Decisione (PESC) 2023/1099 del Consiglio del 5 giugno 2023 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
Quali sono le misure restrittive introdotte dalla Decisione UE 2023/1099 e contro chi sono dirette?
Spiegato da FiscoAI
La Decisione (PESC) 2023/1099 del Consiglio dell'Unione Europea del 5 giugno 2023 modifica il regime globale di sanzioni UE in materia di diritti umani, aggiungendo nove nuovi soggetti alla lista delle persone sottoposte a misure restrittive. Queste sanzioni sono dirette contro funzionari russi ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare nel contesto della repressione della società civile, dei media indipendenti e degli oppositori politici. La decisione è stata adottata in risposta al deterioramento della situazione dei diritti umani in Russia e alla guerra di aggressione contro l'Ucraina, che ha amplificato la repressione interna.
I nove soggetti inseriti nella lista includono: un viceministro della Giustizia, investigatori del comitato investigativo, un esperto testimone, capi di dipartimenti investigativi, tre giudici di tribunali moscoviti e il capo di un centro di custodia cautelare. Tutti sono stati designati per il loro coinvolgimento diretto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza, attivista dell'opposizione condannato a 25 anni di carcere nel 2023, e per il loro ruolo nella persecuzione sistematica di voci critiche e difensori dei diritti umani.
Le misure restrittive applicate includono il congelamento dei beni e il divieto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche a questi soggetti. La decisione sottolinea come il sistema giudiziario russo sia utilizzato come strumento per violare sistematicamente i diritti umani, in particolare la libertà di opinione e di espressione, e come la legislazione sugli "agenti stranieri" sia stata impiegata per reprimere centinaia di ONG e individui.
La decisione entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (5 giugno 2023) e rappresenta un'azione concreta dell'UE per contrastare le violazioni dei diritti umani attraverso il suo regime sanzionatorio globale, ribadendo l'impegno dell'Unione verso la promozione della dignità umana, della democrazia e dello Stato di diritto.
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Riferimento normativo
Decisione (PESC) 2023/1099 del Consiglio del 5 giugno 2023 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
EN: Council Decision (CFSP) 2023/1099 of 5 June 2023 amending Decision (CFSP) 2020/1999 concerning restrictive measures against serious human rights violations and abuses
Testo normativo
5.6.2023
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
L 145/12
DECISIONE (PESC) 2023/1099 DEL CONSIGLIO
del 5 giugno 2023
che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29,
vista la decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
(
1
)
, in particolare l'articolo 5, paragrafo 1,
vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
(1)
Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2020/1999.
(2)
L'8 dicembre 2020 nella dichiarazione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a nome dell'Unione europea relativa al regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, l'Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito il loro forte impegno a favore della promozione e protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani sottolinea la determinazione dell'Unione a rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. Far sì che tutti possano godere dei propri diritti umani è un obiettivo strategico dell'Unione. Il rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono valori fondamentali dell'Unione e della sua politica estera e di sicurezza comune.
(3)
L'Unione è preoccupata per il costante deterioramento della situazione dei diritti umani in Russia. La guerra di aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l'Ucraina ha amplificato la repressione interna in Russia, limitando drasticamente la libertà di opinione e di espressione e la libertà dei media, nonché introducendo la censura di guerra.
(4)
L'Unione continua a condannare con fermezza il forte aumento della legislazione restrittiva e la repressione sistematica nei confronti della società civile e dei difensori dei diritti umani, nonché l'implacabile giro di vite contro i media indipendenti, singoli giornalisti, membri dell'opposizione politica e altre voci critiche.
(5)
L'Unione condanna fermamente la sentenza emessa da un tribunale di Mosca nei confronti di Vladimir Kara-Murza, politico dell'opposizione, attivista per la democrazia e acceso critico del Cremlino, condannato a 25 anni di carcere sulla base di accuse di matrice politica. L'Unione esorta la Russia a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutte le persone detenute sulla base di accuse di matrice politica.
(6)
In tale contesto, nove persone dovrebbero essere inserite nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi oggetto di misure restrittive di cui all'allegato della decisione (PESC) 2020/1999.
(7)
È opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato della decisione (PESC) 2020/1999,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'allegato della decisione (PESC) 2020/1999 è modificato conformemente all'allegato della presente decisione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
.
Fatto a Bruxelles, il 5 giugno 2023
Per il Consiglio
Il presidente
J. ROSWALL
(
1
)
GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 13
.
ALLEGATO
Nell'elenco delle persone fisiche che figura nell'allegato della decisione (PESC) 2020/1999, alla sezione A ("Persone fisiche") sono aggiunte le seguenti voci:
Nomi (traslitterazione in caratteri latini)
Nomi
Informazioni identificative
Motivi
Data di inserimento nell'elenco
«36.
Oleg Mikhailovich SVIRIDENKO
Олег Михайлович СВИРИДЕНКО
(grafia russa)
Carica: viceministro della Giustizia della Federazione russa
Data di nascita: 29.7.1962
Luogo di nascita: Potapovka, distretto di Buda-Koshelyovsky, regione di Gomel, Bielorussia
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
Numero di identificazione fiscale: 772704610955
In qualità di viceministro della Giustizia della Federazione russa, Oleg Sviridenko sovrintende direttamente al dipartimento della Legislazione e dell'applicazione della legge nella sfera delle organizzazioni non commerciali, come pure al dipartimento per la Protezione degli interessi nazionali dall'influenza esterna, che sono responsabili dell'applicazione della legislazione sugli "agenti stranieri" e che hanno l'autorità di decidere in merito alle designazioni nell'"elenco degli agenti stranieri".
La legislazione sugli "agenti stranieri" è stata al centro di un'ondata di leggi repressive che hanno dato un giro di vite contro la società civile indipendente, i media e le persone dissenzienti, violando la loro libertà di opinione e di espressione. Di conseguenza, centinaia di ONG e singoli individui, molte personalità di spicco della società civile russa e oppositori politici del Cremlino, tra cui Vladimir Kara-Murza, sono stati inseriti nell'elenco degli agenti stranieri che rientra direttamente sotto la responsabilità di Sviridenko all'interno del ministero della Giustizia della Federazione russa.
Sviridenko è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.
5.6.2023
37.
Andrei Andreevich ZADACHIN
Андрей Андреевич ЗАДАЧИН
(grafia russa)
Carica: investigatore dell'unità investigativa principale presso il comitato investigativo della Federazione russa. Grado: maggiore
Data di nascita: 22.8.1990
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
Numero di identificazione fiscale: 771577190559
In qualità di investigatore dell'unità investigativa principale presso il comitato investigativo della Federazione russa, Zadachin ha emesso un'accusa penale di matrice politica nei confronti di Vladimir Kara-Murza. Zadachin ha inoltre chiesto al giudice la detenzione di Kara-Murza e ha fornito testimonianze in tribunale a sostegno di tale richiesta.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 è stato condannato a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.
5.6.2023
38.
Danila Yurievich MIKHEEV
Данила Юрьевич МИХЕЕВ
(grafia russa)
Carica: direttore dell'organiz-zazione senza scopo di lucro "Independent expert"
Data di nascita: 1.3.1999
Luogo di nascita: Mosca
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
Numero di identificazione fiscale: 771577190559
Mikheev svolge le funzioni di "testimone esperto" per il governo russo nei procedimenti giudiziari di matrice politica. Ha agito in qualità di esperto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 è stato condannato a 25 anni di campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come uno strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
Pertanto, attraverso le sue attività, è responsabile del sostegno alle gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.
5.6.2023
39.
Denis Vladimirovich KOLESNIKOV
Денис Владимирович
КОЛЕСНИКОВ
(grafia russa)
Carica: capo del dipartimento investigativo presso il comitato investigativo della Federazione russa. Grado: tenente generale
Data di nascita: 29.6.1976
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
In qualità di capo del dipartimento investigativo presso il comitato investigativo della Federazione russa, Kolesnikov ha dato l'autorizzazione a emettere un'accusa penale di matrice politica nei confronti di Vladimir Kara-Murza.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 è stato condannato a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
Pertanto, nella sua posizione, è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.
5.6.2023
40.
Diana Igorevna MISHCHENKO
(Cognome da nubile: GARIPOVA)
Диана Игоревнa МИЩЕНКО
(grafia russa)
Carica: giudice presso il tribunale del distretto Khamovniki di Mosca
Data di nascita: 12.5.1977
Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa
Cittadinanza: russa
Sesso: femminile
In qualità di giudice del tribunale del distretto Khamovniki di Mosca, Mishchenko è coinvolta nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha pronunciato la sentenza di arresto amministrativo di Kara-Murza per 15 giorni.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 è stato condannato a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.
5.6.2023
41.
Elena Anatolievna LENSKAYA
Елена Анатольевна ЛЕНСКАЯ
(grafia russa)
Carica: giudice presso il tribunale del distretto Basmaniy di Mosca
Data di nascita: 22.1.1979
Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa
Cittadinanza: russa
Sesso: femminile
Numero di identificazio-ne fiscale: 770905658030
In qualità di giudice del tribunale del distretto Basmaniy di Mosca, Lenskaya è coinvolta nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha pronunciato la sentenza di arresto di Kara-Murza per due mesi.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 è stato condannato a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione
5.6.2023
42.
Ilya Pavlovich KOZLOV
Илья Павлович КОЗЛОВ
(grafia russa)
Carica: giudice presso il tribunale della città di Mosca
Data di nascita: 17.10.1973
Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
In qualità di giudice del tribunale della città di Mosca, Kozlov è coinvolto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha respinto la richiesta di appello di Kara-Murza in occasione del suo arresto amministrativo.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 è stato condannato a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.
5.6.2023
43.
Sergei Gennadievich PODOPRIGOROV
Сергей Геннадьевич ПОДОПРИГОРОВ
(grafia russa)
Carica: giudice presso il tribunale della città di Mosca
Data di nascita: 8.1.1974
Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
Indirizzo:
Shmitovskiy Proyezd, 16c2, Mosca, Russia, 123100. Appartamento 52.
(Шмитовский пр-д, 16с2, Москва, Россия, 123100. Квартира 52)
In qualità di giudice del tribunale della città di Mosca, Podoprigorov è coinvolto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha presieduto il collegio dei giudici del tribunale della città di Mosca che il 17 aprile 2023 ha condannato l'attivista dell'opposizione Kara-Murza a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 è stato condannato a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
In precedenza, Podoprigorov, in qualità di giudice presso il tribunale distrettuale di Tverskoi di Mosca, ha emesso due sentenze nei confronti di Sergei Magnitsky, che aveva denunciato casi di corruzione e condotta scorretta da parte di funzionari del governo russo. Magnitsky è stato successivamente perseguitato ed è morto in un carcere russo.
È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.
5.6.2023
44.
Dmitriy Viktorovich KOMNOV
Дмитрий Викторович Комнов
(grafia russa)
Carica: tenente Colonnello, capo del centro di custodia cautelare di Mosca SIZO-5 "Vodnik".
Data di nascita: 17.5.1977
Luogo di nascita: regione di Kashira, Mosca, Federazione russa
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
Komnov è un funzionario di alto livello del sistema penitenziario russo. È capo del centro di custodia cautelare di Mosca SIZO-5 "Vodnik", dove è detenuto Vladimir Kara-Murza.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 è stato condannato a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
Le condizioni di salute di Kara-Murza sono notevolmente peggiorate dall'inizio della sua detenzione, nell'aprile 2022. Komnov è responsabile del trattamento degradante di Kara-Murza in quanto questi è stato rinchiuso in una cella di punizione nonostante soffra di un grave disturbo nervoso causato da due precedenti avvelenamenti.
I maltrattamenti inflitti a Kara-Murza nel centro di custodia cautelare gestito da Komnov confermano il modello di prassi consolidata di trattamento disumano degli oppositori del regime detenuti. Komnov era il direttore del centro di custodia cautelare di "Butyrka" all'epoca in cui condizioni insopportabili hanno portato alla morte dell'attivista anticorruzione Sergei Magnitsky.
Komnov è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi trattamenti degradanti e violazioni della libertà di opinione e di espressione."
5.6.2023».
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