Decisione UE In vigore Non_Fiscale

Decisione UE 1790/2025

Decisione (PESC) 2025/1790 del Consiglio, del 5 settembre 2025, che modifica la decisione (PESC) 2020/1999, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani

Pubblicato: 05/09/2025 In vigore dal: 05/09/2025 Documento ufficiale

Riferimento normativo

Decisione (PESC) 2025/1790 del Consiglio, del 5 settembre 2025, che modifica la decisione (PESC) 2020/1999, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani EN: Council Decision (CFSP) 2025/1790 of 5 September 2025 amending Decision (CFSP) 2020/1999 concerning restrictive measures against serious human rights violations and abuses

Testo normativo

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea IT Serie L 2025/1790 5.9.2025 DECISIONE (PESC) 2025/1790 DEL CONSIGLIO del 5 settembre 2025 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA, visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29, vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, considerando quanto segue: (1) Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2020/1999 ( 1 ) . (2) L’8 dicembre 2020, mediante la dichiarazione dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («alto rappresentante»), a nome dell’Unione europea, relativa al regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani, l’Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito il loro forte impegno a favore della promozione e protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Il regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani sottolinea la determinazione dell’Unione a rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. Far sì che tutti possano godere dei propri diritti umani è un obiettivo strategico dell’Unione. Il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani è un valore fondamentale dell’Unione e della sua politica estera e di sicurezza comune. (3) Nelle sue conclusioni del 19 dicembre 2024 il Consiglio europeo ha ribadito la sua ferma condanna della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, che costituisce una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite, e ha riaffermato il suo perdurante sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale. L’Unione non riconosce e continua a condannare l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa quale violazione del diritto internazionale. (4) Dall’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa nel 2014, la situazione dei diritti umani nella penisola di Crimea si è notevolmente deteriorata. Gli abitanti della penisola devono far fronte a sistematiche restrizioni delle loro libertà fondamentali e nei centri di detenzione della Crimea si verificano gravi violazioni dei diritti umani, tra cui trattamenti crudeli, disumani e degradanti dei detenuti. (5) In tale contesto, due persone dovrebbero essere inserite nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi oggetto di misure restrittive di cui all’allegato della decisione (PESC) 2020/1999. (6) È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2020/1999, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 L’allegato della decisione (PESC) 2020/1999 è modificato conformemente all’allegato della presente decisione. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea . Fatto a Bruxelles, il 5 settembre 2025 Per il Consiglio Il presidente M. BJERRE ( 1 ) Decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 13 , ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2020/1999/oj ). ALLEGATO Nell’allegato della decisione (PESC) 2020/1999, nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi che figura nella rubrica A. «Persone fisiche» sono aggiunte le voci seguenti: Nomi (traslitterazione in caratteri latini) Nomi Informazioni identificative Motivi Data di inserimento nell’elenco «134. Vadim Viktorovich BULGAKOV alias Vadym Viktorovych BULHAKOV Вадим Викторович БУЛГАКОВ (grafia russa) Carica: capo della direzione del servizio federale russo per l’esecuzione delle pene per la “Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli”. Data di nascita: 30.1.1969 Luogo di nascita: Sinferopoli, Ucraina Cittadinanza: ucraina, russa Codice di identificazione fiscale ucraino (ДРФО): 2523214611 Codice di identificazione fiscale russo (ИНН): 910218275068 Sesso: maschile Indirizzo: Sinferopoli, Repubblica autonoma di Crimea, Ucraina Persone associate: Arkady Alexandrovich Gostev, direttore del servizio penitenziario federale russo Aleksei Nikolaevich Pikin, vicecapo della direzione del servizio federale russo per l’esecuzione delle pene per la “Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli” Dal novembre 2014 Vadim Bulgakov è il capo della direzione del servizio federale russo per l’esecuzione delle pene per la “Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli”. Esercita piena autorità sulle attività della direzione e, come tale, è personalmente responsabile, tra le altre cose, dell’adeguata fornitura di servizi medici ai detenuti e ai prigionieri in Crimea. In tale veste, è responsabile della diffusa e sistematica privazione di adeguate cure e assistenza medica ai detenuti e ai prigionieri, in particolare prigionieri politici, equivalente a un trattamento crudele, disumano o degradante. Dalla sua nomina a capo della direzione nel 2014, le Nazioni Unite e la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno documentato violazioni diffuse e sistematiche dei diritti umani nei centri di detenzione della Crimea. In particolare, dalla sua nomina si è fatto ripetutamente ricorso, presso il centro di detenzione di Sinferopoli in Crimea, alla pratica amministrativa dei maltrattamenti e della privazione di assistenza medica ai prigionieri politici, il che costituisce una forma di pena o trattamento crudele, disumano o degradante. È responsabile, in particolare, dei maltrattamenti inflitti ai difensori dei diritti umani Iryna Danylovych e Amet Suleymanov, i quali sono stati privati di assistenza medica adeguata per diversi mesi durante la loro prigionia nel centro di detenzione di Sinferopoli. Vadim Bulgakov è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, in particolare di trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, specie nei confronti di prigionieri politici trattenuti nei centri di detenzione in Crimea. 5.9.2025 135. Aleksei Nikolaevich PIKIN alias Alexey Nikolaevich PIKIN Алексей Николаевич ПИКИН (grafia russa) Carica: vicecapo della direzione del servizio federale russo per l’esecuzione delle pene per la “Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli” Data di nascita: 9.8.1975 Cittadinanza: russa Sesso: maschile Indirizzo: Voronezh, regione di Voronezh, Russia Persone associate: Arkady Alexandrovich Gostev, direttore del servizio penitenziario federale russo Vadim Viktorovich Bulgakov, capo della direzione del servizio federale russo per l’esecuzione delle pene per la “Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli” Dal maggio 2016 Aleksei Pikin è il vicecapo della direzione del servizio federale russo per l’esecuzione delle pene per la “Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli”. All’interno di tale struttura, è responsabile della gestione e del coordinamento del sistema penitenziario regionale in Crimea e a Sebastopoli e, tra l’altro, del comportamento del personale, delle condizioni dei detenuti e della prevenzione di violazioni di legge all’interno delle strutture detentive. In virtù del suo mandato, è responsabile delle violazioni dei diritti umani commesse nei confronti di persone condannate a pene detentive in Crimea, fra cui abusi da parte del personale, misure disciplinari illegali o mancata prevenzione di atti di tortura e maltrattamenti, o negazione dei diritti fondamentali all’interno del sistema penitenziario. È responsabile della diffusa e sistematica privazione di adeguate cure e assistenza medica ai detenuti e ai prigionieri, in particolare prigionieri politici, equivalente a un trattamento crudele, disumano o degradante. Dalla sua nomina a vicecapo nel 2016, le Nazioni Unite e la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno documentato violazioni diffuse e sistematiche dei diritti umani nei centri di detenzione della Crimea. In particolare, dalla sua nomina si è fatto ripetutamente ricorso sotto la sua autorità, presso il centro di detenzione di Sinferopoli in Crimea, alla pratica amministrativa dei maltrattamenti e della privazione di assistenza medica ai prigionieri politici, il che costituisce una forma di pena o trattamento crudele, disumano o degradante. È responsabile, in particolare, dei maltrattamenti inflitti ai difensori dei diritti umani Iryna Danylovych e Amet Suleymanov, i quali sono stati privati di assistenza medica adeguata per diversi mesi durante la loro prigionia nel centro di detenzione di Sinferopoli. Aleksei Pikin è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, in particolare di trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, specie nei confronti di prigionieri politici trattenuti nei centri di detenzione in Crimea. 5.9.2025» ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2025/1790/oj ISSN 1977-0707 (electronic edition)

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