Annullamento dei contributi scolastici stabiliti a carico degli ex comuni di Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e San Pietro a Patierno in esecuzione dell'articolo 19 del R. decreto-legge 4 settembre 1925, n. 1722. (028U1902)
Qual era l'oggetto del Regio Decreto 1902/1928 e quale normativa lo ha abrogato?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto del 31 maggio 1928, n. 1902, aveva come oggetto l'annullamento dei contributi scolastici che erano stati precedentemente stabiliti a carico di quattro comuni della provincia di Napoli: Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e San Pietro a Patierno. Questi contributi erano stati imposti in esecuzione dell'articolo 19 del Regio Decreto-Legge del 4 settembre 1925, n. 1722, probabilmente in relazione a obblighi di finanziamento dell'istruzione pubblica locale. Il provvedimento rappresentava quindi una misura di alleggerimento fiscale nei confronti di questi enti locali napoletani. L'articolo 1 del decreto, che conteneva il dispositivo principale, è stato successivamente abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, nel contesto di una riforma normativa più ampia. Questa abrogazione riflette l'evoluzione della legislazione italiana e la sostituzione di normative risalenti all'epoca fascista con disposizioni più moderne.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 31 maggio 1928, n. 1902
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 1902/1928
# REGIO DECRETO 31 maggio 1928, n. 1902
## Annullamento dei contributi scolastici stabiliti a carico degli ex
comuni di Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e San Pietro a
Patierno in esecuzione dell'articolo 19 del R. decreto-legge 4
settembre 1925, n. 1722. (028U1902)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 1902/1928 riguarda contributi scolastici e obblighi tributari locali, istituti tipici della fiscalità comunale e della finanza pubblica dell'epoca. Professionisti che si occupano di storia tributaria e diritto amministrativo consultano questa normativa per comprendere l'evoluzione della tassazione locale, delle competenze finanziarie degli enti territoriali e dell'abrogazione di norme storiche attraverso i decreti legislativi di riforma.
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