Regolamento UE In vigore Non_Fiscale

Regolamento UE 1013/2018

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1013 della Commissione, del 17 luglio 2018, che istituisce misure di salvaguardia provvisorie in relazione alle importazioni di determinati prodotti di acciaio

Pubblicato: 17/07/2018 In vigore dal: 17/07/2018 Documento ufficiale

Riferimento normativo

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1013 della Commissione, del 17 luglio 2018, che istituisce misure di salvaguardia provvisorie in relazione alle importazioni di determinati prodotti di acciaio EN: Commission Implementing Regulation (EU) 2018/1013 of 17 July 2018 imposing provisional safeguard measures with regard to imports of certain steel products

Testo normativo

18.7.2018 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 181/39 REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/1013 DELLA COMMISSIONE del 17 luglio 2018 che istituisce misure di salvaguardia provvisorie in relazione alle importazioni di determinati prodotti di acciaio LA COMMISSIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, visto il regolamento (UE) 2015/478 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 marzo 2015 ( 1 ) , in particolare gli articoli 5 e 7, visto il regolamento (UE) 2015/755 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 marzo 2015 ( 2 ) , in particolare gli articoli 3 e 4, sentito il comitato per le misure di salvaguardia istituito rispettivamente ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2015/478 e dell'articolo 22, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2015/755, considerando quanto segue: I. CONTESTO (1) Il 26 marzo 2018 la Commissione ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea un avviso di apertura di un'inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di 26 categorie di prodotti di acciaio (2018/C 111/10) ( 3 ) . La Commissione ha deciso di aprire l'inchiesta perché vi sono sufficienti elementi di prova che le importazioni di questi prodotti possano causare o minaccino di causare un grave pregiudizio ai produttori dell'Unione interessati. (2) Il 28 giugno la Commissione ha inoltre pubblicato un avviso con il quale estendeva l'inchiesta ad altre due categorie di prodotti ( 4 ) . (3) Le informazioni a disposizione della Commissione provenienti dall'attuale meccanismo di vigilanza preventiva sull'acciaio ( 5 ) e da fonti interne all'industria dell'Unione mostravano che la tendenza alla crescita delle importazioni di queste categorie di prodotti, e le pericolose condizioni economiche e commerciali prevalenti, tra cui la situazione dell'industria siderurgica dell'Unione, giustificavano un esame approfondito. (4) Inoltre, alla luce delle misure nei confronti delle importazioni di acciaio adottate dagli Stati Uniti d'America («Stati Uniti») a norma della sezione 232 della legge per l'espansione degli scambi (Trade Expansion Act) del 1962 («Sezione 232»), sussisteva un elevato rischio di ulteriore incremento delle importazioni conseguente alla diversione degli scambi. (5) In un contesto di persistenti sovraccapacità mondiali, queste circostanze possono mettere a repentaglio l'industria siderurgica dell'Unione, che è ancora vulnerabile a un probabile imminente aumento delle importazioni e che sta ancora recuperando il danno causato da pratiche commerciali sleali adottate di recente in diversi parti del mondo sui prodotti siderurgici. (6) L'11 aprile 2018 la Commissione ha pubblicato una «nota al fascicolo» che presentava importanti statistiche sulle importazioni e gli indicatori disponibili sul pregiudizio. In relazione a questa «nota al fascicolo», la Commissione ha ricevuto 41 contributi da paesi terzi, associazioni nazionali e singole imprese siderurgiche. (7) Diverse parti interessate hanno lamentato che la Commissione non abbia presentato in modo adeguato e puntuale gli elementi di prova sui quali si è fondata l'apertura dell'inchiesta di salvaguardia. A loro giudizio, questa omissione non ha consentito alle parti interessate di esercitare a pieno i propri diritti di difesa. Più precisamente, diverse parti interessate hanno lamentato che la «nota al fascicolo» resa disponibile l'11 aprile 2018 non presentava dati sulle vendite dell'Unione, sulle esportazioni dell'Unione, sui consumi dell'Unione né sulla produzione totale dell'Unione. (8) Contrariamente a queste affermazioni, la «nota al fascicolo» conteneva in realtà dati sulle vendite dell'Unione, sui consumi dell'Unione e sulla produzione totale dell'Unione. Inoltre la Commissione ritiene che i principali elementi e dati disponibili siano stati adeguatamente riepilogati sia nell'avviso di apertura dell'inchiesta pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea sia nell'avviso di inchiesta inviato all'OMC ai sensi dell'articolo 12.1(a) dell'accordo dell'OMC sulle misure di salvaguardia. (9) La Commissione ritiene quindi di aver assolto il proprio obbligo legale di proteggere adeguatamente il diritto di difesa dei soggetti interessati. In ogni caso, le parti interessate hanno comunque la possibilità di esercitare i propri diritti nella restante parte dell'inchiesta. (10) Al fine di ottenere le informazioni necessarie a eseguire una valutazione approfondita, la Commissione ha inviato dei questionari ai produttori noti dell'UE e a tutti i produttori esportatori, importatori e utilizzatori dei prodotti oggetto dell'inchiesta che ne abbiano fatto richiesta entro i termini stabiliti nell'avviso di apertura. Questi soggetti, insieme ai paesi terzi, sono stati anche invitati a presentare un proprio contributo. La Commissione ha ricevuto 222 risposte ai questionari e 74 contributi. II. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE O DIRETTAMENTE CONCORRENTE (11) La Commissione ha aperto l'inchiesta di salvaguardia su 26 categorie di prodotti siderurgici importate nell'UE e il 28 giugno ha esteso l'ambito della stessa a 2 ulteriori categorie di prodotti per mezzo di un avviso modificativo dell'avviso di apertura ( 6 ) . Le 28 categorie di prodotti («il prodotto in esame» o le «categorie di prodotti in esame») rientrano tutte nel meccanismo di vigilanza sull'acciaio introdotto dalla Commissione nel maggio 2016. Sono anche soggette alle misure tariffarie statunitensi ai sensi della Sezione 232. Le categorie di prodotti in esame, unitamente ai codici NC con cui sono attualmente classificate, sono elencate nell'allegato I. (12) In questa valutazione preliminare, la Commissione rileva che le 28 categorie di prodotti fabbricati da produttori dell'Unione (di seguito «il prodotto simile» o «le categorie di prodotti simili») sono simili o direttamente concorrenti delle categorie di prodotti in esame. I prodotti fabbricati nell'Unione e i prodotti importati in esame presentano le stesse caratteristiche fisiche, tecniche e chimiche fondamentali; presentano gli stessi utilizzi e le informazioni sul prezzo e sulla qualità che li riguardano sono facilmente disponibili; sono anche venduti attraverso canali simili o identici a clienti che li acquistano o possono acquistarli da esportatori interni e da esportatori esteri, in alternativa. Pertanto vi è una serrata concorrenza tra le categorie di prodotti in esame e quelle fabbricate da produttori dell'Unione nelle corrispondenti categorie. (13) La Commissione ha anche rilevato in questa analisi preliminare che vi è una stretta correlazione e una forte concorrenza tra prodotti classificati in diverse categorie e anche tra prodotti a differenti livelli di produzione all'interno di determinate categorie, dato che alcune categorie contengono la principale materia prima o il principale fattore di produzione per fabbricare altri prodotti di altre categorie di prodotti. (14) Alcuni esempi illustrano questa interrelazione e concorrenza all'interno e tra le categorie di prodotti. Ad esempio i nastri laminati a caldo vengono prodotti da bramme e arrotolati in bobine oppure prodotti in forma piana su laminatori a quarto. Tagliando i nastri a lunghezza si ottengono i fogli. I nastri stretti vengono prodotti direttamente oppure tagliando il nastro laminato a caldo. I prodotti laminati a caldo vengono anche usati nella produzione di tubi per il settore petrolchimico mentre i prodotti laminati a freddo vengono successivamente utilizzati da produttori di tubi saldati. Gran parte del nastro d'acciaio laminato a caldo viene quindi lavorata ulteriormente per produrre nastri laminati a freddo, che sono più sottili e presentano una finitura superficiale migliore. Una parte significativa dei prodotti laminati a freddo viene rivestita in metallo, con stagno o cromo per il settore dei contenitori, oppure con zinco ( 7 ) . (15) Molti produttori nell'Unione europea sono attivi nella produzione della maggior parte dei prodotti citati in precedenza. Ad esempio Arcelor Mittal non produce unicamente fogli e nastri laminati a caldo e a freddo ma esegue anche il rivestimento di diversi prodotti siderurgici e produce lamiere. Analogamente imprese come Voest Alpine e Tata Steel producono fogli e nastri laminati a caldo e a freddo e anche i prodotti siderurgici rivestiti da essi ricavati. (16) Inoltre, per effetto di questo livello di interrelazione, la pressione competitiva può essere spostata facilmente da un prodotto a un altro. Ad esempio, se vengono istituite misure di protezione commerciale su un prodotto, ad esempio le bobine d'acciaio, quel prodotto può essere sottoposto a ulteriore trasformazione nello stesso paese ed esportato sotto una forma differente per evitare le misure aggiuntive e competere comunque con i prodotti domestici. Non è nemmeno escluso che paesi terzi importino parte di questi prodotti a basso costo e li trasformino prima di riesportarli nell'Unione. (17) Date queste interrelazioni e interconnessioni, e poiché (come verrà meglio illustrato più avanti) la possibile diversione degli scambi che potrebbe derivare dalle misure adottate ai sensi della Sezione 232 degli Stati Uniti vale per tutte le categorie di prodotti, dato che queste misure si applicano orizzontalmente a tutti i prodotti siderurgici, senza distinzione di forma, dimensioni o composizione, l'analisi ai fini della determinazione provvisoria è stata eseguita sia complessivamente per tutte le 28 categorie di prodotti, come i prodotti in esame (ossia acciaio in diverse forme) sia singolarmente per ogni categoria di prodotto ( 8 ) . III. I PRODUTTORI DELL'UNIONE (18) La maggior parte dei produttori dell'Unione fa parte dell'Associazione europea della siderurgia («Eurofer») oppure, per quanto riguarda i tubi, della European Steel Tube Association («ESTA»). Queste due associazioni settoriali rappresentano oltre il 95 % della produzione di acciaio dell'Unione. I loro membri hanno sede in quasi tutti gli Stati membri. (19) Per conto dei loro associati, queste associazioni settoriali hanno informato la Commissione che accolgono con favore l'apertura dell'inchiesta di salvaguardia, nonché l'adozione di misure che contrastino anche la diversione degli scambi conseguente alle misure adottate ai sensi della Sezione 232 che perturbano gravemente il mercato siderurgico, che non si è ancora pienamente ripreso dalla crisi dell'acciaio. IV. INCREMENTO DELLE IMPORTAZIONI (20) Sulla base delle informazioni provenienti da Eurostat, dal precedente meccanismo di vigilanza dell'acciaio, e dalle informazioni presentate dall'industria dell'Unione, la Commissione ha eseguito un'analisi preliminare dell'aumento delle importazioni dei prodotti in esame nel periodo 2013-2017. Per confermare la recente crescita delle importazioni, la Commissione ha anche esaminato l'andamento delle importazioni nel primo trimestre del 2018. (21) Le importazioni totali dei prodotti in esame hanno avuto la seguente evoluzione: 2013 2014 2015 2016 2017 importazioni (in migliaia di tonnellate) 18 861 22 437 27 164 29 778 30 573 indice 2013 = 100 100 119 144 158 162 quote di mercato 12,7 % 14,4 % 16,9 % 17,9 % 18,0 % Fonte: Eurostat (22) In generale, nel periodo 2013-2017 le importazioni dei 28 prodotti in esame sono complessivamente aumentate in termini assoluti del 62 %. L'aumento delle importazioni è stato marcato soprattutto fino al 2016. Successivamente, le importazioni hanno continuato ad aumentare confermandosi a livelli molto elevati. (23) Le importazioni della maggior parte delle singole categorie di prodotti rientranti nell'inchiesta hanno anche mostrato un aumento in termini assoluti negli ultimi cinque anni. Ad esempio, le importazioni delle maggiori categorie in termini di importazioni (categorie di prodotti 1, 4 e 7) sono aumentate rispettivamente del 45 %, 168 % e 78 %. (24) Non è stata invece registrata una crescita per 5 categorie di prodotti, nello specifico i prodotti 10, 11, 19, 24 e 27. La Commissione ritiene quindi che queste categorie di prodotti debbano essere escluse in questa fase dal campo di applicazione delle misure provvisorie. La Commissione si riserva comunque il diritto di includere queste 5 categorie di prodotti nel campo di applicazione delle misure definitive e a tale scopo continuerà a monitorare le importazioni in queste categorie. L'evoluzione delle importazioni per ogni categoria di prodotti è presentata nell'allegato II. (25) Oltre all'esclusione, in questa fase, delle categorie di prodotti indicate sopra, la Commissione ha anche valutato l'esclusione di alcuni paesi dal campo di applicazione delle misure, coerentemente con le conclusioni espresse nel considerando 121. Pertanto la Commissione ha esaminato l'andamento delle importazioni dopo aver escluso le importazioni di queste categorie di prodotti dai paesi suindicati dalla restante parte della sua analisi preliminare. (26) Alla luce di ciò, le importazioni dei prodotti interessati da questa determinazione preliminare hanno avuto la seguente evoluzione: 2013 2014 2015 2016 2017 importazioni (in migliaia di tonnellate) 17 367 20 764 25 556 28 174 29 122 indice 2013 = 100 100 120 147 162 168 quote di mercato 12,1 % 13,8 % 16,5 % 17,5 % 17,8 % Fonte: Eurostat (27) In termini assoluti le importazioni sono aumentate del 68 % nel periodo 2013-2017, con un incremento delle quote di mercato dal 12,1 % al 17,80 %. L'aumento più significativo è avvenuto nel periodo 2013-2016, ma le importazioni hanno continuato ad aumentare e a mantenersi a livelli elevati anche nel 2017. (28) La tendenza all'aumento delle importazioni prosegue anche nel 2018. Confrontando il primo trimestre 2018 con il primo trimestre del 2017, l'aumento complessivo delle importazioni è pari al 10 %. Per 9 categorie di prodotti, l'aumento è maggiore del 20 % mentre per una di queste categorie (la categoria 13) l'aumento è superiore al 100 %. Per di più, questo incremento si è prodotto anche prima dell'entrata in vigore delle misure adottate ai sensi della Sezione 232. (29) La Commissione conclude quindi che vi è stato un improvviso, repentino e significativo aumento delle importazioni in termini assoluti per le 23 categorie di prodotti. Inoltre, l'aumento delle importazioni continua anche nel primo trimestre 2018, e si prevede che sarà ancora più significativo alla luce della prevista diversione degli scambi conseguente alle misure adottate ai sensi della Sezione 232. V. EVOLUZIONI IMPREVISTE (30) La Commissione ha stabilito in via preliminare che il summenzionato aumento delle importazioni di prodotti siderurgici nell'Unione è stato il risultato di sviluppi imprevisti che hanno origine in diversi fattori che creano e aggravano gli squilibri nel commercio internazionale dei prodotti in esame. (31) In primo luogo, la capacità globale nominale di produzione di acciaio è più che raddoppiata dal 2000, passando da 1,05 miliardi di tonnellate nel 2000 a 2,29 miliardi di tonnellate nel 2016, rimanendo a un livello molto alto anche nel 2017 (2,27 miliardi di tonnellate) ( 9 ) . Inoltre, la produzione globale reale di acciaio nel 2016 (1,6 miliardi di tonnellate) era ancora di 100 milioni di tonnellate maggiore rispetto alla domanda globale (1,5 miliardi di tonnellate). Per questo motivo, negli ultimi anni si è registrato un divario importante tra la capacità mondiale nominale e la produzione, e tra la produzione e la domanda, che ha generato una sovraccapacità senza precedenti nel mercato mondiale dell'acciaio, che persiste nonostante le misure adottate per contenerla. Inoltre, guardando in prospettiva, se la produzione globale del 2017 è cresciuta di oltre il 5 % grazie alla ripresa economica, la domanda globale di acciaio nel 2018 crescerà solo moderatamente, con un ulteriore rallentamento nel 2019, secondo le previsioni. Nel 2017 vi sono stati segnali di ripresa, ma permangono importanti rischi. (32) Le imprese siderurgiche continuano a essere vulnerabili dal punto di vista finanziario perché, come indicato in precedenza, sussistono squilibri strutturali nel settore siderurgico. Gli squilibri sono accentuati da sovvenzioni distorsive e da misure di sostegno statale ( 10 ) . Data l'importanza dei costi fissi nel settore siderurgico, molti produttori di acciaio, in particolare nei paesi in cui lo Stato distorce il normale funzionamento delle forze di mercato, hanno mantenuto l'utilizzo della capacità a percentuali elevate, inondando i mercati di paesi terzi con prodotti a basso costo che non potevano essere assorbiti dal consumo interno. Questo ha comportato un aumento delle importazioni nell'UE e una depressione generalizzata dei prezzi. Nel 2017 i prezzi delle importazioni erano in genere inferiori rispetto ai prezzi dell'industria dell'Unione, sulla base di un confronto dei prezzi medi per ciascuna categoria di prodotti. Questo confronto dei prezzi medi non rispecchia necessariamente tutte le specificità che possono influenzare la comparabilità, ma rappresenta comunque una buona indicazione del livello generale dei prezzi delle importazioni rispetto ai prezzi dell'Unione. Per 17 categorie di prodotti è stata accertata una sottoquotazione, che si attesta tra l'1,2 % e il 23 %. (33) In secondo luogo, questo effetto è stato esacerbato da pratiche di restrizione degli scambi nei mercati di paesi terzi. Infatti, a partire dal 2014/2015, in reazione all'eccessiva offerta di acciaio e alle pratiche distorsive del mercato, diversi paesi hanno iniziato a ricorrere in misura maggiore a strumenti di politica commerciale e di difesa commerciale nel settore siderurgico con l'obiettivo di proteggere i propri produttori nazionali. Il Messico, il Sudafrica, l'India e la Turchia hanno applicato tariffe alle importazioni, comprese tra il 2,5 % e il 40 %, per una serie di prodotti siderurgici tra cui: acciaio laminato a caldo e a freddo, prodotti piatti di acciaio come i nastri e barre di rinforzo. Questi prodotti sono stati tipicamente importati in quantità crescenti nel periodo in esame. Inoltre alcuni paesi terzi hanno continuato a imporre misure restrittive degli scambi per tutto il 2017: alcuni paesi hanno introdotto prezzi minimi di importazione (India), alcuni hanno istituito norme nazionali obbligatorie per l'acciaio (Indonesia), mentre altri hanno istituito obblighi di preferenza nazionale, anche per gli appalti pubblici (Stati Uniti). (34) A ciò va aggiunto il fatto che è andato costantemente aumentando il ricorso a strumenti di difesa commerciale. Sulla base delle statistiche dell'OMC, se nel periodo 2011-2013 ogni anno erano state aperte in media circa 77 indagini sull'acciaio, nel periodo 2015-2016 questa media è salita a 117. A febbraio 2018, gli Stati Uniti avevano in essere 169 dazi antidumping e compensativi sull'acciaio, oltre a 25 indagini in corso che potrebbero portare a un quadro ancora più restrittivo per le importazioni di acciaio verso gli Stati Uniti ( 11 ) . Dato che gli Stati Uniti sono tra i maggiori paesi importatori di acciaio al mondo (rappresentano circa il 13,1 % delle importazioni mondiali di acciaio nel 2016), l'impatto di questo elevato numero di misure commerciali si è fatto sentire pesantemente in tutto il mondo. (35) In terzo luogo, nel contesto di persistente e prevalente sovraccapacità mondiale, data la loro importanza e il loro campo di applicazione, le misure illecite e restrittive adottate ai sensi della Sezione 232 sono suscettibili di causare un rilevante spostamento dei flussi di prodotti siderurgici verso l'Unione. Gli Stati Uniti hanno calcolato che l'istituzione di una singola tariffa trasversale in base alle misure adottate ai sensi della Sezione 232, senza escludere quasi nessun paese, dovrebbe ridurre le importazioni di circa 13 milioni di tonnellate, pari al 7 % del consumo dell'Unione ( 12 ) . Il mercato dell'Unione è in generale molto interessante per i prodotti siderurgici, sia in termini di domanda sia di prezzi. Alcuni dei principali esportatori verso gli Stati Uniti sono anche tradizionali fornitori di acciaio dell'Unione; non vi è quindi dubbio che questi paesi, insieme ad altri che vedranno la propria produzione ed esportazione interessate dalle misure statunitensi e dal prevedibile effetto a cascata di diversione degli scambi, rivolgeranno le proprie esportazioni verso l'Unione. Anche una diversione parziale dei flussi di scambi di cui sopra verso l'Unione comporterà inevitabilmente una nuova depressione dei prezzi e una sottoquotazione dei prezzi sul mercato dell'UE, deprimendo i prezzi a livelli comprabili a quelli del 2016, con rilevanti ripercussioni negative sulla redditività dell'industria siderurgica dell'Unione. Occorre infine notare che l'ulteriore aumento delle importazioni, suscettibile di causare un ulteriore deterioramento della situazione economica dell'industria siderurgica dell'Unione, potrebbe provenire da paesi attualmente non soggetti a dazi antidumping/compensativi. (36) Pertanto, questi imprevisti sviluppi hanno causato e continueranno a causare un netto aumento delle importazioni di acciaio nell'Unione. VI. MINACCIA DI GRAVE PREGIUDIZIO 1. Situazione complessiva dell'industria siderurgica dell'Unione (37) Per poter formulare la sua determinazione preliminare circa la presenza di elementi di prova di un grave pregiudizio o della minaccia di grave pregiudizio all'industria dell'Unione per i prodotti in esame, la Commissione, come previsto dall'articolo 9 del regolamento (UE) 2015/478 e dall'articolo 6 del regolamento (UE) 2015/755, ha esaminato le tendenze di consumo, produzione, utilizzo della capacità produttiva, vendite, quota di mercato, prezzi, redditività, scorte, rendimento dei capitali investiti (ROCE), flussi di liquidità e occupazione per i prodotti in esame per gli anni dal 2013 al 2017 (in attesa di raccogliere i dati del 2018). (38) L'analisi è stata condotta complessivamente e anche individualmente per le 23 categorie di prodotti, e ha evidenziato un aumento dei volumi delle importazioni («i prodotti/le categorie di prodotti in esame»). Come spiegato nella precedente Sezione II, la Commissione ritiene che un'analisi globale e complessiva di questo tipo sia adeguata per questa inchiesta alla luce della situazione di interrelazione, interconnessione e concorrenza tra i diversi prodotti da un punto di vista della domanda e dell'offerta. (39) Guardando alla situazione complessiva, il consumo dell'Unione, le vendite dei produttori dell'Unione e le corrispondenti quote di mercato hanno registrato la seguente evoluzione: (migliaia di tonnellate) 2013 2014 2015 2016 2017 Consumi 144 908 152 146 157 236 163 100 166 244 indice 2013 = 100 100 105 109 113 115 Vendite interne 125 808 129 261 129 542 132 717 134 542 indice 2013 = 100 100 103 103 105 107 quote di mercato (%) 86,8 % 85,0 % 82,4 % 81,4 % 80,9 % Fonte: Eurostat e dati dell'industria (40) Il consumo dei prodotti oggetto dell'esame è aumentato costantemente in tutti gli anni del periodo 2013-2017, registrando complessivamente un +15 %. Sono cresciute anche le vendite dei produttori dell'Unione, ma in misura notevolmente minore, pari a solo il 7 %. Ne consegue che i produttori dell'Unione non sono stati in grado di trarre beneficio dall'aumento della domanda dell'Unione e hanno perso quote di mercato, passando dall'86,8 % all'80,9 %. Occorre ricordare che nello stesso periodo le importazioni sono aumentate del 68 %. (41) Sulla base delle risposte ricevute dai produttori dell'Unione al questionario, la produzione e la capacità di produzione hanno avuto il seguente andamento: migliaia di tonnellate 2013 2014 2015 2016 2017 Produzione UE 184 912 190 687 192 493 194 369 200 650 indice 2013 = 100 100 103 104 105 109 capacità produttiva 257 331 257 138 258 056 260 171 265 353 indice 2013 = 100 100 100 100 101 103 utilizzo della capacità produttiva (%) 71,9 % 74,2 % 74,6 % 74,7 % 75,6 % Fonte: dati dell'industria (42) La capacità produttiva è aumentata del 3 % nel periodo 2013-2017, meno però della produzione, che è aumentata del 9 %. Pertanto, il tasso di utilizzo della capacità produttiva è aumentato dal 72 % al 76 %. (43) Le scorte mantenute dalle imprese che hanno collaborato sono aumentate complessivamente del 20 % nel periodo 2013-2017. migliaia di tonnellate 2013 2014 2015 2016 2017 Scorte 11 006 11 896 12 391 12 117 13 222 indice 2013 = 100 100 108 113 110 120 Fonte: risposte al questionario (44) I prezzi unitari di vendita, la redditività e i flussi di liquidità dei produttori dell'Unione hanno registrato la seguente evoluzione: 2013 2014 2015 2016 2017 Prezzi di vendita unitari (EUR/tonnellata) 673,5 652,8 616,9 572,9 681,5 indice 2013 = 100 100 97 92 85 101 Redditività – 1,0 % 0,9 % 0,9 % 2,2 % 6,2 % Flussi di liquidità (mio EUR) 3 133 4 975 6 519 5 386 6 141 indice 2013 = 100 100 159 208 172 196 Fonte: risposte al questionario (45) Nel periodo 2013-2016 si è registrata una significativa depressione dei prezzi sul mercato dell'Unione: i prezzi unitari di vendita sono diminuiti del 15 %. Occorre ricordare che nello stesso periodo le importazioni sono aumentate significativamente. Il prezzo unitario di vendita medio è però salito nel 2017, tornando a un livello comparabile al 2013. I livelli di redditività sono rimasti in generale molto bassi nel periodo 2013-2016. Nonostante un significativo decremento dei prezzi, nel 2016 il settore dell'Unione è stato comunque in grado di ridurre i costi di produzione in modo da riuscire a generare un piccolo livello di profitto del 2,2 %. Questa situazione è migliorata temporaneamente nel 2017. I prezzi di vendita sono aumentati di quasi il 20 % tra il 2016 e il 2017, tornando ai livelli del 2013. L'industria dell'Unione ha raggiunto un livello di profitto del 6,2 % perché i costi di produzione (materie prime), anche se in aumento, sono rimasti inferiori rispetto al 2013. La posizione complessiva dell'industria dell'Unione in termini di flussi di liquidità è aumentata di circa il 60 %. (46) In termini di occupazione, nel quinquennio i produttori dell'Unione delle categorie di prodotti in esame hanno perso quasi 10 000 posti di lavoro. 2013 2014 2015 2016 2017 occupazione (ETP) 189 265 183 470 182 136 182 162 181 303 indice 2013 = 100 100 97 96 96 96 Fonte: risposte al questionario 2. Situazione a livello di singole categorie di prodotti (47) In aggiunta all'analisi complessiva della situazione per i prodotti in esame in generale, che a giudizio della Commissione è il punto di vista corretto per valutare la necessità di misure di salvaguardia in questa inchiesta, la Commissione ha valutato anche la situazione a livello delle singole categorie di prodotti, per confermare le tendenze di cui sopra a livello disaggregato. (48) Guardando alle singole categorie di prodotti, la situazione è più contrastata, ma sostanzialmente conferma le stesse tendenze. Gli indicatori economici individuali e per categorie di prodotti sono presentati nell'allegato III. (49) Il consumo dell'Unione per tutte le categorie di prodotti, eccetto due, è aumentato nell'arco del quinquennio. Se l'aumento è rimasto modesto per alcuni singoli prodotti, con un aumento minimo del 2 %, è stato molto più marcato per altri, con un aumento massimo del 169 %. (50) I volumi di vendita sono stati generalmente stabili nel periodo 2013-2017 o in alcuni casi in leggero aumento ma, eccetto che per tre categorie di prodotti, non hanno avuto una crescita pari ai consumi dell'UE. Pertanto nel quinquennio in esame per tutti i prodotti, tranne 3, si è registrato un calo delle quote di mercato. (51) In generale livelli della produzione sono aumentati per 18 dei 23 singoli prodotti, così come i tassi di utilizzo della capacità produttiva. (52) In termini di prezzi, si è registrato un decremento significativo per ogni prodotto (eccetto che per un prodotto che è stato interessato da dazi antidumping sotto forma di prezzo minimo all'importazione) nel periodo 2013-2016. Nel 2017 i prezzi si sono ripresi, grazie a un generalizzato recupero del mercato siderurgico, ma anche per effetto di diverse misure di difesa commerciale nei confronti delle prassi di tariffazione sleale e le importazioni sussidiate. Per 16 prodotti il livello dei prezzi del 2017 è rimasto inferiore rispetto al 2013. Occorre osservare che i livelli dei prezzi di importazione medi sono stati quasi sistematicamente inferiori ai prezzi dell'Unione in tutti gli anni e per tutte le categorie di prodotti. (53) Dal lato della redditività, tutte le categorie di prodotti sono state vendute in perdita o con un utile notevolmente ridotto fino al 2016. Solo 7 prodotti sono stati in grado di recuperare fino a un livello di profitto superiore al 6 % nel 2017. Questi prodotti sono significativi in termini di volumi di produzione dell'UE e sei di essi sono attualmente oggetto di misure (recenti) antidumping o compensative. Si osservi che queste misure interessano solo alcuni paesi di origine. Tutti gli altri prodotti sono rimasti o in perdita (3 prodotti) o solo vicini al punto di pareggio (13 prodotti). Si ritiene che un livello di redditività inferiore al 6 % non sia sufficiente a coprire gli investimenti necessari per sostenere l'attività dato che, nella maggior parte delle inchieste recenti, la Commissione ha usato un livello di redditività intorno all'8 % come valore sufficiente a coprire gli investimenti nel settore. Per quanto riguarda i flussi di liquidità, per la metà dei prodotti tali flussi sono peggiorati nel 2013-2017 mentre per 6 prodotti sono stati anche negativi nel 2017. Il rendimento dei capitali investiti (ROCE) è rimasto basso nel periodo 2013-2016, ma successivamente è migliorato per gran parte delle categorie di prodotti, anche se per 5 prodotti il ROCE era ancora negativo nel 2017. (54) In termini di scorte, esse sono aumentate per 17 categorie di prodotti. Solo le scorte di 5 categorie di prodotti sono diminuite, mentre per una categoria di prodotti sono rimaste invariate nel periodo in esame. (55) L'analisi che precede corrobora la tesi che la situazione dell'industria siderurgica dell'Unione è peggiorata significativamente nel periodo 2013-2016. Il deterioramento si è manifestato in un calo delle quote di mercato e da una significativa depressione dei prezzi, che ha impedito all'industria di beneficiare dei costi più bassi delle materie prime. Queste tendenze sono rilevabili sia a livello generale sia di singolo prodotto. La situazione è parzialmente migliorata nel 2017. Anche se molte categorie di prodotti si trovano ancora sotto un livello di redditività sostenibile, alcune hanno registrato dei miglioramenti, molto probabilmente per effetto della recente istituzione di misure antidumping e antisovvenzioni. Complessivamente, e per le singole categorie di prodotti, si ritiene quindi che l'industria dell'Unione si trovi ancora in una situazione fragile e che sia vulnerabile a un ulteriore aumento delle importazioni, in particolare se le importazioni provenienti da paesi oggetto di misure di difesa commerciale verranno sostituite da altre importazioni sviate dal mercato statunitense in conseguenza dei provvedimenti adottati ai sensi della Sezione 232. (56) È questo ad esempio il caso tipico delle categorie di prodotti 1, 2 e 4, importanti in termini di domanda dell'Unione ma anche perché queste categorie di prodotti (in particolare le categorie 1 e 2) vengono usate come materie prime per produrre altri prodotti siderurgici. Per le categorie di prodotti 1, 2 e 4, la situazione finanziaria era negativa nel 2016, ma è diventata positiva nel 2017 a seguito dell'istituzione di misure antidumping e antisovvenzioni nei confronti di diversi paesi tra cui Cina e Russia. Le importazioni provenienti da questi paesi sono state però di recente parzialmente sostituite dalle importazioni provenienti da India, Corea e Turchia, questi ultimi due fornitori importanti anche degli Stati Uniti. Nel primo trimestre 2018, quindi prima dell'istituzione delle misure negli Stati Uniti, le importazioni dell'Unione erano già aumentate per la categoria 1 di prodotti rispetto al primo trimestre 2017, principalmente per effetto delle importazioni dalla Turchia. (57) È probabile che un ulteriore aumento delle importazioni di acciaio nell'Unione impedisca alla sua industria, che non si è ancora ripresa totalmente, di beneficiare dell'effetto positivo delle recenti misure di difesa commerciale. 3. Minaccia di grave pregiudizio (58) Nella sua comunicazione sull'acciaio del marzo 2016 ( 13 ) , la Commissione era giunta alla conclusione che l'industria siderurgica unionale stesse affrontando diverse gravi sfide, alimentate dalla sovraccapacità globale, da un aumento vertiginoso delle esportazioni globali e da un'ondata senza precedenti di prassi commerciali sleali. (59) Parallelamente, per rimediare al pregiudizio causato delle importazioni sleali, l'Unione ha istituito diverse misure antidumping e antisovvenzioni nei confronti delle importazioni di prodotti siderurgici. Attualmente sono attive in totale non meno di 19 misure antidumping o antisovvenzioni nei confronti di prodotti importati in modo sleale da vari paesi appartenenti a 14 categorie oggetto dell'inchiesta. Nel periodo dell'inchiesta, ossia il 2013-2017, 13 nuove inchieste hanno accertato che l'industria siderurgica dell'UE stava subendo (o in un caso vi era la minaccia che subisse) un pregiudizio grave causato dalle prassi commerciali sleali. (60) Come osservato nel considerando 55, l'industria dell'Unione è ancora fragile e vulnerabile a un ulteriore aumento delle importazioni. La recente decisione degli Stati Uniti di non escludere le esportazioni provenienti dall'UE dal campo di applicazione delle misure adottate ai sensi della Sezione 232 probabilmente ridurrà la capacità dei produttori dell'Unione di esportare i propri prodotti negli Stati Uniti, rendendo ancora più fragile la loro situazione. (61) Le importazioni di acciaio sono aumentate significativamente, rimanendo a livelli elevati nel 2017. L'ulteriore aumento delle importazioni nel 2018, in particolare da paesi o esportatori non soggetti a misure di difesa commerciale, potrebbe impedire all'industria di riprendersi totalmente e di beneficiare di queste misure. L'industria siderurgica dell'Unione è considerata infatti ancora vulnerabile a ulteriori incrementi delle importazioni. (62) In assenza di misure di salvaguardia provvisorie, è probabile che nel futuro prossimo questa situazione evolva in un concreto pregiudizio grave. (63) Alla luce di ciò, a norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2015/478 e dell'articolo 6, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2015/755, la Commissione ha esaminato il tasso di incremento delle esportazioni verso l'Unione e la probabilità che la capacità disponibile sia destinata all'Unione. (64) In primo luogo, come concluso sopra, le importazioni nell'Unione sono aumentate in modo sostanziale nel periodo 2013-2017, complessivamente del 68 %. Anche se l'aumento è stato marcato soprattutto fino al 2016, le importazioni hanno continuato ad aumentare nel periodo successivo, benché a un ritmo minore. Come evidenziato nei considerando 37 e 82 relativamente alle circostanze critiche, nel primo trimestre del 2018 le importazioni sono aumentate significativamente, di quasi il 10 %. La percentuale di aumento delle importazioni è quindi significativa. (65) In secondo luogo, in una situazione di sovraccapacità complessiva in diversi paesi, si prevede che le misure restrittive statunitensi adottate ai sensi della Sezione 232 causeranno una diversione degli scambi di prodotti siderurgici verso l'Unione, data la loro portata e ampiezza. (66) Gli Stati Uniti hanno annunciato l'intenzione di ridurre le importazioni di circa 13 milioni di tonnellate e, pertanto, hanno istituito a marzo 2018 un ulteriore dazio del 25 % sull'importazione di un elevatissimo numero di prodotti siderurgici. I volumi di acciaio che non verranno più esportati negli Stati Uniti verranno inevitabilmente sviati verso altri paesi terzi. (67) Alcuni dei principali esportatori verso gli Stati Uniti riforniscono tradizionalmente di acciaio anche l'Unione. È più che probabile che molti di questi paesi, così come altri, vorranno dirigere le loro esportazioni verso l'Unione. In generale il mercato dei prodotti siderurgici dell'Unione è effettivamente interessante, sia in termini di domanda sia di prezzi. Infatti, dopo la Cina, ma prima degli Stati Uniti, l'UE è uno dei maggiori mercati dell'acciaio, dove negli ultimi anni è cresciuta la domanda e i prezzi si sono ripresi. (68) In questo contesto, un aumento significativo dell'offerta sul mercato dell'Unione dovuto a un afflusso di importazioni comporterà una pressione generalizzata al ribasso dei prezzi, portandoli a livelli comparabili a quelli del 2016, con conseguenze negative significative sulla redditività dell'industria siderurgica dell'Unione. 4. Conclusioni (69) In queste circostanze, e alla luce di quanto esposto sopra, la conclusione preliminare a cui si è giunti è che, benché l'industria siderurgica dell'Unione si sia parzialmente ripresa per alcune categorie di prodotti nel 2017, in particolare grazie a misure di difesa commerciale, per la gran parte delle categorie di prodotti in esame la situazione finanziaria rimane ancora ben al di sotto di livelli sostenibili, fatto che rende l'industria dell'Unione vulnerabile in caso di ulteriore incremento delle importazioni. Pertanto la Commissione conclude che l'industria siderurgica dell'Unione si trova in una situazione di minaccia di grave pregiudizio per le 23 categorie di prodotti in esame. VII. NESSO CAUSALE 1. Incremento delle importazioni (70) La Commissione ha determinato in via preliminare che sussiste un nesso causale tra l'aumento delle importazioni del prodotto in esame da una parte e la minaccia di grave pregiudizio dall'altra, sulla scorta degli elementi che seguono. (71) Si ricorda in primo luogo che i prodotti fabbricati da produttori dell'Unione sono simili ai prodotti in esame o direttamente concorrenti. Hanno le stesse caratteristiche fondamentali, gli stessi utilizzi e vengono venduti attraverso canali di vendita simili o identici, e sono in forte concorrenza sul prezzo. (72) Come spiegato nelle Sezioni IV e VI, i produttori dell'Unione hanno sofferto in termini di perdita di quote di mercato e di significativa pressione sui prezzi, la cui conseguenza è stata un livello di profitto non sostenibile. Per alcuni prodotti, anche se i produttori si sono ripresi, il grave pregiudizio sembra imminente. (73) Nel periodo 2013-2017, le importazioni dei prodotti in esame sono aumentate significativamente e hanno eroso quote di mercato dell'Unione in virtù di livelli dei prezzi inferiori a quelli praticati dai produttori dell'Unione. Infatti, la quota di mercato delle importazioni è cresciuta complessivamente dal 12,2 % al 17,6 %, con i prezzi delle importazioni che sono rimasti sistematicamente inferiori ai prezzi di vendita nell'Unione per ciascun singolo prodotto. (74) Il nesso causale tra l'aumento delle importazioni e la situazione dei produttori dell'Unione è stato particolarmente evidente nel periodo 2013-2016, quando si è registrato un picco delle importazioni a basso costo (+ 62 %) e i prezzi dei produttori dell'UE sono scesi del 15 %. Per la categoria 13, il decremento dei prezzi è stato addirittura del 20 %, mentre per le categorie 1 e 3 si è attestato rispettivamente a 19 % e 18 %. In conseguenza di ciò, i produttori dei prodotti simili nell'Unione si sono trovati in perdita oppure di poco sopra al punto di pareggio. Nell'anno 2017 le importazioni sono rimaste elevate e hanno continuato a sottoquotare i prezzi, nonostante un aumento generalizzato dei prezzi. I prezzi nell'UE sono saliti, ma non a sufficienza per alcuni prodotti, che vengono ancora venduti in perdita o con scarso profitto. (75) Anche se per alcune categorie di prodotti il profitto si è ripreso, la situazione rimane vulnerabile. Infatti, alla luce dell'andamento degli anni precedenti, queste categorie di prodotti sono particolarmente sensibili alla pressione dei prezzi e l'eventuale ulteriore aumento delle importazioni a bassi prezzi avrebbe ripercussioni negative significative sulla loro situazione. (76) In questo contesto si ritiene che le misure restrittive adottate dagli Stati Uniti ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act, data la loro portata ed estensione, probabilmente causeranno a breve un grave pregiudizio ai produttori dell'Unione. (77) La Commissione conclude quindi provvisoriamente che, in relazione alle 23 categorie di prodotti in esame, sussiste un nesso causale tra l'aumento delle importazioni, la pressione sul prezzo del mercato dell'acciaio nell'Unione e la minaccia di un grave pregiudizio per i produttori dell'Unione. 2. Altri fattori noti (78) Al fine di accertarsi che il grave pregiudizio non sia attribuibile a fattori diversi dall'incremento delle importazioni, la Commissione ha eseguito un'analisi preliminare per stabilire se gli altri fattori possano aver contribuito al grave pregiudizio subito dai produttori dell'Unione. (79) Si è riscontrato che un contributo è stato dato dalla sovraccapacità globale, nel senso che questa ha alimentato le importazioni a basso costo verso l'Unione. Il consumo di prodotti siderurgici in esame è cresciuto e non ha quindi potuto indebolire il nesso causale. (80) La Commissione ha anche valutato l'attribuzione del grave pregiudizio alle importazioni dei prodotti in esame da paesi membri dello Spazio economico europeo (SEE). Per effetto dell'accordo sul SEE tra l'Unione e i suoi Stati membri, da una parte, e i membri del SEE (Norvegia, Islanda e Liechtenstein), dall'altra, l'Unione ha creato una stretta integrazione economica con i mercati dei paesi del SEE, nonché con le industrie dei prodotti in esame. L'industria in questi mercati è matura e satura, pertanto si ritiene che l'esclusione di prodotti provenienti da paesi membri del SEE dalle misure di salvaguardia avrà un impatto minimo, se non inesistente, sui livelli delle importazioni dei prodotti. Infatti, benché le importazioni da questi paesi abbiano effettivamente contribuito per alcune categorie di prodotti a un incremento delle importazioni (complessivamente le importazioni da questi prodotti mostrano un incremento di circa il 9 %), la quota di queste importazioni sul totale delle importazioni è limitata (la quota SEE delle importazioni si aggira intorno all'1,5 %, con una corrispondente quota di mercato dello 0,3 % in totale). Inoltre i paesi membri del SEE sono tradizionalmente fornitori minori dei prodotti in esame verso gli Stati Uniti: si è quindi stabilito in via preliminare che il rischio di diversione degli scambi sia contenuto. Tenuto conto quindi dei volumi storicamente contenuti di forniture verso gli Stati Uniti, della maturità dell'industria nei mercati SEE e del rischio contenuto di diversione degli scambi che ne deriva, la Commissione ritiene che le importazioni dei prodotti in esame da paesi membri del SEE possa avere eventualmente contribuito in modo solo marginale, se non nullo. alla minaccia di grave pregiudizio. (81) Per questo motivo la Commissione non ha individuato altri fattori che potrebbero affievolire il nesso causale tra l'incremento delle importazioni e il grave pregiudizio subito dai produttori dell'Unione. Ciononostante, nella restante parte dell'inchiesta si procederà a un esame più approfondito di tutti gli altri fattori che hanno o potrebbero avere contribuito al pregiudizio. VIII. SITUAZIONE CRITICA (82) Come indicato sopra, i produttori di acciaio dell'Unione si trovano in generale in una situazione di minaccia di grave pregiudizio imminente. Per alcune singole categorie di prodotti, vi sono già elementi indicativi di un grave pregiudizio. Un ulteriore aumento delle importazioni probabilmente avrà effetti negativi significativi sulla situazione economica dell'industria nel suo insieme. (83) La Commissione ha valutato se sussistono circostanze critiche tali per cui un ritardo causerebbe un danno difficilmente riparabile. In particolare ha valutato se le importazioni hanno continuato ad aumentare nell'ultimo periodo. (84) Sulla base di un confronto tra le importazioni di prodotti siderurgici nel primo trimestre 2018 e nel primo trimestre 2017, è evidente che per 18 categorie di prodotti su 23 le importazioni sono aumentate del 26 %. Questo incremento delle importazioni è significativamente più rilevante rispetto a quello registrato nel periodo 2016-2017, che era intorno al 2 %. (85) Le tariffe del 25 % sui prodotti siderurgici previste dalla Sezione 232 sono state introdotte il 23 marzo 2018. Nella presente fase non è possibile valutare la piena portata delle misure statunitensi in termini di diversione degli scambi. L'aumento delle importazioni verso l'Unione nel primo trimestre 2018 potrebbe essere interpretato però come un'anticipazione dei loro effetti e quindi potrebbe rappresentare una buona indicazione di quale potrebbe essere il futuro sviluppo delle importazioni dell'Unione dopo l'istituzione delle misure statunitensi. (86) Il 30 maggio 2018 gli Stati Uniti hanno inoltre deciso che le misure adottate ai sensi della Sezione 232 sarebbero state applicate nei confronti dell'Unione, del Messico e del Canada. La Commissione ritiene che questo costituisca un ulteriore elemento critico perché non solo limiterebbe le esportazioni dell'Unione ma accrescerebbe anche il rischio di diversione degli scambi degli altri due importanti paesi produttori di acciaio. (87) Data la vulnerabilità dell'industria, e alla luce della recentissima crescita delle importazioni, un ulteriore eccesso di offerta di prodotti siderurgici sul mercato dell'Unione, e la conseguente pressione su prezzi, avrebbe certamente delle ripercussioni gravi sulla situazione dei produttori dell'Unione. (88) Pertanto la Commissione ritiene che, alla luce del rischio concreto di diversione degli scambi e di ulteriore limitazione delle importazioni verso gli Stati Uniti di importanti paesi produttori di acciaio, sussistano delle circostanze critiche in presenza delle quali il ritardo nell'adozione di misure di salvaguardia provvisorie potrebbe causare un danno difficilmente riparabile. La Commissione conclude quindi che occorra adottare senza indugio misure di salvaguardia provvisorie. IX. INTERESSE DELL'UNIONE (89) Ai sensi dell'articolo 16 del regolamento 2015/478, è stato valutato se, nonostante la determinazione provvisoria di minaccia di grave pregiudizio, sussistono motivi impellenti per concludere che non sia nell'interesse dell'Unione adottare misure provvisorie nello specifico caso. L'analisi dell'interesse dell'Unione è stata fondata sulla valutazione di tutti i differenti interessi coinvolti, compresi quelli dei produttori, degli importatori e degli utilizzatori dell'Unione. (90) L'industria dell'Unione è composta da circa 40 produttori, ubicati in molti Stati membri differenti, che nel periodo 2013-2017 davano lavoro direttamente a oltre 180 000 persone in relazione ai 25 prodotti in esame. È stato accertato che l'industria dell'Unione si trova di fronte alla minaccia di un grave pregiudizio causato dall'aumento delle importazioni. Si ricorda che l'industria dell'Unione non ha beneficiato dell'aumento dei consumi e che la sua situazione economica rimane fragile e vulnerabile a un ulteriore incremento delle importazioni. L'importanza strategica dell'industria siderurgica è riconosciuta da tempo ( 14 ) . È nell'interesse dell'Unione avere un'impresa siderurgica sana e competitiva. È evidente che in assenza di misure, sia i prezzi sia le quote di mercato dei produttori dell'Unione continueranno a calare, causando un taglio della produzione, un aumento delle perdite finanziarie e una perdita di occupazione, sia nell'industria siderurgica sia nei settori collegati. L'istituzione di misure di salvaguardia provvisorie porrà un rimedio provvisorio al grave pregiudizio e faciliterà l'adeguamento da parte dell'industria dell'Unione. (91) Gli utilizzatori e gli importatori in generale cercano il prezzo più basso possibile per l'acciaio ed è evidente che, in assenza di misure, i prezzi sarebbero più bassi. Tuttavia, è anche nel loro interesse avere un'industria siderurgica competitiva e vitale, in grado di far fronte alle loro future esigenze. (92) In questo contesto, diverse parti interessate all'inchiesta hanno sostenuto che non sarebbe nell'interesse dell'Unione istituire misure di salvaguardia provvisorie. Esse sostengono che le misure comporterebbero quasi certamente una carenza nell'approvvigionamento e metterebbero quindi l'industria dell'Unione in una posizione contrattuale più forte per esercitare pressione sui prezzi. Tali parti interessate hanno inoltre sostenuto che le fonti di approvvigionamento sono già limitate dall'istituzione di misure antidumping e antisovvenzioni e che i prodotti non disponibili presso i produttori dell'Unione, o non in quantità sufficienti o con le opportune specifiche tecniche, devono essere esclusi dalle misure di salvaguardia. (93) Per poter trovare il giusto equilibrio tra i diversi legittimi interessi e poiché la minaccia di grave pregiudizio è collegata principalmente, nel caso in questione, all'esistenza della diversione degli scambi, la Commissione ritiene che la forma delle misure di salvaguardia dovrebbe preservare i livelli storici delle importazioni, e che solo le importazioni eccedenti rispetto a questi livelli debbano essere assoggettate a tali misure. A questo riguardo, un sistema di contingenti tariffari che non ostacoli i flussi storici degli scambi garantisce che le misure di salvaguardia siano compatibili con l'interesse dell'Unione. Questa forma di intervento eviterebbe le conseguenze negative della diversione degli scambi per l'industria dell'Unione, preservando al contempo le tradizionali fonti di approvvigionamento e una concorrenza effettiva sul mercato dell'acciaio. (94) In queste circostanze la Commissione ritiene che il rischio che le misure adottate causino un'insufficienza dell'offerta o un aumento dei prezzi non sia significativo. Analogamente, la richiesta di escludere dalle misure di salvaguardia alcune specifiche categorie di prodotti non disponibili da produttori dell'Unione o non disponibili in quantità sufficienti o con le opportune specifiche tecniche, dovrebbe essere respinta, perché i flussi storici degli scambi verranno garantiti. (95) Pertanto, in definitiva, la Commissione conclude provvisoriamente che l'interesse dell'Unione richiede l'adozione di misure di salvaguardia provvisorie sotto la specifica forma di un aumento delle tariffe che si applicherà alle eccedenze rispetto ai flussi storici degli scambi, per singole categorie di prodotti. X. CONCLUSIONE E ADOZIONE DI MISURE PROVVISORIE 1. Adozione di misure provvisorie (96) Si è concluso in via preliminare che l'industria siderurgica dell'Unione si trova in una situazione di minaccia di grave pregiudizio per le 23 categorie di prodotti in esame e che nel futuro prevedibile questa situazione potrebbe tradursi in un concreto pregiudizio grave. Date le circostanze critiche, si ritiene che occorra adottare misure di salvaguardia provvisorie prima della conclusione dell'inchiesta in corso, per prevenire un danno difficilmente riparabile all'industria siderurgica dell'UE. 2. Forma e livello delle misure (97) Per la scelta della forma opportuna delle misure, la Commissione ha valutato i tre seguenti elementi. In primo luogo, è probabile che si concretizzi un grave pregiudizio all'intera industria siderurgica dell'Unione causato dalla diversione delle esportazioni di acciaio dagli Stati Uniti verso l'UE per effetto delle misure adottate ai sensi della Sezione 232. In secondo luogo si ritiene opportuno mantenere l'apertura del mercato dell'Unione e preservare il flusso storico delle importazioni. Infatti, in sostanza si ritiene che solo l'eccedenza delle importazioni rispetto ai flussi storici costituisca la maggiore minaccia per la situazione dell'industria siderurgica. Infine, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2015/478 e degli obblighi internazionali dell'Unione, in particolare l'articolo 6 dell'accordo dell'OMC sulle misure di salvaguardia, le misure provvisorie dovrebbero assumere la forma di misure tariffarie. (98) Sulla base di quanto precede la Commissione ritiene, come menzionato nel considerando 93, che le misure di salvaguardia provvisorie dovrebbero assumere la forma di un sistema di contingenti tariffari oltre i quali sarà dovuto un dazio supplementare. Al fine di garantire l'accesso al mercato dell'Unione a tutti i fornitori storici, questi contingenti tariffari dovrebbero essere basati sulla media delle importazioni annue negli anni 2015, 2016 e 2017. Poiché i contingenti tariffari saranno operativi per 200 giorni di calendario, i contingenti dovrebbero essere fissati in proporzione al valore per l'anno intero. (99) I dazi aggiuntivi al di là del contingente devono essere fissati a un livello coerente con l'obiettivo di prevenire un grave pregiudizio all'industria dell'Unione. Viste le conclusioni sulla minaccia di grave pregiudizio e il fatto che il grave pregiudizio non si è ancora realizzato in termini generali, la Commissione ritiene che non sembri opportuno calcolare un margine di pregiudizio sulla base del prezzo medio non pregiudizievole costruito per tonnellata dei prodotti dell'industria dell'Unione nel periodo più recente. (100) In queste circostanze la Commissione ritiene invece più opportuno adottare un approccio prospettivo per valutare l'ammontare del dazio necessario a evitare che si realizzino importazioni eccedenti rispetto ai flussi storici degli scambi e che causino un grave pregiudizio all'industria dell'Unione una volta raggiunto il livello del contingente. (101) A questo proposito, l'industria dell'Unione ha presentato due metodologie complementari per calcolare una tariffa che abbia sufficiente effetto deterrente, che la Commissione giudica adeguate a tale scopo: la prima è un modello a equilibro parziale del mercato siderurgico dell'Unione, mentre la seconda calcola i margini di contribuzione per i prodotti siderurgici. (102) Un modello a equilibrio parziale è un insieme di equazioni della domanda e dell'offerta che si concentra su una parte dell'economia e applica al resto dell'economia la presunzione «ceteris paribus». Il modello presume inoltre che gli effetti macroeconomici dello scenario analizzato non siano sufficientemente ampi per influenzare gli aggregati macroeconomici, come il livello complessivo dei salari nell'economia. (103) Il modello proposto dall'industria dell'Unione si basa su un codice pubblicamente disponibile programmato e risolto in un software a foglio di calcolo. I modelli a equilibrio parziale rappresentano più in generale uno strumento ordinario per l'analisi delle politiche commerciali da parte delle autorità inquirenti, compresa la Commissione. (104) Il modello, come la maggior parte degli altri, applica la cosiddetta ipotesi di Armington, secondo la quale i prodotti provenienti da origini diverse sono sostituti imperfetti. Il modello guarda al solo mercato dell'Unione utilizzando una funzione ciascuna per l'offerta interna dell'Unione, l'offerta di importazioni dai paesi soggetti alle salvaguardie e l'offerta di importazioni dai paesi esenti dalle salvaguardie. Infine, utilizza una funzione per la domanda dell'Unione che risponde al livello complessivo dei prezzi per determinare la domanda di acciaio a livello aggregato, e la distribuisce secondo i relativi prezzi sulle tre fonti di offerta indicate. Quest'ultimo processo è regolato dalle cosiddette elasticità di Armington, ovvero parametri economici che rappresentano l'elasticità della sostituzione tra prodotti provenienti da differenti paesi che si distinguono per tipologia e mercato. (105) I dati del modello provengono da EUROFER ed Eurostat. Le elasticità di Armington e le elasticità dell'offerta e della domanda provengono da fonti consolidate come l'ITC degli Stati Uniti e il Global Trade Analysis Project («GTAP»). Coerentemente con queste fonti, l'elasticità di Armington è fissata a 3,75, l'elasticità della domanda a – 0,5 e le tre elasticità dell'offerta a 4. (106) Essendo un modello con un unico paese, occorre effettuare alcune ipotesi esplicite e implicite, in particolare per quanto concerne il mercato dell'acciaio statunitense e l'impatto delle misure istituite ai sensi della Sezione 232. (107) In primo luogo si presume che queste misure riusciranno a escludere dal mercato statunitense le attuali esportazioni dei paesi sottoposti alle misure adottate ai sensi della Sezione 232. Nel passaggio successivo, viene calcolata la proporzione di queste esportazioni escluse che verranno dirottate verso il mercato dell'UE per ogni paese produttore che attualmente esporta verso gli Stati Uniti, secondo una metodologia che considera e pondera quattro differenti criteri: distanza dall'Unione, disponibilità nella rispettiva regione di paesi in grado di assorbire le esportazioni sviate, presenza di paesi nella regione con significativa sovraccapacità e presenza nel paese di misure di difesa commerciale. Secondo questo calcolo, il 72 % delle attuali importazioni statunitensi di acciaio verranno dirottate verso il mercato dell'UE, cifra che corrisponde al 55 % delle importazioni totali di acciaio dell'Unione nel 2017. Si presume inoltre che queste importazioni addizionali dislocheranno un'uguale produzione dell'Unione. (108) Il modello viene specificato con i parametri indicati sopra e i dati di mercato corretti per le ipotesi fatte nei due precedenti considerando. Il modello viene quindi risolto sperimentando diversi livelli di tariffa di salvaguardia fuori contingente per l'Unione. I risultati del modello prevedono che una tariffa del 25 % dovrebbe consentire livelli di importazioni di circa il 19 % superiori rispetto al periodo di riferimento 2015-2017. Una tariffa del 32 % consentirebbe ancora il 10 % di importazioni in più rispetto al periodo di riferimento. Una tariffa del 41 % riporterebbe invece le importazioni al livello 2015-2017. (109) I risultati del modello macroeconomico di scambi vengono completati da una serie di simulazioni microeconomiche dei margini di contribuzione tipici per 12 differenti categorie di prodotti in esame. L'ipotesi che sottostà all'analisi è che in caso di abbassamento dei prezzi i produttori continuerebbero a usare a pieno la loro capacità e ad esportare verso l'Unione fintanto che i costi variabili sono coperti. Il margine tra il prezzo di vendita e i costi variabili è detto «margine di contribuzione». In altre parole, un produttore continuerebbe a produrre fintanto che il margine di contribuzione non diventa negativo. L'analisi determina, per ciascuna delle dodici categorie di prodotti in esame, il prezzo sbarcato nell'Unione al quale il margine di contribuzione per gli esportatori verso l'UE sarebbe completamente esaurito. Il differenziale tra questo prezzo e il prezzo interno non pregiudizievole sul mercato dell'Unione dovrebbe essere quindi l'aliquota fuori contingente necessaria a garantire un livello dei prezzi non pregiudizievole sul mercato dell'Unione. (110) L'analisi fa uso di un paniere di prezzi delle materie prime basato sugli indici pubblici di Metal Bulletin, del costo variabile delle imprese cinesi ricavato dalla banca dati CRU e dei costi di trasporto presunti di $60/tonnellata tra la Cina e l'UE, considerata una stima prudente. Conclude che i margini di contribuzione e quindi le necessarie aliquote fuori contingente deterrenti dovrebbero essere nell'intervallo 19-45 %, con una mediana del 34 %, che confermerebbe sostanzialmente l'ordine di grandezza delle aliquote fuori contingente individuato dal modello a equilibrio parziale. (111) Sulla base di quanto precede, la Commissione ha stabilito in via preliminare che un'aliquota fuori contingente provvisoria del 25 % dovrebbe essere sufficiente a prevenire l'occorrenza di un grave pregiudizio. Questa aliquota, inferiore rispetto a quella del 32 % ricavata dal modello per garantire gli scambi storici più un aumento del 10 % dei flussi di importazione, rappresenta un approccio prudente, che tiene conto dell'interesse dell'Unione, in attesa anche delle osservazioni delle parti interessate a seguito dell'adozione delle misure provvisorie e di uno studio più approfondito sull'evoluzione delle importazioni prima dell'istituzione delle misure definitive. 3. Gestione dei contingenti (112) Il modo migliore per garantire un uso ottimale dei contingenti tariffari è assegnarli secondo l'ordine cronologico delle date di accettazione delle dichiarazioni di immissione in libera pratica, come previsto dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione ( 15 ) . A tutti gli importatori dell'Unione deve essere garantito un pari e continuo accesso ai contingenti. Questo metodo di gestione richiede una stretta collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione. (113) L'ammissibilità delle merci importate da paesi in via di sviluppo da escludere dai contingenti tariffari dipende dall'origine delle merci. Occorre quindi applicare i criteri di determinazione dell'origine non preferenziale attualmente in vigore nell'Unione. (114) Ai fini delle misure provvisorie, per consentire di mantenere i flussi storici degli scambi, verrà determinato un contingente specifico per ciascuna categoria di prodotti per la quale il regolamento istituisce misure provvisorie, indipendentemente dal paese di origine. La restante parte dell'inchiesta stabilirà se sia opportuna un'assegnazione del contingente per paese esportatore al fine di assicurare i flussi storici degli scambi da questi paesi, tenuto conto dell'impatto delle misure provvisorie. In particolare la Commissione dovrà valutare il possibile effetto delle misure antidumping e antisovvenzioni attualmente in vigore sull'assegnazione e sull'uso di un contingente per paese. 4. Misure antidumping e antisovvenzioni applicabili (115) Una volta raggiunto il contingente in franchigia doganale si applicheranno le misure di salvaguardia. (116) Diverse parti interessate hanno sostenuto che l'abbinamento delle misure antidumping e compensative già istituite su molte categorie di prodotti con le misure di salvaguardia sulle stesse importazioni comporterebbe un onere indesiderato su determinati produttori esportatori che intendono esportare verso l'UE, con il possibile effetto di negare loro l'accesso al mercato dell'Unione. (117) In effetti, per 12 categorie di prodotti siderurgici oggetto delle misure di salvaguardia provvisorie attuali, alcuni paesi di origine sono attualmente soggetti a dazi antidumping e compensativi. È quindi necessario valutare se il cumulo di queste misure con le misure di salvaguardia non produca un effetto maggiore del voluto ( 16 ) . Allo scopo di evitare l'istituzione di «doppie misure correttive», al superamento del contingente tariffario il livello degli attuali dazi antidumping e compensativi verrà sospeso o ridotto, per assicurare che l'effetto combinato di queste misure non sia superiore al maggiore tra i dazi di salvaguardia o i dazi antidumping/compensativi in vigore. 5. Durata (118) Le misure provvisorie dovrebbero applicarsi per 200 giorni di calendario dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. XI. ESCLUSIONE DI ALCUNI PAESI DAL CAMPO DI APPLICAZIONE DELLE MISURE PROVVISORIE (119) In conformità dell'articolo 18 del regolamento (UE) 2015/478 e in osservanza degli obblighi internazionali dell'Unione, le misure provvisorie non si applicano ai prodotti originari di un paese in via di sviluppo finché la quota di importazioni di quel prodotto nell'Unione è inferiore al 3 %, sempre che i paesi in via di sviluppo membri dell'OMC la cui quota nelle importazioni unionali è inferiore al 3 % non forniscano tutti insieme oltre il 9 % del totale delle importazioni del prodotto in questione nell'Unione. (120) La determinazione preliminare della Commissione mostra che le categorie di prodotti in esame originari di determinati paesi in via di sviluppo soddisfano i requisiti per beneficiare della suddetta deroga. L'allegato IV ( Elenco di prodotti originari di paesi in via di sviluppo a cui si applicano le misure provvisorie) specifica i paesi in via di sviluppo ai fini del presente regolamento. Per ciascuna delle 23 categorie di prodotti, esso specifica anche i paesi in via di sviluppo a cui si applicano le misure provvisorie. La Commissione ritiene opportuno in questa fase calcolare il volume delle importazioni provenienti dai paesi in via di sviluppo per singola categoria di prodotti, dato che anche il contingente tariffario è stabilito in riferimento ai flussi storici degli scambi per ciascuna singola categoria. Questa procedura lascia impregiudicate decisioni future volte a determinare se un paese possa essere considerato in via di sviluppo. (121) Come indicato nel considerando 80, alla luce della stretta integrazione dei mercati con i membri del SEE, dei numeri complessivi delle importazioni da questi paesi, e del basso rischio di diversione degli scambi, la Commissione ritiene che i prodotti in esame provenienti da Norvegia, Islanda e Liechtenstein debbano essere esclusi dal presente regolamento, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 1.   Sono aperti contingenti tariffari in relazione alle importazioni nell'Unione di ciascuna delle 23 categorie di prodotti elencate nell'allegato I, per un periodo di 200 giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento. 2.   I contingenti tariffari sono specificati nell'allegato V (definiti in riferimento ai relativi codici NC). 3.   Se il contingente tariffario pertinente è esaurito o se le importazioni delle categorie di prodotti non beneficiano del contingente tariffario pertinente, è riscosso un dazio supplementare del 25 %. Il dazio supplementare è applicato al valore doganale dei prodotti importati. Articolo 2 1.   L'origine dei prodotti cui si applica il presente regolamento è determinata in conformità delle disposizioni in vigore nell'Unione in materia di origine non preferenziale. 2.   Salvo diversa indicazione sono applicate le disposizioni pertinenti in vigore in materia di dazi doganali. Articolo 3 I contingenti tariffari sono gestiti dalla Commissione e dagli Stati membri in conformità del sistema di gestione dei contingenti tariffari di cui agli articoli da 49 a 54 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione. Articolo 4 Le importazioni di categorie di prodotti di cui all'articolo 1 già in transito verso l'Unione alla data di entrata in vigore del presente regolamento e di cui non è possibile modificare la destinazione non sono assegnate ai contingenti tariffari e non sono soggette al dazio supplementare di cui all'articolo 1, e possono essere immesse in libera pratica. Articolo 5 Gli Stati membri e la Commissione collaborano strettamente per garantire il rispetto del presente regolamento. Articolo 6 1.   Fatto salvo il paragrafo 2, le importazioni delle 23 categorie di prodotti di cui all'allegato I originarie di uno dei paesi in via di sviluppo, come specificato nell'allegato IV, non sono soggette né ai contingenti tariffari né al dazio supplementare di cui all'articolo 1. 2.   Per ciascuna delle 23 categorie di prodotti, l'allegato IV specifica i paesi di origine in via di sviluppo soggetti alle misure di cui all'articolo 1. Articolo 7 I prodotti provenienti da Norvegia, Islanda e Liechtenstein non sono soggetti alle misure di cui all'articolo 1. Articolo 8 Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea . Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, il 17 luglio 2018 Per la Commissione Il presidente Jean-Claude JUNCKER ( 1 ) GU L 83 del 27.3.2015, pag. 16 . ( 2 ) GU L 123 del 19.5.2015, pag. 33 . ( 3 ) GU C 111 del 26.3.2018, pag. 29 . ( 4 ) GU C 225 del 28.6.2018, pag. 54 . ( 5 ) Le misure di sorveglianza preventiva sono state adottate nell'aprile 2018 con il regolamento di esecuzione (UE) 2016/670 della Commissione, del 28 aprile 2016, che introduce una vigilanza unionale preventiva sulle importazioni di determinati prodotti siderurgici originari di alcuni paesi terzi ( GU L 115 del 29.4.2016, pag. 37 ). ( 6 ) GU C 225 del 28.6.2018, pag. 54 . ( 7 ) Causa n. COMP/ECSC.1351 Usinor/Arbed/Aceralia e causa n. COMP/M.4137, Mittal/Arcelor. ( 8 ) In particolare si vedano la sezione IV e la sezione VI 1 e 2. ( 9 ) Cfr. rapporti dell'83 o e 84 o Comitato OCSE per l'acciaio, disponibili all'indirizzo http://www.oecd.org/sti/ind/steel.htm. ( 10 ) Come sopra, 83 o rapporto. ( 11 ) Comunicato stampa del segretario statunitense Wilbur Ross, dipartimento del Commercio, https://www.commerce.gov/news/press-releases/2018/02/secretary-ross-releases-steel-and-aluminum-232-reports-coordination. ( 12 ) Rapporto del dipartimento del Commercio degli Stati Uniti secondo la Sezione 232, https://www.commerce.gov/sites/commerce.gov/files/the_effect_of_imports_of_steel_on_the_national_security_-_with_redactions_-_20180111.pdf. ( 13 ) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti: «Acciaio: mantenere occupazione sostenibile e crescita in Europa», COM(2016)155 final, 16.3.2016. ( 14 ) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti del 16/3/2016: «Acciaio: mantenere occupazione sostenibile e crescita in Europa», COM(2016)155 final. ( 15 ) Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell'Unione, GU L 343 del 29.12.2015, pag. 558 . ( 16 ) Regolamento (UE) 2015/477 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2015, relativo alle misure che l'Unione può adottare in merito all'effetto combinato dei dazi antidumping/compensativi e delle misure di salvaguardia, GU L 83 del 27.3.2015, pag. 11 . ALLEGATO I – Prodotti in esame Numero di prodotto Categoria di prodotto Codici NC 1 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati 7208 10 00 , 7208 25 00 , 7208 26 00 , 7208 27 00 , 7208 36 00 , 7208 37 00 , 7208 38 00 , 7208 39 00 , 7208 40 00 , 7208 52 10 , 7208 52 99 , 7208 53 10 , 7208 53 90 , 7208 54 00 , 7211 13 00 , 7211 14 00 , 7211 19 00 , 7212 60 00 , 7225 19 10 , 7225 30 10 , 7225 30 30 , 7225 30 90 , 7225 40 15 , 7225 40 90 , 7226 19 10 , 7226 91 20 , 7226 91 91 , 7226 91 99 2 Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati 7209 15 00 , 7209 16 90 , 7209 17 90 , 7209 18 91 , 7209 25 00 , 7209 26 90 , 7209 27 90 , 7209 28 90 , 7209 90 20 , 7209 90 80 , 7211 23 20 , 7211 23 30 , 7211 23 80 , 7211 29 00 , 7211 90 20 , 7211 90 80 , 7225 50 20 , 7225 50 80 , 7225 99 00 , 7226 20 00 , 7226 92 00 3 Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES) 7209 16 10 , 7209 17 10 , 7209 18 10 , 7209 26 10 , 7209 27 10 , 7209 28 10 , 7225 19 90 , 7226 19 80 4 Fogli rivestiti di metallo 7210 20 00 , 7210 30 00 , 7210 41 00 , 7210 49 00 , 7210 61 00 , 7210 69 00 , 7210 90 80 , 7212 20 00 , 7212 30 00 , 7212 50 20 , 7212 50 30 , 7212 50 40 , 7212 50 61 , 7212 50 69 , 7212 50 90 , 7225 91 00 , 7225 92 00 , 7226 99 10 , 7226 99 30 , 7226 99 70 5 Fogli a rivestimento organico 7210 70 80 , 7212 40 80 6 Prodotti stagnati 7209 18 99 , 7210 11 00 , 7210 12 20 , 7210 12 80 , 7210 50 00 , 7210 70 10 , 7210 90 40 , 7212 10 10 , 7212 10 90 , 7212 40 20 7 Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati 7208 51 20 , 7208 51 91 , 7208 51 98 , 7208 52 91 , 7208 90 20 , 7208 90 80 , 7210 90 30 , 7225 40 12 , 7225 40 40 , 7225 40 60 8 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili 7219 11 00 , 7219 12 10 , 7219 12 90 , 7219 13 10 , 7219 13 90 , 7219 14 10 , 7219 14 90 , 7219 22 10 , 7219 22 90 , 7219 23 00 , 7219 24 00 , 7220 11 00 , 7220 12 00 9 Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili 7219 31 00 , 7219 32 10 , 7219 32 90 , 7219 33 10 , 7219 33 90 , 7219 34 10 , 7219 34 90 , 7219 35 10 , 7219 35 90 , 7219 90 20 , 7219 90 80 , 7220 20 21 , 7220 20 29 , 7220 20 41 , 7220 20 49 , 7220 20 81 , 7220 20 89 , 7220 90 20 , 7220 90 80 12 Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati 7214 30 00 , 7214 91 10 , 7214 91 90 , 7214 99 31 , 7214 99 39 , 7214 99 50 , 7214 99 71 , 7214 99 79 , 7214 99 95 , 7215 90 00 , 7216 10 00 , 7216 21 00 , 7216 22 00 , 7216 40 10 , 7216 40 90 , 7216 50 10 , 7216 50 91 , 7216 50 99 , 7216 99 00 , 7228 10 20 , 7228 20 10 , 7228 20 91 , 7228 30 20 , 7228 30 41 , 7228 30 49 , 7228 30 61 , 7228 30 69 , 7228 30 70 , 7228 30 89 , 7228 60 20 , 7228 60 80 , 7228 70 10 , 7228 70 90 , 7228 80 00 13 Barre di rinforzo 7214 20 00 , 7214 99 10 14 Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili 7222 11 11 , 7222 11 19 , 7222 11 81 , 7222 11 89 , 7222 19 10 , 7222 19 90 , 7222 20 11 , 7222 20 19 , 7222 20 21 , 7222 20 29 , 7222 20 31 , 7222 20 39 , 7222 20 81 , 7222 20 89 , 7222 30 51 , 7222 30 91 , 7222 30 97 , 7222 40 10 , 7222 40 50 , 7222 40 90 15 Vergelle di acciai inossidabili 7221 00 10 , 7221 00 90 16 Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati 7213 10 00 , 7213 20 00 , 7213 91 10 , 7213 91 20 , 7213 91 41 , 7213 91 49 , 7213 91 70 , 7213 91 90 , 7213 99 10 , 7213 99 90 , 7227 10 00 , 7227 20 00 , 7227 90 10 , 7227 90 50 , 7227 90 95 17 Profilati di ferro o di acciai non legati 7216 31 10 , 7216 31 90 , 7216 32 11 , 7216 32 19 , 7216 32 91 , 7216 32 99 , 7216 33 10 , 7216 33 90 18 Palancole 7301 10 00 20 Tubi gas 7306 30 41 , 7306 30 49 , 7306 30 72 , 7306 30 77 21 Profilati cavi 7306 61 10 , 7306 61 92 , 7306 61 99 22 Tubi di acciai inossidabili senza saldatura 7304 11 00 , 7304 22 00 , 7304 24 00 , 7304 41 00 , 7304 49 10 , 7304 49 93 , 7304 49 95 , 7304 49 99 23 Tubi cuscinetto 7304 51 12 , 7304 51 18 , 7304 59 32 , 7304 59 38 25 Grandi tubi saldati 7305 11 00 , 7305 12 00 , 7305 19 00 , 7305 20 00 , 7305 31 00 , 7305 39 00 , 7305 90 00 26 Altri tubi saldati 7306 11 10 , 7306 11 90 , 7306 19 10 , 7306 19 90 , 7306 21 00 , 7306 29 00 , 7306 30 11 , 7306 30 19 , 7306 30 80 , 7306 40 20 , 7306 40 80 , 7306 50 20 , 7306 50 80 , 7306 69 10 , 7306 69 90 , 7306 90 00 28 Fili di acciai non legati 7217 10 10 , 7217 10 31 , 7217 10 39 , 7217 10 50 , 7217 10 90 , 7217 20 10 , 7217 20 30 , 7217 20 50 , 7217 20 90 , 7217 30 41 , 7217 30 49 , 7217 30 50 , 7217 30 90 , 7217 90 20 , 7217 90 50 , 7217 90 90 ALLEGATO II II.1 Crescita delle importazioni per le 23 categorie di prodotti (in tonnellate) Numero di prodotto Categoria di prodotto 2013 2014 2015 2016 2017 Crescita 2017 rispetto al 2013 1 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati 4 814 207 5 212 268 7 807 441 8 574 007 6 991 376 45 % 2 Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati 1 832 159 1 903 092 2 759 877 1 998 437 2 462 471 34 % 3 Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES) 266 559 285 132 280 256 318 496 379 649 42 % 4 Fogli rivestiti di metallo 1 854 963 2 202 856 2 687 715 3 911 752 4 980 452 168 % 5 Fogli a rivestimento organico 681 698 725 296 622 553 730 625 915 248 34 % 6 Prodotti stagnati 552 384 662 861 638 316 756 016 617 567 12 % 7 Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati 1 419 767 1 959 605 2 554 930 2 814 802 2 530 630 78 % 8 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili 175 836 233 028 269 697 351 075 436 173 148 % 9 Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili 697 457 1 017 613 787 521 843 352 976 108 40 % 12 Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati 911 115 1 219 800 1 200 627 1 400 824 1 385 829 52 % 13 Barre di rinforzo 527 008 972 602 1 430 014 1 292 971 1 191 445 126 % 14 Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili 113 071 147 453 142 416 147 811 159 577 41 % 15 Vergelle di acciai inossidabili 52 082 71 229 57 627 58 670 62 978 21 % 16 Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati 1 125 730 1 289 953 1 697 912 2 000 967 2 094 274 86 % 17 Profilati di ferro o di acciai non legati 223 669 277 507 268 014 388 041 262 745 17 % 18 Palancole 15 870 16 503 14 051 36 970 85 054 436 % 20 Tubi gas 266 467 340 051 298 103 336 050 380 257 43 % 21 Profilati cavi 461 263 552 874 574 490 725 545 820 667 78 % 22 Tubi di acciai inossidabili senza saldatura 32 581 38 782 39 719 42 510 42 701 31 % 23 Tubi cuscinetto 7 489 9 426 11 944 9 773 8 663 16 % 25 Grandi tubi saldati 286 939 411 273 209 524 159 219 1 044 534 264 % 26 Altri tubi saldati 474 949 491 934 510 548 540 386 571 167 20 % 28 Fili di acciai non legati 573 988 722 719 692 714 736 500 722 633 26 % II.2 Crescita delle importazioni per le 23 categorie di prodotti (in tonnellate) Numero di prodotto Categoria di prodotto 1 o trimestre 2017 1 o trimestre 2018 Crescita 1 o trimestre 2017 vs. 1 o trimestre 2018 1 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati 1 810 764 2 079 408 15 % 2 Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati 679 628 630 459 – 7 % 3 Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES) 80 836 114 451 42 % 4 Fogli rivestiti di metallo 1 482 049 1 190 741 – 20 % 5 Fogli a rivestimento organico 212 209 201 838 – 5 % 6 Prodotti stagnati 146 457 168 583 15 % 7 Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati 676 207 640 176 – 5 % 8 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili 122 092 107 577 – 12 % 9 Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili 229 981 280 549 22 % 12 Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati 319 420 466 154 46 % 13 Barre di rinforzo 210 505 551 316 162 % 14 Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili 40 602 49 988 23 % 15 Vergelle di acciai inossidabili 14 956 19 642 31 % 16 Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati 560 863 641 668 14 % 17 Profilati di ferro o di acciai non legati 73 733 139 670 89 % 18 Palancole 19 947 20 326 2 % 20 Tubi gas 94 430 120 512 28 % 21 Profilati cavi 223 618 256 998 15 % 22 Tubi di acciai inossidabili senza saldatura 12 411 12 399 0 % 23 Tubi cuscinetto 1 316 1 498 14 % 25 Grandi tubi saldati 48 791 51 285 5 % 26 Altri tubi saldati 145 059 153 106 6 % 28 Fili di acciai non legati 176 299 202 450 15 % II.3 Crescita delle importazioni per le 5 categorie di prodotti (in tonnellate) Numero di prodotto Categoria di prodotto 2013 2014 2015 2016 2017 Crescita 2017 rispetto al 2013 10 Lamiere quarto laminate a caldo di acciai inossidabili 34 319 40 218 37 542 31 407 32 917 – 4 % 11 Lamiere magnetiche a grani orientati 147 565 160 580 150 047 156 477 121 947 – 17 % 19 Materiale ferroviario 1 376 1 096 1 240 1 521 1 342 – 2 % 24 Altri tubi senza saldatura 456 167 528 245 475 132 464 876 402 600 – 12 % 27 Barre finite a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati 456 791 521 976 484 927 459 327 458 310 0 % ALLEGATO III – Indicatori economici per le 23 categorie di prodotti Prodotto 1 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 30 225 632 31 095 524 33 121 273 34 158 703 32 768 375 Importazioni Volume (in tonnellate) 4 814 207 5 212 268 7 807 441 8 574 007 6 991 376 Quota di mercato (in %) 15,9 % 16,8 % 23,6 % 25,1 % 21,3 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 463 442 396 351 492 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 75 % 75 % 76 % 75 % 76 % Produzione (in tonnellate) 76 871 621 77 990 908 77 331 686 77 563 694 79 568 514 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 25 411 425 25 883 256 25 313 832 25 584 696 25 776 999 Quota di mercato (in %) 84,1 % 83,2 % 76,4 % 74,9 % 78,7 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 519 493 455 422 556 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 1,9 % 0,0 % – 3,1 % – 1,0 % 7,8 % Occupazione (fine periodo) 37 467 35 573 35 038 33 557 34 815 Scorte 2 572 574 2 580 258 2 585 958 2 617 556 2 749 280 Flusso di cassa 448 135 738 1 065 492 450 763 891 666 603 485 811 1 369 472 142 ROCE (in %) – 3,8 % 1,0 % – 6,6 % – 1,0 % 7,7 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 11,5 % Prodotto 2 Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 9 772 904 9 728 449 10 353 391 9 849 904 10 085 487 Importazioni Volume (in tonnellate) 1 832 159 1 903 092 2 759 877 1 998 437 2 462 471 Quota di mercato (in %) 18,7 % 19,6 % 26,7 % 20,3 % 24,4 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 566 546 485 474 606 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 71 % 75 % 75 % 75 % 77 % Produzione (in tonnellate) 40 855 196 41 632 189 41 639 946 41 738 974 42 811 283 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 7 920 370 7 805 648 7 570 764 7 829 002 7 602 288 Quota di mercato (in %) 81,0 % 80,2 % 73,1 % 79,5 % 75,4 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 588 558 522 495 633 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 4,4 % – 2,8 % – 3,0 % 0,6 % 9,8 % Occupazione (fine periodo) 12 690 11 973 11 550 11 230 11 264 Scorte 1 078 838 1 052 246 1 064 061 1 054 347 1 093 798 Flusso di cassa 200 559 843 413 849 620 324 264 435 454 766 919 375 807 983 ROCE (in %) – 8,0 % – 2,4 % – 12,8 % – 3,1 % 4,0 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 4,3 % Prodotto 3 Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES) Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 1 267 827 1 287 448 1 223 892 1 255 417 1 350 354 Importazioni Volume (in tonnellate) 266 559 285 132 280 256 318 496 379 649 Quota di mercato (in %) 21,0 % 22,1 % 22,9 % 25,4 % 28,1 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 648 617 578 502 642 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 87 % 80 % 80 % 82 % 81 % Produzione (in tonnellate) 1 080 894 1 110 013 1 052 273 1 032 560 1 114 309 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 1 001 268 1 002 316 943 636 936 553 969 977 Quota di mercato (in %) 79,0 % 77,9 % 77,1 % 74,6 % 71,8 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 705 657 606 576 699 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 8,9 % – 8,1 % – 13,0 % – 14,3 % – 3,2 % Occupazione (fine periodo) 1 522 1 707 2 087 2 069 2 065 Scorte 45 680 136 605 142 998 125 466 148 259 Flusso di cassa 110 221 498 213 556 132 127 226 053 131 151 436 – 89 295 095 ROCE (in %) – 18,3 % – 11,7 % – 38,3 % – 17,9 % – 3,4 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 8,1 % Prodotto 4 Fogli rivestiti di metallo Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 23 229 673 24 289 751 25 840 225 27 439 848 28 231 862 Importazioni Volume (in tonnellate) 1 854 963 2 202 856 2 687 715 3 911 752 4 980 452 Quota di mercato (in %) 8,0 % 9,1 % 10,4 % 14,3 % 17,6 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 679 657 615 530 662 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 78 % 82 % 84 % 86 % 84 % Produzione (in tonnellate) 27 930 059 29 517 243 29 875 495 29 905 847 30 450 568 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 21 344 052 22 056 052 23 118 423 23 490 212 23 218 040 Quota di mercato (in %) 91,9 % 90,8 % 89,5 % 85,6 % 82,2 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 682 654 614 586 711 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 1,9 % 5,4 % 5,5 % 7,9 % 11,7 % Occupazione (fine periodo) 28 915 28 243 28 749 29 863 29 648 Scorte 1 970 500 2 433 422 2 498 143 2 329 341 2 597 133 Flusso di cassa 807 884 294 1 353 026 892 1 343 062 742 1 720 354 890 2 020 588 339 ROCE (in %) – 6,8 % – 0,9 % – 10,4 % – 1,7 % 6,0 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 7,0 % Prodotto 5 Fogli a rivestimento organico Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 4 533 256 4 823 144 4 809 384 5 121 927 5 221 575 Importazioni Volume (in tonnellate) 681 698 725 296 622 553 730 625 915 248 Quota di mercato (in %) 15,0 % 15,0 % 12,9 % 14,3 % 17,5 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 854 813 813 709 853 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 70 % 76 % 74 % 76 % 75 % Produzione (in tonnellate) 4 479 238 4 564 346 4 574 414 4 863 169 4 940 410 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 3 851 467 4 097 788 4 186 771 4 391 169 4 306 231 Quota di mercato (in %) 85,0 % 85,0 % 87,1 % 85,7 % 82,5 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 898 868 829 791 934 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 1,7 % 1,4 % 1,1 % 3,7 % 3,9 % Occupazione (fine periodo) 6 377 6 272 6 047 6 150 6 095 Scorte 239 236 182 275 197 241 214 384 258 114 Flusso di cassa 152 893 378 351 790 418 321 603 588 361 237 401 79 886 901 ROCE (in %) – 7,6 % – 2,1 % – 12,9 % – 2,7 % 3,7 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 8,6 % Prodotto 6 Prodotti stagnati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 3 638 423 3 758 879 3 789 391 3 792 575 3 695 205 Importazioni Volume (in tonnellate) 552 384 662 861 638 316 756 016 617 567 Quota di mercato (in %) 15,2 % 17,6 % 16,8 % 19,9 % 16,7 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 822 792 781 667 753 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 82 % 84 % 84 % 82 % 84 % Produzione (in tonnellate) 4 223 583 4 315 402 4 353 002 4 302 367 4 295 575 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 3 085 602 3 095 745 3 150 741 3 036 316 3 077 185 Quota di mercato (in %) 84,8 % 82,4 % 83,1 % 80,1 % 83,3 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 845 821 789 728 812 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 1,7 % 4,1 % 4,8 % 4,6 % 3,1 % Occupazione (fine periodo) 7 939 7 660 7 683 7 819 7 424 Scorte 380 445 394 384 394 712 297 877 356 460 Flusso di cassa 117 064 184 201 350 074 291 440 814 272 002 110 133 250 945 ROCE (in %) – 18,6 % – 10,1 % – 35,2 % – 20,4 % – 25,0 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 7,3 % Prodotto 7 Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 10 148 839 10 375 274 10 934 966 11 058 596 11 059 068 Importazioni Volume (in tonnellate) 1 419 767 1 959 605 2 554 930 2 814 802 2 530 630 Quota di mercato (in %) 14,0 % 18,9 % 23,4 % 25,5 % 22,9 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 513 492 474 403 533 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 58 % 62 % 62 % 63 % 65 % Produzione (in tonnellate) 10 749 475 11 240 103 10 608 260 10 244 950 10 581 040 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 8 727 826 8 414 892 8 377 455 8 242 865 8 527 686 Quota di mercato (in %) 14,0 % 18,9 % 23,4 % 25,5 % 22,9 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 700 676 714 582 692 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 9,4 % – 8,9 % – 4,0 % – 7,5 % 3,2 % Occupazione (fine periodo) 18 472 17 628 17 177 16 763 16 211 Scorte 707 152 788 008 896 708 862 084 819 690 Flusso di cassa 45 651 999 123 399 207 426 592 285 – 44 547 318 205 976 592 ROCE (in %) – 12,2 % – 0,3 % – 3,3 % – 9,9 % – 1,5 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 23,0 % Prodotto 8 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 1 168 291 1 352 875 1 590 437 1 807 242 1 487 848 Importazioni Volume (in tonnellate) 175 836 233 028 269 697 351 075 436 173 Quota di mercato (in %) 15,1 % 17,2 % 17,0 % 19,4 % 29,3 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 2 011 1 926 1 877 1 518 1 822 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 61 % 65 % 69 % 73 % 73 % Produzione (in tonnellate) 3 334 814 3 525 794 3 664 821 3 842 503 3 799 867 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 991 962 1 119 435 1 320 528 1 455 714 1 050 966 Quota di mercato (in %) 84,9 % 82,7 % 83,0 % 80,5 % 70,6 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 2 023 2 013 2 028 1 792 2 115 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 4,2 % – 0,3 % 4,0 % 4,9 % 9,2 % Occupazione (fine periodo) 5 439 4 914 4 464 4 271 4 133 Scorte 103 375 131 557 123 098 106 508 93 335 Flusso di cassa 144 497 251 182 932 062 613 851 975 116 754 324 218 815 195 ROCE (in %) – 33,7 % – 37,1 % – 1,5 % – 0,4 % 13,6 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 13,9 % Prodotto 9 Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 3 362 718 3 671 898 3 587 237 3 913 974 3 816 472 Importazioni Volume (in tonnellate) 697 457 1 017 613 787 521 843 352 976 108 Quota di mercato (in %) 20,7 % 27,7 % 22,0 % 21,5 % 25,6 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 2 098 1 985 2 064 1 782 2 023 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 71 % 76 % 80 % 84 % 84 % Produzione (in tonnellate) 3 076 074 3 016 723 3 139 572 3 425 201 3 114 323 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 2 664 602 2 653 177 2 798 719 3 070 197 2 839 979 Quota di mercato (in %) 79,2 % 72,3 % 78,0 % 78,4 % 74,4 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 2 259 2 272 2 238 2 014 2 323 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 4,2 % – 2,7 % 2,4 % 5,5 % 9,4 % Occupazione (fine periodo) 10 205 9 483 9 220 8 892 8 812 Scorte 179 087 206 956 219 170 215 904 213 931 Flusso di cassa 135 463 456 45 971 825 847 696 098 450 355 017 685 492 711 ROCE (in %) – 12,4 % – 7,7 % 8,5 % 10,6 % 21,5 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 12,9 % Prodotto 12 Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 11 891 558 12 422 902 12 297 356 12 678 733 13 617 607 Importazioni Volume (in tonnellate) 911 115 1 219 800 1 200 627 1 400 824 1 385 829 Quota di mercato (in %) 7,7 % 9,8 % 9,8 % 11,0 % 10,2 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 699 657 640 531 641 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 79 % 82 % 80 % 80 % 74 % Produzione (in tonnellate) 12 132 593 12 585 360 12 301 986 11 839 241 12 427 808 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 10 964 010 11 189 221 11 095 204 11 276 054 12 230 774 Quota di mercato (in %) 92,2 % 90,1 % 90,2 % 88,9 % 89,8 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 632 613 573 520 592 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 2,2 % 3,4 % 2,4 % 0,8 % 3,6 % Occupazione (fine periodo) 9 537 9 734 10 057 10 342 10 486 Scorte 749 386 888 456 914 268 943 355 1 023 612 Flusso di cassa 220 994 774 264 742 034 272 433 127 255 904 385 123 997 731 ROCE (in %) – 1,2 % 3,7 % 3,3 % 3,9 % 6,9 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi – 8,3 % Prodotto 13 Barre di rinforzo Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 9 617 685 10 359 993 10 664 689 11 099 947 11 253 309 Importazioni Volume (in tonnellate) 527 008 972 602 1 430 014 1 292 971 1 191 445 Quota di mercato (in %) 5,5 % 9,4 % 13,4 % 11,6 % 10,6 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 475 446 388 353 441 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 72 % 72 % 71 % 73 % 67 % Produzione (in tonnellate) 13 171 558 13 019 699 12 763 140 13 191 436 12 494 712 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 8 906 120 9 187 941 9 019 809 9 568 119 9 848 615 Quota di mercato (in %) 92,6 % 88,7 % 84,6 % 86,2 % 87,5 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 460 437 386 367 436 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 2,0 % – 2,5 % – 2,6 % 3,4 % 4,8 % Occupazione (fine periodo) 5 563 5 441 5 529 5 634 5 457 Scorte 761 808 683 591 642 506 602 948 659 484 Flusso di cassa 20 571 082 14 116 433 53 015 513 165 167 521 249 292 475 ROCE (in %) 0,9 % 2,4 % 1,9 % 6,2 % 9,3 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi – 1,3 % Prodotto 14 Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 526 080 593 501 593 530 630 737 632 804 Importazioni Volume (in tonnellate) 113 071 147 453 142 416 147 811 159 577 Quota di mercato (in %) 21,5 % 24,8 % 24,0 % 23,4 % 25,2 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 3 092 2 894 3 035 2 590 2 885 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 65 % 68 % 68 % 69 % 72 % Produzione (in tonnellate) 527 386 597 178 599 927 637 938 641 446 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 411 655 444 339 450 094 482 314 472 247 Quota di mercato (in %) 78,2 % 74,9 % 75,8 % 76,5 % 74,6 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 2 988 2 969 2 838 2 404 2 807 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 5,2 % 5,6 % 4,1 % 2,3 % 5,8 % Occupazione (fine periodo) 3 680 3 766 3 737 3 789 3 844 Scorte 83 561 91 900 89 676 90 409 90 893 Flusso di cassa 111 869 518 142 849 693 191 511 047 155 623 001 145 832 442 ROCE (in %) 1,0 % 4,3 % 1,4 % – 0,7 % 4,9 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi – 2,8 % Prodotto 15 Vergelle di acciai inossidabili Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 318 373 323 191 304 987 335 552 347 077 Importazioni Volume (in tonnellate) 52 082 71 229 57 627 58 670 62 978 Quota di mercato (in %) 16,4 % 22,0 % 18,9 % 17,5 % 18,1 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 2 300 2 193 2 310 1 962 2 228 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 63 % 64 % 65 % 69 % 71 % Produzione (in tonnellate) 373 010 383 586 388 273 412 892 449 392 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 266 290 251 961 247 359 276 880 284 098 Quota di mercato (in %) 83,6 % 78,0 % 81,1 % 82,5 % 81,9 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 2 480 2 516 2 382 2 022 2 417 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 3,7 % – 2,1 % – 4,7 % – 3,1 % 3,9 % Occupazione (fine periodo) 1 677 1 671 1 731 1 761 1 852 Scorte 24 810 28 696 31 083 31 584 43 800 Flusso di cassa 13 022 575 18 221 077 106 175 940 84 328 053 44 337 763 ROCE (in %) – 0,7 % 2,9 % – 1,5 % – 2,8 % 5,5 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 7,8 % Prodotto 16 Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 18 033 534 18 249 258 18 949 497 19 375 225 20 026 426 Importazioni Volume (in tonnellate) 1 125 730 1 289 953 1 697 912 2 000 967 2 094 274 Quota di mercato (in %) 6,2 % 7,1 % 9,0 % 10,3 % 10,5 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 522 504 439 392 486 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 80 % 84 % 83 % 81 % 83 % Produzione (in tonnellate) 19 765 154 19 775 715 20 436 595 20 037 883 20 757 864 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 16 782 585 16 828 358 17 108 877 17 222 468 17 795 595 Quota di mercato (in %) 93,1 % 92,2 % 90,3 % 88,9 % 88,9 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 509 492 443 420 505 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 1,8 % 4,8 % 3,0 % 0,6 % 3,4 % Occupazione (fine periodo) 11 561 11 598 11 881 13 068 13 058 Scorte 876 450 896 633 1 120 091 974 085 954 649 Flusso di cassa 234 768 428 424 076 182 365 467 214 287 106 970 310 381 566 ROCE (in %) 1,0 % 6,9 % 2,9 % 3,9 % 6,7 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 3,7 % Prodotto 17 Profilati di ferro o di acciai non legati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 6 159 135 6 544 142 6 549 935 7 205 377 7 375 383 Importazioni Volume (in tonnellate) 223 669 277 507 268 014 388 041 262 745 Quota di mercato (in %) 3,6 % 4,2 % 4,1 % 5,4 % 3,6 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 539 509 463 409 473 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 64 % 69 % 71 % 72 % 72 % Produzione (in tonnellate) 8 583 668 8 590 216 8 894 223 9 400 691 9 605 365 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 5 935 432 6 266 353 6 281 426 6 817 231 7 112 453 Quota di mercato (in %) 96,4 % 95,8 % 95,9 % 94,6 % 96,4 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 471 471 449 417 463 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 6,5 % – 3,7 % – 0,6 % 2,1 % – 1,8 % Occupazione (fine periodo) 6 212 5 685 6 006 6 264 6 096 Scorte 510 927 464 184 466 561 559 452 569 947 Flusso di cassa – 48 381 794 7 224 031 161 157 041 150 487 051 – 18 595 244 ROCE (in %) – 6,0 % 6,3 % 1,4 % 3,9 % 0,6 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi – 2,1 % Prodotto 18 Palancole Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 574 025 637 684 577 270 584 985 626 863 Importazioni Volume (in tonnellate) 15 870 16 503 14 051 36 970 85 054 Quota di mercato (in %) 2,8 % 2,6 % 2,4 % 6,3 % 13,6 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 787 765 1 126 651 629 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 78 % 82 % 76 % 82 % 81 % Produzione (in tonnellate) 907 320 940 451 840 182 777 182 817 764 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 558 131 621 150 563 140 548 010 541 782 Quota di mercato (in %) 97,2 % 97,4 % 97,6 % 93,7 % 86,4 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 711 697 652 623 640 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 6,8 % 11,5 % 8,8 % 14,0 % 3,7 % Occupazione (fine periodo) 949 971 951 981 995 Scorte 49 762 47 610 58 744 68 417 75 616 Flusso di cassa 58 272 442 68 732 139 63 936 644 86 404 634 40 555 786 ROCE (in %) – 9,3 % 6,8 % 6,7 % 10,3 % 1,5 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 1,7 % Prodotto 20 Tubi gas Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 1 211 435 1 662 233 1 653 112 1 637 097 1 642 935 Importazioni Volume (in tonnellate) 266 467 340 051 298 103 336 050 380 257 Quota di mercato (in %) 22,0 % 20,5 % 18,0 % 20,5 % 23,1 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 688 649 646 566 676 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 37 % 38 % 38 % 40 % 37 % Produzione (in tonnellate) 1 053 283 1 460 549 1 471 772 1 396 933 1 392 404 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 944 903 1 322 070 1 354 273 1 300 727 1 262 560 Quota di mercato (in %) 78,0 % 79,5 % 81,9 % 79,5 % 76,8 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 717 666 619 580 693 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 0,9 % 1,3 % 2,3 % 3,9 % 0,5 % Occupazione (fine periodo) 552 543 548 526 509 Scorte 55 178 55 305 53 434 58 081 50 697 Flusso di cassa 15 451 286 15 884 723 16 166 705 15 309 189 20 506 964 ROCE (in %) 3,7 % 3,9 % 1,1 % 1,7 % 8,7 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 2,4 % Prodotto 21 Profilati cavi Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 3 347 996 3 407 926 3 511 951 3 885 748 4 028 730 Importazioni Volume (in tonnellate) 461 263 552 874 574 490 725 545 820 667 Quota di mercato (in %) 13,8 % 16,2 % 16,4 % 18,7 % 20,4 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 599 571 553 497 618 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 46 % 46 % 46 % 47 % 49 % Produzione (in tonnellate) 3 019 375 3 019 977 3 106 261 3 333 368 3 388 786 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 2 882 473 2 854 843 2 936 771 3 159 965 3 207 994 Quota di mercato (in %) 86,1 % 83,8 % 83,6 % 81,3 % 79,6 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 606 569 541 517 625 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) – 2,7 % – 3,9 % – 3,3 % 0,2 % – 0,5 % Occupazione (fine periodo) 1 073 1 124 1 200 1 209 1 181 Scorte 160 442 138 981 146 353 107 826 149 537 Flusso di cassa – 9 630 441 13 389 861 23 807 058 13 000 201 21 372 166 ROCE (in %) – 2,4 % – 5,3 % – 6,2 % – 0,6 % 7,2 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 1,2 % Prodotto 22 Tubi di acciai inossidabili senza saldatura Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 96 507 101 504 97 341 96 320 95 672 Importazioni Volume (in tonnellate) 32 581 38 782 39 719 42 510 42 701 Quota di mercato (in %) 33,8 % 38,2 % 40,8 % 44,1 % 44,6 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 6 941 6 167 6 118 5 846 6 300 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 6 % 7 % 6 % 6 % 6 % Produzione (in tonnellate) 116 630 124 135 101 291 101 831 92 357 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 61 822 61 708 56 802 53 196 52 083 Quota di mercato (in %) 64,1 % 60,8 % 58,4 % 55,2 % 54,4 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 7 913 7 740 8 318 7 361 7 993 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 3,1 % 5,9 % – 0,4 % – 0,1 % 1,2 % Occupazione (fine periodo) 11 180 11 211 10 369 9 779 9 317 Scorte 7 452 9 389 10 455 8 690 11 688 Flusso di cassa 19 858 477 10 438 041 – 48 885 671 4 038 078 – 22 872 178 ROCE (in %) 22,7 % – 4,3 % – 58,1 % – 33,4 % – 50,5 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 21,2 % Prodotto 23 Tubi cuscinetto Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 68 824 72 805 67 249 59 867 65 355 Importazioni Volume (in tonnellate) 7 489 9 426 11 944 9 773 8 663 Quota di mercato (in %) 10,9 % 12,9 % 17,8 % 16,3 % 13,3 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 2 069 1 626 1 749 1 630 1 608 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 68 % 64 % 53 % 52 % 63 % Produzione (in tonnellate) 64 972 65 475 58 407 52 494 57 657 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 61 324 63 378 55 304 50 092 56 691 Quota di mercato (in %) 89,1 % 87,1 % 82,2 % 83,7 % 86,7 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 2 023 2 003 1 925 1 804 1 837 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 4,6 % 4,9 % – 6,7 % – 9,2 % – 1,8 % Occupazione (fine periodo) 332 322 306 274 280 Scorte 1 285 1 433 2 591 1 452 2 429 Flusso di cassa 3 499 664 3 928 566 5 055 796 – 791 310 – 620 461 ROCE (in %) 0,9 % – 3,3 % – 64,7 % – 54,5 % – 28,1 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 12,5 % Prodotto 25 Grandi tubi saldati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 669 846 1 041 055 427 457 586 746 1 804 463 Importazioni Volume (in tonnellate) 286 939 411 273 209 524 159 219 1 044 534 Quota di mercato (in %) 42,8 % 39,5 % 49,0 % 27,1 % 57,9 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 1 070 793 904 772 936 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 26 % 32 % 29 % 35 % 65 % Produzione (in tonnellate) 1 333 900 1 150 000 1 034 600 1 086 300 1 500 000 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 382 758 624 819 216 243 426 937 759 478 Quota di mercato (in %) 57,1 % 60,0 % 50,6 % 72,8 % 42,1 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 894 887 835 771 766 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 3,0 % – 6,1 % – 2,7 % – 0,6 % 0,0 % Occupazione (fine periodo) 1 512 1 545 1 365 1 372 1 326 Scorte 322 722 600 020 633 600 727 048 1 139 429 Flusso di cassa 197 726 967 – 97 558 802 94 492 289 – 70 888 943 13 666 659 ROCE (in %) – 15,8 % – 23,5 % – 17,7 % – 6,7 % 9,1 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi – 22,0 % Prodotto 26 Altri tubi saldati Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 2 385 499 3 121 613 3 126 300 3 286 436 3 352 661 Importazioni Volume (in tonnellate) 474 949 491 934 510 548 540 386 571 167 Quota di mercato (in %) 19,9 % 15,8 % 16,3 % 16,4 % 17,0 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 1 352 1 376 1 397 1 262 1 431 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 57 % 57 % 57 % 58 % 60 % Produzione (in tonnellate) 2 384 152 3 166 935 3 144 492 3 190 480 3 301 195 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 1 907 944 2 622 348 2 588 536 2 721 349 2 765 915 Quota di mercato (in %) 80,0 % 84,0 % 82,8 % 82,8 % 82,5 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 1 024 1 013 984 942 1 062 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 1,2 % 2,4 % 1,7 % 4,2 % 4,3 % Occupazione (fine periodo) 3 024 3 013 3 011 3 089 3 025 Scorte 125 621 84 268 100 035 120 308 120 420 Flusso di cassa 66 281 502 68 619 951 77 514 611 87 283 492 106 630 804 ROCE (in %) 9,1 % 11,5 % 8,8 % 12,8 % 19,3 % Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi – 34,8 % Prodotto 28 Fili di acciaio Dati per l'anno civile 2013 2014 2015 2016 2017 Consumo (in tonnellate) 1 318 451 1 517 192 1 480 243 1 513 248 1 505 202 Importazioni Volume (in tonnellate) 574 083 722 773 692 918 736 623 722 858 Quota di mercato (in %) 43,5 % 47,6 % 46,8 % 48,7 % 48,0 % Prezzi unitari (in EUR/tonnellata) 781 729 722 626 708 Situazione dei produttori dell'UE Utilizzo degli impianti (in %) 73 % 75 % 77 % 73 % 71 % Produzione (in tonnellate) 899 763 932 496 940 169 886 666 900 054 Volume delle vendite nell'UE (in tonnellate) 744 368 794 419 787 325 776 626 782 344 Quota di mercato (in %) 56,5 % 52,4 % 53,2 % 51,3 % 52,0 % Prezzo di vendita unitario (in EUR/tonnellata) 940 909 840 832 905 Profitti/perdite netti sulle vendite UE (in %) 0,5 % 0,0 % 1,1 % 2,6 % 0,8 % Occupazione (fine periodo) 3 387 3 395 3 429 3 459 3 408 Scorte Flusso di cassa 66 281 502 68 619 951 77 514 611 87 283 492 106 630 804 ROCE (in %) Confronto dei prezzi per il 2017 Sottoquotazione dei prezzi 21,8 % ALLEGATO IV - Elenco dei prodotti originari di paesi in via di sviluppo a cui si applicano le misure provvisorie Paese/Gruppo di prodotti 1 2 3 4 5 6 7 8 9 12 13 14 15 16 17 18 20 21 22 23 25 26 28 Afghanistan Albania Angola Antigua e Barbuda Argentina Armenia Bahrein, regno del Bangladesh Barbados Belize Benin Bolivia, Stato plurinazionale di Botswana Brasile x x x x x Sultanato del Brunei Darussalam Burkina Faso Burundi Capo Verde Cambogia Camerun Repubblica centrafricana Ciad Cile Cina x x x x x x x x x x x x x Colombia Congo Costa Rica Costa d'Avorio Cuba Repubblica democratica del Congo Gibuti Dominica Repubblica dominicana Ecuador Egitto x x El Salvador Figi Gabon Gambia Georgia Ghana Grenada Guatemala Guinea Guinea-Bissau Guyana Haiti Honduras Hong Kong, Cina India x x x x x x x x x x x x x x Indonesia x Giamaica Giordania Kazakhstan Kenya Kuwait, Stato del Repubblica del Kirghizistan Repubblica democratica popolare del Laos Lesotho Liberia Macao, Cina Madagascar Malawi Malaysia x Maldive Mali Mauritania Maurizio Messico Moldova, repubblica di x x Mongolia Montenegro Marocco Mozambico Myanmar Namibia Nepal Nicaragua Niger Nigeria Oman Pakistan Panama Papua Nuova Guinea Paraguay Perù Filippine Qatar Ruanda Saint Kitts e Nevis Santa Lucia Saint Vincent e Grenadine Samoa Arabia Saudita, regno della x Senegal Seychelles Sierra Leone Isole Salomone Sud Africa x x Sri Lanka Suriname Swaziland Tagikistan Tanzania Thailandia ex Repubblica iugoslava di Macedonia x x x x Togo Tonga Trinidad e Tobago Tunisia Turchia x x x x x x x x x x x x x x Uganda Ucraina x x x x x x x x x x x Emirati arabi uniti x x Uruguay Vanuatu Venezuela, repubblica bolivariana del Vietnam x x x Yemen Zambia Zimbabwe ALLEGATO V – Contingenti tariffari Numero di prodotto Numero d'ordine Categoria di prodotto Codici NC Volume del contingente tariffario (tonnellate nette) Aliquota del dazio supplementare 1 09.8501 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e di altri acciai legati 7208 10 00 , 7208 25 00 , 7208 26 00 , 7208 27 00 , 7208 36 00 , 7208 37 00 , 7208 38 00 , 7208 39 00 , 7208 40 00 , 7208 52 99 , 7208 53 90 , 7208 54 00 , 7211 14 00 , 7211 19 00 , 7212 60 00 , 7225 19 10 , 7225 30 10 , 7225 30 30 , 7225 30 90 , 7225 40 15 , 7225 40 90 , 7226 19 10 , 7226 91 20 , 7226 91 91 , 7226 91 99 4 269 009 25 % 2 09.8502 Fogli laminati a freddo di acciai non legati e di altri acciai legati 7209 15 00 , 7209 16 90 , 7209 17 90 , 7209 18 91 , 7209 25 00 , 7209 26 90 , 7209 27 90 , 7209 28 90 , 7209 90 20 , 7209 90 80 , 7211 23 20 , 7211 23 30 , 7211 23 80 , 7211 29 00 , 7211 90 20 , 7211 90 80 , 7225 50 20 , 7225 50 80 , 7226 20 00 , 7226 92 00 1 318 865 25 % 3 09.8503 Lamiere magnetiche (escluse le lamiere magnetiche a grani orientati GOES) 7209 16 10 , 7209 17 10 , 7209 18 10 , 7209 26 10 , 7209 27 10 , 7209 28 10 , 7225 19 90 , 7226 19 80 178 704 25 % 4 09.8504 Fogli rivestiti di metallo 7210 20 00 , 7210 30 00 , 7210 41 00 , 7210 49 00 , 7210 61 00 , 7210 69 00 , 7210 90 80 , 7212 20 00 , 7212 30 00 , 7212 50 20 , 7212 50 30 , 7212 50 40 , 7212 50 61 , 7212 50 69 , 7212 50 90 , 7225 91 00 , 7225 92 00 , 7226 99 10 , 7226 99 30 , 7226 99 70 2 115 054 25 % 5 09.8505 Fogli a rivestimento organico 7210 70 80 , 7212 40 80 414 324 25 % 6 09.8506 Prodotti stagnati 7209 18 99 , 7210 11 00 , 7210 12 20 , 7210 12 80 , 7210 50 00 , 7210 70 10 , 7210 90 40 , 7212 10 10 , 7212 10 90 , 7212 40 20 367 470 25 % 7 09.8507 Lamiere quarto di acciai non legati e di altri acciai legati 7208 51 20 , 7208 51 91 , 7208 51 98 , 7208 52 91 , 7208 90 20 , 7208 90 80 , 7210 90 30 , 7225 40 12 , 7225 40 40 , 7225 40 60 , 7225 99 00 1 442 988 25 % 8 09.8508 Fogli e nastri laminati a caldo di acciai inossidabili 7219 11 00 , 7219 12 10 , 7219 12 90 , 7219 13 10 , 7219 13 90 , 7219 14 10 , 7219 14 90 , 7219 22 10 , 7219 22 90 , 7219 23 00 , 7219 24 00 , 7220 11 00 , 7220 12 00 193 049 25 % 9 09.8509 Fogli e nastri laminati a freddo di acciai inossidabili 7219 31 00 , 7219 32 10 , 7219 32 90 , 7219 33 10 , 7219 33 90 , 7219 34 10 , 7219 34 90 , 7219 35 10 , 7219 35 90 , 7219 90 20 , 7219 90 80 , 7220 20 21 , 7220 20 29 , 7220 20 41 , 7220 20 49 , 7220 20 81 , 7220 20 89 , 7220 90 20 , 7220 90 80 476 161 25 % 12 09.8512 Profilati leggeri e laminati mercantili di acciai non legati e di altri acciai legati 7214 30 00 , 7214 91 10 , 7214 91 90 , 7214 99 31 , 7214 99 39 , 7214 99 50 , 7214 99 71 , 7214 99 79 , 7214 99 95 , 7215 90 00 , 7216 10 00 , 7216 21 00 , 7216 22 00 , 7216 40 10 , 7216 40 90 , 7216 50 10 , 7216 50 91 , 7216 50 99 , 7216 99 00 , 7228 10 20 , 7228 20 10 , 7228 20 91 , 7228 30 20 , 7228 30 41 , 7228 30 49 , 7228 30 61 , 7228 30 69 , 7228 30 70 , 7228 30 89 , 7228 60 20 , 7228 60 80 , 7228 70 10 , 7228 70 90 , 7228 80 00 728 270 25 % 13 09.8513 Barre di rinforzo 7214 20 00 , 7214 99 10 714 964 25 % 14 09.8514 Profilati leggeri e barre di acciai inossidabili 7222 11 11 , 7222 11 19 , 7222 11 81 , 7222 11 89 , 7222 19 10 , 7222 19 90 , 7222 20 11 , 7222 20 19 , 7222 20 21 , 7222 20 29 , 7222 20 31 , 7222 20 39 , 7222 20 81 , 7222 20 89 , 7222 30 51 , 7222 30 91 , 7222 30 97 , 7222 40 10 , 7222 40 50 , 7222 40 90 82 156 25 % 15 09.8515 Vergelle di acciai inossidabili 7221 00 10 , 7221 00 90 32 744 25 % 16 09.8516 Vergelle di acciai non legati e di altri acciai legati 7213 10 00 , 7213 20 00 , 7213 91 10 , 7213 91 20 , 7213 91 41 , 7213 91 49 , 7213 91 70 , 7213 91 90 , 7213 99 10 , 7213 99 90 , 7227 10 00 , 7227 20 00 , 7227 90 10 , 7227 90 50 , 7227 90 95 1 058 110 25 % 17 09.8517 Profilati di ferro o di acciai non legati 7216 31 10 , 7216 31 90 , 7216 32 11 , 7216 32 19 , 7216 32 91 , 7216 32 99 , 7216 33 10 , 7216 33 90 167 817 25 % 18 09.8518 Palancole 7301 10 00 24 854 25 % 20 09.8520 Tubi gas 7306 30 41 , 7306 30 49 , 7306 30 72 , 7306 30 77 185 280 25 % 21 09.8521 Profilati cavi 7306 61 10 , 7306 61 92 , 7306 61 99 387 343 25 % 22 09.8522 Tubi di acciai inossidabili senza saldatura 7304 11 00 , 7304 22 00 , 7304 24 00 , 7304 41 00 , 7304 49 10 , 7304 49 93 , 7304 49 95 , 7304 49 99 22 818 25 % 23 09.8523 Tubi cuscinetto 7304 51 12 , 7304 51 18 , 7304 59 32 , 7304 59 38 5 549 25 % 25 09.8525 Grandi tubi saldati 7305 11 00 , 7305 12 00 , 7305 19 00 , 7305 20 00 , 7305 31 00 , 7305 39 00 , 7305 90 00 258 133 25 % 26 09.8526 Altri tubi saldati 7306 11 10 , 7306 11 90 , 7306 19 10 , 7306 19 90 , 7306 21 00 , 7306 29 00 , 7306 30 11 , 7306 30 19 , 7306 30 80 , 7306 40 20 , 7306 40 80 , 7306 50 20 , 7306 50 80 , 7306 69 10 , 7306 69 90 , 7306 90 00 296 274 25 % 28 09.8528 Fili di acciai non legati 7217 10 10 , 7217 10 31 , 7217 10 39 , 7217 10 50 , 7217 10 90 , 7217 20 10 , 7217 20 30 , 7217 20 50 , 7217 20 90 , 7217 30 41 , 7217 30 49 , 7217 30 50 , 7217 30 90 , 7217 90 20 , 7217 90 50 , 7217 90 90 393 031 25 %

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