Messaggio INPS
In vigore
Messaggio INPS 3137/2025
Incarichi dirigenziali di livello generale. Interpello per posti funzione centrali e territoriali
Riferimento normativo
Incarichi dirigenziali di livello generale. Interpello per posti funzione centrali e territoriali
Testo normativo
Direzione Generale
Roma, 22-10-2025
Messaggio n. 3137
Allegati n.5
OGGETTO: Incarichi dirigenziali di livello generale. Interpello per posti funzione
centrali e territoriali
Con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 158 del 16 ottobre 2025 (allegato 1)
avente ad oggetto: “Modifiche all’Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’INPS,
adottato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 137 del 7 settembre 2022, come
da ultimo modificato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 1 del 15 gennaio
2025” è stato posto in essere un intervento di manutenzione organizzativa dell’Istituto
finalizzato a migliorarne l’efficienza complessiva.
Ciò premesso, si comunica l’avvio, su base nazionale, della procedura di conferimento degli
incarichi dirigenziali di livello generale per la copertura di posti funzione centrali e territoriali
vacanti, di prossima scadenza, di nuova istituzione e di quelli per i quali il citato Ordinamento
delle funzioni ha ridefinito le competenze, come indicati nell’elenco allegato (allegato 2),
secondo la previsione dell’articolo 19 del Decreto Legislativo n. 165/2001, dei Criteri e modalità
per il conferimento degli incarichi dirigenziali di cui alla deliberazione del Consiglio di
Amministrazione n. 105 del 6 luglio 2022 e delle disposizioni contenute nel Regolamento in
materia di rotazione del personale di cui alla legge 190/2012, come da ultimo modificato con
deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 159 del 16 ottobre 2025 (allegato 3). In caso
di mancata assegnazione su domanda ad altro incarico degli attuali titolari di posizioni non in
scadenza, gli stessi resteranno in carica fino al naturale termine del loro incarico.
Valutata l’eventualità che si rendano disponibili posti funzione non previsti dall’allegato n. 2, a
seguito dell’attribuzione di un nuovo incarico all’attuale titolare in conseguenza del presente
interpello, al fine di ampliare la possibilità di partecipazione e per ragioni di economicità
dell’azione amministrativa, ciascun candidato, oltre alle cinque preferenze espresse per i posti
funzione elencati nell’allegato 2, potrà presentare la propria ulteriore manifestazione di
interesse anche per una delle restanti posizioni di livello generale -previste dal citato
Ordinamento delle funzioni- come specificate nell’allegato 4. Tale ulteriore manifestazione di
interesse verrà valutata solo nell'eventualità che si verifichi quanto sopra enunciato.
Si allega, altresì, la deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 160 del 16 ottobre 2025
(allegato 5) con la quale si è provveduto alla rideterminazione della retribuzione di posizione
parte variabile e di risultato connessa agli incarichi dirigenziali di livello generale.
Si informa che le candidature potranno essere presentate esclusivamente attraverso la
procedura informatica secondo le modalità di seguito dettagliate.
CANDIDATURE DEL PERSONALE DIPENDENTE INPS
Il personale appartenente ai ruoli dell’Istituto potrà inviare, entro dieci giorni dalla
pubblicazione del presente messaggio, la manifestazione di disponibilità per i predetti posti
funzione, per un massimo di complessive sei preferenze, di cui cinque per i posti funzione di cui
all’allegato 2 e una per i posti funzione di cui all’allegato 4, come sopra specificato, utilizzando
la procedura informatica accessibile dal sito intranet dell’Istituto, seguendo il percorso
HOME/Servizi ai dipendenti/Interpello dirigenti.
Dalla pagina Home della procedura è possibile selezionare il pulsante del menù di sinistra
“Acquisisci/Modifica domanda”, all’interno della maschera il/la candidato/a dovrà
indicare:
l’incarico attualmente ricoperto nella sede di appartenenza e la data di decorrenza dello
stesso;
eventuali precedenti incarichi presso la stessa sede;
la laurea (Specialistica, Magistrale o Vecchio Ordinamento), la denominazione della
stessa, l’Istituto e la data di conseguimento. Tali informazioni verranno memorizzate a
sistema e risulteranno precompilate nelle future domande di interpello;
le dichiarazioni di assenza di cause di inconferibilità ed incompatibilità, confermando, con
il segno di spunta, il testo precompilato nell’apposito campo;
eventuali note: in tale campo potranno essere specificate particolari circostanze ritenute
meritevoli di considerazione ai fini della presente procedura.
Si potrà, quindi, selezionare la preferenza attraverso l’apposito menu a tendina nella sezione
“Scelta incarichi”.
Alla domanda deve essere allegata una sintetica relazione nella quale possono essere illustrate
le esperienze professionali maturate, ritenute maggiormente significative in relazione
all’incarico per il quale si concorre. La stessa potrà essere inserita testualmente nel campo a
disposizione, o caricata in formato pdf.
La procedura precarica in automatico il curriculum vitae attualmente pubblicato sul sito
dell’Istituto (estratto da procedura VEGA), che sarà visualizzabile attraverso il pulsante
“Visualizza CV VEGA”. Qualora il/la candidato/a voglia allegare alla domanda un curriculum
vitae diverso da quello presente in Vega, potrà allegare il relativo file (solo in formato pdf)
attraverso l’apposita funzione “Aggiorna CV”.
È prevista la possibilità di salvare una bozza dei dati inseriti, attraverso la funzionalità “SALVA
DOMANDA IN BOZZA”.
Per l’invio definitivo della domanda così compilata, procedere cliccando l’apposito pulsante
“INVIA DOMANDA” in fondo alla pagina, in tal modo i dati generali della stessa saranno
acquisiti in procedura.
Si precisa che è consentito comunque procedere alla loro modifica fino alla scadenza dei
termini previsti attivando, dal menu di sinistra, il pulsante “Acquisizione domanda/Bando INPS
Dirigenti”.
Il/la candidato/a riceverà una e-mail, al proprio indirizzo di posta elettronica, che comunica
l’avvenuta acquisizione della domanda.
Per maggiori dettagli sul funzionamento della procedura si rimanda al “Manuale utente” ivi
disponibile.
CANDIDATURE DA PARTE DI ALTRI SOGGETTI
L’interpello di cui al presente messaggio è rivolto anche ai dirigenti appartenenti ai ruoli di altre
amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 19, comma 5 bis, del decreto legislativo n.
165/2001, ovvero, ai soggetti di cui all’art. 19, comma 6, del medesimo decreto legislativo.
I soggetti di cui sopra, entro dieci giorni dalla pubblicazione del presente messaggio, potranno
inviare la manifestazione di disponibilità per i predetti posti funzione, per un massimo di
complessive sei preferenze, di cui cinque per i posti funzione di cui all’allegato 2 e una per i
posti funzione di cui all’allegato 4,come sopra specificato, utilizzando esclusivamente la
procedura informatica presente nel sito istituzionale www.inps.it nella sezione “Avvisi, Bandi e
Fatturazione” à “Interpelli” accessibile tramite SPID, CIE o CNS.
Dalla pagina Home della procedura è possibile selezionare il pulsante del menu di sinistra
“Acquisizione domanda/Bando INPS Dirigenti”, all’interno della maschera il/la candidato/a
troverà precompilati i campi relativi al nome, cognome codice fiscale e indirizzo mail indicati al
momento del rilascio delle credenziali, e dovrà indicare:
l’Ente di provenienza;
il ruolo: si dovrà specificare se si è un “DIRIGENTE PA per CONCORSO” (in caso di
superamento di pubblico concorso), “DIRIGENTE A CONTRATTO” (ex art. 19, comma 6 del
D.lgs. n. 165/2001) o “ALTRO”, in cui è presente un apposito text box a campo libero.
l’incarico attualmente ricoperto e la data di decorrenza dello stesso;
eventuali precedenti incarichi ritenuti rilevanti;
la laurea (Specialistica, Magistrale o Vecchio Ordinamento), la denominazione della
stessa, l’Istituto e la data di conseguimento;
le dichiarazioni di assenza di cause di inconferibilità ed incompatibilità, confermando, con
il segno di spunta, il testo precompilato nell’apposito campo;
ventuali note: in tale campo potranno essere specificate particolari circostanze ritenute
meritevoli di considerazione ai fini della presente procedura.
Si potrà, quindi, selezionare la preferenza attraverso l’apposito menu a tendina nella sezione
“Scelta incarichi”.
Alla domanda deve essere allegata una sintetica relazione nella quale possono essere illustrate
le esperienze professionali maturate, ritenute maggiormente significative in relazione
all’incarico per il quale si concorre. La stessa potrà essere inserita testualmente nel campo a
disposizione, o caricata in formato pdf.
Alla domanda deve essere allegato il curriculum vitae (esclusivamente in formato pdf.)
attraverso l’apposita funzione “Aggiorna CV”.
È prevista la possibilità di salvare una bozza dei dati inseriti, attraverso la funzionalità “SALVA
DOMANDA IN BOZZA”.
Per l’invio definitivo della domanda così compilata, procedere cliccando l’apposito pulsante
“INVIA DOMANDA” in fondo alla pagina, così i dati generali della stessa saranno acquisiti in
procedura.
Si precisa che è consentito comunque procedere alla loro modifica fino alla scadenza dei
termini previsti attivando, dal menu di sinistra, il pulsante “Acquisizione domanda/Bando INPS
Dirigenti”.
Per maggiori dettagli sul funzionamento della procedura si rimanda al “Manuale utente” ivi
disponibile.
ESAME DELLE CANDIDATURE
L’Istituto procederà prioritariamente all’esame delle candidature presentate dai dirigenti
appartenenti ai propri ruoli e, successivamente, all’esame di quelle dei dirigenti dipendenti
delle Amministrazioni di cui all’art. 19, comma 5 bis, del D. Lgs. 165/2001 e, nell’ipotesi in cui
non rinvenga le necessarie professionalità nei ruoli dell’Istituto, all’esame delle candidature
presentate dai soggetti di cui all’art. 19, comma 6, del D. Lgs. 165/2001.
Per problematiche relative alla procedura, è possibile scrivere alla seguente casella
Vega3Admins@inps.it.
Per qualsiasi richiesta di informazioni o chiarimenti è possibile scrivere alla seguente casella
AdesioniTitolaritaSedi@inps.it.
Il Direttore Generale
Valeria Vittimberga
Allegato 1 – Deliberazione CdA n. 158 del 16 ottobre 2025
Allegato 2 – Elenco posti funzione oggetto della procedura di interpello
Allegato 3 – Deliberazione CdA n. 159 del 16 ottobre 2025
Allegato 4 – Elenco posti funzione non in scadenza
Allegato 5 - Deliberazione CdA n. 160 del 16 ottobre 2025
ALLEGATO 1
ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DELIBERAZIONE N. 158
OGGETTO: Modifiche all’Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’INPS, adottato
con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 137 del 7 settembre 2022, come da
ultimo modificato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 1 del 15 gennaio
2025.
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Seduta del 16 ottobre 2025
Visto il D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639;
Vista la Legge 9 marzo 1989, n. 88;
Visto il D. lgs. 30 giugno 1994, n. 479;
Visto il D.P.R. 24 settembre 1997, n.366;
Visto il D.P.R. del 9 febbraio 2024 di nomina del Presidente dell’Istituto Nazionale della
Previdenza Sociale;
Visto il D.P.C.M. del 13 marzo 2024 relativo alla costituzione del Consiglio di
Amministrazione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale;
Visto il D.M. del 29 aprile 2024 di nomina del Direttore Generale dell'Istituto Nazionale della
Previdenza Sociale;
Visto il Regolamento di Organizzazione dell’Istituto, adottato con deliberazione del
Consiglio di Amministrazione n. 4 del 6 maggio 2020, da ultimo modificato con
determinazione commissariale n. 49 del 14 settembre 2023;
1
Il Segretario Il Presidente
REP. n. 334 SOST
Visto l’Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’INPS adottato con deliberazione
del Consiglio di Amministrazione n. 137 del 7 settembre 2022, modificato, da ultimo, con
deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 1 del 15 gennaio 2025;
Visto il Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2025 – 2027 (PIAO) adottato con
deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 17 del 29 gennaio 2025 e
successivamente aggiornato con deliberazioni del Consiglio di Amministrazione n. 129 del
16 luglio 2025 e n. 145 del 17 settembre 2025;
Considerata l’esigenza di aggiornare l’organizzazione dell’Istituto al contesto normativo e
operativo in continua evoluzione, tramite azioni di manutenzione organizzativa finalizzate
a rafforzare e potenziare il ruolo dell’Inps e migliorarne l’efficienza complessiva;
Preso atto dell’opportunità di riconoscere, a livello organizzativo, maggiore rilevanza ai
processi di centralizzazione, automazione e proattività dei servizi, al progetto del
Metaprocesso, alla collaborazione dell’Istituto con il Ministero del Lavoro sul Sistema
informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) – anche con un rafforzamento delle
risorse destinate – nonché al progetto di deflazionamento del contenzioso e, nella
Direzione centrale Entrate, agli ambiti dell’agricoltura e dei grandi contribuenti;
Rilevata una frammentazione nella gestione dei rapporti e degli affari internazionali in
materia di sicurezza sociale, affidata alla Direzione centrale Studi e ricerche, e l’attività di
erogazione delle prestazioni di previdenza e di welfare in ambito internazionale, affidata
invece alla Direzione centrale Pensioni e alla Direzione centrale Ammortizzatori sociali;
Ritenuto opportuno riaggregare la gestione delle tematiche suindicate nell’ambito di una
nuova specifica e specializzata Direzione centrale denominata Direzione centrale Relazioni
Internazionali, da annoverare nell’ambito delle direzioni centrali di prodotto;
Preso atto che l’istituzione della Direzione centrale Relazioni Internazionali impatta anche
su alcune attività svolte dalla Direzione centrale Entrate, incidendo negli aspetti relativi alla
gestione della materia relativa all’obbligo assicurativo dei lavoratori italiani all’estero e dei
lavoratori stranieri in Italia nonché alla normativa internazionale di sicurezza sociale
2
(Regolamenti comunitari e accordi di sicurezza sociale) in merito alla legislazione applicabile
e ai distacchi dei lavoratori;
Visto il vigente Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’Istituto che, nell’ambito
della Direzione centrale Studi e ricerche, definisce una specifica “funzione” dedicata al
presidio end-to-end del processo di attrazione e gestione dei fondi nazionali ed europei
nonché delle relazioni internazionali dell’Istituto, denominata “Relazioni europee ed
internazionali”;
Preso atto dell’opportunità di far cessare l’operatività della Direzione centrale Benessere
organizzativo, sicurezza e logistica, al fine di aggregare la gestione degli ambiti di
competenza della stessa riallocandole in altre Strutture centrali con funzioni contigue e/o
correlate;
Considerato che la citata cessazione della Direzione centrale Benessere organizzativo,
sicurezza e logistica modifica gli ambiti funzionali e le attività attribuite dal citato
Ordinamento alla Direzione centrale Organizzazione, alla Direzione centrale
Comunicazione, alla Direzione centrale Risorse umane e alla Direzione centrale Risorse
strumentali e Centrale unica acquisti;
Tenuto conto dell’opportunità di rafforzare, nell’ambito della Direzione centrale Segreteria
del Presidente e del Consiglio di amministrazione, le attività di monitoraggio dei report della
funzione audit, l’attuazione delle Linee Guida Gestionali nonché le attività di raccordo con la
Tecnostruttura in materia di relazioni sindacali e novità normative;
Rilevata l’esigenza di prevedere, nell’ambito della Direzione centrale Formazione e
Accademia INPS, la “Rete dei Responsabili di Sviluppo Professionale” al fine di rafforzare il
coordinamento dell’attività formativa a livello nazionale;
Rilevata, altresì, l’opportunità di prevedere nella Direzione centrale Organizzazione,
l’ambito funzionale denominato “Sistemi di informazione e consulenza, interazione con
l’utenza e front end di sede”;
3
Tenuto conto dell’esigenza di specificare la “natura assistenziale” delle prestazioni di
competenza della Direzione centrale Inclusione e sostegno alla famiglia e alla genitorialità;
Tenuto conto, altresì, dell’esigenza di inserire talune precisazioni nelle attività che
caratterizzano gli ambiti funzionali della Direzione centrale Ammortizzatori sociali;
Preso atto dell’esigenza di implementare un Sistema di Gestione dell’Energia (SGE)
conforme alla norma UNIENISO50001 - anche in considerazione di quanto previsto dal
citato PIAO 2025 – 2027 in materia di ”Efficientamento energetico” - attribuendone il
presidio al Coordinamento Generale Tecnico Edilizio;
Tenuto conto che dal monitoraggio e dalla verifica di adeguatezza
dell’assetto organizzativo proposto per la Direzione generale potrà
derivare un processo di manutenzione evolutiva relativo anche
all'organizzazione dell’Istituto sul territorio;
Tenuto conto che sono stati assolti gli obblighi previsti dalla normativa e dai contratti
collettivi vigenti che disciplinano il sistema di partecipazione sindacale;
Vista la relazione della Direzione Generale;
Su proposta del Direttore generale,
DELIBERA
di modificare, per le ragioni e nei termini indicati in premessa, l’Ordinamento delle funzioni
centrali e territoriali dell’INPS, adottato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione
n. 137 del 7 settembre 2022, modificato, da ultimo, con deliberazione del Consiglio di
Amministrazione n. 1 del 15 gennaio 2025.
L’Ordinamento delle funzioni sopra indicato, così come modificato, è riportato nell’Allegato
alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante.
4
La presente deliberazione è trasmessa, ai sensi dell’art. 53, comma 2, del D.P.R. n.
639/1970, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e al Ministero dell’Economia e
delle Finanze.
La stessa sarà altresì trasmessa al Dipartimento della Funzione Pubblica presso la
Presidenza del Consiglio dei ministri.
IL SEGRETARIO Il PRESIDENTE
Gaetano Corsini Gabriele Fava
5
Allegato A alla Deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 158 del 16 ottobre 2025.
ORDINAMENTO DELLE FUNZIONI CENTRALI E TERRITORIALI
A.Organismo Indipendente di Valutazione – OIV
1. Struttura Tecnica Permanente per la misurazione Livello dirigenziale
della performance di supporto all’Organismo
Indipendente di Valutazione - OIV
B.Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza
1. Struttura di supporto al Responsabile della Struttura incardinata nella
prevenzione della corruzione e della trasparenza Direzione centrale affidata al
dirigente titolare dell’incarico
aggiuntivo di Responsabile della
prevenzione della corruzione e
della trasparenza
C.Uffici e Direzioni Centrali di supporto
1. Direzione centrale Segreteria del Presidente e del Livello dirigenziale generale
Consiglio di Amministrazione
2. Segreteria del Direttore generale Livello dirigenziale
3. Segreteria del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Livello dirigenziale
4. Segreteria del Collegio dei Sindaci Livello dirigenziale
5. Segreteria del Magistrato della Corte dei Conti Livello dirigenziale
6. Direzione centrale Studi e Ricerche Livello dirigenziale generale
7. Direzione centrale Internal Audit, Risk Management, Livello dirigenziale generale
Compliance e Antifrode
D.Direzioni centrali di prodotto
1. Entrate Livello dirigenziale generale
2. Pensioni Livello dirigenziale generale
3. Ammortizzatori Sociali Livello dirigenziale generale
4. Inclusione e Sostegno alla Famiglia e alla Genitorialità Livello dirigenziale generale
5. Salute e Prestazioni di Disabilità Livello dirigenziale generale
6. Credito, Welfare e Strutture Sociali Livello dirigenziale generale
7. Relazioni Internazionali Livello dirigenziale generale
E.Direzioni centrali strumentali
1. Organizzazione Livello dirigenziale generale
2. Risorse Umane Livello dirigenziale generale
3. Formazione e Accademia INPS Livello dirigenziale generale
4. Tecnologia, Informatica e Innovazione Livello dirigenziale generale
1
5. Comunicazione Livello dirigenziale generale
6. Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali Livello dirigenziale generale
7. Pianificazione e Controllo di Gestione Livello dirigenziale generale
8. Patrimonio Livello dirigenziale generale
9 Partecipazioni Societarie e Politiche di Investimento Livello dirigenziale generale
per l’Innovazione dei Servizi
10. Risorse strumentali e Centrale Unica Acquisti Livello dirigenziale generale
F.Uffici centrali
1. Ufficio Incarichi e Funzioni speciali - D.I. 18 aprile 1981 Livello dirigenziale
2. Ufficio Ispettorato Livello dirigenziale
3. Ufficio Procedimenti disciplinari e della Responsabilità Livello dirigenziale
amministrativa
4. Ufficio per le attività del Responsabile della protezione Livello dirigenziale
dei dati
G.Strutture al servizio del Territorio
Strutture a livello centrale
1. Direzione Servizi al Territorio Livello dirigenziale generale
Strutture a livello regionale
2. Direzione regionale Piemonte Livello dirigenziale generale
3. Direzione regionale Lombardia Livello dirigenziale generale
4. Direzione regionale Veneto Livello dirigenziale generale
5. Direzione regionale Friuli Venezia Giulia Livello dirigenziale generale
6. Direzione regionale Emilia-Romagna Livello dirigenziale generale
7. Direzione regionale Liguria Livello dirigenziale generale
8. Direzione regionale Toscana Livello dirigenziale generale
9. Direzione regionale Marche Livello dirigenziale generale
10 Direzione regionale Umbria Livello dirigenziale generale
11. Direzione regionale Lazio Livello dirigenziale generale
12. Direzione regionale Abruzzo Livello dirigenziale generale
13. Direzione regionale Molise Livello dirigenziale generale
14. Direzione regionale Campania Livello dirigenziale generale
15. Direzione regionale Puglia Livello dirigenziale generale
16. Direzione regionale Basilicata Livello dirigenziale generale
17. Direzione regionale Calabria Livello dirigenziale generale
18. Direzione regionale Sicilia Livello dirigenziale generale
19. Direzione regionale Sardegna Livello dirigenziale generale
20. Direzione regionale Trentino-Alto Adige Livello dirigenziale
21. Direzione regionale Valle d’Aosta Livello dirigenziale
22. Direzione di coordinamento metropolitano di Milano Livello dirigenziale generale
23. Direzione di coordinamento metropolitano di Roma Livello dirigenziale generale
24 Direzione di coordinamento metropolitano di Napoli Livello dirigenziale generale
2
Strutture a livello provinciale
Direzioni provinciali Livello dirigenziale
Filiali metropolitane delle Direzioni di coordinamento Livello dirigenziale
metropolitano
Filiali provinciali Livello dirigenziale
H.Coordinamenti professionali
1. Coordinamento generale Legale
2. Coordinamento generale Medico legale
3. Coordinamento generale Tecnico edilizio
4. Coordinamento generale Statistico attuariale
I. Incarichi di consulenza, studio e ricerca Livello dirigenziale generale
L. Comitati
Comitato per l’Innovazione tecnologica e la
Trasformazione digitale
3
RESPONSABILITÀ COMUNI ALLE STRUTTURE DI DIREZIONE GENERALE
Con riguardo ai profili di competenza previsti dall'Ordinamento delle Funzioni, le strutture della Direzione
generale svolgono le seguenti attività:
Direzioni Attività comuni
• Collaborano con le funzioni di volta in volta coinvolte nell'esercizio
dell'attività.
• Individuano le aree di intervento e le azioni necessarie al
conseguimento degli obiettivi programmati dall'Istituto.
• Gestiscono i budget assegnati dal Direttore Generale, comunicano i
fabbisogni di risorse umane e strumentali e gestiscono le risorse
assegnate.
• Forniscono alla Direzione Centrale Risorse strumentali, Centrale
Unica Acquisti e Servizi gli elementi necessari per la rilevazione dei
fabbisogni strumentali e la tracciatura logistica dei beni oggetto di
inventariazione assegnati.
• Si avvalgono, laddove se ne ravvisi la necessità, della
collaborazione/consulenza dei coordinamenti professionali.
• Nell'ambito delle politiche di prevenzione della corruzione e di
Tutte
trasparenza, assicurano la prevista collaborazione alla funzione
responsabile.
• Promuovono e favoriscono la mappatura delle competenze, la rilevazione
dei fabbisogni formativi e la progettazione e realizzazione degli
interventi formativi, in collaborazione con la Direzione Centrale
Formazione e Accademia INPS.
• Curano i rapporti con i partner istituzionali per le materie di
competenza.
• Curano l’azione di reingegnerizzazione dei processi di lavoro di
rispettiva competenza, in coerenza con le indicazioni della Direzione
centrale Organizzazione.
• Adottano gli atti relativi all'organizzazione degli uffici di livello
dirigenziale di propria competenza e conferiscono i relativi incarichi nei
limiti delle risorse disponibili e nel rispetto dei vincoli organizzativi.
4
Direzioni Attività comuni
• Supportano l'elaborazione e l'analisi delle proposte e/o modifiche
normative nelle materie di propria competenza, valutando l'impatto
sull'attività dell'Istituto e predisponendo indicazioni applicative e/o
Direzioni Centrali interpretative delle norme tramite la stesura di messaggi e circolari.
e Direzione • Forniscono consulenza e assistenza alle strutture territoriali per la
Servizi al omogenea applicazione delle direttive centrali.
Territorio • Predispongono la documentazione recante le informazioni necessarie
alla predisposizione del bilancio nelle materie di competenza.
• Assicurano la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite
della funzione «Procedure».
• Esercitano le funzioni di controllo del processo produttivo di terzo
livello.
• Effettuano il monitoraggio del contenzioso amministrativo, curando
l'istruttoria dei ricorsi presso i rispettivi Comitati centrali, e gestiscono
gli aspetti amministrativi del contenzioso giudiziario e stragiudiziale,
elaborando le istruzioni necessarie ad adeguare la prassi
amministrativa dell'Istituto sulla scorta delle risultanze del contenzioso
Direzioni centrali giudiziario.
di Prodotto • Per le attività di competenza, eseguono il monitoraggio,
predispongono le previsioni di spesa, elaborano report sull'andamento
delle prestazioni e delle entrate contributive, individuano le azioni
necessarie a migliorare e promuovere il livello di qualità del servizio.
• Curano le relazioni operative con le Organizzazioni di rappresentanza
dei soggetti contribuenti, con gli Ordini nazionali degli intermediari
previdenziali di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12, con i patronati e i
CAF.
5
A.ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE – OIV
STRUTTURA TECNICA PERMANENTE PER LA MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE DI SUPPORTO
ALL’ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE – OIV
MISSIONE
Costituire il supporto tecnico dell'Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) dell'Istituto per lo
svolgimento dei compiti di cui all'art. 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, così come
modificato dalle disposizioni del d.P.R. 9 maggio 2016, n. 105, e provvedere alla predisposizione delle
attività istruttorie e propedeutiche all'espletamento delle funzioni proprie dell'OIV stesso.
AMBITI FUNZIONALI
• Curare l'attività di segreteria dell'OIV e attendere agli adempimenti amministrativi e organizzativi
a supporto delle attività dello stesso Organismo.
• Assicurare il supporto metodologico e strumentale per lo svolgimento dei compiti propri dell'OIV,
in particolare per la redazione dei documenti di competenza dell'OIV e per l'assolvimento degli
obblighi relativi alla trasparenza e all'integrità. In tale ambito, svolge attività istruttoria, di
raccolta e analisi di documenti ed atti, nonché di studio e proposta.
• Assicurare, nel rispetto delle vigenti disposizioni normative, il raccordo tra l'OIV e le strutture
dell'Istituto, anche ai fini delle esigenze conoscitive e di documentazione dello stesso Organismo,
in funzione delle attività di competenza, in particolare per ciò che attiene al miglioramento del
complessivo sistema di monitoraggio della performance, nonché dei costi, dei rendimenti e dei
risultati.
6
B. RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA
STRUTTURA DI SUPPORTO AL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA
TRASPARENZA1
MISSIONE
Fornire supporto alla funzione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza
ai fini dell'adempimento degli obblighi previsti in materia dalla normativa vigente.
AMBITI FUNZIONALI
1. SUPPORTO AL RESPONSABILE NELLO SVOLGIMENTO DELLE SEGUENTI FUNZIONI IN AMBITO
PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE:
• Predisporre il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT) e
curarne i correlati adempimenti, nonché monitorare l'attuazione delle misure previste.
• Predisporre la relazione annuale del RPCT e curarne i correlati adempimenti.
• Vigilare sul funzionamento e attuazione del PTPC e del sistema di gestione del rischio corruzione
(Registro degli eventi rischiosi, individuazione/valutazione/trattamento del rischio corruzione,
individuazione delle misure generali e specifiche di mitigazione, monitoraggio delle misure
specifiche e monitoraggio e riesame del Registro degli eventi rischiosi).
• Vigliare sugli adempimenti anticorruzione delle società controllate dall'Istituto.
2. SUPPORTO AL RESPONSABILE NELLO SVOLGIMENTO DELLE SEGUENTI FUNZIONI IN AMBITO
TRASPARENZA:
• Controllare l'adempimento degli obblighi di pubblicazione da parte delle Strutture dell'Istituto e
da parte delle società controllate dall'Istituto.
• Gestire gli accessi civici semplici e i riesami degli accessi civici generalizzati.
1 La struttura è incardinata nella Direzione Centrale affidata al dirigente titolare dell'incarico aggiuntivo di Responsabile della Prevenzione della
Corruzione e della Trasparenza.
7
C. UFFICI E DIREZIONI CENTRALI DI SUPPORTO
DIREZIONE CENTRALE SEGRETERIA DEL PRESIDENTE E DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
MISSIONE
Assicurare le attività di consulenza, assistenza e supporto tecnico amministrativo al Presidente, al
Consiglio di Amministrazione e ai Comitati amministratori e di vigilanza per l'espletamento delle
rispettive funzioni istituzionali, garantendo il necessario raccordo interfunzionale e con la Tecnostruttura
sia per esigenze di carattere normativo o regolamentare che per la corretta tenuta delle relazioni
sindacali.
AMBITI FUNZIONALI
1. PRESIDENTE E CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
• Gestire le attività connesse alle funzioni istituzionali e alle relazioni esterne del Presidente con
gli Organi di Governo, con i Ministeri, con le Commissioni parlamentari ed altri enti pubblici e
privati, nazionali e internazionali.
• Predisporre gli Ordini del Giorno e gestire le sedute del Consiglio di Amministrazione.
• Assicurare le attività tecnico-amministrative necessarie allo svolgimento delle funzioni di
competenza del Presidente e del Consiglio di Amministrazione, garantendo altresì il raccordo
inter-funzionale fra i menzionati Organi.
2. SUPPORTO TECNICO AMMINISTRATIVO AGLI ORGANI
• Svolgere attività di consulenza per il Presidente e il Consiglio di Amministrazione. In particolare,
per gli atti e i provvedimenti di competenza dei predetti Organi:
verificare la completezza dell'istruttoria, la conformità degli stessi alla normativa
o
primaria e regolamentare, anche avvalendosi, ove occorra, dei coordinamenti
professionali dell'Istituto;
verificare la coerenza generale dei medesimi provvedimenti rispetto all'obiettivo di
o
costante miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’organizzazione.
• Svolgere attività di:
monitoraggio e analisi dei report relativi alle attività di audit per una
o
rappresentazione aggiornata dei rischi aziendali;
monitoraggio delle attività di attuazione delle Linee Guida Gestionali.
o
3. COMITATI AMMINISTRATORI E DI VIGILANZA
• Coordinare la gestione dei flussi, il supporto tecnico e amministrativo ai Comitati amministratori
delle Gestioni previdenziali e assistenziali dell'Istituto e ai Comitati di vigilanza.
4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
SEGRETERIA DEL DIRETTORE GENERALE
MISSIONE
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Assicurare al Direttore Generale le attività di consulenza, assistenza e supporto tecnico amministrativo
per l'espletamento delle relative funzioni istituzionali concernenti il raccordo tra le Direzioni e gli Uffici
centrali e territoriali componenti la Tecnostruttura, volto ad assicurare omogeneità di indirizzo gestionale
ed efficiente utilizzo delle risorse professionali e strumentali.
AMBITI FUNZIONALI
• Coordinare le attività connesse alle relazioni del Direttore Generale con Ministeri ed Organi, ai
rapporti con le Direzioni Centrali e territoriali e le attività connesse alle relazioni esterne e alle
funzioni istituzionali del Direttore Generale.
• Assicurare il necessario collegamento con le strutture di Segreteria degli Organi dell'Istituto.
• Curare le attività tecnico-amministrative necessarie allo svolgimento delle funzioni proprie del
Direttore Generale.
• Assicurare la gestione dei flussi documentali del Direttore Generale.
• Assicurare la verifica e l’analisi degli atti sottoposti dalla tecnostruttura all’attenzione del
Direttore generale, sotto il profilo della conformità, della correttezza amministrativa e della
coerenza con gli obiettivi dell’Istituto.
• Supportare il Direttore Generale nell’esame e nell’approfondimento, sulla base dell’istruttoria
condotta dalle Strutture centrali, delle proposte di deliberazione da sottoporre, per l’adozione, al
Consiglio di Amministrazione.
SEGRETERIA DEL CONSIGLIO DI INDIRIZZO E VIGILANZA
MISSIONE
Assicurare le attività amministrative di Segreteria del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza per l'espletamento
delle relative funzioni istituzionali.
AMBITI FUNZIONALI
• Assicurare le attività tecnico-amministrative necessarie allo svolgimento delle funzioni di
competenza del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.
• Predisporre, per il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, la documentazione di analisi, elaborazione,
studio e comparazione, sulla base:
dei documenti elaborati dalla Tecnostruttura;
o
dei dati e delle informazioni forniti dalle strutture centrali e territoriali dell'Istituto, previa
o
richiesta del Direttore Generale;
dei dati e degli elementi conoscitivi forniti e/o richiesti all'OIV.
o
SEGRETERIA DEL COLLEGIO DEI SINDACI
MISSIONE
Assicurare le attività amministrative di Segreteria del Collegio dei Sindaci per l'esercizio del controllo sulla
legittimità e regolarità contabile delle gestioni amministrate dall'Istituto, nonché sugli atti relativi alla
gestione del patrimonio e sul bilancio, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.
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AMBITI FUNZIONALI
• Sulla base delle indicazioni fornite dal Collegio dei Sindaci provvede a:
curare l'esame dei provvedimenti adottati dagli Organi, relazionando ai Sindaci nel corso
o
delle periodiche riunioni del Collegio e verbalizzando le relative conclusioni da
trasmettere agli Organi competenti;
curare l'esame dei riscontri e verifiche connessi con la gestione finanziaria dell'Istituto
o
(esame amministrativo-contabile della spesa nelle sue varie fasi e degli aggregati relativi
ai flussi di cassa e connessi movimenti con la Tesoreria dello Stato};
curare le analisi e i controlli dei bilanci preventivi e consuntivi delle singole gestioni
o
amministrate.
SEGRETERIA DEL MAGISTRATO DELLA CORTE DEI CONTI
MISSIONE
Assicurare le attività amministrative di Segreteria del Magistrato della Corte dei Conti, per l'esercizio del
controllo sulla legittimità e regolarità di tutte le gestioni amministrate dall'Istituto, nonché sugli atti
relativi alla gestione del patrimonio e sul bilancio, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.
AMBITI FUNZIONALI
• Curare l'esame relativo ai provvedimenti adottati dagli Organi.
• Curare l'esame relativo ai riscontri e verifiche connessi con la gestione finanziaria dell'Istituto.
• Curare l'esame relativo alle analisi e al controllo dei bilanci preventivi e consuntivi delle singole
gestioni amministrate.
DIREZIONE CENTRALE STUDI E RICERCHE
MISSIONE
Promuovere e valorizzare il patrimonio informativo e di conoscenze dell'Istituto, svolgendo attività di
studio, ricerca, documentazione e valutazione su tematiche attinenti al sistema delle politiche sociali.
Fornire supporto tecnico ed operativo nell'ambito dell'evoluzione delle norme in materia di sicurezza
sociale.
AMBITI FUNZIONALI
1. SUPPORTO TECNICO E OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'EVOLUZIONE DELLE NORME IN MATERIA DI
SICUREZZA SOCIALE E GESTIONE RELAZIONI CON ENTI UNIVERSITARI E DI RICERCA ESTERNI
• Supportare il ruolo attivo dell'Istituto nell'attività degli Organi di Governo in termini di proposta
di interventi normativi di semplificazione e revisione delle politiche sociali e previdenziali, in
particolare, valutando gli scenari di introduzione di nuove misure e verificandone la sostenibilità
attraverso l'analisi predittiva degli impatti gestionali di tali interventi sui sistemi di sicurezza
sociale.
• Proporre interventi di sperimentazione normativa (sandbox), in ambienti strutturati e controllati,
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all’interno dei quali collaudare, su scala ridotta e per un periodo di tempo limitato, nuovi
paradigmi di erogazione dei servizi, al fine di valutare l'impatto di potenziali modifiche legislative.
• Supportare la valutazione dell'efficacia dell'attuazione delle politiche pubbliche, attraverso
l'analisi degli impatti sui sistemi di sicurezza sociale, nonché con lo studio delle informazioni
presenti nelle banche dati dell'Istituto e/o di altri soggetti Istituzionali coinvolti.
• Svolgere le funzioni di “Osservatorio legislativo”, curando il monitoraggio, l'analisi e
l'informazione di tutta la produzione legislativa nelle materie di interesse dell'Istituto, tanto a
livello nazionale che europeo.
• Curare le attività afferenti alle Analisi dell'Impatto della Regolamentazione (AIR).
• Coordinare la realizzazione del Rapporto Annuale dell'Istituto.
• Predisporre il piano della ricerca dell'Istituto, sentite le funzioni centrali.
• Gestire il programma “Visitlnps”, assicurando lo sviluppo della relativa attività di ricerca in
materia di welfare, lavoro e coesione sociale, in coerenza con la programmazione delle attività
dell'Istituto.
• Garantire il supporto logistico-operativo per l'attuazione di tutti i programmi di ricerca attivati
dall’Istituto e realizzati anche in collaborazione con istituzioni e soggetti esterni.
• Assicurare i rapporti con Enti universitari e di ricerca per lo scambio di informazioni, analisi e
rilevazioni sui regimi di welfare e la promozione di studi sulle politiche sociali.
2. ANALISI E STUDIO DELLE PROBLEMATICHE PER MIGLIORARE LE FUNZIONALITÀ DELLE PRESTAZIONI
• Elaborare strumenti conoscitivi funzionali al processo decisionale dell'Istituto.
• Definire le linee guida operative per lo scambio dati, pianificare le strategie di raccolta,
organizzazione e diffusione dei dati e curare gli aspetti relativi alla definizione e alla illustrazione
del loro significato, favorendo lo sviluppo di nuove banche dati e la loro accessibilità da parte delle
Istituzioni, Amministrazioni ed Enti che concorrono all'analisi ed all'elaborazione delle politiche in
materia di welfare, occupazione, coesione sociale, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
• Sviluppare e gestire i modelli di micro-simulazione dell'Istituto, al fine di valutare e monitorare
gli effetti delle politiche di welfare sulle condizioni di famiglie e imprese, rispetto a criteri di equità
ed efficienza.
3.. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE INTERNAL AUDIT, RISK MANAGEMENT, COMPLIANCE E ANTIFRODE
MISSIONE
Svolgere un'attività indipendente ed obiettiva di assurance e di consulenza, a supporto del Presidente,
del Consiglio di Amministrazione e del Direttore Generale, finalizzata al miglioramento dei processi
dell’organizzazione, alla luce delle modifiche delle disposizioni normative.
Assicurare un'efficace gestione dei rischi attraverso un'azione di tipo preventivo e proattivo per la
valutazione dei rischi a cui è esposto l'Istituto. Assicurare l'implementazione e gestione di un sistema
integrato di Risk Management che prevenga e limiti anche l'insorgenza di contenzioso amministrativo e
giurisdizionale e garantisca la tutela dell'Istituto dal rischio di frode.
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AMBITI FUNZIONALI
1. INTERNAL AUDIT
• Assicurare la verifica dell'efficace presidio dì tutti i processi dell'Istituto attraverso l'analisi della
regolarità del relativo iter procedurale nonché del prodotto finale e della rispondenza dei processi
stessi ai modelli organizzativi individuati.
• Valutare l'esposizione ai rischi delle attività dell'Istituto, al fine di fornire appropriati suggerimenti
volti a migliorare il processo di governance, in particolare:
Supervisionare i processi di gestione sotto il profilo del controllo dei rischi;
o
Verificare la conformità a leggi, regolamenti, direttive, procedure e contratti;
o
Informare le strutture competenti in ordine ai profili di rischio e alle risultanze dei controlli
o
svolti.
• Realizzare il monitoraggio dei sistemi di controllo al fine di verificarne l'efficacia e proporre
interventi correttivi finalizzati al contenimento dei rischi aziendali.
• Garantire lo sviluppo e la manutenzione delle metodologie di auditing finalizzate al
miglioramento continuo e alla riduzione o eliminazione dei rischi aziendali, indirizzando e
coordinando le relative attività finalizzate anche alla diffusione della cultura di prevenzione dei
rischi.
• Garantire l'indirizzo, il coordinamento e la realizzazione delle campagne di audit presso le
strutture centrali e territoriali nonché di follow up.
• Assicurare il costante aggiornamento della rete audit dislocata sul territorio e, a tale scopo,
predisporre i corsi di formazione e di aggiornamento assicurandone il regolare svolgimento
anche attraverso rapporti e sinergie con centri esterni di formazione pubblici o privati.
2. RISK MANAGEMENT E COMPLIANCE
• Coordinare le funzioni interne di controllo e assicurare l'attività di reporting nei confronti del
management apicale e degli Organi in merito all'evoluzione del profilo di rischio complessivo.
• Indirizzare e coordinare le attività di Risk Assesment periodico.
• Garantire l'attuazione e il monitoraggio delle azioni di risposta al rischio e l'implementazione delle
action plan conseguenti alle attività di Risk Assesment e Internal Audit.
• Coordinare le attività di compliance alle normative di riferimento per il monitoraggio dei controlli
sul processo produttivo e sul processo di autocertificazione.
• Definire, implementare e garantire l'evoluzione del framework di Risk Management.
• Svolgere un ruolo preventivo e proattivo nella valutazione ex ante dei rischi.
3. ANTIFRODE
• Verificare la funzionalità del sistema di prevenzione delle frodi monitorando i rischi, le attività
aziendali e il rispetto di leggi e regolamenti anche da parte degli intermediari istituzionali.
• Sviluppare metodologie di indagine ed intelligence finalizzate a individuare e contrastare
tipologie di frodi operate a danno dell'Istituto e attuare le attività volte a prevenirne e
contrastarne la consumazione.
• Simulare e ipotizzare i possibili scenari fraudolenti e monitorare l'efficacia dei modelli di tutela
prescelti con riguardo a tutte le attività istituzionali sia di prodotto che di supporto.
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• Creare e presidiare un sistema che individui in chiave predittiva situazioni anomale al fine di
segnalare i presunti fenomeni fraudolenti all'Autorità Giudiziaria competente e ridurre il rischio
di frodi.
• Promuovere sinergie o protocolli con altre Amministrazioni ed Enti attraverso interconnessioni
con le rispettive banche dati, per favorire l'efficacia di controlli incrociati idonei ad individuare
possibili scenari fraudolenti a danno dell'Istituto e di altre Pubbliche Amministrazioni e best
practices per il contrasto degli stessi.
• Curare le strategie volte a prevenire e contrastare le frodi a danno dell'Istituto con il supporto
delle Direzioni di prodotto.
• Effettuare le comunicazioni di dati e informazioni concernenti le operazioni sospette di riciclaggio
e finanziamento del terrorismo all'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia (UlF), istituita
presso la Banca d'Italia, e curare i relativi adempimenti; a tal fine, il Titolare della Direzione è il
"gestore'' delegato a valutare e trasmettere le segnalazioni all'UIF.
• Curare i rapporti con l'Autorità Giudiziaria e gli Organi di Polizia Giudiziaria, al fine di fornire
riscontri alle Autorità inquirenti e coordinare le azioni di prevenzione e contrasto in relazione alle
attività antifrode di competenza.
• Sviluppare modelli operativi preordinati a promuovere l'osservanza della legge, attraverso
strumenti operativi di natura non coercitiva (nudge) ed alternativi a quelli sanzionatori.
4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
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D. DIREZIONI CENTRALI DI PRODOTTO
DIREZIONE CENTRALE ENTRATE
MISSIONE
Gestire, in relazione alla contribuzione di natura obbligatoria, le attività finalizzate a favorire la conformità
agli obblighi contributivi e ai correlati adempimenti informativi, l'accertamento della contribuzione e il
recupero dei crediti contributivi, nonché il contrasto all'evasione e all'elusione contributiva.
AMBITI FUNZIONALI
1. GESTIONE DEL CREDITO
• Gestire l'accertamento della contribuzione e il recupero dei crediti contributivi monitorando
altresì le attività di recupero dei crediti contributivi affidati agli agenti della riscossione,
promuovendo best practices finalizzate al miglioramento dell'esigibilità e abbattimento, ove
possibile, dell'inesigibilità dei crediti.
• Sviluppare le analisi finalizzate a valutare le condizioni di esigibilità dei crediti contributivi e a
preservare l'adeguato livello di attendibilità delle relative informazioni contabili.
• Curare la definizione delle disposizioni per il rilascio del documento unico di regolarità
contributiva.
2. POSIZIONE ASSICURATIVA
• Presidiare le attività di popolamento della posizione assicurativa del lavoratore per effetto della
contribuzione obbligatoria e delle forme di contribuzione figurativa risultanti dalle informazioni
inserite nelle dichiarazioni contributive e nei verbali ispettivi, nonché le attività di accertamento
e riscossione della contribuzione aggiuntiva per mandati elettivi e sindacali.
• Presidiare la gestione del Casellario delle Posizioni Previdenziali Attive e lo sviluppo delle
procedure che supportano il trasferimento della contribuzione fra gestioni previdenziali.
• Analizzare gli ambiti di azione e le iniziative che l'Istituto dovrà sviluppare per conseguire
l'ampliamento della base imponibile.
3. VIGILANZA DOCUMENTALE
• Sviluppare metodologie di indagine ed intelligence finalizzate a individuare aree territoriali,
settori merceologici e tipologie di soggetti a rischio di evasione contributiva funzionali alle attività
di vigilanza documentale e ispettiva.
• Favorire l'accertamento dell'elusione e/o evasione contributiva attraverso lo sviluppo di attività
di vigilanza on desk.
• Sviluppare sistemi statistici predittivi e indicatori dì rischio finalizzati a favorire l'individuazione
dei fenomeni di irregolarità contributiva ovvero caratterizzati da profili di anomalia.
4. VIGILANZA ISPETTIVA
• In sinergia e raccordo con l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, pianificare, gestire e monitorare le
azioni di contrasto all'evasione e all'elusione contributiva nonché l'accertamento delle violazioni
contributive.
• Predisporre il Piano annuale dell'attività di vigilanza ispettiva in materia previdenziale al fine di
contribuire alla redazione del documento annuale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro,
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promuovendo, in sinergia con quest'ultimo, interventi formativi del personale.
• Analizzare i profili giuridici delle criticità rilevate nell'ambito dell'attività ispettiva, anche al fine di
predisporre istruzioni operative.
• Sviluppare le forme di collaborazione con le Amministrazioni pubbliche finalizzate al
miglioramento delle strategie di contrasto dei fenomeni di irregolarità e garantire il raccordo con
enti od organismi pubblici e privati al fine di implementare l'interconnessione delle banche dati
sulle specifiche materie di competenza.
5. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE PENSIONI
MISSIONE
Gestire le attività per la corretta erogazione delle prestazioni pensionistiche e di fine lavoro a carico delle
gestioni amministrate dall'Istituto e assicurare lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo,
finalizzato a ridurre i rischi e le difettosità in fase di liquidazione delle prestazioni, nonché degli strumenti
per il recupero delle prestazioni indebitamente percepite.
AMBITI FUNZIONALI
1. GESTIONE PRESTAZIONI
• Gestire le attività finalizzate a favorire la corretta erogazione delle prestazioni pensionistiche per
le gestioni amministrate dall'Istituto, nonché delle prestazioni di fine lavoro, del Fondo di
Tesoreria, dei montanti di previdenza complementare, delle indennità in caso morte.
• Gestire le attività dirette alla corretta definizione di riscatti e ricongiunzioni, delle autorizzazioni
ai versamenti volontari, dei trasferimenti della contribuzione tra le gestioni e degli accrediti
figurativi per eventi diversi da quelli esposti nelle denunce contributive.
• Curare il trasferimento ai fondi pensione delle quote di TFR e di altra contribuzione dei dipendenti
pubblici iscritti a previdenza complementare e coordinare le attività delle sedi in materia.
• Provvedere alla gestione delle prestazioni di esodo e di accompagnamento alla pensione.
• Assicurare la gestione del Casellario dei Pensionati.
• In raccordo con la Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali, gestisce le attività, gli
adempimenti e lo sviluppo delle procedure amministrative funzionali alla gestione unitaria della
fiscalità correlata alle prestazioni di competenza.
2. GESTIONE POSIZIONE ASSICURATIVA
• Presidiare la gestione del conto individuale degli iscritti a tutte le gestioni previdenziali
dell'Istituto, effettuando, altresì, le attività di alimentazione dei conti assicurativi che non derivino
dalle dichiarazioni contributive.
• Garantire le attività di popolamento delle basi dati afferenti alle posizioni assicurative dei
lavoratori iscritti alle gestioni previdenziali pubbliche e alle analisi amministrative per lo sviluppo
e l'adeguamento delle relative procedure informatiche.
3. RECUPERO INDEBITI PRESTAZIONI
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• Curare lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo delle prestazioni pensionistiche
finalizzato a ridurre i rischi e le difettosità in fase di liquidazione delle prestazioni e ad accertare
le prestazioni parzialmente o totalmente indebite.
• Curare l'aggiornamento e l'implementazione degli strumenti per il recupero delle prestazioni
indebitamente percepite.
4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE AMMORTIZZATORI SOCIALI
MISSIONE
Gestire le attività relative all'erogazione di prestazioni integrative e sostitutive della retribuzione e dei
trattamenti di fine rapporto, nonché agli interventi a sostegno del reddito connessi alle modificazioni del
rapporto di lavoro.
AMBITI FUNZIONALI
1. PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO CONNESSE ALLE MODIFICAZIONI DEL RAPPORTO DI
LAVORO
• Gestire le attività relative agli interventi a sostegno del reddito connessi alle variazioni del
rapporto di lavoro (cessazione anche a seguito di insolvenza del datore di lavoro, sospensione o
diminuzione di orario).
• Gestire le attività relative a misure di politica attiva per il sostegno dell'occupabilità,
dell'occupazione e del reddito riconducibili all'operatività dei Fondi di Solidarietà.
• Curare la funzionalità della banca dati Percettori e del SIISL per le prestazioni di competenza
gestendo i rapporti con l'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL).
2. PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO CONNESSE ALLA DIMINUZIONE DELLA CAPACITA’
LAVORATIVA
• Gestire le attività relative all’erogazione delle prestazioni previdenziali integrative e sostitutive
della retribuzione legate alla maternità, alla malattia, ai permessi L.104, congedo straordinario e
prestazioni di analoga natura (TBC, Cure termali).
• Svolgere le attività di analisi, verifica e controllo delle assenze dei lavoratori per malattia e
realizzare analisi dei certificati e delle viste mediche di controllo.
3. FUNZIONI TRASVERSALI
• Curare lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo dell'erogazione delle prestazioni di
competenza, finalizzato a ridurre i rischi e le difettosità in fase di liquidazione delle prestazioni e
al recupero delle prestazioni parzialmente o totalmente indebite.
• In raccordo con la Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali, gestisce le attività, gli
adempimenti e lo sviluppo delle procedure amministrative funzionali alla gestione unitaria della
fiscalità correlata alle prestazioni di competenza.
4. PROCEDURE
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• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE INCLUSIONE E SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA E ALLA GENITORIALITA’
MISSIONE
Gestire le attività connesse all'erogazione delle prestazioni di natura assistenziale volte a favorire
l'inclusione e la coesione sociale, le misure di contrasto alla povertà e le prestazioni a sostegno della
famiglia e della genitorialità.
AMBITI FUNZIONALI
1. PRESTAZIONI A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA E DELLA GENITORIALITA’
• Presidiare la gestione delle attività connesse alle misure a sostegno della famiglia e della
genitorialità, finanziate dalla fiscalità generale.
2. SVILUPPO DELLE POLITICHE DI INCLUSIONE E COESIONE SOCIALE
• Gestire le attività connesse all'erogazione delle prestazioni volte a favorire l'inclusione e la
coesione sociale, le misure di contrasto alla povertà (SFL/ADI).
• Supportare la definizione delle azioni di presidio del territorio, in particolare in presenza di
fragilità, digitai divide, povertà, contesti socioeconomici svantaggiati, anche facendo uso di
sportelli di unità mobili e presidi territoriali di prossimità con la cittadinanza.
• Presidiare la gestione, il popolamento e l'implementazione del Sistema Informativo Unitario dei
servizi Sociali (SIUSS), gestendo i rapporti con gli Enti erogatori.
• Curare la banca dati delle prestazioni sociali
• Presidiare le attività collegate alla gestione ed erogazione degli assegni e pensioni sociali.
3. FUNZIONI TRASVERSALI
• Curare lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo dell'erogazione delle prestazioni di
competenza, finalizzato a ridurre i rischi e le difettosità in fase di liquidazione delle prestazioni e
al recupero delle prestazioni parzialmente o totalmente indebite.
• Assicurare la funzionalità del sistema di elaborazione dell'ISEE, utile alla verifica della fondatezza
dello stato di bisogno, richiesto ai fini dell'accesso da parte degli utenti a prestazioni sociali
agevolate di varia natura.
• Attuare le azioni di verifica delle condizioni socioeconomiche per la sussistenza e il
mantenimento delle prestazioni di competenza e svolgere attività di analisi, verifica e controllo
delle prestazioni di competenza.
• In raccordo con la Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali, gestisce le attività, gli
adempimenti e lo sviluppo delle procedure amministrative funzionali alla gestione unitaria della
fiscalità correlata alle prestazioni di competenza.
4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
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DIREZIONE CENTRALE SALUTE E PRESTAZIONI DI DISABILITA’
MISSIONE
Gestire le attività connesse all'erogazione delle prestazioni assistenziali collegate a invalidità civile, cecità
civile, sordità civile, handicap e disabilità.
AMBITI FUNZIONALI
1. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
• Gestire le prestazioni assistenziali collegate all'invalidità civile, cecità civile, sordità civile,
handicap e disabilità.
• Presidiare le attività amministrative collegate all’accertamento dei benefici di cui alla legge n.
104/1992.
• Curare, in raccordo con il Coordinamento generale medico legale e la Direzione Centrale
Organizzazione, l'elaborazione di convenzioni con gli Enti, anche territoriali, coinvolti
nell'accertamento dei requisiti, sanitari e non, e/o in possesso delle informazioni necessarie
all'erogazione delle prestazioni di competenza.
2. FUNZIONI TRASVERSALI
• Curare lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo dell'erogazione delle prestazioni di
competenza, finalizzato a ridurre i rischi e le difettosità in fase di liquidazione delle prestazioni e
al recupero delle prestazioni parzialmente o totalmente indebite.
• In raccordo con la Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali, gestisce le attività, gli
adempimenti e lo sviluppo delle procedure amministrative funzionali alla gestione unitaria della
fiscalità correlata alle prestazioni di competenza.
3. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE CREDITO, WELFARE E STRUTTURE SOCIALI
MISSIONE
Gestire le attività connesse all'erogazione delle prestazioni socio-assistenziali e creditizie previste a
favore degli iscritti e utenti della Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, della Gestione
Assistenza Magistrale, dei Fondi-ex IPOST e degli altri premi/contributi spettanti agli iscritti al Fondo
Pittori, Scultori, Musicisti, Scrittori e Autori drammatici (PSMSAD).
AMBITI FUNZIONALI
1. PRESTAZIONI CREDITIZIE, DI WELFARE, POLITICHE DI ASSISTENZA PER GLI ISCRITTI AL FONDI
MUTUALISTICI
• Gestire le attività connesse all’erogazione delle prestazioni di competenza.
• Promuovere progetti innovativi e sperimentali per l’individuazione di nuovi servizi attraverso
attività di studio e di analisi relative alle tematiche creditizie e di welfare.
• Individuare strumenti sinergici ed elaborare forme di collaborazione con Ministeri, Enti e
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Istituzioni pubbliche e private in materia di politiche sociali e creditizie.
• Previo studio e analisi dei fabbisogni dell’utenza e dei risultati delle rilevazioni di customer
satisfaction, proporre l'aggiornamento dell’offerta dei servizi in coerenza con la normativa
istitutiva delle diverse Gestioni.
2. STRUTTURE SOCIALI
• Coordinare l'offerta dei servizi all'utenza da parte delle Strutture sociali appartenenti alle singole
Gestioni.
3. FUNZIONI TRASVERSALI
• Curare lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo dell’erogazione delle prestazioni di
competenza, finalizzato a ridurre i rischi e le difettosità in fase di liquidazione delle prestazioni e
al recupero delle prestazioni parzialmente o totalmente indebite.
• In raccordo con la Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali, gestisce le attività, gli
adempimenti e lo sviluppo delle procedure amministrative funzionali alla gestione unitaria della
fiscalità correlata alle prestazioni di competenza.
4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE RELAZIONI INTERNAZIONALI
MISSIONE
Gestire le attività per la corretta erogazione delle prestazioni pensionistiche, delle prestazioni integrative
e sostitutive della retribuzione e per gli interventi a sostegno del reddito connessi alle modificazioni del
rapporto di lavoro, in regime di regolamentazione europea e convenzioni internazionali.
Assicurare lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo, finalizzato a ridurre i rischi e le difettosità in
fase di liquidazione delle prestazioni, nonché degli strumenti per il recupero delle prestazioni
indebitamente percepite.
Coordinare la materia afferente all’obbligo assicurativo dei lavoratori italiani all’estero e dei lavoratori
stranieri in Italia nonché alla normativa internazionale di sicurezza sociale (Regolamenti comunitari e
accordi di sicurezza sociale) in merito a legislazione applicabile e distacchi.
Garantire il presidio end-to-end del processo di attrazione e gestione dei fondi nazionali ed europei
Coordinare la partecipazione dell'Istituto ad associazioni ed organismi europei ed internazionali in
materia di sicurezza sociale.
AMBITI FUNZIONALI
1. RELAZIONI INTERNAZIONALI ED EUROPEE
• Garantire il presidio end-to-end del processo di attrazione e gestione dei fondi nazionali ed
europei attraverso lo scouting dei Fondi Pubblici di interesse e il matching rispetto alle linee
programmatiche e strategiche, la definizione del piano operativo per ogni opportunità individuata
e la gestione delle procedure amministrative per l'accesso all'opportunità di finanziamento,
l'individuazione di partner e costituzione di network, la preparazione e invio della domanda di
finanziamento, la gestione dei progetti mediante attività di PMO, monitoraggio, rendicontazione,
controllo.
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• Assicurare il governo delle relazioni con i soggetti istituzionali coinvolti nel processo di gestione
dei finanziamenti.
• Gestire il presidio delle relazioni dell'Istituto con l'obiettivo di ricoprire un ruolo di riferimento, sia
all'interno dell'ecosistema della PA italiana, sia come rappresentante dell'innovazione nei
contesti internazionali.
• Coordinare la partecipazione dell'Istituto ad associazioni ed organismi in materia di sicurezza
sociale, anche con l'obiettivo di influire sul dibattito europeo ed internazionale su queste
tematiche e confrontarsi su buone pratiche, servizi e strumenti innovativi.
• Implementare i livelli di comunicazione e l’interscambio con gli interlocutori esteri.
• Curare, in raccordo con la Direzione centrale Studi e ricerche, le iniziative di fund raising finalizzate
al finanziamento dell'attività di ricerca dell'Istituto, anche attraverso la partecipazione a bandi
nazionali e internazionali sui temi di interesse dell'Istituto.
2. GESTIONE PRESTAZIONI
• Gestire le attività finalizzate a favorire la corretta erogazione delle prestazioni pensionistiche,
delle prestazioni integrative e sostitutive della retribuzione e gli interventi a sostegno del reddito
connessi alle modificazioni del rapporto di lavoro, in regime di regolamentazione europea e
convenzioni internazionali.
3. GESTIONE POSIZIONE ASSICURATIVA
• Presidiare le attività di alimentazione dei conti assicurativi degli iscritti a tutte le gestioni
previdenziali dell’Istituto in regime di regolamentazione europea e convenzioni internazionali.
• Garantire le attività di popolamento delle basi dati afferenti alle posizioni assicurative dei
lavoratori iscritti alle gestioni previdenziali in regime di regolamentazione europea e convenzioni
internazionali e le analisi amministrative per lo sviluppo e l'adeguamento delle relative procedure
informatiche.
4. FUNZIONI TRASVERSALI
• Curare lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo delle prestazioni di competenza
finalizzato a ridurre i rischi e le difettosità in fase di liquidazione delle prestazioni,
all’accertamento e al recupero delle prestazioni parzialmente o totalmente indebite.
• In raccordo con la Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali, gestisce le attività, gli
adempimenti e lo sviluppo delle procedure amministrative funzionali alla gestione unitaria della
fiscalità correlata alle prestazioni di competenza.
5. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
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E. DIREZIONI CENTRALI STRUMENTALI
DIREZIONE CENTRALE ORGANIZZAZIONE
MISSIONE
Progettare, definire e gestire il Modello Organizzativo dell’Istituto, nonché il relativo percorso di
innovazione, in coerenza con il Modello dei Servizi e ispirandosi a principi di miglioramento della qualità
del servizio e di aumento della soddisfazione dell’utenza.
Garantire il presidio e lo sviluppo delle tematiche inerenti al Sustainability Management.
AMBITI FUNZIONALI
1. STRUTTURA ORGANIZZATIVA E MODELLO DI DISTRIBUZIONE DEI SERVIZI E DELLE ATTIVITÀ
PRODUTTIVE
• Curare lo sviluppo e la manutenzione degli assetti e dei modelli organizzativi nonché del sistema
dei processi aziendali.
• Progettare, definire e gestire il Modello di Servizio dell'Istituto, inteso come l'insieme di elementi
e processi che descrivono in che modo l'Istituto intende creare valore per i propri utenti.
• Garantire il presidio, l'aggiornamento e gli sviluppi, in chiave collaborativa e strategica, degli
strumenti di supporto trasversale ai processi di produzione.
• Contribuire all'evoluzione del modello di performance management proponendo obiettivi di
impatto e di risultato, da integrare progressivamente nel sistema consolidato di misura della
produzione e di perseguimento dell'efficienza interna.
2. SISTEMI DI INFORMAZIONE E CONSULENZA, INTERAZIONE CON L’UTENZA E FRONT END DI SEDE
• Sviluppare soluzioni innovative volte ad assicurare la coerenza delle strutture di front end, fisico
e virtuale, con gli obiettivi strategici di omnicanalità e le politiche aziendali di distribuzione del
servizio.
• Assicurare l’evoluzione e l’efficientamento dei sistemi di informazione e consulenza,
perseguendo l’allineamento del servizio di informazione e consulenza con i bisogni emergenti
della collettività.
• Partecipare al processo di gestione integrale dell’esperienza degli utenti collaborando con la DC
Comunicazione alla strutturazione dell’insieme degli strumenti e dei canali dedicati all’ascolto
dei medesimi e alla rilevazione dei loro livelli di soddisfazione.
3. INNOVAZIONE E AUTOMAZIONE DEI PROCESSI AZIENDALI, ESTRAZIONE DI VALORE DAI DATI E
PROGETTI DI E-GOVERNMENT
• Garantire la reingegnerizzazione dei processi di lavoro aziendali, ispirandosi ai principi di
semplificazione, automazione e trasparenza.
• Ripensare i processi di lavoro basandosi su modelli innovativi di disintermediation, co
production e do-it-yourself government in base ai quali gli utenti potranno richiedere servizi in
maniera autonoma e partecipativa, sfruttando le infrastrutture abilitanti realizzate da INPS.
• Assicurare il presidio e l’adeguamento normativo del sistema di gestione documentale.
4. SUSTAINABILITY MANAGEMENT
• Assicurare l'impegno dell'Istituto verso la sostenibilità, individuando obiettivi di miglioramento
concreti e attivando interventi per raggiungerli.
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• Fornire indicazioni per assicurare che le tematiche di sostenibilità siano adeguatamente
valorizzate nei bandi di gara utilizzati dall'Istituto per acquisire beni e servizi.
• Fornire indicazione per implementare le iniziative di razionalizzazione del patrimonio
immobiliare dell'Istituto e le progettualità di efficientamento energetico e smart-building.
• Declinare le iniziative per lo sviluppo delle tematiche di sostenibilità per le specifiche unità
organizzative.
• Definire azioni di change management per introdurre le tematiche legate alla sostenibilità in
tutte le unità aziendali dell'organizzazione.
• Definire strumenti concreti e affidabili per rilevare l'impatto dei progetti dell'Istituto in ambito
ESG (Environmental, Social and Governance) e costruire il bilancio di sostenibilità dell'Istituto.
5. RELAZIONI E SINERGIE CON PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E PORTATORI DI INTERESSE
• Sviluppare i processi di sinergia con Enti di Patronato, associazioni di categoria, intermediari
previdenziali, soggetti pubblici e privati.
• Garantire il presidio del processo di richiesta e stipula delle Convenzioni e dei Protocolli d'intesa
con gli stakeholder di riferimento e soggetti privati.
6. MONITORAGGIO CONTENZIOSO
• Definire i processi organizzativi e amministrativi per un'efficace gestione del contenzioso
amministrativo e giudiziario, in raccordo con le Strutture centrali competenti ratione materiae.
• Garantire il monitoraggio del rischio di contenzioso giurisdizionale e amministrativo al fine di
individuare e proporre le azioni finalizzate a prevenirne o ridurne l'insorgenza. ln tale ambito, in
particolare:
supporta il Coordinamento Generale legale nella mappatura del contenzioso
o
giurisdizionale a livello territoriale e per ambiti di attività;
analizza, di concerto con il Coordinamento Generale Legale, le risultanze del contenzioso
o
giurisdizionale;
supporta le competenti Direzioni di prodotto nella mappatura del contenzioso
o
amministrativo.
7. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE RISORSE UMANE
MISSIONE
Assicurare e gestire i processi di acquisizione, selezione, gestione e valorizzazione delle risorse umane,
garantendo il presidio end-to-end del processo di pianificazione quali/quantitativa delle competenze
richieste, il controllo degli organici e del costo del lavoro aziendale e la cultura del lavoro nell'era digitale,
anche al fine di affrontare le sfide attese dalle nuove modalità di lavoro.
Garantire il presidio del benessere psicofisico dei lavoratori e del rispetto della normativa in materia di
salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Curare i processi di Disability Management con particolare attenzione all’aspetto dell’inclusione e
dell’accompagnamento delle persone portatrici di disabilità all’interno del contesto lavorativo.
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AMBITI FUNZIONALI
1. PIANIFICAZIONE E ALLOCAZIONE DELLE RISORSE
• Presidiare il processo di rilevazione dei fabbisogni di risorse umane, delle strutture centrali e
territoriali, in termini di profili professionali, relative competenze e livello organizzativo, curando
la predisposizione del documento di programmazione del fabbisogno di personale/competenze
e della connessa dotazione organica nonché tutti gli atti propedeutici e conseguenti all'adozione
dello stesso.
• Assicurare l'ottimale allocazione delle risorse umane anche in base ai fabbisogni congruiti,
attraverso la mobilità del personale fra ruoli organizzativi e sul territorio a livello interregionale,
ed assumere i provvedimenti di competenza.
• Eseguire il monitoraggio e predisporre le previsioni dell'andamento del personale, anche
attraverso l'utilizzazione di strumenti statistico attuariali, ed elaborare report e documenti
previsionali.
• Fornire indicazioni alla Direzione Centrale Comunicazione rispetto alle proprie aree di
competenza per la redazione del Piano di comunicazione dell'Istituto, contribuendo a definire le
linee di indirizzo e gli strumenti per la comunicazione con l'utenza interna, favorendo la
condivisione della visione e dei valori, la circolazione delle informazioni, la partecipazione e ìl
merito.
2. SELEZIONE E CONTRATTUALIZZAZIONE DELLE RISORSE
• Assicurare e gestire i processi di acquisizione, selezione e gestione delle risorse umane, anche
con riferimento ai medici e alle altre figure professionali specialistiche necessarie in materia di
invalidità civile e di medicina fiscale.
• Curare la gestione del rapporto di lavoro, dello stato giuridico ed economico del personale e
dell'eventuale contenzioso.
• Definire le famiglie professionali e i percorsi di carriera; predisporre i criteri per i passaggi del
personale all'interno delle aree, tra le aree professionali, i livelli differenziati e per le selezioni
volte al conferimento delle posizioni organizzative per il personale delle Aree professionali,
assumendo a riferimento la mappatura delle competenze realizzata dalla Direzione Centrale
Formazione ed Accademia INPS.
• Curare la predisposizione degli atti di conferimento degli incarichi dirigenziali.
• Gestire i trattamenti economici e previdenziali del personale dell'Istituto e fornire i servizi al
cliente interno.
• Stipulare i contratti e sottoscrivere tutti gli atti connessi e consequenziali ai mutui ipotecari e
prestiti concessi dall'Istituto al personale della Direzione generale.
• Gestire la riscossione dei crediti liquidati dalla Corte dei conti, con sentenza o ordinanza
esecutiva, a carico dei responsabili per danno erariale.
• Gestire la definizione dei criteri per la valutazione e crescita professionale del personale ed
elaborare i modelli di valutazione delle prestazioni di lavoro sotto il profilo della congruità delle
mansioni, dell'onerosità e delle modalità di esecuzione delle prestazioni in un'ottica di «lavoro
ibrido».
• Garantire la predisposizione dei criteri di valutazione per la performance individuale e gestire il
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relativo sistema di misurazione e valutazione.
• Coordinare e assistere gli uffici della Direzione generale e delle Direzioni regionali in materia di
normativa del lavoro, contratti e gestione del rapporto di lavoro.
3. RAPPORTI CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI
• Assicurare la tenuta dei rapporti con le Organizzazioni Sindacali e con le RSU.
• Curare la definizione delle proposte contrattuali a livello di comparto.
• Sviluppare le politiche di contrattazione, curarne la definizione e gestire i relativi accordi a livello
di Istituto.
4. BENESSERE E SICUREZZA
• Promuovere iniziative volte a sostenere e realizzare la crescita del benessere fisico e psicologico
dei lavoratori così da contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro dei medesimi e della
qualità delle prestazioni fornite agli utenti, anche mediante convenzioni e contratti di
acquisizione di servizi ad hoc.
• Garantire l'ottimizzazione del sistema sociale interno stimolando l'ergonomia negli ambienti di
lavoro.
• Progettare e realizzare "piani di miglioramento" del clima organizzativo, anche utilizzando le
risultanze delle rilevazioni di customer satisfaction.
• Il titolare della Direzione Centrale svolge, per gli uffici della Direzione generale, la funzione di
“Datore di Lavoro per la sicurezza” ed è responsabile di:
predisporre l'apposito Piano degli interventi a tutela della salute e sicurezza sul luogo di
o
lavoro della Direzione Generale;
organizzare il Servizio di prevenzione e protezione dei rischi e designarne il responsabile;
o
assicurare gli adempimenti previsti dal d.lgs. n. 81/2008, svolgendo l'analisi normativa
o
per l'emanazione di istruzioni esplicative volte a garantire l'applicazione uniforme
nell'Istituto delle disposizioni in materia.
5. DISABILITY MANAGEMENT
• Curare i processi di inserimento dei lavoratori con disabilità.
6. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE FORMAZIONE E ACCADEMIA INPS
MISSIONE
Definire i criteri generali in materia di formazione, aggiornamento e sviluppo delle competenze delle
risorse umane, al fine di rafforzare la motivazione e il senso di appartenenza del personale, anello
fondamentale della catena del valore per l'Istituto.
AMBITI FUNZIONALI
1. RILEVAZIONE E PIANIFICAZIONE DEI FABBISOGNI FORMATIVI
• Gestire la formazione del personale attraverso l'elaborazione del Piano della formazione, la sua
implementazione e il monitoraggio delle attività formative avviate, secondo criteri di congruità,
efficacia e valutazione dell'impatto.
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2. COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ FORMATIVE E GESTIONE DELLA FORMAZIONE ISTITUZIONALE
• Definire, programmare e gestire le attività connesse alla valorizzazione ed allo sviluppo delle
competenze del personale, definendo la mappatura e i criteri di verifica delle competenze.
3. VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO E FORMAZIONE COMPORTAMENTALE
• Definire il catalogo delle competenze comportamentali e programmare e gestire le attività
connesse al loro sviluppo.
• Promuovere e gestire strumenti e reti di collegamento e dialogo, avvalendosi della rete dei
Responsabili di sviluppo professionale, posti in rapporto funzionale con la Direzione centrale
Formazione e Accademia INPS.
• Gestire il sistema di Knowledge Management dell'Istituto.
• Fornire indicazioni alla Direzione Centrale Comunicazione rispetto alle proprie aree di
competenza per la redazione del Piano di comunicazione dell'Istituto, contribuendo a definire le
linee di indirizzo e gli strumenti per la comunicazione con l'utenza interna, favorendo la
condivisione della visione e dei valori, la circolazione delle informazioni, la partecipazione e il
merito.
4. ACCADEMIA INPS
• Programmare e gestire le attività dell’Accademia INPS come polo di formazione e promozione
della cultura previdenziale, in collaborazione con le altre strutture coinvolte ai sensi dell'apposito
regolamento.
• Organizzare percorsi di alta formazione anche con le altre Pubbliche Amministrazioni, con le
Istituzioni formative e con Organismi internazionali per lo sviluppo di sinergie e programmi
comuni di formazione e sviluppo professionale, anche mediante apposite convenzioni.
• Gestire le attività di divulgazione in materia di sicurezza sociale, organizzare seminari e convegni,
pubblicare le ricerche e le analisi nelle collane dell'Istituto.
5. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE TECNOLOGIA, INFORMATICA E INNOVAZIONE
MISSIONE
Garantire la gestione e l'evoluzione del sistema informativo dell'Istituto in coerenza con il modello di
servizio agli utenti e definire il piano triennale di investimenti in informatica.
AMBITI FUNZIONALI
1. GESTIONE LINEE GUIDA, STANDARD COMUNI E IT GOVERNANCE
• Delineare le linee guida per la realizzazione di servizi omogenei e standard informatici comuni.
• Governare le attività di implementazione dei sistemi trasversali dell'Istituto.
• Garantire la visione complessiva delle priorità e della pianificazione delle attività di sviluppo
software in raccordo con le Direzioni Centrali richiedenti.
• Curare l'attuazione dei rapporti contrattuali inerenti alla materia informatica e verificare la loro
compliance in materia licensing e proprietà intellettuale.
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• Realizzare gli studi di fattibilità, sulla base delle esigenze di informatizzazione sottoposte dalle
funzioni committenti, analizzando il rapporto costi-benefici, in collaborazione con il sistema di
controllo di gestione.
2. ARCHITETTURE, INFRASTRUTTURE E RETI
• Curare lo sviluppo e la gestione dell'infrastruttura tecnologica e telematica, degli apparati e delle
procedure automatizzate.
• Gestire le infrastrutture tecnologiche del Centro Elettronico Nazionale - CED (primario,
secondario e terziario) dell'Istituto.
• Garantire la business continuity attivando adeguate soluzioni di disaster recovery.
• Gestire i sistemi di Help Desk.
3. SICUREZZA
• Assicurare il rispetto degli standard di sicurezza ICT del sistema informatico.
• Assicurare il rispetto delle norme in ambito di privacy.
4. RAPPORTI CON 3-I
• Assicura il supporto necessario a definire il modello di collaborazione con la società 3-I S.p.A.
attraverso l'individuazione delle modalità di attivazione/coinvolgimento della stessa, dei servizi
da realizzare, dei processi di comunicazione e dei livelli di servizio attesi.
5. INNOVAZIONE
• Introdurre in maniera organica l'innovazione in tutte le progettualità tecnologiche dell'Istituto,
attraverso una funzione dedicata che si occuperà anche della sperimentazione di nuove
tecnologie, soluzioni e prodotti.
• Predisporre piani finalizzati ad assicurare un costante processo di innovazione dei sistemi ICT
dell'Istituto, con l'obiettivo di offrire livelli di servizio adeguati ad ogni tipologia di utente.
6. RAPPORTI CON ALTRI ENTI
• Gestire le relazioni con i soggetti istituzionali (a titolo esemplificativo e non esaustivo il Ministero
Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale e l'Agenzia per l'Italia Digitale) che presiedono, in
qualità di Design Authority, alla definizione degli standard di riferimento per la trasformazione
digitale. Tale funzione avrà l'obiettivo di garantire che l'Istituto ricopra un ruolo guida nella
realizzazione dei progetti trasversali per la creazione di nuove piattaforme e servizi evoluti
comuni tra diverse Amministrazioni.
• Realizzazione di progetti trasversali e gestione di sistemi e servizi interoperabili.
DIREZIONE CENTRALE COMUNICAZIONE
MISSIONE
Delineare le strategie e gli strumenti di comunicazione per la promozione e la rappresentazione
dell'immagine dell'Ente, gestendo in maniera unitaria la comunicazione interna e con tutti i soggetti
esterni all'Istituto, anche attraverso la rete territoriale degli URP. Stabilire relazioni bidirezionali, di
ascolto e dialogo con tutti gli stakeholder, al fine di promuovere il ruolo dell'Istituto come attore
dell'innovazione e stabilire un clima di fiducia nei confronti dell'INPS.
Gestire la Biblioteca centrale e l'Archivio storico dell'INPS e assicurare la tenuta del patrimonio artistico,
bibliografico e documentale dell'Istituto.
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AMBITI FUNZIONALI
1. STRATEGIA DI COMUNICAZIONE
• Definire le strategie e gli strumenti di comunicazione interna ed esterna, favorendo la
condivisione della visione e dei valori, la circolazione delle informazioni, la partecipazione e il
merito anche attraverso lo sviluppo e la gestione dei contenuti della Intranet.
• Redigere e realizzare il Piano di comunicazione dell'Istituto.
• Creare una funzione di Experience Authority che fornisca gli standard e le linee guida in ambito
esperienza utente cui tutti i servizi o canali digitali di INPS devono adeguarsi e ne verifichi la
corretta applicazione.
• Garantire l'accessibilità e la partecipazione digitale dell'utente, monitorando la fruibilità delle
applicazioni e i livelli di gradimento dei servizi offerti.
• Assicurare la coerenza dell'immagine delle strutture di front end, fisico e virtuale, con gli obiettivi
strategici e le politiche aziendali di distribuzione del servizio.
• Formalizzare i processi approvativi volti ad autorizzare il rilascio e la pubblicazione di servizi (agli
utenti interni ed esterni) e di touchpoint (app, pagina web, landing page, etc.), verificando la
coerenza e l'aderenza rispetto agli standard previsti.
• Definire le Brand Guidelines e curare l'elaborazione del “Manuale di identità”.
• Elaborare le linee di sviluppo della modulistica e delle comunicazioni all'utenza.
• Assicurare la valorizzazione del patrimonio artistico dell'Istituto, curandone la sua più ampia
conoscenza anche attraverso la promozione di specifiche iniziative.
2. RELAZIONI ESTERNE E MEDIA COMUNICATION
• Curare l'organizzazione delle manifestazioni dell'Istituto e la partecipazione ad eventi.
• Coordinare le relazioni esterne a livello territoriale.
• Coordinare la rete territoriale degli URP.
• Promuovere attività di relazione e collaborazione con soggetti pubblici e privati per l'associazione
dell'immagine dell’INPS ad eventi o a progetti.
• Assicurare l'elaborazione e la diffusione di comunicati stampa, newsletter, realizzazione di
conferenze stampa e monitorare l’informazione italiana ed estera.
• Gestire la Biblioteca centrale e l'Archivio storico dell'INPS e assicurare la tenuta del patrimonio
artistico, bibliografico e documentale dell'Istituto, garantendone l'integrità e la fruibilità nel
tempo.
3. CUSTOMER RELATION E SENTIMENT ANALYSIS
• Provvedere allo sviluppo di un sistema integrato di rilevazione e gestione della reputazione
dell’INPS anche attraverso strumenti di analisi e monitoraggio della qualità percepita sui servizi
ed elaborando apposita reportistica, al fine di proporre azioni positive di miglioramento.
• Presiedere al processo di gestione dell'esperienza degli utenti, interni ed esterni, per la
rilevazione dei livelli di soddisfazione utili anche ai fini della predisposizione delle linee guida per
la gestione della relazione con l'utenza.
• Coordinare le indagini presso gli utenti, interni ed esterni, ivi comprese le attività di rilevazione
della "reputazione" e dei "rischi reputazionali" dell'Istituto stabilendone criteri e modalità di
rilevazione. Svolgere analisi e rilevazioni per la misurazione della consapevolezza previdenziale.
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4. QUALITA’ DEL SERVIZIO E ASCOLTO DEL TERRITORIO
• Gestire il sistema di Customer Relationship Management e curarne lo sviluppo.
• Monitorare la qualità del servizio offerto dal call center dell’Istituto e proporre linee guida e
misure per incrementarne il livello.
• Utilizzare le risultanze delle analisi di soddisfazione dell’utenza per individuare iniziative volte al
miglioramento degli ambiti di criticità rilevati.
• Implementare gli strumenti di ascolto attivo e di coinvolgimento del territorio in un’ottica di
efficienza e di efficacia comunicativa.
5. CRISIS MANAGEMENT
• Garantire una governance centralizzata dedicata al Crisis Management per prevenire situazioni
di rischio e definire azioni mitigative per gli impatti negativi sulla reputazione dell'Istituto.
• Curare la predisposizione e redazione del piano per la prevenzione e la gestione delle situazioni
di crisi.
• Valorizzare i dipendenti come brand ambassador dotandoli degli strumenti comunicativi e delle
competenze per la gestione di situazioni emergenziali.
6. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE BILANCI, CONTABILITA’ E SERVIZI FISCALI
MISSIONE
Presidiare e coordinare i processi contabili dell'Istituto, la redazione dei documenti di bilancio, la gestione
centralizzata di tesoreria e l'esecuzione degli adempimenti fiscali. Garantire il monitoraggio e il controllo
sugli impegni di spesa assunti dall'Istituto nonché l'efficace assegnazione dei budget finanziari ai centri
di responsabilità di primo livello. Assicurare il rispetto degli obblighi contrattuali nei pagamenti e
riscossioni.
AMBITI FUNZIONALI
1. NORMATIVA, PROCEDURE CONTABILI E MONITORAGGIO SEDI
• Curare l'elaborazione delle proposte dei bilanci preventivi e consuntivi.
• Garantire la gestione del sistema contabile integrato per la rilevazione dei dati finanziari ed
economico-patrimoniali.
• Curare le valutazioni d'impatto della normativa e coordinare le attività di predisposizione dei dati
a supporto delle analisi ex-ante ed ex-post sugli effetti finanziari ed economici dei provvedimenti.
• Predisporre le direttive e le istruzioni contabili per le strutture territoriali e per le procedure di
contabilizzazione automatizzate.
2. CONTROLLO SPESE DI FUNZIONAMENTO E PIANIFICAZIONE ATTIVITÀ
• Effettuare la valutazione della compatibilità delle spese di funzionamento con le disposizioni
normative di contenimento delle spese e ministeriali, per la predisposizione dei bilanci preventivi
e consuntivi.
• Esercitare le azioni di monitoraggio e controllo sulle spese di funzionamento.
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• Effettuare l'assegnazione del budget finanziario ai centri di responsabilità di primo livello nonché
le prenotazioni di spesa su richiesta dei centri di responsabilità interessati, assumendo gli
impegni finanziari ed emettendo i dispositivi di pagamento.
3. FLUSSI FINANZIARI E SERVIZI FISCALI
• Svolgere gli adempimenti connessi alle disposizioni fiscali e tributarie e alla contabilità della
Direzione generale, curando direttamente i rapporti con l'Amministrazione finanziaria e
predisporre gli interpelli, le consulenze giuridiche e le istanze in autotutela in materia fiscale.
• Assicurare che le attività e le procedure della Piattaforma fiscale siano coerenti con gli
aggiornamenti normativi per gli adempimenti fiscali e tributari.
• Curare i rapporti con la Banca d'Italia, gli Istituti di credito e Poste Italiane S.p.A. per il rispetto
degli obblighi contrattuali nei pagamenti e nelle riscossioni.
• Garantire il servizio di tesoreria dell'Istituto: verifica delle riscossioni; monitoraggio mensile,
trimestrale e annuale dei flussi di cassa; trasmissione al Ministero dell'Economia e delle Finanze
dei dati per il monitoraggio sui conti correnti dell'Istituto; autorizzazione per l'apertura e la
chiusura dei conti correnti dell'Istituto.
• Curare le materie attinenti alla fiscalità per le attività delle altre Direzioni Centrali relative alla
predisposizione di atti a rilevanza interna ed esterna.
• Curare la gestione dei rapporti finanziari con le Organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e
dei datori di lavoro, nonché con gli enti e le associazioni con le quali l'Istituto si convenziona per
lo svolgimento di servizi.
4. FUNZIONI CONTABILI E DI CONTROLLO DI DIREZIONE GENERALE
• Curare la contabilità della Direzione generale nonché il coordinamento, il monitoraggio e il
controllo della contabilità delle strutture territoriali.
• Curare i rapporti con i Ministeri vigilanti per la valutazione dei costi, sia in fase di previsione che
di monitoraggio della spesa effettiva.
5. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE
MISSIONE
Garantire il controllo dell'efficacia, efficienza e impatto dell'azione amministrativa al fine di ottimizzare i
risultati conseguiti, curando la gestione del processo di programmazione e budget ed effettuando
verifiche periodiche che consentono di monitorare lo stato della gestione e di adottare interventi
correttivi nel caso di scostamento dei risultati rispetto alla programmazione delle attività.
AMBITI FUNZIONALI
1. PROGRAMMAZIONE, MISURAZIONE E MONITORAGGIO DELLA PRODUZIONE DELLE STRUTTURE
CENTRALI E TERRITORIALI
• Curare la gestione del processo di programmazione e budget in coerenza con la normativa
vigente.
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• Supportare il Direttore Generale nella definizione delle determinazioni di budget per i Centri di
Responsabilità - centrali e territoriali - e nelle relative attività di monitoraggio e di verifica.
• Promuovere interventi straordinari per la soluzione di criticità riscontrate nella realizzazione
dell'attività di produzione curandone il successivo monitoraggio.
• Definire i criteri per la misurazione dei carichi di lavoro anche ai fini del dimensionamento dei
fabbisogni di personale e rilevare i dati per la verifica degli stessi.
2. CONTABILITA’ ANALITICA
• Esercitare il controllo dei costi di gestione attraverso le risultanze del sistema di contabilità
analitica per centro di costo e la gestione del sistema di forecasting, assicurando lo sviluppo di
un'adeguata reportistica.
• Effettuare le analisi dei costi e dei benefici relativamente ai progetti di innovazione, agli accordi e
convenzioni con terze parti, alle attività in outsourcing e alla reingegnerizzazione dei processi.
3. SVILUPPO DEL SISTEMA DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE
• Rilevare i dati per la misurazione della performance.
• Curare lo sviluppo del sistema di valutazione e misurazione della performance organizzativa, in
coerenza con l'evoluzione del modello di servizio, proponendo al Direttore Generale i criteri per
la valutazione dei risultati della performance organizzativa.
4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE PATRIMONIO
MISSIONE
Garantire la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare e mobiliare dell'Istituto. Assicurare
l'acquisizione, la gestione e il coordinamento delle attività di manutenzione ed ottimizzazione degli
immobili strumentali.
AMBITI FUNZIONALI
1. GESTIONE E RAZIONALIZZAZIONE PATRIMONIO STRUMENTALE, PROGRAMMAZIONE LAVORI E
MUTUI A COOPERATIVE EDILIZIE E A ENTI
• Elaborare le proposte per la razionalizzazione dell'assetto logistico delle strutture centrali e
territoriali.
• Curare l'acquisto di immobili da destinare ad uso strumentale.
• Curare la locazione di immobili da destinare ad uso strumentale della Direzione generale e
autorizzare alla stipula dei contratti di locazione passiva di immobili da destinare ad uso
strumentale sul territorio.
• Coordinare e monitorare la gestione immobiliare, gli interventi manutentivi e i relativi flussi di
spesa delle strutture territoriali per i capitoli di spesa di propria competenza.
• Curare la gestione delle attività connesse all'ammortamento dei mutui concessi a cooperative
edilizie per la realizzazione di alloggi.
• Curare, insieme alla Direzione Centrale Risorse Strumentali e Centrale Unica Acquisti ed al
Coordinamento Generale Tecnico Edilizio, la redazione del Piano annuale e triennale dei lavori.
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2. GESTIONE PATRIMONIO IMMOBILIARE A REDDITO E CONTENZIOSO
• Elaborare il Piano di investimenti e disinvestimenti del patrimonio immobiliare e curarne
l'esecuzione.
• Nei casi previsti, autorizzare alla stipula dei contratti di locazione attiva di immobili da reddito
dell'Istituto sul territorio.
• Verificare la corretta esecuzione del contratto di gestione esternalizzata del patrimonio
immobiliare da reddito; a tal fine assicura un efficace presidio e monitoraggio nei territori di
riferimento.
3. BUDGET E CONTABILITÀ
• Curare la tenuta e l'aggiornamento degli inventari dei beni immobili, nel rispetto della normativa
vigente in materia, coordinando sul territorio nazionale le attività necessarie all'alimentazione
continua dei sistemi informativi gestionali e contabili.
4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE E POLITICHE DI INVESTIMENTO PER
L’INNOVAZIONE DEI SERVIZI
MISSIONE
Gestire le funzioni di controllo sui Fondi e sulle società possedute e partecipate e assicurare
valorizzazione e dinamicità alle attività di tali soggetti per creare un maggiore “valore pubblico” per l’Inps
e la collettività.
In particolare:
- per le società in house, svolgere i compiti di controllo analogo a quello esercitato sui servizi
Inps, anche attraverso una nuova “governance gestionale” in grado di sviluppare, in raccordo
con la Direzione centrale Patrimonio, nuove attività e servizi innovativi per l’utenza e le
strutture dell’Istituto;
- per gli investimenti, gestire e implementare le attività e i modelli di intervento, anche in ottica
innovativa.
AMBITI FUNZIONALI
1. CONTROLLO SOCIETA’ IN HOUSE
• Gestire e coordinare tutte le attività finalizzate all’esercizio, da parte dell'Istituto, del controllo
analogo a quello esercitato sui servizi INPS, sia di natura preventiva che successiva, sugli obiettivi
strategici e sulle loro modalità di attuazione.
• Acquisire il parere da parte delle Direzioni centrali competenti per materia, ove necessario, prima
di esprimersi nei confronti delle Società, coordinando le interlocuzioni con gli Organi di vertice al
fine di recepirne gli orientamenti.
• Impartire indirizzi e direttive o esprimere pareri, in relazione all’organizzazione e alla gestione
dei servizi affidati dall’Istituto alle Società, nonché in relazione alle modalità di gestione
operativa, economica e finanziaria delle stesse e verificare lo stato di attuazione degli obiettivi
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assegnati alle Società, individuando le relative azioni correttive in caso di mancato
conseguimento degli stessi.
• Con riferimento ai diversi profili di attività delle società in house e di concerto con le altre
Strutture centrali coinvolte, sviluppare collaborazioni che possano ampliare i servizi resi
all’utenza e alle strutture INPS.
2. PARTECIPAZIONI MOBILIARI E IMMOBILIARI
• Curare la gestione, la valorizzazione e la razionalizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare
detenuto dall'Istituto tramite Fondi e Partecipate.
3. INNOVAZIONE NEGLI INVESTIMENTI IN PARTECIPAZIONI SOCIETARIE
• Gestire gli investimenti, proponendo nuovi modelli di investimento in partecipazioni societarie
utili al miglior svolgimento dell’attività dell’Istituto.
• Sviluppare, in una nuova prospettiva di “governance gestionale allargata”, modelli di analisi volti
a regolare il funzionamento delle Società in House.
• Innovare le metodologie di indirizzo e monitoraggio delle attività alle Società in House.
4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
DIREZIONE CENTRALE RISORSE STRUMENTALI E CENTRALE UNICA ACQUISTI
MISSIONE
Definire le politiche di acquisto delle risorse necessarie a soddisfare i fabbisogni delle strutture centrali e
territoriali dell'Istituto.
Gestire le tematiche relative agli Asset Aziendali e al Facility Management.
AMBITI FUNZIONALI
1. NORMATIVA E PROGRAMMAZIONE
• Redigere il programma triennale degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei lavori,
nonché i relativi aggiornamenti annuali.
• Gestire il processo di rilevazione dei fabbisogni da parte delle strutture centrali/territoriali e
curare le attività di analisi e verifica della congruità dei predetti.
2. CENTRALE UNICA ACQUISTI
• Gestire i processi di acquisto per soddisfare i fabbisogni di tutte le strutture e le funzioni
dell'Istituto, valutando gli strumenti da utilizzare anche con riferimento al ricorso alle centrali di
committenza nazionali e garantire l'ottimale allocazione delle risorse strumentali in base ai
fabbisogni definiti.
• Curare l'efficientamento dei processi di approvvigionamento di beni, servizi e lavori che
garantiscano la legalità, l'efficienza e l'efficacia dell'attività amministrativa.
• Esercitare la funzione di "Centrale Unica Acquisti" per l'approvvigionamento di forniture e servizi
caratterizzati da forte ripetitività, standardizzazione e omogeneità delle condizioni contrattuali
con gli obiettivi di assicurare uniformità all'attività negoziale, tutelare la concorrenza, garantire
adeguate economie di scala, nonché elevati livelli di specializzazione nelle procedure di
aggiudicazione, nel rispetto di principi di economicità e trasparenza.
32
• Operare in qualità di "Stazione unica Appaltante" per gli affidamenti non caratterizzati da forte
ripetitività anche avvalendosi del personale amministrativo e tecnico specializzato negli acquisti
di forniture, servizi e lavori funzionalmente incardinato nelle strutture territoriali dell'Istituto.
• Operare in qualità di “Stazione appaltante qualificata” ai sensi dell’art. 62 d.lgs. n. 36/2023 previa
selezione delle richieste pervenute in relazione agli interessi dell’Istituto;
• Esercitare attività di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero processo di acquisto, nonché
il monitoraggio sullo stato di esecuzione dei contratti stipulati e sulla liquidazione delle fatture,
anche attraverso la predisposizione di documenti di verifica periodica delle prestazioni
contrattuali secondo standard di qualità, efficacia ed efficienza.
• Curare la gestione dei rapporti con i fornitori e analizzare i mercati di riferimento con l'obiettivo
di sostenere forme e modalità di interazione con gli operatori economici sempre più innovative e
trasparenti. Gestire l'Albo dei Fornitori.
• Stipulare i contratti di sponsorizzazione e i contratti rivenienti da affidamenti in-house providing.
• Nell'ambito delle procedure di acquisto non centralizzate, fornire supporto alle strutture
territoriali dell'Istituto attraverso un sistema di procedure assistite e format documentali, al fine
di assicurare uniformità di comportamenti e compliance normativa agli atti di gara.
3. GESTIONE ASSET AZIENDALI E FACILITY MANAGEMENT
• Curare l'esecuzione dei contratti relativi ai servizi di property, facility management e di vigilanza
per gli stabili di Direzione generale.
• Assicurare la ricezione e la veicolazione degli atti giudiziari e della corrispondenza nonché la
gestione del servizio di centralino telefonico.
• Gestire la foresteria della Direzione Generale.
• Gestire l'inventario dei beni mobili in uso alla Direzione Generale e coordinare l'inventariazione
sul territorio.
• Gestire i contratti nazionali di outsourcing archivistico e coordinare l'esecuzione dei contratti
regionali.
• Assicurare il costante monitoraggio e l'aggiornamento del Massimario per la gestione dei
processi di conservazione e scarto, nonché le attività finalizzate alla loro attuazione.
• Curare la conservazione, in base alla normativa vigente, dei documenti informatici.
• Curare i servizi economali, la gestione del Fondo cassa economale e la gestione dei servizi di
mobilità.
.4. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
33
F. UFFICI CENTRALI
UFFICIO INCARICHI E FUNZIONI SPECIALI - D.I. 18 APRILE 1981
MISSIONE
Assicurare l'accesso dei dipendenti dello Stato, del comparto informativo, alle previste prestazioni in una
cornice di riservatezza, garantendo il rispetto dei requisiti e delle direttive stabiliti dal decreto
interministeriale del 18 aprile 1981.
AMBITI FUNZIONALI
• Gestire in maniera diretta, con riferimento alle specifiche attività attribuite per legge, gli ambiti
della contabilità, dei flussi finanziari e delle materie tributarie; delle entrate; della previdenza e
del credito e welfare.
• Ottimizzare l'erogazione delle specifiche prestazioni nelle relazioni e contatti con la Presidenza
del Consiglio dei Ministri e con le Amministrazioni dello Stato interessate.
• Implementare procedure amministrative volte allo sviluppo di applicativi informatici in uso
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
• Sviluppare e realizzare, con le Direzioni Centrali INPS competenti, gli adeguamenti e
aggiornamenti del sistema informatico.
• Effettuare analisi della specifica normativa e nella predisposizione di messaggi e circolari in
attuazione delle disposizioni di sicurezza impartite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
• Presidiare il contenzioso amministrativo e giurisdizionale attivo e passivo in ogni grado di
giudizio.
• Elaborare specifici atti convenzionali.
• Fornire consulenza alle Amministrazioni e gestire i rapporti con l'utenza specifica.
UFFICIO ISPETTORATO
MISSIONE
Verificare la conformità dell'azione amministrativa svolta dal personale alle norme vigenti, ai regolamenti
e alle circolari ai fini della rispondenza dei servizi e degli atti amministrativi alle finalità istituzionali e di
corretta gestione.
AMBITI FUNZIONALI
• Svolgere, su incarico del Direttore Generale, verifiche e inchieste sulle attività svolte dal
personale dell'Istituto degli Uffici centrali e territoriali, in rapporto al complesso delle norme
legislative, regolamentari e procedurali vigenti nell'Istituto.
• Accertare la sussistenza di fatti lesivi per l’Istituto e provvedere ad attivare gli interventi
necessari per la normalizzazione delle situazioni e per l'applicazione di sanzioni ai comportamenti
aventi valenza disciplinare nonché per il ristoro degli eventi dannosi.
• Procedere, in esito alle verifiche svolte, ad effettuare le opportune segnalazioni di danno erariale
presso la Corte dei Conti.
34
UFFICIO PROCEDIMENTI DISCIPLINARI E DELLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA
MISSIONE
Gestire i procedimenti disciplinari riguardanti dipendenti dell'Istituto e le procedure di accertamento della
responsabilità patrimoniale.
AMBITI FUNZIONALI
• Assicurare la gestione dei procedimenti disciplinari e l'adozione di provvedimenti cautelari.
• Assicurare la gestione delle procedure di accertamento della responsabilità patrimoniale e delle
conseguenti iniziative a tutela dei crediti dell'Istituto.
• Assicurare, in raccordo con la Direzione Centrale Risorse Umane, l'aggiornamento dei
regolamenti di disciplina e, in raccordo con il Responsabile della Prevenzione della Corruzione,
l'aggiornamento dei codici di comportamento.
UFFICIO PER LE ATTIVITA’ DEL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE DEI DATI
MISSIONE
Svolgere attività di supporto e collaborazione al Responsabile della protezione dei dati nello svolgimento
dei suoi compiti istituzionali di informazione, consulenza e sorveglianza previsti dall’art. 39 del
Regolamento UE 2016/679.
AMBITI FUNZIONALI
• Curare l’istruttoria dei provvedimenti di competenza del Responsabile della protezione dei dati,
supportandolo nello studio e nell’applicazione delle norme in materia di privacy anche nell’ambito
dei rapporti con le altre pubbliche amministrazioni e con i soggetti esterni.
• Coadiuvare il Responsabile della protezione dei dati nella predisposizione dei pareri da rendere,
su richiesta, al Titolare del trattamento dei dati, alle Strutture dell'Istituto e ai dipendenti che
eseguono i trattamenti, compresi i pareri sugli schemi di regolamento o di atti convenzionali che
l’Istituto stipula con soggetti esterni.
• Fornire assistenza al Responsabile della protezione dei dati nella sua azione di informazione e
consulenza finalizzata ad assicurare il rispetto della normativa in materia di trattamento dei dati
personali.
• Supportare il Responsabile della protezione dei dati nell’attività di sorveglianza circa l’osservanza
della normativa, europea e nazionale, sulla protezione dei dati personali.
• Intervenire in tutti i casi in cui abbia conoscenza di una violazione dei dati o altro incidente idoneo
a consumare la violazione stessa.
• Con riferimento all’attività del Titolare del trattamento, volta alla protezione dei dati fin dalla
progettazione e per impostazione predefinita (privacy by design and privacy by default), assistere
il Responsabile della protezione dei dati, nello svolgimento della propria attività di supporto
coadiuvandolo nel caso in cui debba fornire consulenza oppure, se richiesto, un parere in merito
alle Valutazioni di impatto sulla protezione dei dati (DPIA) ai sensi dell’art. 35 del Regolamento
35
UE 2016/679. Coadiuvare, negli ambiti citati, il Responsabile della protezione dei dati nella
definizione delle regole interne per i trattamenti, di carattere anche organizzativo e funzionale,
atte a garantire l'integrità e la riservatezza dei dati trattati anche in formato elettronico.
• Presidiare e coordinare i riscontri alle istanze presentate direttamente dall’utenza aventi ad
oggetto l’esercizio dei diritti di cui all’art. 15 e ss. del Regolamento UE 2016/679.
• Coadiuvare il Responsabile della protezione dei dati nei rapporti con l’Autorità di controllo per
facilitarne l'accesso ai documenti e alle informazioni necessarie per l'adempimento dei propri
compiti nonché ai fini dell'esercizio dei poteri di indagine, correttivi, autorizzativi e consultivi che
la normativa di riferimento pone in capo alla predetta Autorità e assicurare collaborazione negli
adempimenti conseguenti ad eventuali violazioni di dati personali occorse.
• Curare la raccolta delle informazioni volte all’individuazione dei trattamenti svolti e assicurare la
tenuta di un registro delle attività di trattamento sulla base delle informazioni fornite dal Titolare
o dai Responsabili del trattamento dei dati.
• Collaborare nei procedimenti in materia di accesso ai documenti amministrativi ex art. 22 e ss.
della legge n. 241/1990, assicurando il supporto e l’assistenza alle Strutture centrali e territoriali
in tema di bilanciamento del diritto alla riservatezza dei dati personali e di libero accesso alle
informazioni e ai dati detenuti dall’Istituto.
• Garantire il presidio e il coordinamento dei riscontri alle richieste di esercizio dei diritti ai sensi
degli artt. 15 e seguenti del Regolamento UE 2016/679 e, per gli aspetti di competenza, collabora
nei riscontri in materia di accesso ai documenti amministrativi e accesso civico generalizzato.
• Collaborare in relazione agli adempimenti del Responsabile della prevenzione della corruzione e
della trasparenza riguardanti la protezione dei dati personali e assicura supporto con riferimento
agli obblighi in materia di accesso civico generalizzato di cui al d.lgs. n. 33/2013.
• Collaborare con il Responsabile della protezione dei dati nelle attività legate alle iniziative
formative in materia di trattamento dei dati personali.
• Curare la redazione di una relazione annuale sull'attività svolta.
36
G. STRUTTURE AL SERVIZIO DEL TERRITORIO
Strutture a livello centrale
DIREZIONE SERVIZI AL TERRITORIO
MISSIONE
Assicurare l'attività di raccordo tra strutture centrali e territoriali per garantire l'uniformità sul territorio
nazionale dell'erogazione del servizio, secondo le specifiche operative e di qualità stabilite dall'Istituto.
Supportare le sedi territoriali e contribuire al miglioramento della qualità dei servizi tramite la gestione,
in via diretta, in virtù dell’autonomia contabile di cui è dotata la struttura, o in sussidiarietà, di specifici
ambiti di produzione e relativi contatti con gli utenti interessati.
AMBITI FUNZIONALI
1. PRODUZIONE, POLARIZZAZIONI E SERVIZI AGLI UTENTI
• Presidiare e garantire l’operatività di moduli organizzativi di produzione assegnati alla
Direzione Servizi al Territorio dagli Organi, di volta in volta, competenti, assicurando una
efficace gestione dei processi istituzionali relativi alla produzione di competenza, in attuazione
degli indirizzi e dei programmi definiti dalla Direzione generale.
• Assicurare per i suddetti moduli organizzativi di produzione le funzioni di supporto relative alla
gestione dei flussi contabili e finanziari, alla gestione delle relazioni esterne e dei rapporti con
l’utenza, alla definizione delle modalità di organizzazione ed erogazione dei servizi di
informazione di I e II livello, alla pianificazione e il controllo di gestione, al controllo del processo
produttivo e della qualità del servizio, alla gestione del contenzioso amministrativo e delle
attività istruttorie proprie del contenzioso giudiziario.
• Gestire progetti a valenza nazionale o territoriale, in funzione di sussidiarietà, in relazione alle
previsioni dei piani annuali di produzione, ovvero derivanti da situazioni operative particolari e
criticità, attraverso un bacino di risorse da utilizzare per favorire lo smaltimento delle giacenze
di istanze, la riduzione dei tempi di erogazione delle prestazioni e la risoluzione di criticità
gestionali.
2. SUPPORTO AL TERRITORIO
• Svolgere la funzione di raccordo tra l'attività di indirizzo delle Direzioni Centrali e l'attività svolta
dalle strutture del Territorio in un'ottica di efficienza organizzativa e risultati di valore per gli
utenti, in particolare attraverso la mappatura delle aree e dei profili di criticità presenti sul
territorio effettuata con il supporto delle strutture territoriali e con il coinvolgimento delle
Direzioni centrali interessate.
• Favorire la definizione di interventi correttivi e azioni di miglioramento attraverso la messa a
fattor comune delle soluzioni più efficaci adottate sul territorio.
• Sviluppare e aggiornare un sistema di mappatura della presenza dell'Istituto sul territorio, in
funzione delle specificità socioeconomiche delle diverse realtà territoriali.
• Definire ed implementare misure finalizzate a presidiare il territorio, in particolare in presenza di
fragilità, digital divide, povertà, contesti socioeconomici svantaggiati, anche attraverso l’analisi
delle risultanze delle rilevazioni di soddisfazione dell’utenza, facendo uso di presìdi di prossimità
37
con la cittadinanza.
• Proporre e gestire interventi dedicati a determinati target di utenza o relativi a specifici prodotti,
finalizzati a risolvere le criticità emergenti, in coerenza con il presidio e monitoraggio delle attività
di produzione gestite.
3. PROCEDURE
• Assicurare la gestione end to end dei servizi implementativi per il tramite della funzione
«Procedure».
Strutture a livello regionale
DIREZIONI REGIONALI
MISSIONE
Le Direzioni regionali hanno la responsabilità complessiva della gestione e rispondono dei risultati
conseguiti, per l'ambito territoriale di competenza.
AMBITI FUNZIONALI
Assicurare, anche attraverso la Conferenza dei direttori territoriali e in conformità agli indirizzi della
Direzione Generale, le funzioni abilitanti e di supporto alle strutture territoriali di pertinenza e, in
particolare:
• gestire le risorse umane;
• gestire i flussi contabili e finanziari;
• gestire le relazioni esterne;
• assicurare la pianificazione e il controllo di gestione;
• garantire lo sviluppo organizzativo e funzionale;
• effettuare il controllo del processo produttivo.
Assicurare, altresì, alle strutture territoriali di pertinenza e alle Direzioni di Coordinamento
metropolitano2, nelle regioni interessate dell'istituzione delle stesse, le funzioni abilitanti e di supporto
per:
• assicurare la formazione;
• gestire le risorse strumentali (fatta salva la gestione centralizzata degli acquisti);
• gestire il patrimonio e gli archivi;
• garantire le attività di audit, trasparenza e anticorruzione;
• attuare le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori;
• gestire il contenzioso amministrativo.
Svolgere, inoltre, le attività finalizzate a:
• gestire l'attività istruttoria del contenzioso giudiziario in stretto raccordo con l'avvocatura
territoriale, assicurando la necessaria collaborazione nel rispetto dell'autonomia tecnico-
2 In tal caso, le Direzioni regionali assicurano tali attività tramite le proprie strutture, sotto la diretta indicazione e responsabilità delle
corrispondenti Direzioni di Coordinamento metropolitano; resta ferma la dipendenza gerarchica delle predette strutture organizzative dalla
Direzione regionale. La Direzione regionale Piemonte esercita tali funzioni per la Direzione regionale Valle d'Aosta.
38
professionale prevista dalla legge professionale;
• nei limiti di valore e di competenza attribuiti dagli Organi:
a. garantire l'acquisizione di beni, servizi e lavori per le procedure decentrate previste nei
piani annuali e pluriennali degli acquisti e dei lavori;
b. effettuare la stipula e il supporto alla gestione dei contratti di locazione di unità
immobiliari di proprietà o di terzi prese in locazione dall'Istituto nonché degli atti connessi
e conseguenziali, su autorizzazione della Direzione Centrale competente;
c. effettuare la stipula e il supporto alla gestione dei contratti di mutuo ipotecario e di
prestito non ipotecari concessi dall'Istituto al personale dipendente nonché degli atti
connessi e conseguenziali;
d. effettuare la stipula dei contratti di mutuo ipotecario concessi dall'Istituto agli iscritti, ai
pensionati, ai dipendenti di amministrazioni pubbliche nonché degli atti connessi e
conseguenziali;
• individuare, proporre e sperimentare, in collaborazione con le Direzioni Centrali competenti,
nuove forme di erogazione del servizio e progetti per il miglioramento della qualità.
1. FUNZIONI DEL DIRETTORE REGIONALE
• Conferire l'incarico di Direzione territoriale al dirigente individuato dal Direttore Generale.
• Conferire ai dirigenti assegnati dal Direttore generale gli incarichi di responsabile delle aree
manageriali interne alla Direzione regionale.
• Conferire ai dirigenti assegnati dal Direttore generale gli incarichi di responsabile delle aree delle
Direzioni territoriali, sentiti i rispettivi Direttori.
• Attribuire la titolarità delle posizioni organizzative sulla base delle indicazioni del Nucleo di
valutazione regionale costituito a norma della vigente disciplina in materia.
• Avviare il processo di programmazione e budget delle Direzioni territoriali, coordinando il
processo per la definizione dei piani di attività e di produzione al fine di garantire la coerenza con
le linee strategiche e di indirizzo definite dagli Organi.
• Coordinare e sovraintendere al processo di rilevazione e consolidamento dei fabbisogni di risorse
umane e strumentali.
• Coordinare, standardizzare e omogeneizzare, nel processo di budget economico, i fabbisogni
rilevati presso le strutture di riferimento, garantendone la congruità economica anche attraverso
l'applicazione di specifici parametri indicati dalla Direzione Generale.
• Gestire la fase di negoziazione dei budget finalizzata alla elaborazione della proposta
complessiva a livello regionale da sottoporre al Direttore Generale, tenendo conto delle esigenze
e specificità rappresentate dai direttori territoriali e delle linee programmatiche delle Direzioni
Centrali.
• Assegnare con proprie determinazioni i budget e gli obiettivi ai Direttori territoriali e ai dirigenti
delle strutture territoriali di competenza, in coerenza con i propri obiettivi di cui alle specifiche
determinazioni del Direttore Generale.
• Svolgere una funzione di impulso finalizzata al governo del processo produttivo, monitorando
l'andamento delle attività e formulando eventuali interventi correttivi in caso di disallineamento
39
rispetto agli obiettivi.
• Assicurare la funzione di controllo di regolarità amministrativa e contabile, al fine di garantire la
correttezza e la legittimità dell'azione amministrativa dell'Istituto nell'ambito territoriale di
competenza.
• Esercitare la funzione di verifica dei livelli di qualità dei servizi e dei processi nelle strutture della
regione, anche con riferimento all'attuazione di efficaci procedure di prevenzione e di
diminuzione dei rischi aziendali, attraverso la sistematica attuazione dei piani regionali di
controllo del processo produttivo.
• Attuare i processi di integrazione interistituzionale, ricercando le possibili sinergie con i soggetti
pubblici e privati operanti nel territorio di competenza, in conformità alle direttive della Direzione
generale.
• Formulare proposte di modifica riguardanti la dislocazione, gli ambiti territoriali, le competenze
delle strutture sul territorio e attuare le deliberazioni degli Organi in materia di decentramento.
• Gestire i processi di assegnazione delle risorse umane secondo le modalità e le procedure
previste dalla normativa vigente.
• Provvedere, nei limiti del proprio budget, all'ottimale utilizzo delle risorse strumentali necessarie
per il funzionamento delle strutture territoriali di competenza.
• Esercitare, in coerenza con i piani di attività elaborati dalle competenti strutture centrali, il
coordinamento, la gestione e il monitoraggio delle attività di vigilanza documentale e ispettiva.
• Concordare con le Direzioni Centrali interessate, compatibilmente con i budget assegnati, la
messa a disposizione di risorse necessarie alla realizzazione di interventi predeterminati dalla
Direzione generale.
• Assumere la veste di "datore di lavoro" ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, con
apposito budget.
2. COORDINAMENTI PROFESSIONALI E CONFERENZE REGIONALI
• Presso le Direzioni regionali e le relative Strutture territoriali per le quali gli atti organizzativi
relativi ai rispettivi rami professionali prevedano l'istituzione di Coordinamenti professionali, i
coordinatori esercitano le funzioni di coordinamento degli uffici legali, medico-legali, nonché
tecnico-edilizi, in coerenza con gli obiettivi attribuiti alle predette Strutture, nell'ambito degli
indirizzi stabiliti dall'Istituto.
• Presso ciascuna Direzione regionale è costituita la Conferenza regionale dei Direttori territoriali,
presieduta dal Direttore regionale, con la funzione di realizzare la programmazione, l'integrazione
e lo sviluppo equilibrato dei livelli di servizio in tutte le strutture della regione.
• Presso ciascuna Direzione regionale sono costituite la Conferenza dei Coordinatori legali e la
Conferenza dei Coordinatori medico-legali3, indette e presiedute dal Coordinatore di ciascun
ramo professionale, al fine di assicurare omogeneità di comportamento tecnico-professionale
agli uffici legali e medico legali sul territorio.
3 Alla Conferenza dei Coordinatori legali e medico-legali partecipa il Direttore regionale, che può chiedere anche l'indizione delle stesse, al
fine di garantire congiuntamente al Coordinatore regionale la necessaria coerenza tra l'azione degli uffici professionali e gli obiettivi attributi
alla direzione regionale, nell'ambito degli indirizzi stabiliti dagli Organi e delle direttive gestionali emanate dal Direttore Generale. In
mancanza di Coordinatori territoriali, Il Coordinatore regionale può indire la Conferenza con I professionisti dei rispettivi rami professionali.
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DIREZIONI DI COORDINAMENTO METROPOLITANO
MISSIONE
Le Direzioni di Coordinamento Metropolitano hanno la responsabilità complessiva della gestione e
rispondono dei risultati conseguiti, per l'ambito territoriale di competenza. Svolgono, nei territori del
Paese più rilevanti dal punto di vista economico-sociale, una specifica funzione dirigenziale apicale volta
a presidiare e a rafforzare, a fronte della maggiore complessità della realtà, le strategie di innovazione e
di partenariato nell'esercizio delle funzioni dell'Istituto connesse alle aree di produzione del servizio
previdenziale e assistenziale.
AMBITI FUNZIONALI
Assicurare, anche attraverso la Conferenza dei direttori territoriali e in conformità agli indirizzi della
Direzione Generale, le funzioni abilitanti e di supporto alle strutture territoriali di pertinenza e, in
particolare:
• gestire le risorse umane;
• gestire i flussi contabili e finanziari;
• gestire le relazioni esterne;
• assicurare la pianificazione e il controllo di gestione;
• garantire lo sviluppo organizzativo e funzionale;
• effettuare il controllo del processo produttivo.
Svolgere, inoltre, le attività finalizzate a:
• gestire l'attività istruttoria del contenzioso giudiziario in stretto raccordo con l'avvocatura
territoriale, assicurando la necessaria collaborazione nel rispetto dell'autonomia tecnico-
professionale prevista dalla legge professionale;
• Nei limiti di valore e di competenza attribuiti dagli Organi:
a) garantire l'acquisizione di beni, servizi e lavori per le procedure decentrate previste nei
piani annuali e pluriennali degli acquisti e dei lavori.
b) effettuare la stipula e il supporto alla gestione dei contratti di locazione di unità
immobiliari di proprietà o di terzi prese in locazione dall'Istituto, nonché degli atti
connessi e conseguenziali, su autorizzazione della Direzione Centrale competente.
c) effettuare la stipula e la gestione dei contratti di mutuo ipotecario e di prestito non
ipotecari concessi dall'Istituto al personale dipendente nonché degli atti connessi e
conseguenziali.
d) effettuare la stipula dei contratti di mutuo ipotecario concessi dall'Istituto agli iscritti, ai
pensionati, ai dipendenti di amministrazioni pubbliche nonché degli atti connessi e
conseguenziali.
• individuare, proporre e sperimentare, in collaborazione con le Direzioni Centrali competenti,
nuove forme di erogazione del servizio e progetti per il miglioramento della qualità.
Al fine di assicurare l'ottimale utilizzo delle risorse e l'esigenza di garantire il prevalente presidio delle
funzioni istituzionali connesse all'area delle entrate, delle pensioni e delle prestazioni, avvalendosi delle
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Strutture organizzative e delle risorse assegnate presso la corrispondente Direzione regionale4 svolgono
le seguenti attività, secondo il principio della piena e leale collaborazione:
• assicurare la formazione;
• gestire le risorse strumentali (fatta salva la gestione centralizzata degli acquisti);
• gestire il patrimonio e gli archivi;
• garantire le attività di audit, trasparenza e anticorruzione;
• attuare le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori;
• gestire il contenzioso amministrativo.
1. FUNZIONI DEL DIRETTORE DI COORDINAMENTO METROPOLITANO
• Conferire l'incarico di Direzione di Filiale metropolitana al dirigente individuato dal Direttore
generale.
• Conferire ai dirigenti assegnati dal Direttore generale gli incarichi di responsabile delle aree
manageriali, interne alla Direzione di coordinamento metropolitano.
• Conferire ai dirigenti assegnati dal Direttore generale gli incarichi di responsabile delle aree
manageriali delle Direzioni di Filiale metropolitana, sentiti i rispettivi Direttori.
• Attribuire la titolarità delle posizioni organizzative sulla base delle indicazioni del Nucleo di
valutazione metropolitano costituito a norma della vigente disciplina in materia.
• Avviare il processo di programmazione e budget delle Filiali metropolitane, coordinando il
processo per la definizione dei piani di attività e di produzione al fine di garantire la coerenza con
le linee strategiche e di indirizzo dell'Istituto.
• Coordinare e sovraintendere al processo di rilevazione e consolidamento dei fabbisogni di risorse
umane e strumentali.
• Coordinare, standardizzare e omogeneizzare, nel processo di budget economico, i fabbisogni
rilevati presso le strutture di riferimento garantendone la congruità economica, attraverso
l'applicazione di specifici parametri indicati dalla Direzione generale.
• Gestire la fase di negoziazione dei budget finalizzata alla elaborazione della proposta
complessiva a livello metropolitano da sottoporre al Direttore Generale, tenendo conto delle
esigenze e specificità rappresentate dai direttori delle Filiali e delle linee programmatiche delle
Direzioni Centrali.
• Assegnare con proprie determinazioni i budget e gli obiettivi ai dirigenti delle aree manageriali
delle strutture di competenza e ai Direttori di Filiale metropolitana, in coerenza con i propri
obiettivi di cui alle specifiche determinazioni del Direttore Generale.
• Svolgere una funzione di impulso finalizzata al governo del processo produttivo, monitorando
l'andamento delle attività e formulando eventuali interventi correttivi in caso di disallineamento
rispetto agli obiettivi.
• Assicurare la funzione di controllo di regolarità amministrativa e contabile, al fine di garantire la
correttezza e la legittimità dell'azione amministrativa dell'Istituto nell'ambito territoriale di
competenza.
4 Le Direzioni di Coordinamento metropolitano sono responsabili, a tutti gli effetti, degli atti e delle attività rese dalle predette strutture
organizzative in posizione di service amministrativo. Resta ferma la dipendenza gerarchica di tali strutture organizzative dalla Direzione
regionale.
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• Esercitare la funzione di verifica dei livelli di qualità dei servizi e dei processi nelle strutture
dell'area metropolitana, anche con riferimento all'attuazione di efficaci procedure di prevenzione
e di diminuzione dei rischi aziendali, attraverso la sistematica attuazione dei piani metropolitani
di controllo del processo produttivo.
• Attuare i processi di integrazione interistituzionale, ricercando le possibili sinergie con i soggetti
pubblici e privati operanti nell'ambito territoriale di competenza, in conformità alle direttive della
Direzione generale.
• Formulare proposte di modifica riguardanti la dislocazione, gli ambiti territoriali, le competenze
delle strutture sul territorio ed attuare le deliberazioni dell'Istituto in materia di decentramento.
• Gestire i processi di assegnazione delle risorse umane secondo le modalità e le procedure
previste dalla normativa vigente.
• Provvedere, nei limiti del proprio budget, all'ottimale utilizzo delle risorse strumentali necessarie
per il funzionamento delle strutture territoriali di competenza.
• Esercitare, in coerenza con i piani di attività elaborati dalle competenti strutture centrali, il
coordinamento, la gestione e il monitoraggio delle attività di vigilanza documentale e ispettiva.
• Concordare con le Direzioni Centrali interessate, compatibilmente con i budget assegnati, la
messa a disposizione di risorse necessarie alla realizzazione di interventi predeterminati dalla
Direzione generale.
• Individuare la Filiale metropolitana nell'ambito della quale è costituito il Comitato provinciale.
• Assumere la veste di "datore di lavoro" ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, con
apposito budget.
2. COORDINAMENTI PROFESSIONALI E CONFERENZE DI AREA METROPOLITANA
• Presso le Direzioni di Coordinamento metropolitano e le relative Strutture territoriali per le quali
gli atti organizzativi relativi ai rispettivi rami professionali prevedano l'istituzione di
Coordinamenti professionali, i coordinatori esercitano le funzioni di coordinamento degli uffici
legali, medico-legali, nonché tecnico-edilizi, in coerenza con gli obiettivi attribuiti alle predette
strutture, nell'ambito degli indirizzi stabiliti dall'Istituto.
• Presso ciascuna Direzione di Coordinamento Metropolitano è costituita la Conferenza di area
metropolitana dei Direttori di Filiale, presieduta dal Direttore di Coordinamento Metropolitano,
con fa funzione di realizzare la programmazione, l'integrazione e lo sviluppo equilibrato dei livelli
di servizio in tutte le strutture dell'area metropolitana.
• Presso le Direzioni di Coordinamento metropolitano sono costituite la Conferenza dei
Coordinatori legali, ove esistenti, e la Conferenza dei Coordinatori medico-legali5, indette e
presiedute dal Coordinatore metropolitano del rispettivo ramo professionale, al fine di
assicurare, nell'ambito territoriale di competenza della Direzione di Coordinamento
metropolitano, omogeneità di comportamento tecnico professionale agli uffici legali e medico
legali sul territorio.
5 Alle Conferenze dei Coordinatori legali e medico-legali partecipa il Direttore di Coordinamento metropolitano, che può chiedere anche l'indizione
delle stesse, al fine di garantire congiuntamente al Coordinatore metropolitano la necessaria coerenza tra l'azione degli uffici professionali e gli
obiettivi attributi alla Direzione di Coordinamento metropolitano, nell'ambito degli indirizzi stabiliti dagli Organi e delle direttive gestionali
emanate dal Direttore Generale. In mancanza di Coordinatori territoriali, il Coordinatore metropolitano può Indire la Conferenza con i
professionisti dei rispettivi rami professionali.
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Strutture a livello provinciale
DIREZIONI PROVINCIALI
MISSIONE
Le Direzioni Provinciali sono responsabili delle attività di gestione relative all'ambito territoriale di
pertinenza, e svolgono le funzioni di competenza, tenendo conto delle direttive regionali e rispondendo
dei risultati conseguiti.
AMBITI FUNZIONALI
• Gestire i flussi assicurativi e contributivi e i conti individuali e aziendali
• Controllare la produzione e la qualità dei servizi.
• Gestire le attività di vigilanza documentale e del recupero crediti.
• Gestire la rilevazione dei fabbisogni di risorse umane, formativi e strumentali.
• Controllare il processo di programmazione e budget.
• Gestire i flussi contabili e finanziari.
• Gestire l'informazione istituzionale e le relazioni con il pubblico.
1. FUNZIONI DEL DIRETTORE PROVINCIALE
• Essere titolare della responsabilità della gestione complessiva delle strutture di riferimento.
• Esercitare il coordinamento e il controllo delle Agenzie e dei Punti INPS operanti all'interno delle
articolazioni territoriali di competenza.
• Esercitare il controllo del processo di produzione.
• Assicurare, negli atti e nei provvedimenti adottati dai titolari di posizione organizzativa, il rispetto
delle condizioni di legittimità e di regolarità degli atti e delle direttive operative.
• Assegnare con propri ordini di servizio gli obiettivi di produzione ai responsabili di Agenzia in
coerenza con i propri obiettivi.
• Garantire l'adozione dei provvedimenti necessari al contenimento dei rischi aziendali e al
controllo del processo produttivo in aderenza alle linee definite dalle strutture competenti.
• Formulare proposte per la costituzione del budget di loro competenza, provvedere alla relativa
gestione, rispondere delle risorse utilizzate e degli obiettivi conseguiti.
• Assumere la veste di "datore di lavoro", ai sensi del d.lgs. n. 81/2008, con apposito budget.
• Assumere la responsabilità complessiva sull'andamento e sui risultati di tutte le unità
organizzative di competenza, nonché le funzioni gestionali e le responsabilità esterne anche ai
fini della predeterminazione del Giudice territorialmente competente ai sensi del comma 3
dell'art. 444 del c.p.c. in materia di riscossione dei contributi.
• Assicurare al Comitato provinciale il supporto di analisi normativa, di conoscenza del quadro
socioeconomico e di contesto ambientale in ambito provinciale.
• Esercitare il potere di sospendere l'esecuzione delle decisioni dei Comitati provinciali qualora si
evidenzino profili di illegittimità, ai sensi dell'art. 46, comma 9, della legge 9 marzo 1989, n. 88,
con riferimento ai provvedimenti emanati nell'ambito provinciale e svolgere, altresì, le funzioni di
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collegamento con i Comitati provinciali, con gli altri organismi provinciali ed ogni altra funzione
collegata all'incarico specifico.
• Garantire il coordinamento e l'uniformità del livello di servizio su tutto il territorio di competenza.
• Disciplinare le modalità di organizzazione ed erogazione dei servizi al pubblico e gli orari di
apertura dei punti di servizio nel rispetto delle direttive emanate dalla Direzione generale e dalla
Direzione regionale.
• Gestire il contenzioso amministrativo e quello giudiziario in materia di invalidità civile di cui all'art.
10, comma 6 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre
2005, n. 248 e successive modifiche ed integrazioni e assicurare il supporto tecnico-istruttorio
per la gestione del contenzioso giudiziario demandato agli uffici legali territoriali.
• Raccordarsi con gli uffici legali territoriali per gli effetti del contenzioso giudiziario sull'attività
amministrativa, in un'ottica di necessaria integrazione tra le diverse attività dell'Istituto.
• Nei limiti di valore e di competenza attribuiti dagli Organi:
stipulare e gestire i contratti di mutuo ipotecario e di prestito non ipotecari concessi
o
dall'Istituto al personale dipendente nonché gli atti connessi e conseguenziali;
stipulare i contratti di mutuo ipotecario concessi dall'Istituto agli iscritti, ai pensionati, ai
o
dipendenti di amministrazioni pubbliche nonché gli atti connessi e conseguenziali.
FILIALI METROPOLITANE
MISSIONE
Le Filiali metropolitane sono responsabili delle attività di gestione delle rispettive strutture nell'ambito
territoriale di pertinenza, tenendo conto delle direttive della Direzione di Coordinamento metropolitano
di riferimento e rispondendo dei risultati conseguiti.
AMBITI FUNZIONALI
• Gestire i flussi assicurativi e contributivi e i conti individuali e aziendali
• Controllare la produzione e la qualità dei servizi.
• Gestire le attività di vigilanza documentale e del recupero crediti.
• Gestire la rilevazione dei fabbisogni di risorse umane, formativi e strumentali.
• Controllare il processo di programmazione e budget.
• Gestire i flussi contabili e finanziari.
• Gestire l'informazione istituzionale e le relazioni con il pubblico.
1. FUNZIONI DEL DIRETTORE DI FILIALE METROPOLITANA
• Essere titolare della responsabilità della gestione complessiva delle strutture di riferimento.
• Esercitare il coordinamento e il controllo delle Agenzie e dei Punti INPS operanti all'interno delle
articolazioni territoriali di competenza.
• Esercitare il controllo del processo di produzione.
• Assicurare, negli atti e nei provvedimenti adottati dai titolari di posizione organizzativa, il rispetto
delle condizioni di legittimità e di regolarità degli atti e delle direttive operative.
• Assegnare con propri ordini di servizio gli obiettivi di produzione ai responsabili di Agenzia in
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coerenza con i propri obiettivi.
• Garantire l'adozione dei provvedimenti necessari al contenimento dei rischi aziendali e al
controllo del processo produttivo in aderenza alle linee definite dalle strutture competenti.
• Formulare proposte per la costituzione del budget di loro competenza, provvedere alla relativa
gestione, rispondere delle risorse utilizzate e degli obiettivi conseguiti.
• Assumere la veste di "datore di lavoro", ai sensi del d.lgs. n. 81/2008, con apposito budget.
• Assumere la responsabilità complessiva sull'andamento e sui risultati di tutte le unità
organizzative di competenza, nonché le funzioni gestionali e le responsabilità esterne anche ai
fini della predeterminazione del Giudice territorialmente competente ai sensi del comma 3
dell'art. 444 del c.p.c. in materia di riscossione dei contributi.
• Assicurare al Comitato provinciale il supporto di analisi normativa, di conoscenza del quadro
socioeconomico e di contesto ambientale in ambito provinciale, presso la filiale metropolitana in
cui lo stesso ha sede.
• Esercitare il potere di sospendere l'esecuzione delle decisioni dei Comitati provinciali qualora si
evidenzino profili di illegittimità, ai sensi dell'art. 46, comma 9, della legge 9 marzo 1989, n. 88,
con riferimento ai provvedimenti emanati nell'ambito provinciale e svolgere, altresì, le funzioni di
collegamento con i Comitati provinciali, con gli altri organismi provinciali ed ogni altra funzione
collegata all'incarico specifico.
• Garantire il coordinamento e l'uniformità del livello di servizio su tutto il territorio di competenza.
• Disciplinare le modalità di organizzazione ed erogazione dei servizi al pubblico e gli orari di
apertura dei punti di servizio nel rispetto delle direttive emanate dalla Direzione generale e dalla
Direzione di coordinamento metropolitano.
• Gestire il contenzioso amministrativo e quello giudiziario in materia di invalidità civile di cui all'art.
10, comma 6 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre
2005, n. 248 e successive modifiche ed integrazioni e assicurare il supporto tecnico-istruttorio
per la gestione del contenzioso giudiziario demandato agli uffici legali territoriali.
• Raccordarsi con gli uffici legali territoriali per gli effetti del contenzioso giudiziario sull'attività
amministrativa, in un'ottica di necessaria integrazione tra le diverse attività dell'Istituto.
• Nei limiti di valore e di competenza attribuiti dagli Organi:
stipulare e gestire i contratti di mutuo ipotecario e di prestito non ipotecari concessi
o
dall'Istituto al personale dipendente nonché gli atti connessi e conseguenziali;
stipulare i contratti di mutuo ipotecario concessi dall'Istituto agli iscritti, ai pensionati, ai
o
dipendenti di amministrazioni pubbliche nonché gli atti connessi e conseguenziali.
FILIALI PROVINCIALI
MISSIONE
Le Filiali Provinciali sono responsabili delle attività di gestione delle rispettive strutture nell'ambito
territoriale di pertinenza, tenendo conto delle direttive della Direzione provinciale di riferimento e
rispondendo dei risultati conseguiti.
AMBITI FUNZIONALI
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• Gestire i flussi assicurativi e contributivi e i conti individuali e aziendali
• Controllare la produzione e la qualità dei servizi.
• Gestire le attività di vigilanza documentale e del recupero crediti.
• Gestire la rilevazione dei fabbisogni di risorse umane, formativi e strumentali.
• Controllare il processo di programmazione e budget.
• Gestire i flussi contabili e finanziari.
• Gestire l'informazione istituzionale e le relazioni con il pubblico.
1. FUNZIONI DEL DIRETTORE DI FILIALE PROVINCIALE
• Esercitare il coordinamento e il controllo delle Agenzie e dei Punti INPS operanti all'interno delle
articolazioni territoriali di competenza.
• Esercitare il controllo del processo di produzione
• Assicurare, negli atti e nei provvedimenti adottati dai titolari di posizione organizzativa, il rispetto
delle condizioni di legittimità e di regolarità degli atti e delle direttive operative.
• Assegnare con propri ordini di servizio gli obiettivi di produzione ai responsabili di Agenzia in
coerenza con i propri obiettivi.
• Garantire l'adozione dei provvedimenti necessari al contenimento dei rischi aziendali e al
controllo del processo produttivo in aderenza alle linee definite dalle strutture competenti.
• Formulare proposte per la costituzione del budget di loro competenza, provvedere alla relativa
gestione, rispondere delle risorse utilizzate e degli obiettivi conseguiti.
• Assumere la responsabilità complessiva sull'andamento e sui risultati di tutte le unità
organizzative di competenza, nonché le funzioni gestionali e le responsabilità esterne anche ai
fini della predeterminazione del Giudice territorialmente competente ai sensi del comma 3
dell'art. 444 del c.p.c. in materia di riscossione dei contributi.
• Esercitare il potere di sospendere l'esecuzione delle decisioni dei Comitati provinciali qualora si
evidenzino profili di illegittimità, ai sensi dell'art. 46, comma 9, della legge 9 marzo 1989, n, 88,
con riferimento ai provvedimenti emanati nell'ambito provinciale e svolgere, altresì, le funzioni di
collegamento con i Comitati provinciali, con gli altri organismi provinciali ed ogni altra funzione
collegata all'incarico specifico.
• Garantire il coordinamento e l'uniformità del livello di servizio su tutto il territorio di competenza.
• Disciplinare le modalità di organizzazione ed erogazione dei servizi al pubblico e gli orari di
apertura dei punti di servizio nel rispetto delle direttive emanate dalla Direzione generale, dalla
Direzione regionale e dalla Direzione provinciale di riferimento.
• Gestire il contenzioso amministrativo e quello giudiziario in materia di invalidità civile di cui all'art.
10, comma 6 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre
2005, n. 248 e successive modifiche ed integrazioni e assicurare il supporto tecnico-istruttorio
per la gestione del contenzioso giudiziario demandato agli uffici legali territoriali.
• Raccordarsi con gli uffici legali territoriali per gli effetti del contenzioso giudiziario sull'attività
amministrativa, in un'ottica di necessaria integrazione tra le diverse attività dell'Istituto.
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AGENZIE
MISSIONE
Le varie tipologie di Agenzie, anche strutturate in moduli organizzativi, dipendono dalla Direzione
provinciale, dalla Filiale metropolitana, dalla Filiale provinciale che ha competenze sul bacino territoriale
di appartenenza.
In particolare, le Agenzie complesse sono organizzate in due aree omogenee di attività che:
(i) assicurano l'aggiornamento delle anagrafiche e la corretta e tempestiva alimentazione dei conti
individuali e aziendali attraverso la gestione dei flussi assicurativi e contributivi. (ii) assicurano
l'erogazione dei servizi agli attuali segmenti di utenza.
PUNTI INPS
MISSIONE
I Punti INPS sono moduli organizzativi, dipendenti dalla Direzione provinciale o dalla Filiale metropolitana
o dalla Filiale provinciale, che l'Istituto può istituire in sinergia con altre Pubbliche Amministrazioni, per
realizzare una maggiore economicità del servizio e prossimità all'utenza.
I Punti INPS devono:
• assicurare il conseguimento di economie di costi insediativi e organizzativi.
• garantire l'integrazione logistica e/o funzionale con altri soggetti pubblici.
• ottimizzare la qualità del servizio attraverso il miglioramento della soddisfazione degli utenti,
unito al mantenimento o elevazione dei parametri di efficacia del servizio atteso.
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H. COORDINAMENTI PROFESSIONALI
COORDINAMENTO GENERALE LEGALE
MISSIONE
Assicurare, con la necessaria autonomia tecnica e professionale prevista dalla legge professionale,
nell'ambito degli assetti organizzativi e delle politiche di gestione dell'Istituto stabilite dagli Organi e delle
disposizioni attuative del Direttore Generale l'attività professionale legale di consulenza, patrocinio e
orientamento, che è svolta nell'ambito di propri uffici ed in raccordo funzionale con la tecnostruttura.
Fornire la consulenza tecnico-professionale agli Organi dell'Istituto e alle strutture centrali.
AMBITI FUNZIONALI
• Esercitare il patrocinio relativo al contenzioso avanti alle magistrature superiori e, per materie
individuate, anche davanti alle magistrature di merito.
• Assicurare, per il tramite delle avvocature territoriali, la difesa in giudizio e la consulenza tecnico
professionale alle strutture territoriali.
• Supportare la Direzione Centrale Organizzazione nelle analisi finalizzate alla deflazione del
contenzioso giudiziario attraverso adeguati interventi preventivi.
• Assicurare il coordinamento dell'attività professionale centrale e territoriale, garantendo
l'orientamento uniforme nell'espletamento dell'attività professionale.
• Coordinare e verificare l'attività di tutte le avvocature territoriali.
• Organizzare e gestire l'attività legale nel rispetto degli indirizzi formulati in materia di
pianificazione e gestione del budget, organizzazione e risorse umane.
• Operare in stretta relazione con la Direzione generale nelle attività di gestione del contenzioso.
• Promuovere l'informazione tecnico - professionale e i rapporti culturali con il mondo scientifico
e giudiziario.
COORDINAMENTO GENERALE MEDICO LEGALE
MISSIONE
Assicurare l'espletamento dei processi di attività medico - legale connessi all'attuazione dei compiti
istituzionali nonché quelli derivanti da specifiche convenzioni, impiegando la necessaria autonomia
tecnica e professionale prevista dalla legge professionale e nell'ambito degli assetti organizzativi e delle
politiche di gestione dell'Istituto, stabilite dagli Organi e delle disposizioni attuative del Direttore
Generale.
Esercitare l'attività professionale nell'ambito di propri uffici ed in raccordo funzionale con la
tecnostruttura.
Fornire consulenza tecnico-professionale agli organi dell'Istituto e alle strutture centrali e territoriali,
anche predisponendo pareri nelle materie di competenza.
AMBITI FUNZIONALI
• Coordinare e verificare l'attività sanitaria di tutte le Unità Operative Medico Legali in ordine alla
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gestione delle problematiche concernenti l'erogazione di prestazioni dovute per fatto di rilevanza
medico-legale, garantendo l'orientamento uniforme a livello centrale e territoriale.
• Elaborare le proposte di competenza per la definizione delle strategie generali anche ai fini
dell'attuazione del sistema di sicurezza sociale.
• Fornire alle Direzioni Centrali competenti ogni contributo utile ai fini della pianificazione e verifica
del conseguimento degli obiettivi di interesse medico-legale nell'ambito delle prestazioni
previdenziali, delle prestazioni assistenziali, nonché della prevenzione, riabilitazione, igiene e
sicurezza dei luoghi di lavoro, delle attività specialistiche e delle attività di consulenza medico-
legale nell'ambito del contenzioso medico legale.
• Emanare le linee-guida diagnostico-valutative per il corretto e aggiornato percorso
metodologico valutativo nei giudizi medico-legali, sia in ambito previdenziale che assistenziale,
anche attraverso l'adozione di provvedimenti correttivi in caso di scostamenti dagli indirizzi
tecnico-scientifici proposti.
• Fissare i principi regolatori relativi alle modalità di espletamento delle attività medico-legali,
anche sotto il profilo del trattamento dei dati personali secondo la normativa vigente e ne
monitora i risultati anche attraverso specifiche procedure.
• Fornire alle Direzioni di prodotto indicazioni in ordine alle risultanze del contenzioso giudiziale
utili al fine dell'adeguamento delle istruzioni amministrative.
• Fornire la necessaria collaborazione alle strutture centrali e territoriali nella soluzione di
problematiche previdenziali e assistenziali afferenti alla materia medico-legale.
• Garantire attraverso la Commissione Medica Superiore l'attuazione di tutte le competenze
affidate ex-lege e da norme interne in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e
disabilità.
• Promuovere l'informazione tecnico - professionale e curare i rapporti culturali con il mondo
scientifico, accademico e giudiziario nonché con le istituzioni operanti in campo medico legale.
• Coordinare, per gli aspetti tecnico-professionali, le attività dei collaboratori sanitari.
COORDINAMENTO GENERALE TECNICO EDILIZIO
MISSIONE
Assicurare, con la necessaria autonomia tecnica e professionale prevista dalla legge professionale e
nell'ambito degli assetti organizzativi e delle politiche di gestione dell'Istituto stabilite dagli Organi e delle
disposizioni attuative del Direttore Generale, l'attività professionale di consulenza tecnica nonché
l'espletamento delle attività professionali di natura tecnica per la gestione degli immobili, per gli
interventi di valorizzazione, dì conservazione e adeguamento per il rinnovo dì strutture, impianti e
attrezzature nonché per le dismissioni.
Esercitare l'attività professionale nell'ambito di propri uffici ed in raccordo funzionale con la
tecnostruttura.
Fornire consulenza tecnico-professionale agli organi dell'Istituto e alle strutture centrali e territoriali,
anche predisponendo pareri nelle materie di competenza.
Assicurare lo sviluppo di un Sistema di Gestione dell’Energia (SGE) per l’implementazione di politiche e
interventi volti all’efficienza energetica degli edifici, la gestione dei consumi e l’adozione di soluzioni
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sostenibili.
AMBITI FUNZIONALI
• Assicurare il coordinamento dell'attività professionale periferica, predisponendo le direttive e le
procedure di lavoro nelle materie di competenza e garantendo l'orientamento uniforme
nell'espletamento dell'attività professionale a livello centrale e periferico.
• Curare, in relazione con le altre strutture, anche territoriali, lo sviluppo dell'assetto logistico e del
layout delle strutture operative in termini di funzionalità, ergonomia ed efficienza energetica.
• Assicurare lo sviluppo di un Sistema di Gestione dell’Energia (SGE), quale insieme di azioni
programmate, strategie e regole per gestire in modo razionale ed efficiente l’utilizzo di energia.
• Curare la redazione del Piano annuale e triennale dei lavori e svolgere le funzioni tecniche
correlate alla realizzazione del piano stesso.
• Svolgere attività di verifica dei progetti ai fini della successiva validazione ai sensi dell'art. 26 del
decreto legislativo n. 50/2016 e ss.mm.ii.
• Fornire la consulenza progettuale e di direzione lavori, per gli aspetti di competenza, alla
Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione per quanto concerne le infrastrutture
tecnologiche di rete e le dotazioni software del CGTE. Fornire consulenza per gli aspetti di
competenza alla Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali in materia di formazione
del bilancio annuale e pianificazione e gestione del budget, nonché a tutte le strutture con le quali
ha rapporti funzionalmente collegati all'espletamento della propria attività.
• Sovrintendere all'esercizio delle competenze attribuite ai professionisti tecnici dalle disposizioni
legislative e dai relativi regolamenti applicativi, in materia di opere pubbliche.
• Curare i rapporti con gli Ordini e i Collegi professionali, con le Amministrazioni pubbliche e con gli
Enti istituzionalmente preposti alle attività di controllo e di rilascio di autorizzazioni.
• Promuovere e curare l'informazione tecnico-professionale e la tenuta dei rapporti culturali con il
mondo scientifico e giudiziario.
• Curare, d'intesa con le Direzioni Centrali competenti, la redazione degli atti tecnici per
l'espletamento delle procedure di gara per l'affidamento dei contratti dell'area lavori.
COORDINAMENTO GENERALE STATISTCO ATTUARIALE
MISSIONE
Assicurare, nell'ambito dei propri uffici ed in raccordo funzionale con la tecnostruttura, l'espletamento
delle funzioni statistico-attuariali connesse alla attuazione dei compiti istituzionali, secondo principi di
autonomia professionale, nell'ambito degli assetti organizzativi e delle politiche di gestione stabilite dagli
Organi e delle disposizioni attuative del Direttore Generale.
AMBITI FUNZIONALI
• Fornire la consulenza professionale attuariale agli Organi nonché alle strutture centrali e
territoriali.
• Supportare gli Organi e le strutture competenti nella predisposizione di interventi normativi,
assicurando coerenza tra aspetti valutativi e stesura delle norme e nella definizione delle linee
strategiche di ricerca dell'Istituto.
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• Fornire la consulenza professionale sui provvedimenti legislativi allo scopo di valutare gli effetti
per la finanza pubblica.
• Realizzare specifiche basi tecnico-demografiche per i modelli attuariali di micro e macro
simulazione.
• Supportare le strutture dell'Istituto nella realizzazione dei modelli di micro-simulazione della
spesa pensionistica.
• Effettuare le previsioni di breve e medio periodo (bilanci preventivi e programmatici) e lungo
termine (bilanci tecnici) delle gestioni previdenziali ed assistenziali amministrate dall'Istituto
fornendo, allo scopo, il quadro macroeconomico e demografico costruito sulla base di documenti
governativi.
• Predisporre modelli matematico-statistici e utilizzare tecniche di data mining da applicare ai dati
(anche big data) per rispondere a domande complesse e supportare i processi decisionali
dell'Istituto.
• Fornire supporto statistico nelle attività di analisi del rischio finalizzate a individuare e
contrastare i fenomeni di irregolarità e di frodi a danno dell'Istituto.
• Provvedere alla progettazione, costituzione e gestione di banche dati statistiche, in raccordo con
la DC Tecnologia, Informatica e Innovazione e la DC Studi e Ricerche, nonché alla proposta di
interconnessioni con i sistemi informativi di istituzioni esterne e all'analisi e alla elaborazione dei
relativi dati statistici.
• Partecipare allo sviluppo e alla gestione dei sistemi open data, all'identificazione dei dati e del
livello di aggregazione.
• Promuovere l'informazione tecnico - professionale e curare i rapporti culturali con il mondo
scientifico, accademico e giudiziario nonché con le istituzioni operanti in campo statistico ed
attuariale.
• Partecipare a gruppi e comitati di lavoro in ambito nazionale ed internazionale riguardanti gli
aspetti attuariali e di sicurezza sociale.
• Curare l'informazione statistica e l'integrazione con le istituzioni nonché i rapporti con il Sistema
statistico nazionale (SISTAN) nel cui ambito svolge la funzione di ufficio dì statistica dell’INPS.
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I. INCARICHI DI CONSULENZA, STUDIO E RICERCA
INCARICHI DI CONSULENZA, STUDIO E RICERCA
MISSIONE
Per specifiche esigenze di consulenza, studio e ricerca possono essere individuati e assegnati incarichi di
funzione di livello dirigenziale generale. Il numero dei predetti incarichi, sommato agli incarichi di livello
dirigenziale generale previsti dal presente Ordinamento, non può eccedere il numero massimo dei
Dirigenti di 1" fascia previsto dal fabbisogno sostenibile dì cui al Piano dei fabbisogni del personale
adottato dall'Istituto.
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L. COMITATI
COMITATO PER L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA E LA TRASFORMAZIONE DIGITALE
MISSIONE
Esaminare le novità nel campo dell'innovazione digitale da tradurre in specifici progetti di interesse per
l'Istituto.
Il Comitato è composto dal Direttore Generale, che lo presiede, dai Direttori centrali e dirigenti della
Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione, della Direzione Centrale Risorse Strumentali e
Centrale Unica Acquisti, della Direzione Centrale Studi e Ricerche, della Direzione centrale
Organizzazione, della Direzione centrale Formazione e Accademia INPS e da un Direttore Regionale/di
Coordinamento metropolitano, in rappresentanza delle strutture territoriali. Alle sessioni di lavoro del
Comitato prendono parte i responsabili delle strutture volta per volta interessati. Il Presidente
dell'Istituto e i membri del Consiglio di Amministrazione, ove ne ravvisino l'opportunità, partecipano alle
attività del Comitato.
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ALLEGATO 3
ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DELIBERAZIONE N. 159
OGGETTO: Modifiche al “Regolamento in materia di rotazione del personale di cui alla legge n. 190/2012”
adottato con determinazione presidenziale n. 26 del 20 marzo 2018.
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Seduta del 16 ottobre 2025
Visto il D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639;
Vista la Legge 9 marzo 1989, n. 88;
Visto il D. Lgs. 30 giugno 1994, n. 479;
Visto il D.P.R. 24 settembre 1997, n. 366;
Visto il D.P.R. del 9 febbraio 2024 di nomina del Presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza
Sociale;
Visto il D.P.C.M. del 13 marzo 2024 di nomina del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Nazionale
della Previdenza Sociale;
Visto il D.M. del 29 aprile 2024 di nomina del Direttore generale dell’Istituto Nazionale della Previdenza
Sociale;
Visto i l Regolamento di organizzazione dell’Istituto, adottato con deliberazione del Consiglio di
Amministrazione n.4 del 6 maggio 2020, da ultimo modificato con determinazione del Commissario
Straordinario n.49 del 14 settembre 2023;
Visto l’Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’INPS adottato con deliberazione del Consiglio
di Amministrazione n. 137 del 7 settembre 2022, come modificato, da ultimo, con deliberazione del
Consiglio di Amministrazione n. 158 del 16 ottobre 2025;
Visto il Decreto legislativo 30 marzo 2021, n.165 “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e in particolare l’art. 16, comma 1, lett. l quater);
Il Segretario Il Presidente
REP. n. 335
Vista la legge del 6 novembre 2012, n. 190, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della
corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione”;
Visto il “Regolamento in materia di rotazione del personale di cui alla legge n. 190/2012” adottato con
determinazione presidenziale n. 26 del 20 marzo 2018;
Visto il Piano Nazionale Anticorruzione adottato con la delibera n. 1064 dall’Autorità Nazionale
Anticorruzione (ANAC) del 13 novembre 2019, ed in particolare l’allegato n. 1, denominato “Indicazioni
metodologiche per la gestione dei rischi corruttivi” nel quale vengono indicate le aree maggiormente esposte
al rischio corruzione, e l’allegato n. 2 relativo a “La rotazione ordinaria del personale” nel quale vengono
fornite indicazioni in relazione all’individuazione dei criteri e alla programmazione della misura;
Preso atto che l’ANAC ha individuato ulteriori aree con alto livello di probabilità di eventi rischiosi,
denominate “aree di rischio generali”, integrando quelle cosiddette “obbligatorie” indicate dalla citata legge
190/2012;
Vista la delibera ANAC n. 215 del 26 marzo 2019 recante “Linee guida in materia di applicazione della misura
della rotazione straordinaria di cui all’art. 16, comma 1, lettera l) quater, del d.lgs. n. 165 del 2001”;
Vista la Sottosezione 2.3 “Rischi corruttivi e Trasparenza” del Piano Integrato di Attività e Organizzazione
(PIAO) 2025-2027 adottato con deliberazione n. 17 del 29 gennaio 2025 e successivamente aggiornato
con deliberazioni del Consiglio di Amministrazione n. 129 del 16 luglio 2025 e n. 145 del 17 settembre
2025;
Preso atto della necessità di modificare il citato “Regolamento in materia di rotazione del personale di cui
alla legge n. 190/2012”, al fine di recepire sia le modifiche intervenute nella normativa anticorruzione che
le indicazioni fornite dall’ANAC in materia di “gestione del rischio corruzione” nei PNA e nelle Linee guida
citate;
Tenuto conto che la rotazione del personale costituisce sia una misura preventiva della corruzione, che
un criterio organizzativo di carattere generale, idoneo a conseguire una migliore organizzazione del
lavoro, assicurare il progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate nonché ad
accrescere e valorizzare le professionalità presenti all’interno dell’Istituto;
Tenuto conto, altresì, che, nella individuazione dei criteri di rotazione del personale dell’Istituto, le finalità
sottese alla rotazione medesima vanno contemperate con quelle dirette ad assicurare il buon andamento
e la continuità dell’azione amministrativa, nonché la puntuale erogazione delle prestazioni e la qualità dei
servizi resi;
Preso atto, pertanto, dell’opportunità di prevedere per alcuni incarichi, sia dirigenziali che di
coordinamento, la possibilità di riattribuzione per una terza volta, nel caso in cui l’interessato maturi il
diritto alla pensione di vecchiaia per il raggiungimento dei limiti ordinamentali prima della scadenza della
durata fissata per il nuovo incarico attribuito;
Vista la relazione della Direzione generale;
Su proposta del Direttore generale,
DELIBERA
di modificare - per le ragioni indicate in premessa - il “Regolamento in materia di rotazione del personale di cui
alla legge n. 190/2012” adottato con determinazione presidenziale n. 26 del 20 marzo 2018.
Il testo del Regolamento, come sopra modificato, è allegato alla presente deliberazione di cui costituisce
parte integrante.
La presente deliberazione viene inviata al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al Ministero
dell’Economia e delle finanze e alla Presidenza del Consiglio- Dipartimento della Funzione pubblica.
IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
Gaetano Corsini Gabriele Fava
REGOLAMENTO
IN MATERIA DI ROTAZIONE DEL PERSONALE
DI CUI ALLA LEGGE N. 190/2012
Art. 1
Finalità
1. Il presente regolamento definisce i criteri della rotazione del personale operante
nei settori particolarmente esposti al rischio corruzione, prevista dalla legge n.
190 del 6 novembre 2012 recante: “Disposizioni per la prevenzione e la
repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione”,
nel rispetto dei principi e degli indirizzi enunciati dall’Autorità Nazionale
Anticorruzione (ANAC) nei Piani Nazionali Anticorruzione.
2. La rotazione del personale, come disciplinata dal presente regolamento,
rappresenta, altresì, un criterio organizzativo di carattere generale che l’Istituto
adotta al fine di conseguire una migliore organizzazione del lavoro, assicurare
il progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate, accrescere
e valorizzare le professionalità presenti al suo interno.
Art. 2
Principi generali e strumenti di attuazione
1. I criteri di rotazione di cui al presente regolamento sono definiti nell’ottica di
contemperare le finalità di cui all’art. 1 con quelle dirette ad assicurare il buon
andamento e la continuità dell’azione amministrativa, nonché la puntuale
erogazione delle prestazioni e la qualità dei servizi resi.
2. Si assume, pertanto, quale presupposto fondamentale, il principio per il quale
la rotazione non può implicare il conferimento di incarichi a soggetti privi delle
competenze necessarie.
3. Nell’Istituto, il presidio del buon andamento e della continuità dell’azione
amministrativa è, inoltre, garantito dal sistema dei “controlli interni” previsto
dal vigente Regolamento di Organizzazione, nonché dal sistema dei “controlli
del processo produttivo” che, in particolare, coinvolge tutte le strutture e le
risorse dell’Ente, e si articola in un insieme di regole, procedure, azioni -
suscettibili di implementazioni ed aggiornamenti da parte
dell’amministrazione - che contribuiscono ad assicurare la correttezza e la
stabilità dei processi di produzione, nonché la sorveglianza costante sui fattori
di rischio operativo.
1
4. L’introduzione dei criteri di rotazione delineati nel presente documento tiene
conto, altresì, del processo di acquisizione di nuove risorse avviato
dall’Istituto.
5. Il presente regolamento è, altresì, improntato al principio in virtù del quale la
maggiore o minore ampiezza dei poteri e compiti assegnati e/o la maggiore o
minore fungibilità del ruolo ricoperto determinano una maggiore o minore
necessità di rotazione.
6. La rotazione può essere attuata attraverso la modifica dei compiti e delle
responsabilità attribuiti al personale (rotazione di carattere funzionale) e/o
attraverso l’attribuzione di compiti e responsabilità afferenti ad ambiti
territoriali differenti (rotazione di carattere territoriale).
7. Resta ferma l’applicazione, da parte dell’Istituto, di tutte le altre misure di
prevenzione della corruzione, obbligatorie ex lege e individuate di iniziativa
dall’Amministrazione, comprese quelle concernenti gli adempimenti in tema di
“trasparenza”, nei termini annualmente fissati in sede di aggiornamento del
Piano Integrato di attività e organizzazione (PIAO) nella sottosezione “Rischi
corruttivi e trasparenza”. La rotazione si pone in un rapporto di
complementarità sia rispetto alle altre misure di prevenzione della corruzione,
sia rispetto al sistema di “gestione del rischio corruzione”, parimenti attuato
dall’Istituto e inteso, in conformità alle previsioni dei Piani Nazionali
Anticorruzione, quale insieme di iniziative coordinate per guidare e tenere
sotto controllo l’attività dell’amministrazione al fine di ridurre le probabilità
che il rischio corruzione si verifichi.
Art. 3
Ambito oggettivo di applicazione
1. I settori particolarmente esposti al rischio corruzione sono quelli individuati
dall’art. 1, comma 16, della legge n.190/2012 e specificati dall’allegato n. 1
del PNA 2019 nonché quelli indicati dall’Istituto nel “Registro degli eventi
rischiosi” e, segnatamente, quelli deputati allo svolgimento dei procedimenti
relativi a:
a. acquisizione e gestione del personale;
b. contratti pubblici;
2
c. provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari privi di effetto
economico diretto ed immediato per il destinatario;
d. provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari con effetto
economico diretto ed immediato per il destinatario;
e. gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio;
f. controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni;
g. affari legali e contenzioso;
h. incarichi e nomine;
i. performance, organizzazione e sistemi informativi ed innovazione digitale;
j. supporto agli organi;
k. studi, ricerche e rilevazioni statistiche attuariali;
l. comunicazione e protezione dati.
2. Considerata la trasversalità e la stretta connessione tra i diversi processi
dell’Istituto, nonché gli interessi pubblici tutelati, la misura della rotazione del
personale si applica a tutti i settori.
Art. 4
Ambito soggettivo di applicazione
1. Il presente regolamento si applica ai dirigenti, ai coordinatori, anche generali,
dei rami professionali legale, tecnico-edilizio e statistico attuariale, al
coordinatore generale medico legale ed ai responsabili di U.O. medico legali,
centrali e territoriali, nonché ai responsabili di posizione organizzativa, ed
integra quanto già previsto nelle disposizioni adottate dall’Istituto in tema di
rotazione, per dirigenti e professionisti.
2. Per le norme di carattere generale di cui agli artt. 2, 10, 11 e 12 il presente
regolamento trova applicazione nei confronti di tutto il personale dipendente
ovvero in servizio presso l’Istituto con altro tipo di rapporto di lavoro.
3
Art. 5
Rotazione del personale dirigenziale
1. Fermi restando i principi e criteri di carattere generale sopra enunciati, la
rotazione dei dirigenti, nel rispetto delle previsioni normative e delle
disposizioni dell’Istituto sui criteri per il conferimento e sulla durata degli
incarichi dirigenziali, al di fuori dei casi di revoca dell’incarico e delle ipotesi di
applicazione di misure cautelari, avviene al termine dell’incarico.
2. Il criterio per la rotazione del personale dirigenziale di cui al presente articolo
è di tipo funzionale e/o territoriale, secondo le definizioni di cui all’art. 2,
comma 6.
3. Per i dirigenti è prevista la possibilità di riattribuzione dell’incarico già
ricoperto, per una sola volta, laddove si ravvisino esigenze organizzative e/o
funzionali, adeguatamente motivate nel relativo provvedimento di
conferimento.
4. Per gli incarichi di livello dirigenziale non generale afferenti alle strutture della
Direzione generale, è possibile, in via di eccezione, l’attribuzione del
medesimo incarico per una terza volta, tenuto conto dell’alta specializzazione
dei compiti assegnati e della particolare competenza posseduta, nonché
dell’esigenza di garantire il buon andamento e la continuità dell’azione
amministrativa, adeguatamente motivate nel relativo provvedimento di
conferimento.
5. Qualora le attività svolte dal dirigente destinatario della attribuzione, ai sensi
del comma precedente, del medesimo incarico per una terza volta, siano
riconducibili a quelle di cui all’art. 3, comma 1, del presente regolamento, il
Responsabile di Struttura centrale è tenuto ad effettuare il monitoraggio delle
stesse, anche attraverso ulteriori controlli a campione, finalizzati ad evitare il
verificarsi di fenomeni a rischio di corruzione.
6. Fermo restando quanto sopra, in deroga a quanto indicato al comma 3, è
consentita per gli incarichi dirigenziali di livello generale, nonché per gli
incarichi dirigenziali territoriali di livello non generale, al fine di garantire
continuità gestionale, la riattribuzione dell’incarico per una terza volta, nel
caso in cui il dirigente maturi il diritto alla pensione di vecchiaia per il
raggiungimento dei limiti ordinamentali prima della scadenza dell’ulteriore
incarico attribuito.
4
7. Fatto salvo quanto previsto al precedente comma 6, nell’ipotesi di avvenuta
riattribuzione dell’incarico già ricoperto alle condizioni di cui ai precedenti
commi, in sede di procedura per il conferimento degli incarichi dirigenziali di
livello generale e di livello dirigenziale, è consentita la candidatura
esclusivamente con riferimento a posizioni diverse. La candidatura per il
medesimo incarico sarà comunque consentita decorso un periodo di durata
almeno pari a quello previsto dalle disposizioni ordinamentali e contrattuali
sulla durata degli incarichi.
8. L’attribuzione del nuovo incarico, in conseguenza della rotazione, avviene nel
rispetto dei criteri, delle modalità e delle condizioni per il conferimento degli
incarichi dirigenziali, previsti dalle disposizioni dell’Istituto.
9. Al fine di assicurare l’osservanza dei tempi di rotazione, è previsto un sistema
di monitoraggio, disciplinato dal successivo art. 14, che, con cadenza annuale,
consenta di verificare l’effettivo avvicendamento alla scadenza temporale
prevista.
10. Nell’ottica di garantire la continuità della gestione amministrativa, di norma,
la rotazione degli incarichi dirigenziali deve essere espletata, da un punto di
vista temporale, in modo asincrono alla rotazione del personale di cui ai
successivi artt. 9 e 10.
Art. 6
Rotazione dei titolari di incarichi di coordinamento
Medico- legale
1. Fermi restando i principi e criteri di carattere generale sopra enunciati, la
rotazione del coordinatore generale medico-legale, dei coordinatori centrali
medico legali e del personale medico responsabile di Unità Operative Semplici
(UOS) e Complesse (UOC), nel rispetto delle previsioni ordinamentali e
contrattuali sulla durata degli incarichi, nonché al di fuori dei casi di revoca
dell’incarico e delle ipotesi di applicazione di misure cautelari, avviene al
termine dell’incarico.
2. Il criterio per la rotazione del personale di cui al presente articolo è di tipo
funzionale e/o territoriale, secondo le definizioni di cui all’art. 2, comma 6.
3. Al fine di salvaguardare le professionalità acquisite e le conoscenze
dell’Istituto, la rotazione dei medici già titolari di incarico di coordinamento
5
e/o di responsabilità di UOS o UOC, può avvenire con la permanenza, senza
incarico, nell’ambito dello stesso ufficio o settore di specializzazione.
4. Per i titolari di incarichi di cui al presente articolo è prevista la possibilità di
riattribuzione dell’incarico già ricoperto, per una sola volta, laddove si
ravvisino esigenze organizzative e/o funzionali, adeguatamente motivate nel
relativo provvedimento di conferimento.
5. Fermo restando quanto sopra, in deroga a quanto indicato al comma 4, è
consentita, al fine di garantire continuità gestionale, la riattribuzione
dell’incarico per una terza volta, nel caso in cui il medico maturi il diritto alla
pensione di vecchiaia per il raggiungimento dei limiti ordinamentali prima della
scadenza dell’ulteriore incarico attribuito.
6. Fatto salvo quanto previsto al precedente comma 5, nell’ipotesi di avvenuta
riattribuzione dell’incarico già ricoperto, in sede di procedura per il
conferimento degli incarichi, è consentita la candidatura esclusivamente con
riferimento a posizioni diverse. La candidatura per il medesimo incarico è
comunque consentita decorso un periodo di durata, senza incarico o con altro
incarico, almeno pari a quello previsto dalle disposizioni ordinamentali e
contrattuali sulla durata degli incarichi.
7. Al fine di assicurare l’osservanza dei tempi di rotazione, è previsto un sistema
di monitoraggio, disciplinato dal successivo art. 14, che, con cadenza annuale,
consenta di verificare l’effettivo avvicendamento alla scadenza temporale
prevista.
8. L’attribuzione del nuovo incarico, in conseguenza della rotazione, avviene nel
rispetto dei criteri e delle modalità per il conferimento degli incarichi, previsti
dalle disposizioni dell’Istituto.
Art. 7
Rotazione dei titolari di incarichi di coordinamento
Legale e Tecnico-edilizio
1. Fermi restando i principi e criteri di carattere generale sopra enunciati, la
rotazione dei Professionisti delle Aree Legale e Tecnico-edilizio, titolari di
incarico di coordinamento generale, centrale e territoriale, nel rispetto delle
previsioni ordinamentali e contrattuali sulla durata degli incarichi, nonché al
di fuori dei casi di revoca dell’incarico e delle ipotesi di applicazione di misure
cautelari, avviene al termine dell’incarico.
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2. Il criterio per la rotazione del personale di cui al presente articolo è di tipo
funzionale e/o territoriale, secondo le definizioni di cui all’art. 2, comma 6.
3. Al fine di salvaguardare le professionalità acquisite e le conoscenze
dell’Istituto, la rotazione dei professionisti già titolari di incarico di
coordinamento può avvenire con la permanenza, senza incarico, nell’ambito
dello stesso ufficio o settore di specializzazione.
4. Per i titolari di incarichi di cui al presente articolo, è prevista la possibilità di
riattribuzione dell’incarico già ricoperto, per una sola volta, laddove si
ravvisino esigenze organizzative e/o funzionali, adeguatamente motivate nel
relativo provvedimento di conferimento.
5. Fermo restando quanto sopra, in deroga a quanto indicato al comma 4, è
consentita, al fine di garantire continuità gestionale, la riattribuzione
dell’incarico per una terza volta, nel caso in cui il professionista maturi il diritto
alla pensione di vecchiaia per il raggiungimento dei limiti ordinamentali prima
della scadenza dell’ulteriore incarico attribuito.
6. Fatto salvo quanto previsto al precedente comma 5, nell’ipotesi di avvenuta
riattribuzione dell’incarico già ricoperto, in sede di procedura per il
conferimento degli incarichi, è consentita la candidatura esclusivamente con
riferimento a posizioni diverse. La candidatura per il medesimo incarico è
comunque consentita decorso un periodo di durata, senza incarico o con altro
incarico, almeno pari a quello previsto dalle disposizioni ordinamentali e
contrattuali sulla durata degli incarichi.
7. Al fine di assicurare l’osservanza dei tempi di rotazione, è previsto un sistema
di monitoraggio, disciplinato dal successivo art. 14, che, con cadenza annuale,
consenta di verificare l’effettivo avvicendamento alla scadenza temporale
prevista.
8. L’attribuzione del nuovo incarico, in conseguenza della rotazione, avviene nel
rispetto dei criteri e delle modalità per il conferimento degli incarichi, previsti
dalle disposizioni dell’Istituto.
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Art. 8
Rotazione dei titolari di incarichi di coordinamento
statistico-attuariale
1. Fermi restando i principi e criteri di carattere generale sopra enunciati, la
rotazione del professionista statistico-attuariale, titolare dell’incarico di
coordinamento generale o centrale, nel rispetto delle previsioni ordinamentali
e contrattuali sulla durata degli incarichi, nonché al di fuori dei casi di revoca
dell’incarico e delle ipotesi di applicazione di misure cautelari, avviene al
termine dell’incarico.
2. Il criterio per la rotazione del titolare dell’incarico di cui al presente articolo è
di tipo funzionale secondo le definizioni di cui all’art. 2, comma 6.
3. Al fine di salvaguardare le professionalità acquisite e le conoscenze
dell’Istituto, la rotazione dei professionisti già titolari di incarico di
coordinamento può avvenire con la permanenza, senza incarico, nell’ambito
dello stesso ufficio o settore di specializzazione.
4. È prevista la possibilità di riattribuzione dell’incarico già ricoperto, per una sola
volta, laddove si ravvisino esigenze organizzative e/o funzionali,
adeguatamente motivate nel relativo provvedimento di conferimento.
5. Fermo restando quanto sopra, in deroga a quanto indicato al comma 4, è
consentita, al fine di garantire continuità gestionale, la riattribuzione
dell’incarico per una terza volta, nel caso in cui il professionista statistico-
attuariale maturi il diritto alla pensione di vecchiaia per il raggiungimento dei
limiti ordinamentali prima della scadenza dell’ulteriore incarico attribuito.
6. Fatto salvo quanto previsto al precedente comma 5, nell’ipotesi di avvenuta
riattribuzione dell’incarico già ricoperto in sede di procedura per il
conferimento degli incarichi, è consentita la candidatura esclusivamente con
riferimento a posizioni diverse. La candidatura per il medesimo incarico sarà
comunque consentita decorso un periodo di durata, senza incarico o con altro
incarico, almeno pari a quello previsto dalle disposizioni ordinamentali e
contrattuali sulla durata degli incarichi.
7. Al fine di assicurare l’osservanza dei tempi di rotazione, è previsto un sistema
di monitoraggio, disciplinato dal successivo art. 14, che, con cadenza annuale,
consenta di verificare l’effettivo avvicendamento alla scadenza temporale
prevista.
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8. L’attribuzione del nuovo incarico, in conseguenza della rotazione, avviene nel
rispetto dei criteri e delle modalità per il conferimento degli incarichi, previsti
dalle disposizioni dell’Istituto.
Art. 9
Rotazione dei titolari di posizione organizzativa
1. In analogia con i limiti legali previsti per la durata degli incarichi dirigenziali e
secondo criteri di ragionevolezza, per il personale titolare di posizione
organizzativa, la permanenza nell’incarico viene fissata in conformità delle
previsioni ordinamentali e contrattuali sulla durata dei medesimi.
2. Il criterio per la rotazione del personale di cui al presente articolo è di tipo
funzionale, secondo le definizioni di cui all’art. 2, comma 6.
3. Qualora non sia possibile attuare la rotazione funzionale, può essere applicato
il criterio di rotazione su base territoriale, secondo le definizioni di cui all’art.
2, comma 6.
4. È prevista la possibilità di riattribuzione dell’incarico già ricoperto, laddove si
ravvisino esigenze organizzative adeguatamente rappresentate dal
Responsabile di Struttura centrale/Direttore regionale/Direttore di
coordinamento metropolitano.
5. Fermo restando quanto sopra, l’incarico può essere attribuito per una terza
volta per motivate e rilevanti esigenze di carattere organizzativo volte ad
assicurare la continuità ed il buon andamento dell’azione amministrativa,
adeguatamente rappresentate, dal Responsabile di Struttura
centrale/Direttore regionale/Direttore di coordinamento metropolitano.
6. Nell’ipotesi di cui al comma precedente, il Responsabile di Struttura
centrale/Direttore regionale/Direttore di coordinamento metropolitano è
tenuto ad effettuare il monitoraggio delle attività svolte dal dipendente
interessato, anche attraverso ulteriori controlli a campione, finalizzati ad
evitare il verificarsi di fenomeni a rischio di corruzione.
7. Nell’ipotesi di avvenuta riattribuzione dell’incarico già ricoperto alle condizioni
di cui ai precedenti commi, non è consentita la candidatura dei funzionari che
abbiano già ricoperto l’incarico oggetto del bando di interpello/selezione nel
periodo di durata precedente alla pubblicazione del bando medesimo. Tale
personale può presentare la candidatura per una posizione organizzativa
diversa da quella precedentemente ricoperta. La candidatura per il medesimo
9
incarico è comunque consentita decorso un periodo, senza incarico o con altro
incarico, di durata almeno pari a quello previsto dalle disposizioni
ordinamentali e contrattuali sulla durata degli incarichi.
8. L’osservanza dei tempi di rotazione dei titolari di posizione organizzativa sarà
oggetto di monitoraggio annuale che consenta di verificare l’effettivo
avvicendamento alla scadenza temporale prevista come disposto dal
successivo art. 14.
9. La rotazione degli incarichi di posizione organizzativa deve, di norma,
uniformarsi al criterio di asincronicità secondo la logica e le finalità già previste
per la rotazione dei dirigenti. Il funzionario, trasferito a nuovo ufficio, potrà
collaborare con un Dirigente con esperienza specifica nel settore già
consolidata.
10. Ai fini della rotazione, una volta scaduto l’incarico a seguito del decorso del
limite temporale di cui al comma 1, l’attribuzione del nuovo incarico deve
avvenire nel rispetto dei requisiti di partecipazione e secondo le modalità
stabiliti dall’Istituto.
11. Nelle more dell’espletamento delle procedure per il conferimento degli
incarichi di posizione organizzativa, è facoltà dell’Istituto disporre la proroga
degli incarichi di cui al presente articolo, per un periodo massimo di sei mesi.
Art. 10
Rotazione del personale
1. Fatte salve le specifiche disposizioni previste negli articoli 5, 6, 7, 8 e 9, la
rotazione deve intendersi quale criterio organizzativo di carattere generale,
applicabile a tutto il personale, nell’ottica di prevenire il consolidarsi di
relazioni che possano generare dinamiche irregolari nella gestione
amministrativa.
2. La rotazione rappresenta una misura ulteriore rispetto alle altre azioni di
contrasto alla “corruzione” richiamate nel PIAO e, in considerazione delle
implicazioni che la stessa comporta, deve essere necessariamente adeguata
alle esigenze organizzative e funzionali di ciascun ufficio, al fine di evitare che
dalla stessa possano derivare inefficienze e malfunzionamenti.
3. La valutazione sull’adozione delle misure attuative della rotazione è rimessa
al responsabile della struttura nella quale il predetto personale è incardinato.
10
Art. 11
Rotazione del personale
in situazione di conflitto di interessi
1. Nell’ipotesi in cui si configuri, ai sensi della normativa vigente e delle
disposizioni dell’Istituto in materia, un sopravvenuto conflitto di interessi,
anche potenziale, che impedisca il sereno e regolare esercizio delle funzioni
di servizio e “in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza”,
il personale interessato è destinato allo svolgimento di un incarico relativo
ad un ambito operativo diverso da quello caratterizzante l’attività
precedentemente svolta o comunque ad un incarico analogo ma competente
rispetto a diverso bacino di utenza.
2. Nell’ipotesi in cui la situazione di conflitto riguardi un dirigente, le attività
oggetto di conflitto devono essere riassunte dal dirigente gerarchicamente
sovraordinato che, nelle more della individuazione del nuovo titolare, deve
garantirne il presidio in prima persona o individuare un altro dirigente cui
affidare la responsabilità delle funzioni interessate.
3. Analogamente, qualora interessato dalla situazione di conflitto sia personale
appartenente alle Aree professionali o all’Area Medica, le attività sono
proseguite dal rispettivo coordinatore/responsabile di riferimento fino alla
individuazione di un nuovo incaricato.
4. Qualora il conflitto riguardi funzionari titolari di posizione organizzativa, il
dirigente deve avocare a sé ogni compito relativo al procedimento
interessato fino alla nomina del nuovo titolare. Nel caso in cui il conflitto di
interesse comprometta l’ordinario espletamento delle attività di competenza
del titolare di posizione organizzativa coinvolto, quest’ultimo può essere
ricollocato secondo le modalità di attribuzione delle posizioni organizzative
vigenti presso l’Istituto.
Art. 12
Rotazione del personale
sottoposto a procedimento penale o disciplinare
1. In conformità a quanto previsto dall’art. 16, comma 1, lett. L quater), del D.
Lgs. n. 165/2001, introdotto dall’art. 1, comma 24, del D. Lgs n. 95/2012,
11
convertito nella legge n. 135/2012, dai Piani Nazionali Anticorruzione e dalla
delibera ANAC n. 215 del 26 marzo 2019 che hanno fornito indicazioni per
l’applicazione della suddetta tipologia di rotazione, in caso di notizia formale
di avvio di procedimento penale e/o disciplinare per fatti di natura corruttiva,
l’Istituto procede all’assegnazione del dipendente interessato ad altro ufficio,
salva la possibilità di sospensione del rapporto.
2. Qualora il dipendente sia un dirigente con incarico di livello dirigenziale, il
Dirigente di livello generale gerarchicamente sovraordinato dispone, con
provvedimento motivato, la revoca dell’incarico e l’assegnazione
dell’interessato ad altro incarico.
3. Qualora il dipendente sia un medico o professionista titolare di incarico di
responsabile di Unità Operativa o di Coordinamento, il Direttore generale, su
proposta del Coordinatore generale di riferimento, dispone, con
provvedimento motivato, la revoca dell’incarico e l’assegnazione
dell’interessato ad altro incarico.
4. Qualora il dipendente sia un dirigente con incarico di livello dirigenziale
generale ovvero il Coordinatore generale di uno dei rami professionali, il
Presidente, su proposta del Direttore Generale, dispone, con provvedimento
motivato, la revoca dell’incarico e l’assegnazione dell’interessato ad altro
incarico.
5. Tra i fatti di natura corruttiva sono ricompresi i reati di cui al Libro II, Titolo
II, Capo I «Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione»
del Codice penale, nonché i reati di cui agli artt. 346 bis, 353, 353 bis c.p.
Art. 13
Piano Formativo
1. L’Istituto elabora, sulla base di una preliminare rilevazione dei fabbisogni, un
programma organico e trasversale di formazione e qualificazione
professionale destinato a tutti i dipendenti non appartenenti ai ruoli
dirigenziali e/o professionali, nell’ottica di assicurare la continuità operativa
delle strutture organizzative, il consolidamento e la trasmissione delle
competenze specialistiche e operative, al fine di consentirne l’impiego nelle
varie aree di attività istituzionali.
2. Al medesimo fine, pianifica - previa rilevazione del fabbisogno individuale -
specifiche e mirate attività di formazione, realizzate con diverse modalità di
intervento, per il personale titolare di una posizione organizzativa interessata
12
dalla rotazione per effetto dell’applicazione dei criteri di cui all’art. 9 del
presente regolamento.
3. Nell’iter delle procedure di interpello per l’attribuzione di incarichi di posizione
organizzativa avvalendosi anche delle attività di monitoraggio previste all’art.
14, è previsto un congruo periodo/finestra - successivo all’espletamento della
procedura di selezione e precedente all’effettivo conferimento dell’incarico -
in cui il nuovo responsabile di posizione organizzativa è adeguatamente
affiancato dal precedente titolare.
4. Le modalità di affiancamento prevedono, nello specifico, l’alternanza di
sessioni di affiancamento/”on the job” (per l’apprendimento sul campo) e di
momenti di formazione “off the job” (in aula, per la contestualizzazione
necessaria ad acquisire abilità complesse) strutturate in modo da guidare la
risorsa, individuata come neo-titolare, verso il massimo livello di autonomia
e operatività, anche attraverso modalità di co-gestione del lavoro.
5. Al fine di massimizzare l’efficacia degli interventi formativi, la Direzione
centrale Risorse umane e le Direzioni regionali devono avere cura di
contemperare necessità organizzative e logistiche, destinando comunque alle
attività formative un periodo di tempo non inferiore ai tre mesi.
Art. 14
Monitoraggio della rotazione
1. In coerenza con quanto disposto dall’art 1, comma 10, lettera b) della L.
190/2012, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della
trasparenza verifica l’effettiva rotazione degli incarichi attraverso
l’acquisizione trimestrale di un report di dati trasmesso dalle Strutture
competenti alla fornitura del dato medesimo.
Art.15
Disposizioni transitorie e finali
1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano anche agli incarichi in
corso alla data di entrata in vigore dello stesso, ivi compresi quelli conferiti
in via provvisoria e/o oggetto di proroga, ferme restando le naturali scadenze
dei medesimi.
13
2. Per il personale di cui all’art. 9 del presente regolamento, i limiti temporali
rilevanti ai fini della rotazione cominciano a decorrere a partire dal primo
incarico conferito ai sensi della determinazione del Direttore generale n. 26
del 26 febbraio 2025.
3. Nel caso in cui, anche a seguito di processi di riorganizzazione, l’incarico non
trovi esatta corrispondenza in quelli precedenti, si ha riguardo all’oggetto
principale dello stesso.
4. Qualora si renda necessario, gli incarichi di cui al presente regolamento sono
prorogati per la durata non superiore a sei mesi e devono essere riattribuiti
entro tale termine, nel rispetto delle previsioni del presente regolamento.
5. Il presente regolamento entra in vigore dalla data di adozione.
14
ALLEGATO 5
ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DELIBERAZIONE N. 160
OGGETTO: Rideterminazione della retribuzione di posizione parte variabile e di risultato connessa
agli incarichi dirigenziali di livello generale
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Seduta del 16 ottobre 2025
Visto il D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639;
Vista la Legge 9 marzo 1989, n. 88;
Visto il D.lgs. 30 giugno 1994, n. 479;
Visto il D.P.R. 24 settembre 1997, n.366;
Visto il D.P.R. del 9 febbraio 2024 di nomina del Presidente dell’Istituto Nazionale della
Previdenza Sociale;
Visto il D.P.C.M. del 13 marzo 2024 relativo alla costituzione del Consiglio di Amministrazione
dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale;
Visto il D.M. del 29 aprile 2024 di nomina del Direttore Generale dell'Istituto Nazionale della
Previdenza Sociale;
Visto il Regolamento di Organizzazione dell’Istituto, adottato con deliberazione del Consiglio di
Amministrazione n. 4 del 6 maggio 2020, da ultimo modificato con determinazione
commissariale n. 49 del 14 settembre 2023;
Visto l’Ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’INPS adottato con deliberazione del
Consiglio di Amministrazione n. 137 del 7 settembre 2022, come modificato, da ultimo,
con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 158 del 16 ottobre 2025;
Visto il Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme generali sull’ordinamento del
lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”;
Il Segretario Il Presidente
REP. n. 339 SOST
Visto il Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante “Misure in materia di ottimizzazione
della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni”;
Visto il Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2025 – 2027 (PIAO) adottato con deliberazione
del Consiglio di Amministrazione n. 17 del 29 gennaio 2025 e successivamente aggiornato con
deliberazioni del Consiglio di Amministrazione n. 129 del 16 luglio 2025 e n. 145 del 17 settembre
2025;
Vista la deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 22 del 30 maggio 2024 con la quale è stata
rideterminata la retribuzione di posizione parte variabile e di risultato connessa agli incarichi
dirigenziali di livello generale;
Ravvisata l’esigenza, a seguito delle modifiche apportate a livello organizzativo dalla citata
deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 158 del 16 ottobre 2025, di procedere alla
rideterminazione della suddetta retribuzione di posizione parte variabile e di risultato;
Visto l’art. 24 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nella parte in cui prevede che per gli
incarichi di uffici dirigenziali di livello generale il trattamento economico fondamentale e gli istituti
del trattamento economico accessorio sono stabiliti con contratto individuale, disponendo,
altresì, che la retribuzione del personale con qualifica dirigenziale è determinata dai contratti
collettivi per le aree dirigenziali e correlando il trattamento economico accessorio alle funzioni
attribuite, alle connesse responsabilità e ai risultati conseguiti;
Visto il CCNL dell’Area Funzioni centrali per il triennio 2019-2021, sottoscritto in data 16
novembre 2023;
Considerato che la normativa contrattuale vigente demanda a ciascun ente la costituzione del
fondo per la retribuzione di posizione di risultato dei dirigenti, nonché la determinazione della
graduazione delle funzioni dirigenziali, in base alla quale viene attribuito un valore economico ad
ogni posizione dirigenziale prevista nel sistema organizzativo, cui è correlato il trattamento
economico di posizione, ai sensi del citato art. 24 del d.lgs. n. 165/2001;
Attesa la necessità che il Fondo per il trattamento accessorio tenga conto, per ciascun anno,
degli effetti del presente atto, nei limiti e nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti, in attesa
di una ridefinizione complessiva del sistema incentivante in chiave meritocratica;
Vista la relazione predisposta sull’argomento dalla Direzione generale;
Su proposta del Direttore generale,
DELIBERA
di definire la retribuzione di posizione, parte variabile, e la retribuzione di risultato, come da tabella
di seguito indicata:
RISULTATO
Retribuzione
30%
posizione
QUALIFICA INCARICO retribuzione Coefficiente
variabile
posizione di risultato
annua
variabile
Dirigente con funzioni vicarie del
D0 85.000,00 25.500,00 145
Direttore generale
Direttori centrali - Direttore Servizi al
Territorio
Direttori regionali Lombardia,
Campania, Sicilia, Puglia, Piemonte, D1 80.000,00 24.000,00 140
Emilia-Romagna, Veneto, Toscana,
Lazio e Direttori di Coordinamento
Metropolitano Roma, Milano e Napoli
Responsabili incarichi di consulenza,
studio e ricerca di particolare
complessità
D2 75.000,00 22.500,00 130
Direttori regionali Abruzzo, Calabria,
Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche,
Sardegna
Direttori regionali Basilicata, Molise, D3 70.000,00 21.000,00 110
Umbria
Responsabili incarichi di consulenza, D4 60.000,00 18.000,00 110
studio e ricerca
La retribuzione di risultato è fissata nella misura massima del trenta per cento dell’importo
corrisposto a titolo di retribuzione di posizione, parte variabile.
IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
Gaetano Corsini Gabriele Fava
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