Scambio punti nell’ambito di operazioni a premio – rilevanza ai fini dell’imposta sostitutiva di cui all’articolo 19, comma 8, della legge 27 dicembre 1997, n. 449
Come viene tassata la conversione di punti fedeltà tra diverse operazioni a premio secondo la normativa italiana?
Spiegato da FiscoAI
La Risoluzione AdE 449/2014 chiarisce il trattamento fiscale dello scambio di punti fedeltà accumulati in un'operazione a premio con punti di un'altra operazione a premio. La normativa riguarda i promotori di concorsi a premi e i partecipanti che accumulano punti fedeltà attraverso acquisti presso esercizi commerciali. Secondo il documento, i punti fedeltà non hanno valore concreto di per sé e non rappresentano un premio fino a quando il partecipante non dimostra di aver effettuato gli acquisti richiesti, raccolto le prove documentali e le abbia presentate entro i termini stabiliti. La conversione di punti da un'operazione a premio a un'altra non configura il riconoscimento di un premio, pertanto il valore dei punti assegnati non è soggetto all'imposta sostitutiva prevista dall'articolo 19, comma 8, della legge 449/1997. Questo rappresenta una modifica rispetto alla precedente Risoluzione 101/E del 2012, che invece prevedeva l'applicazione dell'imposta sostitutiva. La responsabilità solidale ricade sui promotori di entrambe le operazioni collegate per il corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dall'utilizzo dei punti convertiti.
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Riferimento normativo
Scambio punti nell’ambito di operazioni a premio – rilevanza ai fini dell’imposta sostitutiva di cui all’articolo 19, comma 8, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 - pdf
Testo normativo
RISOLUZIONE N. 23/E
Roma, 19 febbraio 2014
Direzione Centrale Normativa
OGGETTO: Scambio punti nell’ambito di operazioni a premio – rilevanza ai
fini dell’imposta sostitutiva di cui all’articolo 19, comma 8, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449
Pervengono alla scrivente richieste di chiarimenti in merito
all’applicazione dell’imposta sostitutiva di cui all’articolo 19, comma 8, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, nell’ipotesi di conversione di punti fedeltà,
assegnati ai partecipanti nell’ambito di un’operazione a premi, in punti che
permetteranno di ottenere premi dal catalogo di una diversa operazione.
Nell’ambito delle operazioni che prevedono l’assegnazione di premi ai
consumatori in funzione del numero dei punti fedeltà da essi accumulati facendo
acquisti presso gli esercizi commerciali promotori del concorso, può essere
consentito ai partecipanti di convertire i medesimi punti con punti di altre
operazioni a premio, condotte dagli stessi promotori del concorso o da altri
soggetti.
Nelle ipotesi rappresentate, i punti assegnati in virtù della conversione
hanno l’esclusiva funzione di attribuire ai partecipanti la possibilità di prendere
parte ad una distinta operazione a premio.
Sull’argomento, questa Agenzia ha già fornito chiarimenti con la
risoluzione n. 101/E del 26 novembre 2012 in risposta ad una istanza di
interpello.
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In tale sede, nel presupposto - prospettato dall’istante - che i punti fossero
di per sé dei premi, era stato chiarito che sul corrispettivo pattuito per il
trasferimento dei punti si dovesse versare l’imposta sostitutiva di cui all’articolo
19, comma 8, della legge n. 449 del 1997.
Tuttavia, la soluzione adottata con la citata risoluzione n. 101/E del 2012
va riconsiderata alla luce del parere reso con nota prot. 137275 del 14 agosto
2013 dal Ministero dello sviluppo economico (MISE), Dicastero cui sono stati
attribuiti i poteri di vigilanza e di controllo nell’ambito delle operazioni a premio,
con il quale sono stati forniti chiarimenti in merito allo “scambio punti”.
Nel citato parere, il MISE ha precisato che “in base all’art. 3 del dPR 26
ottobre 2001, n. 430, sono operazioni a premio quelle manifestazioni
commerciali pubblicitarie che prevedono le offerte di premi a tutti coloro che
acquistano o vendono un determinato quantitativo di prodotti o di servizi e ne
offrono la documentazione raccogliendo e conservando un certo numero di
prove documentali di acquisto/vendita, anche su supporto magnetico.
Tali iniziative sono dunque identificate dai seguenti parametri
caratterizzanti:
a) L’offerta di premi da parte dei promotori, la quale deve concretizzarsi
(esclusivamente) sotto forma di obbligazione assunta ai sensi e con gli
effetti degli articoli 1989, 1990 e 1991 del c.c.;
b) La condizione di partecipazione - unica da prevedersi per l’adesione -
consistente esclusivamente nell’acquisto/vendita dei prodotti e/o servizi
promozionati;
c) La presentazione, da parte dei promissari, all’atto della richiesta dei
premi voluti, della documentazione atta a dare prova degli
acquisti/vendite da loro effettuati dei prodotti o servizi oggetto della
promozione.
Da quanto sopra risultano dunque, linearmente discendenti:
- da una parte che l’unica obbligazione è quella liberamente assunta dal
promotore nel momento della promessa;
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- dall’altra parte che l’onere a carico dei partecipanti è esclusivamente di
dare documentazione di aver effettuato il numero di acquisti (o di vendite) dei
prodotti e/o servizi oggetto dell’operazione a premio a cui corrisponde il
conseguimento del premio voluto tra quelli posti in palio dal soggetto promotore.
Nulla dice la normativa di altrimenti, in quanto definisce chiaramente e
perentoriamente che la condizione di partecipazione consiste nell’acquisto o
vendita operati da chi matura l’intenzione di conseguire i premi posti in palio
dal soggetto promittente, legittimato ai sensi dell’art. 5 comma 1, del dPR n.
430/2001.
Occorre anche considerare che la documentazione degli acquisti/vendite
effettuati (prove d’acquisto o “punti” che dir si voglia) non ha di per sé alcun
valore concreto e non è idonea a rappresentare il diritto maturato al
conseguimento del premio, se non ricorrono le seguenti tre condizioni:
1) Acquisto/vendita dei previsti quantitativi di prodotti e/o servizi
promozionali;
2) Raccolta delle dovute prove al fine di vedersi corrisposto il premio voluto;
3) Presentazione entro la durata dell’operazione a premio delle suddette
prove al fine di vedersi corrisposto il premio dovuto.
Il legislatore ha infatti stabilito che, nell’ambito della promessa al
pubblico ha diritto alla prestazione solo il soggetto che si trovi nella situazione
ipotizzata dalla promessa o compia l’attività individuata dalla promessa. Ossia,
il diritto alla prestazione non sorge subito (al momento in cui la promessa viene
resa pubblica o durante la maturazione delle condizioni dovute), ma soltanto nel
momento in cui il promissario si trovi nella situazione richiesta o compia
l’attività indicata.
Chi si trovasse nelle condizioni indicate dalla promessa deve
necessariamente darne comunicazione al promittente e l’evento perfezionativo
della fattispecie obbligatoria va individuato proprio nel momento in cui avviene
questa comunicazione.
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Nella promessa al pubblico, dunque, la c.d. condicio iuris è, piuttosto, una
condicio facti che si concretizza come vincolo e diviene efficace (quindi
produttiva degli effetti obbligatori) soltanto quando il promissario comunica e
dimostra di trovarsi nella posizione indicata nella promessa o di aver compiuto
integralmente l’attività richiesta.
In definitiva, da quanto sopra deriva direttamente che le singole prove
d’acquisto (o punti) non hanno, di per sé, alcun valore di diritto sui premi posti
in palio (e dunque, a fortiori, esse non sono qualificabili quali premio) fino al
raggiungimento del minimo quantitativo richiesto per uno dei beni e/o servizi
promessi e al verificarsi delle altre condizioni sopra elencate.
Ferma restando la natura delle prove d’acquisto/punti, come sopra
individuata, riguardo poi all’utilizzo dei punti accumulati nell’ambito di una
operazione a premio per redimere premi da cataloghi di altre operazioni a
premio (con o senza previa conversione dei punti), si ritiene ammissibile tale
possibilità, a condizione che il rapporto di co-marketing intercorrente fra tutti i
soggetti promotori interessati e le relative manifestazioni risultino chiaramente
descritti nei regolamenti di svolgimento di ognuna delle operazioni a premio
collegate e sia esaurientemente descritto l’eventuale rapporto di interscambio
fra le diverse tipologie di punti.
(…)
Resta inteso che la possibilità di utilizzare i punti accumulati nell’ambito
di una operazione a premio per ottenere punti di un’altra operazione a premio (e
di conseguenza, premi dal catalogo di quest’ultima) fa sorgere in capo ai
promotori di entrambe le operazioni (le quali, per ogni altro aspetto, restano
distinte e sotto la responsabilità esclusiva dei rispettivi promotori) la
responsabilità solidale per il corretto adempimento delle obbligazioni derivanti
dall’utilizzo dei punti oggetto di conversione.”.
Dal parere del MISE, emerge che le "prove d'acquisto" o "punti"
accumulati per operazioni a premio non hanno di per sé alcun valore concreto e
non sono idonei a rappresentare il diritto al conseguimento dei premi, in assenza
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delle altre condizioni previste nell’ambito delle operazioni medesime. Infatti, i
partecipanti avranno diritto ad un premio solo quando gli stessi dimostreranno di
aver acquistato i previsti quantitativi di beni e/o servizi promozionati, di aver
raccolto le prove di tali acquisti nel modo stabilito dal regolamento del concorso
e di averle presentate entro il termine previsto per la richiesta del premio
corrispondente.
Alla luce di quanto rappresentato, si ritiene che la conversione dei punti
maturati nell’ambito di un’operazione a premio con punti di un’altra operazione a
premio non configura il riconoscimento di un premio e, quindi, il valore dei punti
assegnati non sia da assoggettare all’imposta sostitutiva di cui all’articolo 19,
comma 8, della legge n. 449 del 1997.
In tal senso devono intendersi integrati i chiarimenti contenuti nella citata
risoluzione n. 101/E del 26 novembre 2012.
******
Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le
istruzioni fornite con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati
dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.
IL DIRETTORE CENTRALE
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La Risoluzione 449/2014 è il riferimento principale per chi opera nel settore delle operazioni a premio e deve gestire l'imposta sostitutiva su punti fedeltà, conversione punti e scambio punti tra diverse manifestazioni commerciali. Commercialisti e consulenti fiscali la consultano per chiarire il trattamento tributario delle prove d'acquisto, delle operazioni a premio secondo il DPR 430/2001, e della responsabilità solidale tra promotori di concorsi collegati.
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