Decisione di esecuzione (UE) 2023/695 della Commissione del 27 marzo 2023 che stabilisce il modello di relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli selvatici di cui all'articolo 12 della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva Uccelli) notificata con il numero C(2023) 1889
Decisione di esecuzione (UE) 2023/695 della Commissione del 27 marzo 2023 che stabilisce il modello di relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli selvatici di cui all'articolo 12 della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva Uccelli) [notificata con il numero C(2023) 1889]
EN: Commission Implementing Decision (EU) 2023/695 of 27 March 2023 establishing the format of the report regarding the status and trends of wild bird species referred to in Article 12 of Directive 2009/147/EC of the European Parliament and the Council (Birds Directive) (notified under document C(2023) 1889)
Testo normativo
29.3.2023
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
L 91/17
DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2023/695 DELLA COMMISSIONE
del 27 marzo 2023
che stabilisce il modello di relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli selvatici di cui all'articolo 12 della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva Uccelli)
[notificata con il numero C(2023) 1889]
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
vista la direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici
(
1
)
, in particolare l'articolo 12, paragrafo 1,
considerando quanto segue:
(1)
L'articolo 12, paragrafo 1, della direttiva 2009/147/CE impone agli Stati membri di trasmettere alla Commissione ogni sei anni una relazione sull'attuazione delle misure adottate a norma di tale direttiva e sugli effetti principali di tali misure.
(2)
Nella relazione figurano in particolare le informazioni sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli selvatici protette dalla direttiva 2009/147/CE, sulle minacce e sulle pressioni cui le specie sono sottoposte, sulle misure di conservazione adottate e sul contributo fornito dalla rete di zone di protezione speciale agli obiettivi di cui all'articolo 2 della direttiva.
(3)
Tale modello è armonizzato con il modello della relazione di cui all'articolo 17, paragrafo 1, della direttiva 92/43/CEE del Consiglio
(
2
)
.
(4)
La documentazione di supporto per facilitare un uso coerente del modello di comunicazione in tutta l'Unione, compresi elenchi di codici, orientamenti tecnici e formati di file di dati per la trasmissione delle informazioni, è a disposizione degli Stati membri in un portale di riferimento online per l'articolo 12 gestito dall'Agenzia europea dell'ambiente.
(5)
Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato per l'adeguamento al progresso scientifico e tecnico istituito a norma dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2009/147/CE del Consiglio,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il modello della relazione di cui all'articolo 12, paragrafo 1, della direttiva 2009/147/CE figura all'allegato della presente decisione.
Articolo 2
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 27 marzo 2023
Per la Commissione
Virginijus SINKEVIČIUS
Membro della Commissione
(
1
)
GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7
.
(
2
)
Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (
GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7
).
ALLEGATO
MODELLO DI RELAZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 12 DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE (DIRETTIVA UCCELLI)
Il modello di relazione di cui all'articolo 12 consta di due parti principali:
—
la parte A è il modello di relazione generale che presenta una panoramica delle informazioni sulle misure di attuazione e generali adottate a norma della direttiva 2009/147/CE;
—
la parte B è il modello di relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli e contiene informazioni riguardo a pressioni, misure di conservazione e copertura delle zone di protezione speciale.
Il modello di relazione va compilato secondo le istruzioni fornite nelle note esplicative. Ulteriori indicazioni sono reperibili online sul «portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12».
Sezioni principali del modello di relazione di cui all'articolo 12
Parte A — modello di relazione generale
Questa sezione va compilata una volta per l'intero Stato membro
1.
Principali risultati conseguiti nel quadro della direttiva 2009/147/CE
2.
Fonti di informazioni generali sull'attuazione della direttiva 2009/147/CE
3.
Ricerche e lavori necessari per la protezione, la gestione e lo sfruttamento sostenibile delle popolazioni di uccelli (articolo 10 della direttiva 2009/147/CE)
4.
Specie alloctone di uccelli (articolo 11 della direttiva 2009/147/CE)
Parte B — modello di relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli
Questa sezione va compilata per tutte le pertinenti specie di uccelli di uno Stato membro conformemente alle indicazioni fornite nelle note esplicative e nelle liste di controllo pertinenti disponibili online sul portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12.
1.
Informazioni relative alle specie
2.
Stagione
3.
Dimensioni della popolazione
4.
Tendenza della popolazione
5.
Mappa di distribuzione ed estensione delle zone di nidificazione
6.
Tendenza della distribuzione delle zone di nidificazione
7.
Pressioni e minacce principali
8.
Misure di conservazione
9.
Copertura di Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
10.
Progressi nelle attività correlate ai piani d'azione per le specie (
Species Action Plans
, SAP), ai piani di gestione (
Management Plans
, MP) e ai documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali (
Brief Management Statements
, BMS) a livello internazionale
11.
Informazioni relative alle specie di cui all'allegato II della direttiva 2009/147/CE
PARTE A — MODELLO DI RELAZIONE GENERALE
STATO MEMBRO
Utilizzare il codice corrispondente nell'elenco reperibile sul portale di riferimento
1
Principali risultati conseguiti nel quadro della direttiva 2009/147/CE
Testo libero
—
Principali risultati conseguiti
Descrivere in modo sintetico i principali risultati conseguiti nel quadro della direttiva 2009/147/CE durante il periodo di riferimento, con particolare attenzione alla rete di ZPS.
—
Esempio di storia di successo
Descrivere in modo sintetico almeno una storia di successo, se esiste. Può riguardare qualsiasi specie di uccelli selvatici che evidenzi un reale miglioramento durante il periodo di riferimento, vale a dire con una popolazione (nidificante o svernante) che mostra una tendenza a breve termine all'aumento a prescindere dalla tendenza a lungo termine oppure una tendenza a breve termine stabile/fluttuante a fronte di tendenze a lungo termine in calo.
I miglioramenti descritti dovrebbero derivare da misure di conservazione e riguardare il periodo di riferimento corrente, ma possono essere incluse anche misure adottate in un momento precedente.
Se uno Stato membro desidera presentare ulteriori documenti rispetto a quanto previsto nel presente modello, può aggiungerli come allegati indicando i rispettivi nomi dei file alla fine di questa sezione a testo libero e caricare i file pertinenti tramite il meccanismo di comunicazione dell'AEA insieme al resto della relazione. Se possibile, fornire la traduzione in inglese.
1.1
Testo nella lingua nazionale
Massimo 2-3 pagine
1.2
Traduzione in inglese
Facoltativa
1.3
Nome, codice e stagione della specie/sottospecie nelle storie di successo
a)
codice e nome delle specie di uccelli
b)
stagione
2
Fonti di informazioni generali sull'attuazione della direttiva 2009/147/CE
Fornire un link agli indirizzi internet per le fonti di informazione nazionali ove sono reperibili le informazioni richieste o spiegare le modalità di accesso alle stesse.
2.1
Informazioni generali sulla direttiva 2009/147/CE
URL/testo
2.2
Informazioni sulla rete Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
URL/testo
2.3
Programmi di monitoraggio (articolo 4, paragrafo 1, e articolo 10 della direttiva 2009/147/CE)
URL/testo
2.4
Protezione delle specie (articoli da 5 a 8 della direttiva 2009/147/CE)
URL/testo
2.5
Recepimento della direttiva (testi giuridici)
URL/testo
3
Ricerche e lavori necessari per la protezione, la gestione e lo sfruttamento sostenibile delle popolazioni di uccelli (articolo 10 della direttiva 2009/147/CE)
Elencare di seguito le attività più recenti. Ulteriori informazioni a testo libero pertinenti con riferimento all'attuazione dell'articolo 10 possono essere riportate nella sezione 1 (principali risultati conseguiti).
3.1
Atlante nazionale degli uccelli
3.1.1
Titolo
3.1.2
Anno di pubblicazione
3.1.3
Link e/o riferimenti bibliografici
URL/testo
3.2
Panoramica nazionale sul monitoraggio degli uccelli
Ripetere i campi da 3.2.1 a 3.2.3 nel caso sia stata pubblicata più di una panoramica.
3.2.1
Titolo di pubblicazioni o documenti analoghi e breve descrizione
Specie interessate, risultati principali, ecc.
3.2.2
Anno di pubblicazione
3.2.3
Link e/o riferimenti bibliografici
URL/testo
3.3
Lista rossa nazionale di uccelli
3.3.1
Titolo
3.3.2
Anno di pubblicazione
3.3.3
Link e/o riferimenti bibliografici
URL/testo
3.4
Altre pubblicazioni di interesse a livello dell'UE (ad es. panoramica nazionale delle azioni per le specie minacciate)
Ripetere i campi da 3.4.1 a 3.4.3 in caso di più pubblicazioni; massimo 10 pubblicazioni.
3.4.1
Titolo di pubblicazioni o documenti analoghi e breve descrizione
Specie interessate, risultati principali, ecc.
3.4.2
Anno di pubblicazione
3.4.3
Link e/o riferimenti bibliografici
URL/testo
4
Specie alloctone di uccelli (articolo 11 della direttiva 2009/147/CE)
Riferire in merito alle specie di uccelli che non vivono naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri e la cui introduzione è avvenuta durante il periodo di riferimento. Se del caso, ripetere i campi da 4.1 a 4.5 per ciascuna specie indicata.
4.1
Nome scientifico della specie
4.2
Unità di sottospecie
Se pertinente
4.3
Contenuto principale della decisione giuridica di introduzione
Testo libero per precisare la motivazione, il numero di esemplari e la durata di eventuali autorizzazioni
4.4
Consultazione con la Commissione
Data
4.5
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nei campi da 4.1 a 4.4.
Testo libero.
PARTE B — MODELLO DI RELAZIONE SULLO STATO E SULLE TENDENZE DELLE SPECIE DI UCCELLI
1
Informazioni relative alle specie
1.1
Stato membro
Utilizzare il codice corrispondente nell'elenco reperibile sul portale di riferimento
1.2
Codice della specie
Selezionare il codice dalla lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento
1.3
Codice EURING
Selezionare il codice dalla lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento
1.4
Nome scientifico della specie
Selezionare la specie dalla lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento
1.5
Popolazione di sottospecie
Se del caso, selezionare la popolazione distinta (in base alla lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento)
1.6
Nome scientifico di specie alternative
facoltativo
Nome scientifico utilizzato a livello nazionale, se diverso da quello indicato nel campo 1.4
1.7
Nome comune
facoltativo
Nella lingua nazionale
2
Stagione
2.1
Stagione
Selezionare la stagione in cui sono stati raccolti i dati comunicati: nidificazione/svernamento/passo (breeding/winter/passage) (come indicato nella lista di controllo delle specie di uccelli).
2.2
Prima segnalazione
Indicare se si tratta del primo ciclo di relazioni (reporting round) per questa specie (escluse le situazioni che riguardano un cambiamento del nome o del codice della specie tra i periodi di riferimento).
☐
SÌ
☐
NO
2.3
Informazioni supplementari
Indicare la natura della prima segnalazione. Eventuali ulteriori informazioni supplementari sono facoltative.
3
Dimensioni della popolazione
3.1
Anno o periodo
Anno o periodo dell'ultimo accertamento delle dimensioni della popolazione.
3.2
Dimensioni della popolazione
a)
unità
Coppie nidificanti/individui/altro (secondo la lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento).
b)
valore minimo
Numero (grezzo, cioè non arrotondato). Indicare l'intervallo, b) - c), e/o il miglior valore singolo d).
c)
valore massimo
Numero (grezzo, cioè non arrotondato). Indicare l'intervallo, b) - c), e/o il miglior valore singolo d).
d)
miglior valore singolo
Numero (grezzo, cioè non arrotondato). Indicare l'intervallo, b) - c), e/o il miglior valore singolo d).
3.3
Tipo di stima
Migliore stima/media pluriennale/intervallo di confidenza del 95 %/valore minimo.
3.4
Dimensioni della popolazione
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
3.5
Fonti
Indicare riferimenti bibliografici, link a siti internet, recapiti di esperti, ecc.
Testo libero.
3.6
Cambiamento e motivo del cambiamento (rispetto alla relazione precedente)
Vi è un cambiamento tra i periodi di riferimento? In caso affermativo, è possibile selezionare più di un'opzione da b) a f):
a)
no, nessun cambiamento;
b)
sì, per un cambiamento effettivo;
c)
sì, per una maggiore conoscenza/dati più accurati;
d)
sì, per l'utilizzo di un metodo diverso;
e)
sì, ma la natura del cambiamento è sconosciuta;
f)
sì, per altri motivi.
Il cambiamento è dovuto principalmente a (selezionare un'opzione):
a)
cambiamento effettivo;
b)
maggiore conoscenza o dati più accurati;
c)
utilizzo di un metodo diverso;
d)
motivi sconosciuti;
e)
altri motivi.
3.7
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nei campi da 3.1 a 3.6.
Testo libero.
4
Tendenza della popolazione
4.1
Tendenza a breve termine (ultimi 12 anni)
4.1.1
Tendenza a breve termine
Periodo
Intervallo temporale continuo di 12 anni o il periodo che più si avvicina a tale intervallo, ad esempio per il periodo di riferimento 2019-2024 corrisponde al 2013-2024.
4.1.2
Tendenza a breve termine
Direzione
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
stabile;
b)
fluttuante;
c)
in aumento;
d)
in calo;
e)
incerta;
f)
sconosciuta.
4.1.3
Tendenza a breve termine
Entità
a)
valore minimo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 4.1.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
b)
valore massimo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 4.1.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
c)
miglior valore singolo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 4.1.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
4.1.4
Tendenza a breve termine
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
4.1.5
Fonti
Indicare riferimenti bibliografici, link a siti internet, recapiti di esperti, ecc.
Testo libero.
4.2
Tendenza a lungo termine (dal 1980 circa)
4.2.1
Tendenza a lungo termine
Periodo
Periodo dal 1980 circa alla fine del periodo di riferimento.
4.2.2
Tendenza a lungo termine
Direzione
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
stabile;
b)
fluttuante;
c)
in aumento;
d)
in calo;
e)
incerta;
f)
sconosciuta.
4.2.3
Tendenza a lungo termine
Entità
a)
valore minimo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 4.2.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
b)
valore massimo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 4.2.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
c)
miglior valore singolo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 4.2.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
4.2.4
Tendenza a lungo termine
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
4.2.5
Fonti
Indicare riferimenti bibliografici, link a siti internet, recapiti di esperti, ecc.
Testo libero.
4.3
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nelle sezioni 4.1 e 4.2.
Testo libero.
5
Mappa di distribuzione ed estensione delle zone di nidificazione
5.1
Specie sensibili
Le informazioni territoriali fornite si riferiscono a una specie (o a una popolazione di sottospecie) da considerare «sensibile».
☐
SÌ
☐
NO
5.2
Anno o periodo
Anno o periodo dell'ultimo accertamento della distribuzione delle zone di nidificazione.
5.3
Mappa di distribuzione delle zone di nidificazione
Presentare una mappa insieme ai metadati pertinenti conformemente alle specifiche tecniche contenute nelle note esplicative. Il reticolato standard per la distribuzione delle specie è rappresentato da celle della griglia ETRS89 di 10×10 km, proiezione LAEA (EPSG:3035).
5.4
Estensione della distribuzione delle zone di nidificazione
Superficie totale delle zone di nidificazione in km
2
.
5.5
Distribuzione delle zone di nidificazione
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
5.6
Mappe supplementari
facoltative
Gli Stati membri possono presentare una mappa supplementare che si discosta dalla presentazione standard di cui al campo 5.3 e/o una mappa degli areali.
5.7
Fonti
Indicare riferimenti bibliografici, link a siti internet, recapiti di esperti, ecc.
5.8
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nei campi da 5.1 a 5.7.
Testo libero.
6
Tendenza della distribuzione delle zone di nidificazione
6.1
Tendenza a breve termine (ultimi 12 anni)
6.1.1
Tendenza a breve termine
Periodo
Intervallo temporale continuo di 12 anni o il periodo che più si avvicina a tale intervallo, ad esempio per il periodo di riferimento 2019-2024 corrisponde al 2013-2024.
6.1.2
Tendenza a breve termine
Direzione
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
stabile;
b)
fluttuante;
c)
in aumento;
d)
in calo;
e)
incerta;
f)
sconosciuta.
6.1.3
Tendenza a breve termine
Entità
a)
valore minimo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 6.1.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
b)
valore massimo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 6.1.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
c)
miglior valore singolo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 6.1.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
6.1.4
Tendenza a breve termine
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
6.1.5
Fonti
Indicare riferimenti bibliografici, link a siti internet, recapiti di esperti, ecc.
Testo libero.
6.2
Tendenza a lungo termine (dal 1980 circa)
6.2.1
Tendenza a lungo termine
Periodo
Periodo dal 1980 circa alla fine del periodo di riferimento.
6.2.2
Tendenza a lungo termine
Direzione
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
stabile;
b)
fluttuante;
c)
in aumento;
d)
in calo;
e)
incerta;
f)
sconosciuta.
6.2.3
Tendenza a lungo termine
Entità
a)
valore minimo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 6.2.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
b)
valore massimo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 6.2.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
c)
miglior valore singolo
Variazione percentuale nel periodo indicato nel campo 6.2.1. Indicare l'intervallo, a) - b), e/o il miglior valore singolo c).
6.2.4
Tendenza a lungo termine
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
6.2.5
Fonti
Indicare riferimenti bibliografici, link a siti internet, recapiti di esperti, ecc.
Testo libero.
6.3
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nelle sezioni 6.1 e 6.2.
Testo libero.
7
Pressioni e minacce principali
7.1
Caratterizzazione delle pressioni
a)
Pressione
Elencare massimo 20 pressioni utilizzando l'elenco di codici reperibile sul portale di riferimento e compilare da b) a g) per ciascuna pressione.
b)
Tempistica
☐
in passato ma ora sospesa a causa di misure
☐
in corso
☐
in corso e probabile in futuro
☐
solo in futuro
c)
Portata (percentuale della popolazione interessata)
Compilare per «in corso» e «in corso e probabile in futuro»:
☐
totalità > 90 %
☐
maggioranza 50 — 90 %
☐
minoranza < 50 %
d)
Incidenza (sulla popolazione o sull'habitat delle specie)
Compilare per «in corso» e «in corso e probabile in futuro».
☐
Incidenza elevata
☐
Incidenza media
☐
Incidenza bassa
e)
Ubicazione (dove la pressione è principalmente in atto)
☐
All'interno dello Stato membro
☐
Altrove nell'UE
☐
Al di fuori dell'UE
☐
Sia all'interno che all'esterno dell'UE
☐
Sconosciuta
f)
Specie esotiche invasive di rilevanza unionale
Compilare quando è selezionata la pressione su «specie esotiche invasive di rilevanza unionale». Selezionare dall'elenco delle specie pertinente (cfr. portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12).
g)
Altre specie esotiche invasive
facoltative
Compilare quando è selezionata la pressione «altre specie esotiche invasive — diverse dalle specie di rilevanza unionale». Selezionare dalla banca dati EASIN (cfr. portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12).
7.2
Metodi utilizzati
facoltativi
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
7.3
Fonti di informazioni
facoltative
Se disponibili, indicare le fonti delle informazioni (URL, metadati) a conferma della presenza di pressioni.
7.4
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nel campo 7.1.
Testo libero.
8
Misure di conservazione
8.1
Stato delle misure
Sono necessarie misure?
☐
SÌ
☐
NO
In caso affermativo, indicare lo stato delle misure (selezionare una sola opzione):
a)
misure individuate ma nessuna ancora adottata;
b)
misure necessarie ma non individuabili;
c)
parte delle misure individuate è stata adottata;
d)
quasi tutte/tutte le misure individuate sono state adottate.
8.2
Portata delle misure adottate
Compilare se è stata selezionata l'opzione «c) parte delle misure individuate è stata adottata» o «d) quasi tutte/tutte le misure individuate sono state adottate» (8.1):
incidono sul (selezionare una sola opzione)
a)
< 50 %;
b)
50 — 90 %; o
c)
> 90 %
della popolazione.
8.3
Obiettivo principale delle misure adottate
A.
Indicare l'obiettivo o gli obiettivi principali delle misure adottate:
a)
mantenere la distribuzione, la popolazione e/o l'habitat attuali della specie;
b)
ampliare la distribuzione attuale delle specie;
c)
aumentare le dimensioni della popolazione e/o migliorare le dinamiche della popolazione (migliorare il successo della riproduzione, ridurre la mortalità, migliorare la struttura in base a età/sesso);
d)
ripristinare l'habitat della specie.
B.
Qualora sia selezionata più di un'opzione, indicare qui l'obiettivo principale (primario) (ovvero selezionare una sola opzione):
mantenere lo stato attuale/ampliare l'areale/aumentare, migliorare la popolazione/ripristinare l'habitat.
8.4
Ubicazione delle misure
Indicare l'ubicazione delle misure adottate (selezionare una sola opzione):
a)
solo all'interno di Natura 2000;
b)
sia all'interno che all'esterno di Natura 2000;
c)
solo all'esterno di Natura 2000.
8.5
Risposta alle misure
(quando le misure iniziano a neutralizzare la pressione o le pressioni e producono effetti positivi)
Indicare i tempi di risposta alle misure (rispetto all'obiettivo principale indicato nel campo 8.3) — (selezionare una sola opzione):
a)
risposta a breve termine (entro il periodo di riferimento corrente, ad es. 2019-2024);
b)
risposta a medio termine (entro i prossimi due periodi di riferimento, ad es. 2025-2036);
c)
risposta a lungo termine (ad es. dopo il 2036).
8.6
Elenco delle principali misure di conservazione
Elencare massimo 20 misure utilizzando l'elenco di codici reperibile sul portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12
8.7
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nei campi da 8.1 a 8.6.
Testo libero.
9
Copertura di Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
Da comunicare per tutte le specie di cui all'allegato I e per le specie diverse da quelle contemplate nell'allegato I della direttiva 2009/147/CE che determinano la designazione delle zone di protezione speciale (ZPS) (è opportuno utilizzare la lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento).
9.1
Dimensioni della popolazione all'interno della rete Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
(a livello nazionale, compresi tutti i siti in cui è presente la specie)
a)
unità
Utilizzare la stessa unità del campo 3.2.a).
b)
valore minimo
Numero (grezzo, cioè non arrotondato). Indicare l'intervallo, b) - c), e/o il miglior valore singolo d).
c)
valore massimo
Numero (grezzo, cioè non arrotondato). Indicare l'intervallo, b) - c), e/o il miglior valore singolo d).
d)
miglior valore singolo
Numero (grezzo, cioè non arrotondato). Indicare l'intervallo, b) - c), e/o il miglior valore singolo d).
9.2
Tipo di stima
Migliore stima/media pluriennale/intervallo di confidenza del 95 %/valore minimo.
9.3
Dimensioni della popolazione all'interno della rete
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
9.4
Tendenza a breve termine delle dimensioni della popolazione all'interno della rete
Direzione
Tendenza a breve termine delle dimensioni della popolazione all'interno della rete nel periodo indicato nel campo 4.1.1. Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
stabile;
b)
fluttuante;
c)
in aumento;
d)
in calo;
e)
incerta;
f)
sconosciuta.
9.5
Tendenza a breve termine delle dimensioni della popolazione all'interno della rete
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
9.6
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nei campi da 9.1 a 9.5.
Testo libero.
10
Progressi nelle attività correlate ai piani d'azione per le specie (
Species Action Plans
, SAP), ai piani di gestione (
Management Plans
, MP) e ai documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali (
Brief Management Statements
, BMS) a livello internazionale
Da compilare a livello di specie/sottospecie.
10.1
Tipo di piano internazionale
SAP/MP/BMS (dovrebbe essere utilizzato l'elenco delle specie oggetto di un SAP/MP/BMS reperibile sul portale di riferimento); è possibile selezionare più piani.
10.2
È stato adottato un piano nazionale collegato al SAP/MP/BMS internazionale?
☐
SÌ
☐
NO
10.3
Valutazione dell'efficacia dei piani d'azione per le specie (SAP) minacciate a livello mondiale
Indicare se lo stato della specie a livello nazionale (rispetto al numero di esemplari e all'areale) è (selezionare una sola opzione):
a)
in evoluzione verso la finalità/l'obiettivo o le finalità/gli obiettivi del piano;
b)
invariato;
c)
in peggioramento ulteriore rispetto alla finalità/all'obiettivo o alle finalità/agli obiettivi del piano.
10.4
Valutazione dell'efficacia dei piani di gestione (MP) per le specie cacciabili in stato a rischio
Indicare se lo stato della specie a livello nazionale (rispetto al numero di esemplari e all'areale) è (selezionare una sola opzione):
a)
in miglioramento;
b)
invariato;
c)
in peggioramento ulteriore.
10.5
Fonti complementari di informazione
Link (ad es. per i piani nazionali), relazioni pubblicate, ecc.
Testo libero.
11
Informazioni relative alle specie dell'allegato II della direttiva 2009/147/CE
Da compilare a livello di specie/sottospecie.
11.1
La specie è cacciata a livello nazionale?
La specie è cacciata a livello nazionale?
☐
SÌ
☐
NO
In caso affermativo, proseguire con la compilazione dei campi da 11.2 a 11.4.
11.2
Carniere
Fornire statistiche nazionali sul carniere per il periodo di riferimento.
a)
unità
Individui.
b)
stagione
(facoltativa)
Indicare se le informazioni si riferiscono a una popolazione svernante o di passo (in caso di mancata compilazione si presume che le popolazioni svernanti o di passo non siano distinte).
c)
statistiche/ numeri (in esemplari)
Fornire statistiche per stagione di caccia o per anno (se non si utilizza la stagione) nel periodo di riferimento.
Stagione/anno 1
Stagione/anno 2
Stagione/anno 3
Stagione/anno 4
Stagione/anno 5
Stagione/anno 6
valore min.
(dati grezzi, ossia non arrotondati)
valore max.
(dati grezzi, ossia non arrotondati)
dato sconosciuto
11.3
Carniere
Metodo utilizzato
Scegliere una delle seguenti opzioni:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
11.4
Informazioni supplementari
facoltative
Altre informazioni pertinenti, complementari ai dati richiesti nei campi da 11.1 a 11.3.
Testo libero.
Note Esplicative
a sostegno del modello di relazione di cui all'articolo 12 della direttiva 2009/147/CE (direttiva Uccelli)
INDICE
Introduzione
33
PARTE A
MODELLO DI RELAZIONE GENERALE
34
Stato membro
34
1.
Principali risultati conseguiti nel quadro della direttiva 2009/147/CE
34
1.1.
Testo nella lingua nazionale
34
1.2.
Traduzione in inglese (facoltativa)
35
1.3.
Nome, codice e stagione della specie/sottospecie nelle storie di successo
35
2.
Fonti di informazioni generali sull'attuazione della direttiva 2009/147/CE
35
2.1.
Informazioni generali sulla direttiva 2009/147/CE
35
2.2.
Informazioni sulla rete Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
35
2.3.
Programmi di monitoraggio (articolo 4, paragrafo 1, e articolo 10 della direttiva 2009/147/CE)
35
2.4.
Protezione delle specie (articoli da 5 a 8 della direttiva 2009/147/CE)
35
2.5.
Recepimento della direttiva (testi giuridici)
35
3.
Ricerche e lavori necessari per la protezione, la gestione e lo sfruttamento sostenibile delle popolazioni di uccelli (articolo 10 della direttiva 2009/147/CE)
36
3.1.
Atlante nazionale degli uccelli
36
3.2.
Panoramica nazionale sul monitoraggio degli uccelli
36
3.3.
Lista rossa nazionale degli uccelli
36
3.4.
Altre pubblicazioni di interesse a livello dell'UE (ad es. panoramica nazionale delle azioni per le specie minacciate)
36
4.
Specie alloctone di uccelli (articolo 11 della direttiva 2009/147/CE)
36
4.1.
Nome scientifico della specie
36
4.2.
Unità di sottospecie
36
4.3.
Contenuto principale della decisione giuridica di introduzione
37
4.4.
Consultazione con la Commissione
37
4.5.
Informazioni supplementari (facoltativo)
37
PARTE B
MODELLO DI RELAZIONE RELATIVA ALLO STATO E ALLE TENDENZE DELLE SPECIE DI UCCELLI (ARTICOLO 12 DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE)
37
Specie da segnalare
37
Note esplicative per la compilazione del modello di relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli
40
1.
Informazioni relative alle specie
42
1.1.
Stato membro
42
1.2.
Codice della specie
42
1.3.
Codice EURING
42
1.4.
Nome scientifico della specie
42
1.5.
Popolazione di sottospecie
43
1.6.
Nome scientifico alternativo della specie (facoltativo)
43
1.7.
Nome comune (facoltativo)
43
2.
Stagione
43
2.1.
Stagione
43
2.2.
Prima segnalazione
43
2.3.
Informazioni supplementari
43
3.
Dimensioni della popolazione
43
3.1.
Anno o periodo
43
3.2.
Dimensioni della popolazione
43
3.3.
Tipo di stima
44
3.4.
Metodo utilizzato
45
3.5.
Fonti
45
3.6.
Cambiamento e motivo del cambiamento (rispetto alla relazione precedente)
45
3.7.
Informazioni supplementari (facoltativo)
46
4.
Tendenza della popolazione
46
4.1.
Tendenza a breve termine (ultimi 12 anni)
46
4.1.1.
Periodo considerato per la tendenza a breve termine
46
4.1.2.
Direzione della tendenza a breve termine
46
4.1.3.
Entità della tendenza a breve termine
47
4.1.4.
Tendenza a breve termine — metodo utilizzato
48
4.1.5.
Fonti
48
4.2.
Tendenza a lungo termine (dal 1980 circa)
48
4.2.1.
Periodo considerato per la tendenza a lungo termine
48
4.2.2.
Direzione della tendenza a lungo termine
48
4.2.3.
Entità della tendenza a lungo termine
49
4.2.4.
Tendenza a lungo termine — metodo utilizzato
49
4.2.5.
Fonti
49
4.3.
Informazioni supplementari (facoltativo)
49
5.
Mappa di distribuzione ed estensione delle zone di nidificazione
49
5.1.
Specie sensibili
49
5.2.
Anno o periodo
49
5.3.
Mappa di distribuzione delle zone di nidificazione
49
5.4.
Estensione della distribuzione delle specie nidificanti
50
5.5.
Metodo utilizzato
50
5.6.
Mappe supplementari (facoltative)
50
5.7.
Fonti
51
5.8.
Informazioni supplementari (facoltativo)
51
6.
Tendenza della distribuzione delle zone di nidificazione
51
6.1.
Tendenza a breve termine (ultimi 12 anni)
51
6.1.1.
Periodo considerato per la tendenza a breve termine
51
6.1.2.
Direzione della tendenza a breve termine
51
6.1.3.
Entità della tendenza a breve termine
51
6.1.4.
Tendenza a breve termine — metodo utilizzato
52
6.1.5.
Fonti
52
6.2.
Tendenza a lungo termine (dal 1980 circa)
52
6.2.1.
Periodo considerato per la tendenza a lungo termine
52
6.2.2.
Direzione della tendenza a lungo termine
53
6.2.3.
Entità della tendenza a lungo termine
53
6.2.4.
Tendenza a lungo termine — metodo utilizzato
53
6.2.5.
Fonti
53
6.3.
Informazioni supplementari (facoltativo)
53
7.
Pressioni e minacce principali
53
7.1.
Caratterizzazione delle pressioni
54
7.2.
Metodi utilizzati (facoltativo)
55
7.3.
Fonti di informazioni (facoltativo)
56
7.4.
Informazioni supplementari (facoltativo)
56
8.
Misure di conservazione
56
8.1.
Stato delle misure
56
8.2.
Portata delle misure adottate
56
8.3.
Obiettivo principale delle misure adottate
56
8.4.
Ubicazione delle misure
57
8.5.
Risposta alle misure
57
8.6.
Elenco delle principali misure di conservazione
57
8.7.
Informazioni supplementari (facoltativo)
57
9.
Copertura di Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
57
9.1.
Dimensioni della popolazione all'interno della rete Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
58
9.2.
Tipo di stima
58
9.3.
Dimensioni della popolazione all'interno della rete — metodo utilizzato
58
9.4.
Tendenza a breve termine delle dimensioni della popolazione all'interno della rete — direzione
58
9.5.
Tendenza a breve termine delle dimensioni della popolazione all'interno della rete — metodo utilizzato
59
9.6.
Informazioni supplementari (facoltativo)
59
10.
Progressi nelle attività correlate ai piani d'azione per le specie (Species Action Plans, SAP), ai piani di gestione (Management Plans, MP) e ai documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali (Brief Management Statements, BMS) a livello internazionale
59
10.1.
Tipo di piano internazionale
59
10.2.
È stato adottato un piano nazionale collegato al SAP/MP/BMS internazionale?
60
10.3.
Valutazione dell'efficacia dei SAP per le specie minacciate a livello mondiale
60
10.4.
Valutazione dell'efficacia dei piani di gestione per le specie cacciabili in stato a rischio
60
10.5.
Fonti complementari di informazione
61
11.
Informazioni relative alle specie di cui all'allegato II (articolo 7 della direttiva 2009/147/CE)
61
11.1.
La specie è cacciata a livello nazionale?
61
11.2.
Carniere
61
11.3.
Carniere — metodo utilizzato
61
11.4.
Informazioni supplementari (facoltativo)
61
Riferimenti
61
Introduzione
Un elemento centrale dell'attuazione e del successo della direttiva 2009/147/CE è un buon livello di informazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli, secondo quanto previsto all'articolo 12 della medesima direttiva. Dati e informazioni devono essere trasmessi in un formato strutturato e comparabile ai fini della loro elaborazione e analisi da parte della Commissione. La base giuridica per la trasmissione dei dati in un formato strutturato è l'articolo 12, paragrafo 1, secondo comma.
Il presente documento fornisce informazioni e indicazioni su come compilare i diversi campi di dati del modello di relazione di cui all'articolo 12 (parte A e parte B). Si tratta principalmente di descrizioni delle informazioni da riportare in ciascun campo e dei requisiti di base che le informazioni comunicate devono soddisfare.
Una descrizione più dettagliata dei concetti e dei metodi per le informazioni comunicate figura negli orientamenti che non fanno parte del presente atto di esecuzione. Inoltre la documentazione supplementare che dovrebbe essere utilizzata per la corretta compilazione del modello di relazione è disponibile online sul «portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12».
Portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12
Il portale di riferimento contiene la documentazione relativa alle informazioni fornite nei modelli di relazione di cui all'articolo 12 della direttiva 2009/147/CE.
Essa include:
—
il modello di relazione, le note esplicative e gli orientamenti;
—
il materiale di riferimento, ad esempio le liste di controllo delle specie di uccelli, l'elenco delle pressioni e delle minacce, l'elenco delle misure di conservazione e le griglie europee (10×10 km nel sistema ETRS) che devono essere utilizzati per la mappatura della distribuzione;
—
esempi illustrativi degli orientamenti.
PARTE A
MODELLO DI RELAZIONE GENERALE
La relazione generale è un breve modello strutturato volto a sintetizzare i fatti e i dati più importanti riguardo all'attuazione generale della direttiva 2009/147/CE, compresi i link a fonti di informazione più precise.
Ogni Stato membro è tenuto a elaborare una relazione generale che copra il suo intero territorio europeo.
I campi a testo libero possono essere compilati in qualsiasi lingua ufficiale dell'UE. Si raccomanda tuttavia l'uso della lingua inglese.
Tutti gli indirizzi internet indicati nei campi della relazione devono essere riportati per esteso, compresa, se del caso, la parte iniziale «http://» o «https://».
Stato membro
Gli Stati membri devono selezionare il proprio codice a due lettere della norma ISO 3166 conformemente all'elenco di cui al portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12. Non vanno presentate relazioni generali distinte per le unità subnazionali.
1.
PRINCIPALI RISULTATI CONSEGUITI NEL QUADRO DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE
Scopo di questa sezione è la comunicazione di informazioni sui principali risultati conseguiti durante il periodo di riferimento dallo Stato membro in virtù della direttiva 2009/147/CE, compresa la rete di zone di protezione speciale (ZPS). Le informazioni devono essere comunicate principalmente nella lingua nazionale (campo 1.1), se possibile corredate di una traduzione in inglese (campo facoltativo 1.2).
1.1.
Testo nella lingua nazionale
Principali risultati conseguiti:
descrivere brevemente i principali risultati conseguiti nel quadro della direttiva Uccelli durante il periodo di riferimento, con particolare attenzione alla rete di zone di protezione speciale (ZPS). Possono essere indicati, a titolo di esempio:
—
i comprovati benefici per le varie specie;
—
le esperienze con tecniche di gestione nuove o migliorate;
—
i cambiamenti positivi nell'accettazione da parte dell'opinione pubblica della protezione della biodiversità;
—
la maggiore cooperazione tra autorità, ecologisti e altri gruppi di interesse;
—
i principali casi di applicazione delle norme;
—
le iniziative volte a coniugare la creazione di siti Natura 2000 con l'economia locale;
—
le misure adottate al fine di ridurre al minimo l'impatto delle specie di uccelli invasive su quelle autoctone, in linea con il regolamento (UE) n. 1143/2014 sulle specie esotiche invasive
(
1
)
;
—
le informazioni complementari a quelle fornite nella sezione 3 in merito alle ricerche e ai lavori necessari per la protezione, la gestione e lo sfruttamento sostenibile delle popolazioni di uccelli. Tali informazioni potrebbero includere suggerimenti di ricerche urgenti per cui è necessario il coordinamento dell'UE (ad es. attraverso i finanziamenti a titolo del programma LIFE);
—
le misure adottate e i relativi effetti (risultati conseguiti);
—
i fattori di successo, le prospettive e il ruolo di Natura 2000.
Esempio di storia di successo
La descrizione di una «storia di successo» (se presente) offre allo Stato membro l'opportunità di mostrare un esempio del funzionamento della direttiva nel proprio paese. Ogni storia di successo dovrebbe basarsi su un taxon che mostri un reale miglioramento durante il periodo di riferimento, vale a dire una tendenza a breve termine della popolazione (nidificante o svernante) in aumento a prescindere dalla tendenza a lungo termine oppure una tendenza a breve termine della popolazione stabile/fluttuante a fronte di tendenze a lungo termine in calo. I miglioramenti descritti dovrebbero derivare da misure di conservazione messe in atto durante il periodo di riferimento corrente, ma può trattarsi anche di misure adottate in un momento precedente.
Struttura proposta:
—
indicazione delle specie/della stagione;
—
informazioni sulle specie, gli sviluppi passati e i rispettivi motivi (pressioni, ecc.), sfide in termini di conservazione;
—
misure adottate e relativi effetti (risultati conseguiti);
—
ruolo della rete Natura 2000 (se del caso);
—
fattori di successo;
—
prospettive.
Il testo deve avere una lunghezza massima di 2-3 pagine. Se uno Stato membro desidera aggiungere ulteriori documenti rispetto a quelli previsti, dovrebbe indicare tali allegati e i nomi dei file corrispondenti in una nota alla fine di questo campo e caricare i file pertinenti nel meccanismo di comunicazione dell'AEA insieme al resto della relazione.
1.2.
Traduzione in inglese (facoltativa)
Campo facoltativo per la traduzione in inglese delle informazioni fornite nel campo 1.1 (se sono state riportate in un'altra lingua).
1.3.
Nome, codice e stagione della specie/sottospecie nelle storie di successo
Questo campo va compilato quando si utilizza una storia di successo per evidenziare i principali risultati conseguiti nel quadro della direttiva, descritti nel campo 1.1. È possibile selezionare più specie.
Inserire:
(a)
codice e nome delle specie di uccelli;
(b)
stagione.
2.
FONTI DI INFORMAZIONI GENERALI SULL'ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE
Scopo di questa sezione è orientare il pubblico interessato verso fonti di informazioni relative alla direttiva 2009/147/CE e alla rete di zone di protezione speciale (ZPS) del rispettivo Stato membro. In generale, sono richiesti solo i link agli indirizzi internet. È tuttavia possibile inserire anche un testo libero quando è necessario spiegare le modalità di accesso alla fonte di informazioni, ad esempio in caso di fonti molteplici. Devono essere compilati tutti i campi seguenti.
2.1.
Informazioni generali sulla direttiva 2009/147/CE
Indicare i link a informazioni generali sulla direttiva (ad es. un portale nazionale che presenta le direttive UE sulla tutela della natura).
2.2.
Informazioni sulla rete Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
Indicare i link a informazioni generali sulla rete di zone di protezione speciale (ZPS) (ad es. banche dati online dei siti Natura 2000, pubblicazioni che presentano la rete).
2.3.
Programmi di monitoraggio (articolo 4, paragrafo 1, e articolo 10 della direttiva 2009/147/CE)
Indicare i link a informazioni generali sul monitoraggio (ad es. portale che presenta uno o più programmi di monitoraggio nazionali, orientamenti per il monitoraggio).
2.4.
Protezione delle specie (articoli da 5 a 8 della direttiva 2009/147/CE)
Indicare link a informazioni generali sulla protezione delle specie.
2.5.
Recepimento della direttiva (testi giuridici)
Indicare link a informazioni generali sul recepimento della direttiva.
3.
RICERCHE E LAVORI NECESSARI PER LA PROTEZIONE, LA GESTIONE E LO SFRUTTAMENTO SOSTENIBILE DELLE POPOLAZIONI DI UCCELLI (ARTICOLO 10 DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE)
Questa sezione riguarda l'obbligo di cui all'articolo 10, paragrafo 2, della direttiva 2009/147/CE in virtù del quale gli Stati membri trasmettono alla Commissione tutte le informazioni di cui ha bisogno per prendere misure appropriate per coordinare le ricerche e i lavori necessari per la protezione, la gestione e lo sfruttamento delle popolazioni di uccelli autoctoni. Ulteriori informazioni pertinenti a testo libero in relazione all'attuazione dell'articolo 10 della direttiva 2009/147/CE possono essere fornite nella sezione 1 (principali risultati conseguiti). Le informazioni richieste si limitano a quanto indicato di seguito.
3.1.
Atlante nazionale degli uccelli
Indicare il titolo dell'atlante nazionale degli uccelli più recente (campo 3.1.1), fornendo informazioni sull'anno di pubblicazione (campo 3.1.2) e il link o i riferimenti bibliografici (campo 3.1.3).
3.2.
Panoramica nazionale sul monitoraggio degli uccelli
Indicare il titolo di pubblicazioni o documenti analoghi e una breve descrizione delle panoramiche nazionali sul monitoraggio degli uccelli pubblicate durante il periodo di riferimento e indicare le specie considerate, i risultati principali, ecc. (campo 3.2.1), per un massimo di 500 caratteri. Fornire informazioni sull'anno di pubblicazione (campo 3.2.2) e indicare il link o i riferimenti bibliografici (campo 3.2.3). I campi da 3.2.1 a 3.2.3 vanno ripetuti nel caso sia stata pubblicata più di una panoramica.
3.3.
Lista rossa nazionale degli uccelli
Indicare il titolo delle più recenti liste rosse nazionali degli uccelli (campo 3.3.1), fornendo informazioni sull'anno di pubblicazione (campo 3.3.2) e il link o i riferimenti bibliografici (campo 3.3.3).
3.4.
Altre pubblicazioni di interesse a livello dell'UE (ad es. panoramica nazionale delle azioni per le specie minacciate)
Indicare il titolo di pubblicazioni o documenti analoghi e una breve descrizione di altre pubblicazioni di interesse a livello dell'UE (ad es. una panoramica nazionale delle azioni per le specie minacciate) pubblicate durante il periodo di riferimento o pubblicazioni recenti in cui figurano le specie considerate, i principali risultati, ecc. (campo 3.4.1), per un massimo di 500 caratteri. Fornire informazioni sull'anno di pubblicazione (campo 3.4.2) e indicare il link o i riferimenti bibliografici (campo 3.4.3). I campi da 3.4.1 a 3.4.3 vanno ripetuti nel caso sia stata pubblicata più di una panoramica; è possibile indicare un massimo di 10 pubblicazioni.
Maggiori informazioni generali sull'attuazione dell'articolo 10 della direttiva 2009/147/CE possono essere comunicate in un campo a testo libero nella sezione 1 «Principali risultati conseguiti nel quadro della direttiva 2009/147/CE».
4.
SPECIE ALLOCTONE DI UCCELLI (ARTICOLO 11 DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE)
Questa sezione riguarda l'obbligo derivante dall'articolo 11 della direttiva 2009/147/CE in virtù del quale «[g]li Stati membri vigilano affinché l'eventuale introduzione di specie di uccelli che non vivono naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri non pregiudichi la flora e la fauna locali. Essi consultano al riguardo la Commissione».
Questa sezione non va compilata se durante il periodo di riferimento non sono state effettuate introduzioni a norma dell'articolo 11, né consultazioni o delibere in merito.
Per ogni specie occorre indicare quanto specificato di seguito.
4.1.
Nome scientifico della specie
Indicare il nome scientifico della specie.
4.2.
Unità di sottospecie
Se del caso, utilizzare la descrizione della popolazione di sottospecie.
4.3.
Contenuto principale della decisione giuridica di introduzione
Indicare il contenuto principale della decisione giuridica di introduzione (testo libero; massimo 250 caratteri), tra cui le informazioni sulla motivazione, il numero di esemplari e la durata di eventuali autorizzazioni
4.4.
Consultazione con la Commissione
Indicare la data della consultazione con la Commissione.
4.5.
Informazioni supplementari (facoltativo)
Informazioni supplementari in relazione alla sezione 4 possono essere fornite nel campo facoltativo 4.5.
PARTE B
MODELLO DI RELAZIONE RELATIVA ALLO STATO E ALLE TENDENZE DELLE SPECIE DI UCCELLI (ARTICOLO 12 DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE)
Specie da segnalare
Tassonomia e nomenclatura
La tassonomia e la nomenclatura che dovrebbero essere utilizzate nella lista di controllo delle specie di uccelli di cui all'articolo 12 (disponibile sul portale di riferimento) rispecchiano quelle utilizzate nell'
Elenco degli uccelli dell'Unione europea
(di seguito «Elenco degli uccelli dell'UE»
(
2
)
). Nella versione dell'Elenco degli uccelli dell'UE pubblicata nell'agosto 2015 e aggiornata nel 2018 sono state integrate le modifiche della tassonomia e della nomenclatura proposte nella pubblicazione di del Hoyo & Collar (2014)
(
3
)
e le pertinenti modifiche risultanti dalla pubblicazione di del Hoyo & Collar (2016). Si procederà ad aggiornamenti tassonomici al fine di mantenere l'allineamento con i riferimenti tassonomici seguiti dall'IUCN.
In generale, le relazioni sono principalmente previste a livello di specie, in quanto si tratta dell'unità tassonomica cui si fa riferimento in tutto il testo della direttiva, nonché dell'unità utilizzata per le precedenti valutazioni complessive dello stato degli uccelli dell'UE. Tuttavia, in una minoranza di casi, sono necessarie relazioni per le «unità di sottospecie», ossia sottospecie o popolazioni distinte, il cui stato riveste particolare interesse e/o rilevanza politica (ad es. nel contesto degli elenchi delle sottospecie di cui agli allegati della direttiva). Per maggiori precisazioni riguardo alla logica che giustifica la scelta delle popolazioni di sottospecie che devono essere segnalate separatamente, si rimanda agli orientamenti che forniscono indicazioni tecniche su concetti e definizioni. Per semplicità, nel prosieguo del presente documento il termine «specie» è utilizzato nella maggior parte dei casi, anche quando si riferisce a unità di sottospecie.
Specie migratrici che ritornano regolarmente
Gli Stati membri devono riferire in merito a tutte le specie nidificanti «migratrici che ritornano regolarmente» (anche se le loro popolazioni sono di piccole dimensioni o considerate «marginali»), in modo da consentire l'elaborazione di un quadro a livello dell'UE delle dimensioni e delle tendenze delle loro popolazioni. Una specie può considerarsi «migratrice che ritorna regolarmente» se, ad esempio, ha nidificato per quattro o più dei sei anni compresi nel periodo di riferimento. Anche le specie migratrici che ritornano meno regolarmente di così devono essere segnalate se, negli anni in cui ritornano, la loro popolazione nazionale può rappresentare una percentuale significativa (ad es. > 1 %) della popolazione complessiva dell'UE o se in passato sono ritornate più regolarmente (cfr. anche la seguente sezione «Specie estinte»). Criteri analoghi dovrebbero essere applicati per le specie svernanti e di passo pertinenti (cfr. sezioni seguenti). Le specie migratrici che ritornano regolarmente sono contrassegnate con il codice di presenza PRE nella lista di controllo delle specie di uccelli di cui all'articolo 12 reperibile sul portale di riferimento.
Specie di uccelli presenti durante la stagione di svernamento e di passo
Principali specie svernanti
Gli Stati membri devono inoltre riferire in merito alle principali specie svernanti, in particolare gli uccelli acquatici migratori, come la selvaggina di penna (anatre, oche e cigni) e i trampolieri (caradriformi), più marcatamente presenti nell'UE durante l'inverno e/o la cui popolazione è meglio monitorata (dimensioni e tendenze) in inverno (quando si raggruppano tanti esemplari in un numero relativamente ridotto di siti). Per queste specie la valutazione dello stato della popolazione dell'UE può basarsi principalmente (o in alcuni casi anche totalmente) sui dati relativi alle rispettive popolazioni svernanti; le relazioni sullo svernamento sono pertanto previste per tutti gli Stati membri in cui svernano regolarmente (cfr. anche la precedente sezione «Specie migratrici che ritornano regolarmente»). Ulteriori informazioni sul fondamento logico alla base del sottoinsieme di specie per le quali sono obbligatorie la relazioni sullo svernamento sono fornite nelle indicazioni tecniche su concetti e definizioni.
Specie che determinano la designazione di zone di protezione speciale (ZPS) (comprese le specie di cui all'allegato I) e specie di cui all'allegato II della direttiva 2009/147/CE presenti durante la stagione di svernamento e di passo
Le relazioni sullo svernamento sono inoltre previste per una serie di altre specie svernanti regolari che non soddisfano i criteri di cui sopra, ma che figurano nell'allegato I della direttiva o sono elencate/censite dagli Stati membri come specie che determinano la designazione di zone di protezione speciale (ZPS) a livello nazionale a causa della loro presenza in inverno. In tutti questi casi, le relazioni sullo svernamento forniscono informazioni importanti sull'attuazione a livello nazionale della direttiva, anche se le dimensioni e le tendenze della popolazione comunicate non possono sempre essere utilizzate per una valutazione complessiva della popolazione svernante dell'UE.
In generale, gli Stati membri non sono tenuti a comunicare le dimensioni o la tendenza della popolazione delle specie di passo (ossia durante la migrazione verso le zone/dalle zone di nidificazione e di svernamento), in quanto i dati nazionali sulle dimensioni e sulla tendenza della popolazione sono difficili da aggregare a livello dell'UE in assenza di informazioni supplementari precise che consentano l'interpretazione necessaria per il conteggio di eventuali doppioni.
Tuttavia sono tuttora previste relazioni sulla stagione di passo per talune principali specie migratrici per le quali altrimenti non sarebbero comunicate informazioni importanti. Queste comprendono:
—
le specie elencate nell'allegato I della direttiva 2009/147/CE;
—
altre specie migratrici la cui presenza di passo determina la designazione di zone di protezione speciale (ZPS) a livello nazionale
(
4
)
(come indicato nella lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento).
In questi casi, le relazioni (semplificate) sul passo forniscono informazioni importanti, ad esempio, riguardo alle dimensioni della popolazione delle specie di passo che determinano la designazione di zone di protezione speciale (ZPS), alle pressioni e alle minacce nazionali per le principali specie migratrici, che altrimenti non sarebbero raccolte altrove.
Gli Stati membri sono tenuti a riferire in merito alle specie svernanti di cui all'allegato II, escluse le specie sedentarie per le quali è richiesta solo una relazione sulla nidificazione. Sono inoltre previste relazioni semplificate sul passo per le specie di passo di cui all'allegato II che non svernano né nidificano nel paese.
Maggiori informazioni sulle comunicazioni per questi particolari gruppi di specie sono reperibili nella
tabella 2: sezioni del modello di relazione sulle specie da compilare per la stagione di nidificazione, svernamento e passo di diverse categorie di specie di uccelli.
Specie vagabonde e occasionali
Per vagabondi o «accidentali» si intendono gli uccelli che si sono allontanati ben oltre la loro normale area di nidificazione, svernamento o migrazione. L'Elenco degli uccelli dell'UE conta oltre 300 specie appartenenti alla categoria A «vagabonda» e diverse altre specie migratrici che ritornano regolarmente in alcuni territori dell'UE, ma solo come specie vagabonde in altri Stati membri. Poiché la presenza di specie vagabonde è imprevedibile e probabilmente riflette in larga misura fattori estrinseci (condizioni climatiche durante i principali periodi migratori, tendenze al di fuori dell'UE, ecc.), non è prevista la loro segnalazione nelle relazioni di cui all'articolo 12. Lo stesso vale per le specie «occasionali», che possono essere più vicine al loro normale areale, ma la cui presenza nello Stato membro e/o nella stagione in questione non è regolare o stabile (cfr. la precedente sezione «Specie migratrici che ritornano regolarmente»).
Specie di nuovo arrivo
In alcuni casi una specie potrebbe non ancora nidificare o svernare regolarmente, ma è probabile (ad es. in base alle abitudini di presenza più recenti o a tendenze analoghe nei paesi vicini) che sia in fase di colonizzazione o si stia insediando come visitatore regolare. In questi casi si incoraggiano gli Stati membri a segnalare le specie in questione, anche se non è possibile fornire precisazioni per tutte le sezioni e i campi pertinenti che seguono. Per le specie che figurano nella lista di controllo nazionale con il codice di presenza «ARR», il quale indica che esse hanno colonizzato lo Stato membro durante il periodo considerato per la tendenza a breve termine, le procedure di «garanzia della qualità/controllo della qualità» saranno snellite per alcuni campi (ad es. il campo 4.2.1 «Periodo considerato per la tendenza a lungo termine»). Se la specie non figura già nella lista di controllo delle specie dello Stato membro, può essere aggiunta in fase di presentazione della relazione nazionale tramite il meccanismo di comunicazione.
Si veda anche il campo 4.1.3 «Entità della tendenza a breve termine» per indicazioni sulla questione specifica delle relazioni sull'entità delle tendenze a partire da una popolazione iniziale pari a zero (ossia le specie di nuovo arrivo).
Specie estinte
Le specie che si sono estinte a livello nazionale prima del 1980 (ossia quando è stata adottata/è entrata in vigore la direttiva 2009/147/CE) non dovrebbero essere segnalate, a meno che non sia in corso un progetto nazionale di reintroduzione. È tuttavia opportuno presentare relazioni per tutte le specie migratrici che in passato ritornavano regolarmente, ma che si sono estinte a livello nazionale dal 1980 (ossia quelle contrassegnate con il codice di presenza «EXBA» nella lista di controllo nazionale). Rientrano in questa categoria le specie per le quali l'ultima registrazione (anche se di un unico individuo) risale a una data successiva a quella di entrata in vigore della direttiva nello Stato membro e la cui presenza all'interno dello Stato membro era, in passato, permanente/regolare.
Nel caso particolare delle specie precedentemente nidificanti ma che non nidificano più regolarmente, pur continuando a tornare durante la stagione di nidificazione (ad es. come esemplari non accoppiati), gli Stati membri devono continuare a considerarle «specie migratrici che ritornano regolarmente»
(
5
)
, in particolare quando il loro stato (ad es. l'elenco di cui all'allegato I della direttiva 2009/147/CE e/o la rarità generale) indica che la presenza continua di un numero limitato di individui potrebbe ancora rivestire un interesse più ampio.
Le specie che hanno colonizzato con pochi esemplari, ma che non si sono insediate e si sono quindi nuovamente estinte a livello nazionale, il tutto dal 1980, devono considerarsi specie occasionali e non vanno segnalate.
Sebbene non sia sempre possibile compilare tutte le sezioni e i campi pertinenti per una specie contrassegnata con il codice «EXBA», è importante risalire all'anno in cui si è estinta a livello nazionale (o ha cessato di ritornare regolarmente, se l'estinzione non è stata netta
(
6
)
) e alle dimensioni approssimative della sua popolazione nazionale (e, se del caso, all'area di nidificazione) all'incirca nel 1980, in modo che si possa tener conto dell'entità e del tasso di calo (cfr. anche il campo 4.1.3 «Entità della tendenza a breve termine» per indicazioni più precise riguardo alla comunicazione di informazioni sull'entità delle tendenze per le specie che si sono estinte durante il periodo considerato per la tendenza).
Popolazioni alloctone
Oltre che per gli «uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico», come specificato all'articolo 1 della direttiva, la relazione è prevista anche per tutte le popolazioni di tre specie massicciamente introdotte che figurano nell'allegato II della direttiva (
Branta canadensis
(
7
)
,
Meleagris gallopavo
e
Phasianus colchicus
(
8
)
) e per le popolazioni selvatiche di
Columba livia
. Le relazioni su altre specie alloctone (comprese quelle appartenenti alla categoria C che figurano nell'Elenco degli uccelli dell'UE
(
9
)
) sono facoltative, ma consigliate nei casi in cui lo Stato membro ospiti una popolazione alloctona di una specie vivente naturalmente in altri paesi dell'UE (e pertanto appartenente alla categoria A «autoctona»/«regolare» dell'Elenco degli uccelli dell'UE) o se la specie rappresenta una minaccia per le popolazioni/specie autoctone (ad es. quelle presenti nell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale
(
10
)
:
Oxyura jamaicensis, Alopochen aegyptiaca, Threskiornis aethiopicus, Corvus splendens, Pycnonotus cafer
e
Acridotheres tristis
).
Tabella 1
Sintesi delle specie che dovrebbero essere segnalate in base alle categorie di presenza e ai codici delle specie presenti nella lista di controllo degli uccelli di cui all'articolo 12
Codice di presenza/codice della specie (dalla lista di controllo di cui all'articolo 12 reperibile sul portale di riferimento)
Descrizione
Obbligo di segnalazione
PRE
Regolarmente presente
Da segnalare
ARR
Di nuovo arrivo
Segnalazione non obbligatoria, ma consigliata
EXBA
Specie che si sono estinte dopo il 1980
Da segnalare
ades.A115-X
X rappresenta una sottopopolazione alloctona di una specie
Segnalazione non obbligatoria, ma consigliata.
Obbligo di segnalazione SOLO per le specie A044-X
Branta canadensis
, A115-X
Phasianus colchicus
, A460-X
Meleagris gallopavo
(popolazioni alloctone) e A206-X
Columba livia
(popolazioni selvatiche).
Note esplicative per la compilazione del modello di relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli
Il modello di relazione va compilato per ciascuna specie e per ogni stagione che rientra nei criteri di cui alla tabella 2. Le specie da segnalare sono elencate nella lista di controllo di cui all'articolo 12.
Per alcuni Stati membri deve essere fornito un modello di relazione separato per le unità subnazionali distinte. È il caso delle Azzorre (Portogallo), di Madera (Portogallo) e delle isole Canarie (Spagna). Dalle precedenti valutazioni a livello dell'UE è emerso che molte popolazioni di uccelli della Macaronesia presentano uno stato e tendenze molto diversi da quelli della regione iberica, pertanto dal periodo di riferimento 2008-2012 sono state introdotte relazioni separate per i territori subnazionali.
Il modello di relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie di uccelli («relazione sulle specie») comprende undici sezioni che sono descritte di seguito.
Relazioni sulle stagioni
(1)
Informazioni relative alle specie
(2)
Stagione
(3)
Dimensioni della popolazione
(4)
Tendenza della popolazione
(5)
Mappa di distribuzione ed estensione delle zone di nidificazione
(6)
Tendenza della distribuzione delle zone di nidificazione
(7)
Pressioni e minacce principali
(8)
Misure di conservazione
(9)
Copertura di Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
Relazioni a livello di specie/sottospecie
(10)
Progressi nelle attività correlate ai piani d'azione per le specie (
Species Action Plans
, SAP), ai piani di gestione (
Management Plans
, MP) e ai documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali (
Brief Management Statements
, BMS) a livello internazionale
(11)
Informazioni relative alle specie di cui all'allegato II della direttiva 2009/147/CE
Tabella 2
Sezioni del modello di relazione sulle specie da compilare per la stagione di nidificazione (
breeding
), svernamento (
winter
) e di passo (
passage
) per le diverse categorie di specie di uccelli (comprese le specie di cui agli allegati I e II della direttiva 2009/147/CE e altre specie migratrici che determinano la designazione di zone di protezione speciale, ZPS)
Specie nidificanti di cui all'allegato I e che determinano la designazione di ZPS (incl. quelle sedentarie)
Specie svernanti di cui all'allegato I e che determinano la designazione di ZPS
Specie di passo di cui all'allegato I e che determinano la designazione di ZPS
Specie nidificanti di cui all'allegato II (incl. quelle sedentarie)
Specie svernanti di cui all'allegato II
Specie di passo di cui all'allegato II
Altre specie nidificanti
Altre principali specie svernanti
Relazioni sulle stagioni
1.
Informazioni relative alle specie
X
X
X
X
X
X
X
X
2.
Stagione
X
X
X
X
X
X
X
X
3.
Dimensioni della popolazione
X
X
X
X
X
se determinano la designazione di ZPS
(
*1
)
X
X
4.
Tendenza della popolazione
X
X
facoltativo
X
X
facoltativo
X
X
5.
Mappa di distribuzione ed estensione delle zone di nidificazione
X
-
-
X
-
-
X
-
6.
Tendenza della distribuzione delle zone di nidificazione
X
-
-
X
-
-
X
-
7.
Pressioni e minacce principali
X
X
X
X
X
se determinano la designazione di ZPS
(
*1
)
-
-
8.
Misure di conservazione
X
X
X
X
X
se determinano la designazione di ZPS
(
*1
)
-
-
9.
Copertura delle ZPS di Natura 2000
X
X
X
se determinano la designazione di ZPS
se determinano la designazione di ZPS
se determinano la designazione di ZPS
-
-
Relazioni sulle specie
10.
Progressi dei piani d'azione e di gestione
se pertinenti
se pertinenti
se pertinenti
se pertinenti
se pertinenti
se pertinenti
se pertinenti
se pertinenti
11.
Informazioni relative all'allegato II
se elencate nell'allegato II
se elencate nell'allegato II
se elencate nell'allegato II
X
X
X
-
-
Le relazioni su «nidificazione», «svernamento» e «passo» («
Breeding
», «
Winter
», «
Passage
») di cui alla tabella 2 corrispondono alla stagione selezionata nella sezione 2 del modello di relazione.
Si rimanda alla precedente sezione «Specie da segnalare» per ulteriori chiarimenti in merito alla presenza delle specie da segnalare.
Per le specie sedentarie di cui all'allegato I della direttiva 2009/147/CE è prevista una sola relazione basata sui dati relativi alla stagione di nidificazione (relazione sulla nidificazione), ma le pressioni e le minacce e le misure di conservazione (riportate nelle sezioni 7 e 8) dovrebbero riguardare l'intero anno e non solo la stagione di nidificazione in particolare.
Per quanto riguarda le specie di cui all'allegato I e altre specie che determinano la designazione di zone di protezione speciale (ZPS) di cui alla direttiva 2009/147/CE con popolazioni nidificanti, svernanti e/o di passo diverse all'interno dello Stato membro, dovrebbero essere redatte relazioni distinte per la nidificazione, lo svernamento e una selezione delle specie della stagione di passo secondo quanto previsto all'articolo 12.
Per le specie sedentarie di cui all'allegato II è necessario presentare solo una relazione per la stagione di nidificazione.
La sezione 10 va compilata per le specie oggetto di piani d'azione per le specie (SAP), piani di gestione (MP) o documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali (BMS) a livello internazionale
(
11
)
(secondo quanto specificato nella lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento).
Anche se non tutti i dati utilizzati nella relazione saranno raccolti durante il periodo di riferimento, la relazione deve fornire informazioni pertinenti per detto periodo (ad es. 2019-2024). Inoltre, sebbene non tutte le sezioni del modello di relazione siano obbligatorie per ciascun allegato e ciascuna stagione, se tali informazioni sono disponibili si consiglia vivamente di comunicarle.
È consigliabile che tutte le informazioni a testo libero fornite siano scritte in inglese, al fine di facilitarne l'uso durante l'analisi dell'UE e di raggiungere un numero di lettori più vasto.
1.
INFORMAZIONI RELATIVE ALLE SPECIE
La sezione 1 va compilata per tutte le specie migratrici che ritornano regolarmente, come indicato nella lista di controllo delle specie di uccelli di cui all'articolo 12 reperibile sul portale di riferimento.
1.1.
Stato membro
Gli Stati membri devono utilizzare il codice paese pertinente riportato nell'elenco reperibile sul portale di riferimento. Nella maggior parte dei casi, si tratterà del semplice codice ISO 3166 a due lettere per il proprio Stato membro. Per alcuni Stati membri è prevista una relazione separata per le unità subnazionali (con riferimento allo stato di particolari specie o popolazioni in zone geografiche distinte) e, nel caso delle Azzorre (Portogallo), di Madera (Portogallo) e delle isole Canarie (Spagna), deve essere utilizzato il pertinente codice subnazionale a quattro lettere, specificato sul portale di riferimento.
1.2.
Codice della specie
Gli Stati membri devono utilizzare i codici delle specie riportati nella lista di controllo delle specie di uccelli (e nell'elenco di codici) reperibile sul portale di riferimento. Se necessario, possono essere assegnati nuovi codici. Maggiori informazioni sull'elenco dei codici delle specie e sulle eventuali modifiche sono reperibili sul portale di riferimento.
1.3.
Codice EURING
Gli Stati membri devono utilizzare i codici EURING che figurano nella lista di controllo delle specie di uccelli (e nell'elenco dei codici) reperibile sul portale di riferimento. Ai fini del coordinamento dell'inanellamento degli uccelli europei, a quasi tutte le specie di uccelli (e a diverse sottospecie) autoctone dell'Europa sono stati assegnati codici EURING unici che sono ampiamente utilizzati
(
12
)
.
1.4.
Nome scientifico della specie
Gli Stati membri devono utilizzare i nomi scientifici che figurano nella lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento che ad oggi rispecchia ampiamente la nomenclatura e la tassonomia adottate nell'ultima versione dell'
Elenco degli uccelli dell'Unione europea
(
13
)
. In un numero limitato di casi, la voce relativa al nome scientifico comprende la dicitura in inglese «
all others
» (tutti gli altri) per indicare che l'unità tassonomica in questione comprende tutte le restanti sottospecie (autoctone) non espressamente elencate negli allegati della direttiva (ad es. «
Accipiter gentilis
all others», cfr. «
Accipiter gentilis arrigonii
» che figura nell'allegato I della direttiva 2009/147/CE). Si procederà ad aggiornamenti tassonomici al fine di mantenere l'allineamento con i riferimenti tassonomici seguiti dall'IUCN.
1.5.
Popolazione di sottospecie
Se del caso, gli Stati membri devono utilizzare le descrizioni della popolazione di sottospecie che figurano nella lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento. In molti casi i nomi della popolazione di sottospecie fanno riferimento alle brevi descrizioni utilizzate per identificare le popolazioni migratorie distinte delle specie AEWA. In altri casi chiariscono un intervento a livello di tassonomia o di nomenclatura applicato nella lista di controllo o aiutano a distinguere le popolazioni introdotte di specie che sono autoctone di altri paesi dell'UE.
1.6.
Nome scientifico alternativo della specie (facoltativo)
Se il nome scientifico indicato nel campo 1.4 differisce da quello generalmente utilizzato a livello nazionale, gli Stati membri possono inserire un nome alternativo.
1.7.
Nome comune (facoltativo)
Se gli Stati membri desiderano inserire il nome comune della specie (o sottospecie) utilizzato a livello nazionale, possono indicarlo in questo campo. Ciò potrebbe essere utile se il progetto di relazione fosse distribuito per osservazioni a persone che potrebbero non avere familiarità con il nome scientifico o al momento della diffusione pubblica della relazione.
2.
STAGIONE
2.1.
Stagione
Selezionare la stagione in cui è stata raccolta la maggior parte dei dati comunicati, scegliendo tra le opzioni «nidificazione», «svernamento» e «passo» («
Breeding
», «
Winter
», «
Passage
»).
2.2.
Prima segnalazione
Se la specie è segnalata per la prima volta nello Stato membro, occorre indicarlo in questo campo. Il campo relativo alla prima segnalazione può essere utilizzato nel caso in cui una specie sia stata segnalata di recente o in una stagione non indicata in precedenza. Questo campo non va compilato in caso di aggiornamento del nome tassonomico di una specie. Alcuni campi del modello di relazione potrebbero risultare non utilizzabili per le specie segnalate per la prima volta, ad esempio quando si indicano il cambiamento e il motivo del cambiamento rispetto all'ultimo periodo di riferimento. La prima segnalazione può essere indicata inserendo «sì» in questo campo.
2.3.
Informazioni supplementari
Questo campo consente agli Stati membri di comunicare, sotto forma di testo libero, qualsiasi informazione ritenuta pertinente. Se una specie è segnalata per la prima volta, spiegare il motivo (ad es. una specie registrata di recente o altro). Eventuali altre informazioni supplementari in questa sezione sono facoltative.
3.
DIMENSIONI DELLA POPOLAZIONE
3.1.
Anno o periodo
Indicare l'anno o il periodo più recente in cui sono state determinate le dimensioni della popolazione: AAAA (per l'anno) e AAAA-AAAA (per il periodo, da anno ad anno).
Molte relazioni si riferiranno a periodi, in quanto le dimensioni della popolazione di molte specie sono generalmente stimate in fase di elaborazione di progetti di atlanti nazionali per cui servono solitamente diversi anni di ricerche sul campo, che in molti casi si protrarranno oltre i limiti del periodo di riferimento corrente. L'anno o il periodo di riferimento deve coprire il periodo effettivo nel corso del quale sono stati raccolti i dati.
In alcuni casi le dimensioni della popolazione saranno stimate sulla base di un censimento o inventario completo delle specie effettuato durante un periodo di riferimento precedente, ma che è stato aggiornato con i risultati di un monitoraggio regolare o avvalendosi dei dati provenienti da sistemi online per la raccolta dei dati sul campo. L'anno o il periodo riportato deve essere quello cui si riferisce la stima delle dimensioni della popolazione segnalata.
3.2.
Dimensioni della popolazione
Gli Stati membri devono utilizzare le unità di popolazione (campo 3.2 a) «unità») specificate per ciascuna combinazione di specie — stagione di cui alla lista di controllo delle specie di uccelli. Per consentire il calcolo delle dimensioni complessive della popolazione dell'UE di ciascuna specie, tutti gli Stati membri devono comunicare i propri dati nazionali utilizzando la stessa unità di popolazione. Per la stragrande maggioranza delle specie nidificanti, gli esemplari devono essere segnalati in unità di coppie nidificanti (
breeding pairs
, «p»), riconoscendo che le stime per molte specie, comprese molte di quelle comuni e diffuse, nella pratica spesso si basano sul numero di territori occupati (ad es. maschi canori) durante la stagione di nidificazione. Se le dimensioni della popolazione nidificante sono riportate in termini di coppie nidificanti, ma i dati sono ricavati dai dati del campo primario raccolti utilizzando un'altra unità (ad es. nidi apparentemente occupati per alcuni uccelli marini), tali informazioni possono essere indicate nel campo 3.7 «Informazioni supplementari».
In una piccola minoranza di casi riguardanti specie con una biologia riproduttiva insolita/complessa o un comportamento criptico, per segnalare le dimensioni della popolazione risultano più appropriate altre unità (come le femmine nidificanti (
breeding females, «bfemales»
) o i maschi in canto (
calling males, «cmales»
)) rispetto alle coppie. In tali specie rientrano alcune albanelle, schiribille, otarde e pernici. Le unità da utilizzare per comunicare le dimensioni della popolazione di tali specie sono indicate nella lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento.
Per quanto riguarda le relazioni sulle stagioni di «svernamento» e «passo», devono essere comunicate, se del caso, le dimensioni della popolazione, con indicazione degli esemplari (
individuals
, «i») per unità.
Sono disponibili tre campi per la segnalazione dei valori delle dimensioni della popolazione: «b) valore minimo»; «c) valore massimo»; e «d) miglior valore singolo». Il numero di campi utilizzati varierà a seconda della natura delle informazioni relative alle dimensioni della popolazione disponibili per la specie in questione (cfr. di seguito), ma dovrebbe seguire una delle seguenti combinazioni logiche: b) e c), solo d) oppure b), c) e d).
Se non esiste una stima precisa delle dimensioni della popolazione e sono disponibili solo stime sotto forma di intervallo (ossia valore minimo–massimo), entrambi i valori devono essere riportati nei campi b) e c). Si incoraggiano gli Stati membri a indicare dimensioni di popolazione minime e massime plausibili anche per le specie poco note al fine di ridurre al minimo l'incertezza trasferita sulla stima delle dimensioni e delle tendenze complessive della popolazione dell'UE (che comporta una «ponderazione» basata sulle dimensioni delle popolazioni nazionali), ma laddove ciò non sia possibile è comunque possibile indicare un limite inferiore nel campo 3.2 d) (preferibilmente con una nota complementare nel campo 3.7, ad es. «Dimensioni massime della popolazione che difficilmente supererà le 100 000 coppie»), selezionando «valore minimo» nel campo 3.3 «Tipo di stima».
Se la popolazione è monitorata in modo efficace (ed è spesso, ma non sempre, di dimensioni relativamente piccole), può essere disponibile un valore singolo preciso che in questo caso sarà riportato nel campo d). In altri casi possono essere disponibili un intervallo (valore minimo–massimo) e un valore medio o «più probabile» che saranno indicati nei campi b), c) e d).
Nel caso in cui sia noto solo un valore minimo (o massimo) delle dimensioni della popolazione (ad es. attraverso pareri di esperti), questo va inserito nel campo d) «miglior valore singolo» e NON nei campi b) «valore minimo» o c) «valore massimo». La relativa spiegazione può essere fornita nel campo 3.7 (Informazioni supplementari).
Se disponibili, i dati grezzi e/o le stime precise devono essere riportati senza arrotondamenti a livello di Stato membro; ove necessario, tali arrotondamenti saranno effettuati successivamente a livello dell'UE.
Se la specie si è estinta a livello nazionale dal 1980 (ossia la sua presenza è contrassegnata con il codice «EXBA» nella lista di controllo nazionale) occorre inserire «0» nel campo d), mentre nel campo 3.7 vanno possibilmente fornite anche alcune indicazioni sulla collocazione temporale dell'estinzione (ad es. «
Ultima nidificazione registrata nel 1998.
»). Qualora non sia chiaro se la specie si sia estinta a livello nazionale o se ancora esista con un numero di esemplari molto ridotto, nei campi b) e c) possono ad esempio essere inseriti rispettivamente i valori «0» e «1».
3.3.
Tipo di stima
Selezionare la descrizione più appropriata del tipo di stima delle dimensioni della popolazione riportate nel campo 3.2. Se sono stati inseriti valori in tutti i campi 3.2 b), c) e d), scegliere la categoria che meglio descrive i dati (spesso «media pluriennale» o «intervallo di confidenza del 95 %»). Seguono ulteriori precisazioni sulle opzioni:
—
migliore stima: il miglior dato singolo disponibile (anche laddove sia disponibile solo il valore massimo delle dimensioni della popolazione) o l'intervallo ricavato ad esempio da un censimento della popolazione, da una raccolta di dati relativi alle località, da una stima basata sui dati relativi alla densità e alla distribuzione della popolazione o da pareri di esperti, ma per il quale non sono stati calcolati limiti di confidenza del 95 %. Nel campo 3.4 è possibile indicare se la migliore stima è ottenuta da dati di monitoraggio, estrapolazioni o pareri di esperti;
—
media pluriennale: valore medio (e intervallo, ossia stime degli anni peggiori e migliori) per cui le dimensioni della popolazione sono state stimate per diversi anni durante il periodo di riferimento (come indicato dalla voce nel campo 3.1);
—
intervallo di confidenza del 95 %: stime ricavate da censimenti a campione o da un modello per cui è stato possibile calcolare limiti di confidenza del 95 % (come indicato nei campi 3.2 b) e 3.2 c)) per il miglior valore singolo (riportato nel campo 3.2 d));
—
valore minimo: qualora i dati disponibili non siano sufficienti a fornire neanche una stima approssimativa, ma sia noto che le dimensioni della popolazione superano un determinato valore oppure qualora le stime dell'intervallo comunicate siano ricavate da un censimento a campione o da un progetto di monitoraggio che probabilmente sottostima le dimensioni reali della popolazione.
Se sono riportati sia l'intervallo (campi 3.2 b) «valore minimo» e 3.2 c) «valore massimo») sia valori singoli (campo 3.2 d) «miglior valore singolo»), il campo 3.3 «Tipo di stima» deve corrispondere alla stima più accurata. Ciò va indicato con una nota nel campo 3.7 «Informazioni supplementari».
3.4.
Metodo utilizzato
Questo campo è utilizzato per precisare la metodologia utilizzata per stimare le dimensioni della popolazione di cui al campo 3.2. Selezionare una delle categorie seguenti:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile (ad es. a partire dai censimenti a campione della maggior parte della distribuzione nota);
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati (ad es. a partire dai censimenti a campione su una piccola parte dell'intervallo, utilizzando modelli basati su dati relativi a densità/abbondanza e distribuzione, o da una stima esistente aggiornata utilizzando dati sulle tendenze);
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
Se sono riportati sia l'intervallo (campi 3.2 b) «valore minimo» e 3.2 c) «valore massimo») sia valori singoli (campo 3.2 d) «miglior valore singolo»), il campo «Metodo utilizzato » deve corrispondere alla stima più accurata. Ciò va indicato con una nota nel campo 3.7 «Informazioni supplementari».
3.5.
Fonti
Per creare la traccia di controllo necessaria per i dati riportati nei campi da 3.1 a 3.4, inserire i dettagli dei riferimenti principali o di altre fonti di informazioni utilizzate per la compilazione di detti campi. Tali fonti possono comprendere ad esempio studi pubblicati, dati non pubblicati contenuti in banche dati, siti web e gruppi di lavoro di esperti. È preferibile fornire informazioni sufficienti affinché chiunque riveda la relazione (o la aggiorni entro sei o 12 anni) sia in grado di risalire all'origine dei dati comunicati.
3.6.
Cambiamento e motivo del cambiamento (rispetto alla relazione precedente)
Questo campo è utilizzato per indicare se è stato registrato un cambiamento rispetto al periodo di segnalazione precedente nelle dimensioni della popolazione comunicate e, in caso affermativo, per descrivere la natura di tale cambiamento.
In caso di cambiamento, indicare quale delle opzioni seguenti da b) a f) risulta applicabile (è possibile rispondere «sì» a più di una delle opzioni da b) a f)
(
14
)
:
(a)
no, nessun cambiamento;
(b)
sì, per un cambiamento effettivo;
(c)
sì, per una maggiore conoscenza o dati più accurati;
(d)
sì, per l'utilizzo di un metodo diverso
(
15
)
(compreso il cambiamento tassonomico);
(e)
sì, ma la natura del cambiamento è sconosciuta;
(f)
sì, per altri motivi.
Occorre infine indicare se eventuali differenze sono dovute principalmente a (selezionare un'opzione):
(a)
cambiamento effettivo;
(b)
maggiore conoscenza o dati più accurati;
(c)
utilizzo di un metodo diverso;
(d)
motivi sconosciuti;
(e)
altri motivi.
Se uno Stato membro desidera fornire ulteriori informazioni può inserirle nel campo 3.7 «Informazioni supplementari». Se è stato selezionato il campo «sì, per altri motivi», questi devono essere ulteriormente precisati nella sezione «Informazioni supplementari». Questo campo va compilato solo in casi molto limitati.
3.7.
Informazioni supplementari (facoltativo)
Questo campo facoltativo può essere utilizzato per fornire informazioni supplementari a testo libero pertinenti ai dati forniti per la valutazione delle dimensioni della popolazione nei campi da 3.1 a 3.6, ad esempio precisazioni su eventuali fattori di conversione utilizzati per convertire le stime sul campo delle dimensioni della popolazione in coppie nidificanti (cfr. testo del campo 3.2) o altri motivi di un cambiamento (campo 3.6). Ad esempio se, a causa di un cambiamento nel metodo, uno Stato membro riporta le stesse dimensioni della popolazione rispetto alla relazione precedente anche se vi è stato un cambiamento effettivo, ciò può anche essere segnalato con una nota in questo campo.
4.
TENDENZA DELLA POPOLAZIONE
4.1.
Tendenza a breve termine (ultimi 12 anni)
I campi da 4.1.1 a 4.1.5 sono utilizzati per fornire informazioni sulle tendenze a breve termine delle dimensioni della popolazione, sulla base di un periodo di 12 anni.
4.1.1.
Periodo considerato per la tendenza a breve termine
Il periodo considerato per le tendenze a breve termine è di 12 anni (corrispondenti approssimativamente a due cicli di rendicontazione). Per le relazioni 2019-2024 ciò significa che il periodo è quello compreso tra il 2013 e il 2024 oppure il periodo che più si avvicina a quest'ultimo. È consentita una certa flessibilità. Pertanto, sebbene idealmente le tendenze andrebbero indicate per il periodo 2013-2024, saranno accettati i dati relativi, ad esempio, al periodo 2010-2021 se i migliori dati disponibili si riferiscono ai censimenti effettuati in tali anni o se il ricorso a un termine anteriore consente di presentare tempestivamente la relazione nazionale a norma dell'articolo 12. Va tuttavia notato che, poiché occorre combinare le tendenze nazionali per stimare la tendenza generale a livello dell'UE, le tendenze non segnalate per il periodo considerato per la tendenza «ideale» saranno estrapolate o troncate, a seconda dei casi (per maggiori informazioni si vedano le indicazioni tecniche su concetti e definizioni). Per le specie di nuovo arrivo, idealmente le tendenze andrebbero segnalate con l'anno di prima nidificazione/presenza quale anno iniziale; ad esempio, se la prima nidificazione della specie è stata osservata nel 2018, il periodo considerato per la tendenza a breve termine sarebbe il 2018-2024 per il periodo di riferimento 2019-2024.
4.1.2.
Direzione della tendenza a breve termine
Indicare se la tendenza della popolazione nel periodo indicato nel campo 4.1.1 era (è possibile selezionare una sola opzione):
(a)
stabile;
(b)
fluttuante;
(c)
in aumento;
(d)
in calo;
(e)
incerta;
(f)
sconosciuta.
La distinzione tra tendenze «stabili» e tendenze moderatamente «in aumento» o «in calo» dipenderà dalla natura delle informazioni sulle tendenze disponibili per le specie in questione. Laddove siano disponibili dati di monitoraggio statisticamente affidabili, dovrebbe essere possibile distinguere (e quindi segnalare) aumenti o cali relativamente moderati, ma statisticamente significativi (ad es. se gli intervalli di confidenza del 95 % della variazione non si sovrappongono a zero). Per contro, se l'assegnazione della categoria di direzione della tendenza si basa su dati meno affidabili (o su pareri di esperti), dovrebbe essere utilizzata una soglia specifica (una variazione complessiva del 10 % nel periodo considerato per la tendenza) al fine di distinguere le tendenze «stabili» da quelle «in aumento» o «in calo». In entrambi i casi, si incoraggiano gli Stati membri a fornire informazioni esplicative/supplementari pertinenti nel campo 4.3 «Informazioni supplementari» (ad es. «La tendenza a breve termine del programma nazionale di monitoraggio degli uccelli comuni per il periodo 2013-2024 è stata del -0,4 % (con intervallo di confidenza del 95 %: = -1,1 % e +0,4 % all'anno), pertanto la variazione per l'intero periodo è stata del -4 % (intervallo di confidenza del 95 %: -11 % e +4 %); quindi classificata come “stabile”
»). Per ulteriori precisazioni si vedano le indicazioni tecniche su concetti e definizioni.
Il termine «fluttuante» si applica alle specie il cui livello medio di popolazione non ha subito variazioni significative nel corso del periodo considerato per la tendenza, ma che sono caratterizzate da importanti variazioni interannuali in termini di abbondanza, talvolta di uno o due ordini di grandezza. Tra le specie che tipicamente presentano tali dinamiche figurano le specie nidificanti boreali e artiche, come taluni gufi e crociere, la cui abbondanza è strettamente legata alla disponibilità di cibo che registra alti e bassi ciclici; tuttavia possono rientrare nella categoria anche le specie che risentono particolarmente di condizioni climatiche avverse o variabili. Gli Stati membri sono invitati a limitare l'uso di questa categoria alle specie che registrano aumenti/cali interannuali della popolazione ≥ 50 %. Vi rientrano le specie che, nel complesso, si ritiene nidifichino o svernino «regolarmente» (ad es. molto spesso), ma che comunque possono non ritornare ogni anno.
La categoria «incerta» dovrebbe essere utilizzata nei casi in cui sono disponibili alcuni dati di monitoraggio, sebbene questi non siano sufficienti per scegliere in modo affidabile tra due o più direzioni della tendenza, ad esempio tra fluttuante o in calo. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che i campioni sono di piccole dimensioni e/o che i programmi di monitoraggio sono stati istituiti solo relativamente di recente. Ulteriori precisazioni, ad esempio i dati disponibili e/o i pareri di esperti sulla probabile tendenza «reale», possono essere riportate nel campo 4.3. «Informazioni supplementari». Le tendenze derivate dai programmi nazionali di monitoraggio degli uccelli comuni classificate come «incerte» dal TRIM
(
16
)
, ad esempio, devono essere segnalate utilizzando questa categoria (non «fluttuante»). Per ulteriori precisazioni si vedano le indicazioni tecniche su concetti e definizioni.
La categoria di tendenza «sconosciuta» va utilizzata solo nei casi in cui non siano disponibili informazioni (quantitative o qualitative) sulla tendenza nazionale della specie. Tuttavia, anche in questi casi, gli esperti nazionali spesso si faranno un'idea degli scenari più probabili delle tendenze (o almeno dei «limiti» plausibili di qualsiasi potenziale aumento o calo) ed eventuali indicazioni in tal senso
(
17
)
potrebbero ancora risultare molto utili nell'esecuzione delle valutazioni dello stato della popolazione a livello dell'UE.
Ulteriori precisazioni relative alle tendenze della popolazione sono reperibili nelle indicazioni tecniche su concetti e definizioni.
4.1.3.
Entità della tendenza a breve termine
Se nel campo 4.1.2 sono selezionate le opzioni «in aumento», «in calo» o «incerta», inserire la variazione percentuale complessiva delle dimensioni della popolazione nel periodo considerato per la tendenza specificato nel campo 4.1.1.
È possibile scegliere tra le opzioni seguenti:
(a)
valore minimo;
(b)
valore massimo;
(c)
miglior valore singolo.
—
Se l'entità è disponibile solo sotto forma di intervallo (ad es. 20–30 %), i due valori devono essere riportati in «a) valore minimo» e «b) valore massimo».
—
Se è disponibile un dato preciso (ad es. 27 %), questo va inserito in «c) miglior valore singolo».
—
Se è disponibile una tendenza media o «più probabile», unitamente a limiti di confidenza del 95 %, questi tre valori possono essere indicati rispettivamente alle lettere c), a) e b).
—
Nel caso in cui sia noto solo un valore minimo (o massimo) (ad es. attraverso pareri di esperti), questo va inserito nel campo «miglior valore singolo» e NON nei campi «a) valore minimo» o «b) valore massimo».
—
Vanno indicati i valori negativi relativi all'entità (inserire il segno «-») per tutte le entità delle tendenze negative, compresi i casi in cui la direzione è già indicata come «in calo». Tuttavia, onde evitare l'inserimento di dati superflui, non è necessario inserire il segno «+» per le tendenze positive (un'entità della tendenza pari a «15» si considererà corrispondente a +15 %). In caso di tendenze negative, si noti che i campi «valore minimo» e «valore massimo» si riferiscono ai valori minimi e massimi dal punto di vista matematico (non ai cali minimi e massimi).
Nel caso particolare di specie che hanno colonizzato o si sono insediate durante il periodo considerato per la tendenza (ad es. quelle che figurano come di nuovo arrivo [«ARR»] nella lista di controllo nazionale delle specie di uccelli), l'entità dell'eventuale aumento della popolazione deve essere calcolata in base alle dimensioni della popolazione nell'anno iniziale
(
18
)
. Ad esempio, per il periodo di riferimento 2019-2024, se una specie ha nidificato per la prima volta (una coppia) nel 2018, ma la popolazione nidificante nel 2024 è di otto coppie, inserire «2018-2024» nel campo 4.1.1, selezionare «in aumento» nel campo 4.1.2 e «700» (ossia l'aumento percentuale da uno a otto) nell'opzione c) del campo 4.1.3. Se possibile andrebbe inserita anche una nota complementare che confermi l'anno di colonizzazione e le dimensioni iniziali della popolazione (ad es. «Specie che ha nidificato per la prima volta (una coppia) nel 2018») nel campo 4.3 «Informazioni supplementari».
Per contro, per le specie che si sono estinte a livello nazionale durante il periodo considerato per la tendenza, la semplice comunicazione di un calo pari al 100 % non fornisce tutte le informazioni necessarie per valutare l'importanza relativa del calo (l'azzeramento di una popolazione di, ad esempio, una e 100 unità corrisponde in entrambi i casi a un calo del 100 %). Nel caso di una specie che nel 2014 aveva una popolazione nidificante di 10 coppie, ma che si è estinta come nidificatrice nel 2021, inserire «2014-2021» nel campo 4.1.1, selezionare «in calo» nel campo 4.1.2, riportare «-100» nell'opzione c) del campo 4.1.3 e aggiungere una nota complementare in cui sono indicate le dimensioni della popolazione nel 2014 (ad es. «
La specie è diminuita da 10 coppie nidificanti nel 2014 fino ad estinguersi come specie nidificante nel 2021.
») nel campo 4.3 «Informazioni supplementari».
Sebbene non sia obbligatorio, è possibile indicare l'entità per le tendenze indicate come «stabili» o «fluttuanti»
(
19
)
nel campo 4.1.3. Eventuali ulteriori informazioni esplicative/supplementari pertinenti, quali gli intervalli di confidenza delle tendenze «stabili» o ulteriori precisazioni sulle fluttuazioni, possono essere fornite nel campo 4.3 «Informazioni supplementari».
4.1.4.
Tendenza a breve termine — metodo utilizzato
Utilizzare una delle categorie seguenti:
(a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile (ad es. confronto di due stime delle dimensioni della popolazione provenienti da censimenti completi o dal monitoraggio specifico della popolazione con una buona potenza statistica);
(b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati (ad es. tendenze ricavate da dati raccolti solo da un campione relativamente piccolo della popolazione, o basate su un campione di dimensioni insufficienti, o tendenze estrapolate da altre misurazioni);
(c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
(d)
dati insufficienti o non disponibili.
È possibile scegliere una sola categoria; se i dati sono stati raccolti da una varietà di fonti, scegliere la categoria per la fonte di dati più importante.
Il campo «Metodo utilizzato» si applica sia alla direzione della tendenza a breve termine (campo 4.1.2) che all'entità della tendenza (4.1.3), poiché questi due campi fanno parte di un'unica valutazione e dovrebbero entrambi essere presi in considerazione in questa sezione.
4.1.5.
Fonti
Per creare la traccia di controllo necessaria per i dati riportati nei precedenti campi da 4.1.1 a 4.1.4, inserire i dettagli dei riferimenti principali o di altre fonti di informazioni utilizzate per la compilazione di detti campi. Tali fonti possono comprendere ad esempio studi pubblicati, dati non pubblicati contenuti in banche dati, siti web e gruppi di lavoro di esperti. È preferibile fornire informazioni sufficienti affinché chiunque riveda la relazione (o la aggiorni entro sei o 12 anni) sia in grado di risalire all'origine dei dati comunicati.
4.2.
Tendenza a lungo termine (dal 1980 circa)
4.2.1.
Periodo considerato per la tendenza a lungo termine
Il periodo ideale per la segnalazione delle tendenze a lungo termine va dal 1980 circa (ossia dall'adozione/entrata in vigore della direttiva 2009/147/CE) fino all'ultimo anno del periodo di riferimento circa. Esiste tuttavia una certa flessibilità e pertanto se uno Stato membro ha effettuato censimenti nazionali nel (ad es.) 1980, 1995, 2015 e 2020, la tendenza tra il 1980 e il 2020 dovrebbe essere segnalata per il periodo di riferimento 2019-2024. Per le specie la cui colonizzazione è avvenuta dopo il 1980, idealmente le tendenze andrebbero comunicate indicando come anno di inizio l'anno in cui la specie ha nidificato/è comparsa per la prima volta: ad esempio se si è osservata la nidificazione per la prima volta nel 2000, allora la tendenza a lungo termine dovrebbe partire dal 2000. Per le specie di nuovo arrivo la data di inizio sarebbe compresa tra gli ultimi due periodi di riferimento (ossia dal 2013 al 2024 per il periodo di riferimento 2019-2024, cfr. anche il testo del campo 4.1.1).
Si incoraggiano gli Stati membri che non dispongono di dati relativi al sistema di monitoraggio della popolazione precedenti al 2000 a consultare altre possibili fonti di informazioni sulle tendenze, come le due edizioni di
Birds in Europe
(
20
)
in cui sono presenti stime per fascia della tendenza della popolazione nazionale (oltre che riferimenti a sostegno) per la maggior parte delle specie nei periodi 1970-1990 e 1990-2000.
4.2.2.
Direzione della tendenza a lungo termine
Si veda il precedente campo 4.1.2 «Direzione della tendenza a breve termine».
Se l'assegnazione della categoria di direzione della tendenza si basa su dati meno affidabili (o su pareri di esperti), dovrebbe essere utilizzata una soglia specifica (una variazione complessiva del 20 % nel periodo considerato per la tendenza a lungo termine) al fine di distinguere le tendenze «stabili» da quelle «in aumento» o «in calo» (per la tendenza a breve termine, nel campo 4.1.2 è utilizzata la soglia del 10 %).
Ulteriori precisazioni relative alle tendenze della popolazione sono reperibili nelle indicazioni tecniche su concetti e definizioni.
4.2.3.
Entità della tendenza a lungo termine
Si veda il precedente campo 4.1.3 «Entità della tendenza a breve termine».
4.2.4.
Tendenza a lungo termine — metodo utilizzato
Si veda il precedente campo 4.1.4 «Tendenza a breve termine — metodo utilizzato».
4.2.5.
Fonti
Si veda il precedente campo 4.1.5.
4.3.
Informazioni supplementari (facoltativo)
Questa sezione può essere utilizzata per fornire ulteriori informazioni a testo libero pertinenti ai dati forniti per la valutazione delle tendenze della popolazione di cui alle sezioni 4.1 e 4.2 (cfr. testo dei campi precedenti per suggerimenti).
5.
Mappa di distribuzione ed estensione delle zone di nidificazione
Per la maggior parte degli Stati membri dell'UE esistono già atlanti nazionali degli uccelli nidificanti e nel 2020 è stato pubblicato un nuovo atlante europeo degli uccelli nidificanti (
European Breeding Bird Atlas
, «EBBA2»)
(
21
)
. Per contro, sono pochi i paesi che hanno pubblicato atlanti nazionali degli uccelli svernanti, eppure molte specie di uccelli sono molto più mobili in inverno. Ne consegue che i dati sulla distribuzione delle specie svernanti non sono richiesti.
5.1.
Specie sensibili
Talune specie sono particolarmente esposte a persecuzioni, abbattimenti o prelievi illegali e potrebbero quindi correre rischi effettivamente maggiori in termini di conservazione o gestione se dovessero essere rese pubbliche informazioni dettagliate sulla loro distribuzione. In una minoranza di casi gli Stati membri possono considerare una specie a rischio se la sua distribuzione è resa pubblica nella scala di griglia standard di 10×10 km richiesta (cfr. sezione 5.3). Se le informazioni sulla distribuzione, quando comunicate secondo le specifiche di cui al campo 5.3, sono considerate «sensibili» è possibile indicarlo selezionando «sì» in questo campo.
Se una specie è segnalata come «sensibile», la Commissione e l'AEA non ne divulgano la distribuzione al pubblico (ad es. pubblicando tali informazioni su una banca dati accessibile al pubblico o su un sito internet).
5.2.
Anno o periodo
Indicare l'anno (ad es. 2021) o il periodo (ad es. 2019-2023) più recente in cui è stata determinata la distribuzione delle zone di nidificazione. Molte relazioni si riferiranno a periodi, in quanto la distribuzione della maggior parte delle specie è generalmente mappata in fase di elaborazione di progetti nazionali di atlanti per cui servono solitamente diversi anni di ricerche sul campo. L'anno o il periodo di riferimento deve coprire il periodo effettivo nel corso del quale sono stati raccolti i dati.
Laddove non siano disponibili informazioni provenienti da atlanti recenti, si incoraggiano gli Stati membri a comunicare un dato più aggiornato, ottenuto mediante una nuova mappatura della distribuzione nazionale avvalendosi di altri dati, quali i risultati dei programmi di monitoraggio annuali, i dati raccolti da internet e i censimenti nazionali o regionali. In tali casi la mappa della distribuzione sarà elaborata sulla base dei dati relativi al periodo di riferimento precedente o avvalendosi di dati sulla distribuzione più vecchi che sono stati aggiornati con i risultati del monitoraggio periodico oppure di dati provenienti da sistemi online per la raccolta dei dati. L'anno o il periodo oggetto della comunicazione deve essere quello cui si riferisce la distribuzione segnalata.
5.3.
Mappa di distribuzione delle zone di nidificazione
Fornire una mappa di distribuzione unitamente ai metadati pertinenti (proiezione, dati, scala). Il reticolato standard è rappresentato da celle della griglia ETRS89 di 10×10 km nella proiezione LAEA (EPSG:3035)
(
22
)
. L'insieme di dati sulla distribuzione sarà costituito da celle della griglia di 10 km in cui è registrata o è probabile la nidificazione (cfr. le indicazioni di seguito per la mappatura della distribuzione delle specie); non è consentito l'uso di dati degli attributi per indicare la presenza o l'assenza di una specie in una cella della griglia. Il periodo durante il quale sono stati raccolti i dati sulla distribuzione dovrebbe essere incluso nei metadati secondo gli orientamenti INSPIRE
(
23
)
. Le specifiche tecniche per le mappe di distribuzione sono indicate sul portale di riferimento.
Gli Stati membri o i piccoli territori come le isole Canarie, Madera o le Azzorre possono utilizzare mappe con griglie di 1x1 km. Queste saranno aggregate alle griglie di 10x10 km per la visualizzazione a livello europeo.
Le griglie per i singoli Stati membri possono essere scaricate dal portale di riferimento.
La mappa deve indicare il verificarsi della nidificazione (ossia la presenza o l'assenza) della specie in ciascuna cella della griglia. In generale devono essere incluse solo le celle della griglia in cui la nidificazione è «confermata», «probabile» o «possibile»; per le definizioni delle categorie e dei codici di nidificazione, fare riferimento alla tabella 2 della sezione «Metodologia» del nuovo Atlante europeo degli uccelli nidificanti
(
24
)
. Tuttavia, qualora sia risaputo che la copertura dei censimenti e la disponibilità di dati sono insufficienti, possono essere inserite anche le celle in cui si ritiene probabile la presenza di popolazioni nidificanti (in particolare le specie comuni), avvalendosi di conoscenze specialistiche o di modelli. In questi casi ulteriori informazioni relative all'attendibilità dei dati possono essere fornite nel campo 5.8 «Informazioni supplementari».
5.4.
Estensione della distribuzione delle specie nidificanti
Indicare la superficie totale della distribuzione attuale nello Stato membro, in km
2
. Nella maggior parte dei casi si tratta del numero di caselle di 10×10 km occupate moltiplicato per 100. La superficie di distribuzione dovrebbe essere rappresentata da griglie (10x10 km o 1x1 km) che si trovano completamente o parzialmente all'interno dello Stato membro (vale a dire che le griglie attraversate dai confini dello Stato membro dovrebbero essere conteggiate per intero).
Per le specie localizzate è possibile segnalare l'area di distribuzione con una risoluzione più alta; ad esempio, per le specie circoscritte in un unico sito, l'area di distribuzione è l'area di una località in cui la specie è presente e che può estendersi per diversi ettari.
5.5.
Metodo utilizzato
Questo campo è utilizzato per precisare la metodologia utilizzata per calcolare l'estensione della distribuzione delle specie nidificanti di cui al campo 5.4. Selezionare una delle categorie seguenti:
a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
d)
dati insufficienti o non disponibili.
Se i dati sono stati raccolti da una varietà di fonti, scegliere la categoria per la fonte di dati più importante.
Per il «Metodo utilizzato» deve essere selezionata la categoria «d) dati insufficienti o non disponibili» se la mappa di distribuzione su cui si basa la superficie di distribuzione stimata (ottenuta mediante mappatura completa, modellizzazione o estrapolazione o, in via eccezionale, mediante l'interpretazione di esperti) copre meno del 75 % della distribuzione effettiva presunta delle specie e non sono stati utilizzati altri dati per colmare tale divario nella stima della superficie di distribuzione (ossia la mappa risultante è incompleta rispetto alla distribuzione presunta delle specie e pertanto la superficie di distribuzione è sottostimata).
5.6.
Mappe supplementari (facoltative)
Questa sezione va compilata qualora uno Stato membro desideri presentare una mappa supplementare diversa dalla mappa standard di cui al campo 5.3. Si noti che si tratta di un campo facoltativo e non sostituisce il campo 5.3 che prevede la presentazione di una mappa.
Qui possono essere riportate mappe con una risoluzione diversa da 10×10 km o con griglie diverse dalla griglia ETRS89 LAEA (EPSG:3035).
5.7.
Fonti
Per creare la traccia di controllo necessaria per i dati riportati nei campi da 5.1 a 5.6, inserire i dettagli dei riferimenti principali o di altre fonti di informazioni utilizzate per la compilazione di detti campi. Tali fonti possono comprendere ad esempio studi pubblicati, dati non pubblicati contenuti in banche dati, siti web e gruppi di lavoro di esperti. È preferibile fornire informazioni sufficienti affinché chiunque riveda la relazione (o la aggiorni entro sei o 12 anni) sia in grado di risalire all'origine dei dati comunicati.
5.8.
Informazioni supplementari (facoltativo)
Questa sezione può essere utilizzata per comunicare informazioni supplementari a testo libero (massimo 500 caratteri) pertinenti ai dati forniti per la valutazione della distribuzione delle zone di nidificazione di cui ai campi da 5.1 a 5.7.
6.
TENDENZA DELLA DISTRIBUZIONE DELLE ZONE DI NIDIFICAZIONE
6.1.
Tendenza a breve termine (ultimi 12 anni)
I campi da 6.1.1 a 6.1.5 sono utilizzati per fornire informazioni sulle tendenze a breve termine della distribuzione delle zone di nidificazione, sulla base di un periodo di 12 anni. Per la tendenza a breve termine in generale, laddove i dati siano inesistenti o sconosciuti, si consiglia di ricorrere a pareri di esperti o ad altre fonti di dati, ad esempio qualora studi più recenti, specifici per specie, forniscano informazioni sulle tendenze recenti o, nel caso di specie nidificatrici molto rare/localizzate, la conoscenza dei siti di nidificazione precedenti/esistenti possa consentire un semplice confronto (ad es. la nidificazione era nota in tre siti nel 2013 e avveniva ancora negli stessi tre siti nel 2024/all'incirca nel 2024, tanto che la tendenza della distribuzione a breve termine risulta sostanzialmente stabile) la direzione della tendenza può essere determinata utilizzando dette informazioni unitamente ai pareri di esperti.
6.1.1.
Periodo considerato per la tendenza a breve termine
Il periodo considerato per le tendenze a breve termine è di 12 anni (due cicli di rendicontazione). Per le relazioni 2019-2024 ciò significa che il periodo è quello compreso tra il 2013 e il 2024 oppure il periodo che più si avvicina a quest'ultimo. È consentita una certa flessibilità. Pertanto, sebbene le tendenze siano teoricamente indicate per il periodo 2013-2024, altri dati relativi a un periodo di tempo diverso ma comparabile (ad es. 2009-2023) saranno accettati se i migliori dati disponibili si riferiscono ai censimenti effettuati in tali anni. Per le specie di nuovo arrivo, idealmente le tendenze andrebbero comunicate indicando come anno di inizio l'anno in cui la specie ha nidificato per la prima volta: ad esempio se si è osservata la nidificazione per la prima nel 2018, allora la tendenza a breve termine per il periodo di riferimento 2019-2024 sarebbe 2018-2024. Indicare il periodo utilizzato in questo campo.
6.1.2.
Direzione della tendenza a breve termine
Indicare se la tendenza della distribuzione nel periodo indicato nel campo 6.1.1 era (è possibile selezionare una sola opzione):
(a)
stabile;
(a)
fluttuante;
(b)
in aumento;
(c)
in calo;
(d)
incerta;
(e)
sconosciuta.
Per ulteriori indicazioni sull'interpretazione e sull'uso di tali categorie di direzione della tendenza si rimanda al testo del campo 4.1.2 «Direzione della tendenza a breve termine della popolazione». La categoria «fluttuante» si applicherà probabilmente a un numero inferiore di tendenze della distribuzione rispetto alle tendenze della popolazione, ma potrebbe comunque essere appropriata, ad esempio, nei casi in cui la distribuzione nazionale di una specie (che ritorna regolarmente) sia fortemente influenzata dalle condizioni stagionali di altri territori (ad es. l'essiccazione delle zone umide privilegiate più a sud).
6.1.3.
Entità della tendenza a breve termine
Se nel campo 6.1.2 sono selezionate le opzioni «in aumento», «in calo» o «incerta», inserire la variazione percentuale complessiva dell'estensione della distribuzione nel periodo considerato per la tendenza specificato nel campo 6.1.1.
È possibile scegliere tra le opzioni seguenti:
(a)
valore minimo;
(b)
valore massimo;
(c)
miglior valore singolo.
—
Se è possibile indicare solo un intervallo (ad es. 20–30 %), i due valori devono essere riportati in «a) valore minimo» e «b) valore massimo».
—
Se è disponibile un dato preciso (ad es. 27 %), questo va inserito in «c) miglior valore singolo».
—
Se è disponibile una tendenza media o «più probabile», unitamente a limiti di confidenza del 95 %, questi tre valori possono essere indicati rispettivamente alle lettere c), a) e b).
—
Nel caso in cui sia noto solo un valore minimo (o massimo) (ad es. attraverso pareri di esperti), questo va inserito nel campo «miglior valore singolo» e NON nei campi «a) valore minimo» o «b) valore massimo». Vanno indicati i valori negativi relativi all'entità (inserire il segno «-») per tutte le entità delle tendenze negative, compresi i casi in cui la direzione è già indicata come «in calo». Tuttavia, onde evitare l'inserimento di dati superflui, non è necessario inserire il segno «+» per le tendenze positive (un'entità della tendenza pari a «15» si considererà corrispondente a +15 %). In caso di tendenze negative, si noti che i campi «valore minimo» e «valore massimo» si riferiscono ai valori minimi e massimi dal punto di vista matematico (non ai cali minimi e massimi).
Se disponibile, l'entità della tendenza può essere indicata anche per tendenze «stabili» o «fluttuanti».
Si rimanda al relativo testo del campo 4.1.3 «Entità della tendenza a breve termine» della popolazione per indicazioni sui casi particolari di specie la cui colonizzazione o estinzione a livello nazionale è avvenuta durante il periodo considerato per la tendenza.
6.1.4.
Tendenza a breve termine — metodo utilizzato
Questo campo è utilizzato per precisare la metodologia utilizzata per calcolare l'entità della tendenza a breve termine. Selezionare una delle categorie seguenti:
(a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile (ad es. mettendo a confronto due mappe di distribuzione basate su dati di distribuzione accurati o un monitoraggio specifico della distribuzione di una specie con una buona potenza statistica);
(b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati (ad es. tendenze ricavate da dati relativi alla presenza raccolti per altre finalità o da dati raccolti solo per una parte della superficie geografica di un habitat oppure tendenze basate sulla misurazione di altri indicatori della distribuzione degli habitat, come i cambiamenti della copertura del suolo);
(c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
(d)
dati insufficienti o non disponibili.
6.1.5.
Fonti
Per creare la traccia di controllo necessaria per i dati riportati nei precedenti campi da 6.1.1 a 6.1.4, inserire i dettagli dei riferimenti principali o di altre fonti di informazioni utilizzate per la compilazione di detti campi. Tali fonti possono comprendere ad esempio studi pubblicati, dati non pubblicati contenuti in banche dati, siti web e gruppi di lavoro di esperti. È preferibile fornire informazioni sufficienti affinché chiunque riveda la relazione (o la aggiorni entro sei o 12 anni) sia in grado di risalire all'origine dei dati comunicati.
6.2.
Tendenza a lungo termine (dal 1980 circa)
6.2.1.
Periodo considerato per la tendenza a lungo termine
Il periodo ideale per la segnalazione delle tendenze a lungo termine va dal 1980 circa (ossia dall'adozione/entrata in vigore della direttiva Uccelli) fino all'ultimo anno del periodo di riferimento circa. Esiste tuttavia una certa flessibilità e pertanto se uno Stato membro ha effettuato censimenti per gli atlanti nazionali nel (ad es.) 1980, 1995, 2015 e 2020, la tendenza tra il 1980 e il 2020 dovrebbe essere segnalata per il periodo di riferimento 2019-2024.
Per le specie la cui colonizzazione è avvenuta dopo il 1980, teoricamente le tendenze andrebbero segnalate con l'anno di prima nidificazione quale anno iniziale; ad esempio, se la prima nidificazione della specie è stata osservata nel 2000, il periodo considerato per la tendenza a lungo termine sarebbe a partire dal 2000. Per le specie di nuovo arrivo la data di inizio sarebbe compresa tra gli ultimi due periodi di riferimento (ossia dal 2013 al 2024 per il periodo di riferimento 2019-2024, cfr. anche il testo del campo 6.1.1).
Gli Stati membri che non dispongono di dati sulle tendenze di distribuzione da prima del 2000 potrebbero consultare l'Atlante dell'EBCC
(
25
)
o
Birds in Europe
(
26
)
, che presenta stime per fascia della tendenza nazionale degli areali delle specie tra il 1970 e il 1990.
6.2.2.
Direzione della tendenza a lungo termine
Si veda il precedente campo 6.1.2 «Direzione della tendenza a breve termine».
6.2.3.
Entità della tendenza a lungo termine
Si veda il campo 6.1.3 «Entità della tendenza a breve termine».
6.2.4.
Tendenza a lungo termine — metodo utilizzato
Si veda il campo 6.1.4 «Tendenza a breve termine — metodo utilizzato».
6.2.5.
Fonti
Si veda il campo 6.1.5.
6.3.
Informazioni supplementari (facoltativo)
Questa sezione può essere utilizzata per comunicare informazioni supplementari a testo libero (massimo 500 caratteri) pertinenti ai dati forniti per valutare la tendenza della distribuzione delle zone di nidificazione di cui alle sezioni 6.1 e 6.2. Ad esempio uno Stato membro può voler comunicare informazioni sulle variazioni geografiche della distribuzione (a breve o a lungo termine) o sulla frammentazione della distribuzione, anche se non sono segnalate variazioni nell'estensione complessiva della distribuzione.
7.
Pressioni e minacce principali
Questa sezione è intesa a raccogliere informazioni sui principali fattori responsabili della diminuzione delle singole specie, della riduzione dei rispettivi esemplari o della limitazione dei rispettivi areali. Va compilata per tutte le specie migratrici che ritornano regolarmente (presenti nella lista di controllo delle specie di uccelli di cui all'articolo 12) per i gruppi seguenti:
—
specie di cui all'allegato I della direttiva 2009/147/CE;
—
specie nidificanti e svernanti di cui all'allegato II della direttiva 2009/147/CE;
—
qualsiasi altra specie migratrice che determina la designazione di zone di protezione speciale (ZPS) a livello nazionale.
Si incoraggiano gli Stati membri a comunicare dette informazioni per tutte le altre specie per cui sono disponibili informazioni.
Maggiori informazioni in merito alle relazioni specifiche per stagione su nidificazione, svernamento o passo di cui all'allegato I della direttiva 2009/147/CE e su altre specie che determinano la designazione di zone di protezione speciale (ZPS) sono reperibili nella
tabella 2: sezioni del modello di relazione sulle specie da compilare per la stagione di nidificazione, svernamento e passo di diverse categorie di specie di uccelli.
Le pressioni sono intervenute nel periodo di riferimento corrente e hanno un impatto sulla possibilità di sopravvivenza a lungo termine delle specie o dei rispettivi habitat. Le minacce sono impatti futuri/prevedibili (nei due successivi periodi di riferimento) che probabilmente incideranno sulla possibilità di sopravvivenza a lungo termine delle specie e/o dei rispettivi habitat (cfr. tabella 3). Le minacce non sono segnalate separatamente; resta inteso che una pressione segnalata come «in corso e probabile in futuro» rappresenta al tempo stesso una pressione e una minaccia, mentre una pressione segnalata come «solo in futuro» costituisce solo una minaccia. Le minacce dovrebbero rappresentare le criticità ritenute ragionevolmente probabili (ad es. sulla base delle pressioni attuali comunicate o dei progetti di sviluppo prevedibili). La definizione di pressioni e minacce è fornita nella tabella 3 seguente.
Tabella 3
Definizione di pressione e minaccia (nel contesto delle relazioni a norma dell'articolo 12)
Periodo di intervento/definizione
Lasso di tempo
Pressione
Che è in atto ora e/o durante (parte o tutto) il periodo di riferimento corrente.
Periodo di riferimento corrente pari a sei anni.
Minaccia
Fattori che si prevede interverranno in futuro dopo il periodo di riferimento corrente.
Due periodi di riferimento futuri, ossia entro 12 anni dalla fine del periodo di riferimento corrente.
7.1.
Caratterizzazione delle pressioni
Fornire l'elenco delle pressioni: indicare un massimo di 20 pressioni. L'elenco delle pressioni è disponibile sul portale di riferimento.
Per ogni taxon di uccelli:
(a)
selezionare massimo 20 voci per le pressioni utilizzando il codice al secondo livello dell'elenco gerarchico. L'elenco delle pressioni e delle minacce è disponibile sul portale di riferimento;
(b)
per ciascuna pressione, indicare la
tempistica
, ossia il lasso di tempo in cui è in atto;
Tempistica
in passato ma ora sospesa a causa di misure
Per la segnalazione di pressioni che sono state sospese in un dato momento del periodo di riferimento corrente.
Se si seleziona questa voce non è necessario compilare i campi «portata» e «incidenza».
in corso
Per la segnalazione di pressioni che sono in corso durante il periodo di riferimento, vale a dire che non vi sono prove di una sospensione a causa di misure.
in corso e probabile in futuro
Per la segnalazione di pressioni e minacce.
Se si seleziona questa voce non è necessario compilare i campi «portata» e «incidenza» per la parte della voce relativa alla minaccia, ma solo per la parte relativa alla pressione.
solo in futuro
Per la segnalazione di minacce.
Se si seleziona questa voce non è necessario compilare i campi «portata» e «incidenza».
(c)
per ciascuna pressione, indicare la percentuale di popolazione che ne risente (
portata
): «totalità > 90 %», «maggioranza 50 — 90 %» o «minoranza < 50 %»;
Entità (percentuale della popolazione interessata)*
[*compilare solo se la tempistica corrisponde a «in corso» e «in corso e probabile in futuro». Sebbene in quest'ultima voce rientrino anche le minacce, «entità» e «incidenza» riguarderanno solo le pressioni]
totalità > 90 %
più del 90 % della popolazione segnalata nello Stato membro risente della pressione
maggioranza 50 — 90 %
tra il 50 e il 90 % della popolazione segnalata nello Stato membro risente della pressione
minoranza < 50 %
meno del 50 % della popolazione segnalata nello Stato membro risente della pressione
(d)
indicare l'
incidenza
sulla popolazione o sull'habitat delle specie: «incidenza elevata», «incidenza media» o «incidenza bassa». L'incidenza indica in che modo la pressione influisce sul declino della popolazione o sulla riduzione dell'habitat delle specie;
Incidenza (sulla popolazione o sull'habitat della specie)*
[*compilare solo se la tempistica corrisponde a «in corso» e «in corso e probabile in futuro». Sebbene in quest'ultima voce rientrino anche le minacce, «entità» e «incidenza» riguarderanno solo le pressioni]
Incidenza elevata
La pressione indicata rappresenta un fattore molto significativo che contribuisce al declino della popolazione o alla riduzione dell'habitat delle specie. Si tratta di un'importante forma di incidenza diretta o immediata sulla popolazione.
Incidenza media
La pressione indicata contribuisce al declino della popolazione o alla riduzione dell'habitat delle specie, sebbene non si tratti di una pressione con un'incidenza elevata o bassa. Ha un'incidenza media diretta/immediata o indiretta sulla popolazione.
Incidenza bassa
La pressione indicata contribuisce al declino della popolazione o alla riduzione dell'habitat delle specie, benché non sia il fattore principale e non sia abbinata ad altre pressioni e/o altri fattori.
(e)
indicare il sito in cui la pressione è principalmente in atto. Selezionare una sola opzione.
Ubicazione*
[*scegliere l'opzione corrispondente al sito in cui la pressione è principalmente in atto]
All'interno dello Stato membro
Selezionare per le pressioni in atto all'interno dello Stato membro o all'interno e all'esterno dello Stato membro, ma che hanno un impatto approssimativamente uguale per la popolazione nazionale di uccelli.
Altrove nell'UE
Se la pressione è in atto principalmente in altri paesi dell'UE (ma può anche essere in atto all'interno dello Stato membro).
Al di fuori dell'UE
Quando è noto che la pressione è principalmente in atto al di fuori degli Stati membri dell'UE.
Sia all'interno che all'esterno dell'UE
Quando la pressione è in atto sia all'interno che all'esterno degli Stati membri dell'UE.
Dato sconosciuto
Il sito in cui la pressione è in atto non è noto.
L'impatto complessivo di una pressione, così come registrato nei campi «tempistica», «entità» e «incidenza», dovrebbe rispecchiare l'incidenza della pressione sulle tendenze della specie.
Qualora le specie esotiche invasive di rilevanza unionale siano selezionate tra le pressioni, è obbligatorio indicare i nomi di tali specie alla lettera f). Per queste specie sarà disponibile un elenco a tendina. Per l'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale si veda il portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12. Quando una pressione riguarda «Altre specie esotiche invasive (diverse dalle specie di rilevanza unionale)», l'indicazione dei loro nomi alla lettera g) è facoltativa. Selezionarle dalla banca dati EASIN (cfr. portale di riferimento per la relazione di cui all'articolo 12). In entrambi i casi è possibile selezionare più di una specie.
Se uno Stato membro desidera fornire informazioni più precise sulla natura di una determinata pressione, può inserirle nel campo 7.4 «Informazioni supplementari».
Indicazioni più specifiche sulla segnalazione di pressioni/minacce figurano negli orientamenti e nelle note presenti nell'elenco delle pressioni e delle minacce disponibile sul portale di riferimento.
7.2.
Metodi utilizzati (facoltativo)
Il campo facoltativo «Metodi utilizzati» è inteso a fornire informazioni generali per la segnalazione delle pressioni e non è necessario compilarlo per pressioni specifiche. Se si utilizza una metodologia per una pressione specifica, tali informazioni possono essere indicate nel campo 7.4 «Informazioni supplementari».
Scegliere una delle categorie seguenti:
(a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
(b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
(c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
(d)
dati insufficienti o non disponibili.
È possibile scegliere una sola categoria; se i dati sono stati raccolti da una varietà di fonti, scegliere la categoria per la fonte di dati più importante.
7.3.
Fonti di informazioni (facoltativo)
Per fornire la traccia di controllo necessaria per i dati riportati nel precedente campo 7.1, gli Stati membri possono inserire i dettagli dei riferimenti principali o di altre fonti a conferma della presenza delle pressioni segnalate. Tali fonti possono comprendere ad esempio studi pubblicati, dati non pubblicati contenuti in banche dati, siti web e gruppi di lavoro di esperti. Se nel campo 7.2 è stata selezionata la voce «pareri di esperti», è possibile fornire ulteriori dettagli in questo campo. È preferibile stilare un elenco di informazioni sufficienti affinché chiunque riveda la relazione (o la aggiorni entro sei o 12 anni) sia in grado di risalire all'origine delle informazioni comunicate.
7.4.
Informazioni supplementari (facoltativo)
Se uno Stato membro desidera fornire informazioni supplementari su determinate pressioni (ad es. stime della mortalità annuale causata da una particolare pressione, come l'abbattimento illegale) o sulla metodologia, può inserirle in questo campo.
8.
MISURE DI CONSERVAZIONE
Si invitano gli Stati membri a descrivere le misure di conservazione più importanti adottate per le specie per le quali sono richieste tali informazioni (cfr.
tabella 2: sezioni del modello di relazione sulle specie da compilare per la stagione di nidificazione, svernamento e passo di diverse categorie di specie di uccelli). Si incoraggiano inoltre gli Stati membri a comunicare dette informazioni anche per le altre specie, se disponibili.
8.1.
Stato delle misure
Selezionare se sono necessarie o meno misure. In caso di risposta affermativa, selezionare tra le opzioni seguenti (è possibile selezionare una sola opzione):
(a)
misure individuate ma nessuna ancora adottata;
(b)
misure necessarie ma non individuabili;
(c)
parte delle misure individuate è stata adottata;
(d)
quasi tutte/tutte le misure individuate sono state adottate.
8.2.
Portata delle misure adottate
Se una parte delle misure individuate è stata adottata (8.1 c) o quasi tutte/tutte le misure individuate sono state adottate (8.1 d), indicare la portata di tali misure, ossia la percentuale della popolazione su cui hanno un impatto:
(a)
< 50 %;
(b)
50 — 90 %;
(c)
> 90 %
La valutazione dovrebbe essere effettuata in modo generale.
8.3.
Obiettivo principale delle misure adottate
A.
Indicare gli obiettivi principali delle misure adottate. Questa parte va compilata solo se sono state adottate misure di conservazione (il campo 8.1 c) «parte delle misure individuate è stata adottata» o il campo 8.1 d) «quasi tutte/tutte le misure individuate sono state adottate» sono contrassegnati con «sì»). È possibile individuare molteplici obiettivi:
a)
mantenere la distribuzione, la popolazione e/o l'habitat attuali della specie;
b)
ampliare la distribuzione attuale della specie;
c)
aumentare le dimensioni della popolazione e/o migliorare le dinamiche della popolazione (migliorare il successo riproduttivo, ridurre la mortalità, migliorare la struttura in base a età/sesso);
d)
ripristinare l'habitat della specie.
B.
Per individuare l'obiettivo principale delle misure adottate, indicare se la finalità è (è possibile selezionare una sola opzione):
—
mantenere lo stato attuale;
—
ampliare l'areale;
—
aumentare o migliorare la popolazione;
—
ripristinare l'habitat.
Lo scopo di questo campo è quello di descrivere non l'effetto delle misure, bensì l'obiettivo perseguito dalle misure attuate. La risposta è ulteriormente approfondita nel campo 8.5 di seguito.
8.4.
Ubicazione delle misure
Indicare dove è attuata la maggior parte delle misure. Questa parte va compilata solo se sono state adottate misure di conservazione (il campo 8.1 c) «parte delle misure individuate è stata adottata» e il campo 8.1 d) «quasi tutte/tutte le misure individuate sono state adottate» sono contrassegnati con «sì») (è possibile selezionare una sola opzione):
(a)
solo all'interno di Natura 2000;
(b)
sia all'interno che all'esterno di Natura 2000;
(c)
solo all'esterno di Natura 2000.
Con questo campo si cerca di cogliere dove si concentra principalmente l'attuazione degli interventi di conservazione. Scegliere pertanto l'opzione a) se tutte le misure di conservazione o la maggior parte di esse sono limitate a Natura 2000, l'opzione b) se è compiuto uno sforzo pressoché uguale per attuare misure all'interno e all'esterno di Natura 2000 e l'opzione c) se tutte o la maggior parte delle misure adottate riguardano aree all'esterno di Natura 2000.
8.5.
Risposta alle misure
Fornire una stima di quando le misure inizieranno, o dovrebbero iniziare, a neutralizzare la pressione e produrre effetti positivi (rispetto all'obiettivo principale delle misure indicate nel campo 8.3). Scegliere un'opzione tra:
(a)
risposta a breve termine (nel periodo di riferimento corrente, ad es. 2019-2024);
(b)
risposta a medio termine (entro i due successivi periodi di riferimento, ad es. 2025-2036);
(c)
risposta a lungo termine (ad es. dopo il 2036).
8.6.
Elenco delle principali misure di conservazione
Elencare massimo 20 misure di conservazione. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare i codici indicati sul portale di riferimento.
Informazioni più precise sul ricorso alle misure di conservazione figurano nelle indicazioni tecniche su concetti e definizioni e nelle note presenti nell'elenco delle misure di conservazione disponibile sul portale di riferimento.
8.7.
Informazioni supplementari (facoltativo)
In questa sezione è possibile riportare informazioni supplementari destinate a facilitare la comprensione delle informazioni comunicate sulle misure di conservazione.
9.
COPERTURA DI NATURA 2000 (ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE, ZPS)
Questa sezione è intesa a raccogliere informazioni sulla copertura di Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS) per le singole specie. A norma dell'articolo 4 della direttiva, gli Stati membri sono tenuti a classificare come ZPS i territori più idonei per determinate specie. Al fine di valutare l'estensione della copertura della rete di zone di protezione speciale (ZPS) per ciascuna specie pertinente a livello dell'UE, gli Stati membri sono tenuti a comunicare le dimensioni (e la tendenza a breve termine) della popolazione presente all'interno della propria rete nazionale di ZPS.
La sezione va compilata solo per le specie di cui all'allegato I della direttiva 2009/147/CE e per altre specie migratrici che determinano la designazione di zone di protezione speciale (ZPS) a livello nazionale, come indicato nella lista di controllo delle specie di uccelli reperibile sul portale di riferimento.
Maggiori informazioni in merito alle relazioni specifiche per stagione su nidificazione, svernamento o passo di cui all'allegato I della direttiva 2009/147/CE e su altre specie che determinano la designazione di zone di protezione speciale (ZPS) sono reperibili nella
tabella 2: sezioni del modello di relazione sulle specie da compilare per la stagione di nidificazione, svernamento e passo di diverse categorie di specie di uccelli.
Si rimanda alle informazioni generali contenute nelle indicazioni tecniche su concetti e definizioni.
9.1.
Dimensioni della popolazione all'interno della rete Natura 2000 (zone di protezione speciale, ZPS)
Fornire una stima della dimensione totale della popolazione inclusa nell'intera rete nazionale di zone di protezione speciale (ZPS) durante lo stesso anno o periodo, come indicato nel campo 3.1. Per maggiori dettagli sulle modalità di compilazione dei campi a), b), c) e/o d), si rimanda al testo del campo 3.2 «Dimensioni della popolazione».
Al fine di evitare cifre eccessivamente gonfiate, gli Stati membri potrebbero dover rivedere al ribasso le dimensioni complessive della popolazione all'interno della rete Natura 2000 per talune specie mobili svernanti al fine di tenere conto degli spostamenti significativi di individui tra zone di protezione speciale (ZPS), come potrebbe accadere, ad esempio, per lo svernamento di varie specie di oche nell'Europa nordoccidentale.
9.2.
Tipo di stima
Scegliere una delle opzioni seguenti:
—
migliore stima: il miglior dato singolo disponibile (anche laddove sia disponibile solo il valore massimo delle dimensioni della popolazione) o l'intervallo ricavato ad esempio da un censimento della popolazione, da una raccolta di dati relativi alle località, da una stima basata sui dati relativi alla densità e alla distribuzione della popolazione o da pareri di esperti, ma per il quale non sono stati calcolati limiti di confidenza del 95 %. Nel campo 9.3 è possibile indicare se la migliore stima è ottenuta da dati di monitoraggio, estrapolazioni o pareri di esperti;
—
media pluriennale: valore medio (e intervallo) in cui le dimensioni della popolazione sono state stimate per diversi anni durante il periodo di riferimento;
—
intervallo di confidenza del 95 %: stime ricavate da censimenti a campione o da un modello per cui è possibile calcolare limiti di confidenza del 95 % (come indicato nei campi 9.1 b) e 9.1 c));
—
valore minimo: qualora i dati disponibili non siano sufficienti a fornire neanche una stima approssimativa delle dimensioni della popolazione, ma sia noto che queste superano un determinato valore oppure qualora l'intervallo comunicato sia ricavato da un censimento a campione o da un progetto di monitoraggio che probabilmente sottostima le dimensioni reali della popolazione.
Seguire le stesse indicazioni fornite per il campo 3.3 «Tipo di stima» per le dimensioni della popolazione.
9.3.
Dimensioni della popolazione all'interno della rete — metodo utilizzato
Selezionare una delle opzioni seguenti (analogamente al campo 3.4 «Metodo utilizzato»):
(a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
(b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
(c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
(d)
dati insufficienti o non disponibili.
Seguire le stesse indicazioni fornite per il campo 3.4 «Metodo utilizzato» per le dimensioni della popolazione.
9.4.
Tendenza a breve termine delle dimensioni della popolazione all'interno della rete — direzione
Come nel campo 4.1.2 «Direzione della tendenza a breve termine», indicare se la tendenza della popolazione nella rete di zone di protezione speciale (ZPS) nel periodo considerato per la tendenza a breve termine (come riportato nel campo 4.1.1) era (è possibile selezionare una sola opzione):
(a)
stabile;
(b)
fluttuante;
(c)
in aumento;
(d)
in calo;
(e)
incerta;
(f)
sconosciuta.
Per ulteriori indicazioni sull'interpretazione e sull'uso di tali categorie di direzione della tendenza si rimanda al testo del campo 4.1.2 «Direzione della tendenza a breve termine».
9.5.
Tendenza a breve termine delle dimensioni della popolazione all'interno della rete — metodo utilizzato
Tra le opzioni seguenti, selezionare quella che descrive meglio il metodo utilizzato per valutare la direzione della tendenza a breve termine (come da campo 4.1.4 «Tendenza a breve termine — metodo utilizzato»):
(a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
(b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
(c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
(d)
dati insufficienti o non disponibili.
È possibile scegliere una sola categoria; se i dati sono stati raccolti da una varietà di fonti, scegliere la categoria per la fonte di dati più importante.
Seguire le stesse indicazioni fornite per il campo 4.1.4 «Tendenza a breve termine — metodo utilizzato».
9.6.
Informazioni supplementari (facoltativo)
Questa sezione può essere utilizzata per comunicare informazioni supplementari a testo libero (massimo 500 caratteri) pertinenti ai dati forniti ai campi da 9.1 a 9.5.
Le informazioni riportate di seguito per la sezione 10 «Progressi nelle attività correlate ai piani d'azione per le specie (
Species Action Plans
, SAP), ai piani di gestione (
Management Plans
, MP) e ai documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali (
Brief Management Statements
, BMS) a livello internazionale» e la sezione 11 «Informazioni relative alle specie di cui all'allegato II» devono essere comunicate per ciascun taxon nel corso di tutte le stagioni pertinenti.
10.
PROGRESSI NELLE ATTIVITA CORRELATE AI PIANI D'AZIONE PER LE SPECIE (
SPECIES ACTION PLANS
, SAP), AI PIANI DI GESTIONE (
MANAGEMENT PLANS
, MP) E AI DOCUMENTI RIASSUNTIVI SULLE INDICAZIONI GESTIONALI (
BRIEF MANAGEMENT STATEMENTS
, BMS) A LIVELLO INTERNAZIONALE
Questa sezione è intesa a raccogliere informazioni riguardo al lavoro svolto dagli Stati membri su alcune delle specie di uccelli più minacciate dell'UE, per le quali sono stati elaborati piani d'azione per le specie (SAP) o documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali (BMS) a livello internazionale (o multilaterale
(
27
)
), nonché riguardo a una serie di specie cacciabili considerate in cattivo stato di conservazione nell'UE e per le quali sono stati elaborati piani di gestione (MP)
(
28
)
. La relazione tratta anche il lavoro svolto nel quadro dei piani adottati da altre organizzazioni internazionali di cui l'UE è firmataria, come la convenzione di Berna
(
29
)
, l'accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori dell'Africa-Eurasia (AEWA)
(
30
)
e la convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica (CMS)
(
31
)
.
A partire dagli anni novanta sono state investite ingenti risorse dell'UE per la conservazione di molte di queste specie (ad es. attraverso i progetti LIFE), per cui gli Stati membri sono tenuti a fornire una sintesi delle azioni intraprese a livello nazionale al fine di attuare tali piani e migliorare lo stato delle specie pertinenti. L'elenco dei taxa pertinenti con l'indicazione di un tipo di piano è disponibile sul portale di riferimento. Questa sezione va compilata a livello di specie/sottospecie.
10.1.
Tipo di piano internazionale
Utilizzare il piano internazionale (SAP, MP o BMS) specificato nell'elenco dei taxa oggetto di piani internazionali/multilaterali disponibile sul portale di riferimento.
10.2.
È stato adottato un piano nazionale collegato al SAP/MP/BMS internazionale?
Selezionare «sì» o «no». In caso affermativo, fornire un link al piano nazionale (e/o un riferimento bibliografico dello stesso) nel campo 10.5 «Fonti complementari di informazioni» di seguito. I campi 10.3 e 10.4 vanno compilati a prescindere dal fatto che sia selezionato «sì» o «no».
10.3.
Valutazione dell'efficacia dei SAP per le specie minacciate a livello mondiale
Questo campo è utilizzato per la comunicazione di informazioni sullo stato nazionale della specie (in termini di dimensioni e areale/distribuzione della popolazione) in relazione agli obiettivi delineati nei piani d'azione per le specie (SAP)/documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali per le specie (BMS). L'elenco delle specie oggetto di piani d'azione per le specie (SAP) e documenti riassuntivi sulle indicazioni gestionali (BMS) per le quali questo campo deve essere compilato figura nell'elenco dei taxa oggetto di piani internazionali/multilaterali disponibile sul portale di riferimento
(
32
)
. Un elenco più dettagliato degli obiettivi da prendere in considerazione nella valutazione per ciascuna specie è reperibile sul portale di riferimento.
Alcuni piani contengono diversi obiettivi a breve e a lungo termine. Ad esempio, per la specie
Clanga clanga
[=
Aquila clanga
] nel piano d'azione figurano i seguenti obiettivi relativi alla distribuzione o alle dimensioni della popolazione:
(a)
«a breve termine, arrestare il calo della popolazione e salvaguardare tutti gli habitat esistenti di nidificazione, riposo e svernamento»;
(b)
«a lungo termine, salvaguardare la distribuzione e gli esemplari della popolazione europea dell'aquila anatraia maggiore, ripristinando l'areale del 1920».
Se l'obiettivo a breve termine (ad es. stabilizzare le dimensioni della popolazione) è stato raggiunto o si sono registrati progressi verso il suo conseguimento, deve essere selezionata l'opzione «a) in evoluzione verso la finalità/l'obiettivo o le finalità/gli obiettivi del piano».
Alcuni piani comprendono obiettivi che non sono direttamente espressi in termini di aumento/stabilizzazione della popolazione o della distribuzione, ma ad esempio in termini di riduzione della mortalità causata da determinate pressioni o di protezione/ripristino di taluni siti principali. L'efficacia di un piano dovrebbe essere valutata tenendo conto dell'impatto di tali misure sulle dimensioni/sulla distribuzione delle popolazioni. Ad esempio se sono stati ripristinati diversi siti principali per una specie (è stato raggiunto un obiettivo a breve termine) con l'obiettivo a lungo termine di stabilizzare la popolazione di una specie, ma le dimensioni della popolazione sono ancora in calo (con un tasso invariato), va selezionata l'opzione «b) invariato».
Selezionare una delle opzioni seguenti:
(a)
in evoluzione verso la finalità/l'obiettivo o le finalità/gli obiettivi del piano;
(b)
invariato;
(c)
in peggioramento ulteriore rispetto alla finalità/all'obiettivo o alle finalità/agli obiettivi del piano.
10.4.
Valutazione dell'efficacia dei piani di gestione per le specie cacciabili in stato a rischio
Questo campo è specifico per le specie cacciabili in stato a rischio. È utilizzato per la comunicazione di informazioni sul loro stato (in termini di dimensioni e di areale/distribuzione della popolazione) a livello nazionale, in relazione agli obiettivi definiti nei piani di gestione (MP). L'elenco delle specie oggetto di piani di gestione (MP) per le quali questo campo deve essere compilato figura nell'elenco dei taxa oggetto di piani internazionali/multilaterali disponibile sul portale di riferimento
(
33
)
. Un elenco più dettagliato degli obiettivi da prendere in considerazione nella valutazione per ciascuna specie è reperibile sul portale di riferimento.
Scegliere una tra le opzioni seguenti (seguire le stesse indicazioni fornite per il campo 10.3):
(a)
in miglioramento;
(b)
invariato;
(c)
in peggioramento ulteriore.
10.5.
Fonti complementari di informazione
In questo campo gli Stati membri sono tenuti a fornire link a siti web appropriati, link e/o riferimenti bibliografici per le pubblicazioni pertinenti (ad es. un piano nazionale), recapiti delle organizzazioni responsabili, ecc.
11.
INFORMAZIONI RELATIVE ALLE SPECIE DI CUI ALL'ALLEGATO II (ARTICOLO 7 DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE)
Questa sezione va compilata a livello di specie/sottospecie.
11.1.
La specie è cacciata a livello nazionale?
Non tutte le specie che figurano nell'allegato II della direttiva 2009/147/CE sono cacciate in tutti gli Stati membri (pertinenti). Indicare in questo campo se la specie in questione è effettivamente cacciata nel proprio paese
(
34
)
. In caso affermativo, compilare i seguenti campi da 11.2 a 11.4.
Questo campo indica se nella pratica una specie è cacciata a livello nazionale. Ad esempio se una specie non è classificata come cacciabile nella legislazione nazionale/regionale (per cui non può essere cacciata) o se esiste un divieto permanente (per le specie cacciabili), la risposta dovrebbe essere «no». Maggiori informazioni possono essere fornite nel campo 11.4 «Informazioni supplementari».
11.2.
Carniere
Fornire statistiche nazionali sul carniere (per individui) per anno/stagione di caccia nei sei anni del periodo di riferimento: indicare l'unità (individui) nel campo 11.2 a) e procedere, se del caso, alla compilazione dei campi 11.2 b) (stagione di caccia, facoltativa) e 11.2 c) inserendo informazioni per stagione di caccia o per anno (se la stagione di caccia non è utilizzata). Per il periodo di riferimento 2019-2024, la prima stagione di caccia corrisponde al periodo 2018/2019 (con apertura nell'autunno 2018 e chiusura nella primavera 2019). La sesta stagione corrisponde al periodo 2023/2024. Se si è a conoscenza di un valore preciso, inserirlo nei campi «valore min.» e «valore max.». Se è disponibile solo un valore minimo o solo un valore massimo, inserirlo nel rispettivo campo «valore min.» e «valore max.». È prevista anche l'opzione «dato sconosciuto».
Qualora le statistiche relative al carniere siano disponibili solo per un gruppo di specie, senza una ripartizione attendibile per specie, la percentuale (ad es. 50–90 % per la specie predominante e 0–5 % per le altre specie) per ciascuna specie deve essere stimata e indicata come «valore min.» e «valore max.» nel campo 11.2. La spiegazione appropriata deve essere fornita nel campo 11.4 «Informazioni supplementari» (ad es. «Le statistiche relative al carniere (valore min-max) sono state ottenute per un gruppo di specie ([specie 1], [specie 2], [specie x]), ma probabilmente > 90 % si riferisce alle specie oggetto della presente relazione»). Nel campo «metodo utilizzato» (11.3) si deve tener conto del fatto che i dati effettivi riportati sono approssimativi e selezionare rispettivamente la voce «b)» o «c)».
11.3.
Carniere — metodo utilizzato
Selezionare quella che tra le opzioni seguenti descrive meglio il metodo utilizzato per fornire statistiche sul carniere:
(a)
censimento completo o stima statisticamente affidabile;
(b)
basato principalmente sull'estrapolazione da una quantità limitata di dati;
(c)
basato principalmente su pareri di esperti con dati molto limitati;
(d)
dati insufficienti o non disponibili.
11.4.
Informazioni supplementari (facoltativo)
Fornire link o riferimenti bibliografici per le principali fonti di informazioni utilizzate per la compilazione dei campi della sezione 11, compresi i dettagli di eventuali relazioni nazionali o banche dati online. In questa sezione è anche possibile fornire eventuali ulteriori informazioni relative alle statistiche sul carniere, ad esempio informazioni relative ai controlli di convalida sulla qualità e l'accuratezza dei dati, o se vengono raccolti ulteriori dati demografici (ad es. tramite rilievi sulle ali). È inoltre possibile segnalare eventuali modifiche recenti dei metodi di censimento o degli strumenti di comunicazione.
Riferimenti
BirdLife International (2004),
Birds in Europe: population estimates, trends and conservation status,
BirdLife International (
BirdLife Conservation Series No. 12
), Cambridge, Regno Unito.
del Hoyo, J. & Collar, N.J. (2014), HBW e BirdLife International,
Illustrated Checklist of the Birds of the World.
Volume 1:
Non-passerines,
Lynx Edicions, Barcellona.
Hagemeijer, E.J.M. & Blair, M., eds. (1997),
The EBCC Atlas of European Breeding Birds: their distribution and abundance,
T & A D Poyser, Londra.
Sokos, C. & Birtsas, P. (2014),
The last indigenous black-necked pheasant population in Europe,
G@lliformed 8: pagg. 13-22.
Tucker, G.M. & Heath, M.F. (1994),
Birds in Europe: their conservation status,
BirdLife International (
BirdLife Conservation Series No. 3
), Cambridge, Regno Unito.
(
1
)
http://ec.europa.eu/environment/nature/invasivealien/index_en.htm.
(
2
)
Cfr. http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/eu_species/index_en.htm.
(
3
)
del Hoyo, J. & Collar, N.J. (2014), HBW e BirdLife International,
Illustrated Checklist of the Birds of the World
.
Volume 1: Non-passerines
, Lynx Edicions, Barcellona.
(
4
)
Ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2.
(
5
)
Occorre altresì fornire maggiori precisazioni, ad esempio inserendo la dicitura «Specie non confermate come nidificanti dal 2008, sebbene uno o due individui non accoppiati siano ancora registrati regolarmente durante la stagione di nidificazione» nel campo 3.7 «Informazioni supplementari».
(
6
)
Molti casi di estinzione a livello nazionale richiederanno un certo grado di giudizio/interpretazione da parte di esperti, in quanto spesso è più difficile confermare l'assenza che la presenza di una specie.
(
7
)
Anche gli individui selvatici di
Branta canadensis
(provenienti dalla Groenlandia o dall'America del Nord) possono essere presenti come specie vagabonda nell'UE, sebbene l'attenzione sia rivolta alle popolazioni introdotte.
(
8
)
Sebbene alcune fonti suggeriscano che tutte le popolazioni di
Phasianus colchicus
ad ovest del Caucaso siano il risultato di introduzioni (alcune forse già praticate nel 1300 a.C.; Hagemeijer & Blair, 1997), altre affermano che la popolazione residua in Grecia e la popolazione precedentemente presente in Bulgaria sia/fosse effettivamente autoctona (ad es. Sokos & Birtsas, 2014).
(
9
)
Cfr. http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/eu_species/index_en.htm.
(
10
)
Cfr. https://ec.europa.eu/environment/nature/invasivealien/list/index_en.htm.
(
*1
)
più facoltative per le specie di passo di cui all'allegato II che non determinano la designazione di ZPS.
(
11
)
O almeno «a livello multilaterale» (pochi SAP e BMS si riferiscono a taxa endemici di un singolo paese).
(
12
)
https://euring.org/data-and-codes/euring-codes.
(
13
)
http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/eu_species/index_en.htm
(
14
)
È un fenomeno comune per una specie rara attirare maggiore attenzione. Di conseguenza più persone la cercano e la trovano, il che determina una revisione, e spesso un aumento sostanziale, della stima delle dimensioni della popolazione. Può tuttavia risultare ancora evidente che la specie è effettivamente in calo, sulla base di analisi di dati provenienti da siti con tendenze storiche affidabili. In tal caso si devono selezionare le opzioni «maggiore conoscenza/dati più accurati» di cui sopra. Il campo 3.7 «Informazioni supplementari» consente a uno Stato membro di fornire ulteriori precisazioni sul motivo dell'aumento di una stima delle dimensioni della popolazione, nonostante nella sezione 3 sia riportato un calo della popolazione.
(
15
)
Una migliore interpretazione o la correzione di errori nell'interpretazione dei dati sottostanti dovrebbe essere inclusa nella voce «metodo diverso».
(
16
)
Trends and Indices for Monitoring data
[programma freeware]: utilizzato da molteplici programmi di monitoraggio degli uccelli comuni per analizzare i dati dei censimenti nazionali (cfr. https://pecbms.info/methods/software/).
(
17
)
Ad esempio una nota nel campo 4.3 «Informazioni supplementari» sulla falsariga di «
Non sono disponibili informazioni attendibili sulla tendenza a breve termine, ma si ritiene che non abbia subito una variazione superiore al 30 % nel periodo ideale considerato per la tendenza
».
(
18
)
Per evitare il problema di calcolare una percentuale a partire da un valore di riferimento pari a zero.
(
19
)
Nella stima della tendenza a livello dell'UE, si ritiene che tutte queste tendenze non presentino variazioni nette complessive.
(
20
)
Tucker, G.M. & Heath, M.F. (1994),
Birds in Europe: their conservation status
, BirdLife International (
BirdLife Conservation Series No. 3
), Cambridge, Regno Unito.
BirdLife International (2004),
Birds in Europe: population estimates, trends and conservation status
, BirdLife International (
BirdLife Conservation Series No. 12
), Cambridge, Regno Unito.
(
21
)
https://ebba2.info/.
(
22
)
Sistema di riferimento terrestre europeo 1989; proiezione azimutale equivalente di Lambert con parametri: latitudine di origine 52° N, longitudine di origine 10° E, Falsa origine nord 3 210 000,0 m, Falsa origine est 4 321 000,0 m (in base al sistema EPSG 3035). L'origine della griglia è calcolata a partire da 0mN 0mE della proiezione http://www.eionet.europa.eu/gis.
(
23
)
Per il periodo 2019-2024 ulteriori indicazioni per l'allineamento a INSPIRE saranno fornite nel manuale di consegna dei dati territoriali pertinente.
(
24
)
https://ebba2.info/about/methodology/
(
25
)
Hagemeijer, E.J.M. & Blair, M., eds. (1997),
The EBCC Atlas of European Breeding Birds: their distribution and abundance
, T & A D Poyser, Londra.
(
26
)
Tucker, G.M. & Heath, M.F. (1994),
Birds in Europe: their conservation status
, BirdLife International (
BirdLife Conservation Series No. 3
), Cambridge, Regno Unito.
(
27
)
In alcuni casi il piano d'azione per le specie (SAP)/documento riassuntivo sulle indicazioni gestionali (BMS) si riferisce a una specie o sottospecie endemica di un solo paese.
(
28
)
http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/action_plans/index_en.htm per i SAP e i BMS e http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/hunting/managt_plans_en.htm per i MP.
(
29
)
https://www.coe.int/en/web/bern-convention/
(
30
)
https://www.unep-aewa.org/en.
(
31
)
https://www.cms.int
(
32
)
Nell'elenco dei taxa oggetto di piani internazionali o multilaterali (compresi i BMS) alcune delle specie elencate (ad es.
Falco naumanni
) sono attualmente ritenute non minacciate a livello mondiale, sebbene al momento della redazione del piano fossero considerate minacciate o presentassero problemi di conservazione che richiedevano un'azione coordinata.
(
33
)
Alcune delle specie che figurano nell'elenco presentano ad oggi uno stato definito «sicuro» all'interno dell'UE (ad es.
Netta rufina
), ma in passato sono state considerate a rischio a livello dell'UE o a livello geografico del piano (ad es. le parti contraenti dell'AEWA) o hanno presentato problemi di conservazione che richiedevano un'azione coordinata.
(
34
)
O unità subnazionale, a seconda dei casi.
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