30ª prelevazione dal fondo di riserva per le spese impreviste inscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze per l'esercizio finanziario 1925-26. (025U2136)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 2136/1925 e quale era la sua rilevanza fiscale?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 2136/1925 rappresentava un provvedimento amministrativo del periodo fascista italiano, specificamente una trentesima prelevazione dal fondo di riserva per le spese impreviste del Ministero delle Finanze. Si trattava di uno strumento di bilancio utilizzato per coprire esigenze finanziarie straordinarie durante l'esercizio 1925-26, quando le spese non preventivate richiedevano risorse aggiuntive rispetto a quanto stanziato in bilancio. Questo tipo di prelevamenti dal fondo di riserva era una pratica amministrativa comune nei bilanci pubblici dell'epoca per gestire l'incertezza delle spese. Il provvedimento aveva carattere meramente gestionale e amministrativo, non normativo in senso stretto, poiché disciplinava l'utilizzo di risorse già stanziate. Tuttavia, riveste interesse storico per comprendere le dinamiche di bilancio dello Stato italiano nel primo Novecento. È importante sottolineare che questo decreto è stato completamente abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, perdendo quindi qualsiasi efficacia normativa e applicativa.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 19 novembre 1925, n. 2136
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 2136/1925
# REGIO DECRETO 19 novembre 1925, n. 2136
## 30ª prelevazione dal fondo di riserva per le spese impreviste
inscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero delle
finanze per l'esercizio finanziario 1925-26. (025U2136)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 2136/1925 riguarda fondi di riserva per spese impreviste e bilancio dello Stato, strumenti amministrativi oggi superati dalla moderna normativa di contabilità pubblica e dal Decreto Legislativo 212/2010. Commercialisti e storici amministrativi lo consultano per comprendere l'evoluzione della gestione finanziaria pubblica italiana e l'abrogazione di normative obsolete.
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