Decisione (PESC) 2023/1504 del Consiglio del 20 luglio 2023 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
Decisione (PESC) 2023/1504 del Consiglio del 20 luglio 2023 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
EN: Council Decision (CFSP) 2023/1504 of 20 July 2023 amending Decision (CFSP) 2020/1999 concerning restrictive measures against serious human rights violations and abuses
Testo normativo
20.7.2023
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
LI 183/60
DECISIONE (PESC) 2023/1504 DEL CONSIGLIO
del 20 luglio 2023
che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29,
vista la decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
(
1
)
, in particolare l'articolo 5, paragrafo 1,
vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
(1)
Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2020/1999.
(2)
L'8 dicembre 2020, nella dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'Unione europea relativa al regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, l'Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito il loro forte impegno a favore della promozione e protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani sottolinea la determinazione dell'Unione a rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. Far sì che tutti possano godere dei propri diritti umani è un obiettivo strategico dell'Unione. Il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono valori fondamentali dell'Unione e della sua politica estera e di sicurezza comune.
(3)
Nelle sue conclusioni del 14 novembre 2022, il Consiglio ha espresso preoccupazione per l'effetto sproporzionato che i conflitti armati continuano ad avere sulle donne e sulle ragazze in tutto il mondo, nonché per la prevalenza della violenza sessuale e di genere, ivi compresa la violenza sessuale connessa ai conflitti, offline e online. Il Consiglio si è impegnato a intensificare gli sforzi per prevenire e contrastare tale violenza al fine di garantire la piena assunzione di responsabilità e combattere l'impunità. Inoltre, nelle sue conclusioni del 5 e 6 giugno 2014, il Consiglio ha sottolineato che per combattere ed eliminare tutte le forme di violenza contro le donne sono necessari politiche coordinate a tutti i livelli pertinenti e un approccio globale che punti alle questioni chiave della prevenzione, dello scarso numero di segnalazioni, della protezione, del sostegno alle vittime nonché al perseguimento degli autori di violenze e ad altri interventi. L'uso strategico delle misure restrittive rafforza tale approccio accrescendo la pressione al fine di prevenire ulteriori violazioni e abusi e, in coordinamento con altri strumenti di cui dispone l'Unione in materia di diritti umani, attira l'attenzione su tali violazioni e abusi e sui relativi responsabili.
(4)
In tale contesto, sei persone dovrebbero essere inserite nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi oggetto di misure restrittive di cui all'allegato della decisione (PESC) 2020/1999.
(5)
È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2020/1999,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'allegato della decisione (PESC) 2020/1999 è modificato conformemente all'allegato della presente decisione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
.
Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2023
Per il Consiglio
Il presidente
J. BORRELL FONTELLES
(
1
)
GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 13
.
ALLEGATO
Nell'allegato della decisione (PESC) 2020/1999, nell'elenco delle persone fisiche, sezione A («Persone fisiche»), sono aggiunte le seguenti voci:
Nomi (traslitterazione in caratteri latini)
Nomi
Informazioni identificative
Motivi
Data di inserimento nell'elenco
«57.
Habibullah AGHA
alias
Mawlawi, Maulvi, Hadith, Sheikh
حبیب الله اغا
(grafia pashto)
Carica: ministro talebano dell'Istruzione facente funzione
Data di nascita: 1954 o 1955
Luogo di nascita: Vach Bakhto, Shah Wali Kot, provincia di Kandahar, Afghanistan
Cittadinanza: afghana
Sesso: maschile
Habibullah Agha è stato nominato ministro talebano dell'Istruzione facente funzione nel settembre 2022. In tale veste, ha attuato la politica talebana consistente nell'impedire l'accesso delle ragazze all'istruzione secondaria, prorogando il divieto per le studentesse di partecipare all'istruzione secondaria oltre la 6
a
classe.
Inoltre, Habibullah Agha ha personalmente aggravato le attuali politiche di discriminazione di genere dei talebani ordinando anche la chiusura di centri di istruzione privati e gestiti da ONG, che in precedenza erano serviti come luogo di istruzione per le ragazze. È pertanto personalmente responsabile di violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare l'imposizione di una sistematica oppressione basata sul genere nel settore dell'istruzione. È personalmente responsabile della perdurante violazione del diritto fondamentale delle ragazze afghane all'istruzione secondaria e del diritto alla parità di trattamento tra ragazzi e ragazze nel settore dell'istruzione secondaria, escludendo quindi ulteriormente le ragazze dalla società.
In veste di ministro talebano dell'Istruzione facente funzione, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle ragazze e delle donne all'istruzione e del diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne.
20.7.2023
58.
Abdul Hakim HAQQANI
alias
Mawlawi Sheikh Abdul Hakim Haqqani Ishaqzai;
"Shaikhul Hadis" Maulvi Abdul Hakim "Haqqani"
شیخ الحدیث مولوي عبدالحکیم حقاني
لقضات شیخ عبدالحکیم حقاني
(grafia pashto)
Carica: presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana
Qazi al-Quzzat (giudice supremo)
Data di nascita: 1967
Luogo di nascita: Panjwayi, provincia di Kandahar, Afghanistan
Cittadinanza: afghana
Sesso: maschile
Abdul Hakim Haqqani è l'attuale presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, nominato dalla dirigenza talebana nel 2021. In tale veste, ha di fatto utilizzato il sistema giuridico per attuare l'oppressione basata sul genere nei confronti delle donne escludendo le giudici dal sistema giudiziario afghano e limitando sistematicamente l'accesso delle donne alla giustizia, in violazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne.
Al di là del suo ruolo di presidente talebano facente funzione della Corte suprema, Abdul Hakim Haqqani riveste la funzione di leader ideologico dei talebani. Grazie al suo rapporto personale con il leader talebano Haibatullah Akhundzada, ha esercitato un'influenza politica al fine di definire l'ideologia talebana in materia di oppressione basata sul genere, in particolare emanando orientamenti per l'esclusione sistematica di donne e ragazze dalla vita pubblica in Afghanistan.
In veste di presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle donne di accedere alla giustizia e del diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne.
20.7.2023
59.
Abdul-Hakim SHAREI
alias
Sharae; Sharie; Shara’i
عبدالحکیم شریری
(grafia pashto)
Carica: ministro talebano della Giustizia facente funzione
Titolo: Shaikh-al-Hadith Mawlawi
Data di nascita: 1961
Luogo di nascita: Ayub-Khil, provincia di Khost, Afghanistan
Cittadinanza: afghana
Sesso: maschile
A seguito dell'ascesa al potere dei talebani in Afghanistan, Abdul-Hakim Sharei, in veste di ministro talebano della Giustizia facente funzione, ha avviato uno sforzo concertato per alterare il sistema giudiziario nazionale ai danni delle donne afghane. Ha di fatto ostacolato l'abilitazione di avvocati donna come pure la possibilità per le donne di ricevere rappresentanza legale, e ha rimosso le donne dalle loro posizioni all'interno del sistema giudiziario. Ha altresì impartito l'istruzione di rivedere l'intero quadro giuridico dell'Afghanistan, il che ha terminato l'applicazione della legge sull'eliminazione della violenza contro le donne.
Tali politiche costituiscono uno sforzo concertato volto a sfruttare l'impossibilità di accedere alla giustizia come strumento efficace per promuovere un sistema di oppressione basata sul genere, esponendo donne e ragazze a una situazione di assenza del diritto e impunità, di cui Abdul-Hakim Sharei è direttamente e personalmente responsabile.
In veste di ministro talebano della Giustizia facente funzione, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle donne di accedere alla giustizia e del diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne.
20.7.2023
60.
James Mark NANDO
Carica: Maggiore generale, Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF)
Luogo di nascita: Ezo, contea di Ezo, Equatoria occidentale, Sud Sudan
Indirizzo: Juba, Sud Sudan
Cittadinanza: sud sudanese
Sesso: maschile
James Nando è un alto ufficiale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF), che detiene il grado di Maggiore Generale. Dirige forze nello Stato sud sudanese dell'Equatoria occidentale che hanno perpetrato attacchi diffusi contro la popolazione civile. Le sue forze ricorrono sistematicamente alla violenza sessuale e di genere come mezzo per terrorizzare la popolazione.
In veste di Maggiore Generale, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui violenze sessuali e di genere.
20.7.2023
61.
Mahamat SALLEH Adoum Kette
alias
Mahamet Salleh
Carica: Generale del Fronte popolare per la rinascita della Repubblica centrafricana (FPRC)
Cittadinanza: Repubblica centrafricana
Luogo di nascita: Prefettura di Haute-Kotto, Repubblica centrafricana
Sesso: maschile
In quanto figura di spicco del Fronte popolare per la rinascita della Repubblica centrafricana (FPRC), Mahamat Salleh ha guidato forze nella Repubblica centrafricana che hanno perpetrato attacchi diffusi contro la popolazione civile. Per anni Salleh e le forze sotto il suo controllo hanno commesso ripetutamente reati connessi alla violenza sessuale e di genere su vasta scala, come mezzo per terrorizzare la popolazione civile.
In veste di Generale dell'FPRC, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Repubblica centrafricana, tra cui violenze sessuali e di genere.
20.7.2023
62.
Igor Leonidovich KOLEDA
Iгор Леонiдович КОЛЕДА
(grafia ucraina)
Игорь Леонидович
КОЛЕДА
(grafia russa)
Carica: Comandante della 30
a
Brigata dei fucilieri motorizzati.
Grado: Colonnello
Data di nascita: 11.12.1973
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
Numero identificativo delle forze armate: 540530367155
Igor Leonidovich Koleda è comandante della 30
a
Brigata dei fucilieri motorizzati delle forze armate russe e detiene il grado di Colonnello. La brigata sotto il suo comando ha partecipato all'invasione illegale dell'Ucraina da parte della Russia all'inizio del 2022.
Agli inizi del 2022 i membri della 30
a
Brigata dei fucilieri motorizzati hanno commesso atti di violenza sessuale e di genere contro la popolazione civile ucraina, anche nei confronti di almeno una persona minorenne. Le autorità ucraine hanno identificato un membro della 30
a
Brigata dei fucilieri motorizzati come sospettato di violenza sessuale contro le donne.
La portata e la gravità degli atti di violenza sessuale che si verificano nelle zone ucraine occupate dalla Russia suggeriscono che è stata effettuata una pianificazione sistematica e che i comandanti russi sono a conoscenza delle violenze sessuali perpetrate dal personale militare in Ucraina e in alcuni casi le incoraggiano o addirittura le ordinano.
In veste di comandante della 30
a
Brigata dei fucilieri motorizzati, Igor Koleda è pertanto responsabile di violazioni dei diritti umani in Ucraina, tra cui violenze sessuali e di genere.
20.7.2023».
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