Maggiore assegnazione nello stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze, per l'esercizio finanziario 1925-26, per retribuzioni e rimborsi dovuti dall'Amministrazione delle imposte dirette. (025U2067)
Qual era l'oggetto del Regio Decreto 2067/1925 e quale normativa lo ha abrogato?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 2067/1925, emanato il 19 novembre 1925, rappresentava un provvedimento di bilancio del Ministero delle Finanze relativo all'esercizio finanziario 1925-26. In particolare, il decreto autorizzava una maggiore assegnazione di fondi nello stato di previsione della spesa destinati alle retribuzioni e ai rimborsi dovuti dall'Amministrazione delle imposte dirette. Si trattava quindi di un atto amministrativo-contabile finalizzato a garantire le risorse necessarie per il funzionamento dell'apparato fiscale dell'epoca. Questo provvedimento, come molti altri decreti del periodo fascista, è stato successivamente abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, che ha introdotto il nuovo Codice della Riscossione, modernizzando completamente la disciplina tributaria italiana. L'abrogazione riflette l'evoluzione normativa e organizzativa dell'amministrazione fiscale italiana nel corso del novecento, passando da provvedimenti episodici di bilancio a una codificazione sistematica della materia tributaria.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 19 novembre 1925, n. 2067
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 2067/1925
# REGIO DECRETO 19 novembre 1925, n. 2067
## Maggiore assegnazione nello stato di previsione della spesa del
Ministero delle finanze, per l'esercizio finanziario 1925-26, per
retribuzioni e rimborsi dovuti dall'Amministrazione delle imposte
dirette. (025U2067)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 2067/1925 riguarda la gestione amministrativa e finanziaria dell'Amministrazione delle imposte dirette, disciplina storica poi superata dal Decreto Legislativo 212/2010 che ha introdotto il Codice della Riscossione. Commercialisti e storici del diritto tributario lo consultano per comprendere l'evoluzione dell'organizzazione fiscale italiana e la transizione dalla normativa fascista alla codificazione moderna delle imposte dirette e della riscossione tributaria.
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