Qual è lo scopo del Decreto del Presidente della Repubblica 472/1954 e come viene utilizzato il fondo di riserva per le spese impreviste?
Spiegato da FiscoAI
Il DPR 472/1954 autorizza il prelevamento di 358 milioni di lire dal fondo di riserva per le spese impreviste dello Stato, iscritto nel bilancio del Ministero del Tesoro per l'esercizio finanziario 1953-54. Questo decreto si applica alla gestione della finanza pubblica italiana nel dopoguerra e riguarda direttamente l'amministrazione centrale dello Stato e i suoi ministeri. In pratica, il decreto destina i fondi prelevati a tre capitoli di spesa: 200 milioni al Ministero del Tesoro per spese ordinarie, 108 milioni al Ministero degli Affari Esteri per la partecipazione italiana alle spese di funzionamento dell'Assemblea incaricata di redigere il progetto di trattato per la Comunità Politica Europea, e 50 milioni al Ministero dell'Interno per spese confidenziali. Per i professionisti della contabilità pubblica, questo decreto rappresenta un esempio di utilizzo dello strumento del fondo di riserva, previsto dal regio decreto 2440/1923, per fronteggiare esigenze di spesa non preventivate durante l'esercizio finanziario. Il decreto richiede la successiva convalidazione parlamentare, evidenziando il controllo democratico sulla gestione delle risorse pubbliche.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 giugno 1954, n. 472
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 472/1954
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 giugno 1954, n. 472
## Prelevazione di L. 358.000.000 dal fondo di riserva per le spese
impreviste per l'esercizio finanziario 1953-54.
Art. 1 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 42 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 , sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato; Visto l' art. 87, quarto e quinto comma, della Costituzione della Repubblica; Viste le leggi 16 ottobre 1953, n. 799 e 31 ottobre 1953, numeri 803 e 805 ; Considerato che sul fondo di riserva per le spese impreviste, inscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro, per l'esercizio finanziario 1953-54, esiste la necessaria disponibilità; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato per il tesoro; Decreta: Dal fondo di riserva per le spese impreviste, inscritto al capitolo n. 485 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro, per l'esercizio finanziario 1953-54, è autorizzata la prelevazione di L. 358.000.000 che si inscrivono ai sottoindicati capitoli dei seguenti stati di previsione della spesa per il detto esercizio finanziario: Ministero del tesoro: Cap. n. 54-bis. - Spese effettive ordinarie, ecc.... L. 200.000.000 Ministero degli affari esteri: Cap. n. 103-bis (di nuova istituzione). - Somma oc- corrente per il pagamento della quota dovuta dall'Ita- lia per le spese di funzionamento della Assemblea in- caricata di redigere un progetto di trattato istituen- te la Comunita politica Europea....................... L. 108.000.000 Ministero dell'interno: Cap. n. 71. - Spese confidenziali, ecc.............. L. 50.000.000 ----------- L. 358.000.000 Questo decreto sarà presentato al Parlamento per la sua convalidazione. Il Ministro proponente è autorizzato alla presentazione del relativo disegno di legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 26 giugno 1954 EINAUDI SCELBA - GAVA Visto, il Guardasigilli: DE PIETRO Registrato alla Corte dei conti, addì 16 luglio 1954 Atti del Governo, registro n. 84, foglio n. 110. - CARLOMAGNO
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Il DPR 472/1954 riguarda la gestione del fondo di riserva per spese impreviste, uno strumento di bilancio dello Stato per affrontare esigenze straordinarie durante l'esercizio finanziario. Commercialisti e esperti di contabilità pubblica lo consultano per comprendere i meccanismi di prelevamento dai fondi di riserva, la ripartizione delle risorse tra ministeri e il ruolo del controllo parlamentare sulla spesa pubblica. Il decreto si basa sul regio decreto 2440/1923 e sulla Costituzione della Repubblica, rappresentando un caso concreto di gestione finanziaria dello Stato italiano nel periodo post-bellico.
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