Qual era l'oggetto del Regio Decreto 1823/1925 e quale è il suo stato normativo attuale?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 1823/1925, emanato il 15 ottobre 1925, aveva per oggetto l'approvazione di maggiori assegnazioni nello stato di previsione della spesa del Ministero della Marina per l'esercizio finanziario 1925-26. Si trattava di un provvedimento di natura finanziaria e amministrativa, tipico della prassi di bilancio dello Stato italiano durante il periodo fascista, volto a stanziare risorse aggiuntive rispetto a quanto inizialmente previsto per il dicastero della difesa marittima. Il provvedimento riguardava esclusivamente l'amministrazione pubblica, in particolare il Ministero della Marina, e non aveva effetti diretti su cittadini o imprese private. Tuttavia, rappresenta un documento storico rilevante per comprendere la gestione delle finanze pubbliche e le priorità di spesa del regime dell'epoca. Lo stato normativo attuale del provvedimento è di completa abrogazione: il Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212 ha abrogato l'articolo 1 (unico articolo del decreto), rendendo il provvedimento completamente privo di efficacia normativa. Questa abrogazione rientra nel processo di razionalizzazione e modernizzazione dell'ordinamento giuridico italiano, con eliminazione di norme obsolete e superate.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 15 ottobre 1925, n. 1823
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 1823/1925
# REGIO DECRETO 15 ottobre 1925, n. 1823
## Maggiori assegnazioni nello stato di previsione della spesa del
Ministero della marina, per l'esercizio finanziario 1925-26.
(025U1823)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 1823/1925 rappresenta un esempio di normativa storica relativa a stanziamenti di bilancio e spesa pubblica nel settore della difesa. Professionisti che studiano l'evoluzione della legislazione amministrativa e finanziaria italiana consultano questo tipo di provvedimenti per comprendere la struttura dei decreti reali e l'abrogazione normativa operata dal D.Lgs. 212/2010. La norma è rilevante per ricercatori di diritto amministrativo, storia costituzionale e gestione della spesa pubblica.
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