Qual è lo scopo del Decreto del Presidente della Repubblica 300/1956 e come viene utilizzato il fondo di riserva per le spese impreviste?
Spiegato da FiscoAI
Il DPR 300/1956 autorizza il prelevamento di 5.900.000 lire dal fondo di riserva per le spese impreviste dello Stato, iscritto nel bilancio del Ministero del Tesoro per l'esercizio finanziario 1955-56. Questo decreto rappresenta uno strumento di gestione finanziaria straordinaria che consente di fronteggiare esigenze di spesa non preventivate durante l'anno fiscale. Le somme prelevate vengono destinate a tre capitoli di spesa specifici: il Ministero delle Finanze riceve 3 milioni di lire per paghe e assegni agli operai giornalieri impiegati nella manutenzione di edifici pubblici, mentre il Ministero della Marina Mercantile riceve complessivamente 2.900.000 lire per fitti di locali. Il decreto richiede la successiva convalidazione parlamentare, garantendo il controllo democratico sulla gestione delle risorse pubbliche straordinarie. Questo meccanismo era tipico della contabilità di Stato italiana del dopoguerra, quando il fondo di riserva rappresentava uno strumento flessibile per adattare la spesa pubblica a necessità impreviste, sempre sotto il controllo della Corte dei conti.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 marzo 1956, n. 300
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 300/1956
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 marzo 1956, n. 300
## Autorizzazione alla prelevazione di L. 5.900.000 dal fondo di riserva
per le spese impreviste per l'esercizio finanziario 1955-56.
Art. 1 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 42 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 , sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato; Visto l' art. 87, quarto e quinto comma, della Costituzione della Repubblica; Viste le leggi 8 agosto 1955, numeri 770 e 775 e 31 ottobre 1955, n. 966 ; Considerato che sul fondo di riserva per le spese impreviste, inscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro, per l'esercizio finanziario 1955-56, esiste la necessaria disponibilità; Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato per il tesoro; Decreta: Dal fondo di riserva per le spese impreviste, inscritto al capitolo n. 531 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro, per l'esercizio finanziario 1955-56, 6 autorizzata la prelevazione di L. 5.900.000 che si inscrivono ai sottoindicati capitoli dei seguenti stati di previsione della spesa, per il detto esercizio finanziario: Ministero delle finanze: Cap. n. 18-bis (di nuova istituzione). - Paghe ed altri assegni fissi agli operai giornalieri assunti, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 3 della legge 26 febbraio 1952, n. 67 , per l'espletamento dei servizi di manuten- zione del palazzo delle finanze e dei fabbricati sede della Direzione genera- le del catasto e dei servizi tecnici erariali, nonche dell'Ispettorato gene- rale per il credito ai dipendenti dello Stato.................................. L. 3.000.000 Ministero della marina mercantile: Cap. n. 30. - Fitto di locali, ecc.... " 700.000 Cap. n. 61. - Fitto di locali, ecc.... " 2.200.000 ------------ L. 5.900.000 ------------ Questo decreto sarà presentato al Parlamento per la sua convalidazione. Il Ministro proponente è autorizzato alla presentazione del relativo disegno di legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 23 marzo 1956 GRONCHI MEDICI Visto, il Guardasigilli: MORO Registrato alla Corte dei conti, addì 23 aprile 1956 Atti del Governo, registro n. 97, foglio n. 61 - CARLOMAGNO
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Decreto del Presidente della Repubblica 300/1956 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
Il DPR 300/1956 disciplina l'utilizzo del fondo di riserva per spese impreviste, uno strumento di bilancio dello Stato italiano per fronteggiare esigenze straordinarie di spesa pubblica. Il decreto si basa sull'art. 42 del Regio Decreto 2440/1923 sulla contabilità generale dello Stato e sull'art. 87 della Costituzione, ed è soggetto a convalidazione parlamentare e registrazione presso la Corte dei conti, rappresentando un esempio di gestione finanziaria straordinaria nel sistema contabile pubblico italiano.
Utilizziamo cookie tecnici essenziali e, con il tuo consenso, cookie analitici (Google Analytics, Microsoft Clarity) per migliorare l'esperienza di navigazione.
Leggi la nostra Cookie Policy.