Quali sono le caratteristiche e la destinazione del contributo annuo concesso all'ISSOCO dalla Legge 143/1975?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 143/1975 autorizza lo Stato italiano a erogare un contributo annuo di 50 milioni di lire all'Istituto per lo Studio della Società Contemporanea (ISSOCO), con sede a Roma. Il contributo decorre dall'esercizio finanziario 1971 ed è destinato specificamente alla conservazione e al funzionamento del centro di documentazione dell'istituto, che rimane aperto a tutti gli studiosi e ricercatori interessati. L'ISSOCO è riconosciuto come ente con personalità giuridica pubblica, il che gli conferisce uno status legale particolare nel panorama delle istituzioni culturali italiane. L'istituto opera sotto la vigilanza del Ministero per i beni culturali e ambientali, che ne controlla l'attività e l'utilizzo dei fondi pubblici. Per i professionisti della pubblica amministrazione e della gestione culturale, questa norma rappresenta un esempio di finanziamento strutturale a enti di ricerca e documentazione, con vincoli specifici sulla destinazione delle risorse e meccanismi di controllo ministeriale.
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Riferimento normativo
LEGGE 23 aprile 1975, n. 143
Testo normativo
LEGGE n. 143/1975
# LEGGE 23 aprile 1975, n. 143
## Concessione di un contributo annuo di lire 50 milioni a favore
dell'istituto per lo studio della societa' contemporanea (ISSOCO).
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 A decorrere dall'esercizio finanziario 1971 è autorizzata, a favore dell'istituto per lo studio della società contemporanea (ISSOCO) con sede in Roma, la concessione di un contributo annuo di lire 50 milioni. Tale contributo sarà destinato alle conservazioni ed al funzionamento del centro di documentazione dell'istituto, aperto a tutti gli studiosi. L'Istituto ha personalità giuridica pubblica ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero per i beni culturali e ambientali.
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La Legge 143/1975 riguarda il finanziamento pubblico di enti culturali e di ricerca, con particolare riferimento a contributi annuali, personalità giuridica pubblica e vigilanza ministeriale. Amministratori pubblici e gestori di enti culturali consultano questa normativa per comprendere le modalità di erogazione di fondi destinati a centri di documentazione, conservazione archivistica e attività di ricerca sociale. Il provvedimento si inserisce nel quadro della spesa pubblica per beni culturali e ambientali, disciplinando trasferimenti finanziari a istituzioni pubbliche sottoposte a controllo amministrativo.
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