Regolamento di modifica del decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164, recante norme per l'assistenza fiscale resa dai centri di assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai sostituti d'imposta e dai professionisti, ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
Quali modifiche apporta il Decreto Ministeriale 46/2003 al regolamento sui centri di assistenza fiscale e quali sono le nuove scadenze per gli adempimenti?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 46/2003 modifica il precedente regolamento del 1999 relativo ai centri di assistenza fiscale (CAF), enti autorizzati a prestare assistenza fiscale a imprese, dipendenti e professionisti. Le modifiche riguardano principalmente il posticipamento di due scadenze amministrative cruciali per il funzionamento dei CAF. In primo luogo, il termine per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi tramite i CAF-dipendenti passa dal mese di maggio al 15 giugno dell'anno successivo a quello cui si riferisce la dichiarazione. In secondo luogo, i CAF-dipendenti devono comunicare ai sostituti d'imposta il risultato finale delle dichiarazioni e consegnare al contribuente copia della dichiarazione entro il 30 giugno, anziché il 20 giugno precedentemente previsto. Queste modifiche rispondono all'esigenza di razionalizzare e ottimizzare le scadenze degli adempimenti, considerato il crescente utilizzo del modello 730 per la dichiarazione dei redditi. Le nuove tempistiche consentono ai centri di assistenza fiscale di operare con maggiore margine di operatività e flessibilità organizzativa.
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Riferimento normativo
DECRETO 28 febbraio 2003, n. 46
Testo normativo
DECRETO n. 46/2003
# DECRETO 28 febbraio 2003, n. 46
## Regolamento di modifica del decreto del Ministro delle finanze 31
maggio 1999, n. 164, recante norme per l'assistenza fiscale resa dai
centri di assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai
sostituti d'imposta e dai professionisti, ai sensi dell'articolo 40
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE Visto l' articolo 32 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 , e successive modificazioni, che individua i soggetti abilitati alla costituzione dei centri di assistenza fiscale; Visto il successivo articolo 40, che prevede che il Ministro delle finanze, con regolamenti adottati ai sensi dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , stabilisce i criteri e le condizioni per il rilascio ai centri di assistenza fiscale dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività, per la loro iscrizione in apposito albo e per il trasferimento delle quote o delle azioni, nonchè i poteri di vigilanza dell'amministrazione finanziaria, le modalità per l'esecuzione dei controlli e l'erogazione dei rimborsi e la prestazione di congrue garanzie per i danni ai contribuenti in relazione al rilascio del visto di conformità, dell'asseverazione e della certificazione tributaria; Visto il regolamento recante norme per l'assistenza fiscale resa dai centri di assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai sostituti d'imposta e dai professionisti ai sensi dell' articolo 40 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 , adottato con decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164 ; Vista la legge 27 luglio 2000, n. 212 , recante disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente; Visto l' articolo 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 , che ha istituito il Ministero dell'economia e delle finanze e gli ha trasferito le funzioni dei Ministeri del tesoro, bilancio e programmazione economica e delle finanze; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Considerato che, a seguito del crescente utilizzo del modello 730 per adempiere agli obblighi di dichiarazione dei redditi, occorre consentire ai centri di assistenza fiscale di fruire di un più ampio margine di operatività; Ritenuta, pertanto, la necessità, al fine di razionalizzare e ottimizzare le scadenze relative agli adempimenti concernenti l'assistenza fiscale, di apportare talune modificazioni al citato regolamento adottato con decreto del Ministro delle finanze n. 164 del 1999 ; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 10 febbraio 2003; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 effettuata con nota n. 3-2691/UCL del 18 febbraio 2003; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 1. Al regolamento adottato con decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164 , sono apportate le seguenti modificazioni: a) nell'articolo 13, comma 1, lettera b), le parole "mese di maggio" sono sostituite dalle seguenti: "15 giugno"; b) nell'articolo 16, comma 1, lettere a) e b), le parole "20 giugno" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno". Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si trascrive il testo vigente degli articoli 32 e 40 del decreto legislativo n. 241/1997 (Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonchè di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni): "Art. 32 (Soggetti abilitati alla costituzione dei centri di assistenza fiscale). - 1. I centri di assistenza fiscale, di seguito denominati "Centri", possono essere costituiti dai seguenti soggetti: a) associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, presenti nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, istituite da almeno dieci anni; b) associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, istituite da almeno dieci anni, diverse da quelle indicate nella lettera a) se, con decreto del Ministero delle finanze, ne è riconosciuta la rilevanza nazionale con riferimento al numero degli associati, almeno pari al 5 per cento degli appartenenti alla stessa categoria, iscritti negli appositi registri tenuti dalla camera di commercio, nonchè all'esistenza di strutture organizzate in almeno trenta province; c) organizzazioni aderenti alle associazioni di cui alle lettere a) e b), previa delega della propria associazione nazionale; d) organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e pensionati od organizzazioni territoriali da esse delegate, aventi complessivamente almeno cinquantamila aderenti; e) sostituti di cui all' art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 , e successive modificazioni, aventi complessivamente almeno cinquantamila dipendenti; f) associazioni di lavoratori promotrici di istituti di patronato riconosciuti ai sensi del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n. 804 , aventi complessivamente almeno cinquantamila aderenti". "Art. 40 (Disposizioni di attuazione). - 1. Il Ministro delle finanze, con regolamenti adottati ai sensi dell' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , stabilisce: a) i criteri e le condizioni per il rilascio ai centri dell'autorizzazione all'esercizio delle attività di cui all'art. 34, per la loro iscrizione in apposito albo e per il trasferimento delle quote o delle azioni, che deve in ogni caso essere posto in essere tra i soggetti autorizzati alla costituzione dei centri stessi, i poteri di vigilanza, anche ispettiva, dell'amministrazione finanziaria; b) le modalità per l'esecuzione dei controlli e l'erogazione dei rimborsi per i contribuenti nei cui confronti è stato rilasciato il visto e l'asseverazione di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 35, ovvero è stata effettuata la certificazione ai sensi dell'art. 36, tenendo conto, in particolare, del tipo di assistenza fiscale prestata ai predetti contribuenti anche in ordine alla tenuta delle scritture contabili; c) la prestazione di congrue garanzie per i danni ai contribuenti in relazione al rilascio del visto di conformità, dell'asseverazione e della certificazione tributaria secondo le disposizioni del presente capo commisurate anche al numero dei contribuenti assistiti; d) ulteriori disposizioni attuative di quanto previsto nel presente capo.". - Si trascrive il testo vigente dell'art. 17 (Regolamenti), comma 3, della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri): "3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.". - Il decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164 , regolamenta l'assistenza fiscale resa dai Centri di assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai sostituti d'imposta e dai professionisti (in Gazzetta Ufficiale n. 135 del 1 giugno 1999 ). - La legge n. 212/2000 reca disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente (in Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 ). - Si trascrive il testo vigente dell' art. 23 del decreto legislativo n. 300/1999 (Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell' art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ): "Art. 23 (Istituzione del Ministero e attribuzioni). - 1. È istituito il Ministero dell'economia e delle finanze. 2. Al Ministero sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di politica economica, finanziaria e di bilancio, programmazione degli investimenti pubblici, coordinamento della spesa pubblica e verifica dei suoi andamenti, politiche fiscali e sistema tributario, demanio e patrimonio statale, catasto e dogane, programmazione, coordinamento e verifica degli interventi per lo sviluppo economico, territoriale e settoriale e politiche di coesione. Il Ministero svolge altresì i compiti di vigilanza su enti e attività e le funzioni relative ai rapporti con autorità di vigilanza e controllo previsti dalla legge. 3. Al Ministero sono trasferite, con le inerenti risorse, le funzioni dei Ministeri del tesoro, bilancio e programmazione economica e delle finanze, eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto, ad altri Ministeri o ad Agenzie fatte in ogni caso salve, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma 2 , e 3, comma 1, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997, n. 59 , le funzioni conferite dalla vigente legislazione alle regioni ed agli enti locali e alle autonomie funzionali.". Note all'art. 1: - Il testo dell' art. 13, comma 1, del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164 (Regolamento recante norme per l'assistenza fiscale resa dai Centri di assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai sostituti d'imposta e dai professionisti ai sensi dell' art. 40 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 ), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 giugno 1999, n. 135, come modificato dal regolamento qui pubblicato, è il seguente: "1. I possessori dei redditi indicati al comma 1 dell'art. 37 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 , come modificato dal decreto legislativo 28 dicembre 1998, n. 490 , possono adempiere all'obbligo di dichiarazione dei redditi presentando l'apposita dichiarazione e le schede ai fini della destinazione del 4 e dell'8 per mille dell'IRPEF: a) entro il mese di aprile dell'anno successivo a quello cui si riferisce la dichiarazione, al proprio sostituto d'imposta, che intende prestare l'assistenza fiscale; b) entro il 15 giugno dell'anno successivo a quello cui si riferisce la dichiarazione, ad un CAF-dipendenti, unitamente alla documentazione necessaria all'effettuazione delle operazioni di controllo.". - Il testo dell'art. 16, comma 1, del predetto decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164 , come sostituito dal decreto ministeriale 30 luglio 2001, n. 346 (Regolamento concernente modificazioni del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164 , recante norme per l'assistenza fiscale resa dai centri di assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai sostituti d'imposta e dai professionisti), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 settembre 2001, n. 215, e come modificato dal regolamento qui pubblicato, è il seguente: "Art. 16 (Assistenza fiscale prestata dai CAF-dipendenti). 1. I CAF-dipendenti, nell'ambito delle attività di assistenza fiscale di cui all' art. 34, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 , e successive modificazioni, provvedono a: a) comunicare ai sostituti d'imposta, anche in via telematica, entro il 30 giugno di ciascun anno, il risultato finale delle dichiarazioni; b) consegnare al contribuente, entro il 30 giugno di ciascun anno, copia della dichiarazione dei redditi elaborata e il relativo prospetto di liquidazione; c) trasmettere in via telematica all'Agenzia delle entrate, entro il 20 ottobre di ciascun anno, le dichiarazioni predisposte e, entro il 31 dicembre successivo, le dichiarazioni integrative di cui all'art. 14; d) conservare copia delle dichiarazioni e dei relativi prospetti di liquidazione nonchè le schede relative alle scelte per la destinazione dell'8 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione.".
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Il Decreto Ministeriale 46/2003 è il riferimento normativo per chi opera nel settore dell'assistenza fiscale, in particolare per centri di assistenza fiscale, sostituti d'imposta e professionisti che gestiscono dichiarazioni dei redditi tramite modello 730. Commercialisti e consulenti fiscali lo consultano per comprendere le scadenze di presentazione delle dichiarazioni, le modalità di comunicazione ai sostituti d'imposta, i visti di conformità, le asseverazioni e le certificazioni tributarie, nonché gli obblighi di conservazione della documentazione e le garanzie richieste per l'esercizio dell'attività.
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