Decisione UE In vigore

Decisione UE 1504/2023

Decisione (PESC) 2023/1504 del Consiglio del 20 luglio 2023 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani

Pubblicato: 20/07/2023 In vigore dal: 20/07/2023 Documento ufficiale

Quali sono le misure restrittive introdotte dalla Decisione UE 2023/1504 e contro chi sono dirette?

Spiegato da FiscoAI
La Decisione (PESC) 2023/1504 del Consiglio dell'Unione Europea del 20 luglio 2023 modifica il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, aggiungendo sei nuovi soggetti alla lista delle persone fisiche sottoposte a misure restrittive. Questa decisione si applica a livello europeo e riguarda individui responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in vari paesi, con particolare focus sulla violenza sessuale e di genere, nonché sulla discriminazione sistematica. Le misure restrittive includono il congelamento dei beni e il divieto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche ai soggetti designati.

I sei individui inseriti nella lista operano in contesti geografici e settoriali diversi: tre sono funzionari talebani in Afghanistan (ministro dell'Istruzione, presidente della Corte suprema e ministro della Giustizia) responsabili dell'oppressione sistematica delle donne e delle ragazze; due sono comandanti militari in Sud Sudan e Repubblica Centrafricana coinvolti in violenze sessuali e di genere contro civili; uno è un colonnello russo della 30ª Brigata dei fucilieri motorizzati responsabile di violenze sessuali durante l'invasione dell'Ucraina. L'Unione Europea utilizza queste misure restrittive come strumento di pressione per prevenire ulteriori violazioni e combattere l'impunità, coordinandole con altri interventi in materia di diritti umani.

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Riferimento normativo

Decisione (PESC) 2023/1504 del Consiglio del 20 luglio 2023 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani EN: Council Decision (CFSP) 2023/1504 of 20 July 2023 amending Decision (CFSP) 2020/1999 concerning restrictive measures against serious human rights violations and abuses

Testo normativo

20.7.2023 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea LI 183/60 DECISIONE (PESC) 2023/1504 DEL CONSIGLIO del 20 luglio 2023 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29, vista la decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 1, vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, considerando quanto segue: (1) Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2020/1999. (2) L'8 dicembre 2020, nella dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'Unione europea relativa al regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, l'Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito il loro forte impegno a favore della promozione e protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani sottolinea la determinazione dell'Unione a rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. Far sì che tutti possano godere dei propri diritti umani è un obiettivo strategico dell'Unione. Il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono valori fondamentali dell'Unione e della sua politica estera e di sicurezza comune. (3) Nelle sue conclusioni del 14 novembre 2022, il Consiglio ha espresso preoccupazione per l'effetto sproporzionato che i conflitti armati continuano ad avere sulle donne e sulle ragazze in tutto il mondo, nonché per la prevalenza della violenza sessuale e di genere, ivi compresa la violenza sessuale connessa ai conflitti, offline e online. Il Consiglio si è impegnato a intensificare gli sforzi per prevenire e contrastare tale violenza al fine di garantire la piena assunzione di responsabilità e combattere l'impunità. Inoltre, nelle sue conclusioni del 5 e 6 giugno 2014, il Consiglio ha sottolineato che per combattere ed eliminare tutte le forme di violenza contro le donne sono necessari politiche coordinate a tutti i livelli pertinenti e un approccio globale che punti alle questioni chiave della prevenzione, dello scarso numero di segnalazioni, della protezione, del sostegno alle vittime nonché al perseguimento degli autori di violenze e ad altri interventi. L'uso strategico delle misure restrittive rafforza tale approccio accrescendo la pressione al fine di prevenire ulteriori violazioni e abusi e, in coordinamento con altri strumenti di cui dispone l'Unione in materia di diritti umani, attira l'attenzione su tali violazioni e abusi e sui relativi responsabili. (4) In tale contesto, sei persone dovrebbero essere inserite nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi oggetto di misure restrittive di cui all'allegato della decisione (PESC) 2020/1999. (5) È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2020/1999, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 L'allegato della decisione (PESC) 2020/1999 è modificato conformemente all'allegato della presente decisione. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea . Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2023 Per il Consiglio Il presidente J. BORRELL FONTELLES ( 1 ) GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 13 . ALLEGATO Nell'allegato della decisione (PESC) 2020/1999, nell'elenco delle persone fisiche, sezione A («Persone fisiche»), sono aggiunte le seguenti voci: Nomi (traslitterazione in caratteri latini) Nomi Informazioni identificative Motivi Data di inserimento nell'elenco «57. Habibullah AGHA alias Mawlawi, Maulvi, Hadith, Sheikh حبیب الله اغا (grafia pashto) Carica: ministro talebano dell'Istruzione facente funzione Data di nascita: 1954 o 1955 Luogo di nascita: Vach Bakhto, Shah Wali Kot, provincia di Kandahar, Afghanistan Cittadinanza: afghana Sesso: maschile Habibullah Agha è stato nominato ministro talebano dell'Istruzione facente funzione nel settembre 2022. In tale veste, ha attuato la politica talebana consistente nell'impedire l'accesso delle ragazze all'istruzione secondaria, prorogando il divieto per le studentesse di partecipare all'istruzione secondaria oltre la 6 a classe. Inoltre, Habibullah Agha ha personalmente aggravato le attuali politiche di discriminazione di genere dei talebani ordinando anche la chiusura di centri di istruzione privati e gestiti da ONG, che in precedenza erano serviti come luogo di istruzione per le ragazze. È pertanto personalmente responsabile di violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare l'imposizione di una sistematica oppressione basata sul genere nel settore dell'istruzione. È personalmente responsabile della perdurante violazione del diritto fondamentale delle ragazze afghane all'istruzione secondaria e del diritto alla parità di trattamento tra ragazzi e ragazze nel settore dell'istruzione secondaria, escludendo quindi ulteriormente le ragazze dalla società. In veste di ministro talebano dell'Istruzione facente funzione, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle ragazze e delle donne all'istruzione e del diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne. 20.7.2023 58. Abdul Hakim HAQQANI alias Mawlawi Sheikh Abdul Hakim Haqqani Ishaqzai; "Shaikhul Hadis" Maulvi Abdul Hakim "Haqqani" شیخ الحدیث مولوي عبدالحکیم حقاني لقضات شیخ عبدالحکیم حقاني (grafia pashto) Carica: presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana Qazi al-Quzzat (giudice supremo) Data di nascita: 1967 Luogo di nascita: Panjwayi, provincia di Kandahar, Afghanistan Cittadinanza: afghana Sesso: maschile Abdul Hakim Haqqani è l'attuale presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, nominato dalla dirigenza talebana nel 2021. In tale veste, ha di fatto utilizzato il sistema giuridico per attuare l'oppressione basata sul genere nei confronti delle donne escludendo le giudici dal sistema giudiziario afghano e limitando sistematicamente l'accesso delle donne alla giustizia, in violazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne. Al di là del suo ruolo di presidente talebano facente funzione della Corte suprema, Abdul Hakim Haqqani riveste la funzione di leader ideologico dei talebani. Grazie al suo rapporto personale con il leader talebano Haibatullah Akhundzada, ha esercitato un'influenza politica al fine di definire l'ideologia talebana in materia di oppressione basata sul genere, in particolare emanando orientamenti per l'esclusione sistematica di donne e ragazze dalla vita pubblica in Afghanistan. In veste di presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle donne di accedere alla giustizia e del diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne. 20.7.2023 59. Abdul-Hakim SHAREI alias Sharae; Sharie; Shara’i عبدالحکیم شریری (grafia pashto) Carica: ministro talebano della Giustizia facente funzione Titolo: Shaikh-al-Hadith Mawlawi Data di nascita: 1961 Luogo di nascita: Ayub-Khil, provincia di Khost, Afghanistan Cittadinanza: afghana Sesso: maschile A seguito dell'ascesa al potere dei talebani in Afghanistan, Abdul-Hakim Sharei, in veste di ministro talebano della Giustizia facente funzione, ha avviato uno sforzo concertato per alterare il sistema giudiziario nazionale ai danni delle donne afghane. Ha di fatto ostacolato l'abilitazione di avvocati donna come pure la possibilità per le donne di ricevere rappresentanza legale, e ha rimosso le donne dalle loro posizioni all'interno del sistema giudiziario. Ha altresì impartito l'istruzione di rivedere l'intero quadro giuridico dell'Afghanistan, il che ha terminato l'applicazione della legge sull'eliminazione della violenza contro le donne. Tali politiche costituiscono uno sforzo concertato volto a sfruttare l'impossibilità di accedere alla giustizia come strumento efficace per promuovere un sistema di oppressione basata sul genere, esponendo donne e ragazze a una situazione di assenza del diritto e impunità, di cui Abdul-Hakim Sharei è direttamente e personalmente responsabile. In veste di ministro talebano della Giustizia facente funzione, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle donne di accedere alla giustizia e del diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne. 20.7.2023 60. James Mark NANDO Carica: Maggiore generale, Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF) Luogo di nascita: Ezo, contea di Ezo, Equatoria occidentale, Sud Sudan Indirizzo: Juba, Sud Sudan Cittadinanza: sud sudanese Sesso: maschile James Nando è un alto ufficiale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF), che detiene il grado di Maggiore Generale. Dirige forze nello Stato sud sudanese dell'Equatoria occidentale che hanno perpetrato attacchi diffusi contro la popolazione civile. Le sue forze ricorrono sistematicamente alla violenza sessuale e di genere come mezzo per terrorizzare la popolazione. In veste di Maggiore Generale, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui violenze sessuali e di genere. 20.7.2023 61. Mahamat SALLEH Adoum Kette alias Mahamet Salleh Carica: Generale del Fronte popolare per la rinascita della Repubblica centrafricana (FPRC) Cittadinanza: Repubblica centrafricana Luogo di nascita: Prefettura di Haute-Kotto, Repubblica centrafricana Sesso: maschile In quanto figura di spicco del Fronte popolare per la rinascita della Repubblica centrafricana (FPRC), Mahamat Salleh ha guidato forze nella Repubblica centrafricana che hanno perpetrato attacchi diffusi contro la popolazione civile. Per anni Salleh e le forze sotto il suo controllo hanno commesso ripetutamente reati connessi alla violenza sessuale e di genere su vasta scala, come mezzo per terrorizzare la popolazione civile. In veste di Generale dell'FPRC, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Repubblica centrafricana, tra cui violenze sessuali e di genere. 20.7.2023 62. Igor Leonidovich KOLEDA Iгор Леонiдович КОЛЕДА (grafia ucraina) Игорь Леонидович КОЛЕДА (grafia russa) Carica: Comandante della 30 a Brigata dei fucilieri motorizzati. Grado: Colonnello Data di nascita: 11.12.1973 Cittadinanza: russa Sesso: maschile Numero identificativo delle forze armate: 540530367155 Igor Leonidovich Koleda è comandante della 30 a Brigata dei fucilieri motorizzati delle forze armate russe e detiene il grado di Colonnello. La brigata sotto il suo comando ha partecipato all'invasione illegale dell'Ucraina da parte della Russia all'inizio del 2022. Agli inizi del 2022 i membri della 30 a Brigata dei fucilieri motorizzati hanno commesso atti di violenza sessuale e di genere contro la popolazione civile ucraina, anche nei confronti di almeno una persona minorenne. Le autorità ucraine hanno identificato un membro della 30 a Brigata dei fucilieri motorizzati come sospettato di violenza sessuale contro le donne. La portata e la gravità degli atti di violenza sessuale che si verificano nelle zone ucraine occupate dalla Russia suggeriscono che è stata effettuata una pianificazione sistematica e che i comandanti russi sono a conoscenza delle violenze sessuali perpetrate dal personale militare in Ucraina e in alcuni casi le incoraggiano o addirittura le ordinano. In veste di comandante della 30 a Brigata dei fucilieri motorizzati, Igor Koleda è pertanto responsabile di violazioni dei diritti umani in Ucraina, tra cui violenze sessuali e di genere. 20.7.2023».

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La Decisione 2023/1504 rappresenta un'applicazione del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, disciplinato dalla decisione (PESC) 2020/1999, e si concentra su violazioni sistematiche, violenza sessuale e di genere, oppressione basata sul genere e crimini di guerra. Gli operatori internazionali, le istituzioni finanziarie e i professionisti del compliance devono consultare questa normativa per identificare i soggetti sottoposti a congelamento dei beni, divieto di transazioni e altre misure restrittive nel contesto della politica estera e di sicurezza comune dell'Unione.

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