “La normativa in tema di contributo unificato fa
riferimento soltanto ai «processi», facendo intendere che a concretizzare la
sussistenza dei presupposti per il sorgere dell’obbligazione tributaria sia
sufficiente la avvenuta proposizione del ricorso, non rilevando quindi le vicende
del procedimento o la sua estinzione per ogni tipo di causa”.
Ne consegue che l’inammissibilità del ricorso straordinario in materia
tributaria, non comporta l’esonero dal pagamento del contributo unificato nel
caso in cui il ricorso sia stato comunque presentato; allo stesso modo,
l’obbligazione permane anche nell’ipotesi della eventuale rinuncia al ricorso9.
9Al riguardo, nel citato parere n. 4281 del 24 novembre 2011, si legge che “la successiva rinuncia non
può comportare la esenzione dal pagamento del contributo unificato, non potendo la causa estintiva del
procedimento eliminare il fatto (presupposto oggettivo del dovere contributivo) della avvenuta
proposizione del ricorso. D’altronde, nell’ambito del procedimento giurisdizionale, al quale sotto tale
profilo ben può assimilarsi quello giustiziale, la rinuncia al ricorso costituisce causa di improcedibilità
o di estinzione del giudizio (da ultimo, articolo 84 c.p.a.), che però ha avuto una sua vita e durata. E
non esime certo dal pagamento del contributo. Il contributo unificato ha natura di prestazione imposta
rientrante nel concetto di tributo, che trova il suo presupposto nella insorgenza di un processo
giurisdizionale o di un procedimento di tipo giustiziale. (…) La rinuncia viene qualificata solitamente
quale causa estintiva del processo o dell'azione (rinuncia agli atti o all’azione)”.
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2.2 Trasposizione in sede giurisdizionale amministrativa
Il ricorso straordinario è suscettibile di essere trasposto in sede
giurisdizionale amministrativa in applicazione della disciplina dettata
dall’articolo 10 del DPR n. 1199 del 24 novembre 197110 e dall’articolo 48 del
codice del processo amministrativo11.
La prosecuzione del giudizio davanti al giudice amministrativo comporta
l’obbligo per il ricorrente di integrare il contributo dovuto, considerati i diversi
importi fissati dall’articolo 13, comma 6-bis del TUSG per il ricorso
straordinario e per quello giurisdizionale.
3. Procedura di controllo e riscossione del contributo unificato
Sulla base delle disposizioni recate dal TUSG e dal DPR n. 1199 del 1971,
le attività di controllo del regolare assolvimento del tributo, nonché quelle di
recupero e riscossione, sono effettuate dall’organo che ha emanato l’atto o del
Ministero competente; con il DM 27 giugno 2017 le predette attività sono state
10 Detta disposizione prevede che “1. I controinteressati, entro il termine di sessanta giorni dalla
notificazione del ricorso, possono richiedere, con atto notificato al ricorrente e all’organo che ha
emanato l’atto impugnato, che il ricorso sia deciso in sede giurisdizionale. In tal caso, il ricorrente,
qualora intenda insistere nel ricorso, deve depositare nella segreteria del giudice amministrativo
competente, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento dell'atto di opposizione, l'atto di costituzione
in giudizio, dandone avviso mediante notificazione all'organo che ha emanato l'atto impugnato ed ai
controinteressati e il giudizio segue in sede giurisdizionale secondo le norme del titolo III del testo unico
delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, e del
regolamento di procedura, approvato con regio decreto 17 agosto 1907, n. 642. 2. Il collegio giudicante,
qualora riconosca che il ricorso è inammissibile in sede giurisdizionale, ma può essere deciso in sede
straordinaria dispone la rimessione degli atti al Ministero competente per l'istruzione dell'affare. 3. Il
mancato esercizio della facoltà di scelta, prevista dal primo comma del presente articolo, preclude ai
controinteressati, ai quali sia stato notificato il ricorso straordinario, l'impugnazione dinanzi al
Consiglio di Stato in sede giurisdizionale della decisione di accoglimento del Presidente della
Repubblica, salvo che per vizi di forma o di procedimento propri del medesimo”.
11 L’articolo 48 del c.p.a, approvato con il D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, recante disposizioni in merito al
giudizio conseguente alla trasposizione del ricorso straordinario dinanzi al TAR dispone che “1. Qualora
la parte nei cui confronti sia stato proposto ricorso straordinario ai sensi degli articoli 8 e seguenti del
decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, proponga opposizione, il giudizio
segue dinanzi al tribunale amministrativo regionale se il ricorrente, entro il termine perentorio di
sessanta giorni dal ricevimento dell'atto di opposizione, deposita nella relativa segreteria l'atto di
costituzione in giudizio, dandone avviso mediante notificazione alle altre parti. 2. Le pronunce
sull'istanza cautelare rese in sede straordinaria perdono efficacia alla scadenza del sessantesimo giorno
successivo alla data di deposito dell'atto di costituzione in giudizio previsto dal comma 1. Il ricorrente
può comunque riproporre l'istanza cautelare al tribunale amministrativo regionale.
3. Qualora l'opposizione sia inammissibile, il tribunale amministrativo regionale dispone la restituzione
del fascicolo per la prosecuzione del giudizio in sede straordinaria”.
10
attribuite alla esclusiva competenza della Segreteria delle sezioni consultive del
Consiglio di Stato ed alla Segreteria del Consiglio di giustizia amministrativa per
la Regione Siciliana.
3.1 Individuazione dell’ufficio competente al controllo e al recupero
del contributo unificato secondo le norme del TUSG e del DPR n.
1199 del 1971
L’articolo 16 del TUSG prevede che in caso di omesso o insufficiente
pagamento del contributo unificato si applicano le disposizioni di cui agli articoli
da 247 a 249 del TUSG, concernenti la riscossione del contributo unificato.
Dalla lettura coordinata delle disposizioni del TUSG da ultimo citate e
dell’articolo 9 del DPR n. 1199 del 1971, si ricava che in linea generale la
competenza ad emettere gli atti finalizzati al recupero del contributo omesso o
insufficiente è da attribuire “all’organo che ha emanato l’atto o al Ministero
competente”, secondo le modalità e nelle forme fissate dal TUSG12.
L’articolo 9, comma 2, del DPR n. 1199 del 1971, infatti, nel dettare la
disciplina delle modalità di proposizione del ricorso straordinario al Presidente
della Repubblica, prevede che il ricorso debba essere “presentato….. all’organo
che ha emanato l’atto o al Ministero competente”.
L’articolo 14, comma 1, del TUSG, stabilendo che “la parte….. che
deposita il ricorso … è tenuta al pagamento contestuale del contributo unificato”,
identifica chiaramente nella presentazione dello stesso ricorso il presupposto
impositivo cui è collegato l’obbligo di pagamento.
Ai sensi del successivo articolo 15 “il funzionario13 verifica l’esistenza
della dichiarazione della parte in ordine al valore della causa oggetto della
domanda e della ricevuta di versamento; verifica inoltre se l’importo risultante
dalla stessa è diverso dal corrispondente scaglione di valore della causa”.
Pertanto, alla luce della richiamate disposizioni e tenuto conto delle
12 Diversamente, negli altri ricorsi giurisdizionali detta competenza è attribuita all’ufficio di cancelleria
del magistrato dove è depositato il ricorso.
13 Per i ricorsi giurisdizionali si tratta del funzionario della cancelleria dell’organo giudicante.
11
specificità del ricorso straordinario, si ritiene che la competenza in ordine alla
verifica del regolare assolvimento del contributo unificato, sulla base delle
disposizioni del TUSG, spetta esclusivamente all’amministrazione che ha emesso
l’atto oggetto di impugnazione.
Ne consegue che, per i ricorsi avverso atti emessi da uffici dell’Agenzia
delle entrate, presentati prima della vigenza delle disposizioni del DM 27 giugno
2017, i medesimi uffici sono competenti a porre in essere l’attività di recupero,
anche coattivo, in caso di omesso o insufficiente pagamento del contributo alla
stregua delle disposizioni dettate agli articoli 247, 248 e 249 del citato Testo
Unico, cui rinvia l’articolo 16 del medesimo TUSG.
In particolare, gli uffici, prescindendo dalla eventuale inammissibilità del
ricorso straordinario in materia tributaria, dovranno curare:
1) il recupero del contributo unificato il cui pagamento sia omesso o
insufficiente, notificando al contribuente l’invito al pagamento previsto
dall’articolo 248 del TUSG;
2) l’irrogazione della sanzione di cui all’art. 71 del DPR 26 aprile 1986, n.
131, in caso di mancato riscontro all’invito al pagamento;
3) l’iscrizione a ruolo, in caso di mancato pagamento, del contributo e della
sanzione richiesti con gli atti sub 1 e 2.
3.1.1 Invito al pagamento
Ai sensi del combinato disposto degli articoli 16 e 248 del TUSG, in caso di
omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato, “l’ufficio notifica al
ricorrente l’invito al pagamento dell’importo dovuto”, con l’espressa avvertenza
che “in caso di mancato pagamento entro un mese”, procederà all’iscrizione a
ruolo del contributo, con addebito degli interessi al saggio legale, decorrenti dalla
data di deposito del ricorso, nonché all’irrogazione della sanzione prevista nel
comma 1-bis del medesimo articolo 16 del TUSG14, ossia quella di cui all’articolo
71 del DPR n. 131 del 1986.
14 L’invito al pagamento potrà riguardare eventualmente anche la maggiorazione prevista dal comma 3-
bis dell’art. 13 del TUSG (cfr. paragrafo 1).
12
L’articolo 248 prevede che l’invito al pagamento del contributo unificato
sia notificato al contribuente entro “trenta giorni dal deposito dell’atto cui si
collega il pagamento”; si ritiene, invero, che tale termine non abbia natura
perentoria, bensì ordinatoria, atteso che la previsione di legge non individua
specifiche decadenze dall’azione di recupero del contributo a seguito del decorso
del medesimo termine15.
Per effettuare il versamento del contributo a seguito dell’invito al
pagamento, senza aggravio di interessi e sanzioni, il ricorrente dovrà utilizzare il
modello F 23 utilizzando il codice tributo - “750T” - “Contributo unificato -
D.P.R. n.115/2002 – a seguito di invito al pagamento da parte dell’Ufficio
Giudiziario”, indicando nel campo 6, il codice dell’ufficio che ha emesso l’invito
al pagamento, come riportato nell’invito medesimo.
Ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 248, il ricorrente deve
depositare la ricevuta di versamento entro dieci giorni dall’avvenuto pagamento.
Al riguardo, si rappresenta che l’invito al pagamento, configurandosi quale
mero invito al versamento spontaneo da parte del contribuente delle somme in
esso indicate, dovute in conseguenza della proposizione del ricorso straordinario,
non costituisce atto autonomamente impugnabile ai sensi dell’articolo 19 del
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546.
Come chiarito di recente dalla Commissione Tributaria Regionale della
Toscana con sentenza del 7 giugno 2016, n. 1057, infatti, “in buona sostanza, tale
invito non è un avviso di liquidazione del tributo, né una cartella di pagamento o
un qualsivoglia atto che la legge dichiari impugnabile dinanzi ai giudici tributari.
In ogni caso, la tutela in giudizio delle ragioni del contribuente può essere
esercitata in sede di impugnazione della cartella, facendo valere anche i vizi
dell’atto presupposto”.
In tal senso si sono espressi anche i giudici della Commissione Tributaria
Regionale della Liguria con la sentenza n. 223 del 12 febbraio 2016.
15 In tal senso si sono espresse la CTP di Milano con sentenza 20 aprile 2015, n. 3548 e la CTP di Varese
con sentenza n. 137/1/13 del 27 novembre 2013.
13
L’articolo 248, comma 1, del TUSG assegna al contribuente un termine di
“un mese” dalla notifica dell’invito per effettuare il pagamento del contributo
unificato dovuto, senza addebito di interessi e sanzioni.
In considerazione della natura non processuale del termine di cui sopra, allo
stesso non può essere applicato l’istituto della sospensione feriale, previsto dalla
legge 7 ottobre 1969, n. 74216.
In caso di insufficiente o mancato pagamento dell’importo dovuto entro il
termine di cui al citato art. 248, comma 1, e considerato che, ai sensi del comma 3
del medesimo articolo, il ricorrente è chiamato a depositare la ricevuta di
versamento entro dieci giorni dal pagamento, solo dopo l’inutile decorso di questo
ulteriore lasso di tempo, l’ufficio potrà, in concreto, procedere alla riscossione
coattiva del tributo ed alla irrogazione delle relative sanzioni17.
3.1.2 Irrogazione delle sanzioni e iscrizione a ruolo
Nel caso di insufficiente o mancato pagamento a seguito dell’invito,
l’ufficio competente al recupero procede, con separato atto emesso ai sensi
dell’art. 16, comma 1-bis, del TUSG, all’irrogazione della sanzione di cui
all’articolo 71 del DPR n. 131 del 1986, nella misura dal cento al duecento per
cento del tributo dovuto.
Il pagamento della sanzione dovrà essere eseguito mediante modello F 23
utilizzando il codice tributo - “699T” - “Sanzione – Art. 16, comma 1-bis, D.P.R.
n. 115/2002”, indicando nel campo 6, il codice dell’ufficio che ha emesso l’invito
al pagamento, come riportato nell’invito medesimo.
In caso di mancato o insufficiente pagamento delle somme richieste con
l’invito al pagamento e con l’atto di irrogazione delle sanzioni, l’ufficio procede
all’iscrizione a ruolo delle stesse.
Sull’importo del contributo unificato iscritto a ruolo sono dovuti gli
16 Al riguardo cfr. Direttiva 22 novembre 2016, n. 4/DGT del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
17 In tal senso, l’art. 213 TUSG, ai sensi del quale “l'ufficio procede all'iscrizione a ruolo scaduto
inutilmente il termine per l'adempimento, computato dall'avvenuta notifica dell'invito al pagamento e
decorsi i dieci giorni per il deposito della ricevuta di versamento”, applicabile alla fattispecie sulla base
del richiamo espresso contenuto nell’art. 249 del medesimo Testo Unico.
14
interessi al tasso legale a decorrere dalla data di presentazione del ricorso
straordinario.
3.1.3 Trasposizione in sede giurisdizionale amministrativa
Si precisa che la competenza dell’ufficio dell’amministrazione che ha
emesso l’atto nel caso di trasposizione dinanzi al TAR del ricorso straordinario
proposto in data antecedente al 1 novembre 2017, è limitata alla verifica del
pagamento del contributo originariamente dovuto nella misura ordinaria per il
ricorso straordinario presentato avverso i propri atti, mentre per il maggior
contributo eventualmente dovuto a seguito della trasposizione dinanzi al tribunale
amministrativo la competenza spetta, ai sensi dell’art. 247 del TUSG, all’ufficio
del magistrato presso cui è devoluto il ricorso.
3.1.4 Termini per il recupero del contributo unificato
In mancanza di una specifica disposizione nell’ambito del testo unico delle
spese di giustizia che disciplini la prescrizione del diritto alla riscossione del
contributo unificato, si ritiene che il predetto diritto sia sottoposto alla prescrizione
decennale ordinaria ex art. 2946 c.c.18
La notifica dell’invito al pagamento costituisce atto idoneo ad interrompere
la prescrizione del credito in quanto atto di costituzione in mora del debitore ai
sensi degli artt. 2943 e 1219 c.c.19 20.
3.2 Controllo e recupero del contributo unificato secondo le
disposizioni del DM 27 giugno 2017.
L’articolo 2, comma 2, del citato DM prevede che “L’accertamento, la
riscossione, il contenzioso e i rimborsi inerenti al contributo unificato dovuto per
18 L’articolo 2946 del c.c. dispone che “Salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, i diritti si
estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni”.
19Ai sensi dell’articolo 2943 al comma 4 dispone tra l’altro che “La prescrizione è inoltre interrotta da
ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore [c.c. 1219, 1957, 2944] (…)”; l’articolo 1219
c.c., rubricato “Costituzione in mora” al primo comma dispone “Il debitore (…) è costituito in mora
mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto (…)”.
20Cfr. al riguardo anche Direttiva Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 2/DGT del 14 dicembre
2012 e Circolare Ministero Giustizia del 26 giugno 2003.
15
la proposizione di ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica e di ricorsi
straordinari al Presidente della Regione Siciliana sono curati, rispettivamente,
dalla segreteria delle sezioni consultive del Consiglio di Stato e dalla segreteria
del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana”.
Ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 2 “la gestione delle attività di
cui al comma 2 decorre dal momento della ricezione della richiesta di parere,
ovvero, ricorrendo i presupposti di cui all’art. 11, secondo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 119921, dal momento del
deposito diretto, da parte dell'interessato, di copia del ricorso presso il Consiglio
di Stato (…)”.
In altri termini, sulla base delle disposizioni del DM 27 giugno 2017, le
attività di verifica del regolare assolvimento del tributo e del suo eventuale
recupero sono di esclusiva competenza del Consiglio di Stato e decorrono da
quando la Segreteria delle sezioni consultive del Consiglio di Stato riceve la
relazione sul ricorso predisposta dall’ufficio competente alla istruttoria, vistata dal
Ministro competente.
Al riguardo, il successivo comma 4 stabilisce che “Il ricorso, istruito
dall’Amministrazione competente, è trasmesso al Consiglio di Stato (…) per la
richiesta di parere, insieme con gli atti e i documenti che vi si riferiscono e con la
ricevuta di versamento del contributo unificato ove allegata dall'interessato”.
IL DIRETTORE DELL’AGENZIA
Ernesto Maria Ruffini
(firmato digitalmente)
Un originale del presente documento è archiviato presso questa Agenzia
21 L’art. 11 del DPR 1199, rubricato, “Istruttoria del ricorso - Richiesta di parere”, dispone al comma 1
che entro centoventi giorni dalla scadenza del termine previsto dall’art. 9, quarto comma, il ricorso,
istruito dal Ministero competente, è trasmesso, insieme con gli atti e i documenti che vi si riferiscono, al
Consiglio di Stato per il parere. Il comma 2 prevede inoltre che “Trascorso il detto termine, il ricorrente
può richiedere, con atto notificato al Ministero competente, se il ricorso sia stato trasmesso al Consiglio
di Stato. In caso di risposta negativa o di mancata risposta entro trenta giorni, lo stesso ricorrente può
depositare direttamente copia del ricorso presso il Consiglio di Stato”.
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