Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116, recante modifiche all'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di licenziamento disciplinare. (17G00131)
Qual è l'oggetto del Decreto Legislativo 118/2017 e quali modifiche apporta alla disciplina del licenziamento disciplinare nella pubblica amministrazione?
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Il Decreto Legislativo 118/2017 è un provvedimento correttivo e integrativo che modifica il precedente Decreto Legislativo 116/2016, il quale aveva già riformato l'articolo 55-quater del Decreto Legislativo 165/2001 in materia di licenziamento disciplinare dei pubblici dipendenti. L'obiettivo principale è accelerare e rendere più certo nei tempi l'esercizio dell'azione disciplinare nella pubblica amministrazione, risolvendo alcune criticità emerse dall'applicazione della normativa precedente. Il decreto interviene sulla responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, cercando di garantire procedure più rapide e concrete, evitando lungaggini burocratiche che caratterizzavano il sistema precedente. Le modifiche sono state adottate nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge delega 124/2015 e previa consultazione delle organizzazioni sindacali, della Conferenza permanente Stato-Regioni e del Consiglio di Stato.
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Riferimento normativo
DECRETO LEGISLATIVO 20 luglio 2017, n. 118
Testo normativo
DECRETO LEGISLATIVO n. 118/2017
# DECRETO LEGISLATIVO 20 luglio 2017, n. 118
## Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 20
giugno 2016, n. 116, recante modifiche all'articolo 55-quater del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi dell'articolo 17,
comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di
licenziamento disciplinare. (17G00131)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 , 87 e 97 della Costituzione ; Vista la legge 7 agosto 2015, n. 124 , recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche e, in particolare, gli articoli 16 e 17, comma 1, lettera s); Visto il decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116 , recante modifiche all' articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , ai sensi dell' articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124 , in materia di licenziamento disciplinare; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; Vista la sentenza della Corte costituzionale n. 251 del 2016; Visto il parere del Consiglio di Stato n. 83 del 17 gennaio 2017; Visto, in particolare , l'articolo 16, comma 7, della legge citata 7 agosto 2015, n. 124, il quale prevede che entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura stabiliti dal medesimo articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive; Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nella riunione del 15 febbraio 2017; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 17 febbraio 2017; Acquisita l'intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sul decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116 , e sulle integrazioni e modifiche apportate al suddetto decreto legislativo con il presente provvedimento correttivo, nella seduta del 16 marzo 2017; Acquisito il parere della Conferenza unificata nella seduta del 16 marzo 2017; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza dell'11 aprile 2017; Acquisito il parere della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 10 luglio 2017; Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 Oggetto 1. Il decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116 , è modificato e integrato secondo le disposizioni del presente decreto. Per quanto non disciplinato dal presente decreto, restano ferme le disposizioni del decreto legislativo n. 116 del 2016 . N O T E Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si riporta il testo degli articoli 76 , 87 e 97 della Costituzione : L' art. 76 della Costituzione stabilisce che l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. L' art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. L' art. 97 della Costituzione stabilisce che i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge. - Si riporta il testo degli articoli 16 e 17 comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche): «Art. 16 (Procedure e criteri comuni per l'esercizio di deleghe legislative di semplificazione). - 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero entro il diverso termine previsto dall'art. 17, decreti legislativi di semplificazione dei seguenti settori: a) lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e connessi profili di organizzazione amministrativa; b) partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche; c) servizi pubblici locali di interesse economico generale. 2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi generali: a) elaborazione di un testo unico delle disposizioni in ciascuna materia, con le modifiche strettamente necessarie per il coordinamento delle disposizioni stesse, salvo quanto previsto nelle lettere successive; b) coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni legislative vigenti, apportando le modifiche strettamente necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; c) risoluzione delle antinomie in base ai principi dell'ordinamento e alle discipline generali regolatrici della materia; d) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta salva l'applicazione dell'art. 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile ; e) aggiornamento delle procedure, prevedendo, in coerenza con quanto previsto dai decreti legislativi di cui all'art. 1, la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i destinatari dell'azione amministrativa. 3. Il Governo si attiene altresì ai principi e criteri direttivi indicati negli articoli da 17 a 19. 4. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con i Ministri interessati, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all' art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari e della Commissione parlamentare per la semplificazione, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 5. Il Governo adotta, su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, un regolamento ai sensi dell' art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni, per l'attuazione delle disposizioni del decreto legislativo di cui alla lettera a) del comma 1 del presente articolo. 6. Conseguentemente all'adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1, fermo restando quanto disposto dal comma 5, il Governo adegua la disciplina statale di natura regolamentare, ai sensi dell' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 . 7. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui ai commi 2, 3 e 4, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive.». «Art. 17 (Riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche). - 1. I decreti legislativi per il riordino della disciplina in materia di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e connessi profili di organizzazione amministrativa sono adottati, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi, che si aggiungono a quelli di cui all'art. 16: (omissis); s) introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti finalizzate ad accelerare e rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l'esercizio dell'azione disciplinare; (omissis).». - Il decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116 (Modifiche all' art. 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , ai sensi dell' art. 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124 , in materia di licenziamento disciplinare), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28 giugno 2016 . - Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, S.O. Note all'art. 1: - Per il riferimento al decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116 , si veda nelle note alle premesse.
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Il Decreto Legislativo 118/2017 rappresenta un intervento correttivo sulla disciplina del licenziamento disciplinare nella pubblica amministrazione, modificando l'articolo 55-quater del D.Lgs. 165/2001 e il precedente D.Lgs. 116/2016. Professionisti del diritto del lavoro pubblico consultano questa normativa per comprendere le procedure di responsabilità disciplinare, i tempi di espletamento dell'azione disciplinare e le garanzie procedurali dei dipendenti pubblici, in relazione ai principi di accelerazione e certezza temporale dell'azione amministrativa.
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