Decisione (UE) 2024/2130 del Consiglio, del 26 luglio 2024, che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021
Decisione (UE) 2024/2130 del Consiglio, del 26 luglio 2024, che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021
EN: Council Decision (EU) 2024/2130 of 26 July 2024 establishing that no effective action has been taken by Romania in response to the Council Recommendation of 18 June 2021
Testo normativo
Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
IT
Serie L
2024/2130
1.8.2024
DECISIONE (UE) 2024/2130 DEL CONSIGLIO
del 26 luglio 2024
che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 126, paragrafo 8,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)
L’articolo 126, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) prevede che gli Stati membri debbano evitare disavanzi pubblici eccessivi.
(2)
Il patto di stabilità e crescita è un insieme di norme fondato sull’obiettivo di perseguire finanze pubbliche sane come mezzo per rafforzare le condizioni per la stabilità dei prezzi e per una crescita forte e sostenibile che favorisca la creazione di posti di lavoro. Il patto di stabilità e crescita include il regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio
(
1
)
, sulla procedura per i disavanzi eccessivi, adottato al fine di favorire la tempestiva correzione di disavanzi pubblici eccessivi.
(3)
Il 3 aprile 2020 il Consiglio, ha adottato, a norma dell’articolo 126, paragrafo 6, TFUE, la decisione (UE) 2020/509
(
2
)
sull’esistenza di un disavanzo eccessivo in Romania dovuta a una prevista inosservanza del criterio del disavanzo nel 2019 e ha formulato una raccomandazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 7, TFUE intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Romania entro il 2022.
(4)
Il 18 giugno 2021, alla luce della profonda contrazione dell’attività economica legata alla pandemia di COVID-19, il Consiglio ha adottato una raccomandazione rivista indirizzata alla Romania, a norma dell’articolo 126, paragrafo 7, TFUE, raccomandando che la Romania ponga fine alla situazione di disavanzo eccessivo entro il 2024. Nello specifico, il Consiglio ha raccomandato che la Romania riduca il disavanzo nominale all’8,0 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2021, al 6,2 % del PIL nel 2022, al 4,4 % del PIL nel 2023 e al 2,9 % del PIL nel 2024. Le riduzioni erano coerenti con un tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta pari al 3,4 % nel 2021, all’1,3 % nel 2022, allo 0,9 % nel 2023 e allo 0,0 % nel 2024. Tali riduzioni corrisponderebbero a un aggiustamento strutturale annuo pari allo 0,7 % del PIL nel 2021, all’1,8 % del PIL nel 2022, all’1,7 % del PIL nel 2023 e all’1,5 % del PIL nel 2024. Tale raccomandazione esortava la Romania anche ad attuare appieno le misure già adottate per il 2021, nonché a stabilire ed adottare le misure supplementari necessarie per correggere il disavanzo eccessivo entro il 2024. Eventuali entrate straordinarie avrebbero dovuto essere utilizzate per ridurre il disavanzo pubblico. Nella sua raccomandazione il Consiglio aveva fissato al 15 ottobre 2021 il termine entro cui la Romania doveva darvi seguito effettivo e, a norma dell’articolo 3, paragrafo 4
bis
, del regolamento (CE) n. 1467/97, raccomandava alla Romania di riferire sulla stratetegia di consolidamento prevista per raggiungere tali obiettivi. Raccomandava inoltre che la Romania riferisse sui progressi compiuti nell’attuazione della raccomandazione a cadenza almeno semestrale, fino alla correzione del disavanzo eccessivo.
(5)
Il 24 novembre 2021 la Commissione ha concluso che la Romania aveva dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021 a norma dell’articolo 126, paragrafo 7, TFUE e ha ritenuto che allora non fossero necessari ulteriori interventi nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi. Da allora la Commissione ha constatato che la Romania abbia rispettato tale raccomandazione in quanto gli obiettivi di disavanzo nominale per il 2021 e per il 2022 sono stati raggiunti. Sulla base dei dati sui risultati di bilancio convalidati dalla Commissione (Eurostat), il disavanzo pubblico della Romania è sceso dal 7,2 % del PIL nel 2021 al 6,3 % del PIL nel 2022. La stima iniziale per il 2022 che è stata notificata e convalidata nel quadro della notifica della procedura per i disavanzi eccessivi della primavera 2023 era pari al 6,2 % del PIL, in linea con l’obiettivo di disavanzo nominale raccomandato dal Consiglio. La procedura per i disavanzi eccessivi è dunque rimasta sospesa. Tuttavia il disavanzo strutturale è sceso di 1,2 punti percentuali del PIL nel 2021 e di 0,4 punti percentuali del PIL nel 2022, a fronte, rispettivamente, degli aggiustamenti raccomandati di 0,7 punti percentuali del PIL e di 1,8 punti percentuali del PIL. Di conseguenza, l’aggiustamento strutturale cumulativo nel periodo 2021-2022 è stato inferiore a quello raccomandato. Inoltre la crescita della spesa primaria netta ha raggiunto il 7,4 % nel 2021 e il 15,0 % nel 2022, ben al di sopra degli obiettivi fissati nella raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021.
(6)
Dall’adozione della raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021, i risultati economici della Romania sono stati sostanzialmente in linea con le previsioni della Commissione. Nel periodo 2021-2023 la crescita del PIL reale è stata sostanzialmente coerente con le proiezioni incluse nell’analisi da parte dei servizi della Commissione della situazione di bilancio in Romania in seguito all’adozione della raccomandazione del Consiglio alla Romania del 3 aprile 2020, stabilita nel documento di lavoro dei servizi della Commissione del 2 giugno 2021, nonostante gli shock macroeconomici che si sono verificati nel frattempo (in particolare la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e il conseguente shock all’approvigionamento energetico). Si stima che il divario tra prodotto effettivo e potenziale per il 2023 sia stato meno negativo di quanto previsto nel giugno 2021. Inoltre la crescita delle entrate pubbliche è stata molto più rapida del previsto, principalmente per via dell’elevata inflazione ma anche dell’impatto esercitato da una composizione della crescita del PIL reale a forte intensità fiscale. Anche se una politica di bilancio notevolmente più rigorosa avrebbe probabilmente comportato una crescita del PIL inferiore, nel complesso gli sviluppi macroeconomici non possono giustificare il peggioramento significativo dei risultati di bilancio rispetto a quelli della raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021.
(7)
Una nuova valutazione del seguito dato dalla Romania alla raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021 per correggere entro il 2024 il disavanzo eccessivo porta a una serie di conclusioni elencate di seguito.
(8)
Sulla base dei dati sui risultati di bilancio notificati dalla Romania e convalidati dalla Commissione (Eurostat), il disavanzo pubblico del paese è salito al 6,6 % del PIL nel 2023, ben al di sopra del 4,4 % del PIL raccomandato dal Consiglio e previsto dal paese nel programma di convergenza 2023. Questa deviazione è dovuta principalmente al fatto che la spesa pubblica ha continuato a crescere a un ritmo molto elevato, soprattutto per effetto dei trasferimenti sociali, dei pagamenti per interessi, della spesa per beni e servizi e della spesa in conto capitale. Il disavanzo nominale del 2023 ha risentito anche della registrazione statistica dei pagamenti degli aumenti salariali nel settore pubblico che ammontano al 0,5 % del PIL a seguito di decisioni giudiziarie.
(9)
Nel 2023 lo sforzo di bilancio è stato nettamente inferiore a quello raccomandato dal Consiglio. Il saldo strutturale della Romania è rimasto sostanzialmente invariato nel 2023 (con un deterioramento dello 0,1 % del PIL), ben al di sotto dell’obiettivo di miglioramento dell’1,7 % del PIL raccomandato dal Consiglio. La crescita della spesa primaria netta (corretta per le misure di politica di bilancio sul lato delle entrate) è stata nettamente superiore a quella raccomandata nel 2023, attestandosi a quasi il 12 % rispetto all’obiettivo dello 0,9 % raccomandato dal Consiglio.
(10)
Nel 2022 e nel 2023 una forte crescita del PIL reale e di quello nominale ha determinato un marcato aumento delle entrate pubbliche, del 20,8 % nel 2022 e 14,2 % nel 2023, molto più cospicuo di quello previsto al momento della raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021. Tuttavia in entrambi gli anni la maggior parte degli introiti straordinari sul lato delle entrate è stata utilizzata per finanziare spese supplementari e non per ridurre il disavanzo di bilancio.
(11)
Secondo le previsioni di primavera 2024 della Commissione, il disavanzo pubblico aumenterà attestandosi al 6,9 % del PIL nel 2024. Il rapporto debito pubblico/PIL è destinato a salire al 50,9 % entro la fine del 2024, in salita rispetto al 48,8 % del 2023. Come negli anni precedenti, l’aumento previsto del disavanzo pubblico nel 2024 rispecchia un’elevata crescita della spesa pubblica corrente. In seguito a una prudente politica salariale negli ultimi anni, secondo le proiezioni la spesa per le retribuzioni del settore pubblico aumenterà notevolmente a doppia cifra (18,7 %) nel 2024, riflettendo i recenti aumenti salariali discrezionali nei settori dell’istruzione, della sanità e della difesa. Il ricalcolo delle pensioni nel quadro della riforma pensionistica avrà un costo a breve termine nel 2024 e nel 2025 dell’1,0 % del PIL nel corso del 2024 e 2025.
(12)
secondo le previsioni nel 2024 la crescita delle entrate pubbliche supererà la crescita del PIL nominale, sulla scia degli sforzi per migliorare la riscossione delle imposte attraverso la digitalizzazione del sistema fiscale e per effetto di un pacchetto di misure a incremento delle entrate, adottato nell’autunno 2023, che dovrebbe aumentare le entrate pubbliche di circa l’1 % del PIL. Il pacchetto consiste principalmente in un aumento della tassazione delle società, in particolare per le microimprese, un aumento della tassazione delle persone fisiche, derivante da un’abolizione parziale delle agevolazioni fiscali preferenziali nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, una soppressione delle aliquote ridotte dell’imposta sul valore aggiunto applicabili a taluni beni e servizi, un aumento delle accise e un’imposta speciale sul fatturato di banche e imprese multinazionali.
(13)
Pertanto le misure adottate dalla Romania in risposta alla raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021 non sono state sufficienti. La Romania non ha raggiunto l’obiettivo di disavanzo nominale nel 2023 e si prevede che non porrà fine al disavanzo eccessivo entro il 2024. Lo sforzo di bilancio è stato notevolmente inferiore a quello raccomandato dal Consiglio e la spesa primaria netta è cresciuta molto più rapidamente di quanto raccomandato,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021.
Articolo 2
La Romania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2024
Per il Consiglio
Il presidente
BÓKA J.
(
1
)
Regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (
GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6
).
(
2
)
Decisione (UE) 2020/509 del Consiglio del 3 aprile 2020 sull’esistenza di un disavanzo eccessivo in Romania (
GU L 110 dell’8.4.2020, pag. 58
).
ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/2130/oj
ISSN 1977-0707 (electronic edition)
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