Decisione UE In vigore Non_Fiscale

Decisione UE 0820/2025

Decisione (PESC) 2025/820 del Consiglio, del 25 aprile 2025, che modifica la decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive in considerazione della situazione in Myanmar/Birmania

Pubblicato: 25/04/2025 In vigore dal: 25/04/2025 Documento ufficiale

Riferimento normativo

Decisione (PESC) 2025/820 del Consiglio, del 25 aprile 2025, che modifica la decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive in considerazione della situazione in Myanmar/Birmania EN: Council Decision (CFSP) 2025/820 of 25 April 2025 amending Decision 2013/184/CFSP concerning restrictive measures in view of the situation in Myanmar/Burma

Testo normativo

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea IT Serie L 2025/820 28.4.2025 DECISIONE (PESC) 2025/820 DEL CONSIGLIO del 25 aprile 2025 che modifica la decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive in considerazione della situazione in Myanmar/Birmania IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA, visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29, vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, considerando quanto segue: (1) Il 22 aprile 2013 il Consiglio ha adottato la decisione 2013/184/PESC ( 1 ) . (2) In esito al riesame della decisione 2013/184/PESC e in considerazione del perdurare della grave situazione in Myanmar/Birmania, che include azioni che compromettono la democrazia nonché gravi violazioni dei diritti umani, risulta opportuno prorogare le misure restrittive in vigore fino al 30 aprile 2026. (3) Sulla base delle informazioni aggiornate ricevute, è opportuno modificare le voci relative a 14 persone inserite nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive che figura nell’allegato della decisione 2013/184/PESC. (4) È opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione 2013/184/PESC, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 La decisione 2013/184/PESC è così modificata: 1) all’articolo 12, primo comma, la data «30 aprile 2025» è sostituita da quella del «30 aprile 2026»; 2) l’allegato è modificato conformemente all’allegato della presente decisione. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea . Fatto a Bruxelles, il 25 aprile 2025 Per il Consiglio Il presidente A. SZŁAPKA ( 1 ) Decisione 2013/184/PESC del Consiglio, del 22 aprile 2013, relativa a misure restrittive in considerazione della situazione in Myanmar/Birmania ( GU L 111 del 23.4.2013, pag. 75 , ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2013/184(1)/oj ). ALLEGATO Nell’allegato della decisione 2013/184/PESC, le voci relative alle 14 persone elencate alla rubrica «A. Persone fisiche di cui all’articolo 5, paragrafo 1, e all’articolo 6, paragrafo 1», sono sostituite dalle seguenti: Nome Informazioni identificative Motivi Data di inserimento nell’elenco «18. Sein Win Data di nascita: 24.7.1956; Luogo di nascita: Pyin Oo Lwin, Myanmar/Birmania; Cittadinanza: Myanmar; Genere: maschio Il tenente generale Sein Win è membro del Tatmadaw ed ex ministro della Difesa (in carica dal 24 agosto 2015 al 1 o febbraio 2021). Dal febbraio 2021 è il presidente della Myanmar War Veterans Organization. Il 1 o febbraio 2021 ha partecipato a una riunione del Consiglio nazionale di difesa e sicurezza insieme ad altri membri del Tatmadaw. La riunione era incostituzionale poiché non comprendeva i membri civili. Nel corso della riunione Myint Swe è stato nominato presidente ad interim. Successivamente Myint Swe ha dichiarato lo stato di emergenza e ha trasferito i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato al comandante in capo dei servizi di difesa Min Aung Hlaing. La procedura per la dichiarazione dello stato di emergenza non è stata rispettata poiché, in virtù della costituzione, solo il presidente ha il potere di dichiarare lo stato di emergenza. Partecipando alla riunione del Consiglio nazionale di difesa e sicurezza nel corso della quale è stato deciso di dichiarare lo stato di emergenza e trasferire i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato al comandante in capo dei servizi di difesa, Sein Win ha contribuito a invalidare i risultati delle elezioni tenutesi l’8 novembre 2020 e a rovesciare il governo democraticamente eletto; è pertanto responsabile di aver compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania. Nel 2018 le Nazioni Unite e organizzazioni internazionali della società civile hanno riferito di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario perpetrate negli Stati del Kachin, del Rakhine e dello Shan contro la popolazione Rohingya da parte di forze militari e di polizia a partire dal 2011, concludendo che molte di tali violazioni rientrano tra i reati più gravi ai sensi del diritto internazionale. In qualità di ministro della Difesa dal 24 agosto 2015 al 1 o febbraio 2021, Sein Win è responsabile di tali gravi violazioni e abusi commessi contro la popolazione Rohingya. 22.3.2021 20. Mya Tun Oo Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Data di nascita: 4.5.1961 o 5.5.1961; Genere: maschio Il generale Mya Tun Oo è membro delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). È stato ministro della Difesa dal 1 o febbraio 2021 al 3 agosto 2023 ed è membro del Consiglio di amministrazione dello Stato. Il 1 o febbraio 2023 è stato inoltre nominato vice primo ministro. Dal 1 o agosto 2023 ha anche assunto la carica di ministro dei Trasporti e delle comunicazioni dell’Unione. Supervisiona inoltre altri organi di vigilanza controllati dalla giunta in relazione agli investimenti esteri e agli scambi con l’estero. Il 1 o febbraio 2021 le forze armate del Myanmar (Tatmadaw), guidate dal comandante in capo Min Aung Hlaing, hanno organizzato un colpo di Stato in Myanmar invalidando i risultati delle elezioni tenutesi l’8 novembre 2020 e rovesciando il governo democraticamente eletto. Nel quadro del colpo di Stato, il vicepresidente Myint Swe, in qualità di presidente ad interim, ha dichiarato lo stato di emergenza il 1 o febbraio 2021 e ha trasferito i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato al comandante in capo dei servizi di difesa, l’alto generale Min Aung Hlaing. Il 2 febbraio 2021 è stato istituito il Consiglio di amministrazione dello Stato con l’incarico di esercitare tali poteri, impedendo al governo democraticamente eletto di adempiere al suo mandato. Mya Tun Oo ha partecipato alla riunione del Consiglio nazionale di difesa e sicurezza del 31 gennaio 2022, nel corso della quale lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 luglio 2022. In qualità di membro del Consiglio nazionale di difesa e sicurezza e del Consiglio di amministrazione dello Stato, il generale Mya Tun Oo è stato direttamente coinvolto nel processo decisionale riguardante le funzioni di Stato e ne è responsabile; è pertanto responsabile di avere compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania. Il suddetto Consiglio ha inoltre adottato decisioni che limitano il diritto alla libertà di espressione, compreso l’accesso alle informazioni, e il diritto di riunione pacifica. A partire dal 1 o febbraio 2021 le forze militari e le autorità che operano sotto il controllo del Consiglio di amministrazione dello Stato hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, uccidendo manifestanti civili e disarmati, limitando la libertà di riunione e di espressione, anche tramite restrizioni all’accesso a Internet, e attraverso arresti e detenzioni arbitrari di leader dell’opposizione e di oppositori del colpo di Stato. In qualità di membro del suddetto Consiglio, il generale Mya Tun Oo è direttamente responsabile di tali decisioni repressive e di gravi violazioni dei diritti umani. Inoltre, in qualità di ex ministro della Difesa, Mya Tun Oo è responsabile degli attacchi perpetrati dalle forze militari nello Stato del Kayah il 25 dicembre 2021, che hanno provocato la morte di oltre 30 persone, tra cui bambini e personale umanitario, e di uccisioni di massa e torture ai danni di civili in tutto il Myanmar. In qualità di ex ministro della Difesa, il generale Mya Tun Oo è stato inoltre responsabile dei bombardamenti, delle incursioni aeree e di altri casi di violenza su larga scala perpetrati dalle forze armate del Myanmar nel 2022. È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Nel 2018 le Nazioni Unite e organizzazioni internazionali della società civile hanno riferito di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario perpetrate negli Stati del Kachin, del Rakhine e dello Shan contro la popolazione Rohingya da parte di forze militari e di polizia a partire dal 2011, concludendo che molte di tali violazioni rientrano tra i reati più gravi ai sensi del diritto internazionale. Mya Tun Oo è stato capo di Stato maggiore aggiunto delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw), la terza carica più elevata nel Tatmadaw, dall’agosto 2016 fino alla sua nomina a ministro della Difesa. In tale qualità, ha supervisionato le operazioni militari condotte nello Stato del Rakhine e ha coordinato le varie forze armate, tra cui l’esercito, la marina militare e l’aeronautica, nonché l’uso dell’artiglieria. È pertanto responsabile di gravi violazioni e abusi commessi contro la popolazione Rohingya. 22.3.2021 24. Moe Myint Tun Data di nascita: 24.5.1968; Cittadinanza: Myanmar; Genere: maschio Il tenente generale Moe Myint Tun è stato membro delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e del Consiglio di amministrazione dello Stato. Il 1 o febbraio 2021 le forze armate del Myanmar (Tatmadaw), guidate dal comandante in capo Min Aung Hlaing, hanno organizzato un colpo di Stato in Myanmar invalidando i risultati delle elezioni tenutesi l’8 novembre 2020 e rovesciando il governo democraticamente eletto. Nel quadro del colpo di Stato, il vicepresidente Myint Swe, in qualità di presidente ad interim, ha dichiarato lo stato di emergenza il 1 o febbraio trasferendo i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato al comandante in capo dei servizi di difesa, generale Min Aung Hlaing. Il 2 febbraio, è stato istituito il Consiglio di amministrazione dello Stato con l’incarico di esercitare tali poteri, impedendo al governo democraticamente eletto di adempiere al suo mandato. In qualità di membro del Consiglio di amministrazione dello Stato, il tenente generale Moe Myint Tun è stato direttamente coinvolto nel processo decisionale riguardante le funzioni di Stato e ne è responsabile; è pertanto responsabile dell’indebolimento della democrazia e dello Stato di diritto in Myanmar/Birmania. Il suddetto Consiglio ha inoltre adottato decisioni che limitano il diritto alla libertà di espressione, compreso l’accesso alle informazioni, e il diritto di riunione pacifica. A partire dal 1 o febbraio 2021 le forze militari e le autorità che operano sotto il controllo del Consiglio di amministrazione dello Stato hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, uccidendo manifestanti civili e disarmati, limitando la libertà di riunione e di espressione, anche tramite restrizioni all’accesso a Internet, e attraverso arresti e detenzioni arbitrari di leader dell’opposizione e di oppositori del colpo di Stato. La sua continua influenza nel regime della giunta è comprovata dal fatto che i suoi familiari ottengono cospicui contratti di appalto nel settore edile, che di norma vengono aggiudicati solo a chi ha legami con funzionari di alto livello. In qualità di ex membro del Consiglio di amministrazione dello Stato, il tenente generale Moe Myint Tun è direttamente responsabile di tali decisioni repressive e di gravi violazioni dei diritti umani. Nel 2018 le Nazioni Unite e organizzazioni internazionali della società civile hanno riferito di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario perpetrate negli Stati del Kachin, del Rakhine e dello Shan contro la popolazione Rohingya da parte di forze militari e di polizia a partire dal 2011, concludendo che molte di tali violazioni rientrano tra i reati più gravi ai sensi del diritto internazionale. Il tenente generale Moe Myint Tun è stato comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 6 e capo di Stato maggiore (esercito) delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) fino al 2019. In tale carica, ha supervisionato le operazioni nello stato del Rakhine. È pertanto responsabile di gravi violazioni e abusi commessi contro la popolazione Rohingya. 22.3.2021 25. Than Hlaing Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Data di nascita: 1965; Genere: maschio Il tenente generale Than Hlaing è membro delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). È stato nominato viceministro dell’Interno e capo della polizia il 2 febbraio 2021 e si è dimesso da tali cariche il 5 maggio 2022. Attualmente fa parte delle forze di riserva. Il 1 o febbraio 2021 le forze armate del Myanmar (Tatmadaw), guidate dal comandante in capo Min Aung Hlaing, hanno organizzato un colpo di Stato in Myanmar invalidando i risultati delle elezioni tenutesi l’8 novembre 2020 e rovesciando il governo democraticamente eletto. Nel quadro del colpo di Stato, il vicepresidente Myint Swe, in qualità di presidente ad interim, ha dichiarato lo stato di emergenza il 1 o febbraio 2021 e ha trasferito i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato al comandante in capo dei servizi di difesa, l’alto generale Min Aung Hlaing. Il 2 febbraio 2021 è stato istituito il Consiglio di amministrazione dello Stato con l’incarico di esercitare tali poteri, impedendo al governo democraticamente eletto di adempiere al suo mandato. Nominato da tale Consiglio, il tenente generale Than Hlaing è stato coinvolto in azioni e politiche che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania, nonché in azioni che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del paese. Inoltre, a partire dal 1 o febbraio 2021 le forze di polizia che operano sotto l’autorità del tenente generale Than Hlaing hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, uccidendo manifestanti civili e disarmati, limitando la libertà di riunione e di espressione, procedendo ad arresti e detenzioni arbitrari di leader dell’opposizione e di oppositori del colpo di Stato. In qualità di ex viceministro dell’Interno e capo della polizia, il tenente generale Than Hlaing è stato direttamente responsabile del processo decisionale relativo alle politiche repressive e azioni violente commesse dalla polizia contro manifestanti pacifici; è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. 22.3.2021 32. Sai Long Hseng Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Data di nascita: 18.4.1947; Luogo di nascita: Kengtung, Myanmar/Birmania; Genere: maschio; Carta di verifica della cittadinanza: Katana (Naing) 0052495; Carta di registrazione nazionale n.: 13/KATANA (N)-005249; Funzione: ex membro del Consiglio di amministrazione dello Stato Sai Long Hseng è stato membro del Consiglio di amministrazione dello Stato e dell’organo consultivo centrale. Il 1 o febbraio 2021 le forze armate del Myanmar (Tatmadaw), guidate dal comandante in capo Min Aung Hlaing, hanno organizzato un colpo di Stato in Myanmar invalidando i risultati delle elezioni tenutesi l’8 novembre 2020 e rovesciando il governo democraticamente eletto. Nel quadro del colpo di Stato, il vicepresidente Myint Swe, in qualità di presidente ad interim, ha dichiarato lo stato di emergenza il 1 o febbraio 2021 e ha trasferito i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato al comandante in capo dei servizi di difesa, l’alto generale Min Aung Hlaing. Il 2 febbraio 2021 è stato istituito il Consiglio di amministrazione dello Stato con l’incarico di esercitare tali poteri, impedendo al governo democraticamente eletto di adempiere al suo mandato. In qualità di membro del Consiglio di amministrazione dello Stato e dell’organo consultivo centrale, Sai Long Hseng è stato direttamente coinvolto nel processo decisionale riguardante le funzioni di Stato e ne è responsabile; è pertanto responsabile di avere compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania. Il suddetto Consiglio ha inoltre adottato decisioni che limitano il diritto alla libertà di espressione, compreso l’accesso alle informazioni, e il diritto di riunione pacifica. A partire dal 1 o febbraio 2021 le forze militari e le autorità che operano sotto il controllo del Consiglio di amministrazione dello Stato hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, uccidendo manifestanti civili e disarmati, limitando la libertà di riunione e di espressione, anche tramite restrizioni all’accesso a Internet, e attraverso arresti e detenzioni arbitrari di leader dell’opposizione e di oppositori del colpo di Stato. Il Consiglio di amministrazione dello Stato ha inoltre decretato la legge marziale in parti del paese, il che ha consentito di porre le zone interessate sotto completa autorità militare anche per quanto riguarda le funzioni amministrative, giudiziarie e repressive. Nelle zone sottoposte alla legge marziale i civili, fra cui giornalisti e manifestanti pacifici, sono perseguiti da tribunali militari, il che di fatto nega loro il diritto a un giusto processo, compreso il diritto di ricorso. Nelle zone in cui è stata decretata la legge marziale le forze militari e di polizia hanno moltiplicato gli atti di violenza minacciando la pace, la sicurezza e la stabilità. In qualità di membro del Consiglio di amministrazione dello Stato e dell’organo consultivo centrale, Sai Long Hseng è direttamente responsabile di tali decisioni repressive e di gravi violazioni dei diritti umani. 19.4.2021 40. Tin Aung San Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Data di nascita: 16.10.1960; Genere: maschio; Documento di identità nazionale n.: 12/La Ma Na (N) 89 489 L’ammiraglio Tin Aung San è comandante in capo della marina del Myanmar, membro del Consiglio di amministrazione dello Stato e ministro dell’Ufficio del primo ministro. In precedenza, ha ricoperto le cariche di ministro dei Trasporti e delle comunicazioni e di ministro della Difesa. Il 1 o febbraio 2021 le forze armate del Myanmar (Tatmadaw), guidate dal comandante in capo Min Aung Hlaing, hanno organizzato un colpo di Stato in Myanmar invalidando i risultati delle elezioni tenutesi l’8 novembre 2020 e rovesciando il governo democraticamente eletto. Nel quadro del colpo di Stato, il vicepresidente Myint Swe, in qualità di presidente ad interim, ha dichiarato lo stato di emergenza il 1 o febbraio 2021 e ha trasferito i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato al comandante in capo dei servizi di difesa, l’alto generale Min Aung Hlaing. Il 2 febbraio 2021 è stato istituito il Consiglio di amministrazione dello Stato con l’incarico di esercitare tali poteri, impedendo al governo democraticamente eletto di adempiere al suo mandato. In qualità di ministro dei Trasporti e delle comunicazioni del governo, Tin Aung San era responsabile della comunicazione e delle reti e pertanto ha adottato decisioni e attuato politiche che definivano la libertà di accesso ai dati online. Mentre occupava tale carica, vi sono stati numerosi oscuramenti e rallentamenti deliberati di Internet ed è stato dato ordine ai fornitori di impedire l’accesso online a Facebook, Twitter e Instagram. Nel gennaio 2022 è stato diffuso un nuovo progetto di legge in materia di cibersicurezza, che consente l’abuso delle tecnologie di sorveglianza al fine di controllare e prendere di mira le persone e, di conseguenza, reprimere la loro libertà di espressione nonché l’accesso all’informazione. È pertanto direttamente responsabile della limitazione della libertà di stampa e dell’accesso all’informazione online nonché della violazione del diritto alla vita privata della popolazione del Myanmar. Di conseguenza, ha compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania. In quanto membro del Consiglio di amministrazione dello Stato e vice primo ministro nonché ex ministro della Difesa, Tin Aung San è stato direttamente coinvolto nel processo decisionale riguardante le funzioni di Stato e ne è responsabile; è pertanto responsabile di avere compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania. È inoltre direttamente responsabile delle decisioni repressive assunte dal Consiglio di amministrazione dello Stato, compresa la legislazione che viola i diritti umani e limita le libertà dei cittadini del Myanmar, nonché delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza del Myanmar. 21.6.2021 44. Aung Naing Oo Data di nascita: 13.10.1962 o 9.6.1969; Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Luogo di nascita: Kyaukse, Mandalay, Myanmar/Birmania; Genere: maschio; Indirizzo: L 103, Kenyeikthar Lane 6, FMI city, Yangon, Myanmar/Burma; Numero di passaporto: DM002656; Documento di identità nazionale n.: 7/PaKhaNa (Naing) 13345; 5/SaKaNa (Naing) 017289 Aung Naing Oo è l’ex ministro del Commercio. Dal 2 febbraio 2021 al 18 agosto 2022 è stato ministro degli Investimenti e delle relazioni economiche con l’estero. È stato nominato dal Consiglio di amministrazione dello Stato, guidato dal comandante in capo Min Aung Hlaing, che dal 2 febbraio 2021 ha assunto i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario dello Stato. In quanto ex ministro del governo, fa parte del regime militare, che ha assunto il potere con un colpo di Stato militare e ha rovesciato i leader legittimamente eletti in Myanmar/Birmania. In qualità di ministro degli Investimenti e delle relazioni economiche con l’estero, è stato incaricato di agevolare l’attività imprenditoriale e gli investimenti in Myanmar/Birmania e contribuisce, pertanto, a soddisfare le esigenze finanziarie del regime militare. Nelle sue dichiarazioni e nei suoi atti ha appoggiato pubblicamente il colpo di Stato e il regime militare, anche affermando che i media internazionali hanno esagerato la portata della crisi e sostenendo che il movimento di disobbedienza civile sta volgendo al termine. Ha altresì vietato ai dirigenti delle società straniere di telecomunicazioni di lasciare il paese senza autorizzazione e nel febbraio 2021 ha licenziato i funzionari pubblici del ministero che hanno aderito alla protesta. Pertanto, le sue azioni, politiche e attività compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania ed è coinvolto in azioni che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del paese. 21.2.2022 64. Ni Lin Aung Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Genere: maschio Il maggiore generale Ni Lin Aung lavora nel Comando Centro-est dall’agosto 2022. È l’ex comandante del Comando Est delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). Parte della giurisdizione del Comando Est è lo Stato del Kayah. In un attacco del 24 dicembre 2021 nei pressi del villaggio di Moso nella divisione amministrativa (township) di Phruso, nello Stato di Karenni (Kayah), sono state uccise almeno 35 persone, tra cui civili, bambini e due operatori umanitari dell’ONG Save the Children. Il Tatmadaw è ritenuto responsabile dell’attacco. Nella sua posizione di comandante del Comando Est, il maggiore generale (ex brigadier generale) Ni Lin Aung era direttamente a capo delle unità nello Stato del Kayah, comprese quelle responsabili di tale massacro. Il 21 luglio 2023 il maggiore generale Ni Lin Aung è stato nominato viceministro dell’Interno e gli è stata conferita la responsabilità congiunta di capo della polizia; il 3 agosto 2024 ha riassunto la sua precedente funzione miliare. In qualità di ex viceministro e membro delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw), fa parte del regime militare che ha assunto il potere con un colpo di Stato militare e ha rovesciato i leader legittimamente eletti del Myanmar/Birmania. Il maggiore generale Ni Lin Aung è pertanto responsabile di avere compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania e di avere sostenuto azioni che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del paese. 21.2.2022 75. Phone Myat Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Genere: maschio Il tenente generale Phone Myat è il comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 5 dal gennaio 2025 ed è stato il comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 3 delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) dall’aprile 2021 al gennaio 2025. In precedenza è stato viceministro presso il ministero dell’Interno tra il luglio 2020 e l’aprile 2021 ed è stato comandante del Comando Ovest tra il maggio 2019 e il luglio 2020. In quanto comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 5, Phone Myat comanda e controlla le forze militari nella zona di Yangon. In qualità di comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 3, Phone Myat ha comandato e controllato le forze militari del Comando Sud-ovest (Ayeyarwaddy), del Comando Sud (Bago e Magway) e del Comando Ovest (Rakhine e Chin). Le forze militari sotto il suo comando hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, crimini e atrocità, tra cui uccisioni, attacchi aerei e a terra contro la popolazione civile e massacri nella regione di Magway, nello Stato di Chin e nella regione di Bago. Nella sua carica di comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 5 ed ex comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 3, Phone Myat è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, di attività che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania, nonché di azioni che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del Myanmar/Birmania. 8.11.2022 77. Thet Pon Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Genere: maschio Il tenente generale Thet Pon è il comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 6 dal gennaio 2025 ed è stato il comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 5 delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) dal giugno 2020 al gennaio 2025. In precedenza è stato comandante del Comando Nord-ovest fino al 2017 e comandante della regione di Yangon tra il 2017 e il giugno 2020. In quanto comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 6, Thet Pon comanda e controlla le forze militari nella zona di Nay Pyi Taw. In qualità di comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 5, Thet Pon ha comandato e controllato le forze militari e i tribunali militari nella regione di Yangon. Nel marzo 2021 il Consiglio di amministrazione dello Stato ha introdotto la legge marziale in Myanmar, trasferendo il potere esecutivo e giudiziario ai vertici dei pertinenti comandi militari regionali. Al luglio 2022 i tribunali militari della regione di Yangon hanno condannato a morte 119 persone, molte delle quali per motivi politici, tra cui quattro membri dell’opposizione democratica che sono stati giustiziati nella regione di Yangon. Inoltre, le forze militari nella regione di Yangon hanno commesso atti violenti nei confronti di manifestanti pacifici o li hanno uccisi, ricorrendo ad esempio alla forza letale durante le proteste contro la giunta nella città di Hlaing Tharyar nella regione di Yangon il 14 marzo 2021. Nella sua carica di comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 6 ed ex comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 5, Thet Pon è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, di attività che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania, nonché di azioni che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del Myanmar/Birmania. 8.11.2022 78. Htein Win Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Genere: maschio L’ammiraglio Htein Win è comandante in capo della marina nonché ex capo dell’addestramento delle forze armate ed ex comandante del Comando Sud delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In qualità di comandante regionale, ha comandato e controllato le forze militari nelle regioni di Bago e Magway. Le forze militari in tali regioni hanno perpetrato attacchi aerei e incursioni e si sono rese responsabili di incendi, numerose uccisioni e utilizzo di scudi umani. La regione di Magway è una zona particolarmente pericolosa in ragione delle brutali operazioni contro l’opposizione condotte dall’esercito, che nella regione applica una strategia dell’“uccidi tutti, brucia tutto, depreda tutto”. Nella sua carica di comandante in capo della marina nonché ex capo dell’addestramento delle forze armate ed ex comandante del Comando Sud, Htein Win è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, di attività che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania, nonché di azioni che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del Myanmar/Birmania. 8.11.2022 81. Nyunt Win Swe Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Genere: maschio Il tenente generale Nyunt Win Swe è il comandante dell’Ufficio Operazioni speciali n. 4 dal 2023. In tale veste, comanda e controlla le forze militari nella zona di Yangon. È stato il comandante delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) nella regione di Yangon dal giugno 2020 all’inizio del 2023. In tale veste, Nyunt Win Swe ha comandato e controllato le forze militari nella regione di Yangon e ha supervisionato i tribunali militari di detta regione. Nel marzo 2021 il Consiglio di amministrazione dello Stato ha introdotto la legge marziale in Myanmar, trasferendo il potere esecutivo e giudiziario ai vertici dei pertinenti comandi militari regionali. Al luglio 2022 i tribunali militari della regione di Yangon hanno condannato a morte 119 persone, molte delle quali per motivi politici, tra cui quattro membri dell’opposizione democratica che sono stati giustiziati nella regione di Yangon. Inoltre, le forze militari nella regione di Yangon hanno commesso atti violenti nei confronti di manifestanti pacifici o li hanno uccisi, ricorrendo ad esempio alla forza letale durante le proteste contro la giunta nella città di Hlaing Tharyar nella regione di Yangon il 14 marzo 2021. Nelle sue vesti, Nyunt Win Swe è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, di attività che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania, nonché di azioni che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del Myanmar/Birmania. 8.11.2022 89. Maung Maung Aye Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Luogo di nascita: Myanmar/Birmania; Genere: maschio; Grado: generale Il generale Maung Maung Aye ha ricoperto il ruolo di capo di Stato maggiore dell’esercito, della marina e dell’aeronautica del Myanmar fino al dicembre 2024, quando è stato nominato ministro della Difesa. In tali posizioni, Maung Maung Aye fa parte del regime che nel febbraio 2021 ha assunto il potere e ha rovesciato i leader legittimamente eletti nel Myanmar/Birmania. Partecipa attivamente all’acquisto di armi dalla Russia. Contribuisce, inoltre, a rafforzare il posizionamento internazionale delle forze armate del Myanmar attraverso incontri con omologhi di altri paesi. È pertanto una persona fisica le cui azioni, politiche o attività compromettono la democrazia o lo Stato di diritto nel Myanmar/Birmania e che intraprende o sostiene azioni che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità del Myanmar/Birmania. È responsabile anche di numerose violazioni dei diritti umani. 20.2.2023 95. Kyaw Swar Lin (alias Kyaw Swar Linn) Cittadinanza: Myanmar/Birmania; Luogo di nascita: Myanmar/Birmania; Genere: maschio; Funzione: capo di Stato maggiore; ex capo di Stato maggiore dell’esercito e ex intendente generale delle forze armate del Myanmar Il tenente generale Kyaw Swar Lin è stato intendente generale dal maggio 2020 al dicembre 2024, quando è stato promosso a capo di Stato maggiore dell’esercito, della marina e dell’aeronautica del Myanmar, una carica di alto livello nelle forze armate del Myanmar/Birmania. Dall’ottobre 2023 al dicembre 2024 è stato anche capo di Stato maggiore dell’esercito. Kyaw Swar Lin gestisce inoltre la Myanmar Economic Corporation (MEC), una delle due principali conglomerate e holding gestite dai militari che generano entrate per le forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In qualità di capo di Stato maggiore, ex capo di Stato maggiore dell’esercito ed ex intendente generale, fa parte del regime militare che ha assunto il potere con un colpo di Stato militare e ha rovesciato i leader legittimamente eletti in Myanmar/Birmania. Kyaw Swar Lin è pertanto una persona fisica le cui politiche e attività compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in Myanmar/Birmania e che sostiene azioni che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del paese. 20.7.2023» ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2025/820/oj ISSN 1977-0707 (electronic edition)

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