Decreto del Presidente del Consiglio Non_Fiscale

Decreto del Presidente del Consiglio 33/2014

Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2011, n. 90, concernente l'individuazione dei termini superiori ai novanta giorni per la conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del Ministero degli affari esteri, a norma dell'articolo 2, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241. (14G00045)

Pubblicato: 18/03/2014 In vigore dal: 17/01/2014 Documento ufficiale

Qual è il termine massimo per concludere il procedimento di accertamento della cittadinanza italiana presso le autorità consolari all'estero?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto del Presidente del Consiglio n. 33/2014 modifica la normativa sui termini dei procedimenti amministrativi del Ministero degli Affari Esteri, introducendo una nuova procedura specifica. In particolare, stabilisce che il procedimento di accertamento del possesso della cittadinanza italiana e il rilascio della relativa certificazione devono concludersi entro 730 giorni (circa due anni). Questo termine particolarmente lungo è giustificato dalla complessità intrinseca del procedimento, che richiede verifiche approfondite della documentazione prodotta sia da autorità amministrative italiane che da istituzioni estere, nonché dall'analisi della trasmissione della cittadinanza iure sanguinis. La procedura è gestita dalla Direzione Generale per gli Italiani all'Estero attraverso gli Uffici Consolari, che devono completare tutte le istruttorie necessarie prima di concludere il procedimento. Questo termine rappresenta un'eccezione rispetto al limite generale di 180 giorni previsto dalla legge n. 241/1990, poiché rientra tra i procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana, per i quali la normativa consente termini superiori.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 17 gennaio 2014, n. 33

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI n. 33/2014 # DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 17 gennaio 2014, n. 33 ## Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2011, n. 90, concernente l'individuazione dei termini superiori ai novanta giorni per la conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del Ministero degli affari esteri, a norma dell'articolo 2, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241. (14G00045) IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , recante disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Visto l' articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 , come da ultimo modificato dall' articolo 7 della legge 18 giugno 2009, n. 69 ed in particolare i commi 3 e 4 secondo cui sono individuati i termini entro cui devono concludersi i procedimenti amministrativi; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2011, n. 90 , recante il regolamento di individuazione dei termini superiori ai novanta giorni per la conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del Ministero degli affari esteri, ai sensi dell' articolo 2, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241 , come modificato dall' articolo 7 della legge 18 giugno 2009, n. 69 ; Ravvisata la necessità di definire il termine di conclusione del procedimento di accertamento del possesso della cittadinanza italiana, di competenza delle autorità consolari all'estero; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione dell'8 novembre 2013; Udito il parere del Consiglio di Stato, Sezione consultiva per gli atti normativi del 21 novembre 2013 ; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 17 gennaio 2014; Sulla proposta del Ministro degli affari esteri e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione; Adotta: il seguente regolamento: Art. 1 Modifica alla tabella allegata al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2011, n. 90 1 . All'allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 2011, n. 90 , alla fine della tabella, è inserito il seguente procedimento: Direzione Generale per gli italiani all'estero Procedimento Riferimenti Normativi Termine Note Unità organizzativa responsabile Accertamento del possesso della cittadinanza italiana e rilascio della relativa certificazione per tutti i casi di acquisto della cittadinanza italiana, ivi incluso quello della trasmissione iure sanguinis della stessa. Codice civile di cui al RD 25 giugno 1865, n. 2358 ; Legge 13 giugno 1912, n. 555 ; Legge 5 febbraio 1992, n. 91 730 gg Procedimento conseguente a istanze, richiedenti complesse istruttorie legate alla verifica della documentazione prodotta sia da Autorità amministrative italiane sia da analoghe istituzioni di Stati esteri, la cui completezza è alla base del prosieguo del procedimento amministrativo. Uffici consolari Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 17 gennaio 2014 Il Presidente del Consiglio dei ministri Letta Il Ministro degli affari esteri Bonino Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione D'Alia Visto, il Guardasigilli: Cancellieri Registrato alla Corte dei conti l'11 marzo 2014, n. 695 Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi e sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: Il testo dell' articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400 è il seguente: "Art. 17. Regolamenti. (Omissis). 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di autorità sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.". Il testo dell' articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) è il seguente: "Art. 2. Conclusione del procedimento. 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un'istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso. Se ravvisano la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza della domanda, le pubbliche amministrazioni concludono il procedimento con un provvedimento espresso redatto in forma semplificata, la cui motivazione può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo. 2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un termine diverso, i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni. 3. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , su proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza. 4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche dei Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa e previa deliberazione del Consiglio dei ministri. I termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti l'immigrazione. 5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le autorità di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza. 6. I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall'inizio del procedimento d'ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte. 7. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14, comma 2. 8. La tutela in materia di silenzio dell'amministrazione è disciplinata dal codice del processo amministrativo , di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 . Le sentenze passate in giudicato che accolgono il ricorso proposto avverso il silenzio inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei conti. 9. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonchè di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente. 9-bis. L'organo di governo individua, nell'ambito delle figure apicali dell'amministrazione, il soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia. Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo si considera attribuito al dirigente generale o, in mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o in mancanza al funzionario di più elevato livello presente nell'amministrazione. Per ciascun procedimento, sul sito internet istituzionale dell'amministrazione è pubblicata, in formato tabellare e con collegamento ben visibile nella homepage, l'indicazione del soggetto a cui è attribuito il potere sostitutivo e a cui l'interessato può rivolgersi ai sensi e per gli effetti del comma 9-ter. Tale soggetto, in caso di ritardo, comunica senza indugio il nominativo del responsabile, ai fini della valutazione dell'avvio del procedimento disciplinare, secondo le disposizioni del proprio ordinamento e dei contratti collettivi nazionali di lavoro, e, in caso di mancata ottemperanza alle disposizioni del presente comma, assume la sua medesima responsabilità oltre a quella propria. 9-ter. Decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento o quello superiore di cui al comma 7, il privato può rivolgersi al responsabile di cui al comma 9-bis perchè, entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, concluda il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario. 9-quater. Il responsabile individuato ai sensi del comma 9-bis, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica all'organo di governo, i procedimenti, suddivisi per tipologia e strutture amministrative competenti, nei quali non è stato rispettato il termine di conclusione previsto dalla legge o dai regolamenti. Le Amministrazioni provvedono all'attuazione del presente comma, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 9-quinquies. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza di parte sono espressamente indicati il termine previsto dalla legge o dai regolamenti e quello effettivamente impiegato.". Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 2011, n. 90 (Regolamento di individuazione dei termini superiori ai novanta giorni per la conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del Ministero degli affari esteri, ai sensi dell' articolo 2, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241 , come modificato dall' articolo 7 della legge 18 giugno 2009, n. 69 ) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 giugno 2011, n. 144. Note all'art. 1: Per i riferimenti al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 2011, n. 90 , si veda nelle note alle premesse. La legge 5 febbraio 1992, n. 91 (Nuove norme sulla cittadinanza) è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 15 febbraio 1992, n. 38.

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Il procedimento di accertamento della cittadinanza italiana è disciplinato dal Codice Civile (RD 2358/1865), dalla Legge sulla Cittadinanza (n. 555/1912) e dalla Legge n. 91/1992, ed è regolato dalla legge sul procedimento amministrativo (n. 241/1990). I consulenti che assistono cittadini italiani all'estero devono considerare il termine di 730 giorni per la certificazione di cittadinanza, la trasmissione iure sanguinis e i procedimenti di acquisto della cittadinanza, tenendo conto della complessità istruttoria e della documentazione internazionale richiesta.

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