Quali sono le finalità e le modalità di erogazione del contributo annuo previsto dalla Legge 380/1976 a favore dell'associazione "Don Giuseppe De Luca"?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 380/1976 autorizza lo Stato italiano a concedere un contributo annuo di 50 milioni di lire all'associazione "Don Giuseppe De Luca", un ente riconosciuto con personalità giuridica dal 1966 e con sede a Roma. Il contributo è destinato a finanziare attività di ricerca e formazione nel campo storico, filologico, patristico e archivistico, nonché l'assegnazione di borse di ricerca per giovani laureati in queste discipline. L'associazione deve utilizzare i fondi per la pubblicazione di opere di alta ricerca, il mantenimento di corsi specialistici e il sostegno ai giovani ricercatori. La normativa prevede che l'associazione sia sottoposta alla vigilanza del Ministero per i beni culturali e ambientali, il quale esercita un controllo sulla corretta gestione delle risorse pubbliche. L'ente è obbligato a presentare annualmente al Ministero vigilante una relazione dettagliata sulle attività svolte e un rendiconto finanziario completo, garantendo così trasparenza e accountability nell'utilizzo dei fondi pubblici.
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Riferimento normativo
LEGGE 11 maggio 1976, n. 380
Testo normativo
LEGGE n. 380/1976
# LEGGE 11 maggio 1976, n. 380
## Concessione di un contributo annuo a favore dell'associazione "Don
Giuseppe De Luca", con sede in Roma.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 A decorrere dall'esercizio finanziario 1976 è autorizzata la concessione di un contributo annuo di lire 50 milioni a favore dell'associazione "Don Giuseppe De Luca", con sede in Roma, riconosciuta come ente avente personalità giuridica con decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo 1966, n. 127 . Il contributo è destinato, mediante l'associazione "Don Giuseppe De Luca", alla pubblicazione di opere di alta ricerca storica, filologica e patristica, al mantenimento di corsi di archivistica e di discipline storico-socio-religiose e letterarie e all'assegnazione di borse di ricerca per giovani laureati nelle predette discipline. L'associazione è sottoposta alla vigilanza del Ministero per i beni culturali e ambientali, ed è tenuta a riferire annualmente al Ministero vigilante sull'attività svolta, ad esso comunicando a tal fine altresì il relativo rendiconto finanziario.
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La Legge 380/1976 riguarda l'erogazione di contributi pubblici a enti culturali e di ricerca, con particolare attenzione ai vincoli di destinazione, alla vigilanza ministeriale e agli obblighi di rendicontazione. Commercialisti e consulenti che assistono enti no-profit devono considerare le modalità di tracciamento delle spese, la documentazione contabile richiesta e la conformità ai criteri di utilizzo dei fondi pubblici secondo le normative sulla trasparenza amministrativa e sulla gestione del bilancio degli enti.
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