Decisione (PESC) 2024/1784 del Consiglio, del 24 giugno 2024, che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan
Decisione (PESC) 2024/1784 del Consiglio, del 24 giugno 2024, che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan
EN: Council Decision (CFSP) 2024/1784 of 24 June 2024 amending Decision (CFSP) 2023/2135 concerning restrictive measures in view of activities undermining the stability and political transition of Sudan
Testo normativo
Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
IT
Serie L
2024/1784
24.6.2024
DECISIONE (PESC) 2024/1784 DEL CONSIGLIO
del 24 giugno 2024
che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull’Unione europea e in particolare l’articolo 29,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
(1)
Il 9 ottobre 2023 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2023/2135
(
1
)
.
(2)
Il 27 novembre 2023 l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («alto rappresentante») ha rilasciato una dichiarazione a nome dell’Unione sugli ultimi sviluppi in Sudan, in cui l’Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito la loro ferma condanna dei continui combattimenti tra le forze armate sudanesi (SAF) e le forze di supporto rapido (RSF) e le rispettive milizie affiliate. La dichiarazione ha inoltre deplorato la drammatica escalation di violenza e il tragico bilancio in termini di vite umane nel Darfur e in tutto il paese, nonché le violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.
(3)
Il 22 gennaio 2024 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2024/383
(
2
)
con cui ha adottato una prima serie di misure restrittive nei confronti di sei entità delle SAF e delle RSF responsabili di sostenere attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan.
(4)
Il 1
o
marzo 2024 l’alto rappresentante, insieme al commissario per la Gestione delle crisi, ha condannato fermamente il recente divieto, imposto dalle autorità sudanesi de facto, di fornire assistenza umanitaria transfrontaliera dal Ciad verso il Sudan ai civili che soffrono per mano sia delle SAF che delle RSF, in flagrante violazione del diritto internazionale umanitario.
(5)
Tenuto conto della gravità della situazione, sei persone dovrebbero essere inserite nell’allegato della decisione (PESC) 2023/2135.
(6)
È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2023/2135,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’allegato della decisione (PESC) 2023/2135 è modificato conformemente all’allegato della presente decisione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
.
Fatto a Lussemburgo, il 24 giugno 2024
Per il Consiglio
Il presidente
J. BORRELL FONTELLES
(
1
)
Decisione (PESC) 2023/2135 del Consiglio, del 9 ottobre 2023, concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan (
GU L, 2023/2135 del 11.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2023/2135/oj
).
(
2
)
Decisione (PESC) 2024/383 del Consiglio, del 22 gennaio 2024, che modifica la decisione (PESC) 2023/2135 concernente misure restrittive in considerazione delle attività che compromettono la stabilità e la transizione politica del Sudan (
GU L 2024/383 del 22.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/383/oj
).
ALLEGATO
All’allegato della decisione (PESC) 2023/2135, nella sezione «A. Elenco delle persone fisiche di cui all’articolo 1, paragrafo 1, e all’articolo 2, paragrafo 1», sono aggiunte la tabella e le voci seguenti:
«Nome
Informazioni identificative
Motivi
Data di inserimento nell’elenco
1.
Mirghani Idriss SULEIMAN
Cittadinanza: sudanese
Sesso: maschile
Funzione: Tenente generale delle SAF;
direttore generale del Defence Industries System;
capo della Sudanese Army Production Agency
Persone associate: Generale Abdel-fattah Al Burhan, comandante in capo delle SAF
Entità associate: Defense Industries System, SMT Engineering; SAF
Il Tenente generale Mirghani Idriss Suleiman è un ufficiale delle SAF e il direttore generale del Defense Industry System (DIS), società oggetto di sanzioni da parte dell’Unione europea perché fornisce sostegno alle azioni e alle politiche che minacciano la pace, la stabilità e la sicurezza del Sudan.
DIS è descritta come la più grande società sudanese nel settore della difesa: genera infatti circa 2 miliardi di USD di entrate attraverso centinaia di filiali in vari settori dell’economia sudanese. La società produce una serie di armi leggere, armi convenzionali, munizioni e veicoli militari per le SAF.
In qualità di direttore generale di DIS, Mirghani Idriss Suleiman ha compiuto numerosi viaggi con il Generale Abdel-fattah Al Burhan, comandante in capo delle SAF, dall’inizio della guerra, presumibilmente per rafforzare le capacità delle SAF di combattere le RSF su diversi fronti a Khartoum, nel Darfur e nel Kordofan.
Pertanto, Mirghani Idriss Suleiman fornisce sostegno alle azioni o alle politiche che minacciano la pace, la stabilità e la sicurezza del Sudan.
24.6.2024
2.
EL TAHIR Mohamed EL AWAD EL AMIN
alias
EL TAHIR Mohamed
EL AWAD EL AMIN
AL-TAHER;
Mohammed AL-AWAD AL-AMIN
Cittadinanza: sudanese
Sesso: maschile
Funzione: Tenente generale, comandante dell’aeronautica sudanese dal 1
o
settembre 2022.
Ex decano dell’accademia aeronautica sudanese. Ex comandante della base aerea di Khartoum.
Persone associate: Generale Abdel-fattah Al-Burhan, comandante supremo delle SAF;
Tenente generale Yasir Al-Atta, vicecomandante in capo delle SAF;
Generale Mohamed Osman al-Hussein, capo di stato maggiore delle forze terrestri delle SAF
Entità associate: SAF
EL Tahir Mohamed El Awad El Amin è Tenente generale delle SAF e comandante dell’aeronautica sudanese dal 1
o
settembre 2022. È pertanto responsabile delle operazioni effettuate dall’aeronautica delle SAF dallo scoppio del conflitto il 15 aprile 2023 tra le SAF, le RSF e le milizie loro alleate, come sottolineato dalla sua partecipazione a riunioni ad alto livello di alti comandanti delle SAF rese pubbliche e presiedute dal comandante in capo Abdelfattah Al-Burhan presso il comando generale delle SAF a Khartoum nel maggio e luglio 2023.
EL Tahir Mohamed El Awad El Amin detiene pertanto una responsabilità diretta di comando nei bombardamenti aerei indiscriminati effettuati dall’aeronautica delle SAF in zone residenziali densamente popolate, in particolare a Khartoum, Omdurman, Nyala (Darfur meridionale) e nel Kordofan settentrionale, come documentato dalla missione integrata di assistenza delle Nazioni Unite per la transizione in Sudan (UNITAMS) nelle sue relazioni al segretario generale del 31 agosto 2023 e del 13 novembre 2023, dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani nella sua relazione del 22 febbraio 2024 e dal gruppo di esperti sul Sudan delle Nazioni Unite nella sua relazione del 15 gennaio 2024.
El Tahir Mohamed El Awad El Amin ha pertanto partecipato direttamente al proseguimento del conflitto sudanese, che minaccia la pace, la stabilità e la sicurezza del Sudan, ed è stato coinvolto nella pianificazione, nella direzione e nello svolgimento di operazioni aeree che hanno portato a gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, provocando un elevato numero di vittime civili, causando lo sfollamento della popolazione civile e la distruzione di infrastrutture critiche, tra cui strutture mediche quali l’East Nile Hospital a Khartoum nel maggio 2023 e il Babiker Nahar Paediatric Hospital a El-Fasher nel maggio 2024.
24.6.2024
3.
Ali Ahmed KARTI MOHAMED
Data di nascita: 11.3.1953
Luogo di nascita: Hagar Elassal — Sudan
Cittadinanza: sudanese
Sesso: maschile
Funzione: militante del partito del Congresso nazionale;
segretario generale del movimento islamico sudanese;
ex ministro sudanese degli Affari esteri
Numero ID: 11822483949
Entità associate:
ministero degli Esteri sudanese;
movimento islamico sudanese
Ali Ahmed Karti Mohamed è stato ministro degli Affari esteri sudanese nel governo di Omar al-Bashir. A seguito della caduta del regime di al-Bashir, Ali Ahmed Karti Mohamed è stato scelto come uno dei leader del movimento islamico sudanese e ha guidato gli sforzi per vanificare i progressi del Sudan verso una piena transizione democratica, compromettendo l’ex governo transitorio a guida civile e il processo dell’accordo politico quadro. Ciò ha contribuito al conflitto tra le SAF e le RSF, iniziato il 15 aprile 2023.
Il suddetto e altri islamici sudanesi intransigenti ostacolano attivamente gli sforzi volti a raggiungere un cessate il fuoco per porre fine al conflitto e si oppongono agli sforzi civili tesi a ripristinare la transizione democratica del Sudan. Ali Ahmed Karti Mohamed è un militante del partito del Congresso nazionale, fondato da Omar Al-Bashir nel 1998. Il partito è l’organizzazione che succede al Fronte nazionale islamico affiliato ai Fratelli musulmani.
Ali Ahmed Karti Mohamed è attualmente il segretario generale del movimento islamico sudanese, un’ampia alleanza di gruppi islamisti, ed è considerato l’uomo alla base della rinascita del partito. Il movimento islamista esercita una forte influenza sulle SAF, sulla polizia e sui servizi di intelligence.
Ali Ahmed Karti Mohamed partecipa pertanto direttamente o indirettamente alle azioni o alle politiche che minacciano la pace, la stabilità o la sicurezza del Sudan, le sostiene o ne trae vantaggio.
24.6.2024
4.
Abdulrahman JUMA BARAKALLAH
alias
Major-General Abdulrahman GOMAA;
Abdul Rahman JUMA BARAKALLAH
Luogo di nascita: AlDaein- Abu Matareq, Darfur orientale, Sudan
Cittadinanza: sudanese
Sesso: maschile
Funzione: Maggiore Generale delle RSF e comandante delle RSF del Darfur occidentale
Entità associate: RSF
Abdulrahman Juma Barakallah è un generale di spicco delle RSF ed è a capo delle forze armate delle RSF nel Darfur occidentale.
È responsabile della commissione di atrocità e altri abusi e di aver causato uccisioni di matrice etnica, attacchi mirati contro attivisti e difensori dei diritti umani, violenze sessuali connesse ai conflitti e saccheggi e incendi di comunità.
È inoltre responsabile del rapimento e dell’assassinio del governatore del Darfur occidentale Khamis Abbakar e di suo fratello. Khamis Abbakar è stato ucciso poche ore dopo aver accusato le RSF e le milizie alleate di aver attaccato le comunità locali ad Al Geneina, capitale del Darfur occidentale, in occasione di un’intervista con l’emittente televisiva di proprietà saudita Al Hadath e la televisione degli Emirati arabi uniti Al Arabiya.
Abdulrahman Juma Barakallah è stato inoltre accusato da organizzazioni non governative internazionali di essere responsabile del genocidio della comunità Masalit.
Pertanto, Abdulrahman Juma Barakallah è responsabile della pianificazione, della direzione o dell’esecuzione di atti nel Darfur occidentale che costituiscono gravi violazioni o abusi dei diritti umani o violazioni del diritto internazionale umanitario, compresi omicidi e menomazioni, stupri e altre gravi forme di violenza sessuale e di genere, rapimenti e sfollamenti forzati. In qualità di generale delle RSF nel Darfur occidentale, partecipa inoltre direttamente o indirettamente alle azioni o alle politiche che minacciano la pace, la stabilità o la sicurezza del Sudan.
24.6.2024
5.
Mustafa Ibrahim ABDEL NABI MOHAMED
Cittadinanza: sudanese
Sesso: maschile
Funzione: direttore della al-Khaleej Bank; azionista di maggioranza della Shield Protective Solutions Co. Ltd. (Sudan); consulente finanziario del leader delle RSF
N. di passaporto: B CH 4930920
Persone associate: Musa Hamdan Dagalo Musa, fratello del leader delle RSF Mohamed Hamdan Dagalo
Entità associate: al-Khaleej Bank; Shield Protective Solutions Co. Ltd. (Sudan)
Mustafa Ibrahim Abdel Nabi Mohamed è un ex alto funzionario della Banca centrale sudanese che è diventato consulente finanziario delle RSF, e in tale veste le aiuta a gestire una rete di società ed enti strumentali.
Una recente relazione del gruppo di esperti delle Nazioni Unite sulle sanzioni nel Darfur ha fatto riferimento a un ex alto funzionario della Banca centrale sudanese che risiede a Dubai ed è diventato consulente finanziario delle RSF, senza nominarlo. La relazione spiega inoltre che la al-Khaleej Bank è diventata determinante per il finanziamento delle RSF nel 2019, quando la sua partecipazione maggioritaria è stata acquisita da persone ed entità associate alle RSF.
Secondo le notizie diffuse dai media e i gruppi di riflessione, la sua identità corrisponde a quella di Mustafa Ibrahim Abdel Nabi Mohamed, direttore della al-Khaleej Bank, una banca sudanese.
Oltre il 60 % delle azioni della al-Khaleej Bank è detenuto da società associate alla famiglia di Mohammad Hamdan Dagalo (Hemedti), capo delle RSF.
Mustafa Ibrahim Abdel Nabi Mohamed è anche azionista di maggioranza della Shield Protective Solutions Co. Ltd. L’altro azionista di questa società, che detiene più del 14 % della partecipazione azionaria nella al-Khaleej Bank, è uno dei fratelli di Hemedti, ossia Musa Hamdan Dagalo Musa.
In qualità di consulente finanziario delle RSF e della famiglia Dagalo, Mustafa Ibrahim Abdel Nabi Mohamed partecipa direttamente o indirettamente alle azioni o alle politiche che minacciano la pace, la stabilità o la sicurezza del Sudan, le sostiene o ne trae vantaggio.
24.6.2024
6.
Masar Abdurahman ASEEL
alias
Massar Abdelrahman ASSIL
Masar Abdelrahman ESEIL
Massar ASSEL
Masar ASIL
Sesso: maschile
Funzione: emiro del clan Mahamid nel Darfur occidentale;
membro dell’amministrazione nativa del Darfur occidentale
Masar Abdurahman Aseel è un capo tribale di spicco del clan Mahamid nel Darfur occidentale. Il clan Mahamid appartiene alla tribù Rizeigat, che riunisce le comunità arabe che abitano nel Darfur e in Ciad. Masar Abdurahman Aseel detiene il titolo di emiro ed è membro dell’amministrazione nativa del Darfur occidentale.
Masar Abdurahman Aseel ha agevolato gli attacchi sferrati dalle forze di supporto rapido (RSF) e dalle loro milizie alleate contro le comunità locali che vivono a El Geneina (Darfur occidentale), in particolare il popolo Massalit, a partire dall’aprile 2023. In particolare, ha contribuito direttamente al reclutamento e all’armamento di milizie da parte delle RSF e al coordinamento tra queste forze, come riportato nella 15
a
relazione finale del gruppo di esperti sul Sudan delle Nazioni Unite pubblicata nel gennaio 2024, affinché compiessero attacchi mirati di stampo etnico, segnatamente contro le comunità Massalit, nel Darfur occidentale tra la fine di aprile e l’inizio di novembre 2023. A marzo e aprile 2024 le RSF hanno pubblicato video di propaganda di Masar Abdurahman Aseel che dimostrano il suo sostegno guerrafondaio alle RSF e il suo ruolo nel radunare le truppe di supporto alle RSF affinché contribuissero alla loro lotta contro le SAF a partire dal 15 aprile 2023.
Masar Abdurahman Aseel ha pertanto partecipato direttamente alle azioni e alle politiche che minacciano la pace, la stabilità e la sicurezza del Sudan, le ha sostenute o ne ha tratto vantaggio. Sostenendo l’occupazione del Darfur occidentale da parte delle RSF, Masar Abdurahman Aseel ha rafforzato la sua posizione e la sua influenza all’interno dell’amministrazione nativa del Darfur occidentale, a scapito di altri leader delle comunità, in particolare appartenenti alla comunità Massalit, che sono stati presi di mira dalle RSF e dalle loro milizie alleate.
24.6.2024»
ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/1784/oj
ISSN 1977-0707 (electronic edition)
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Decisione UE 1784/2024 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
Utilizziamo cookie tecnici essenziali e, con il tuo consenso, cookie analitici (Google Analytics) per migliorare l'esperienza di navigazione.
Leggi la nostra Cookie Policy.