Decisione (UE) 2023/2388 della Commissione, del 10 agosto 2022, relativa all’aiuto di Stato SA.57991 – 2021/C (ex 2021/NN) cui la Danimarca ha dato esecuzione per la compensazione per l’obbligo di servizio universale a favore di Post Danmark A/S per il 2020 notificata con il numero C(2022) 5706
Decisione (UE) 2023/2388 della Commissione, del 10 agosto 2022, relativa all’aiuto di Stato SA.57991 – 2021/C (ex 2021/NN) cui la Danimarca ha dato esecuzione per la compensazione per l’obbligo di servizio universale a favore di Post Danmark A/S per il 2020 [notificata con il numero C(2022) 5706]
EN: Commission Decision (EU) 2023/2388 of 10 August 2022 on the state aid SA.57991 – 2021/C (ex 2021/NN) implemented by Denmark for USO compensation to Post Danmark A/S for 2020 (notified under document C(2022) 5706)
Testo normativo
Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
IT
Serie L
2023/2388
10.10.2023
DECISIONE (UE) 2023/2388 DELLA COMMISSIONE
del 10 agosto 2022
relativa all’aiuto di Stato SA.57991 – 2021/C (ex 2021/NN) cui la Danimarca ha dato esecuzione per la compensazione per l’obbligo di servizio universale a favore di Post Danmark A/S per il 2020
[notificata con il numero C(2022) 5706]
(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
Indice
1.
Procedimento
3
2.
Descrizione dell’aiuto
4
2.1.
Beneficiario
4
2.2.
L’obbligo di servizio universale
5
2.3.
Decisioni precedenti in merito alla compensazione per l’obbligo di servizio universale per Post Danmark
6
2.4.
Bilancio
6
2.5.
Base giuridica
6
2.6.
Durata
7
2.7.
Descrizione delle ragioni che hanno condotto all’avvio del procedimento
7
3.
Osservazioni presentate dagli interessati
7
3.1.
Rispetto della direttiva 2006/111/CE
8
3.2.
Conformità rispetto alla metodologia del costo evitato netto
9
3.2.1.
Dati che alimentano il calcolo del costo evitato netto
9
3.2.2.
Accesso ai dati completi per il calcolo del costo evitato netto
9
3.2.3.
Ipotesi formulate nello scenario controfattuale in relazione alla metodologia del costo evitato netto
9
3.2.4.
Impatto del ridimensionamento sulla quota di mercato
10
3.2.5.
Vantaggi intangibili
10
3.2.6.
L’obbligo di servizio universale costituisce un vantaggio
13
3.2.7.
Entrate derivanti dai francobolli
13
3.2.8.
Presunta doppia computazione
14
3.2.9.
Esercizio di analisi comparativa
14
3.2.10.
Smistamento e consegna a mezzo posta di riviste e articoli analoghi
15
3.3.
Rispetto della direttiva 97/67/CE – diritti esclusivi
15
4.
Osservazioni della Danimarca sulla decisione di avvio
15
4.1.
Legittimità dell’aiuto
15
4.2.
Rispetto della direttiva 2006/111/CE
16
4.2.1.
Descrizione del modo in cui Post Danmark attribuisce i costi
16
4.2.2.
Descrizione del modo in cui Post Danmark attribuisce le entrate
21
4.2.3.
Descrizione del modo in cui Post Danmark tiene una contabilità separata
21
4.2.4.
Descrizione delle modalità di vigilanza sulle prassi contabili di Post Danmark
22
4.2.5.
Conclusione della Danimarca sulla contabilizzazione dei costi
24
4.3.
Conformità rispetto alla metodologia del costo evitato netto
25
4.3.1.
Dati che alimentano il calcolo del costo evitato netto
25
4.3.2.
Ipotesi formulate nello scenario controfattuale in relazione alla metodologia del costo evitato netto
25
4.3.3.
Conclusioni della Danimarca sulla metodologia del costo evitato netto
29
5.
Osservazioni della Danimarca in merito alle osservazioni degli interessati
29
5.1.
Rispetto della direttiva 2006/111/CE
29
5.2.
Conformità rispetto alla metodologia del costo evitato netto
29
5.2.1.
Ipotesi formulate nello scenario controfattuale
30
5.2.2.
Impatto del ridimensionamento sulla quota di mercato
30
5.2.3.
Vantaggi intangibili
31
5.2.4.
L’obbligo di servizio universale costituisce un vantaggio
35
5.2.5.
Entrate derivanti dai francobolli
35
5.2.6.
Presunta doppia computazione
37
5.2.7.
Esercizio di analisi comparativa
37
5.2.8.
Smistamento e consegna a mezzo posta di riviste e articoli analoghi
38
5.3.
Rispetto della direttiva 97/67/CE – diritti esclusivi
38
6.
Valutazione dell’aiuto
38
6.1.
Legalità
38
6.2.
Esistenza di un aiuto
39
6.2.1.
Misura imputabile allo Stato e concessa mediante risorse statali
40
6.2.2.
Misura concessa a un’impresa
40
6.2.3.
Vantaggio
40
6.2.4.
Selettività
41
6.2.5.
Effetto sugli scambi e distorsione della concorrenza
41
6.2.6.
Conclusione in merito all’esistenza di un aiuto
42
6.3.
Compatibilità
42
6.3.1.
Valutazione della compatibilità ai sensi della disciplina dei SIEG del 2012
42
6.3.2.
Conclusione sulla compatibilità
67
6.4.
Conclusioni
67
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 108, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
vista la comunicazione della Commissione «Disciplina dell’Unione europea relativa agli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico»
(
1
)
,
vista la direttiva 97/67/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 1997, concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio
(
2
)
,
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma delle suddette disposizioni
(
3
)
e tenuto conto di dette osservazioni,
considerando quanto segue:
1.
PROCEDIMENTO
(1)
Con lettera del 23 luglio 2021, la Commissione ha informato la Danimarca di aver deciso di avviare il procedimento di cui all’articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) in relazione alla compensazione concessa a Post Danmark per la prestazione del servizio postale universale nel 2020.
(2)
La decisione della Commissione di avviare un procedimento («la decisione di avvio») è stata pubblicata nella
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
(
4
)
. La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni.
(3)
Il 3 agosto 2021 la Danimarca ha presentato osservazioni preliminari unitamente a una richiesta di proroga del termine per la presentazione di osservazioni. Il 1
o
ottobre 2021 sono pervenute le osservazioni finali della Danimarca. Il 25 ottobre 2021 la Danimarca ha integrato le proprie osservazioni finali con ulteriori osservazioni.
(4)
Con lettera del 15 ottobre 2021 la Commissione ha informato il denunciante che la sua denuncia protocollata con il numero SA.55918 (2020/FC) sarebbe stata archiviata e che l’indagine sarebbe proseguita con il numero di caso SA.57991 (2021/C). Con la medesima lettera, la versione non riservata della lettera del 23 luglio 2021 è stata condivisa con il denunciante.
(5)
A seguito di una richiesta di proroga del termine per la presentazione delle osservazioni, il 15 e il 17 dicembre 2021 la Commissione ha ricevuto osservazioni da complessivamente cinque interessati (cfr. considerando 26). Il 22 dicembre 2021 e il 3 gennaio 2022 la Commissione ha trasmesso alla Danimarca le osservazioni presentate da terzi, dopo aver eliminato le informazioni riservate su richiesta di tali parti. Alla Danimarca è stata fornita la possibilità di commentarle. A seguito di una richiesta di proroga del termine, con lettera del 1
o
febbraio 2022 le osservazioni della Danimarca in merito alle osservazioni formulate dagli interessati sono pervenute alla Commissione.
(6)
La Danimarca ha convenuto in via eccezionale di rinunciare ai diritti conferiti ai sensi dell’articolo 342 TFUE, in combinato disposto con l’articolo 3 del regolamento n. 1/1958
(
5
)
e di acconsentire all’adozione e alla notifica in inglese della presente decisione.
2.
DESCRIZIONE DELL’AIUTO
2.1.
Beneficiario
(7)
La fornitura di servizi postali come parte integrante delle prestazioni dello Stato danese risale al 1711. La distribuzione postale a livello nazionale è stata introdotta nel 1865. Fino al 1995 la fornitura di servizi postali in Danimarca è stata di competenza del ministero dei Lavori pubblici.
(8)
Con legge n. 88 dell’8 febbraio 1995
(
6
)
, la Danimarca ha trasferito tutte le attività del servizio postale a Post Danmark, costituita sotto forma di impresa pubblica indipendente («SOV»). Ai sensi della legge danese sui servizi postali
(
7
)
, Post Danmark aveva il monopolio legale per la corrispondenza a livello nazionale e transfrontaliero.
(9)
Il ministro danese dei Trasporti ha costituito Post Danmark A/S come società a responsabilità limitata di proprietà dello Stato ai sensi della legge n. 409 del 6 giugno 2002
(
8
)
. Ai sensi della sezione 4 di tale atto, lo Stato poteva vendere fino al 25 % delle azioni di Post Danmark. Nel 2005 Post Invest SA (amministrata da CVC Capital Partners) ha acquisito il 22 % delle azioni di Post Danmark e il 3 % delle azioni è stato offerto ai dipendenti. Nel 2009 Post Invest SA ha venduto la sua partecipazione nella società nuovamente
(
9
)
alla Danimarca, subito prima della fusione della società
(
10
)
con l’operatore postale svedese Posten AB
(
11
)
. A seguito della fusione, è stata creata PostNord AB.
(10)
L’intenzione alla base della fusione era quella di creare un’impresa più solida e di far fronte alla crescente pressione su uno dei prodotti principali dell’impresa, ossia la distribuzione di corrispondenza. PostNord AB è posseduta in comproprietà da Danimarca (40 %) e Svezia (60 %), mentre i diritti di voto sono condivisi al 50 %. Tale società è a sua volta proprietaria al 100 % di PostNord Group AB («PostNord Group»). La struttura dell’impresa è riportata nella figura 1.
(11)
PostNord Group è attiva principalmente sui mercati svedese, danese, norvegese e finlandese dei servizi postali e fornisce soluzioni di corriere, trasporto merci e logistica nella regione nordica e in Europa.
(12)
Post Danmark è una controllata al 100 % di PostNord Group e opera sui mercati postali danesi, dove offre una serie di servizi postali, quali la consegna di lettere e pacchi, e garantisce il funzionamento di una rete nazionale di uffici postali.
(13)
Da quando il mercato postale danese è stato liberalizzato nel 2011, Post Danmark ha operato in piena concorrenza con altri operatori postali conformemente alla direttiva 97/67/CE. La Danimarca ha affidato a Post Danmark l’obbligo di servizio universale ai sensi della legge danese sui servizi postali
(
13
)
. Post Danmark deve far fronte alla concorrenza in tutti i segmenti, anche nel mercato dei pacchi e nel mercato della distribuzione di giornali e riviste.
2.2.
L’obbligo di servizio universale
(14)
Post Danmark è stata designata fornitore del servizio universale per il 2020 mediante due licenze individuali. La prima licenza riguarda il periodo dal 1
o
gennaio 2020 al 30 giugno 2020 ed è stata rilasciata il 20 dicembre 2019. La seconda licenza, rilasciata il 25 giugno 2020, riguarda il periodo compreso tra il 1
o
luglio 2020 e il 31 dicembre 2020
(
14
)
.
(15)
I termini dell’obbligo di servizio universale sono fissati nella licenza individuale della società rilasciata il 30 maggio 2016
(
15
)
, con scadenza prevista il 31 dicembre 2019 e prorogata dalle due licenze suddette.
(16)
La licenza individuale del 2016 comprende disposizioni relative al livello, alla qualità e ai prezzi del servizio e specifica, ad esempio, che Post Danmark è soggetta a un obbligo di distribuzione per i prodotti oggetto dell’obbligo di servizio universale per almeno 5 giorni lavorativi la settimana:
1)
i prodotti soggetti all’obbligo di distribuzione sono: lettere indirizzate; periodici indirizzati (quotidiani, settimanali e mensili) e altri articoli indirizzati con contenuto stampato standardizzato (ad esempio cataloghi) di peso fino a 2 kg; pacchi indirizzati di peso fino a 20 kg (fatta eccezione per i pacchi B2B
(
16
)
disciplinati da clausole contrattuali); articoli per i non vedenti di peso fino a 7 kg (consegnati senza addebito di spese postali);
2)
i prezzi dei servizi forniti nel contesto dell’obbligo di consegna devono essere basati sui costi, trasparenti e non discriminatori. Solo gli invii unitari devono essere offerti a prezzi uniformi in tutto il paese. Gli invii unitari comprendono lettere e pacchi affrancati non oggetto di un contratto con Post Danmark. L’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie approva il prezzo per le lettere ordinarie nazionali di peso fino a 50 grammi spedite come invio unitario. Post Danmark fissa il prezzo di altri invii postali;
3)
inoltre la Danimarca ha optato per l’imposizione di tariffe uniformi sugli invii unitari a norma dell’articolo 12 della direttiva 97/67/CE;
4)
la prestazione di servizi nel contesto dell’obbligo di servizio universale è soggetta a norme di qualità stabilite nella licenza individuale di Post Danmark ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 97/67/CE. Tali norme di qualità prevedono che il 93 % di tutte le lettere ordinarie spedite e consegnate all’interno del territorio nazionale sia consegnato entro cinque giorni lavorativi e i pacchi entro un giorno. La norma di qualità per la posta espressa transfrontaliera intra-UE prevede che l’85 % di tali invii postali debba essere consegnato entro tre giorni lavorativi dalla presentazione e il 97 % debba essere consegnato entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione. La norma di qualità per le spedizioni indirizzate di periodici, riviste, riviste specialistiche, cataloghi, ecc. è fissato dalla stessa Post Danmark;
5)
al fine di adempiere ai propri obblighi derivanti dell’obbligo di servizio universale, Post Danmark deve mantenere una rete nazionale di punti di servizio postale.
(17)
Per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale per il 2020 si applicano gli stessi requisiti di cui al considerando 16.
2.3.
Decisioni precedenti in merito alla compensazione per l’obbligo di servizio universale per Post Danmark
(18)
La Danimarca ha concesso una compensazione a Post Danmark per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale nel periodo 2017-2019.
(19)
Tale compensazione per l’obbligo di servizio universale è stata approvata con decisione della Commissione SA.47707 del 28 maggio 2018 («la decisione del 2018»)
(
17
)
.
(20)
La decisione del 2018 è stata impugnata da ITD, un’associazione danese di imprese private di trasporto e logistica, e il 5 maggio 2021 il Tribunale ha confermato la decisione della Commissione per quanto concerne la compensazione per l’obbligo di servizio universale
(
18
)
.
2.4.
Bilancio
(21)
Il bilancio per la misura di aiuto è di massimo 225 milioni di DKK (circa 30 milioni di EUR
(
19
)
). Nel gennaio 2020, a partire da tale bilancio, la Danimarca ha già versato circa 112 milioni di DKK, che corrispondono esattamente a 15 milioni di EUR per la prima metà del 2020
(
20
)
e sono finanziati dal bilancio dello Stato danese.
2.5.
Base giuridica
(22)
La base giuridica per la misura è costituita dai seguenti testi giuridici:
1)
le due licenze individuali rilasciate a Post Danmark (considerando 14) che congiuntamente assegnavano l’incarico di adempiere l’obbligo di servizio universale a Post Danmark per tutto il 2020 in conformità alla legge danese sui servizi postali («legge sui servizi postali») e ai termini stabiliti nella licenza individuale del 30 maggio 2016, la cui scadenza era prevista il 31 dicembre 2019, ma che è stata prorogata;
2)
è stato emanato un decreto («akstykke») mediante il quale il ministro dei Trasporti ha chiesto alla commissione finanziaria del parlamento danese di approvare il pagamento dell’importo notificato a Post Danmark quale compensazione per l’obbligo di servizio universale imposto a Post Danmark per il periodo compreso tra il 1
o
gennaio 2020 e il 30 giugno 2020
(
21
)
;
3)
un akstykke mediante il quale il ministro dei Trasporti ha chiesto alla commissione finanziaria del parlamento danese di approvare il pagamento dell’importo notificato a Post Danmark quale compensazione per l’obbligo di servizio universale imposto a Post Danmark per il periodo compreso tra il 1
o
luglio 2020 e il 31 dicembre 2020
(
22
)
;
4)
un primo accordo tra la Danimarca e Post Danmark
(
23
)
è stato firmato il 20 dicembre 2019. Tale accordo stabilisce principi dettagliati per il monitoraggio, il calcolo e la rendicontazione, compreso un meccanismo di controllo ex post al fine di verificare che Post Danmark non abbia ricevuto sovracompensazioni. Detto accordo specifica che la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il periodo compreso tra il 1
o
gennaio 2020 e il 30 giugno 2020 che sarà concessa ai sensi della decisione sui servizi di interesse economico generale (decisione SIEG), ammonta a 15 milioni di EUR e sarà versata entro il 9 gennaio 2020 utilizzando il tasso di cambio del giorno pertinente;
5)
un secondo accordo tra la Danimarca e Post Danmark, datato 25 giugno 2020
(
24
)
. Tale accordo stabilisce principi dettagliati per il monitoraggio, il calcolo e la rendicontazione, compreso un meccanismo di controllo ex post al fine di verificare che Post Danmark non abbia ricevuto sovracompensazioni. Detto accordo specifica che la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il periodo dal 1
o
luglio 2020 al 31 dicembre 2020 ammonta a 112 milioni di DKK e contiene una disposizione secondo cui tale compensazione per il secondo semestre del 2020 è concessa previa approvazione da parte della Commissione.
2.6.
Durata
(23)
La misura di aiuto riguarda l’anno 2020.
2.7.
Descrizione delle ragioni che hanno condotto all’avvio del procedimento
(24)
La Commissione ha deciso di avviare il procedimento di indagine formale poiché nutriva dubbi circa la compatibilità con il mercato interno della compensazione per l’obbligo di servizio universale a favore di Post Danmark per l’anno 2020. La presente decisione si limita alla valutazione della compensazione per l’obbligo di servizio universale del 2020 e non riguarda altre misure distinte
(
25
)
sollevate dagli interessati nelle loro osservazioni sulla decisione di avvio. Alcune osservazioni degli interessati in merito a queste ultime misure sono tuttavia trattate nella presente decisione nella misura in cui sono pertinenti anche ai fini della valutazione della compensazione per l’obbligo di servizio universale del 2020.
(25)
La Commissione ha espresso dubbi in merito agli aspetti seguenti:
1)
la metodologia di attribuzione dei costi e in particolare la contabilità separata, a seguito della relazione della Rigsrevisionen (Corte dei conti danese) del 15 gennaio 2021 (considerando da 101 a 105 della decisione di avvio);
2)
i dati che alimentano la metodologia del costo evitato netto, in quanto essi sono collegati alla metodologia di attribuzione dei costi in merito alla quale la Commissione ha espresso altresì dubbi (cfr. considerando 146 e 147 della decisione di avvio); e
3)
gli effetti di alcune ipotesi formulate sui costi e sulle entrate di Post Danmark nello scenario controfattuale, ossia l’assenza di impatti del ridimensionamento della società (volumi inferiori connessi alla cessazione di taluni servizi nello scenario controfattuale) e la chiusura di un centro di smistamento e di [5-10] piattaforme di distribuzione sui costi unitari di consegna degli invii postali (considerando da 148 a 151 della decisione di avvio).
3.
OSSERVAZIONI PRESENTATE DAGLI INTERESSATI
(26)
Alla Commissione sono pervenute le osservazioni di cinque interessati. Gli interessati sono:
1)
Brancheorganisationen for den danske vejgodstransport («ITD»), un’associazione di imprese private danese per imprese di trasporto e logistica
(
26
)
;
2)
Jørgen Jensen Distribution A/S («JJD»), un’impresa danese che fornisce servizi di trasporto merci con autocarri e rimorchi, compreso il trasporto di pacchi. Questa impresa fornisce altresì servizi di trasporto di merci con ritiro e consegna;
3)
Specialforeningen for Logistik og Distribution («SLD»), un’associazione di categoria danese di cui tutti i membri sono impegnati nella prestazione di servizi di trasporto merci e pallet. Due membri sono specificamente impegnati nella prestazione di servizi di trasporto di pacchi. La metà dei membri di SLD fornisce servizi di trasporto internazionale di merci e logistica;
4)
Danske Medier, un soggetto che rappresenta circa 300 società private di mezzi di comunicazione in Danimarca. I membri di Danske Medier sono distributori di posta/pacchi e alcuni di essi si affidano a Post Danmark per determinati servizi di distribuzione;
5)
una parte anonima denominata «Impresa 1».
3.1.
Rispetto della direttiva 2006/111/CE
(27)
Per quanto concerne i dubbi espressi dalla Commissione nella decisione di avvio in merito alla conformità alla direttiva 2006/111/CE della Commissione
(
27
)
, come richiesto dalla disciplina sui servizi di interesse economico generale (disciplina SIEG), gli interessati hanno formulato diverse osservazioni.
(28)
ITD, l’Impresa 1, JJD e SLD ritengono che la vigilanza esercitata su Post Danmark da parte del ministero dei Trasporti sia stata inadeguata, il che genera incertezza in merito alla correttezza o meno della prassi contabile attuata da Post Danmark.
(29)
I medesimi interessati ritengono che le revisioni annuali dei conti di Post Danmark da parte di revisori esterni dei conti non siano affidabili, in particolare in considerazione del fatto che «
l’autorità di trasporto non ha garantito che il revisore dei conti esamini se Post Danmark abbia
registrato i dati con un sufficiente livello di dettaglio,
nonostante sia tenuta a farlo ai sensi dei regolamenti contabili [
(
28
)
]
» (sottolineatura aggiunta dagli interessati)
(
29
)
.
(30)
ITD, l’Impresa 1 e SLD sostengono che la contabilità relativa ai costi di Post Danmark comporta una sovracompensazione in quanto la prassi contabile interna di Post Danmark prevede che quest’ultima imputi quasi tutti i suoi costi comuni alla contabilità relativa all’obbligo di servizio universale anziché ripartirli adeguatamente tra tale contabilità e quella non relativa a detto obbligo.
(31)
ITD, l’Impresa 1, SLD e JJD ritengono che, dato che la contabilità relativa ai costi di Post Danmark non può essere affidabile, vi è il rischio che quest’ultima riceva una sovracompensazione.
(32)
ITD e l’Impresa 1 ritengono che non sia sufficiente che la Danimarca presenti nuove informazioni per dissipare i dubbi della Commissione, bensì che la Danimarca debba garantire che Post Danmark elimini o sostituisca la «norma della necessità»
(
30
)
contenuta nei suoi «Principi e metodi» (ossia le sue norme contabili interne) con una norma di attribuzione basata sulla suddivisione adeguata dei costi tra la contabilità relativa all’obbligo di servizio universale e quella non relativa a tale obbligo.
(33)
Inoltre ITD e l’Impresa 1 fanno riferimento alla pagina 22 della relazione della Rigsrevisionen, nella quale quest’ultima ha concluso che, a suo avviso, le chiavi di ripartizione dei costi di Post Danmark non sono fondate: «
dall’esame di PwC [del 2014
(
31
)
] è emerso che l’attuazione da parte di Post Danmark dei regolamenti contabili basati sul principio dei costi incrementali significava che la
maggior parte dei costi a tutti i livelli
(vendite, cernita, trasporto e distribuzione)
era stata imputata alla contabilità relativa all’obbligo di servizio universale, anche se i prodotti rientranti nell’obbligo di servizio universale costituivano meno della metà di tutti i prodotti
» (sottolineatura aggiunta da ITD e dall’Impresa 1). Ciò significa, secondo ITD e l’Impresa 1, che i regolamenti contabili (del 2006 e del 2011, cfr. anche il considerando 46 della decisione di avvio) imponevano a Post Danmark di imputare tutti i costi comuni alla contabilità relativa all’obbligo di servizio universale.
(34)
Danske Medier ritiene che l’importo della compensazione per l’obbligo di servizio universale calcolato con la metodologia del costo evitato netto per il 2020 sia troppo elevato in quanto si basa sul metodo di attribuzione incrementale dei costi, che attribuisce tutti i costi necessari per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale nella loro totalità alla contabilità relativa all’obbligo di servizio universale. Tale soggetto ha rilevato che detto metodo aumenta artificiosamente i costi dell’obbligo di servizio universale e che dovrebbe essere modificato affinché i costi comuni siano adeguatamente suddivisi tra la contabilità relativa all’obbligo di servizio universale e quella non relativa a detto obbligo.
(35)
Danske Medier ritiene inoltre che Post Danmark stia utilizzando la compensazione per l’obbligo di servizio universale per coprire le ingenti perdite subite nelle sue attività non rientranti nell’obbligo di servizio universale.
(36)
Infine Danske Medier osserva inoltre che la vigilanza esercitata su PostNord Group è carente a causa della sua struttura societaria asseritamente non trasparente.
3.2.
Conformità rispetto alla metodologia del costo evitato netto
(37)
In generale tutti gli interessati ritengono che il costo evitato netto di 394 milioni di DKK, come indicato nella decisione di avvio, sia troppo elevato e pertanto non escludono la possibilità che anche la compensazione di 225 milioni di DKK sia troppo elevata.
3.2.1.
Dati che alimentano il calcolo del costo evitato netto
(38)
ITD, l’Impresa 1, JJD e SLD osservano che, a loro avviso, la vigilanza carente esercitata su Post Danmark da parte del ministero dei Trasporti ha altresì indotto a credere che non sia certo che Post Danmark abbia registrato tutti i dati ai fini della preparazione dei suoi conti e che ciò metta in discussione tutte le revisioni dei conti precedenti effettuate in relazione a Post Danmark e che, in ragione di tale circostanza, qualsiasi ulteriore riesame esterno condotto da revisori dei conti indipendenti che si sia basato sulle revisioni annuali dei conti di Post Danmark non sia affidabile.
3.2.2.
Accesso ai dati completi per il calcolo del costo evitato netto
(39)
ITD, l’Impresa 1, SLD, JJD e Danske Medier sostengono che l’eliminazione di tutti gli importi che rientrano nel calcolo del costo evitato netto nella decisione di avvio impedisce ai denuncianti di valutare eventuali errori commessi dalle autorità danesi nei loro calcoli e di confrontare lo scenario fattuale e quello controfattuale.
3.2.3.
Ipotesi formulate nello scenario controfattuale in relazione alla metodologia del costo evitato netto
(40)
Con riferimento ai dubbi della Commissione sul fatto che le ipotesi legate al ridimensionamento di Post Danmark e alla chiusura di un centro di smistamento e di una piattaforma di distribuzione non fossero adeguatamente rispecchiate nello scenario controfattuale (considerando 149 e 150 della decisione di avvio), ITD, l’Impresa 1, JJD e SLD ritengono che non sia plausibile presumere che la riduzione del volume delle attività relative alle lettere nello scenario controfattuale non comporti un aumento dei costi unitari di Post Danmark. ITD, l’Impresa 1 e SLD ritengono inoltre che la chiusura di un centro di smistamento e di varie piattaforme di distribuzione nello scenario controfattuale comporterebbe necessariamente costi unitari più elevati nello scenario controfattuale.
(41)
ITD e l’Impresa 1 ritengono che l’impatto dell’interruzione di determinati servizi sui costi nello scenario controfattuale sia sottostimato e che l’impatto sulle entrate sia sovrastimato. Tali interessati fanno riferimento, a tale riguardo, alla distribuzione di lettere e pacchi internazionali, al servizio di distribuzione gratuita per i non vedenti, alla distribuzione di lettere commerciali a livello nazionale e all’intero servizio di distribuzione rientrante negli obblighi di servizio universale attraverso gli uffici postali. Tutti e quattro gli aspetti sono trattati nei considerando da 42 a 45.
3.2.3.1.
Distribuzione di lettere e pacchi internazionali
(42)
ITD, Impresa 1, SLD e JJD osservano che la Danimarca e Post Danmark hanno ipotizzato che la distribuzione di invii postali nello scenario controfattuale si basi in parte sull’accesso a La Poste (la società postale nazionale francese) di proprietà della «rete di DPD» sulla base di un accordo di cooperazione esistente tra DPD e PostNord AB. Tali soggetti rilevano che non si può presumere che i costi di cooperazione di Post Danmark con DPD sarebbero i medesimi nello scenario controfattuale e nello scenario fattuale, poiché nello scenario controfattuale Post Danmark avrebbe un potere contrattuale molto inferiore. Tali soggetti sostengono che ciò significherebbe che i costi di accesso alla rete di DPD sarebbero superiori a quanto ipotizzato da Danimarca e Post Danmark nel loro calcolo del costo evitato netto.
3.2.3.2.
Servizio di distribuzione gratuita ai non vedenti
(43)
ITD e l’Impresa 1 osservano che, nella decisione della Commissione del 2018
(
32
)
, nello scenario controfattuale era stato ipotizzato che Post Danmark avrebbe continuato a erogare il servizio di distribuzione gratuita per i non vedenti. Tali interessati sostengono che tale servizio gratuito dovrebbe comunque essere considerato continuare nello scenario controfattuale ai fini del calcolo della compensazione per l’obbligo di servizio universale del 2020, oltre a comportare costi più elevati di quanto ipotizzato da Danimarca e Post Danmark nel loro calcolo del costo evitato netto.
3.2.3.3.
Distribuzione di lettere commerciali a livello nazionale
(44)
ITD, l’Impresa 1, SLD e JJD osservano che la distribuzione di lettere commerciali a livello nazionale dovrebbe essere sostituita da una distribuzione di lettere commerciali nelle grandi città un giorno la settimana. Tali soggetti ritengono che, poiché è dimostrato che (numerosi) clienti acquistano solo da operatori postali che possono distribuire in tutto il paese, se Post Danmark cessasse la distribuzione di lettere commerciali nelle zone rurali e nelle piccole città, nello scenario controfattuale perderebbe numerosi clienti e otterrebbe quindi entrate inferiori rispetto a quanto ipotizzato da Danimarca e Post Danmark nel loro calcolo del costo evitato netto.
3.2.3.4.
Servizio di distribuzione rientrante nell’obbligo di servizio universale attraverso uffici postali
(45)
ITD e l’Impresa 1 osservano che il servizio di distribuzione rientrante nell’obbligo di servizio universale attraverso «uffici postali» nelle isole minori dovrebbe essere sostituito da una serie limitata di servizi di distribuzione nei «punti di servizio» nello scenario controfattuale, mentre nella decisione della Commissione del 2018 si era ipotizzato che gli «uffici postali» sulle isole minori sarebbero stati chiusi senza sostituzione
(
33
)
. Poiché non sono state addotte motivazioni per non ritenere più valida quest’ultima posizione, ITD e l’Impresa 1 ritengono che gli uffici postali debbano essere chiusi senza sostituzione anche nello scenario controfattuale per il 2020.
3.2.4.
Impatto del ridimensionamento sulla quota di mercato
(46)
ITD, l’Impresa 1 e JJD ritengono che si debba tenere conto del fatto che il ridimensionamento di cui allo scenario controfattuale causerebbe a Post Danmark altresì una perdita di quota di mercato, riducendo così ulteriormente le entrate nello scenario controfattuale rispetto a quanto ipotizzato da Danimarca e Post Danmark nel loro calcolo del costo evitato netto. Tutti e tre gli interessati fanno riferimento a una decisione della Commissione del 19 febbraio 2018 relativa alle Poste ceche, nella quale, a loro avviso, si afferma che il ridimensionamento comporta perdite per i clienti e minori entrate
(
34
)
.
3.2.5.
Vantaggi intangibili
(47)
Tutti gli interessati ritengono che la Commissione avrebbe dovuto tenere conto, nella metodologia del costo evitato netto, di diverse altre categorie di vantaggi intangibili che, secondo loro, non sono state prese in considerazione dalla Danimarca e da Post Danmark nel calcolo del costo evitato netto. I vantaggi intangibili cui si fa riferimento sono descritti nei considerando da 48 a 66.
3.2.5.1.
Ubiquità
(48)
ITD, l’Impresa 1, SLD e JJD osservano che la Commissione ha ritenuto, ai considerando 164 e 165 della decisione di avvio, che non sia necessario includere l’ubiquità come vantaggio intangibile nello scenario fattuale nel calcolo del costo evitato netto. Tali interessati spiegano questa affermazione facendo riferimento alla sentenza nella causa T-561/18
(
35
)
, nel contesto della quale il Tribunale ha stabilito che i distributori di cataloghi, riviste e periodici farebbero ricorso anche a distributori non soggetti all’obbligo di servizio universale.
(49)
ITD e l’Impresa 1 ritengono che tale argomentazione del Tribunale, su cui si è basata la Commissione, sia errata, in quanto non tutti i clienti di Post Danmark sarebbero necessariamente disposti ad acquistare da fornitori non soggetti all’obbligo di servizio universale e numerose autorità di regolamentazione hanno riconosciuto che l’ubiquità costituisce di norma un vantaggio per il fornitore del servizio universale, una circostanza questa che vale nonostante il recente cambiamento delle abitudini di comunicazione dovuto agli sviluppi tecnologici. A sostegno delle loro dichiarazioni, gli interessati fanno riferimento alle relazioni delle autorità di regolamentazione in Belgio (IBPT) del 2014
(
36
)
e in Francia (ARCEP) del 2010
(
37
)
, a una relazione di Frontier Economics preparata per la Commissione nel 2013
(
38
)
, a una relazione del gruppo dei regolatori europei per i servizi postali (ERGP) del 2014
(
39
)
e a uno studio di WIK Consult preparato per la direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI (GROW)
(
40
)
.
(50)
Inoltre SLD ritiene che l’ubiquità costituisca un vantaggio enorme per Post Danmark. Sostiene altresì che numerosi clienti desiderano acquistare soltanto da un fornitore che opera a livello nazionale e che i clienti sono consapevoli del fatto che il fornitore del servizio universale è l’unico in grado di fornire in tutto il paese, il che è particolarmente importante quando si trasferisce in zone nuove. A tale riguardo, SLD fa riferimento alle stesse relazioni dell’ARCEP e di Frontier Economics di cui al considerando 49 e a una relazione dell’ERGP del 2011
(
41
)
.
(51)
JJD ha formulato osservazioni analoghe, asserendo che una copertura a livello nazionale è fondamentale per i clienti del commercio elettronico (tale copertura ha generato quasi il 70 % delle vendite nette di Post Danmark nel 2020
(
42
)
) e che Post Danmark ha numerosi clienti nelle zone rurali.
3.2.5.2.
Reputazione e valore del marchio
(52)
ITD, l’Impresa 1, SLD e JJD sostengono che l’obbligo di servizio universale conferisce a Post Danmark la facoltà di stampare francobolli con la parola «Danmark» e di utilizzare negli uffici postali pubblici il simbolo dorato del corno postale con sovrapposta la corona, il che conferisce ai clienti fiducia nei servizi forniti.
(53)
ITD e l’Impresa 1 ritengono che, sebbene la Commissione sostenga che la reputazione sia legata soltanto alla distribuzione di lettere
(
43
)
, la maggior parte delle autorità nazionali riconosce che la reputazione è legata al fatto di essere un fornitore del servizio universale in quanto tale. Anche SLD sostiene che il valore di incremento del marchio apportato dall’obbligo di servizio universale non sia associato soltanto alla distribuzione di lettere.
(54)
ITD, l’Impresa 1, SLD e JJD sostengono che la possibilità di applicare prezzi più elevati per i servizi postali in ragione del valore del marchio dovrebbe essere presa in considerazione, ma che ciò è stato ignorato dalla Danimarca e da Post Danmark nel calcolo del costo evitato netto.
3.2.5.3.
Cassette postali
(55)
ITD, l’Impresa 1, SLD e JJD sostengono che il diritto di installare cassette postali (rosse) nei locali del settore pubblico a titolo gratuito e il valore di detenere la proprietà di tutte le caselle di posta devono essere presi in considerazione, mentre tale diritto e tale valore sono stati ignorati dalla Danimarca e da Post Danmark nel calcolo del costo evitato netto.
3.2.5.4.
Francobolli
(56)
ITD, l’Impresa 1 e SLD ritengono che l’emissione di francobolli presenti un valore aggiuntivo in quanto simbolo di fiducia, ubiquità e reputazione, oltre ad essere collegato all’accesso a una rete internazionale di fornitori di servizi di trasporto su scala mondiale, di cui si dovrebbe tenere conto.
(57)
A sostegno del loro punto di vista, tali interessati fanno riferimento in particolare alla decisione della Commissione sulle Poste ceche, confermata dal Tribunale nella causa T-316/18: «
[i]l vantaggio derivante dal diritto esclusivo del fornitore di servizi universali di vendere francobolli e altri simboli di valore deriva dal fatto che alcuni francobolli e simboli venduti non vengono mai utilizzati (tra gli altri motivi perché sono tenuti per fini filatelici).
Il valore di tale vantaggio è espresso finanziariamente come somma dei seguenti elementi: i) la stima del valore dei francobolli e dei simboli di valore venduti e inutilizzati; e ii) una stima delle entrate derivanti dalla vendita di francobolli, simboli di valore e altri prodotti analoghi per fini filatelici.
».
(
44
)
(sottolineatura aggiunta dagli interessati).
3.2.5.5.
Economie di scala
(58)
ITD, l’Impresa 1 e JJD osservano che, come risulta da molteplici comunicati stampa
(
45
)
, Post Danmark dispone di economie di scala. Inoltre tali interessati sostengono che diversi studi
(
46
)
dimostrano che il fornitore del servizio universale utilizza la propria rete per la distribuzione di prodotti non rientranti nell’obbligo di servizio universale, il che rappresenta quindi un indiscutibile vantaggio sotto il profilo delle economie di scala che dovrebbe essere incluso nel calcolo del costo evitato netto.
(59)
SLD sostiene che Post Danmark, in veste di fornitore del servizio universale, dispone di economie di scala non soltanto grazie alla possibilità di utilizzare la propria rete dell’obbligo di servizio universale per attività che non rientrano in detto obbligo, ma anche attraverso il suo elevato volume di pacchi.
(60)
Danske Medier ritiene che l’esclusione delle economie di scala derivanti dall’obbligo di servizio universale quale vantaggio immateriale sia errata. Sostiene altresì che Post Danmark beneficia di economie di scala nella sua rete di cernita e distribuzione, nonché attraverso il ricorso a grandi centri di smistamento e a veicoli specifici destinati a tipi specifici di distribuzione.
3.2.5.6.
Potere contrattuale
(61)
SLD sostiene che la quota di mercato di Post Danmark, che le deriva dall’essere il solo fornitore del servizio universale, le conferisce potere contrattuale.
(62)
Secondo ITD, l’Impresa 1, JJD e SLD dalle relazioni
(
47
)
emerge che il governo dà più peso alle opinioni del fornitore del servizio universale quando elabora le politiche.
3.2.5.7.
Effetti pubblicitari
(63)
JJD e SLD sostengono che Post Danmark trae vantaggio dalla possibilità di utilizzare a fini pubblicitari edifici, autovetture e capi di abbigliamento dei lavoratori postali con il proprio logo, mentre i concorrenti devono pagare per tale pubblicità.
3.2.5.8.
Complementarità della domanda
(64)
Con riferimento alla relazione dell’ERGP
(
48
)
, JJD afferma che i fornitori del servizio universale utilizzano la propria rete dedicata all’obbligo di servizio universale per fornire servizi non rientranti in detto obbligo, il che rappresenta un vantaggio considerevole.
3.2.5.9.
Esenzioni in materia di parcheggio/sosta
(65)
ITD, l’Impresa 1 e SLD e JJD sostengono che Post Danmark, in quanto fornitore del servizio universale, è autorizzata a parcheggiare e sostare senza pagare ammende o commissioni di notevole valore nelle città più grandi nelle quali i concorrenti devono pagare invece il parcheggio.
3.2.5.10.
Accesso a registri pubblici e tendenze relative ai clienti/alla domanda
(66)
ITD, l’Impresa 1, JJD e SLD ritengono che il fornitore del servizio universale abbia accesso a informazioni sui clienti e sulla domanda derivanti da registri pubblici che possono essere utilizzate per commercializzare meglio i prodotti postali e quindi acquisire e mantenere clienti
(
49
)
.
3.2.6.
L’obbligo di servizio universale costituisce un vantaggio
(67)
Danske Medier sostiene che Post Danmark riceve un reddito netto dall’obbligo di servizio universale e non dovrebbe pertanto ricevere alcuna sovvenzione.
(68)
Nella stessa ottica, ITD, l’Impresa 1 e SLD ritengono che l’affidamento dell’obbligo di servizio universale costituisca un vantaggio e non uno svantaggio. SLD osserva inoltre che la maggior parte dei fornitori del servizio universale non sarebbe in grado di sopravvivere in assenza dell’obbligo di servizio universale. Sostiene che l’obbligo di servizio universale offre all’operatore enormi vantaggi e che le attività di Post Danmark diventerebbero ancora meno redditizie qualora perdesse l’obbligo di servizio universale. Inoltre JJD ritiene che vi sia un’errata convinzione secondo la quale l’obbligo di servizio universale costituisce uno svantaggio per Post Danmark e che, in realtà, si tratti di un vantaggio netto, in quanto vi sono molteplici vantaggi associati a tale obbligo.
3.2.7.
Entrate derivanti dai francobolli
(69)
ITD, l’Impresa 1, JJD e SLD sostengono che, nello scenario controfattuale, Post Danmark non sarebbe in grado di emettere francobolli. Ritengono pertanto che i suoi servizi sarebbero meno costosi nello scenario controfattuale rispetto a quando sono pagati per la vendita di francobolli nello scenario fattuale e che le entrate nello scenario controfattuale nel calcolo del costo evitato netto per il 2020 sono troppo elevate. Secondo gli interessati, ciò è confermato anche dalla relazione della Rigsrevisionen, secondo cui, stando agli interessati, Post Danmark ha applicato un utile irragionevolmente elevato per le lettere fino a 50 grammi di peso: «
[l]’indagine ha concluso che l’utile per le lettere di peso fino a 50 grammi è aumentato notevolmente nel periodo compreso tra il 2011 e il 2019»
e che «
[s]econdo la Rigsrevisionen, ciò ha fatto sì che l’autorità dei trasporti non disponesse di una base sufficiente per stabilire se gli utili di Post Danmark derivanti dai francobolli per le lettere fossero ragionevoli»
. La figura 2 è stata fornita dagli interessati a sostegno di questo punto.
3.2.8.
Presunta doppia computazione
(70)
ITD e l’Impresa 1 osservano che il fatto che le entrate generate dai pacchi non siano basate sulle entrate derivanti dalla vendita di francobolli significa che la Commissione deve verificare attentamente se non vi sia una doppia computazione, in quanto altre voci nel calcolo del costo evitato netto possono coprire il medesimo servizio designato come «affrancatura».
3.2.9.
Esercizio di analisi comparativa
(71)
ITD, l’Impresa 1 e l’SLD sostengono che le società utilizzate dalle autorità danesi per l’analisi comparativa, ossia Danske Fragtmænd, Posten Norge e Deutsche Post, non sono comparabili a Post Danmark e pertanto l’esercizio di analisi comparativa non giustifica le entrate di Post Danmark nello scenario controfattuale.
(72)
ITD, l’Impresa 1 e l’SLD osservano che tutte e tre le società sono società redditizie con un EBIT (utile al lordo di interessi, imposte e tasse) costantemente positivo per il periodo 2017-2019, mentre Post Danmark ha registrato un EBIT negativo per quel periodo tanto per le sue attività relative all’obbligo di servizio universale quanto per quelle non rientranti in detto obbligo.
(73)
Gli interessati spiegano che, per il 2019, il margine EBIT di Post Danmark era pari al - 4,4 % per l’obbligo di servizio universale e al - 6,9 % per le attività non rientranti in tale obbligo (in totale - 11,3 %). Gli interessati proseguono affermando che sembra improbabile che il ridimensionamento di Post Danmark nello scenario controfattuale per il 2020 possa eliminare un margine EBIT negativo totale dell’11,3 % e persino garantire una generazione di utili pari al 3,8 %
(
51
)
. Secondo gli interessati, ciò non è plausibile per una società che registra costantemente perdite.
(74)
ITD e l’Impresa 1 rilevano inoltre le due differenze seguenti tra Post Danmark e le società selezionate che le escludono come confronti adeguati per l’esercizio di analisi comparativa.
(75)
Deutsche Post non è paragonabile a Post Danmark perché, nel 2019, solo il 24 % delle entrate di Deutsche Post proveniva da servizi di consegna di lettere e pacchi nazionali, mentre il 70 % delle entrate di Deutsche Post derivava da attività al di fuori della Germania. Di conseguenza l’attività principale di Deutsche Post non è rappresentata dalle lettere e dai pacchi, bensì dai servizi logistici e di trasporto merci. Inoltre il segmento Express di Deutsche Post, non soggetto ad obbligo di servizio universale, è redditizio, mentre le attività non rientranti nell’obbligo di servizio universale svolte da Post Danmark non sono redditizie.
(76)
Posten Norge non è paragonabile a Post Danmark poiché Posten Norge è anch’essa innanzitutto una società logistica, dato che il suo segmento della consegna di lettere e pacchi rappresenta soltanto il 31 % delle sue entrate, mentre la maggior parte delle sue entrate proviene dal suo segmento logistico.
3.2.10.
Smistamento e consegna a mezzo posta di riviste e articoli analoghi
(77)
Danske Medier sostiene che il servizio di smistamento e consegna a mezzo posta di riviste e articoli analoghi («Sorteret Magasinpost») sia offerto a prezzi inferiori a 3,50 DKK (0,45 EUR) secondo il listino prezzi ufficiale. Tale interessato asserisce che prezzi a tale livello sono in perdita e che uno sconto così elevato dovrebbe essere incompatibile con le disposizioni relative all’obbligo di servizio universale, in quanto Post Danmark dovrebbe aumentare i suoi prezzi a un livello tale da evitare perdite.
3.3.
Rispetto della direttiva 97/67/CE – diritti esclusivi
(78)
Secondo ITD, l’Impresa 1 e SLD, Post Danmark ha il diritto esclusivo di emettere e conservare le entrate derivanti dalla vendita di francobolli. Il diritto esclusivo deriverebbe, a loro avviso, dalla convenzione sull’Unione postale universale («UPU»)
(
52
)
, che all’articolo 6, secondo comma, punto 1, stabilisce quanto segue: «
[f]rancobolli: sono rilasciati e messi in circolazione esclusivamente sotto la responsabilità dell’autorità del paese o territorio membro, in conformità degli atti dell’Unione
». Gli interessati sostengono che tali diritti esclusivi comportano aiuti di Stato illegali e incompatibili a favore di Post Danmark.
4.
OSSERVAZIONI DELLA DANIMARCA SULLA DECISIONE DI AVVIO
4.1.
Legittimità dell’aiuto
(79)
La Danimarca ribadisce la propria posizione secondo cui la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il primo semestre del 2020 è compatibile ai sensi della decisione SIEG nel momento in cui è stata concessa il 20 dicembre 2019. Le autorità danesi spiegano che, quando la Danimarca ha concesso l’aiuto, non vi era alcuna volontà politica di finanziare l’obbligo di servizio universale utilizzando il bilancio dello Stato dopo il 30 giugno 2020. Sono state prese in considerazione varie alternative per il futuro dell’obbligo di servizio universale in Danimarca, tra cui modelli nel contesto dei quali l’obbligo di servizio universale sarebbe stato modificato in modo significativo (per includere un numero inferiore di servizi). In ragione della mancanza di consenso politico, a Post Danmark è stata concessa una compensazione per l’obbligo di servizio universale pari a 15 milioni di EUR (circa 112 milioni di DKK) solo per il primo semestre del 2020. Tale compensazione è stata versata a Post Danmark il 6 gennaio 2020.
(80)
Secondo la Danimarca, da quanto precede risulta che, al 20 dicembre 2019, non vi erano indicazioni secondo cui sarebbero state necessarie maggiori compensazioni per l’obbligo di servizio universale per il secondo semestre del 2020. Quando la Danimarca ha ritenuto necessaria una maggiore compensazione per il 2020, si è resa conto che il massimale di 15 milioni di EUR previsto dalla decisione SIEG sarebbe stato superato e ha pertanto deciso di notificare la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il 2020 ai sensi della disciplina SIEG.
(81)
La Danimarca spiega inoltre che l’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della decisione SIEG fa riferimento alla compensazione già concessa:
«[l]a presente decisione si applica agli aiuti di
Stato
concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico ad imprese incaricate di servizi di interesse economico generale di cui all’articolo 106, paragrafo 2, del trattato, che rientrano in una delle seguenti categorie:
a)
compensazioni di importo annuo inferiore a 15 milioni di EUR per la prestazione di servizi di interesse economico generale in settori diversi da quello dei trasporti e delle relative infrastrutture;
[...]»
(sottolineatura aggiunta dalla Danimarca).
(82)
Al momento della notifica e fino all’approvazione da parte della Commissione di una maggiore compensazione per il 2020, la Danimarca osserva che sono stati concessi solo 15 milioni di EUR (il 20 dicembre 2019) e che tale importo non supera il massimale di 15 milioni di EUR di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della decisione SIEG. Inoltre la Danimarca osserva che l’approvazione della Commissione che copre anche il secondo semestre del 2020 non sarebbe sufficiente per considerare la compensazione concessa, in quanto la Danimarca dovrebbe comunque ancora attuare tale compensazione. Di conseguenza, finché la Danimarca non avrà attuato una maggiore compensazione per il 2020 (e quindi superiore a 15 milioni di EUR), la compensazione per il primo semestre del 2020 dovrebbe essere considerata legittima.
(83)
A tale riguardo le autorità danesi rilevano un presunto paradosso nella decisione di avvio. La Danimarca spiega che, se la Commissione approvasse la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il 2020, tale compensazione per il primo semestre del 2020 sarebbe illegittima, ma compatibile; tuttavia, se la Commissione dovesse concludere che la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il 2020 era interamente incompatibile, tale compensazione per il primo semestre del 2020 sarebbe legittima, poiché in tale scenario la soglia di cui alla decisione SIEG non sarebbe superata.
(84)
La Danimarca ritiene che, poiché il periodo dal 1
o
gennaio 2020 al 30 giugno 2020 sarà valutato anch’esso ai sensi della disciplina SIEG, non vi è alcun rischio che le prescrizioni per i due periodi siano diversi (nota 35 della decisione di avvio). Inoltre la Danimarca osserva che la base giuridica e le disposizioni che disciplinano la compensazione per l’obbligo di servizio universale per Post Danmark sono identiche in entrambi i periodi.
(85)
Ne consegue, secondo le autorità danesi, che, anche se la Commissione ritenesse che la concessione di una compensazione a Post Danmark per il primo semestre del 2020 sarebbe considerata illegittima al momento della concessione della compensazione per il secondo semestre del 2020, ciò non implica che, al momento dell’adozione della decisione di avvio, la compensazione per l’obbligo di servizio universale concessa a Post Danmark per il primo semestre del 2020 fosse illegittima. La compensazione per l’obbligo di servizio universale per il secondo semestre del 2020 sarà concessa al momento dell’adozione della decisione finale della Commissione, poiché l’accordo tra la Danimarca e Post Danmark comprende una compensazione subordinata all’approvazione della Commissione. Di conseguenza le autorità danesi ritengono che la compensazione notificata per l’obbligo di servizio universale per il primo e il secondo semestre del 2020 possa essere dichiarata compatibile ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE e della disciplina SIEG e, poiché la compensazione per il secondo semestre del 2020 sarà concessa soltanto nel momento indicato, la questione dell’illegittimità della compensazione già concessa per il primo semestre del 2020 non si porrà.
4.2.
Rispetto della direttiva 2006/111/CE
(86)
Per affrontare i dubbi della Commissione in merito al rispetto della direttiva 2006/111/CE, come espresso nei considerando da 101 a 104 della decisione di avvio, la Danimarca ha spiegato in che modo Post Danmark attribuisce i suoi costi e le sue entrate, le modalità con cui tiene una contabilità separata e le modalità di vigilanza su detta contabilità.
4.2.1.
Descrizione del modo in cui Post Danmark attribuisce i costi
(87)
La Danimarca spiega che il punto di partenza per la contabilizzazione dei costi di Post Danmark è garantire il rispetto del regolamento contabile
(
53
)
, che recepisce l’articolo 14 della direttiva 97/67/CE. In linea con la sezione 5, primo comma, del regolamento contabile, nel 2015 Post Danmark ha preparato una «Descrizione delle metodologie e dei principi applicabili per l’attribuzione dei costi e la preparazione della contabilità regolatoria separata» («la descrizione del 2015»), approvata dall’autorità per l’aviazione civile e le ferrovie in linea con la sezione 6, secondo comma, del regolamento contabile
(
54
)
.
(88)
Sulla base della descrizione del 2015, Post Danmark ha attuato tanto un’attribuzione dei costi quanto una categorizzazione di tali costi, come spiegato in appresso. Post Danmark attribuisce e classifica contemporaneamente i costi nel contesto di processi paralleli.
(89)
Post Danmark attribuisce tutti i costi e tutte le entrate fino al livello di EBIT ai vari prodotti (ossia ai servizi/prodotti che offre quali pacchi o lettere, cfr. anche esempio di cui al considerando 92). I costi e le entrate sono desunti dal conto economico nel sistema informatico SAP
(
55
)
di Post Danmark. Il sistema di contabilità dei costi comprende tutte le unità organizzative di Post Danmark, comprese tutte le controllate di Post Danmark A/S.
(90)
Come si può vedere nella
figura 3
, la metodologia di determinazione dei costi per attività («ABC») è utilizzata per attribuire i costi operativi principali ai vari prodotti o servizi nella contabilità regolatoria (ossia i conti di Post Danmark preparati per fini regolamentari) sulla base di un’analisi dell’origine dei costi.
(91)
La Danimarca spiega che i costi relativi all’obbligo di servizio universale e i costi non relativi a tale obbligo sono ripartiti sulla base della metodologia della determinazione dei costi per attività. A titolo di esempio, i costi di infrastruttura sono attribuiti anche ai prodotti non rientranti nell’obbligo di servizio universale se i prodotti che rientrano nell’obbligo di servizio universale e quelli che non vi rientrano condividono la medesima infrastruttura.
(92)
Un esempio di come i costi sono attribuiti a prodotti o servizi è il processo di cernita dei pacchi che consiste in sei
attività
(raccolta smistata mediante macchina di pacchi di produzione; distribuzione smistata mediante macchina dei pacchi di produzione; esportazione di pacchi; importazione di pacchi; arrivo e partenza di pacchi di produzione; e produzione, codifica video). Per queste sei attività vengono sostenuti costi di personale (ossia
un pool di costi
). Esistono [90-100] codici di registrazione dei tempi disponibili per attribuire i costi del personale alle attività (ossia ai
fattori che richiedono risorse
). Un esempio di fattore che richiede risorse è il codice di registrazione dei tempi «
78720 Produktion MS Pakker
», che attribuisce i costi del personale alle attività «raccolta smistata mediante macchina di pacchi di produzione» e «raccolta distribuita di pacchi di produzione». Oltre al personale, tali attività possono attingere risorse anche da altri pool di costi, ad esempio impianti, attrezzature ed edifici. La fase finale del processo consiste nell’attribuire il costo di un’attività all’oggetto di costo (ossia il prodotto, che può essere costituito da pacchi, lettere, ecc.). Ciò avviene attraverso i
fattori di costo.
Esempi di fattori di costo sono le quantità o il numero di visite.
(93)
I costi che non sono imputati secondo la metodologia della determinazione dei costi per attività (ossia i costi che non sono costi sostenuti nei processi principali e sono stati etichettati come «altri costi operativi» e «altri costi») sono attribuiti rispettivamente sulla base di un’analisi diretta e del risultato della metodologia di determinazione dei costi per attività (cfr.
figura 4
). I costi operativi non principali sono ad esempio l’informatica e il centro assistenza clienti. L’analisi diretta è paragonabile alla metodologia di determinazione dei costi per attività e significa attribuire i costi comuni ai prodotti sulla base ad esempio del tempo impiegato dal personale del centro assistenza clienti per una domanda su un prodotto specifico.
(94)
Oltre ai meccanismi di ripartizione dei costi, i costi sono classificati anche come costi incrementali
(
57
)
, costi comuni attribuibili e costi comuni non attribuibili nella contabilità regolatoria.
(95)
Le tre categorie di costi di cui sopra sono definite come segue:
1)
se il costo fa riferimento a un solo prodotto, è classificato come incrementale. Ad esempio il costo delle fatture relative alle spese terminali per le lettere transfrontaliere in uscita è assegnato direttamente e integralmente alle lettere transfrontaliere in uscita. Sia i costi attribuiti in questo modo ai prodotti rientranti nell’obbligo di servizio universale sia quelli attribuiti a prodotti non rientranti in tale obbligo possono essere classificati come costi incrementali;
2)
i costi che non cesseranno di esistere in caso di soppressione di un singolo servizio, ma che sono attribuibili a un gruppo di due o più servizi e che vengono distribuiti a tali servizi sulla base di un’analisi diretta, sono classificati come costi comuni attribuibili. Ad esempio i costi relativi all’informatica e al centro assistenza clienti di Post Danmark sono attribuiti ai vari prodotti come costi comuni attribuibili sulla base di un’analisi diretta, ad esempio del tempo impiegato dal personale in relazione a ciascun prodotto. Sia i costi attribuiti in questo modo ai prodotti rientranti nell’obbligo di servizio universale sia quelli attribuiti a prodotti non rientranti in tale obbligo possono essere classificati come costi comuni attribuibili;
3)
altri costi amministrativi relativi a funzioni di sostegno, ad esempio risorse umane, finanze e affari legali, per i quali non è possibile attribuire i costi sulla base di un’analisi diretta (attraverso la metodologia della determinazione dei costi per attività o mediante un’analisi diretta) a un servizio o a un gruppo di servizi, sono attribuiti ai vari prodotti come costi comuni non attribuibili utilizzando il rapporto risultante dall’analisi della determinazione dei costi per attività (cfr. le caselle arancioni di cui alla figura 4). Sia i costi attribuiti in questo modo ai prodotti rientranti nell’obbligo di servizio universale sia quelli attribuiti a prodotti non rientranti in tale obbligo possono essere classificati come costi comuni non attribuibili.
(96)
La Danimarca spiega che la figura 4 va letta come segue: utilizzando la metodologia della determinazione dei costi per attività Post Danmark stabilisce l’attribuzione delle risorse per uno o più prodotti mediante un’analisi diretta. Se i costi in questione sono attribuiti a un prodotto sulla base del fattore di costo (considerando 92), i costi sono classificati come costi incrementali (freccia superiore in blu). Se i costi in questione sono attribuiti a più di un prodotto, i costi sono classificati come costi comuni attribuibili (freccia inferiore in blu).
(97)
La Danimarca ha fornito un esempio
(
58
)
nella
figura 5
per illustrare come Post Danmark classifica i costi di trasporto dei pacchi indirizzati da un privato a un altro privato (C2C) e dei pacchi indirizzati da un’impresa a un’impresa (B2B). Il C2C rientra nell’obbligo di servizio universale mentre il B2B no. I costi presi in considerazione sono i costi di trasporto, compresi il pagamento al conducente, l’ammortamento del veicolo e il consumo di carburante. Per ogni fase del processo, i costi sono classificati in modo analogo. Cfr. un altro esempio al considerando 98. Per entrambi gli esempi, i dati riportati sono illustrativi.
(98)
L’esempio della
figura 6
riguarda la distribuzione di lettere indirizzate di peso fino a 2 kg e di pacchi indirizzati per conto di imprese destinati a imprese (B2B). Le lettere indirizzate sono incluse nell’obbligo di servizio universale mentre i pacchi B2B no.
(99)
Dai due esempi di cui sopra risulta che tutti i prodotti sottoposti a un processo specifico sono attribuiti loro in proporzione all’uso delle risorse utilizzate dai prodotti
(
61
)
.
Riesame della metodologia di contabilizzazione dei costi di Post Danmark
(100)
La Danimarca sostiene inoltre che nel maggio del 2021 il ministero danese dei Trasporti ha incaricato la società di revisione dei conti Deloitte di riesaminare la metodologia di contabilizzazione dei costi di Post Danmark. Post Danmark è stata l’oggetto principale di tale riesame. Inoltre Deloitte ha esaminato la fatturazione tra Post Danmark e PostNord Logistics
(
62
)
. Ai fini di tale riesame Deloitte ha avuto accesso alla contabilità regolatoria e alla documentazione sottostante di Post Danmark e PostNord Logistics. Deloitte ha inoltre formulato domande a entrambe le società.
(101)
Deloitte ha presentato le proprie conclusioni il 30 agosto 2021
(
63
)
:
1)
Post Danmark descrive in modo esauriente i principi e i metodi, nonché i sistemi di registrazione, che servono da base per il calcolo dei costi e la loro ripartizione tra servizi universali e servizi non universali;
2)
Post Danmark attribuisce i costi direttamente alle singole attività, ad esempio utilizzando i tempi registrati. I costi comuni sono attribuiti utilizzando chiavi di ripartizione;
3)
le operazioni commerciali tra controllate di PostNord Group, quali Post Danmark e PostNord Logistics, si basano sui medesimi principi applicati agli usi di Post Danmark, ossia la registrazione dei tempi, le tariffe orarie e le chiavi di ripartizione.
(102)
Nel corso del suo riesame, Deloitte non ha riscontrato nulla che indichi che i principi contabili seguiti da Post Danmark non siano in linea con il regolamento contabile applicabile e con i principi contabili generalmente accettati.
4.2.2.
Descrizione del modo in cui Post Danmark attribuisce le entrate
(103)
L’ammontare delle entrate da attribuire è stabilito a partire dal conto economico in SAP. La maggior parte delle entrate corrisponde alle vendite dirette registrate nel sistema di fatturazione di Post Danmark e può quindi essere attribuita direttamente ai prodotti e ai servizi finali. Le entrate che non corrispondono alle vendite dirette e, pertanto, non rientrano nel sistema di fatturazione di Post Danmark, sono ripartite sulla base di studi
(
64
)
. Tali studi garantiscono l’esistenza di un nesso di causalità tra le entrate registrate e i prodotti e servizi che hanno generato tali entrate.
4.2.3.
Descrizione del modo in cui Post Danmark tiene una contabilità separata
(104)
La Danimarca ha spiegato che la contabilità regolatoria separata è preparata da Post Danmark conformemente al regolamento contabile applicabile, che impone a quest’ultima di separare i propri conti conformemente alla direttiva 2006/111/CE. La Danimarca sostiene inoltre che il regolamento contabile rispetta l’articolo 14, paragrafo 3, della direttiva 97/67/CE e che i conti di Post Danmark si basano fondamentalmente su un principio di causalità, obiettività, trasparenza e coerenza.
(105)
La contabilità regolatoria presenta la contabilità per ciascun servizio che rientra nell’obbligo di servizio universale e per ciascun servizio che non fa parte dell’obbligo di servizio universale, in linea con la sezione 5, sesto comma, del regolamento contabile. La contabilità regolatoria separata comprende il fatturato netto, i costi incrementali, il risultato dopo i costi incrementali, i costi comuni attribuibili, il risultato dopo i costi comuni attribuibili, i costi comuni non attribuibili e il risultato dell’EBIT.
(106)
Secondo la Danimarca, ai servizi non rientranti nell’obbligo di servizio universale è stata attribuita una quota adeguata dei costi incrementali, dei costi comuni attribuibili e dei costi comuni non attribuibili. La quota dei costi attribuiti tanto per i servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale quanto per quelli che non vi rientrano è in particolare in linea con il fatturato generato dalle rispettive categorie di servizi. La
tabella 1
riporta i dati totali della contabilità regolatoria per il 2020 relativi ai servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale e a quelli che non vi rientrano.
Tabella 1
Dati totali della contabilità regolatoria per il 2020
Milioni di DKK
Servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale
Servizi non rientranti nell’obbligo di servizio universale
Fatturato totale
3 774
(
*1
)
1 610
Costi accessori
[…]
[…]
Costi comuni attribuibili
[…]
[…]
Costi comuni non attribuibili
[…]
[…]
Risultato (EBIT)
-10
-16
4.2.4.
Descrizione delle modalità di vigilanza sulle prassi contabili di Post Danmark
4.2.4.1.
Vigilanza
(107)
Le metodologie e i principi di contabilizzazione dei costi di Post Danmark ai fini dell’attribuzione dei costi e della preparazione della contabilità regolatoria separata sono stati approvati dall’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie (cfr. considerando 87, che è la stessa autorità che verifica se Post Danmark rispetta il regolamento contabile (attualmente quello del 2014). Inoltre un contabile autorizzato dallo Stato verifica ogni anno se la contabilità regolatoria separata è redatta in linea con lo stesso regolamento contabile
(
65
)
.
4.2.4.2.
Valutazione da parte della Rigsrevisionen dell’adeguatezza della vigilanza
(108)
Su richiesta del comitato danese per i conti pubblici («Statsrevisorerne»)
(
66
)
, la Rigsrevisionen ha svolto un’indagine sulla vigilanza esercitata sulle prassi contabili attuate da Post Danmark. Il 15 gennaio 2021 la Rigsrevisionen ha pubblicato le proprie conclusioni in una relazione pubblicata sul proprio sito Internet.
(109)
Lo stesso giorno della pubblicazione della relazione della Rigsrevisionen, lo Statsrevisorerne ha pubblicato la propria valutazione di tale relazione
(
67
)
.
(110)
Lo Statsrevisorerne ha preso atto dei punti principali elencati nella relazione:
1)
l’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie basa parte della propria vigilanza sulla prassi contabile di Post Danmark sui pareri del revisore esterno dei conti di Post Danmark, ma l’autorità non ha richiesto un determinato livello di affidabilità nei pareri
(
68
)
;
2)
contrariamente ai requisiti di cui al regolamento contabile, l’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie non ha garantito che il revisore esterno dei conti esaminasse se la registrazione dei dati da parte di Post Danmark era sufficientemente dettagliata;
3)
l’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie non disponeva di una base sufficiente per valutare se il livello dei margini di Post Danmark in merito agli invii unitari di lettere fosse ragionevole. L’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie non disponeva di una procedura scritta per approvare il prezzo di Post Danmark per gli invii unitari di lettere e non ha stabilito criteri oggettivi per ciò che detta autorità ritiene costituire un margine di utile ragionevole;
4)
una relazione di PwC del 2014
(
69
)
ha mostrato che, per il 2013, la maggior parte dei costi di Post Danmark è stata attribuita a prodotti che rientrano nell’adempimento dell’obbligo di servizio universale, anche se i prodotti rientranti in tale obbligo costituivano meno della metà dei prodotti totali.
(111)
Lo Statsrevisorerne ha formulato le seguenti raccomandazioni:
1)
la vigilanza sulla prassi contabile seguita da Post Danmark svolta dal ministero dei Trasporti nel periodo 2011-2019 non è stato del tutto adeguata;
2)
il ministero dei Trasporti non ha chiesto in misura sufficiente informazioni sulla conformità alla normativa dell’attribuzione dei costi comuni e della fissazione dei prezzi da parte di Post Danmark oppure sulla base per il respingimento delle asserzioni relative alle sovvenzioni incrociate;
3)
una conseguenza consiste, tra l’altro, nel fatto che vi possono essere dubbi circa la correttezza della prassi contabile adottata da Post Danmark. Lo Statsrevisorerne incoraggia pertanto il ministero dei Trasporti a rafforzare la vigilanza su Post Danmark.
4.2.4.3.
Seguito dato dal ministro dei Trasporti alle risultanze cui sono giunti lo Statsrevisorerne e la Rigsrevisionen
(112)
La Danimarca spiega che l’11 febbraio 2021 il ministro dei Trasporti ha risposto allo Statsrevisorerne a fronte di contributi ricevuti da Post Danmark e KPMG (società di revisione dei conti di Post Danmark dal 2013) e di PwC. In tale risposta, il ministro osserva che la relazione della Rigsrevisionen conclude innanzitutto che il ministero dei Trasporti ha vigilato sui settori che la legge impone di sottoporre a vigilanza.
(113)
Inoltre il ministro corregge una conclusione errata, secondo la Danimarca, secondo cui la relazione di PwC del 2014 avrebbe indicato che la maggior parte dei costi era stata attribuita a prodotti rientranti nell’obbligo di servizio universale, anche se tali prodotti costituivano meno della metà dei prodotti totali:
1)
secondo la Danimarca, la relazione di PwC non conteneva informazioni in merito, rispettivamente, al numero totale di articoli rientranti e non rientranti nell’obbligo di servizio universale. Già solo per questo motivo, l’affermazione contenuta nella relazione della Rigsrevisionen (considerando 33) è di fatto errata;
2)
inoltre, secondo la Danimarca, dato che i prodotti sono diversi in termini di caratteristiche, esigenze di servizio e proprietà fisiche, e possono essere sottoposti a processi operativi diversi, il numero di articoli rientranti e non rientranti nell’obbligo di servizio universale non sarebbe comunque un parametro adeguato per valutare se l’attribuzione dei costi sia adeguata. I diversi tipi di elementi non generano i medesimi costi nella catena di produzione
(
70
)
;
3)
infine dalla contabilità regolatoria di Post Danmark
(
71
)
emerge ad esempio per il 2020 che le attività soggette all’obbligo di servizio universale ammontavano al 70 % delle attività, calcolate sulla base del fatturato. Analogamente le attività relative all’obbligo di servizio universale hanno sostenuto il 70 % dei costi.
(114)
Il ministro spiega che dal riesame svolto da PwC è emerso che l’attribuzione dei costi da parte di Post Danmark era ragionevole, sana e conforme alle disposizioni normative.
(115)
Il ministro prende tuttavia atto, sotto alcuni aspetti, dell’insufficiente vigilanza esercitata sulla prassi contabile seguita da Post Danmark e, a partire dall’esercizio contabile 2020, richiede quanto segue:
1)
di convenire formalmente con la società esterna di revisione dei conti, KPMG, che le relazioni di revisione relative ai conti annuali saranno fornite con un elevato livello di affidabilità, come è avvenuto per le relazioni per gli esercizi finanziari 2014-2019;
2)
di esigere che la società esterna di revisione dei conti di Post Danmark dichiari inequivocabilmente, nella propria conclusione, che il revisore dei conti ha verificato se la registrazione dei dati di Post Danmark è sufficientemente dettagliata. Il ministro rileva che, al fine di emettere un parere con un livello elevato di affidabilità, occorre effettuare l’esame della registrazione dei dati e, pertanto, tale esame è stato effettivamente svolto per il periodo 2014-2019 durante il quale sono stati emessi pareri con il livello di affidabilità necessario
(
72
)
, anche se ciò non era formalmente richiesto dall’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie
(
73
)
. Il fatto che la società esterna di revisione dei conti di Post Danmark abbia già dovuto trarre conclusioni sulla completezza e sull’esattezza dei dati utilizzati per la contabilità regolatoria si evince dalla sezione 3 del regolamento contabile, che recita: «
Post Danmark garantirà una registrazione dei dati sufficientemente dettagliata affinché i sistemi contabili e statistici di Post Danmark possano in qualsiasi momento costituire la base per i rendiconti finanziari dei prodotti di cui all’articolo 4
». Il rispetto della sezione 3 è un prerequisito fondamentale per la contabilità regolatoria separata di cui alla sezione 4 del regolamento contabile, che, a sua volta, deve essere conforme alle politiche e ai metodi di cui alla sezione 5 del regolamento contabile. Pubblicare una relazione del revisore dei conti sulla conformità di Post Danmark rispetto alla sezione 5, dal primo al terzo comma, del regolamento contabile significa anche indirettamente verificare le registrazioni dei dati che costituiscono la base della contabilità regolatoria;
3)
di imporre all’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie di elaborare procedure e orientamenti per ottenere una base migliore per la valutazione dell’equità o meno degli utili di Post Danmark derivanti dall’affrancatura di lettere di peso fino a 50 grammi. Nel maggio del 2021 l’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie ha effettivamente istituito una procedura interna scritta che approva il prezzo delle lettere ordinarie nazionali spedite individualmente con affrancatura del peso massimo di 50 grammi. Si tratta dell’unico prodotto soggetto a regolamentazione dei prezzi.
4.2.4.4.
Conclusioni della Rigsrevisionen a seguito della reazione del ministro dei Trasporti
(116)
Il 5 marzo 2021 la Rigsrevisionen ha pubblicato una nota di valutazione della risposta del ministro dei Trasporti dell’11 febbraio 2021
(
74
)
. In tale nota la Rigsrevisionen conclude che:
1)
le misure adottate dal ministro dei Trasporti per quanto riguarda il grado di affidabilità del parere del revisore esterno dei conti e l’obbligo per quest’ultimo di trarre conclusioni esplicite sulla registrazione dei dati sono adeguate e possono rafforzare la vigilanza esercitata sulla prassi contabile di Post Danmark. La Rigsrevisionen ha pertanto concluso che tale parte dell’indagine è stata chiusa;
2)
continuerà a osservare e a riferire allo Statsrevisorerne in merito alle procedure di approvazione della fissazione dei prezzi di Post Danmark e alle iniziative adottate dal ministro dei Trasporti per garantire che, in eventuali casi futuri di dubbio, la vigilanza garantirà che Post Danmark rispetti la legislazione applicabile.
4.2.5.
Conclusione della Danimarca sulla contabilizzazione dei costi
(117)
Di conseguenza, tenendo conto delle modifiche apportate alla vigilanza che si applicheranno a partire dal 2020 e dei metodi effettivi di attribuzione dei costi applicati da Post Danmark, la Danimarca sostiene che la Commissione può basare la propria valutazione della conformità della prassi contabile di Post Danmark rispetto alla direttiva 97/67/CE, alla direttiva 2006/111/CE e alla disciplina SIEG sulla vigilanza regolamentare e sul riesame annuale da parte dei revisori indipendenti dei conti.
4.3.
Conformità rispetto alla metodologia del costo evitato netto
4.3.1.
Dati che alimentano il calcolo del costo evitato netto
(118)
Secondo la Danimarca, la Rigsrevisionen osserva che al revisore esterno dei conti non è stato esplicitamente chiesto di verificare la registrazione dei dati. Tuttavia, come spiegato al considerando 115, punto 2, il revisore esterno dei conti di Post Danmark (KPMG) ha verificato l’effettiva registrazione dei dati all’atto della revisione dei conti di Post Danmark, in quanto ciò è necessario per fornire una dichiarazione con affidabilità elevata. Per il 2020 si è proceduto allo stesso modo e ciò è stato specificamente menzionato nella dichiarazione del revisore dei conti
(
75
)
.
(119)
La Danimarca sostiene pertanto che non vi dovrebbe essere alcun dubbio circa il fatto che il calcolo del costo evitato netto per il 2020 soddisfi le prescrizioni di cui alla direttiva 2006/111/CE, come richiesto dal punto 18 della disciplina SIEG.
4.3.2.
Ipotesi formulate nello scenario controfattuale in relazione alla metodologia del costo evitato netto
(120)
Ai considerando da 148 a 151 della decisione di avvio, la Commissione solleva dubbi circa l’impatto sui costi unitari di Post Danmark a seguito delle modifiche suggerite nello scenario controfattuale per quanto riguarda gli aspetti di cui ai punti che seguono.
4.3.2.1.
Ridimensionamento della società (volumi inferiori)
(121)
La Danimarca concorda sul fatto che, in linea di principio, volumi inferiori tendono a comportare costi unitari più elevati e viceversa (considerando 149, lettera a), della decisione di avvio). In ragione del calo dei volumi di lettere commerciali, Post Danmark ha registrato nella propria contabilità regolatoria, per diversi anni, un aumento dei costi totali medi per i prodotti delle lettere rientranti nell’adempimento dell’obbligo di servizio universale. Tuttavia lo scenario controfattuale fa riferimento a una situazione nella quale Post Danmark ha ottimizzato il servizio di consegna di lettere. Gli adeguamenti principali apportati allo scenario controfattuale sono la chiusura di un centro di smistamento delle lettere e di [5-10] piattaforme di distribuzione, nonché la riduzione dei servizi nelle zone rurali e nelle città più piccole.
(122)
i) Un livello di servizio inferiore nelle zone rurali e ii) infrastrutture meno estese nello scenario controfattuale consentono di considerare un livello di costo complessivo inferiore nella catena del valore nelle zone rurali. Ciò significa che Post Danmark nello scenario controfattuale è riuscita a escludere i costi (cfr. tabelle 4 e 6 di cui alla sezione 6.3.1.7.1), cosicché i costi unitari misurati come costi totali medi nelle zone rurali sono inferiori nello scenario controfattuale rispetto a quelli dello scenario fattuale.
(123)
Le zone urbane (in contrapposizione a quelle rurali) sono interessate soltanto da infrastrutture meno estese nello scenario controfattuale. In tali zone, tenendo conto di tutti i fattori, i costi unitari nello scenario controfattuale rimarrebbero allo stesso livello di quelli dello scenario fattuale.
(124)
La Danimarca ritiene pertanto che la combinazione degli effetti derivanti da volumi inferiori e dalla riduzione delle infrastrutture sia tale da non generare un aumento dei costi unitari.
4.3.2.2.
Chiusura del centro di smistamento e delle piattaforme di distribuzione e impatto sui costi di trasporto
(125)
In generale ci si aspetterebbe che la chiusura di una parte dell’infrastruttura necessaria per fornire un servizio di consegna comporti un aumento delle distanze di trasporto tra le restanti parti dell’infrastruttura. Distanze più lunghe da percorrere comporterebbero un aumento dei costi di trasporto, mentre la Danimarca ha ritenuto che i costi di trasporto non aumenterebbero nello scenario controfattuale, il che ha indotto la Commissione a esprimere dubbi circa questo punto.
(126)
La Danimarca ha spiegato che, nel 2020, Post Danmark gestiva due centri di smistamento. La decisione sul numero di centri di smistamento e/o di piattaforme di distribuzione da gestire è stata adottata sulla base di ciò che è considerato ottimale e più efficiente sotto il profilo dei costi. Tenendo conto del numero di invii da smistare, per le operazioni del 2020, una struttura costituita da due centri di smistamento è stata considerata la soluzione ottimale ed efficiente sotto il profilo dei costi, in quanto il costo per invio nel caso di un unico centro di smistamento più grande sarebbe stato più elevato. Il passaggio da due centri a un centro si verifica quando il volume da smistare scende al di sotto di un determinato livello. Nello scenario controfattuale il numero di invii scenderà effettivamente al di sotto del livello necessario per continuare a gestire due centri di smistamento. La Danimarca sottolinea inoltre che, in quanto fornitore del servizio universale, Post Danmark non sarà sempre in grado di ridurre la capacità in risposta agli sviluppi del mercato postale, qualora vi sia il rischio che in futuro tali riduzioni la rendano incapace di rispettare l’obbligo di servizio universale, il che comporta determinati requisiti di livello di servizio che Post Danmark deve rispettare.
(127)
In una struttura a due centri (
scenario fattuale
), ciascun centro copre una zona geografica e lo smistamento avviene in due fasi. Gli invii postali raccolti nella zona geografica collegata a uno dei centri vengono sottoposti a «cernita alla raccolta» al loro arrivo presso il centro. Gli invii che devono essere distribuiti nella zona geografica collegata all’altro centro di smistamento sono quindi trasportati all’altro centro. Prima della distribuzione, tutti gli invii postali presso il centro di smistamento (compresi quelli provenienti dall’altro centro) sono sottoposti a «cernita distribuita», un processo mediante il quale gli invii sono suddivisi per il trasferimento alle piattaforme di distribuzione. Il [70-80] % degli invii di lettere proviene dalla Danimarca orientale e pertanto il centro di smistamento di Taastrup (Danimarca orientale) tratta la maggior parte degli invii.
(128)
Nello
scenario controfattuale,
vi sarebbe un solo centro di smistamento sufficiente per distribuire il volume ridotto di invii postali. Con un solo centro di smistamento, aumenteranno le distanze di trasporto dalla raccolta al centro di smistamento e il trasporto dal centro di smistamento alle piattaforme di distribuzione. Allo stesso tempo, tuttavia, sarà evitato il trasporto tra i due centri.
(129)
In una struttura con un unico centro (
scenario controfattuale
), lo smistamento avverrebbe in una configurazione a fase unica, nel contesto della quale gli invii postali verrebbero sottoposti simultaneamente a cernita alla raccolta e distribuzione in base alla geografia e ai giri da effettuare. Ciò significa che gli invii non verrebbero trasportati in un altro centro di smistamento per la «cernita distribuita». Ciò significa che, nella configurazione con un solo centro, tutte le lettere sarebbero sottoposte a una sola cernita nella Danimarca orientale, mentre alcune lettere nello scenario fattuale sono sottoposte a due processi di cernita.
(130)
La Danimarca rileva che, tenuto conto di quanto precede (il trasporto tra centri di smistamento equivale a una distanza maggiore rispetto a quella dal centro di smistamento rimanente alle piattaforme e ai giri), nel calcolo del costo evitato netto, i costi totali di trasporto nella configurazione con un solo centro (scenario controfattuale) rimarranno allo stesso livello e non varieranno in modo significativo rispetto alla configurazione con due centri di smistamento (scenario fattuale).
(131)
Ciò è ulteriormente illustrato come segue: nello scenario fattuale vengono effettuati [5-10] giri giornalieri dal centro di smistamento ad est fino al centro di smistamento a ovest e [5-10] giri giornalieri da ovest a est. Un viaggio è pari a circa [200-300] km, ossia una distanza giornaliera complessiva di circa [...] x [...] km = [...] km (cfr.
figura 7
).
(132)
La figura 7 riporta due mappe della Danimarca. I cerchi rossi mostrano l’ubicazione indicativa dei centri di smistamento in Danimarca. La mappa a sinistra mostra la struttura dello scenario fattuale con due centri, mentre la mappa a destra mostra la struttura dello scenario controfattuale con un centro.
(133)
Nello scenario controfattuale aumenteranno le distanze di trasporto dalla raccolta al centro di smistamento singolo e il trasporto dal centro di smistamento alle piattaforme di distribuzione. Allo stesso tempo, tuttavia, sarà evitato il trasporto tra i due centri. Tenendo conto del fatto che la maggior parte degli invii postali è creata nella Danimarca orientale (considerando 127), nello scenario controfattuale il centro di smistamento nella Danimarca orientale sarebbe mantenuto, mentre quello nella Danimarca occidentale sarebbe chiuso
(
76
)
. Ciò significa che le distanze di trasporto dal centro di smistamento alle piattaforme e viceversa nella Danimarca orientale non sono influenzate da una struttura con un unico centro.
(134)
Inoltre le distanze di trasporto per gli invii postali dalla Danimarca orientale alla Danimarca occidentale saranno le stesse; la differenza consiste semplicemente nel fatto che le distanze sono percorse dopo che gli invii postali sono stati sottoposti a cernita distribuita nel contesto di una struttura con un unico centro; mentre nella struttura a due centri gli invii postali sono sottoposti a cernita solo geograficamente prima che gli invii vengano trasferiti verso la Danimarca occidentale (i [5-10] giri da est a ovest corrispondono a circa [...] x [...] km = [...] km, cfr. considerando 131 e ad «1A» nella mappa di destra nella figura 6).
(135)
Aumenteranno le distanze di trasporto tra un centro di smistamento situato nella Danimarca orientale e le piattaforme situate nella Danimarca occidentale. Tuttavia tali distanze più lunghe corrispondono alle rotte che, nello scenario fattuale, vengono effettuate tra i centri di smistamento dalla Danimarca occidentale alla Danimarca orientale (circa [...] x [...] km = [...] km – cfr. considerando 131 e «1A» nella mappa di destra della figura 7).
(136)
Aumenteranno soltanto le distanze di trasporto per gli invii spediti e ricevuti nella Danimarca occidentale. Tuttavia, secondo la Danimarca, ciò non significa che anche i costi aumenteranno. Dato che il volume dello scenario controfattuale è inferiore a quello dello scenario fattuale, gli invii spediti e ricevuti nella Danimarca occidentale possono essere inclusi nei [10-20] viaggi giornalieri già esistenti da est a ovest e viceversa. Come spiegato ai considerando 134 e 135, tali [10-20] viaggi giornalieri rimangono essenzialmente anche nello scenario controfattuale.
(137)
In conclusione, una distanza totale di trasporto di circa [...] km ([...] + [...]) è coperta nel contesto di una struttura con un centro di smistamento delle lettere sui giri che coprono la tratta «1A». Si tratta della stessa distanza totale di cui allo scenario fattuale.
(138)
Esaminando le piattaforme di distribuzione, nel 2020 Post Danmark ne gestiva [10-20] (situazione considerata nello
scenario fattuale
). Tali [10-20] piattaforme sono state considerate necessarie per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale nel 2020. Post Danmark adegua costantemente le proprie infrastrutture per renderle più efficienti sotto il profilo dei costi. Ad esempio nel 2018 Post Danmark gestiva ancora [20-30] piattaforme. Le [10-20] piattaforme gestite nel 2020 costituiscono pertanto un significativo aggiustamento al ribasso. Tale cambiamento non sorprende in quanto i mercati in cui opera Post Danmark non sono statici, bensì volatili e dinamici. I volumi possono variare notevolmente da un anno all’altro e, di conseguenza, le infrastrutture sono state adeguate nel corso degli anni in ragione delle variazioni dei volumi.
(139)
Anche la riduzione del numero di piattaforme di distribuzione da [10-20] a [10-20] nello
scenario controfattuale
comporterebbe, così come per i centri, distanze maggiori, ma questa volta tra le piattaforme di distribuzione e i punti di servizio. Allo stesso tempo, tuttavia, il minor numero di piattaforme di distribuzione che corrisponde a volumi inferiori significa anche che, rispetto allo scenario fattuale, sono evitati diversi giri tra i centri di smistamento e le piattaforme di distribuzione.
(140)
Dalla
figura 8
si rileva che non tutte le zone del paese sono interessate dalla chiusura di [5-10] piattaforme nello scenario controfattuale. Le zone interessate sono Fiona, una parte dello Jutland meridionale (entrambi situati nella Danimarca occidentale) e la Selandia centrale, meridionale e occidentale (Danimarca orientale). Nelle zone interessate le distanze di trasporto dai centri di smistamento alle piattaforme di distribuzione diminuiranno in quanto i giri dai centri di smistamento saranno inviati in un numero inferiore di direzioni, ma il trasporto verso depositi/punti di servizio più piccoli dovrà comunque avvenire, di conseguenza, in definitiva il minor numero di direzioni farà sì che le distanze di trasporto rimangano allo stesso livello dello scenario fattuale. Ciò è dovuto al fatto che resta comunque necessario effettuare trasporti verso depositi/punti di servizio più piccoli, una circostanza questa che rende il minor numero di giri più lungo.
(141)
Sulla base di una delle zone interessate, ad esempio la zona della Selandia centrale e occidentale, nello scenario fattuale avente una struttura con [10-20] piattaforme vengono effettuati giri quotidiani verso [...], [...] e [...], che corrispondono a distanze di trasporto pari a [300-400] km da e verso il centro di smistamento di Taastrup (centro di smistamento nella Danimarca orientale)
(
77
)
.
(142)
All’interno di una struttura con piattaforme costituita da [10-20] piattaforme nello scenario controfattuale, la piattaforma sita a [...] copre le zone di [...] e [...]. Il trasporto da Taastrup a [...] rimane e corrisponde a circa [...] km andata e ritorno. Prima che gli invii postali siano pronti per la distribuzione, la piattaforma [...] dovrà preparare i prodotti relativi alle lettere per l’intera zona (ossia la propria zona e le zone in [...] e [...] nello scenario fattuale). Successivamente, gli invii postali preparati sono trasferiti da [...] a [...] e da [...] a [...] dove vi sono depositi/punti di servizio più piccoli da dove inizia la distribuzione agli utenti privati. Le rotte da [...] a e da [...] e da [...] a e da [...] corrispondono a circa [...] km giornalieri.
(143)
Ciò significa che nello scenario controfattuale è coperta una distanza totale di trasporto di [200-300] km ([...] km + [...] km) da confrontare con [300-400] km in una struttura costituita da [10-20] piattaforme (cfr. considerando 141).
(144)
Su tale base la Danimarca e Post Danmark stimano pertanto che i costi totali di trasporto in relazione alle [10-20] piattaforme nello scenario controfattuale rimarranno approssimativamente allo stesso livello dei costi di trasporto nello scenario fattuale con [10-20] piattaforme e che pertanto i costi di trasporto non subiranno variazioni significative.
(145)
Infine il trasporto verso i punti di servizio viene già effettuato. Anche se nello scenario controfattuale saranno consegnati quantitativi maggiori ai punti di servizio nelle zone rurali, ciò non comporterà un aumento dei costi, dal momento che la capacità attuale dei veicoli è in grado di gestire anche tali quantitativi. L’interruzione della distribuzione agli utenti privati nelle zone rurali e nelle città più piccole non comporta pertanto un aumento dei costi di trasporto.
(146)
Tenendo conto delle spiegazioni di cui ai considerando da 126 a 145, la Danimarca ritiene che, nonostante il fatto che, in alcuni casi limitati, potrebbe essere necessario percorrere distanze più lunghe per consegnare una lettera o un pacco, i costi di trasporto non aumenteranno.
4.3.2.3.
Conclusioni
(147)
A seguito delle spiegazioni di cui alle sezioni 4.3.2.1 e 4.3.2.2, la Danimarca ritiene che i dubbi della Commissione in merito all’impatto sui costi unitari di Post Danmark, sulla base delle ipotesi formulate nello scenario controfattuale, siano pienamente risolti.
4.3.3.
Conclusioni della Danimarca sulla metodologia del costo evitato netto
(148)
Alla luce di quanto precede, la Danimarca conclude che la propria metodologia del costo evitato netto è in linea con le prescrizioni di cui alla disciplina SIEG e alla direttiva 97/67/CE.
5.
OSSERVAZIONI DELLA DANIMARCA IN MERITO ALLE OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI
5.1.
Rispetto della direttiva 2006/111/CE
(149)
In generale la Danimarca fa riferimento alle sue precedenti osservazioni sulla relazione della Rigsrevisionen, ma risponde anche in modo più dettagliato a talune dichiarazioni degli interessati.
(150)
Gli interessati sostengono che la Rigsrevisionen ha qualificato la vigilanza sulla contabilità di Post Danmark come inadeguata (considerando 28). La Danimarca spiega che tale affermazione non è esatta. La Rigsrevisionen utilizza piuttosto l’espressione «non è stata del tutto adeguata»
(
78
)
, che secondo la Danimarca è lungi dal definire la vigilanza «inadeguata». Ciò deriva anche dalla scala di rating utilizzata dalla Rigsrevisionen. La Rigsrevisionen ha definito la propria relazione come una «lieve critica», che corrisponde al secondo migliore esito nella scala di valutazione della Rigsrevisionen
(
79
)
.
(151)
Gli interessati sostengono inoltre che le revisioni annuali dei conti di Post Danmark svolte da parte di revisori esterni dei conti non sono affidabili (considerando 29) in ragione del fatto che: i) non vi erano criteri che determinassero quando la revisione dei conti aveva dato esito soddisfacente; e ii) l’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie non aveva garantito che il revisore dei conti verificasse se Post Danmark aveva registrato dati con un livello di dettaglio sufficiente. La Danimarca richiama l’attenzione sul fatto che alle relazioni del revisore dei conti è stato riconosciuto un livello elevato di affidabilità per gli esercizi finanziari del periodo 2014-2019. Inoltre, in ragione della relazione della Rigsrevisionen, il ministero dei Trasporti ha specificamente chiesto al revisore esterno dei conti di continuare a effettuare una revisione con un livello elevato di affidabilità a partire dall’esercizio contabile 2020. Un livello elevato di affidabilità implica inoltre che la registrazione effettiva dei dati sia verificata dal revisore dei conti (considerando 115). La Danimarca spiega di aver presentato alla Commissione la relazione del revisore dei conti per il 2020 e che da tale relazione risulterebbe essere stato fornito un livello elevato di affidabilità.
(152)
La Danimarca ribadisce che non è corretto quanto sostenuto dagli interessati (considerando 33 e 34) secondo i quali tutti i costi comuni sono attribuiti all’obbligo di servizio universale. Al contrario Post Danmark attribuisce i costi (costi relativi e non relativi all’obbligo di servizio universale) sulla base delle risorse risultanti dall’analisi della determinazione dei costi per attività o da altre analisi dirette sull’origine dei costi. Inoltre la Danimarca osserva che le argomentazioni di ITD sono infondate e identiche a quelle presentate nella causa T-561/18, che il Tribunale ha respinto nella sua sentenza del 5 maggio 2021
(
80
)
.
5.2.
Conformità rispetto alla metodologia del costo evitato netto
(153)
Per quanto riguarda la metodologia del costo evitato netto, la Danimarca sottolinea che, anche qualora il costo evitato netto dovesse essere ritenuto troppo elevato, ciò non significherebbe che anche la compensazione sarebbe troppo elevata, poiché la compensazione effettiva rappresenta soltanto il 58 % del costo evitato netto
(
81
)
.
(154)
Al fine di garantire ulteriormente che non vi sia sovracompensazione e in linea con la loro procedura normale, le autorità danesi, con l’assistenza di un revisore dei conti autorizzato dallo Stato, effettueranno un riesame ex post del costo evitato netto 2020 effettivo, sulla base dei dati effettivi per il 2020.
5.2.1.
Ipotesi formulate nello scenario controfattuale
(155)
Oltre alle questioni sulle quali la Commissione ha espressamente rilevato i propri dubbi (ossia il ridimensionamento della società e la riduzione dei centri e delle piattaforme di smistamento), la Danimarca formula altresì le seguenti osservazioni in relazione alle critiche mosse dagli interessati nei confronti dello scenario controfattuale (considerando da 40 a 45). Uno scenario controfattuale corretto non è uno scenario nel quale Post Danmark cesserebbe completamente i propri servizi di distribuzione di corrispondenza nelle zone rurali (rinunciando in tal modo a tutte le entrate generate in tali zone nello scenario fattuale). Piuttosto ciò che è realistico è ottimizzare i servizi nelle zone rurali. Ciò implica una riduzione del livello di servizio (ad esempio non offrendo più la consegna a domicilio, ma lavorando con un’opzione di ritiro), ma mantenendo la distribuzione. Ciò riduce i costi e comporta la rinuncia ad alcune entrate (ma non a tutte le entrate).
(156)
Gli interessati considerano che la distribuzione gratuita per i non vedenti non verrebbe interrotta. La Danimarca conferma che il servizio di distribuzione gratuita per i non vedenti verrebbe in realtà interrotto
(
82
)
, come già avveniva nella decisione del 2018 (considerando 160, tabella 2, di tale decisione).
(157)
In particolare, per quanto riguarda la rete di DPD (considerando 42), la Danimarca osserva che si tratta di un servizio commercializzato con il marchio DPD e che esiste già nello scenario fattuale e dispone di una propria rete
(
83
)
, completamente separata e distinta rispetto alla distribuzione attuale internazionale di corrispondenza e pacchi di Post Danmark che quest’ultima fornisce in linea con la convenzione UPU. L’accordo con DPD è concluso da PostNord Group e riguarda pertanto i paesi nordici. L’accordo con DPD resterà in vigore almeno nei prossimi anni, in quanto ha una data di scadenza iniziale fissata per il [...]. L’interruzione del servizio postale transfrontaliero di Post Danmark ai sensi della convenzione UPU non incide in alcun modo sui costi relativi ai pacchi di DPD.
(158)
Per quanto concerne la presunta sostituzione della distribuzione di lettere commerciali a livello nazionale con una consegna un giorno la settimana nelle zone urbane (considerando 44), la Danimarca osserva che tale affermazione è errata e che Post Danmark continuerebbe a offrire la distribuzione di lettere commerciali nello scenario controfattuale, ma con un livello di servizio inferiore (cfr. considerando 155).
(159)
Per quanto concerne la sostituzione degli uffici postali con punti di servizio sulle isole minori (considerando 45), la Danimarca osserva che, contrariamente allo scenario controfattuale presentato nella decisione del 2018, Post Danmark continuerà a offrire invii unitari (lettere e pacchi) nello scenario controfattuale per il 2020 in quanto, a differenza della situazione esistente al momento della notifica alla Commissione della compensazione per l’obbligo di servizio universale per il periodo 2017-2019, la distribuzione di invii unitari è ora redditizia nello scenario fattuale per il 2020. L’attuale redditività degli invii unitari è il risultato di una combinazione di quantitativi inferiori a fronte di prezzi più elevati e dell’attuazione di un nuovo modello di produzione. Per questo motivo vengono mantenuti gli uffici postali; tuttavia, nelle isole minori prive di un collegamento fisso, i prodotti offerti presso gli uffici postali saranno limitati rispetto allo scenario fattuale. Le lettere e i pacchi possono ancora essere ritirati presso e/o inviati da un ufficio postale; tuttavia, ad esempio, l’etichetta dei pacchi dovrebbe essere acquistata online, tramite un’applicazione o presso un ufficio postale sul continente. Non sarebbe più possibile acquistare tale etichetta su un’isola minore priva di un collegamento fisso.
5.2.2.
Impatto del ridimensionamento sulla quota di mercato
(160)
La Danimarca spiega che il caso delle Poste ceche cui fanno riferimento gli interessati (considerando 46) dimostra che la chiusura di determinati uffici postali nello scenario controfattuale può comportare un calo del volume, in quanto alcuni clienti passerebbero ai concorrenti e altri opterebbero per una riduzione della domanda. Tuttavia Post Danmark non chiude uffici postali nello scenario controfattuale (considerando 159) e pertanto la Danimarca ritiene che il caso delle Poste ceche non sia pertinente ai fini del calcolo del costo evitato netto dell’obbligo di servizio universale di Post Danmark per il 2020.
(161)
La Danimarca concorda sul fatto che la riduzione del livello di servizio nello scenario controfattuale, grazie all’ottimizzazione del servizio delle lettere commerciali, comporterebbe un calo del volume. Ciò determinerebbe una perdita di entrate tanto per i prodotti rientranti nell’obbligo di servizio universale quanto per quelli non soggetti a tale obbligo. La Danimarca sostiene di aver incorporato nel costo evitato netto le mancate entrate tanto per le lettere commerciali prioritarie quanto per quelle ordinarie.
5.2.3.
Vantaggi intangibili
5.2.3.1.
Ubiquità
(162)
Per quanto concerne l’ubiquità (sezione 3.2.5.1), la Danimarca rimanda alle conclusioni del Tribunale nella causa T-561/18. Nell’ambito di tale causa, il Tribunale ha ritenuto che le prove presentate dalle ricorrenti non avessero dimostrato che un vantaggio intangibile legato all’ubiquità dovesse essere incluso nel calcolo del costo evitato netto per il periodo 2017-2019
(
84
)
. Poiché gli interessati si basano sulle medesime prove, la Danimarca ritiene che nel caso di specie si debba giungere alla medesima conclusione.
(163)
Inoltre, e ciò vale per tutti i potenziali vantaggi intangibili, l’ubiquità dovrebbe essere inclusa come vantaggio intangibile nel calcolo del costo evitato netto soltanto nella misura in cui Post Danmark non manterrebbe l’ubiquità in assenza dell’obbligo di servizio universale e a condizione che Post Danmark tragga vantaggio da tale ubiquità. Poiché Post Danmark mantiene l’ubiquità nello scenario controfattuale (la copertura geografica è la medesima) principalmente in ragione delle sue attività relative ai pacchi, l’ubiquità non deriva in quanto tale dall’obbligo di servizio universale, ma da altre attività che saranno mantenute nello scenario controfattuale. A tale riguardo, la Danimarca sottolinea che la maggior parte delle prove
(
85
)
fornite dagli interessati per dimostrare che Post Danmark avrebbe dovuto includere l’ubiquità come un vantaggio intangibile nello scenario controfattuale riguarda i pacchi e ciò non farebbe che corroborare l’argomentazione della Danimarca. Un’altra prova
(
86
)
è obsoleta e non tiene conto della digitalizzazione realizzata dal 2000.
(164)
Per quanto concerne un altro studio dell’ARCEP
(
87
)
cui fanno riferimento gli interessati, la Danimarca spiega che tale studio corrobora piuttosto l’ipotesi di non conferire alcun valore all’ubiquità nello scenario controfattuale. In effetti tale relazione ha constatato che, in uno scenario controfattuale, l’ubiquità di La Poste (la società postale francese) non cambierebbe sostanzialmente e pertanto qualsiasi ubiquità derivante dall’obbligo di servizio universale non costituisce un vantaggio intangibile ai fini del calcolo del costo evitato netto
(
88
)
. La relazione dell’ARCEP si limita pertanto a corroborare le conclusioni del Tribunale di cui al punto 154 della sentenza T-561/18, ossia che occorre valutare se l’ubiquità costituisce un vantaggio intangibile e che tale ubiquità non dovrebbe essere sistematicamente considerata un vantaggio da dedurre nel costo evitato netto.
(165)
Anche la relazione dell’IBPT
(
89
)
presentata da ITD corrobora tale conclusione in quanto, a seguito di una valutazione specifica della situazione di Bpost, è stato constatato che l’ubiquità
non
conferisce un vantaggio intangibile a Bpost, in quanto l’unico vantaggio che quest’ultima ottiene dall’obbligo di fornire i propri servizi sull’intero territorio belga è un aumento dei volumi, che costituisce un vantaggio tratto dallo scenario controfattuale
(
90
)
.
5.2.3.2.
Reputazione e valore del marchio
(166)
Per quanto concerne la questione se la reputazione sia un vantaggio intangibile ai fini del costo evitato netto (sezione 3.2.5.2), la Danimarca osserva che non vi è alcun valore positivo ad essere il fornitore del servizio universale in Danimarca. La Danimarca riconosce che ciò potrebbe tuttavia essere diverso in altri paesi. In Danimarca i livelli dei servizi sono stati ridotti (in sostituzione di una distribuzione giornaliera si effettua ora una distribuzione ogni 5 giorni) e i prezzi sono aumentati. Ciò ha indotto il grande pubblico ad associare Post Danmark a un servizio costoso e lento. Tale circostanza si ripercuote anche sui pacchi, per i quali esiste una consegna entro il giorno successivo purché non si tratti di una «lettera maxi» che rientra nella distribuzione ogni 5 giorni.
(167)
La Danimarca ritiene che diverse analisi avvalorino la tesi secondo cui la reputazione di Post Danmark sarebbe debole:
1)
da un’analisi dell’immagine aziendale condotta da Reputation Institute nel 2019
(
91
)
emerge che PostNord (Post Danmark opera con il nome «PostNord» in Danimarca) è debole e che il valore del marchio è andato via via erodendosi nel corso degli anni. Reputation Institute conclude che, rispetto ai suoi concorrenti, PostNord presenta una forza del marchio molto inferiore e che persino i marchi di nuova costituzione nel settore godono di un sostegno maggiore. Inoltre Reputation Institute raccomanda un aumento significativo di [...] in futuro, in quanto l’attuale forza del marchio costituisce un ostacolo nei confronti di [...] o persino di [...];
2)
da una classificazione fornita dallo strumento di analisi comparativa dell’immagine delle imprese danesi dell’IFO emerge che PostNord ha ottenuto un punteggio relativamente basso in termini di immagine complessiva dal 2009 e che, dal 2017, PostNord mantiene una posizione di fondo assoluta come la società danese con l’immagine peggiore di tutte le società incluse nelle analisi.
(168)
Inoltre la Danimarca osserva che non è corretto affermare che Post Danmark goda del diritto esclusivo di utilizzare il termine «Danmark». Ai sensi delle norme dell’UPU e della legge sui servizi postali, i francobolli emessi da Post Danmark devono contenere il termine «Danmark»; tuttavia, non si tratta, più in generale, di un diritto esclusivo.
5.2.3.3.
Cassette postali
(169)
Per quanto riguarda l’affermazione secondo cui Post Danmark ha il diritto di installare cassette postali nei locali pubblici (sezione 3.2.5.3), la Danimarca riferisce che Post Danmark deve rivolgersi alle autorità competenti o alle imprese proprietarie dell’edificio se intende installare cassette postali in un determinato edificio
(
92
)
. Le cassette postali installate lungo le strade devono essere approvate dalle autorità locali. In generale tutte le società postali hanno il diritto di installare cassette postali a determinate condizioni
(
93
)
.
5.2.3.4.
Francobolli
(170)
Facendo riferimento alla decisione della Commissione del 2018 relativa alle Poste ceche (sezione 3.2.5.4), gli interessati sostengono che i francobolli inutilizzati e quelli conservati per fini filatelici dovrebbero essere inclusi nel calcolo del costo evitato netto come vantaggio intangibile.
(171)
Nello scenario controfattuale, Post Danmark continuerebbe a emettere francobolli (ad esempio con la dicitura «PostNord» anziché «Danmark») e manterrebbe i suoi prodotti filatelici o passerebbe alle etichette in sostituzione dei francobolli. Tuttavia, per fini prudenziali, Post Danmark acconsente a detrarre un vantaggio sotto forma di francobolli inutilizzati e conservati per fini filatelici.
(172)
Nel contesto dei conti annuali di Post Danmark, la passività dell’impresa è calcolata sotto forma di francobolli inutilizzati dei clienti. Per il 2020 tale importo è stato fissato ammontare a 30 milioni di DKK. La Danimarca riconosce che il prestito senza interessi che Post Danmark ottiene in tal modo (sotto forma di francobolli inutilizzati) costituisce un vantaggio per Post Danmark. Tale vantaggio è calcolato come il costo degli interessi di un prestito fruttifero dello stesso valore della passività di Post Danmark sotto forma di francobolli non utilizzati. Il tasso di interesse è fissato in via prudenziale al [0-5] % e il valore è quindi pari a circa [...] DKK nel 2020.
(173)
Post Danmark ritiene che il tasso di interesse pari al [0-5] % sia prudente, in quanto si basava su un’analisi della fissazione dei prezzi di trasferimento di un prestito intergruppo di dimensioni notevolmente superiori ai 30 milioni di DKK per francobolli inutilizzati. Post Danmark ha ottenuto da PostNord Group informazioni specifiche su un prestito sulla base delle seguenti ipotesi:
1)
data di inizio: 1
o
gennaio 2020;
2)
durata di due anni;
3)
capitale di 30 milioni di DKK.
(174)
Su tale base Post Danmark ha ricevuto informazioni sul prestito relative alle seguenti condizioni:
1)
linea di credito per il capitale circolante Cibor
(
94
)
: […]S
(
95
)
+ [0-5] %;
2)
un tasso di interesse fisso del [0-5] % annuo.
(175)
Ne consegue che un prestito di 30 milioni di DKK presenterebbe un tasso di interesse fisso pari al [0-5] % annuo, ossia un valore decisamente inferiore al tasso di interesse applicato pari al [0-5] % annuo. Il vantaggio derivante ammonta a [...] DKK.
(176)
Se Post Danmark passasse alle etichette, si deve presumere che vi sarebbero in ogni caso etichette inutilizzate. Di conseguenza includere l’intero vantaggio di [...] DKK è decisamente prudente secondo la Danimarca.
(177)
Inoltre la Danimarca ha calcolato che l’utile per i prodotti filatelici ammonta a [...] milioni di DKK l’anno. Il fatturato per i francobolli, gli annuari, i prospetti ricordo annuali, ecc., che non sono utilizzati per l’affrancatura, ammonta a circa [...] milioni di DKK l’anno. Tale fatturato è costituito da [...] milioni di DKK per i prodotti filatelici effettivi e da [...] milioni di DKK per i francobolli che non vengono utilizzati, in ragione del loro valore filatelico apparente
(
96
)
, perché sono oggetto di collezioni o vengono persi senza essere utilizzati. Per calcolare l’utile (perdita), i costi pertinenti che devono essere inclusi sono presentati nella
tabella 2
.
Tabella 2
Costi pertinenti ai fini del calcolo del vantaggio derivante dai prodotti filatelici
Utile/Perdita dei prodotti filatelici
Milioni di DKK
Fatturato
[…]
Produzione di prodotti filatelici
[…]
Progettazione di francobolli
[…]
Spedizione
[…]
Linea clienti
[…]
Spese generali
[…]
Utile/perdita
[…]
5.2.3.5.
Economie di scala
(178)
Per quanto concerne le osservazioni formulate dagli interessati in merito alle economie di scala di cui avrebbe beneficiato Post Danmark dato che utilizza la propria rete per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale per distribuire prodotti che non rientrano in tale obbligo (sezione 3.2.5.5), la Danimarca afferma che le economie di scala dovrebbero essere incluse come vantaggio intangibile ai fini del calcolo del costo evitato netto soltanto se non sarebbero conservate in assenza dell’obbligo di servizio universale.
(179)
Nello scenario controfattuale, Post Danmark manterrebbe la propria rete nazionale per la distribuzione di pacchi e disporrebbe quindi delle medesime economie di scala di cui allo scenario fattuale.
(180)
Per quanto riguarda la rete di DPD
(
97
)
(considerando 58), la Danimarca osserva che tali attività sono completamente distinte dalle attività di Post Danmark relative all’adempimento dell’obbligo di servizio universale e si basano su un accordo con PostNord Group. La rete di DPD sarà mantenuta nello scenario controfattuale così come è attualmente gestita nello scenario fattuale.
(181)
Per quanto riguarda l’articolo del 6 giugno 2017 relativo a un nuovo centro pacchi nell’Hi-Park di Herning (considerando 58, nota 45), la Danimarca spiega che il centro pacchi sostiene la forte crescita registrata da Post Danmark in termini di logistica, distribuzione di pacchi (principalmente derivante dal commercio elettronico) e trasporto di merci. Di conseguenza tale articolo non fa che corroborare la tesi secondo cui Post Danmark manterrebbe le proprie economie di scala nello scenario controfattuale.
(182)
Per quanto riguarda le lettere, il drastico calo del volume degli invii di lettere negli ultimi anni ha rappresentato una sfida significativa per Post Danmark, in quanto quest’ultima è soggetta a numerosi costi fissi che non variano a seconda del quantitativo di posta inviata. Di conseguenza i costi per lettera distribuita da Post Danmark sono aumentati notevolmente. Le dimensioni di Post Danmark hanno quindi rappresentato uno svantaggio sostanziale in quanto non è stato possibile adeguare le operazioni per far fronte agli sviluppi del mercato. Pertanto, contrariamente a quanto sostenuto dagli interessati, Post Danmark non ha beneficiato di economie di scala in ragione dell’obbligo di servizio universale.
5.2.3.6.
Potere contrattuale
(183)
Secondo la Danimarca, il potere contrattuale (cfr. sezione 3.2.5.6) dovrebbe essere incluso nel costo evitato netto soltanto se dovesse peggiorare o scomparire nello scenario controfattuale. Secondo la Danimarca, ciò non si verifica e gli interessati non hanno presentato prove del contrario.
(184)
Secondo la Danimarca, il potere contrattuale di Post Danmark non è collegato all’obbligo di servizio universale, bensì alle dimensioni di Post Danmark e alle dimensioni di PostNord Group. Di conseguenza Post Danmark avrebbe il medesimo potere contrattuale nello scenario controfattuale.
(185)
Per quanto riguarda l’argomentazione tratta dalla relazione dell’ERGP del 2011 e dalla relazione di Frontier Economics del 2013, secondo cui, a seguito dell’obbligo di servizio universale, Post Danmark ha più facilmente accesso a rappresentanti politici ed esercita una maggiore influenza sul regime normativo rispetto ai suoi concorrenti, la Danimarca osserva che tali relazioni risalgono a 9-11 anni fa e sono obsolete in quanto non tengono conto dell’importante trasformazione digitale del mercato danese dei servizi postali. Inoltre le relazioni si limitano ad affermare che il fatto di essere il fornitore del servizio universale può comportare vantaggi in termini di influenza sulle autorità di regolamentazione e sui rappresentanti politici. Nelle relazioni si afferma inoltre che vi sono «poche prove dei vantaggi che ne derivano» e che non vi sono orientamenti sui tipi di metodi di valutazione raccomandati, in quanto sono necessarie ulteriori ricerche. Secondo la Danimarca, dichiarazioni così vaghe e aperte non costituiscono prove.
(186)
In ogni caso la Danimarca sostiene di mantenere la sua proprietà di Post Danmark e il regime normativo nel settore postale giuridicamente e funzionalmente distinti. Contrariamente a quanto sostenuto dagli interessati, Post Danmark non ha alcun peso politico particolare nell’attuale clima politico. Piuttosto, la diminuzione del volume degli invii di lettere e la necessità di una compensazione per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale hanno innescato un dibattito politico sul futuro del servizio postale.
(187)
Post Danmark non dispone di alcun potere contrattuale superiore a quello di altre grandi imprese. Al contrario i negoziati con i sindacati sono influenzati dall’aspettativa secondo cui Post Danmark continuerà a soddisfare i livelli più elevati per quanto riguarda ad esempio i salari. Ciò indebolisce la posizione negoziale di Post Danmark. Lo stesso vale anche sul fronte dei fornitori: Post Danmark non dispone di alcun potere contrattuale superiore a quello di altre grandi imprese. Al contrario Post Danmark è soggetta alla direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
(
98
)
(direttiva sui servizi di pubblica utilità) e tutti i contratti con i fornitori sono pertanto soggetti a procedure di appalto pubblico.
5.2.3.7.
Effetti pubblicitari
(188)
Per quanto riguarda gli effetti pubblicitari (sezione 3.2.5.7), la Danimarca ritiene che dai considerando 134, 135 e 136 della decisione di avvio risulti evidente che gli attivi relativi alla proprietà intellettuale connessi all’obbligo di servizio universale derivanti principalmente dalla pubblicità su punti di contatto visibili (ad esempio cassette della posta, installazioni per il ritiro self-service di pacchi da parte dei clienti, uffici postali e alcuni veicoli di Post Danmark) siano stati adeguatamente presi in considerazione ai fini del calcolo del costo evitato netto. Il valore pubblicitario dei punti di contatto di Post Danmark relativi all’obbligo di servizio universale è stato calcolato dalla società di consulenza esterna Annalect A/S, specializzata nel marketing e nel comportamento dei consumatori. Annalect A/S ha valutato in modo approfondito e oggettivo quali punti di contatto dovrebbero essere inclusi nel calcolo.
5.2.3.8.
Complementarità della domanda
(189)
La Danimarca ritiene che le complementarità della domanda dovrebbero essere incluse nel calcolo del costo evitato netto come vantaggio intangibile soltanto se non continuerebbero ad esistere nello scenario controfattuale (sezione 3.2.5.8). Tuttavia, i principali prodotti di Post Danmark, ossia le lettere e i pacchi, sarebbero mantenuti nello scenario controfattuale e continuerebbero pertanto a sussistere eventuali complementarità della domanda di tali prodotti.
(190)
Per quanto concerne altri prodotti, potrebbe teoricamente essere possibile stabilire un vantaggio intangibile sotto forma di complementarità della domanda. Tuttavia non vi sono prove dell’esistenza di un vantaggio effettivo. In effetti le complementarità della domanda possono costituire altresì uno svantaggio se le vendite di prodotti redditizi comportano un aumento delle vendite di prodotti non redditizi. La Danimarca spiega che Post Danmark non ha riscontrato alcuna prova di un livello rilevante e significativo di vendite incrociate (
cross-selling
) tra i prodotti di Post Danmark quando le persone consegnano posta presso un ufficio postale, né prove del fatto che singole persone esprimono una domanda spontanea per altri prodotti di Post Danmark in tale situazione. Quando le persone inseriscono la posta in una cassetta postale, non si verifica semplicemente la vendita di altri prodotti.
(191)
Con i clienti aziendali, i processi di vendita coinvolgono acquirenti professionali e decisori nell’attività del cliente. Tuttavia, secondo la Danimarca, Post Danmark non ha rilevato alcuna prova di un nesso di causalità tale per cui l’attività di vendita di un prodotto genera una domanda spontanea per altri prodotti di Post Danmark. Ciò è tanto più vero in quanto vi possono essere decisori diversi nell’attività del cliente in relazione a prodotti postali diversi.
5.2.3.9.
Esenzioni in materia di parcheggio e sosta
(192)
La Danimarca chiarisce che Post Danmark non beneficia di alcuna esenzione rispetto ai divieti di parcheggio e di sosta dei veicoli (sezione 3.2.5.9). La legge sui servizi postali o quella sulla circolazione stradale («Færdselsloven») non contengono disposizioni che prevedano tali esenzioni a favore di Post Danmark. Gli interessati sembrano basare la loro argomentazione sulle relazioni dell’ARCEP del 2010 e di Frontier Economics del 2013, nelle quali si afferma che i fornitori del servizio universale possono beneficiare di tali vantaggi e che in alcuni paesi detti fornitori ne beneficiano effettivamente. Tuttavia questo non è il caso per Post Danmark in Danimarca.
5.2.3.10.
Accesso a registri pubblici e tendenze relative ai clienti/alla domanda
(193)
Per quanto concerne l’affermazione secondo cui Post Danmark gode di diritti esclusivi di accesso a registri pubblici per quanto concerne informazioni sui clienti e sulla domanda che possono essere utilizzate per commercializzare i prodotti postali in modo più efficiente (sezione 3.2.5.10), la Danimarca osserva che
tutti i
fornitori di servizi postali possono ottenere informazioni sugli indirizzi, ad esempio dal registro anagrafico centrale danese (CPR), a fronte del pagamento di un corrispettivo. Tuttavia, soltanto Post Danmark, in qualità di fornitore del servizio universale, può ricevere da CPR indirizzi relativi a persone entrate in Danimarca e a neonati. Al fine di garantire parità di accesso alle informazioni sugli indirizzi, la legge sui servizi postali stabilisce che il fornitore del servizio universale, ossia Post Danmark, è tenuto a offrire ad altre società postali informazioni sugli indirizzi a condizioni e prezzi non discriminatori basati unicamente sui costi. Pertanto Post Danmark non dispone di alcun diritto o vantaggio esclusivo. Inoltre la Danimarca aggiunge che le informazioni sugli indirizzi non devono essere utilizzate per fini di commercializzazione
(
99
)
.
5.2.4.
L’obbligo di servizio universale costituisce un vantaggio
(194)
In risposta alle argomentazioni degli interessati di cui ai considerando 67 e 68, la Danimarca ha spiegato che Post Danmark non genera un reddito netto derivante dall’obbligo di servizio universale. Nel 2020 i servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale hanno determinato un disavanzo netto di 10 milioni di DKK (considerando 153, nota pagina 81), anche tenendo conto della compensazione per l’obbligo di servizio universale. Escludendo tale compensazione per il 2020, il disavanzo netto ammonta a 233 milioni di DKK.
5.2.5.
Entrate derivanti dai francobolli
(195)
La Danimarca ritiene che gli interessati interpretino in modo errato il ruolo dei francobolli nel contesto delle operazioni di Post Danmark (considerando 69). In nessun caso le fonti di entrate di Post Danmark dipendono dall’emissione di francobolli. Un francobollo è un mezzo di pagamento anticipato per la distribuzione di un servizio ed indica che il servizio è stato pagato dal cliente quando è apposto ad esempio su (una busta per) un invio unitario di lettere. Esistono anche altre modalità di pagamento per la distribuzione di una lettera, quali le etichette postali e i codici di affrancatura. Oggi i codici di affrancatura sono spesso utilizzati in sostituzione dei francobolli. I francobolli non possono essere utilizzati per gli invii massivi.
(196)
Ne consegue che l’emissione di francobolli non incide neppure sul prezzo dei servizi per l’invio di lettere di Post Danmark. In un ipotetico scenario in cui Post Danmark interromperebbe la vendita dei francobolli, ciò non inciderebbe sul prezzo per l’invio di lettere. Il prezzo degli invii unitari di lettere nazionali fino a 50 grammi deve essere approvato dall’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie. Tale approvazione obbligatoria mantiene bassi i prezzi e impedisce a Post Danmark ad esempio di introdurre «prezzi basati sulle zone». Nello scenario controfattuale, la Danimarca ha scelto un approccio prudente non aumentando i prezzi degli invii unitari di lettere fino a 50 grammi e quindi non aumentando le entrate.
(197)
In risposta al grafico fornito da ITD (considerando 69) che mostra il prezzo nominale per l’invio di una lettera in Europa, la Danimarca osserva che ITD non ha fornito una fonte per tale tabella. Inoltre la Danimarca osserva che la tabella non riporta i prezzi degli invii unitari nazionali fino a 50 grammi, ma presuppone invece che la tabella rispecchi i prezzi del servizio di consegna di lettere di livello elevato («posta celere»), che non rientra nell’obbligo di servizio universale oppure il prezzo della posta transfrontaliera
(
100
)
. La Danimarca riconosce che i prezzi delle lettere soggette all’obbligo di servizio universale in Danimarca sono generalmente più elevati che in altri Stati membri dell’UE. Secondo la Danimarca, ciò è dovuto alla «digitalizzazione» attuata in Danimarca «come in nessun altro Stato membro dell’UE negli ultimi due decenni». In effetti la Danimarca è al primo posto nell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società della Commissione (cfr.
figura 9).
(198)
La Danimarca spiega che, nel contesto del medesimo indice, si afferma che la Danimarca presenta il maggior numero di utenti di servizi di pubblica amministrazione elettronica (e-government) nell’UE (il 92 % degli utenti di internet utilizza l’e-government). Ciò ha determinato un calo significativo dell’invio di lettere, più che in altri Stati membri e Post Danmark è stata costretta ad aumentare i prezzi in misura maggiore rispetto a quanto le sue controparti in altri Stati membri abbiano dovuto fare per continuare a coprire i costi fissi connessi all’adempimento degli obblighi di servizio universale.
(199)
Per quanto riguarda la questione dell’eventualità che i prezzi delle lettere nazionali fino a 50 grammi siano «irragionevolmente elevati», come sostenuto da ITD con riferimento alla relazione della Rigsrevisionen, la Danimarca afferma che la Rigsrevisionen non ha affermato che i prezzi sono «irragionevolmente elevati». Inoltre la Danimarca osserva che l’autorità per l’aviazione civile e le ferrovie ha utilizzato una nuova procedura per approvare un aumento di prezzo da 11 DKK a 12 DKK nel 2022. La nuova procedura esamina gli utili di altri fornitori europei di servizi postali per i prezzi delle lettere e tali prezzi erano compresi tra l’8,1 % e il 26 %. L’aumento dei prezzi da 11 DKK a 12 DKK ha determinato un utile previsto nel 2022 compreso tra il [> 5] % e il [< 15] %. Nel 2020 il prezzo era pari a 10 DKK, con un utile stimato pari al [5-10] %. Di conseguenza la nuova procedura utilizzata per l’aumento nel 2022 dimostra che il prezzo nel 2020 non comporta utili sproporzionati. Pertanto non vi sono indicazioni del fatto che Post Danmark abbia applicato prezzi irragionevolmente elevati o che i prezzi nello scenario fattuale non rispecchino i prezzi di mercato.
5.2.6.
Presunta doppia computazione
(200)
La Danimarca concorda con ITD in merito al fatto che il costo evitato netto non dovrebbe includere una doppia computazione. Per questo motivo è stata prestata particolare attenzione a garantire che ciò non avvenga e che le mancate entrate non siano sottovalutate. ITD fa riferimento alla categoria «affrancatura» del costo evitato netto e ciò potrebbe riguardare lo stesso servizio coperto dalla posta in uscita, dalla posta in ingresso, da altra posta, dai pacchi in uscita e dai pacchi in ingresso.
(201)
Per quanto riguarda l’affrancatura, la Danimarca fornisce l’esempio della cessazione dei servizi postali internazionali ai sensi della convenzione UPU e di altri accordi postali internazionali. La cessazione di tale servizio comporta entrate mancate che sono stimate a [...] milioni di DKK, suddivise tra posta in uscita (riduzione delle entrate da [...] milioni di DKK a 0 DKK), posta in ingresso (riduzione delle entrate da [...] milioni di DKK a 0 DKK), pacchi in uscita (riduzione delle entrate da [...] milioni di DKK a [...] milioni di DKK), pacchi in ingresso (riduzione delle entrate da [...] milioni di DKK a [...] milioni di DKK) e altri prodotti di affrancatura (riduzione delle entrate da [...] milioni di DKK a [...] milioni di DKK).
5.2.7.
Esercizio di analisi comparativa
(202)
Quando Post Danmark è confrontata con altri operatori (considerando da 142 a 145 della decisione di avvio), la Danimarca spiega che, contrariamente a quanto affermato da ITD, le imprese rispetto alle quali Post Danmark è oggetto di analisi comparativa non possono, e non devono necessariamente, essere identiche a Post Danmark in termini di struttura aziendale e redditività. In particolare, per quanto concerne la redditività, la Danimarca spiega che la motivazione effettiva dell’analisi comparativa è confrontare la redditività effettiva di altri operatori con la redditività nello scenario controfattuale di Post Danmark. L’utilizzo della redditività effettiva di Post Danmark è irrilevante, in quanto tale redditività è influenzata dall’obbligo di servizio universale in ragione del quale non è stato possibile ottimizzare le operazioni di Post Danmark.
(203)
La Danimarca spiega che, mentre ITD (utilizzando erroneamente lo scenario fattuale) aggiunge un EBIT pari al - 4,4 % per l’obbligo di servizio universale a un EBIT pari al - 6,9 % per i servizi non rientranti in tale obbligo (il che porta a un margine EBIT pari a - 11,3 %), il modo corretto per calcolare un EBIT complessivo consiste nel ponderare i diversi valori. Ciò porterebbe a un EBIT totale pari a - 5,2 % per lo scenario fattuale.
(204)
Per quanto concerne le imprese selezionate per l’esercizio di analisi comparativa, la Danimarca spiega che Posten Norge, Deutsche Post DHL Group e Danske Fragtmænd presentano una struttura aziendale comparabile e operano tutte sul mercato dei servizi postali. Posten Norge e Deutsche Post DHL Group continuano a distribuire un numero elevato di lettere, una circostanza questa che rende tali soggetti adatti a un confronto per quanto riguarda l’EBIT, la produttività del lavoro e l’efficacia in termini di costi. Nello scenario controfattuale Post Danmark continuerà a fornire servizi di consegna di lettere. Danske Fragtmænd è pertinente in quanto si tratta di uno dei maggiori operatori sul mercato danese della distribuzione di merci e pacchi e, nello scenario controfattuale di Post Danmark, le entrate derivanti dalla logistica e i relativi guadagni rappresentano una quota maggiore delle entrate rispetto allo scenario fattuale. Ciò implica che Post Danmark sarebbe maggiormente confrontabile in relazione a Danske Fragtmænd.
(205)
L’analisi comparativa è effettuata a livello di gruppo in quanto le imprese sono selezionate in base al loro portafoglio totale di prodotti riguardanti la posta, i pacchi e la logistica. L’analisi comparativa a livello di segmento non è sempre possibile in quanto i conti relativi a ciascun segmento non sempre utilizzano la distribuzione integrale dei costi. Soltanto per Deutsche Post DHL ciò sarebbe stato possibile per quanto riguarda i servizi di consegna di lettere e pacchi, una circostanza questa che avrebbe portato a un EBIT pari al 7,9 % per il 2019 per le lettere e i pacchi, rispetto al 6,5 % per il gruppo. Ne consegue che il margine EBIT per i servizi di consegna di lettere e pacchi è di fatto
superiore
al margine EBIT a livello di gruppo.
(206)
Per rafforzare ulteriormente la solidità dell’analisi comparativa, la Danimarca ha preso in considerazione altresì il margine EBIT di General Logistics Systems Denmark A/S (GLS), che rappresenta il concorrente principale di Post Danmark sul mercato danese dei pacchi ed è quindi idoneo a un confronto. L’EBIT di GLS per il 2020 è pari al 12,6 %
(
102
)
.
5.2.8.
Smistamento e consegna a mezzo posta di riviste e articoli analoghi
(207)
Per quanto riguarda le critiche mosse da Danske Medier, secondo cui la compensazione per l’obbligo di servizio universale sarebbe troppo elevata perché Post Danmark può avere prezzi artificiosamente bassi per l’obbligo di servizio universale per lo «Smistamento e consegna a mezzo posta di riviste e articoli analoghi», la Danimarca spiega che, contrariamente a quanto sostenuto da Danske Medier, il prezzo per tale servizio nel 2020 era di [5-10] DKK per unità ([0,669-1,339] EUR) e non di 3,50 DKK (0,47 EUR). Il prezzo di 3,50 DKK si applica soltanto ai clienti con più di 100 000 invii di peso massimo pari a 0,06 kg. Tale prezzo si applicherebbe inoltre soltanto alla quota del lotto che eccede i 100 000 invii, in quanto viene utilizzato un modello per scaglioni. Ad esempio per i primi 1 500 invii, nel 2020 è stato applicato un prezzo di 8,66 DKK (1,16 EUR)
(
103
)
. Considerando che la fissazione dei prezzi è diversa da quanto sostenuto da Danske Medier, la Danimarca ritiene che la critica di quest’ultima debba essere respinta.
5.3.
Rispetto della direttiva 97/67/CE – diritti esclusivi
(208)
La Danimarca riferisce che Post Danmark non gode del diritto esclusivo per l’emissione e la vendita di francobolli. Tale impresa è piuttosto soggetta all’obbligo di emettere e vendere francobolli (articolo 20 della legge sui servizi postali
(
104
)
). La direttiva 97/67/CE prevede, all’articolo 8, che l’articolo 7 di detto atto (che vieta la concessione di diritti esclusivi e speciali come mezzo di finanziamento dell’obbligo di servizio universale) non impedisce agli Stati membri di organizzare l’emissione di francobolli conformemente alla legislazione nazionale
(
105
)
. Pertanto, anche qualora si trattasse di un diritto esclusivo (cosa che non è), l’emissione di francobolli è in linea con la direttiva 97/67/CE.
6.
VALUTAZIONE DELL’AIUTO
6.1.
Legalità
(209)
Nella sua decisione di avvio, la Commissione ha ritenuto che la Danimarca non avesse rispettato l’obbligo di notifica concedendo una parte della compensazione per l’obbligo di servizio universale del 2020 notificata ai sensi della disciplina SIEG prima dell’approvazione della Commissione (considerando 60 della decisione di avvio).
(210)
In effetti la Danimarca ha già concesso e versato la metà dell’importo notificato (15 milioni di EUR) a Post Danmark. Secondo la Danimarca, tale parte della compensazione è stata inizialmente concessa ai sensi della decisione SIEG, che consente la concessione di aiuti per l’adempimento di servizi di interesse economico generale (SIEG) senza notifica alla Commissione, purché l’aiuto non superi un importo annuo di 15 milioni di EUR (articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della decisione SIEG) (cfr. anche l’accordo relativo al primo semestre del 2020 di cui al considerando 22, punto 4).
(211)
La Danimarca ha spiegato che, all’epoca, non era stata presa alcuna decisione in merito alla compensazione supplementare per l’obbligo di servizio universale a favore di Post Danmark dopo il giugno 2020 e oltre l’importo di 15 milioni di EUR. Inoltre la Danimarca ha indicato che non vi era alcuna volontà politica di finanziare l’obbligo di servizio universale dal bilancio dello Stato dopo il 30 giugno 2020 e che alternative erano in corso di valutazione (cfr. considerando 79). Su tale base, la Danimarca ha sostenuto che la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il primo semestre del 2020 non dovrebbe essere considerata illegale. Per quanto concerne la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il secondo semestre del 2020, la Danimarca ha spiegato che nella base giuridica la concessione della compensazione è soggetta all’approvazione da parte della Commissione (considerando 22, punto 5).
(212)
La Commissione prende atto delle spiegazioni fornite dalla Danimarca, ma fa riferimento alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, in base alla quale i regolamenti e le decisioni di esenzione in materia di aiuti di Stato devono essere applicati in modo restrittivo
(
106
)
. Pertanto la decisione SIEG può essere utilizzata soltanto nella misura in cui il beneficiario riceva un aiuto massimo di 15 milioni di EUR l’anno. Spetta allo Stato membro, al momento del ricorso alla decisione SIEG, garantire il rispetto delle condizioni ivi stabilite.
(213)
La Commissione ritiene inoltre che la compensazione per l’obbligo di servizio universale per la prima e la seconda metà del 2020 non possa essere valutata separatamente. In effetti, nonostante l’esistenza di due diverse licenze, a Post Danmark è stato affidato un unico SIEG, dato che il contenuto dell’obbligo di servizio universale è esattamente il medesimo nei due periodi successivi
(
107
)
.
(214)
La Danimarca ha notificato la compensazione per tale singolo SIEG nel 2020 ai sensi della disciplina SIEG, ma ha già concesso e versato parte dell’importo, circostanza questa che ha indotto la Commissione a concludere che l’obbligo di notifica non è stato rispettato. La Danimarca ha addotto un’ulteriore argomentazione, ossia il fatto che la decisione SIEG si applica agli aiuti già concessi (considerando 81) e che, al momento della decisione di avvio, l’unico aiuto concesso era l’importo di 15 milioni di EUR per il primo semestre del 2022. Pertanto, secondo la Danimarca, almeno fino al momento in cui Post Danmark dà attuazione a ulteriori aiuti per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale da parte di Post Danmark, non vi sarebbero aiuti illegali. Ulteriori aiuti saranno erogati secondo la Danimarca soltanto se la Commissione dovesse approvarli. La Commissione non concorda con tale ragionamento. Innanzitutto, la verifica del rispetto delle condizioni della decisione SIEG deve necessariamente avvenire prima che gli Stati membri decidano di basarsi sull’esenzione dalla notifica consentita da tale decisione. Ciò è indicato all’articolo 3 della decisione SIEG, che stabilisce che una compensazione degli obblighi di servizio pubblico che soddisfa le prescrizioni di cui a tale decisione è esentata dall’obbligo di notifica preventiva. Pertanto la valutazione delle condizioni deve essere effettuata preventivamente, al fine di determinare se vi sia la necessità di notificare l’aiuto o meno. Gli Stati membri devono pertanto garantire che il beneficiario non riceva più di 15 milioni di EUR in un anno prima di fare affidamento sulla decisione SIEG. Poiché la Danimarca ha notificato la compensazione per l’obbligo di servizio universale per il 2020 per un importo superiore a 15 milioni di EUR, la Commissione deve necessariamente presumere che tale compensazione sarà concessa nella sua valutazione e che pertanto Post Danmark riceverà più di 15 milioni di EUR in un anno. Ne consegue automaticamente che la Danimarca, nell’applicare la decisione SIEG, non ha garantito il rispetto delle condizioni ivi contenute.
(215)
La Commissione conferma pertanto la propria conclusione preliminare secondo cui l’obbligo di notifica non è stato rispettato, nonostante le spiegazioni supplementari fornite dalla Danimarca.
6.2.
Esistenza di un aiuto
(216)
Ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, una misura si qualifica come aiuto di Stato se sono soddisfatte le seguenti condizioni cumulative: i) la misura deve essere imputabile allo Stato membro e concessa mediante risorse statali; ii) deve conferire un vantaggio a imprese; iii) tale vantaggio deve essere selettivo; e iv) la misura deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra Stati membri.
6.2.1.
Misura imputabile allo Stato e concessa mediante risorse statali
(217)
Per potersi qualificare come aiuto di Stato, una misura deve essere imputabile allo Stato ed essere concessa direttamente o indirettamente tramite risorse dello Stato. Le risorse statali includono tutte le risorse del settore pubblico
(
108
)
, comprese le risorse di entità interstatali (decentrate, federate, regionali o di altro tipo)
(
109
)
.
(218)
La compensazione per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale è già stata in parte pagata dalla Danimarca a carico del bilancio nazionale (cfr. considerando 209). La parte restante sarà anch’essa versata dalla Danimarca a partire dal proprio bilancio, come stabilito dalle diverse basi giuridiche pertinenti (cfr. considerando 22). Inoltre la misura è imputabile allo Stato in quanto è concessa sulla base della legislazione nazionale (considerando 22).
(219)
Di conseguenza la misura notificata è imputabile allo Stato ed è concessa attraverso risorse statali.
6.2.2.
Misura concessa a un’impresa
(220)
La concessione di risorse pubbliche può essere qualificata come aiuto di Stato solo se il destinatario è un’impresa ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE. La Corte di giustizia dell’Unione europea («Corte») ha definito coerentemente le imprese come qualsiasi entità che esercita un’attività economica
(
110
)
. La qualifica di un’entità come impresa dipende quindi dalla natura della sua attività, a prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento
(
111
)
. Di norma un’attività deve essere considerata avere natura economica laddove consista nell’offrire beni e servizi sul mercato
(
112
)
.
(221)
Nel caso di specie Post Danmark offre servizi postali dietro remunerazione sul mercato danese dei servizi postali e in concorrenza con altri fornitori. Per tal motivo, per quanto concerne le attività finanziate dalla compensazione per l’obbligo di servizio universale, Post Danmark si qualifica come impresa ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE.
6.2.3.
Vantaggio
(222)
Ai fini dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, un vantaggio è un beneficio economico che un’impresa non avrebbe ottenuto in condizioni normali di mercato, ossia in assenza di un intervento dello Stato
(
113
)
. Ogni volta che la situazione finanziaria di un’impresa risulta migliorata a seguito di un intervento dello Stato, si è in presenza di un vantaggio. Non sono considerati rilevanti né la causa né lo scopo dell’intervento dello Stato, ma solo gli effetti della misura sull’impresa.
(223)
Avendo ricevuto una compensazione per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale nel 2020, non vi è dubbio che la situazione finanziaria di Post Danmark sia migliorata. Per questo motivo, la compensazione comporta a priori un vantaggio per Post Danmark.
(224)
Tuttavia, conformemente alla sentenza della Corte nella causa
Altmark
(
114
)
, la concessione di un vantaggio economico può essere esclusa per la compensazione dei costi sostenuti per fornire un servizio di interesse economico generale qualora siano soddisfatte le quattro condizioni cumulative seguenti:
a)
l’impresa beneficiaria deve essere effettivamente incaricata dell’adempimento di obblighi di servizio pubblico e tali obblighi devono essere definiti in modo chiaro;
b)
i parametri per il calcolo della compensazione devono essere previamente definiti in modo obiettivo e trasparente;
c)
la compensazione non può eccedere quanto necessario per coprire interamente o in parte i costi originati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico, tenendo conto dei relativi introiti agli stessi nonché di un margine di utile ragionevole;
d)
quando la scelta dell’impresa da incaricare dell’adempimento di obblighi di servizio pubblico, in un caso specifico, non venga effettuata nell’ambito di una procedura di appalto pubblico che consenta di selezionare il candidato in grado di fornire tali servizi al costo minore per la collettività, il livello della necessaria compensazione deve essere determinato sulla base di un’analisi dei costi che un’impresa media, gestita in modo efficiente e adeguatamente dotata di mezzi di trasporto al fine di poter soddisfare le esigenze di servizio pubblico richieste, avrebbe dovuto sopportare per adempiere tali obblighi, tenendo conto dei relativi introiti nonché di un margine di utile ragionevole per l’adempimento di detti obblighi.
(225)
In ragione della natura cumulativa dei quattro criteri
Altmark
, laddove uno di essi non sia soddisfatto, la compensazione sarà considerata costituire un vantaggio ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE. Le autorità danesi riconoscono che il quarto criterio
Altmark
non è soddisfatto. La Commissione ritiene inoltre che il quarto criterio
Altmark
non sia soddisfatto poiché, in assenza di una procedura di appalto pubblico che consenta di selezionare il candidato in grado di fornire il servizio al costo minore per la collettività, le autorità danesi non hanno dimostrato che il livello della compensazione è stato determinato sulla base di un’analisi dei costi di un’impresa gestita in modo efficiente, operante nel medesimo settore, tenendo conto degli introiti e di un margine di utile ragionevole.
(226)
Poiché almeno una delle quattro condizioni
Altmark
cumulative non è soddisfatta nel caso di specie, la Commissione conclude che la compensazione per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale conferisce un vantaggio a Post Danmark.
6.2.4.
Selettività
(227)
Ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, una misura, per essere definita aiuto di Stato, deve favorire «talune imprese o talune produzioni». La Commissione rileva che la compensazione per l’obbligo di servizio universale sarà concessa soltanto a Post Danmark. Dato che il presente caso riguarda una misura di aiuto individuale, l’individuazione del vantaggio economico (cfr. considerando da 222 a 226) consente di presumere la selettività della misura
(
115
)
. In ogni caso, non risulta che altre imprese che si trovano nella stessa situazione fattuale e giuridica beneficino del medesimo vantaggio o che altri settori in una situazione analoga beneficino di tale vantaggio. La misura è pertanto selettiva ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE.
6.2.5.
Effetto sugli scambi e distorsione della concorrenza
(228)
Le sovvenzioni pubbliche alle imprese costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE qualora «falsino o minaccino di falsare la concorrenza» e nella misura in cui «incidano sugli scambi tra Stati membri».
(229)
Si ritiene che una misura concessa da uno Stato falsi o minacci di falsare la concorrenza qualora possa rafforzare la posizione competitiva del suo beneficiario nei confronti di altre imprese concorrenti
(
116
)
. Si riscontra una distorsione della concorrenza in tutti i casi in cui lo Stato accorda a un’impresa un vantaggio finanziario nell’ambito di un settore di produzione liberalizzato nel quale esiste o potrebbe esistere concorrenza.
(230)
Per quanto concerne l’effetto sugli scambi, la giurisprudenza della Corte ha stabilito che qualsiasi concessione di aiuti a un’impresa che esercita le sue attività nel mercato interno può incidere sugli scambi tra Stati membri
(
117
)
. Non è necessario dimostrare una reale incidenza dell’aiuto sugli scambi tra gli Stati membri.
(231)
Per quanto concerne il presente caso, la Commissione osserva che Post Danmark opera nel mercato danese dei servizi postali. Il mercato danese dei servizi postali è stato liberalizzato dal 2011 (cfr. considerando 13) e Post Danmark opera pertanto in concorrenza con altri fornitori.
(232)
Taluni concorrenti di Post Danmark, in particolare le imprese che forniscono servizi di consegna di pacchi, fanno parte di gruppi internazionali che operano anche in altri Stati membri
(
118
)
. Inoltre la società madre di Post Danmark (tramite le sue controllate) opera in altri Stati membri (ad esempio Svezia e Finlandia).
(233)
Pertanto la compensazione degli obblighi di servizio pubblico concessa a Post Danmark rafforza la sua posizione nei confronti di altre imprese postali concorrenti nel contesto degli scambi all’interno dell’Unione.
(234)
La Commissione conclude che la misura notificata può incidere sugli scambi e provocare distorsioni della concorrenza.
6.2.6.
Conclusione in merito all’esistenza di un aiuto
(235)
Sulla base di quanto precede, la Commissione conclude che la compensazione concessa a Post Danmark per la prestazione del servizio postale universale nel 2020 soddisfa i criteri di cui all’articolo 107, paragrafo 1, TFUE e, pertanto, la misura costituisce un aiuto di Stato ai sensi di tale disposizione. La Danimarca non contesta questa conclusione.
6.3.
Compatibilità
6.3.1.
Valutazione della compatibilità ai sensi della disciplina dei SIEG del 2012
(236)
Considerando che la compensazione per l’obbligo di servizio universale a favore di Post Danmark costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, è necessario valutarne la compatibilità con il mercato interno.
(237)
Le autorità danesi hanno notificato la misura come compensazione per la prestazione di un SIEG, ossia l’obbligo di servizio universale, ai sensi della disciplina SIEG basata sull’articolo 106, paragrafo 2, TFUE.
(238)
L’articolo 106, paragrafo 2, TFUE recita: «[l]e imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme dei trattati, e in particolare alle regole di concorrenza, nei limiti in cui l’applicazione di tali norme non osti all’adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione loro affidata. Lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi dell’Unione».
(239)
Conformemente a tale disposizione, la Commissione può dichiarare la compensazione per i SIEG compatibile con il mercato interno, a condizione che siano soddisfatte determinate condizioni. La Commissione ha stabilito le condizioni in base alle quali applica l’articolo 106, paragrafo 2, TFUE nella decisione SIEG del 2012 e nella disciplina SIEG del 2012.
(240)
Le autorità danesi hanno notificato una compensazione di 225 milioni di DKK (circa 30 milioni di EUR). Qualora la compensazione da concedere a Poste ceche sia superiore a 15 milioni di EUR in relazione sia superiore a 15 milioni di EUR in relazione a un singolo anno, tale compensazione non rientra nell’ambito di applicazione della decisione SIEG del 2012, come stabilito dall’articolo 2 di quest’ultima.
(241)
Un aiuto di Stato che non rientra nell’ambito di applicazione della decisione SIEG del 2012 può essere dichiarato compatibile con l’articolo 106, paragrafo 2, TFUE, se è necessario per la gestione dei servizi di interesse economico generale in questione e non incide sullo sviluppo degli scambi in misura contraria all’interesse dell’Unione. A tale proposito, la disciplina SIEG del 2012 stabilisce gli orientamenti per valutare la compatibilità della compensazione per servizi di interesse economico generale. Il rispetto delle condizioni di compatibilità della disciplina SIEG è verificato nel prosieguo della presente sezione.
6.3.1.1.
Effettivo servizio di interesse economico generale di cui all’articolo 106 TFUE
(242)
Come indicato al punto 46 della comunicazione SIEG della Commissione
(
119
)
, gli Stati membri dispongono di un ampio margine di discrezionalità per quanto concerne la natura dei servizi che potrebbero essere classificati come servizi di interesse economico generale. La competenza della Commissione si limita a verificare che il margine di discrezionalità sia applicato senza errore manifesto per quanto concerne la definizione del SIEG nonché a valutare l’eventuale aiuto di Stato connesso alla compensazione. Il punto 56 della disciplina SIEG del 2012 conferma l’ampio margine di discrezionalità degli Stati membri nel contesto della definizione dei servizi di interesse economico generale.
(243)
Il punto 14 della disciplina SIEG del 2012 recita: «[è] opportuno che gli Stati membri dimostrino di aver tenuto in debita considerazione le esigenze di servizio pubblico cui è offerto sostegno mediante una consultazione pubblica o altri strumenti adeguati per tener conto degli interessi di utenti e fornitori».
(244)
L’obbligo di servizio universale come definito all’articolo 3 della direttiva 97/67/CE è riconosciuto come un effettivo servizio di interesse economico generale
(
120
)
. Di conseguenza gli Stati membri non sono tenuti a dimostrare, mediante una consultazione pubblica o altri strumenti adeguati, di aver tenuto conto delle esigenze di servizio pubblico nell’affidare a un operatore l’incarico di adempiere l’obbligo di servizio universale come definito all’articolo 3 di tale direttiva.
(245)
Le autorità danesi hanno dimostrato che l’obbligo di servizio universale affidato a Post Danmark corrisponde ai requisiti minimi di cui all’articolo 3 della direttiva 97/67/CE (cfr. considerando 28 e 29 della decisione di avvio). Inoltre le autorità danesi si sono avvalse della facoltà di cui all’articolo 3, paragrafo 5, di tale direttiva e hanno aumentato il limite di peso della copertura del servizio universale per i pacchi postali di peso fino a 20 kg, nonché dell’articolo 12 di tale direttiva per imporre tariffe uniformi per gli invii unitari (lettere e pacchi) e per la consegna gratuita di invii ai non vedenti. La Commissione ritiene pertanto che la Danimarca non debba dimostrare, mediante una consultazione pubblica o altri strumenti adeguati, di aver tenuto conto delle esigenze di servizio pubblico e conclude che il requisito di cui al punto 14 della disciplina SIEG del 2012 non si applica nel caso di specie.
6.3.1.2.
Necessità di un atto di incarico che specifichi gli obblighi di servizio pubblico e le modalità di calcolo della compensazione
(246)
Come indicato al punto 15 della disciplina SIEG del 2012, la nozione di SIEG ai sensi dell’articolo 106 TFUE impone che l’impresa in questione sia stata incaricata dello svolgimento del SIEG per mezzo di uno o più atti.
(247)
Come richiesto dal punto 16 della disciplina SIEG del 2012, tali atti di incarico devono specificare, in particolare:
1)
la natura precisa dell’obbligo di servizio pubblico e la sua durata;
2)
le imprese interessate e il territorio interessato;
3)
la natura dei diritti esclusivi accordati all’impresa;
4)
la descrizione del meccanismo di compensazione e i parametri per il calcolo, il controllo e la revisione della compensazione; e
5)
le modalità per evitare le sovracompensazioni e per il loro eventuale rimborso.
(248)
Nel caso di specie, i diversi documenti che costituiscono congiuntamente l’atto di incarico di Post Danmark, come descritto al considerando 22, specificano quanto segue:
1)
l’obbligo di servizio universale è imposto a Post Danmark attraverso le licenze individuali concesse a Post Danmark nel dicembre del 2019 e nel giugno del 2020 e riguarda il periodo compreso tra il 1
o
gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020 (considerando 14 e considerando 22, punto 1). Tali licenze prorogano la licenza rilasciata nel maggio del 2016, che scadeva il 31 dicembre 2019 e che stabilisce le condizioni per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale;
2)
il meccanismo di compensazione è descritto in due decreti presentati dal ministero dei Trasporti, delle opere edili e dell’edilizia abitativa alla commissione finanziaria del parlamento danese, riguardanti il 2020 (considerando 22, punti 2 e 3); e
3)
per quanto riguarda i principi dettagliati per il monitoraggio e la rendicontazione, compreso un meccanismo di controllo ex post volto a verificare che Post Danmark non abbia ricevuto compensazioni eccessive, tali aspetti sono descritti negli accordi di cui al considerando 22, punti 4 e 5.
(249)
Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che l’incarico conferito a Post Danmark per il 2020 è in linea con i pertinenti requisiti di cui alla disciplina SIEG del 2012.
6.3.1.3.
Durata dell’incarico
(250)
Come indicato al punto 17 della disciplina SIEG del 2012, «[l]a durata del periodo di incarico deve essere giustificata con riferimento a criteri oggettivi quali la necessità di ammortizzare attività fisse non trasferibili. In linea di principio, la durata del periodo di incarico non deve superare il tempo necessario per l’ammortamento dell’attività più significativa necessaria per fornire il SIEG»
(
121
)
.
(251)
Come descritto al considerando 14, la licenza di Post Danmark per l’obbligo di servizio universale copre un anno. Sebbene le autorità danesi non abbiano fornito dati specifici sul periodo di ammortamento degli attivi più significativi utilizzati per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale, la Commissione ritiene, con riferimento alla prassi in altri Stati membri, che si possa accettare un periodo di incarico di un solo anno
(
122
)
. Inoltre, per quanto concerne Post Danmark, la Commissione aveva precedentemente accettato una durata più lunga di tre anni dal 2017 al 2019 (cfr. decisione del 2018). La decisione del 2018 è stata confermata dal Tribunale nella causa T-561/18.
6.3.1.4.
Rispetto della direttiva 2006/111/CE
(252)
Secondo il punto 18 della disciplina SIEG del 2012, «[u]n aiuto verrà considerato compatibile con il mercato interno a norma dell’articolo 106, paragrafo 2, del trattato soltanto se l’impresa rispetta, ove applicabile, la direttiva 2006/111/CE» relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all’interno di talune imprese
(
123
)
.
(253)
Nella decisione di avvio, la Commissione ha espresso dubbi in merito alla metodologia di attribuzione dei costi di Post Danmark e, di conseguenza, alla contabilità separata di Post Danmark (considerando 101 della decisione di avvio). Tali dubbi sono sorti a seguito di una relazione del Rigsrevisionen, che sollevava dubbi circa la vigilanza regolamentare sui conti di Post Danmark e la loro convalida da parte di revisori esterni (considerando 104 della decisione di avvio).
(254)
La Commissione ha indicato che soltanto qualora le autorità danesi fornissero le informazioni necessarie per dissipare i dubbi derivanti dalle conclusioni della Rigsrevisionen e soltanto qualora la contabilizzazione dei costi fosse affidabile, essa potrebbe trarre conclusioni positive sul rispetto dei requisiti di cui al punto 18 della disciplina SIEG.
6.3.1.4.1. Valutazione della conformità alla direttiva 2006/111/CE e dubbi espressi nella decisione di avvio
(255)
La Danimarca ha spiegato in modo più dettagliato la metodologia di attribuzione dei costi di Post Danmark in risposta alla decisione di avvio, anche fornendo esempi (considerando da 87 a 102); la sua ripartizione delle entrate (considerando 103); la sua contabilità separata (considerando da 104 a 106); e la sua lettura della relazione della Rigsrevisionen e del seguito che le è stato dato (considerando da 107 a 116). Su tale base, la Commissione ritiene che i suoi dubbi siano stati adeguatamente affrontati.
(256)
In effetti, innanzitutto, Post Danmark utilizza metodi generalmente accettabili di attribuzione dei costi, ossia la metodologia della determinazione dei costi per attività per i costi operativi di base, l’analisi diretta per altri costi operativi e il risultato della metodologia della determinazione dei costi per attività per altri costi (considerando da 89 a 92). Utilizzando tale metodologia, Post Danmark attribuisce in maniera proporzionale i costi comuni ai servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale e a quelli che non vi rientrano sulla base di fattori adeguati. La metodologia di determinazione dei costi per attività è un sistema particolare del metodo di attribuzione dei costi interamente ripartita, che è conforme alle disposizioni applicabili della disciplina dei SIEG del 2012 ed è altresì in linea con i requisiti specifici settoriali in materia di contabilità separata di cui all’articolo 14 della direttiva 97/67/CE. La Commissione ha riconosciuto l’adeguatezza della metodologia della determinazione dei costi per attività in decisioni precedenti
(
124
)
.
(257)
In secondo luogo, il riesame effettuato da Deloitte presentato il 30 agosto 2021 (considerando 101 e 102) corrobora altresì la conclusione secondo la quale la metodologia di attribuzione dei costi e la contabilità separata di Post Danmark sono corrette. Il riesame ha concluso che Post Danmark utilizza principi, metodi e sistemi di registrazione completi per calcolare e attribuire i suoi costi tra i servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale e quelli che non vi rientrano.
(258)
Le conclusioni di Deloitte sono ulteriormente corroborate dalla società di revisione dei conti di Post Danmark, KPMG, che, nel corso della revisione dei conti per il 2020, ha confermato che i dati erano stati registrati correttamente e ha approvato i conti per il 2020 (considerando 118).
(259)
Infine i costi e le entrate totali attribuiti ai servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale e quelli non rientranti e quindi la contabilità separata nel 2020 presentata nella
tabella 3 (
cfr. anche considerando 106) mostrano che l’attribuzione dei costi è sostanzialmente coerente con la quota delle entrate delle diverse attività, il che contraddice chiaramente l’asserzione secondo la quale tutti i costi comuni sarebbero attribuiti all’obbligo di servizio universale. I rapporti indicati (circa il 70 % dei servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale e il 30 % dei servizi che non rientrano in tale obbligo tanto per i costi quanto per le entrate) sono analoghi per gli altri anni. I dati relativi a tutti gli anni a partire dal 2007 sono pubblicamente disponibili sul sito web di Post Danmark
(
125
)
.
Tabella 3
Contabilità separata di Post Danmark
Servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale
Servizi non rientranti nell’obbligo di servizio universale
Totale
Anno
Entrate di esercizio
Costi di esercizio
Entrate di esercizio
Costi di esercizio
Entrate di esercizio
Costi di esercizio
2020
(milioni di DKK)
3 774
(70,1 %)
3 784
(69,9 %)
1 610
(29,9 %)
1 626
(30,1 %)
5 384
(100 %)
5 410
(100 %)
(260)
La Commissione osserva inoltre che la Rigsrevisionen ha confermato in una dichiarazione ufficiale del 5 marzo 2021 (cfr. considerando 116) che i suoi dubbi iniziali erano stati dissipati dopo l’adozione di misure da parte del ministro dei Trasporti a seguito della relazione della Rigsrevisionen. Inoltre la Rigsrevisionen si è impegnata a continuare a osservare le pratiche di fissazione dei prezzi di Post Danmark e le misure previste dal ministro per rafforzare la vigilanza su Post Danmark, nonché a riferire le proprie conclusioni allo Statsrevisorerne (considerando 116).
(261)
La verifica da parte della Commissione stessa dell’attribuzione dei costi da parte di Post Danmark e la conferma da parte della Rigsrevisionen dell’adeguatezza delle misure adottate dal ministro dei Trasporti hanno dissipato i dubbi espressi dalla Commissione nella decisione di avvio per quanto concerne il rispetto del punto 18 della disciplina SIEG.
6.3.1.4.2. Valutazione delle osservazioni specifiche degli interessati in merito alla conformità rispetto alla direttiva 2006/111/CE
(262)
Per quanto concerne l’osservazione degli interessati, di cui al considerando 29, secondo la quale le revisioni annuali dei conti di Post Danmark non sono affidabili, la Commissione, utilizzando le relazioni di Deloitte (considerando 257) e KPMG (considerando 258), ha verificato che la registrazione dei dati fosse stata effettivamente effettuata con un livello sufficiente di dettaglio.
(263)
Per quanto riguarda la richiesta di eliminazione della cosiddetta «norma della necessità» (considerando 33), la Commissione osserva che, per il 2020, il regolamento contabile pertinente è quello del 2014 e che tale regolamento non contiene una «norma della necessità». Nell’esaminare i principi e i metodi per il 2020
(
126
)
, non vi è alcuna indicazione secondo la quale Post Danmark debba imputare tutti i costi comuni necessari per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale alla contabilità relativa all’obbligo di servizio universale. Piuttosto, i principi e i metodi stabiliscono quanto segue: «
[i] servizi non universali comprendono quindi i costi che la gestione di tali servizi comporta: da un lato, tutti i costi incrementali
e, dall’altro, i costi comuni relativi alla gestione e all’estensione del sistema di produzione e di gestione di base
[ossia i costi comuni attribuibili]. A ciò si aggiunge una quota proporzionale di costi comuni non attribuibili
»
(
127
)
. (grassetto aggiunto dalla Commissione). Ciò dimostra che i costi comuni sono imputati tanto ai servizi che non rientrano nell’obbligo di servizio universale quanto a quelli che vi rientrano. Tale circostanza dimostra altresì che Post Danmark è tenuta ad applicare in parallelo due processi diversi. Da un lato, l’attribuzione dei costi e, dall’altro, l’etichettatura o la classificazione dei tipi di costi quali i costi incrementali, i costi comuni attribuibili e i costi comuni non attribuibili (considerando 94).
(264)
Sulla base della descrizione della contabilizzazione dei costi, non sembra che, nella pratica, Post Danmark attribuisca tutti i suoi costi comuni alla contabilità relativa all’obbligo di servizio universale, ma li ripartisca adeguatamente tra tale contabilità e quella non relativa a detto obbligo (in risposta all’osservazione di cui al considerando 30).
(265)
Per quanto riguarda il riesame effettuato da PwC nel 2014 (considerando 33) e che sarebbe pertinente per la compensazione per l’obbligo di servizio universale nel 2020, la Commissione giunge alla stessa conclusione della Danimarca (considerando 113), ossia che la lettura da parte della Rigsrevisionen della dichiarazione di PwC era errata. In particolare il numero di invii non costituisce un parametro adeguato per valutare se l’attribuzione dei costi sia appropriata, in quanto invii diversi non comportano i medesimi costi nella catena di produzione. In effetti, per taluni prodotti, il costo della «versione rientrante nell’obbligo di servizio universale» di un invio postale (ad esempio la consegna a domicilio di lettere soggette all’obbligo di servizio universale entro 5 giorni lavorativi) è inferiore rispetto a quello della versione non soggetta all’obbligo di servizio universale (consegna a domicilio entro il giorno successivo di una lettera non soggetta all’obbligo di servizio universale) e per altri prodotti è vero il contrario (come per i pacchi B2B
(
128
)
(non rientranti nell’obbligo di servizio universale) e B2C (rientranti in tale obbligo)). Questa valutazione è confermata dal rapporto tra il fatturato attribuibile alle diverse attività, nel contesto del quale circa il 70 % è attribuibile all’obbligo di servizio universale e anche il 70 % dei costi è attribuibile a tale obbligo (considerando 259). Un rapporto analogo si applica al 2013, che è l’anno oggetto del riesame di PwC.
(266)
Inoltre, esaminando la formulazione esatta espressa da PwC nel riesame del 2014
(
129
)
, la Commissione osserva che PwC rileva che, per quanto concerne i costi di distribuzione sui giri soggetti a co-distribuzione, i prodotti rientranti nell’obbligo di servizio universale hanno sostenuto più della metà dei costi anche se corrispondono a meno della metà del numero di consegne
(
130
)
(e non del numero di invii). PwC spiega che ciò è dovuto al fatto che, in caso di consegna congiunta di un prodotto soggetto ad obbligo di servizio universale e di un prodotto non soggetto a tale obbligo, solo il termine di consegna supplementare per la consegna del prodotto non soggetto a detto obbligo nella stessa cassetta della posta del prodotto soggetto all’obbligo di servizio universale è attribuito al prodotto che non rientra nell’obbligo di servizio universale. Sulla base di tale spiegazione, nel 2014 PwC ha constatato non soltanto che i principi e i metodi applicati per l’attribuzione dei costi erano conformi alle prescrizioni normative, ma anche che tali principi e metodi erano ragionevoli e sensibili. Successivamente Deloitte è giunta a una conclusione analoga nel suo riesame del 2021 (cfr. considerando 257).
(267)
Per quanto riguarda le osservazioni di Danske Medier (considerando da 34 a 36), la Commissione osserva che il concetto di «costi incrementali», il cui utilizzo secondo Danske Medier comporta una compensazione troppo elevata per l’obbligo di servizio universale, è utilizzato per classificare i costi, che è un processo distinto dalla loro attribuzione. Ciò non significa che tutti i costi necessari per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale sono attribuiti a detto obbligo quando sono necessari anche per servizi che non rientrano in tale obbligo (cfr. esempio di cui al considerando 97). Per quanto riguarda l’ipotesi formulata da Danske Medier secondo la quale Post Danmark utilizza la compensazione per l’obbligo di servizio universale per coprire le ingenti perdite subite nelle sue attività che non rientrano nell’obbligo di servizio universale, la Commissione osserva di non aver riscontrato prove in tal senso e che, in ogni caso, l’obbligo di servizio universale secondo la contabilizzazione dei costi in linea con le norme applicabili (disciplina SIEG, direttiva 97/67/CE e norme contabili nazionali) crea un disavanzo netto, tanto considerando quanto escludendo la compensazione per l’obbligo di servizio universale nel 2020 (considerando 153, nota 81).
(268)
Per quanto riguarda la presunta struttura complessa di PostNord Group e il suo effetto sulla vigilanza (considerando 36), la Commissione osserva che è Post Danmark ad essere incaricata dell’obbligo di servizio universale e non altri soggetti del gruppo di cui fa parte. La vigilanza dovrebbe pertanto concentrarsi su Post Danmark e ciò avviene in effetti. La struttura societaria di PostNord Group è irrilevante ai fini della vigilanza sulla contabilità di Post Danmark ai fini della compensazione per l’obbligo di servizio universale concessa a tale entità.
6.3.1.5.
Rispetto delle norme dell’Unione in materia di appalti pubblici
(269)
Conformemente al punto 19 della disciplina SIEG del 2012, «[u]n aiuto verrà considerato compatibile con il mercato interno a norma dell’articolo 106, paragrafo 2, del trattato soltanto se l’autorità responsabile, al momento di incaricare l’impresa in questione della fornitura del servizio, ha rispettato o si impegna a rispettare le norme dell’Unione applicabili in materia di appalti pubblici. Questo comprende eventuali condizioni relative a trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione sancite direttamente dal trattato e, se del caso, dal diritto derivato dell’Unione. Si ritiene che gli aiuti che non rispettano tali norme e condizioni compromettano lo sviluppo degli scambi in misura contraria agli interessi dell’Unione, a norma dell’articolo 106, paragrafo 2, del trattato».
(270)
A norma dell’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 97/67/CE, gli Stati membri non sono tenuti a organizzare una procedura di gara per la designazione del fornitore del servizio universale.
(271)
Nel caso di specie, le autorità danesi hanno optato per l’incarico diretto a favore di Post Danmark, conformemente alla direttiva 97/67/CE. Ne consegue che le norme in materia di appalti pubblici non sono applicabili e che l’incarico diretto di Post Danmark in veste di fornitore del servizio universale è in linea con il punto 19 della disciplina SIEG del 2012.
6.3.1.6.
Assenza di discriminazione
(272)
Secondo il punto 20 della disciplina SIEG del 2012, «[n]el caso in cui un’autorità attribuisca l’incarico della fornitura del medesimo SIEG a più imprese, è opportuno che la compensazione sia calcolata in base allo stesso metodo per ciascuna impresa».
(273)
Conformemente all’articolo 14 della legge sui servizi postali, l’obbligo di servizio universale è oggetto di incarico affidato soltanto a Post Danmark. Di conseguenza la Commissione conclude che il requisito di cui al punto 20 della disciplina SIEG del 2012 è soddisfatto.
6.3.1.7.
Calcolo del costo netto del servizio postale universale nel 2020
(274)
In seguito alla decisione di avvio, la Danimarca ha fornito ulteriori informazioni per dimostrare la fondatezza del suo calcolo dei costi netti per il quale utilizza la metodologia del costo evitato netto. Alla luce di alcune osservazioni degli interessati e al fine di migliorare ulteriormente il calcolo del costo evitato netto, la Danimarca ha modificato alcuni parametri del costo evitato netto.
6.3.1.7.1. Metodologia del costo evitato netto
(275)
Secondo il punto 21 della disciplina SIEG del 2012, «[l]’importo della compensazione non deve eccedere quanto necessario per coprire i costi netti determinati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico, compreso un margine di utile ragionevole». A questo proposito, il punto 24 della disciplina SIEG del 2012 stabilisce che «[i]l costo netto necessario - o che si prevede sarà necessario - per l’adempimento degli obblighi di servizio pubblico deve essere calcolato utilizzando la metodologia del costo evitato netto, laddove questo sia richiesto dalla legislazione nazionale o dell’Unione e negli altri casi in cui sia possibile».
(276)
Ai sensi del punto 25 della disciplina SIEG del 2012, «[i]n base alla metodologia del costo evitato netto, il costo netto necessario - o che si prevede sia necessario - per ottemperare agli obblighi di servizio pubblico è calcolato come la differenza tra il costo netto per il fornitore del servizio soggetto ad un obbligo di servizio pubblico e il costo netto o utile del medesimo fornitore in assenza di tale obbligo».
(277)
Il costo evitato netto consiste nella differenza di utili di Post Danmark tra il cosiddetto scenario fattuale (corrispondente alla situazione effettiva, nella quale Post Danmark opera adempiendo a un obbligo di servizio universale) e lo scenario controfattuale (corrispondente a una situazione ipotetica, nella quale Post Danmark non è incaricata dell’adempimento dell’obbligo di servizio universale).
(278)
Nei calcoli iniziali la Danimarca ha stimato che il costo evitato netto per il 2020 ammontava a 394 milioni di DKK (circa 53 milioni di EUR). Tale importo è stato adeguato a 385,625 milioni di DKK a seguito delle osservazioni degli interessati (cfr. considerando da 172 a 177), un valore notevolmente superiore alla compensazione notificata di 225 milioni di DKK (circa 30 milioni di EUR). Il calcolo del costo evitato netto presentato dalla Danimarca è descritto più dettagliatamente di seguito.
Descrizione dello scenario fattuale
(279)
Lo scenario fattuale per il periodo dal 1
o
gennaio al 31 dicembre 2020 tiene conto delle normali operazioni di Post Danmark e si basa sui rendiconti finanziari di Post Danmark per il periodo dal 1
o
gennaio al 31 ottobre 2020 e sulle proiezioni effettuate al momento della notifica (ossia il 12 marzo 2021, cfr. considerando 16 della decisione di avvio) per novembre e dicembre 2020.
(280)
Le principali ipotesi di mercato alla base dell’andamento stimato delle entrate nel periodo sono le seguenti:
1)
il mercato del B2C registrerà una crescita sostanziale in ragione dell’aumento del commercio elettronico;
2)
il progredire della digitalizzazione continuerà a incidere sui volumi degli invii di lettere in quanto i mittenti del settore finanziario e le autorità pubbliche sono ancora nella fase di conversione delle loro lettere in posta elettronica;
3)
il mercato degli invii postali di giornali e riviste si sta spostando verso modelli commerciali omnicanale, con un’attenzione combinata ai canali digitali e alla stampa, una circostanza questa che riduce notevolmente i volumi in questi mercati dei servizi postali.
(281)
Le entrate e i costi stimati di Post Danmark nello scenario fattuale corrispondono alle cifre riportate di seguito nella
tabella 4
.
Tabella 4
Scenario fattuale
Ripartizione delle entrate (milioni di DKK)
dal 1
o
gennaio al 30 dicembre 2020
Posta ordinaria
[…]
Posta in uscita
[…]
Posta in ingresso
[…]
Riviste/giornali
[…]
Altri prodotti di affrancatura (compresi i francobolli)
[…]
Altri prodotti di posta
[…]
Posta prioritaria
[…]
B2B nazionale
[…]
B2C ritiro
[…]
B2C a domicilio
[…]
C2X
(
131
)
[…]
Pacchi in uscita
[…]
Pacchi in ingresso
[…]
Altri servizi logistici
[…]
Pacchi altro
[…]
Altri proventi di gestione
[…]
Entrate totali
[4 500 -5 500 ]
Ripartizione dei costi (milioni di DKK)
Costi del personale
[…]
Altri costi
[…]
Interessi di capitale
[…]
Ammortamento
[…]
Costi totali
[-5 500 {-}-4 500 ]
Profitto in milioni di DKK
[- 500 -0 ]
Descrizione dello scenario controfattuale
(282)
La Danimarca ha fornito uno scenario controfattuale con alcuni cambiamenti nella rete e nel processo di consegna di Post Danmark rispetto allo scenario fattuale.
(283)
In tale scenario le attività seguenti rientranti nell’obbligo di servizio universale verrebbero sospese in quanto la Danimarca ritiene che abbiano un impatto complessivamente negativo sull’attività di Post Danmark in assenza dell’obbligo di servizio universale:
1)
notifiche con ricevuta di ritorno
(
132
)
;
2)
giornali e riviste;
3)
invii postali internazionali di lettere e pacchi a norma della convenzione UPU e di altri accordi postali internazionali (che hanno registrato perdite nel 2020 con un EBIT negativo pari a circa [...] milioni di DKK). L’interruzione degli invii postali internazionali di lettere e pacchi ai sensi della convenzione UPU comporta altresì la chiusura del centro postale e pacchi internazionale presso l’aeroporto di Copenaghen. Post Danmark continuerebbe a offrire la consegna di pacchi in ingresso e in uscita soltanto in franchising con DPD utilizzando la rete e i collaboratori di DPD, nonché attraverso la rete infragruppo propria di PostNord Group; e
4)
fornitura del servizio gratuito ai non vedenti.
(284)
Oltre alla soppressione di alcuni servizi, Post Danmark ottimizzerebbe i propri servizi apportando le modifiche seguenti:
1)
il servizio relativo alle lettere commerciali nello scenario controfattuale includerebbe soltanto la consegna a domicilio nelle città più grandi e la consegna a domicilio di tali lettere cesserebbe nelle zone rurali e nelle città più piccole. Nelle zone rurali e nelle città più piccole vi sarà un’opzione di ritiro. Ciò significherebbe che Post Danmark si recherebbe presso ogni utente privato per il quale ha una consegna nelle città più grandi con una frequenza di un giorno la settimana e sarebbe quindi in grado di raggruppare più invii e di ridurre in modo significativo il numero delle rotte nelle zone rurali e nelle città più piccole;
2)
Post Danmark chiuderebbe un centro di smistamento delle lettere e ridurrebbe il numero di piattaforme di distribuzione che passerebbero da [10-20] a [10-20];
3)
in virtù degli obblighi di servizio universale, Post Danmark è tenuta a mantenere uffici postali che forniscano servizi completi, ossia uffici postali che offrono tutti i servizi contemplati dall’obbligo di servizio universale, su una serie di isole minori. Nello scenario controfattuale, Post Danmark non offrirebbe servizi completi sulle isole minori prive di collegamento fisso. Presso i punti di servizio presenti su tali isole minori sarebbe invece disponibile una serie limitata di prodotti postali. Qualora gli abitanti delle piccole isole richiedessero servizi non disponibili sull’isola in questione, dovrebbero acquistare il servizio online o recarsi presso un punto di servizio sul continente;
4)
Post Danmark ridurrebbe il numero di cassette postali che passerebbero da 4 800 a [4 000-4 800]. Una rete di [4 000-4 800] cassette postali sarebbe ottimale dal punto di vista commerciale in uno scenario in cui Post Danmark non fosse soggetta a vincoli dettati dall’obbligo di servizio universale;
5)
Post Danmark ridurrebbe l’uso di misurazioni della qualità. La licenza individuale del 2016 (prorogata per il 2020) impone a Post Danmark di pagare un istituto di ricerca indipendente affinché effettui mensilmente misurazioni rappresentative della qualità delle lettere nazionali soggette all’obbligo di servizio universale.
(285)
Nella
tabella 5
è fornita una ripartizione dei costi evitati e delle mancate entrate nello scenario controfattuale per ciascuno degli aspetti elencati ai considerando 283 e 284. Le mancate entrate e i costi evitati sono ripartiti in base alle differenze tra lo scenario fattuale e quello controfattuale.
Tabella 5
Costi evitati e mancate entrate
Costi evitati (in milioni di DKK)
dal 1
o
gennaio al 31 dicembre 2020
Ottimizzazione del servizio relativo alle lettere commerciali
[…]
Interruzione del servizio gratuito per i non vedenti
[…]
Interruzione della distribuzione di giornali e riviste
[…]
Invii postali internazionali di lettere e pacchi a norma della convenzione UPU
[…]
Ottimizzazione del numero di cassette postali
[…]
Ottimizzazione dell’offerta di prodotti sulle piccole isole prive di collegamento fisso
[…]
Riduzione dell’uso di misurazioni della qualità
[…]
Sospensione del servizio di notifica con ricevuta di ritorno
[…]
Totale costi evitati
[1 500 -2 500 ]
Mancate entrate (in milioni di DKK)
dal 1
o
gennaio al 31 dicembre 2020
Ottimizzazione del servizio relativo alle lettere commerciali
[…]
Interruzione del servizio gratuito per i non vedenti
[…]
Interruzione della distribuzione di giornali e riviste
[…]
Invii postali internazionali di lettere e pacchi a norma della convenzione UPU
[…]
Ottimizzazione del numero di cassette postali
[…]
Ottimizzazione dell’offerta di prodotti sulle piccole isole prive di collegamento fisso
[…]
Riduzione dell’uso di misurazioni della qualità
[…]
Sospensione del servizio di notifica con ricevuta di ritorno
[…]
Totale mancate entrate
[1 500 -2 500 ]
Importo lordo dei costi evitati netti
[400 -900 ]
(286)
I dati riportati nella
tabella 6
sono ottenuti adeguando le entrate e i costi dello scenario fattuale (cfr.
tabella 4
) sulla base dell’impatto delle ipotesi di cui allo scenario controfattuale (cfr.
tabella 5
).
Tabella 6
Scenario controfattuale
Ripartizione delle entrate (milioni di DKK)
dal 1
o
gennaio al 30 dicembre 2020
Posta ordinaria
[…]
Posta in uscita
[…]
Posta in ingresso
[…]
Riviste/giornali
[…]
Altri prodotti di affrancatura (compresi i francobolli)
[…]
Altri prodotti di posta
[…]
Posta prioritaria
[…]
B2B nazionale
[…]
B2C ritiro
[…]
B2C a domicilio
[…]
C2X
[…]
Pacchi in uscita
[…]
Pacchi in ingresso
[…]
Altri servizi logistici
[…]
Pacchi altro
[…]
Altri proventi di gestione
[…]
Entrate totali
[2 500 -3 500 ]
Ripartizione dei costi (milioni di DKK)
Costi del personale
[…]
Altri costi
[…]
Interessi di capitale
[…]
Ammortamento
[…]
Costi totali
[-3 500 {-}- 2 500 ]
Profitto in milioni di DKK
[0 -500 ]
Descrizione del processo di calcolo del costo evitato netto
(287)
Il costo evitato netto corrisponde ai costi evitati meno le mancate entrate dello scenario controfattuale, apportando una rettifica per tenere conto dei vantaggi intangibili.
Costi evitati
(288)
I costi evitati sono riportati nella
tabella 5
. La maggior parte dei risparmi sui costi deriverebbe da una riduzione del personale.
Mancate entrate
(289)
Le mancate entrate sono riportate nella
tabella 5
e comprendono in particolare la perdita di attività a seguito della cessazione della prestazione di taluni servizi.
(290)
Post Danmark ha stimato le mancate entrate derivanti dall’ottimizzazione dei servizi aziendali applicando l’esperienza acquisita in relazione alle precedenti variazioni dei prezzi e delle offerte di prodotti. Post Danmark ha monitorato costantemente il comportamento dei clienti in relazione, in particolare, alle variazioni dei prezzi e ha previsto il comportamento dei clienti ricorrendo ad elasticità al prezzo e indagini realizzate presso i clienti.
Vantaggi intangibili
(291)
I vantaggi intangibili potrebbero contribuire al miglioramento della redditività di cui gode un fornitore di servizi postali grazie al suo status di fornitore del servizio universale. Spesso non possono essere presi in considerazione nello scenario fattuale e controfattuale, ma devono comunque essere presi in considerazione nel calcolo del costo evitato netto e sono pertanto di norma contabilizzati separatamente.
(292)
Tra i vantaggi intangibili potrebbero rientrare le economie di scala e di portata, gli effetti pubblicitari derivanti dalla proprietà intellettuale, gli effetti della domanda dovuti all’esenzione dall’IVA, i vantaggi di una copertura universale, il potere contrattuale e una migliore acquisizione dei clienti.
(293)
I vantaggi intangibili presi in considerazione dalla Danimarca per il calcolo del costo evitato netto sono i seguenti: i) l’esenzione dall’IVA (A); ii) gli attivi relativi alla proprietà intellettuale (B); e iii) i vantaggi derivanti da francobolli conservati per fini filatelici e inutilizzati (C). I vantaggi associati all’esenzione dall’IVA e agli attivi relativi alla proprietà intellettuale ammontano complessivamente a [...] milioni di DKK. Il vantaggio derivante dai francobolli conservati per fini filatelici e inutilizzati ammonta a 10,375 milioni di DKK. La Danimarca non tiene conto iv) delle economie di scala (D); v) del potere contrattuale (E); e vi) della copertura universale (F), in quanto non considera tali aspetti un vantaggio intangibile. Gli interessati hanno sostenuto che avrebbero dovuto essere presi in considerazione anche diversi altri vantaggi intangibili. Tali aspetti sono valutati nella sezione 6.3.1.7.3.1.
A -
Esenzione dall’IVA
(294)
Ai sensi della direttiva IVA, attuata tramite la legge danese sull’imposta sul valore aggiunto
(
133
)
, i servizi postali rientranti nell’obbligo di servizio universale sono esenti da IVA. L’esenzione dall’IVA non si applica a tali servizi se sono state negoziate condizioni individuali. L’esenzione implica che Post Danmark gode di un vantaggio competitivo nei confronti dei clienti che non possono detrarre l’IVA, ad esempio i privati cittadini. L’esenzione parziale dall’IVA presenta l’inconveniente che Post Danmark non può detrarre l’IVA pagata per gli acquisti relativi alla prestazione di servizi esenti da IVA (obbligo di servizio universale).
(295)
Il vantaggio è calcolato sulla base di uno scenario controfattuale nel quale tutte le attività di Post Danmark sono soggette ad IVA. Il beneficio dell’esenzione dall’IVA deriva dall’aumento della domanda di prodotti di Post Danmark. In assenza dell’esenzione dall’IVA, alcuni prezzi sarebbero più elevati per alcuni clienti (clienti che non possono detrarre l’IVA). Ciò comporterebbe una variazione del comportamento dei clienti, il che comporterebbe una perdita di entrate dovuta al calo dei volumi. Il comportamento dei clienti e la perdita di entrate sono calcolati sulla base delle elasticità al prezzo. I calcoli tengono conto del fatto che l’esenzione dall’IVA riduce di contro la possibilità di recuperare l’IVA inclusa negli acquisti di fattori produttivi da parte di Post Danmark.
(296)
Il calcolo dell’effetto dell’assoggettamento all’IVA si basa sul presupposto che l’IVA sarà applicata in aggiunta ai prezzi correnti. Di conseguenza l’imposizione dell’IVA comporta un aumento del prezzo del 25 % (aliquota IVA in Danimarca), ma soltanto per i clienti che non possono detrarre l’IVA. Per tali clienti vi sarà una variazione di comportamento. Le mancate entrate derivanti da un cambiamento di comportamento di tali clienti sono calcolate ammontare a [...] milioni di DKK (equivalenti a [...] milioni di invii) e sono costituite da:
1)
una riduzione del traffico postale nazionale ([...] milioni di DKK, pari a [...] milioni di invii);
2)
una riduzione della posta in uscita ([...] milioni di DKK, pari a [...] milioni di invii);
3)
una riduzione del traffico postale relativo a riviste ([...] milioni di DKK, pari a [...] milioni di invii).
(297)
La riduzione dei costi sostenuti in ragione del mancato utilizzo dell’esenzione dall’IVA ammonta a [...] milioni di DKK. Tale importo comprende maggiori possibilità di detrazione dell’IVA ([...] milioni di DKK, sulla base dei dati del 2019) e [...] milioni di DKK di risparmi sui costi dovuti a una perdita di spedizioni (ossia invii unitari, altre lettere e riviste congiuntamente).
(298)
Il vantaggio dall’essere esentati dall’IVA sui servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale in assenza di condizioni negoziate individualmente è quindi stimato ammontare a [...] milioni di DKK nel 2020. La
tabella 7
presenta i vantaggi che Post Danmark ha conseguito grazie all’esenzione dall’IVA per l’obbligo di servizio universale nel 2020.
Tabella 7
Valutazione dell’esenzione dall’IVA (in milioni di DKK) nel 2020
Riduzione dei costi
[…]
Perdita di entrate
[…]
Valore dell’esenzione dall’IVA
[…]
B -
Attivi relativi alla proprietà intellettuale
(299)
Gli attivi relativi alla proprietà intellettuale connessi all’obbligo di servizio universale derivano in particolare dalla pubblicità presso punti di contatto visibili, quali le cassette postali, le installazioni per il ritiro self-service di pacchi da parte dei clienti e alcuni veicoli di Post Danmark.
(300)
Post Danmark ha stimato i vantaggi derivanti dagli attivi relativi alla proprietà intellettuale connessi all’obbligo di servizio universale, sulla base di una valutazione del valore del marchio di Post Danmark (per tutti i suoi servizi, ossia quelli rientranti nell’obbligo di servizio universale e quelli che non vi rientrano) forniti da un analista esterno che si occupa di ricerche di mercato con riferimento al 2020
(
134
)
. La valutazione del valore del marchio è stimata in relazione al numero di punti di contatto visibili stabiliti da Post Danmark rispetto al prezzo dell’esposizione per metro quadrato per la pubblicità all’aperto.
(301)
Più precisamente l’analista ha calcolato l’esposizione di Post Danmark esaminando il traffico (ossia il numero di persone che transitano o hanno contatti con un punto di contatto visibile). Tale traffico, a sua volta, è stimato sulla base delle dimensioni della popolazione di un comune/codice postale.
(302)
Successivamente vengono esaminate le dimensioni dei punti di contatto e viene applicato un prezzo per metro quadrato, basato sul prezzo di una «pubblicità in pensilina»(ossia una pubblicità presso una fermata di autobus), adeguate in maniera tale da stabilire se il punto di contatto si trova in un luogo favorevole o meno e con quale frequenza le persone vi entrano in contatto. Per quanto concerne i veicoli, sono tutti assegnati a una zona di distribuzione e quindi a una zona geografica specifica. Il numero di veicoli in una determinata zona è suddiviso in tale zona in base alle dimensioni della popolazione. I veicoli come rimorchi e montacarichi non sono inclusi in quanto non recano alcun marchio.
(303)
Nel complesso il valore del marchio è diminuito negli ultimi anni, principalmente in ragione del minore livello di attività postale di Post Danmark, che ha comportato, ad esempio, attualmente l’uso di un minor numero di veicoli, nonché del numero di cassette postali costantemente ottimizzato.
(304)
Tenuto conto di quanto precede, per il 2020 i vantaggi derivanti dagli attivi relativi alla proprietà intellettuale dell’attività di Post Danmark rientrante nell’obbligo di servizio universale sono stimati ammontare a [...] milioni di DKK.
C -
Francobolli per fini filatelici e utilizzati
(305)
Il calcolo del vantaggio intangibile derivante dai francobolli conservati per fini filatelici è presentato dalla Danimarca ai considerando da 170 a 177 e ammonta a [...] milioni di DKK.
D -
Economie di scala
(306)
Le autorità danesi ritengono che Post Danmark non tragga vantaggio dalle economie di scala nello scenario fattuale in quanto, nel contesto del rapido calo del volume di invii di lettere, le dimensioni di Post Danmark hanno piuttosto rappresentato una sfida significativa in quanto non è stato possibile adeguare le operazioni per far fronte agli sviluppi del mercato.
E -
Potere contrattuale
(307)
Le autorità danesi rilevano che, per quanto riguarda i fornitori, Post Danmark è soggetta alla direttiva 2014/25/UE e che tutti i contratti con i fornitori sono pertanto soggetti alla concorrenza e ai principi di parità di trattamento e trasparenza. Nel complesso, le autorità danesi ritengono che Post Danmark non goda di un potere contrattuale superiore a quello di altre grandi imprese.
F
- Copertura universale
(308)
La Danimarca osserva che, sebbene la copertura universale del fornitore del servizio universale possa essere vantaggiosa (tanto i clienti aziendali quanto quelli privati possono considerare comoda una copertura nazionale ed essere obbligati a utilizzare i servizi del fornitore del servizio universale), tale aspetto è considerato un punto di forza nel mercato del commercio elettronico e sarà pertanto mantenuto nello scenario controfattuale.
(309)
Pertanto il fatto che Post Danmark sia il fornitore del servizio universale in Danimarca e debba mantenere la copertura territoriale per tale motivo non costituisce di per sé un vantaggio intangibile o un punto di forza che dovrebbe essere preso in considerazione ai fini del calcolo del costo evitato netto.
6.3.1.7.2. Risultati del calcolo del costo evitato netto
(310)
Tenendo conto della
tabella 5
e del valore dei vantaggi intangibili, il costo evitato netto ammonta a 385,625 milioni di DKK (
tabella 8
).
Tabella 8
Calcolo del costo evitato netto (in milioni di DKK)
dal 1
o
gennaio al 31 dicembre 2020
Totale costi evitati
[1 500 -2 500 ]
Totale mancate entrate
[1 500 -2 500 ]
Costi evitati lordi
[400 -900 ]
Vantaggi intangibili
[…]
Costi evitati netti
385,625
6.3.1.7.3. Verifica da parte della Danimarca dell’affidabilità del calcolo del costo evitato netto
(311)
Secondo i calcoli della Danimarca, Post Danmark raggiungerebbe un margine EBIT del 3,8 % nel 2020 e una produttività media del lavoro pari a 0,997 milioni di DKK nello scenario controfattuale.
(312)
Al fine di valutare se gli indicatori calcolati siano realistici, la Danimarca ha confrontato gli indicatori chiave dello scenario controfattuale con i corrispondenti indicatori chiave per altre tre imprese del settore postale e dei trasporti a livello di gruppo: Danske Fragtmænd A/S, Posten Norge AS e Deutsche Post DHL Group. Le seconde due sono state scelte perché continuano a distribuire un numero significativo di lettere, mentre la prima impresa è stata scelta perché è uno dei principali operatori sul mercato danese della distribuzione di merci e pacchi, che è importante dato che nello scenario controfattuale le entrate derivanti dalla logistica e i relativi guadagni rappresentano una quota maggiore delle entrate di Post Danmark.
(313)
Il confronto è effettuato a livello di gruppo, in quanto una selezione di società potrebbe essere effettuata sulla base del portafoglio totale di prodotti da esse offerti. Non è stato possibile effettuare il confronto a livello di segmento (lettere, pacchi e logistica), almeno per Danske Fragtmænd e Posten Norge. Nel caso di Danske Fragtmænd, il fatturato per il trasporto di merci comprende i pacchi e non è stato possibile determinare il fatturato esclusivamente per i pacchi. Per Posten Norge, il fatturato della «posta» comprende tanto i servizi postali quanto i servizi bancari, mentre il fatturato relativo alla «logistica» comprende anche i pacchi.
(314)
La Danimarca ha calcolato i margini EBIT e la produttività del lavoro per i tre operatori di riferimento per gli anni dal 2017 al 2020
(
135
)
. Inoltre, al fine di migliorare ulteriormente l’affidabilità dell’esercizio di analisi comparativa, la Danimarca ha fornito altresì l’EBIT per General Logistics Systems Denmark A/S nel corso del 2020. Quest’ultima impresa è il principale concorrente di Post Danmark sul mercato danese dei pacchi. Un confronto tra i risultati e quelli calcolati nello scenario controfattuale di Post Danmark (per il 2020) è illustrato nella
tabella 9
e nella
tabella 10
.
Tabella 9
Analisi comparativa dell’EBIT di Post Danmark
(%)
Anno
2017
2018
2019
2020
Media
Danske Fragtmænd A/S
0,8
2,7
1,9
1,3
1,675
Posten Norge AS
2,8
2,2
3,3
5,9
3,55
Deutsche Post DHL Group
6,2
5,1
6,5
7,3
6,275
General Logistics Systems Denmark A/S
12,6
(
136
)
Anno
2020
Post Danmark A/S (scenario controfattuale)
3,8
Tabella 10
Analisi comparativa della produttività del lavoro di Post Danmark (in milioni di DKK/ETP)
(%)
Anno
2017
2018
2019
Media
Danske Fragtmænd A/S
2,853
3,094
3,043
2,997
Posten Norge AS
1,061
1,157
1,211
1,143
Deutsche Post DHL Group
0,873
0,843
0,869
0,862
Anno
2020
Post Danmark A/S (scenario controfattuale)
0,997
(315)
Sulla base dei dati di cui sopra, la Danimarca ritiene che le stime di Post Danmark per l’EBIT e la produttività del lavoro siano relativamente prudenti e ben all’interno dei dati medi rilevati nel settore. Secondo la Danimarca, tali valori confermerebbero l’affidabilità delle ipotesi incluse nello scenario controfattuale
(
137
)
.
6.3.1.7.3.1. Valutazione della Commissione del costo evitato netto alla luce dei dubbi espressi nella decisione di avvio.
Dati iniziali
(316)
Considerando che i dubbi della Commissione in merito all’affidabilità dei conti e della metodologia di attribuzione dei costi di Post Danmark sono stati sufficientemente affrontati (sezione 6.3.1.4), la Commissione non nutre più dubbi in merito ai dati iniziali utilizzati per alimentare il costo evitato netto (considerando 146 e 147 della decisione di avvio).
Misurazione dell’impatto di determinate ipotesi
Impatto di volumi minori sul costo unitario del trattamento di invii postali
(317)
L’ottimizzazione da parte di Post Danmark dei servizi che attuerebbe nello scenario controfattuale comporta un ridimensionamento del volume di attività (considerando 284, punti 1 e 3). In linea di principio un volume inferiore dovrebbe comportare costi unitari più elevati. Ciò è riconosciuto anche dalla Danimarca (considerando 121). Tuttavia, nello scenario controfattuale notificato alla Commissione, si presume che i costi unitari non aumentino (considerando 149, lettera a), della decisione di avvio). Tale ipotesi, a prima vista incoerente, è stata la ragione per cui la Commissione ha espresso dubbi al riguardo nella decisione di avvio.
(318)
Sulla base delle osservazioni ricevute dalla Danimarca (considerando da 122 a 124), la Commissione ritiene che l’aumento dei costi unitari normalmente previsto in ragione di una riduzione del volume di attività sia controbilanciato, nello scenario controfattuale, dalla riduzione dell’infrastruttura (la chiusura di un centro di smistamento di lettere e di [5-10] piattaforme di distribuzione), che comporta risparmi sui costi (tanto nelle zone urbane quanto in quelle rurali) e una riduzione del livello dei servizi nelle zone rurali rispetto allo scenario fattuale.
(319)
La Commissione concorda in linea di principio sul fatto che una riduzione delle dimensioni dell’infrastruttura e della qualità del servizio, che comporti anche una riduzione del costo del personale, dovrebbe effettivamente avere un effetto al ribasso sui costi unitari del trattamento di invii postali.
(320)
Inoltre la Commissione osserva che la riduzione complessiva degli invii (lettere e pacchi) ([(- 40)-(- 50)] %, cfr. tabella 11) è paragonabile alla riduzione delle dimensioni/dei costi dell’infrastruttura (- 50 % per i centri di smistamento e [- (30)-(- 40)] % per le piattaforme) o alla riduzione del costo del personale ([(- 50)-(- 60)] %, confrontando le tabelle 4 e 6). Ciò sosterrebbe l’idea secondo cui Post Danmark ottimizzerebbe la propria attività e ridurrebbe i suoi costi in misura maggiore rispetto alla riduzione degli invii postali, una circostanza questa che le consentirebbe di mantenere stabili i costi unitari. La Commissione ritiene inoltre credibile la riduzione del costo del personale sulla base dell’esercizio di analisi comparativa sulla produttività del lavoro condotto dalla Danimarca (cfr. tabella 10).
(321)
La Commissione rileva altresì che nello scenario controfattuale Post Danmark riduce notevolmente i costi (da [4 500-5 500] milioni di DKK a [2 500-3 500] milioni di DKK). Tale risultato non avrebbe già potuto essere conseguito allo stesso modo nello scenario fattuale, nonostante un calo dei volumi, dato che i fornitori del servizio universale non possono adattarsi facilmente agli sviluppi del mercato postale, se vi è il rischio che in futuro tali adeguamenti non consentano loro di adempiere all’obbligo di servizio universale (cfr. considerando 126).
Tabella 11
Elementi (in milioni)
Scenario fattuale
Scenario controfattuale
Variazione in %
Prodotti
Numero di invii (urbani)
Numero di invii (rurali)
Numero di invii (urbani)
Numero di invii (rurali)
A livello urbano
A livello rurale
Posta ordinaria
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Posta in uscita
[…]
[…]
[…]
Posta in ingresso
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Riviste/giornali
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Altri prodotti di affrancatura
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
Posta prioritaria
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
[…]
B2B nazionale
[…]
[…]
[…]
B2C ritiro
[…]
[…]
[…]
B2C a domicilio
[…]
[…]
[…]
C2X
[…]
[…]
[…]
Pacchi in uscita
[…]
[…]
[…]
Pacchi in ingresso
[…]
[…]
[…]
Totale
[…]
[…]
[(-40 )-(-50 )]
(322)
Infine la Commissione ha effettuato un’analisi di sensibilità sul costo evitato netto e ha constatato che, anche aumentando i costi unitari del 5 % (il che costituirebbe un aumento significativo), Post Danmark riceverebbe comunque una sottocompensazione (tale aumento porterebbe a un costo evitato netto di [225-325] milioni di DKK, mentre la compensazione è di soli 225 milioni di DKK, cfr. tabella 12).
Tabella 12
Costo evitato netto con analisi di sensibilità
Calcolo del costo evitato netto (in milioni di DKK)
dal 1
o
gennaio al 31 dicembre 2020
Totale costi evitati
[…]
Totale mancate entrate
[…]
Costi evitati lordi
[…]
Vantaggi intangibili
[…]
Costi evitati netti
[225 -325 ]
Impatto della chiusura di un centro di smistamento e di [5-10] piattaforme di distribuzione sui costi di trasporto degli invii postali
(323)
Un’altra ipotesi contenuta nello scenario controfattuale in merito al quale la Commissione ha espresso dubbi era la riduzione del numero di centri di smistamento e di piattaforme di distribuzione. La Danimarca ritiene che ciò non comporti un aumento dei costi di trasporto per la consegna di lettere e pacchi. La Commissione ha espresso dubbi in merito a tale considerazione alla luce delle distanze più lunghe che devono essere percorse nello scenario controfattuale per consegnare una lettera o un pacco, una circostanza questa che di norma tenderebbe ad aumentare tali costi di trasporto (considerando 149, lettera b), della decisione di avvio).
(324)
La Danimarca ha dimostrato che la distanza totale di trasporto nella configurazione con un centro (scenario controfattuale) rimarrà allo stesso livello e non cambierà in modo significativo rispetto alla configurazione con due centri di smistamento (scenario fattuale) (considerando 130). Gli esempi forniti nei considerando da 131 a 137 e da 141 a 143 illustrano la fondatezza delle spiegazioni della Danimarca.
(325)
In effetti gli invii effettuati a partire dalla Danimarca orientale verso la Danimarca occidentale saranno sottoposti a cernita presso l’unico centro di smistamento rimanente (nella Danimarca orientale). La Danimarca parte dal presupposto ragionevole che, a fronte di volumi inferiori, il centro di smistamento nella Danimarca occidentale verrebbe chiuso. Infatti la maggior parte degli invii postali proviene dalla parte orientale del paese. Una motivazione importante di tale circostanza è data dal fatto che la capitale, Copenaghen, si trova appunto nella parte orientale. Gli invii provenienti dalla parte orientale e destinati a quella occidentale saranno trasportati verso la Danimarca occidentale, dove saranno distribuiti agli utenti privati dopo essere passati attraverso una piattaforma. Le distanze percorse saranno le stesse in questa situazione, con l’unica differenza che non vi sarà alcuna sosta presso un secondo centro di smistamento. A tale proposito si dovrebbe rilevare che, in ragione della geografia della Danimarca, i prodotti che si spostano da est a ovest nello scenario controfattuale non potrebbero effettuare una scorciatura passando direttamente a una piattaforma seguendo una linea più retta. Tutti i prodotti che si spostano da est a ovest devono attraversare Snævringen, un corpo idrico tra l’isola di Fiona e il continente danese, tanto nello scenario fattuale quanto in quello controfattuale. Il centro di smistamento sito nella Danimarca occidentale si trova molto vicino a tale attraversamento (a Fredericia).
(326)
Lo stesso vale per gli invii provenienti dalla Danimarca occidentale e diretti verso la parte orientale del paese. Nello scenario controfattuale, non dovranno più transitare attraverso il centro di smistamento sito nella Danimarca occidentale, ma le distanze di trasporto rimarranno le stesse.
(327)
Inoltre, nello scenario controfattuale non vi sono cambiamenti per quanto concerne gli invii spediti e da recapitare all’interno della Danimarca orientale. Il centro di smistamento rimane nello scenario controfattuale, pertanto le distanze da e verso tale centro non cambieranno.
(328)
Per gli invii spediti all’interno della Danimarca occidentale, le distanze di trasporto saranno più lunghe, in quanto gli invii dovranno essere dapprima trasportati verso la Danimarca orientale per essere sottoposti a cernita e successivamente rispediti nella Danimarca occidentale per essere consegnati, dopo aver transitato per una piattaforma. Tuttavia, considerando i volumi inferiori, gli invii tra due indirizzi nella parte occidentale del paese possono essere inclusi nei trasporti già esistenti tra ovest ed est (considerando 136) e pertanto i costi di trasporto non aumenteranno per tali invii.
(329)
Considerazioni analoghe valgono per la riduzione delle piattaforme, dove nell’esempio fornito le distanze di trasporto (e quindi i relativi costi) diminuiscono persino.
Conclusioni sul costo evitato netto e sul rischio di sovracompensazione di Post Danmark
(330)
La Commissione ritiene che il costo evitato netto proposto dalla Danimarca (cfr. i considerando da 279 a 315) soddisfi in generale i requisiti di cui alla disciplina SIEG del 2012 e sia in linea con la sua prassi decisionale.
(331)
In particolare le ipotesi formulate nello scenario controfattuale sono ragionevoli, compresa quella secondo cui Post Danmark diverrebbe redditizia in tale scenario controfattuale (va osservato che anche le attività che non rientrano nell’obbligo di servizio universale trarrebbero vantaggio da un’ottimizzazione dell’infrastruttura e potrebbero quindi diventare più redditizie
(
138
)
).
(332)
I vantaggi intangibili sono inoltre adeguatamente quantificati sulla base di un’analisi e di un metodo validi (in particolare l’esenzione dall’IVA e gli attivi relativi alla proprietà intellettuale). Inoltre la Commissione ritiene che, tenuto conto dei francobolli conservati per fini filatelici e di quelli inutilizzati, l’esito del costo evitato netto sia stato più affidabile. La Danimarca spiega adeguatamente altresì che i potenziali beni immateriali non sono stati presi in considerazione (economie di scala, potere contrattuale e copertura universale) (considerando da 306 a 309).
(333)
Inoltre i dubbi che la Commissione aveva inizialmente nutrito sull’impatto di alcune ipotesi formulate sul costo evitato netto (cfr. considerando da 317 a 329) sono stati dissipati.
(334)
Innanzitutto, l’ipotesi di una stabilità relativa del costo unitario del trattamento degli invii postali appare ragionevole alla luce dell’ottimizzazione molto significativa delle attività di Post Danmark.
(335)
In secondo luogo, la stabilità dei costi di trasporto è coerente con una riduzione complessiva delle distanze di trasporto nello scenario controfattuale.
(336)
In terzo luogo, la verifica del costo evitato netto mediante analisi comparativa con altre imprese conferma ulteriormente l’affidabilità generale delle ipotesi integrate nello scenario controfattuale. Alla luce di quanto precede, gli interessati hanno sostenuto che Deutsche Post DHL Group e Posten Norge non sono adatte a un confronto con Post Danmark in quanto ottengono soltanto una parte limitata delle loro entrate da lettere e pacchi. La Commissione concorda tuttavia con la Danimarca sul fatto che il confronto dovrebbe essere effettuato ai fini dello scenario controfattuale, in quanto il costo evitato netto esamina i costi evitati in tale scenario e pertanto le società utilizzate per l’analisi comparativa sono pertinenti ai fini del confronto nello scenario controfattuale e non devono necessariamente essere comparabili nello scenario fattuale. Da questo punto di vista, è logico utilizzare Posten Norge e Deutsche Post DHL Group in quanto, nello scenario controfattuale, Post Danmark non sarà più soggetta all’obbligo di servizio universale e le sue attività saranno quindi principalmente basate su servizi di consegna pacchi e logistica, pur continuando a fornire servizi di recapito di lettere ma, in misura minore, in maniera analoga a Posten Norge e Deutsche Post DHL Group.
(337)
Infine la Commissione ha effettuato un controllo di sensibilità e osserva che, anche qualora si prendesse in considerazione un aumento significativo del costo unitario (ad esempio + 5 %), la compensazione concessa a Post Danmark è a un livello tale da rimanere sottocompensata. La Commissione non nutre quindi dubbi sul fatto che la compensazione per l’obbligo di servizio universale a favore di Post Danmark potrebbe essere sproporzionata.
6.3.1.7.4. Valutazione da parte della Commissione delle argomentazioni degli interessati in merito al metodo del costo evitato netto
(338)
Vari interessati (considerando 39) ritengono di dover avere accesso ai dati sulla base dei quali viene calcolato il costo evitato netto (ossia le tabelle da 1 a 5 della decisione di avvio). Seguendo le procedure e i principi di cui alla comunicazione della Commissione relativa al segreto d’ufficio nelle decisioni in materia di aiuti di Stato
(
139
)
, la Commissione, come è stato fatto nella decisione del 2018 (considerando 160 di tale decisione), ha omesso tali dati, in quanto riguardano segreti d’impresa aventi un effettivo o potenziale valore economico dal cui utilizzo altre imprese potrebbe ottenere un vantaggio economico
(
140
)
. I criteri di cui la Commissione ha tenuto conto e sono pertinenti nel caso di specie comprendono la misura in cui le informazioni sono conosciute al di fuori dell’impresa e il valore delle informazioni per l’impresa e per i suoi concorrenti
(
141
)
. L’omissione dei dati relativi al costo evitato netto è inoltre in linea con la prassi della Commissione nel settore postale
(
142
)
.
(339)
Per quanto concerne le osservazioni degli interessati sugli effetti del ridimensionamento della società e della chiusura di centri di smistamento e piattaforme sui costi unitari, la Commissione rimanda ai considerando da 317 a 329.
(340)
Per quanto concerne il presunto impatto dello scenario controfattuale sui costi della consegna internazionale di pacchi da parte della rete di DPD (considerando 42), la Commissione ritiene che la rete di DPD sia una rete separata, distinta dalla rete internazionale di consegna di pacchi di Post Danmark ai sensi della convenzione UPU nello scenario fattuale. La rete di DPD è disciplinata da un accordo con PostNord Group (non PostNord AB) e ha una data di scadenza iniziale corrispondente al [...]. Di conseguenza l’interruzione da parte di Post Danmark del suo servizio di consegna internazionale di pacchi nello scenario controfattuale non dovrebbe incidere sui costi della rete di DPD.
(341)
Per quanto concerne l’asserzione di ITD e dell’Impresa 1 secondo cui la distribuzione gratuita per i non vedenti non dovrebbe essere interrotta, come nella decisione del 2018 (considerando 43), la Commissione osserva che tale asserzione è errata. Tale servizio sarà interrotto nello scenario controfattuale per il 2020 e veniva interrotto anche nello scenario controfattuale presentato nella decisione del 2018 (considerando 160, tabella 2 della decisione del 2018). Questo aspetto è preso in considerazione anche nel costo evitato netto (cfr.
tabella 5
della presente decisione, riga «Interruzione del servizio gratuito per i non vedenti»).
(342)
Gli interessati ritengono che nello scenario controfattuale la distribuzione di lettere commerciali a livello nazionale debba essere sostituita con una distribuzione di lettere commerciali nelle grandi città un giorno la settimana (considerando 44) e che pertanto le entrate nello scenario controfattuale siano troppo elevate. Dallo scenario controfattuale notificato risulta che tale considerazione è errata. Nello scenario controfattuale, Post Danmark continuerà a offrire la distribuzione di lettere commerciali in tutto il paese. Lo scenario controfattuale comprende la consegna a domicilio nelle città più grandi 1 giorno la settimana e un’opzione di ritiro nelle zone rurali e nelle città più piccole. Di conseguenza Post Danmark sarà in grado di ridurre il numero di giri, in particolare nelle zone rurali e nelle città più piccole. Le mancate entrate derivanti dall’interruzione della consegna a domicilio nelle zone rurali (e dell’ottimizzazione più in generale del servizio di recapito di lettere commerciali) sono state incluse nel costo evitato netto (cfr. considerando 284, punto 1 e nella
tabella 5
).
(343)
Per quanto riguarda l’argomentazione degli interessati collegate agli uffici postali sull’isola minore (considerando 45), si dovrebbe osservare che nello scenario controfattuale per l’obbligo di servizio universale del 2020, Post Danmark continuerà a offrire invii unitari in quanto attualmente si tratta di una parte redditizia dell’attività (in ragione dei più elevati e dei risparmi sui costi dovuti alla piena attuazione del nuovo modello di produzione
(
143
)
, cfr. considerando 159). Per questo motivo, gli uffici postali sulle piccole isole prive di un collegamento fisso sono mantenuti in particolare al fine di tenere conto dei crescenti volumi del commercio elettronico. Tuttavia il prodotto offerto presso tali uffici postali cambierà. Nello scenario controfattuale tali uffici postali non funzionerebbero più come uffici postali a pieno servizio come nello scenario fattuale. Questa circostanza è tenuta in considerazione nel costo evitato netto (cfr. considerando 344).
(344)
Gli interessati di cui al considerando 46 ritengono che la chiusura degli uffici postali debba essere presa in considerazione nello scenario controfattuale, come è stato fatto anche nella situazione delle Poste ceche. Dallo scenario controfattuale presentato dalla Danimarca risulta che nessun ufficio postale verrà chiuso nello scenario controfattuale (considerando 284, paragrafo 3). Tuttavia, nelle isole minori prive di un collegamento fisso, il livello di servizio sarà ridotto. La riduzione dei livelli di servizio e l’effetto sul numero di lettere commerciali prioritarie e di lettere commerciali ordinarie sono presi in considerazione nello scenario controfattuale (
tabella 5
, cfr. «Ottimizzazione del servizio relativo alle lettere commerciali» e «Ottimizzazione dell’offerta di prodotti sulle piccole isole prive di collegamento fisso»).
(345)
Nelle osservazioni sulla decisione di avvio, i diversi interessati hanno fatto riferimento anche ad altre categorie di vantaggi intangibili che dovrebbero essere presi in considerazione nel costo evitato netto. Tali altri presunti vantaggi intangibili riguardano l’ubiquità, la reputazione, le economie di scala, il potere contrattuale, gli effetti pubblicitari, le complementarità della domanda, le esenzioni in materia di parcheggio/sosta, l’accesso ai registri pubblici e alle tendenze della domanda.
(346)
Per quanto riguarda i vantaggi intangibili diversi da quelli già trattati nel calcolo del costo evitato netto, la Commissione conclude quanto segue:
1)
ubiquità: nella sentenza nella causa T-561/18 il Tribunale ha constatato che i ricorrenti (di cui uno è tra gli interessati nel caso di specie) non hanno dimostrato che l’ubiquità sia un vantaggio intangibile per Post Danmark in conseguenza dell’obbligo di servizio universale nel periodo 2017-2019 (cfr. anche il considerando 164, lettera a), della decisione di avvio). Inoltre il Tribunale ha spiegato che non sempre esiste un vantaggio legato all’ubiquità in relazione all’obbligo di servizio universale. Nel caso di specie, gli interessati si basano sulle medesime prove di detta causa e, pertanto, la Commissione non vede alcun motivo per discostarsi dalla conclusione del Tribunale esposta ai punti da 150 a 159 nella sentenza nella causa T-561/18. Inoltre l’ubiquità dovrebbe essere presa in considerazione nel costo evitato netto (ossia dovrebbe essere detratta) soltanto qualora non venisse mantenuta nello scenario controfattuale, in quanto ciò significherebbe che si tratta di un vantaggio derivante dall’obbligo di servizio universale. Tuttavia, nel caso di specie, la presenza della rete sarà mantenuta, in quanto la copertura geografica di Post Danmark è sostanzialmente la stessa dello scenario fattuale in ragione delle attività relative ai pacchi e alla logistica
(
144
)
. Il fatto che Post Danmark non tragga vantaggio dall’ubiquità deriva anche dalla sua esperienza nel mercato delle riviste, nel quale altri distributori sono preferiti da alcuni rispetto a Post Danmark, nonostante non siano presenti ovunque. Ciò è stato confermato anche dal Tribunale nella sentenza nella causa T-561/18
(
145
)
. Uno studio dell’ERGP del 2014, citato dagli interessati, non può essere utilizzato a sostegno dell’asserzione formulata dai ricorrenti: oltre al fatto che ha già sei anni (rispetto al 2020, ossia l’anno della compensazione per l’obbligo di servizio universale oggetto della presente decisione), detto studio si basa su una relazione ancora più datata di Copenaghen Economics del 2008;
2)
reputazione/valore del marchio: Post Danmark non trae vantaggio dalla sua reputazione e/o dal valore del suo marchio in conseguenza del precedente monopolio che deteneva e dell’attuale status di fornitore del servizio universale. In effetti l’immagine di Post Danmark in Danimarca è generalmente negativa e associata a servizi costosi e lenti. Sebbene possano esserci buone ragioni per tali servizi più costosi e più lenti, ossia la diminuzione dei volumi degli invii di lettere, ciò non cambia il fatto che non vi è alcun vantaggio derivante dalla reputazione o dal valore del marchio. Tale reputazione si ripercuote anche sul mercato dei pacchi nel quale viene utilizzato il medesimo marchio. Ciò è confermato da tre studi: i) Reputation Institute, in uno studio del 2019, ha classificato Post Danmark al 49
o
posto nell’elenco dei 50 marchi più importanti in Danimarca, qualificandola come «debole». Ha persino affermato che potrebbe costituire un ostacolo nei confronti di [...] o addirittura di [...]; ii) in un aggiornamento del 2020, si evince che la reputazione di Post Danmark continua a essere debole e che i marchi aziendali dei concorrenti sono classificati come «forti»; e iii) secondo la Danimarca, lo strumento di analisi comparativa dell’immagine delle imprese danesi più completo in Danimarca, ossia quello messo a disposizione dall’IFO (Danish IFO Image Analysis), classifica la reputazione delle 140 società più grandi e più significative in Danimarca (dal 2019 l’elenco contiene 100 società). Secondo tale strumento Post Danmark si colloca costantemente tra le 13 imprese in coda alla classifica (la posizione migliore, registrata nel 2009, è il 127
o
posto), come risulta dalla figura 10;
Figura 10
(
146
)
Immagine di Post Danmark (che opera con il nome «PostNord»
(
147
)
) in Danimarca. Fino al 2019, la classifica comprendeva 140 società; dal 2019 tale classifica ne comprende 100.
3)
cassette postali: per quanto concerne il diritto di installare cassette postali nei locali del settore pubblico, il valore di detenere la proprietà delle caselle postali da parte di Post Danmark e l’asserzione secondo cui il marchio di Post Danmark le conferisce la possibilità di applicare prezzi maggiorati, la Commissione conclude quanto segue: innanzitutto, la Danimarca ha confermato che Post Danmark non gode del diritto esclusivo di installare cassette postali nei locali del settore pubblico (considerando 168). I proprietari di tali locali devono concedere un’autorizzazione. Lo stesso vale per altre società (postali) che intendono installare determinati oggetti nei locali del settore pubblico. La Commissione non ha riscontrato prove a dimostrazione del contrario. In secondo luogo, Post Danmark non gode di una reputazione e di un valore del marchio superiori in ragione dell’obbligo di servizio universale (considerando 346, punto 2) e questo è anche il motivo per cui non può applicare prezzi maggiorati («premium»);
4)
francobolli: per quanto concerne i vantaggi intangibili derivanti dai francobolli conservati per fini filatelici e dai francobolli inutilizzati, il costo evitato netto è stato adeguato in linea con i calcoli forniti dalla Danimarca (considerando 305), che la Commissione ritiene ragionevoli e realistici;
5)
economie di scala: la Commissione ritiene che le economie di scala dovrebbero essere prese in considerazione come vantaggio intangibile soltanto se non sono mantenute nello scenario controfattuale per evitare una doppia computazione tanto attraverso le entrate dello scenario controfattuale quanto attraverso i vantaggi intangibili. Considerando che, nello scenario controfattuale, Post Danmark manterrebbe una rete a livello nazionale e continuerebbe a consegnare pacchi di volume elevato (in particolare le attività relative ai pacchi nazionali rimarranno allo stesso livello, cfr. tabella 11), anche le economie di scala saranno mantenute nello scenario controfattuale. Il riferimento degli interessati alla «concentrazione» tra DPD e Post Danmark è irrilevante, in quanto i servizi in questione sono completamente indipendenti dai servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale e oggetto di un accordo tra PostNord Group e DPD. Inoltre PostNord Group manterrà le operazioni di DPD nello scenario controfattuale nello stesso modo in cui esse sono svolte nello scenario fattuale. Poiché tutti i soggetti coinvolti (DPD, PostNord Group e Post Danmark) manterranno il profilo nordico, non vi sarà alcun cambiamento nel potere contrattuale di PostNord Group/Post Danmark nei confronti di DPD. Per quanto concerne il centro pacchi di Herning (articolo del 6 giugno 2017), la Commissione osserva che tale centro si limita a sostenere l’asserzione secondo cui le economie di scala saranno preservate nello scenario controfattuale. In effetti tale articolo mira a sostenere la forte esperienza di crescita nel settore dei pacchi e della logistica;
6)
potere contrattuale: la Commissione ritiene che il potere contrattuale debba essere preso in considerazione come vantaggio intangibile soltanto qualora peggiori o scompaia nello scenario controfattuale. Tuttavia ciò non avviene per quanto concerne Post Danmark e gli interessati non hanno presentato prove a dimostrazione del contrario. Il potere contrattuale di Post Danmark non è dovuto all’obbligo di servizio universale, quanto alle sue dimensioni e alle dimensioni del gruppo di cui fa parte. Gli interessati fanno riferimento a due relazioni che presumibilmente sosterrebbero che tale potere contrattuale (nei confronti di politici e delle autorità di regolamentazione) costituisce un vantaggio intangibile (una relazione dell’ERGP del 2011 e una relazione di Frontier Economics del 2013). Oltre al fatto che hanno un’età compresa tra 9 e 11 anni, tali relazioni non corroborano le argomentazioni degli interessati. Innanzitutto le relazioni indicano che «vi sono possibili» (Frontier Economics) o «vi possono essere» (ERGP) vantaggi associati al fatto di essere il fornitore del servizio universale. La relazione dell’ERGP afferma inoltre che vi sono scarse prove dei vantaggi derivanti dall’esistenza di un potere contrattuale nei confronti di politici e delle autorità di regolamentazione. Frontier Economics ritiene che siano necessari ulteriori sforzi di ricerca al riguardo. Più in generale, vi sono persino indicazioni che l’eventuale potere contrattuale di Post Danmark sia piuttosto uno svantaggio intangibile, in quanto i sindacati e i dipendenti si aspettano che Post Danmark, in ragione della sua proprietà pubblica, soddisfi i livelli più elevati in materia di salari e condizioni di lavoro. Quanto precede non pregiudica pertanto la conclusione della Commissione secondo cui il potere contrattuale non deve essere considerato un vantaggio intangibile da prendere in considerazione nel calcolo del costo evitato netto;
7)
effetti pubblicitari: la Commissione osserva che sono stati presi in considerazione gli attivi relativi alla proprietà intellettuale connessi all’obbligo di servizio universale e derivanti dalla pubblicità su punti di contatto visibili (considerando da 299 a 304);
8)
complementarità della domanda: secondo gli interessati, esistono complementarità della domanda in quanto Post Danmark, quando vende prodotti rientranti nell’obbligo di servizio universale in perdita, beneficia di una maggiore vendita di prodotti redditizi rientranti e non in tale obbligo
(
148
)
. Come per altri vantaggi intangibili, le complementarità della domanda dovrebbero essere prese in considerazione soltanto nel caso in cui cessino di esistere nello scenario controfattuale. I pacchi e le lettere saranno mantenuti nello scenario controfattuale e pertanto le potenziali complementarità della domanda tra tali due prodotti continueranno a sussistere. Per quanto riguarda gli altri prodotti, non vi sono prove dell’esistenza di complementarità della domanda anche per tali prodotti. Post Danmark non gestisce più uffici postali presso i quali i clienti, quando acquistano un servizio rientrante nell’obbligo di servizio universale, potrebbero essere potenzialmente inclini ad acquistare anche prodotti quali buste o cancelleria. La vendita di tali prodotti potrebbe essere effettuata presso i punti di servizio, ma questi ultimi sono esternalizzati a terzi, quali le stazioni di servizio e i supermercati, e tali terzi potrebbero potenzialmente trarre vantaggio da tale circostanza, non Post Danmark;
9)
esenzioni in materia di parcheggio/sosta. la Danimarca ha spiegato in modo credibile che tali esenzioni non esistono in Danimarca. La relazione dell’ARCEP del 2010, cui fanno riferimento gli interessati, menziona «alcuni paesi» e fornisce l’esempio del Regno Unito
(
149
)
. Non viene fatto alcun riferimento alla Danimarca e ciò è dovuto al fatto che, come detto, la Danimarca non applica tali esenzioni. Su tale base, la Commissione conclude che sia stato corretto non tenere conto delle esenzioni in materia di parcheggio/sosta ai fini del calcolo del costo evitato netto;
10)
accesso ai registri pubblici: la Danimarca ha spiegato che tutte le società postali possono creare e utilizzare una banca dati dei destinatari. Per istituire e aggiornare tale banca dati, tutte le società postali possono ottenere i dati a titolo oneroso dal registro anagrafico centrale (
Det Centrale PersonRegister
o «CPR»)
(
150
)
. Post Danmark è tuttavia l’unica a poter ottenere informazioni dal CPR in merito a neonati e persone che sono entrate in Danimarca e che hanno un indirizzo in Danimarca
(
151
)
. Ai sensi della licenza (considerando 22, punto 1), Post Danmark deve fornire accesso alla propria banca dati in modo trasparente, non discriminatorio e basato sui costi, anche alle informazioni in merito a neonati e persone entrate in Danimarca. La sezione 13, terzo comma, della legge sui servizi postali vieta a Post Danmark e ad altre società postali di utilizzare le informazioni provenienti da tale banca dati e dal registro pubblico per fini di commercializzazione o pubblicità. Considerando che Post Danmark non può utilizzare le informazioni provenienti da registri pubblici a proprio vantaggio, non si tratta di un vantaggio intangibile che dovrebbe essere preso in considerazione ai fini del calcolo del costo evitato netto.
(347)
Per quanto riguarda le argomentazioni secondo cui Post Danmark riceve un reddito netto dall’obbligo di servizio universale ed essere soggetti a tale obbligo costituisce un vantaggio piuttosto che uno svantaggio (considerando 67 e 68) e secondo cui, pertanto, Post Danmark non dovrebbe ricevere sovvenzioni, la Commissione osserva che ciò è errato in quanto l’obbligo di servizio universale ha generato una perdita netta nel 2020 (considerando 194).
(348)
Per quanto riguarda l’argomentazione degli interessati secondo cui Post Danmark non sarebbe in grado di emettere francobolli nello scenario controfattuale e deve pertanto applicare prezzi di mercato, che sarebbero asseritamente più bassi nello scenario controfattuale, e i suoi servizi sarebbero più economici, la Commissione concorda con la Danimarca in merito al fatto che non sono necessarie modifiche del costo evitato netto (oltre ai francobolli come vantaggio intangibile, cfr. considerando 346, punto 3).
(349)
I francobolli costituiscono un metodo di pagamento (in anticipo) per la distribuzione di un servizio. Altre modalità di pagamento per la distribuzione comprendono etichette e codici. Il prezzo dei francobolli non ha inoltre alcun nesso con il prezzo per la distribuzione di invii unitari di lettere. Soltanto i prezzi delle lettere ordinarie nazionali di peso fino a 50 grammi spedite come invii unitari devono essere approvati dall’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie. La logica alla base di tale processo di approvazione è mantenere i prezzi a un livello ragionevole ed evitare che il fornitore del servizio universale fissi i propri prezzi applicando una possibile suddivisione in zone (ossia facendo in modo che clienti siti in parti diverse del paese paghino un prezzo diverso, a seconda che vivano in zone urbane o rurali). Nello scenario controfattuale, è stato scelto un approccio prudente, in quanto il prezzo delle lettere ordinarie nazionali di peso fino a 50 grammi spedite come invii unitari rimane allo stesso livello (livello del 2020).
(350)
La quota di lettere ordinarie di peso fino a 50 grammi rispetto al numero complessivo di invii trattati da Post Danmark è esigua. Nel 2020 il volume di tale prodotto è stato pari a [...] milioni di lettere. Il numero totale di lettere nazionali spedite da Post Danmark è stato pari a circa [...] milioni, il che significa che le lettere ordinarie di peso fino a 50 grammi soggette a regolamentazione del prezzo rappresentano soltanto una quota esigua del volume di lettere nazionali.
(351)
Il fatto che i prezzi dei servizi di distribuzione di lettere in Danimarca (comprese le lettere ordinarie nazionali di peso fino a 50 grammi spedite come invii unitari regolamentate) siano generalmente più elevati è dovuto al fatto che in Danimarca si è verificata una digitalizzazione molto rapida dei servizi di invio di lettere. Ciò fa sì che la Danimarca si trovi ora al primo posto nell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (considerando 197).
(352)
Per quanto riguarda la questione se il prezzo delle lettere ordinarie nazionali spedite come invii unitari suggerisca un profitto troppo elevato per Post Danmark, la Commissione conclude, innanzitutto, che la citazione fornita dagli interessati (considerando 69) non dimostra che gli utili di Post Danmark derivanti dai francobolli in Danimarca siano irragionevolmente elevati. L’autorità danese per l’aviazione civile e le ferrovie ha istituito una procedura per garantire che gli utili derivanti dai francobolli non siano troppo elevati e debbano essere confrontati con quelli di altri fornitori postali europei. In uno studio di McKinsey del 2019, l’utile dei fornitori postali europei nel segmento della posta (ossia delle lettere) era compreso tra l’8,1 % e il 26 %.
(353)
Nel 2020 il prezzo era di 10 DKK o di circa 1,34 EUR, tenuto conto del tasso di cambio al 1
o
gennaio 2020
(
152
)
(l’aumento da 9 DKK a 10 DKK è avvenuto il 1
o
gennaio 2019) e l’utile previsto all’epoca era pari al [5-10] %, quindi decisamente incluso nell’intervallo di valori considerato ragionevole nel 2021 utilizzando la nuova procedura di cui al considerando 200. Di conseguenza, supponendo che la stessa procedura fosse stata applicata nel 2020, essa avrebbe stabilito che il prezzo di 10 DKK non comporta alcun utile sproporzionato.
(354)
Il grafico fornito dagli interessati illustra i livelli di prezzo di una lettera inviata all’interno dell’Europa e pertanto non ha alcuna rilevanza per il prezzo regolamentato delle lettere ordinarie nazionali di peso fino a 50 grammi spedite come invii unitari.
(355)
La Commissione non ha stabilito l’esistenza di una doppia computazione nel costo evitato netto di Post Danmark (considerando 70). Per quanto riguarda l’affrancatura, la Commissione conclude che la categoria «altri prodotti di affrancatura» di cui alle tabelle 4 e 6 comprende non soltanto i francobolli, ma anche altre modalità di pagamento per la distribuzione di invii (affrancatrici, affrancatura di invii online, risposte non affrancate (con pagamento a carico del destinatario) e cartoline postali). La differenza tra lo scenario fattuale e quello controfattuale è pari a circa il [10-20] % (ossia la differenza tra le tabelle 4 e 6).
(356)
Confrontando tale differenza relativamente esigua pari al [10-20] % con l’effetto dell’interruzione di altri servizi su specifiche categorie di prodotti, non si verifica alcuna doppia computazione. L’esempio della soppressione dei servizi postali internazionali ai sensi della convenzione UPU e di altri accordi postali internazionali mette in evidenza questo aspetto, in quanto i suoi effetti sono ripartiti tra tipi diversi di servizi. L’interruzione dei servizi postali internazionali ai sensi della convenzione UPU e di altri accordi postali internazionali comporta una perdita stimata di entrate pari a [...] milioni di DKK, suddivisa tra posta in uscita (riduzione delle entrate pari al 100 %), posta in ingresso (riduzione pari al 100 %), pacchi in uscita (riduzione pari al [...] %), pacchi in ingresso (riduzione pari al [...] %) e altri prodotti di affrancatura di cui al considerando 355.
(357)
ITD, l’Impresa 1 e SLD sostengono che l’esercizio di analisi comparativa è viziato (considerando 311 e 315), in quanto Post Danmark non sarebbe paragonabile a Posten Norge, Deutsche Post DHL Group e Danske Fragtmænd. La Commissione ritiene che, poiché tali altre tre società sono state scelte sulla base del loro portafoglio completo di prodotti (quindi a livello di gruppo), esse sono sufficientemente simili a Post Danmark e quindi utili soggetti confrontabili. Inoltre la conclusione degli interessati si basa anch’essa su un confronto tra lo scenario fattuale di Post Danmark e quello di tali società. Tuttavia, ai fini di un confronto corretto, si dovrebbero scegliere società comparabili allo scenario controfattuale di Post Danmark. Ciò è quanto ha fatto la Danimarca selezionando Deutsche Post, Posten Norge e Danske Fragtmænd. Aggiungendo GLS ai soggetti confrontabili, la Commissione ritiene che l’analisi comparativa già affidabile sia ancora più affidabile.
(358)
La Commissione ritiene che l’argomentazione di Danske Medier relativa ai prezzi asseritamente troppo bassi non sia di fatto dimostrata. I prezzi del servizio di smistamento e consegna a mezzo posta di riviste e articoli analoghi sono più elevati rispetto a quanto sostenuto da Danske Medier e, a priori, in linea con la norma di mercato. Inoltre, il prezzo basso indicato da Danske Medier (3,50 DKK) era applicato a tale servizio nel 2020 soltanto in caso di superamento di 100 000 invii aventi un peso massimo pari a 0,06 kg (il peso medio di una rivista è pari a circa [...]-[...] grammi).
6.3.1.8.
Incentivi all’efficienza
(359)
Il punto 39 della disciplina SIEG del 2012 recita: «[n]el definire il metodo di compensazione, gli Stati membri devono introdurre incentivi a favore di una prestazione efficiente di SIEG di elevata qualità, a meno che possano debitamente dimostrare che questo non sia possibile o opportuno».
(360)
La prestazione di servizi nel contesto dell’obbligo di servizio universale è soggetta a norme di qualità stabilite nella licenza individuale di Post Danmark ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 97/67/CE (cfr. considerando 16).
(361)
Post Danmark è tenuta a nominare un analista esterno di mercato indipendente incaricato di monitorare il rispetto delle norme di qualità in materia di invii nazionali di lettere e di riferire i risultati all’autorità per l’aviazione civile e le ferrovie ogni mese. Se Post Danmark non rispetta le norme di qualità, viene irrogata una sanzione
(
153
)
.
(362)
Inoltre la Danimarca prevede di corrispondere a Post Danmark una compensazione fissa per l’obbligo di servizio universale pari, al massimo, a 225 milioni di DKK per il 2020. Il costo netto dell’adempimento degli obblighi di servizio pubblico è stato calcolato ammontare a 385,625 milioni di DKK (cfr.
tabella 8
). La compensazione massima da versare a Post Danmark ammonta soltanto al 58 % del costo evitato netto dell’obbligo di servizio universale. A condizione che ciò non comporti una sovracompensazione, Post Danmark è autorizzata ad assorbire tutti gli incrementi di efficienza conseguiti, il che costituisce un notevole incentivo all’efficienza. La Commissione osserva inoltre che, in ragione delle norme di qualità e del sistema di sanzioni, tali incrementi di efficienza non dovrebbero pregiudicare la qualità del servizio fornito.
(363)
Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che la Danimarca abbia introdotto incentivi sufficienti per l’adempimento efficiente dell’obbligo di servizio universale.
(364)
Per quanto concerne l’argomentazione di ITD nella denuncia secondo cui il calcolo del costo evitato netto viola i punti da 39 a 43 della disciplina SIEG in quanto Post Danmark non avrebbe potuto ottenere incentivi all’efficienza, la Commissione osserva che la disciplina SIEG richiede l’introduzione di incentivi all’efficienza per la prestazione del SIEG in questione. Ciò non corrisponde tuttavia al livello di efficienza del fornitore di SIEG, al quale ITD fa riferimento per quanto riguarda Post Danmark (considerando 41, lettera c), della decisione di avvio).
(365)
Se fosse dimostrato che un determinato fornitore di SIEG sarebbe un fornitore efficiente in via preliminare o, se il costo dell’obbligo di servizio universale fosse calcolato tenendo conto di un fornitore efficiente, allora il quarto criterio Altmark sarebbe effettivamente soddisfatto e non vi sarebbe alcun vantaggio per il fornitore del servizio universale in questione, cosicché tale compensazione non costituirebbe un aiuto di Stato.
(366)
Nel caso di specie la Commissione ha concluso che il quarto criterio Altmark non era soddisfatto
(
154
)
e che la compensazione concessa a Post Danmark costituiva pertanto un aiuto di Stato, in quanto la compensazione concessa a tale impresa per l’obbligo di servizio universale non si basa sul costo netto di un fornitore efficiente.
(367)
Si dovrebbe altresì rilevare che occorre respingere l’argomentazione di ITD secondo cui, indipendentemente dalle norme di efficienza applicabili a Post Danmark, dette norme sarebbero comunque insufficienti. I criteri di qualità descritti al considerando 16 sono, come risulta anche da tale considerando, criteri di qualità stabiliti nella licenza individuale di Post Danmark, e Post Danmark sarebbe tenuta, conformemente al diritto danese, a rispettare tali criteri di qualità indipendentemente dal fatto che abbia ricevuto o meno una compensazione per l’obbligo di servizio universale. Tali criteri di qualità sono gli stessi del periodo coperto dalla decisione del 2018
(
155
)
. A questo proposito si dovrebbe osservare che la disciplina SIEG tiene chiaramente conto del fatto che gli incentivi all’efficienza possono essere concepiti in modo diverso e che un modo per concepire tale sistema potrebbe essere che gli Stati membri definiscano in anticipo una compensazione fissa che preveda e integri gli incrementi di efficienza che l’impresa dovrebbe realizzare nel corso della durata dell’atto di incarico
(
156
)
, come è stato fatto nel caso di specie (considerando 362).
(368)
Inoltre, per quanto concerne la compensazione per l’obbligo di servizio universale valutata nella decisione del 2018, il Tribunale ha concluso (analogamente al ragionamento della Commissione di cui ai considerando da 362 a 367):
«
le ricorrenti sostengono erroneamente che la compensazione in questione non costituiva un incentivo
all’efficienza per il motivo che il suo beneficiario, la Post Danmark, era sull’orlo del fallimento e, pertanto, non poteva essere considerata un fornitore efficiente. Infatti, siffatto argomento deriva da una confusione tra, da un lato, gli incentivi all’efficienza richiesti ai punti da 39 a 43 della disciplina SIEG, i quali mirano a garantire che la fornitura di un SIEG procuri incrementi di efficienza assicurando al contempo un servizio di qualità, e, dall’altro, l’idea che il CEN sia calcolato sulla base di un fornitore efficiente.
A tale proposito, la questione se il livello della compensazione necessario debba essere determinato sulla base di un’analisi dei costi che un fornitore efficiente avrebbe sostenuto per adempiere l’OSU non è pertinente quando si valuta la compatibilità dell’aiuto nel contesto dell’applicazione dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE.
Infatti, prendere in considerazione l’efficienza economica del fornitore del servizio universale equivarrebbe ad esigere che un siffatto servizio sia sempre fornito in normali condizioni di mercato, il che rischierebbe di ostare all’adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione affidata alle imprese incaricate della gestione di un SIEG
. Orbene, tale situazione è esattamente ciò che l’articolo 106, paragrafo 2, TFUE mira a prevenire»
(
157
)
(sottolineature aggiunte).
(369)
Alla luce di quanto precede, la Commissione non condivide i dubbi di ITD sollevati nella denuncia e conclude che vi sono incentivi all’efficienza per la fornitura di SIEG.
6.3.1.9.
Trasparenza
(370)
Il punto 60 della disciplina SIEG del 2012 recita: «[p]er ciascuna compensazione della prestazione di SIEG che rientra nel campo di applicazione della presente comunicazione, lo Stato interessato deve pubblicare le seguenti informazioni, su Internet o in altro modo adeguato:
a)
i risultati della consultazione pubblica o degli altri strumenti adeguati di cui al punto 14;
b)
l’oggetto e la durata degli obblighi di servizio pubblico;
c)
l’impresa e, se del caso, il territorio interessati;
d)
gli importi di aiuto concessi all’impresa su base annua».
(371)
Il punto 60, lettera a), non si applica in quanto non è stata effettuata alcuna consultazione pubblica (cfr. considerando 245). Le autorità danesi hanno già pubblicato su internet il contenuto, la durata e l’identità dell’impresa
(
158
)
. Dette autorità si sono impegnate a pubblicare su internet anche l’importo dell’aiuto concesso a Post Danmark.
6.3.1.10.
Possono essere necessarie condizioni aggiuntive per garantire che lo sviluppo degli scambi non sia compromesso in misura contraria agli interessi dell’Unione
(372)
Il punto 52 della disciplina SIEG dispone che anche quando le condizioni di cui alla disciplina sono soddisfatte, «in circostanze eccezionali, alcune gravi distorsioni della concorrenza nel mercato interno possano restare irrisolte e che l’aiuto possa incidere sugli scambi in misura contraria all’interesse dell’Unione».
(373)
In tali circostanze eccezionali, la Commissione può richiedere condizioni supplementari o chiedere agli Stati membri impegni aggiuntivi per attenuare gravi distorsioni della concorrenza, come indicato al punto 53 della disciplina SIEG.
(374)
Il punto 54 della disciplina SIEG recita: «[s]i prevede che gravi distorsioni della concorrenza contrarie all’interesse dell’Unione possano verificarsi solamente in circostanze eccezionali. La Commissione limiterà la propria attenzione alle distorsioni nelle quali l’aiuto ha effetti negativi considerevoli su altri Stati membri e sul funzionamento del mercato interno, ad esempio perché impediscono alle imprese di settori rilevanti dell’economia di raggiungere la dimensione operativa necessaria per una gestione efficiente».
(375)
La Commissione ricorda che le condizioni supplementari sono considerate necessarie soltanto in circostanze eccezionali di gravi distorsioni della concorrenza che restano irrisolte tramite le altre condizioni di cui alla disciplina SIEG del 2012. In particolare la Commissione limita la propria attenzione alle distorsioni quando l’aiuto ha conseguenze negative rilevanti su altri Stati membri e sul funzionamento del mercato interno.
(376)
La Commissione non ha individuato la necessità di condizioni supplementari o impegni aggiuntivi al di là del rispetto delle condizioni di cui alla disciplina SIEG, come nel caso della decisione del 2018.
(377)
La Commissione osserva inoltre che ITD individua come questione il fatto che la compensazione per l’obbligo di servizio universale possa essere utilizzata per attività diverse da quelle rientranti in tale obbligo.
(378)
Tuttavia, innanzitutto, a questo proposito, come confermato dal Tribunale, l’esame della compatibilità con il mercato interno di una compensazione di servizio pubblico da parte della Commissione consiste nel verificare, a prescindere dalla destinazione effettiva dell’importo ad esso corrispondente, se detto servizio pubblico esista e se imponga un costo netto all’impresa incaricata di fornirlo. Ciò vale a maggior ragione in materia postale, in quanto l’allegato I, parte C, primo comma, della direttiva 97/67 prevede che «
[i]l recupero o il finanziamento del costo netto degli obblighi di servizio universale può implicare che i fornitori del servizio universale designati siano indennizzati per i servizi che forniscono a condizioni non commerciali
». Nella sentenza nella causa T-561/18 il Tribunale ha affermato che l’espressione «il recupero o il finanziamento» utilizzata in tale disposizione esclude qualsiasi requisito secondo cui il trasferimento di fondi corrispondente a una compensazione per il servizio universale debba essere effettivamente destinato all’adempimento di tale servizio
(
159
)
.
(379)
In secondo luogo, l’articolo 1, lettera g), del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio
(
160
)
afferma che gli aiuti attuati in modo abusivo sono aiuti utilizzati dal beneficiario in violazione di una decisione della Commissione. Nella sentenza nella causa T-561/18 il Tribunale ha affermato che si potrebbe constatare un’attuazione abusiva della compensazione in questione solo qualora fosse accertato che la Post Danmark non aveva adempiuto i suoi obblighi a titolo dell’obbligo di servizio universale
(
161
)
.
(380)
Dai considerando 378 e 379 risulta che, nel caso di specie, la compensazione per l’obbligo di servizio universale potrebbe essere utilizzata per attività diverse da quelle rientranti in detto obbligo e che ciò non è impedito dalla direttiva 97/67/CE. Inoltre nulla indica che Post Danmark non abbia rispettato gli obblighi che le incombono in virtù dell’obbligo di servizio universale e pertanto non è possibile dimostrare l’esistenza di un’attuazione abusiva di aiuti.
(381)
Alla luce di quanto precede la Commissione conclude che, nel caso di specie, non vi è alcun motivo per richiedere condizioni o impegni dallo Stato membro.
6.3.2.
Conclusione sulla compatibilità
(382)
La Commissione decide pertanto di considerare la compensazione notificata per l’obbligo di servizio universale per il 2020 compatibile con il mercato interno in quanto soddisfa tutte le condizioni della disciplina SIEG.
6.4.
Conclusioni
(383)
La Commissione ritiene che la Danimarca avrebbe dovuto notificare alla Commissione un aiuto di Stato per un importo di 15 milioni di EUR (circa 112 milioni di DKK, cfr. considerando 21) corrispondente alla compensazione per il servizio postale universale per il primo semestre del 2020 concessa a Post Danmark. Non avendo notificato l’aiuto, la Danimarca ha violato l’articolo 108, paragrafo 3, TFUE. La Commissione conclude tuttavia che la misura di aiuto nel suo complesso è compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE, come interpretato dalla disciplina SIEG.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’aiuto di Stato al quale la Danimarca ha parzialmente dato esecuzione a favore di Post Danmark A/S per un importo di 225 milioni di DKK è compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE.
Articolo 2
Il Regno di Danimarca è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 10 agosto 2022
Per la Commissione
Margrethe VESTAGER
Membro della Commissione
(
1
)
Comunicazione della Commissione, Disciplina dell'Unione europea relativa agli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico (2011) (
GU C 8 dell'11.1.2012, pag. 15
).
(
2
)
GU L 15 del 21.1.1998, pag. 14
.
(
3
)
Aiuti di stato – Danimarca – Aiuto di Stato SA.57991 (2021/C) (ex 2021/NN) – Danimarca – Compensazione per l'obbligo di servizio universale a favore di Post Danmark 2020 – Aiuto di Stato SA.55918 (2020/FC) – Danimarca – Presunto aiuto di Stato a favore di Post Danmark per l'obbligo di servizio universale nel 2020 – Invito a presentare osservazioni a norma dell'articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C(2021) 5366 final) (
GU C 469 del 19.11.2021, pag. 8
).
(
4
)
Cfr. nota 3.
(
5
)
Regolamento n. 1 che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea (
GU 17 del 6.10.1958, pag. 385/58
).
(
6
)
Lov om Post Danmark
, Nr 88 dell'8 febbraio 1995, https://www.retsinformation.dk/eli/lta/1995/88.
(
7
)
Lov om postvirksomhed
, Nr 89 dell'8 febbraio 1995, https://www.retsinformation.dk/eli/lta/1995/89.
(
8
)
Lov om Post Danmark A/S
, Nr 409 del 6 giugno 2002, https://www.retsinformation.dk/eli/lta/2002/409.
(
9
)
Cfr.: https://www.cvc.com/media/press-releases/2009/02-02-2009-123603833.
(
10
)
La base giuridica della fusione era costituita in Danimarca dalla legge:
Lov om ændring af lov om Post Danmark A/S
, LOV nr 542 del 17 giugno 2008, disponibile all'indirizzo: https://www.retsinformation.dk/Forms/R0710.aspx?id=120348.
(
11
)
Decisione della Commissione del 21 aprile 2009, caso n. COMP/M.5152 – Posten AB/Post Danmark A/S. Notifica del 26.2.2009 ai sensi dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=2_M_5152.
(
12
)
Rispetto alla decisione di avvio dell'indagine formale, si sono verificati lievi cambiamenti nella struttura, ossia Post Danmark detiene attualmente il 100 % di Nordic Infrastructure A/S ed e-Boks A/S ha cambiato il proprio nome in e-Boks Group A/S.
(
13
)
Cfr.
Postloven
, LOV nr 1536 del 21 dicembre 2010, disponibile all'indirizzo: https://www.retsinformation.dk/Forms/R0710.aspx?id=135208. Tale legge è stata modificata diverse volte.
(
14
)
Entrambe le licenze recano come titolo: «
Midlertidig tilladelse til Post Danmark A/S
».
(
15
)
Autorità danese per l'aviazione civile e le ferrovie,
Ny individuel tilladelse til Post Danmark A/S
, 2 giugno 2016, disponibile all'indirizzo: https://www.trafikstyrelsen.dk/da/Post/Lister/Publikationsliste.
(
16
)
Business-to-Business
, da impresa a impresa.
(
17
)
Decisione della Commissione SA.47707 (2018/N) del 28 maggio 2018 – Compensazioni concesse dallo Stato a PostNord per la prestazione del servizio postale universale – Danimarca (solo in EN), disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=3_SA_47707.
(
18
)
Sentenza del Tribunale del 5 maggio 2021,
ITD, Brancheorganisation for den danske vejgodstransport A/S e Danske Fragtmænd A/S/Commissione europea
, T-561/18, ECLI:EU:T:2021:240. ITD e Danske Fragtmænd hanno impugnato la sentenza dinanzi alla Corte di giustizia (registrata con il numero C-442/21 P) in relazione alla compensazione per l'obbligo di servizio universale per il periodo 2017-2019.
(
19
)
Tasso di cambio del luglio 2022 (1 DKK = 0,13 EUR, cfr.: https://commission.europa.eu/funding-tenders/procedures-guidelines-tenders/information-contractors-and-beneficiaries/exchange-rate-inforeuro_it).
(
20
)
Utilizzando il tasso di cambio del gennaio 2020 (1 EUR = 7,47 DKK) dato che la compensazione sarebbe stata versata al più tardi entro il 9 gennaio 2020, cfr. considerando 22, punto 4.
(
21
)
Il decreto è datato 27 novembre 2019 (n. 2019-7298) ed è stato approvato dalla commissione finanziaria il 19 dicembre 2019.
(
22
)
Il decreto è datato 19 agosto 2020 (n. 2020-6466) ed è stato approvato dalla commissione finanziaria il 27 agosto 2020.
(
23
)
Kontrakt vedrørende midlertidig kompensation til Post Danmark A/S for befordringspligten i Danmark
, del 20 dicembre 2019.
(
24
)
Kontrakt vedrørende midlertidig kompensation til Post Danmark A/S for befordringspligten i Danmark
, del 25 giugno 2020.
(
25
)
In particolare sono state formulate argomentazioni in merito ad aiuti di Stato riguardanti una potenziale compensazione per l'obbligo di servizio universale per il 2021, nonché un fondo di compensazione che sarebbe stato istituito negli anni 2014-2016 e le entrate derivanti da francobolli.
(
26
)
Con messaggio di posta elettronica del 21 dicembre 2021, il consulente legale di ITD ha informato la Commissione che le osservazioni di ITD erano state presentate anche per conto di Danske Fragtmænd A/S, una società danese di trasporti e logistica.
(
27
)
Direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese (
GU L 318, del 17.11.2006, pag. 17
).
(
28
)
In danese: «
regnskabsreglementet
». Nota della Commissione: nel corso degli anni sono stati in vigore diversi regolamenti contabili. Il regolamento contabile attualmente in vigore è quello del 2014:
Regnskabsreglement for Post Danmark A/S, 26. juni 2014
, disponibile all'indirizzo: https://www.postnord.dk/siteassets/pdf/finansiell-information/regulatoriske-regnskaber/regnskabsreglement.pdf. Gli interessati fanno inoltre riferimento ai regolamenti contabili del 2006 e del 2011 (cfr. ad esempio considerando 33).
(
29
)
La citazione è tratta dalla pagina 3 della relazione della Rigsrevisionen del 15 gennaio 2020.
(
30
)
L'articolo 4, quarto comma, lettera c), del regolamento contabile del 2006 e l'articolo 4, terzo comma, lettera c), del regolamento contabile del 2011 dispongono quanto segue: «
i costi [comuni] necessari all'adempimento dell'obbligo di servizio universale devono essere imputati a ciascuno dei servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale o a un gruppo di servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale
». Gli interessati sostengono che, sebbene tali due regolamenti contabili non siano più in vigore, Post Danmark continui ad applicare la «norma della necessità», come stabilito nei «Principi e metodi» di Post Danmark stessa.
(
31
)
Informazione aggiunta dalla Commissione.
(
32
)
ITD fa riferimento al considerando 11 della decisione del 2018; tuttavia tale considerando non fa riferimento al servizio di distribuzione per i non vedenti, ma si limita a menzionare il beneficiario della compensazione per l'obbligo di servizio universale per il periodo 2017-2019 (ossia Post Danmark).
(
33
)
ITD fa riferimento al considerando 153 della decisione del 2018.
(
34
)
Decisione della Commissione relativa agli aiuti di Stato SA.45281 (2017/N) e SA.44859 (2016/FC) – Repubblica ceca – Compensazioni concesse dallo Stato alle Poste ceche per la prestazione del servizio postale universale nel periodo 2013-2017 (solo in EN), punto 116, disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=3_SA_45281. Il considerando 116 così recita: «
[...] non ci si può aspettare che nello scenario controfattuale tutti i risparmi sui costi stimati derivanti dalla chiusura proposta di taluni uffici postali possano essere realizzati integralmente. Quando un ufficio postale viene chiuso, la domanda relativa ai servizi forniti da tale ufficio non scompare del tutto. Tale variazione della domanda incide tanto sui costi quanto sulle entrate e deve pertanto essere presa in considerazione nella quantificazione dell'impatto dello scenario controfattuale. Per modellare il modo in cui la domanda cambierebbe il mercato, le autorità ceche hanno spiegato di aver utilizzato indagini di mercato. Secondo le indagini condotte, alcuni clienti sceglierebbero di rimanere con le Poste ceche dopo la chiusura del loro ufficio postale e soddisferebbero la loro domanda di servizi presso un ufficio postale diverso. Tuttavia una parte della domanda andrebbe inevitabilmente persa dato che alcuni clienti passerebbero ad altri concorrenti e alcuni clienti sceglierebbero di ridurre la loro domanda. Di conseguenza le Poste ceche perderebbero entrate derivanti dai servizi SIEG e non SIEG. […]
».
(
35
)
Sentenza del Tribunale del 5 maggio 2021,
ITD, Brancheorganisation for den danske vejgodstransport A/S e Danske Fragtmænd A/S/Commissione europea
, T-561/18, ECLI:EU:T:2021:240, punto 155.
(
36
)
Institut belge des services postaux et des télécommunications,
Communication du conseil de l'IBPT du 21 Mai 2014 Concernant la Vérification du calcul du coût net du Service Universel Postal en Belgique
. A questa comunicazione è allegata la seguente relazione: Tera Consultants,
Vérification du calcul du coût net du service universel postal en Belgique - Rapport Général de l'étude Version en ligne avec le 4ème contrat de gestion
, maggio 2014.
(
37
)
Autorité de régulation des communications électroniques et des postes (ARCEP),
Définition, typologie et méthodologie d'évaluation des avantages immatériels dans le cadre du service universel postal - Étude réalisée par le cabinet Wik Consult pour le compte de l'ARCEP
, maggio 2010.
(
38
)
Frontier Economics,
Study on the principles used to calculate the net costs of the postal USO – A Report prepated for the European Commission
, gennaio 2013.
(
39
)
Gruppo dei regolatori europei per i servizi postali (ERGP), Esplorazione delle sfide da superare nell'attuazione di una metodologia di calcolo del costo netto basata su uno scenario di riferimento: un confronto di esperienze, 13 maggio 2014 (solo in EN).
(
40
)
WIK Consult (relazione preparata per la Commissione europea),
User Needs in the Postal Sector and Evaluation of the Regulatory Framework
, pubblicata il 1
o
marzo 2021.
(
41
)
ERGP, Bozza di relazione dell'ERGP sul calcolo dei costi netti e sulla valutazione di uno scenario di riferimento, 24 novembre 2011 (solo in EN), pag. 29.
(
42
)
Relazione annuale e sulla sostenibilità di Post Nord del 2020, 24 febbraio 2021, pag. 21.
(
43
)
Gli interessati fanno riferimento ai considerando 164 e 165 della decisione di avvio.
(
44
)
Decisione della Commissione relativa agli aiuti di Stato SA.45281 (2017/N) e SA.44859 (2016/FC) – Repubblica ceca – Compensazioni concesse dallo Stato alle Poste ceche per la prestazione del servizio postale universale nel periodo 2013-2017 (solo in EN), punto 131, disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=3_SA_45281.
(
45
)
Un articolo pubblicato sul sito web postandparcel.info del 13 giugno 2012 riguardante un partenariato tra «PostNord» e Post Danmark (l'articolo fornito da ITD è di fatto datato 4 giugno 2012) e due articoli non citati dagli interessati datati 15 novembre 2018 e 6 giugno 2017. L'articolo del 15 novembre 2018 riguarda apparentemente la distribuzione di lettere a «Morsing» da «Thy», dato che gli interessati forniscono la seguente citazione: «
[a] partire da marzo la distribuzione a favore degli abitanti di Morsing sarà effettuata dal centro di distribuzione di Thy»
. L'articolo del 6 giugno 2017 riguarda un nuovo centro pacchi inaugurato da Post Danmark a Herning.
(
46
)
Preparati da ARCEP, ERGP e Frontier Economics (cfr. considerando 49).
(
47
)
Le relazioni menzionate sono: Postcomm,
An assessment of the costs and benefits of Consignia's current Universal Service Provision
, June 2001; e le relazioni dell'ERGP e di Frontier Economics (considerando 49).
(
48
)
La relazione dell'ERGP, a pagina 28, afferma: «
le complementarità della domanda implicano che le vendite di alcuni prodotti in perdita soggetti all'obbligo di servizio universale possano comportare un aumento delle vendite di altri prodotti (redditizi) rientranti nell'obbligo di servizio universale. È inoltre possibile che vi sia un impatto sulle vendite di prodotti redditizi non rientranti nell'obbligo di servizio universale e persino di prodotti non postali
».
(
49
)
Qui si fa riferimento a tre relazioni: ARCEP (2010), pag. 10; Frontier Economics (2013), pag. 111 (cfr. considerando 49); ed ERGP (2011), pag. 30 (cfr. nota 41).
(
50
)
Non è stata fornita alcuna fonte; tuttavia, stando a una ricerca condotta dalla Commissione, la figura proviene probabilmente da un documento elaborato da Deutsche Post nel 2020, intitolato «Letter prices in Europe, up-to-date international letter price survey», disponibile all'indirizzo: https://www.dpdhl.com/content/dam/dpdhl/en/media-center/media-relations/documents/2020/dp-letter-prices-in-europe-2020.pdf.
(
51
)
Gli interessati fanno riferimento alle tabelle 6 e 7 di cui al punto 144 della decisione di avvio.
(
52
)
L'UPU, un organismo delle Nazioni Unite, stabilisce le norme per gli scambi internazionali di corrispondenza. La convenzione UPU è disponibile all'indirizzo: https://www.upu.int/UPU/media/upu/files/aboutUpu/acts/manualsInThreeVolumes/actInThreeVolumesManualOfConventionMaj3En.pdf.
(
53
)
Per il 2020, il regolamento contabile applicabile è quello del 2014 (cfr. nota 28).
(
54
)
Autorità danese per l'aviazione civile e le ferrovie, Descrizione dei principi e delle metodologie, rif. TS40103-00031, 25 febbraio 2015. L'autorità per l'aviazione civile e le ferrovie è la stessa autorità indicata come «autorità dei trasporti» nelle citazioni di cui ai considerando 29 e 69.
(
55
)
Un sistema software fornito dall'impresa tedesca SAP SE.
(
56
)
Dalla contabilizzazione dei costi nel sistema contabile, tutti i costi sono attribuiti a pool di costi secondo un rapporto 1:1, il che significa che se i conti presentano costi complessivi pari a 1 milione di EUR, anche i pool di costi combinati ammontano a 1 milione di EUR. Definizioni: i pool di costi sono gruppi di costi che aggiungono valore agli oggetti di costo (ossia i prodotti); un'attività è un'azione svolta da un dipendente o da una macchina, che attinge risorse dai gruppi di costi. Più attività possono attingere a risorse dello stesso pool di costi. Analogamente, un'attività può attingere a risorse appartenenti a diversi pool di costi; i fattori che richiedono risorse collegano il costo di un pool di costi a un'attività e si tratta pertanto di una «chiave di ripartizione». I fattori che richiedono risorse, ad esempio, possono essere il numero di metri quadrati in un edificio o il chilometraggio raggiunto alla guida di un veicolo; i fattori di costo collegano le attività agli oggetti di costo. Gli esempi sono dati dalle quantità (le quantità che transitano attraverso il centro di smistamento sono fattori di costo), dal numero di scansioni presso i punti di servizio (i punti di servizio sono pagati per ciascun pacco scansionato/consegnato) o dal numero di visite.
(
57
)
La Danimarca ritiene che i costi incrementali siano costi che possono essere attribuiti direttamente a un singolo prodotto sulla base dell'analisi dell'origine dei costi (in linea con l'articolo 14, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 97/67/CE). Tali costi possono essere fissi e variabili e cesseranno di esistere nel breve e medio termine (3-5 anni) in caso di soppressione di un servizio o di un prodotto. Alla luce di quanto precede, la Danimarca fa riferimento a: decisione 2001/354/CE della Commissione, del 20 marzo 2001, in un procedimento a norma dell'articolo 82 del trattato CE (Caso COMP/35.141 — Deutsche Post AG) (
GU L 125 del 5.5.2001, pag. 27
), considerando da 6 a 17 (in particolare nota 7), disponibile all'indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32001D0354; sentenza della Corte suprema danese, n. 2/2008, UpR 2013.1342H, Post Danmark A/S mod Konkurrencerådet, pagg. 42-43, disponibile all'indirizzo: https://konkurrencejura.dk/afgorelser/49313/pdf/hoejesteret_dom_af_15._februar_2013_-_post_danmark_as_mod_konkurrenceraadet_post_danmark_i_-_ekskluderende_diskrimination.pdf; e decisione della commissione di ricorso per la concorrenza del 1
o
luglio 2005, caso 2004-0001248,
Post Danmark og Forbruger-Kontakt a-s mod Konkurrencerådet (Stadfæstet)
, pag. 94, disponibile all'indirizzo: https://www.kfst.dk/media/14150/20050701-kendelse-post-danmark-og-forbrugerkontakt-as-mod-konkurrenceraadet.pdf.
(
58
)
Gli esempi sono tratti da una relazione di Deloitte dell'8 giugno 2021 dal titolo «
Riesame esterno indipendente dell'attribuzione dei costi presso Post Danmark A/S e PostNord Logistics A/S a norma del mandato dell'11 maggio 2021
». Tale relazione è stata commissionata dal ministero danese dei Trasporti.
(
59
)
Il trasporto di pacchi tra centri di smistamento è un costo specifico per prodotto per i pacchi e quindi classificato tra i costi incrementali.
(
60
)
La consegna comprende tanto lettere quanto pacchi, per cui i costi sostenuti sono classificabili come costi comuni per lettere e pacchi.
(
61
)
Pag. 8 della relazione di cui alla nota 58.
(
62
)
Un'altra controllata di PostNord Group.
(
63
)
Deloitte, Memorandum di contesto sul riesame di Deloitte a norma del «Mandato per un riesame esterno indipendente dell'attribuzione dei costi presso Post Danmark A/S e PostNord Logistics A/S» dell'11 maggio 2021, 30 agosto 2021.
(
64
)
Ad esempio, al fine di isolare il fatturato degli invii unitari nazionali di lettere, il fatturato degli invii unitari di lettere è suddiviso, rispettivamente, in invii unitari di lettere nazionali e in invii unitari di lettere in uscita, per mezzo di uno studio (campionamento).
(
*1
)
la compensazione notificata per l’adempimento dell’obbligo di servizio universale è stata inclusa nel fatturato totale
(
65
)
Tutte le dichiarazioni del revisore dei conti sono state finora prive di riserve (ossia emesse senza riserve) e dal 2014 sono state formulate con un grado elevato di certezza.
(
66
)
Lo Statsrevisorerne garantisce che il denaro dei contribuenti sia speso come previsto dal parlamento danese e che il denaro sia gestito nel modo più efficiente possibile. I suoi membri sono nominati dal parlamento e possono essere parlamentari. Tale comitato può chiedere all'ufficio generale della Corte dei conti (Rigsrevisionen) di svolgere determinati compiti di revisione dei conti.
(
67
)
Tale valutazione fa parte della relazione di Rigsrevisionen del 15 gennaio 2021 ed è inclusa all'inizio della relazione («
Statsrevisorernes bemærkning
»).
(
68
)
La garanzia di affidabilità nel contesto della revisione dei conti fa riferimento ai pareri espressi da un revisore dei conti in merito all'accuratezza e alla completezza delle conclusioni della revisione in questione. Affinché un revisore dei conti possa fornire un livello elevato di affidabilità, deve ridurre il rischio che vi siano errori rilevanti nella materia oggetto della revisione. Si veda in quest'ottica anche la relazione della Rigsrevisionen del 15 gennaio 2021 che descrive a pagina 14 che le dichiarazioni dei revisori dei conti presentano livelli di affidabilità diversi, ossia un'assenza di affidabilità, un livello limitato di affidabilità, un livello moderato di affidabilità e un livello elevato di affidabilità. Per il livello elevato di affidabilità, il revisore dei conti effettua una revisione approfondita dei conti.
(
69
)
PwC, 4 dicembre 2014,
Trafikstyrelsen, genfil gang af produktøkonomi for tjenester, omfattet af befordringspligten per Post Danmark A/S
.
(
70
)
Ad esempio, da un lato, i costi per la consegna di un pacco B2B (che non rientra nell'adempimento dell'obbligo di servizio universale) sono inferiori ai costi di consegna a domicilio dei pacchi B2C (soggetti a tale obbligo). Dall'altro, i costi per la consegna di una lettera nazionale rientrante nell'obbligo di servizio universale entro 5 giorni lavorativi sono inferiori a quelli per la consegna entro il giorno successivo di una lettera non soggetta a tale obbligo.
(
71
)
https://www.postnord.dk/om-os/finansiel-information/regulatorisk-regnskab.
(
72
)
La società di revisione dei conti di Post Danmark, KPMG, ha effettuato i suoi esami conformemente all'International Standard on Assurance Engagements 3000 («ISAE 3000», principio internazionale sugli impegni di affidabilità) per gli esami diversi dalle revisioni contabili o dai riesami di informazioni finanziarie storiche e le prescrizioni aggiuntive di cui al regolamento contabile danese, al fine di ottenere garanzie ragionevoli circa la conformità di Post Danmark rispetto alle prescrizioni di cui alla sezione 5, dal primo al terzo comma, del regolamento contabile danese. Il lavoro di KPMG si basa su colloqui con dirigenti e dipendenti di Post Danmark, su procedure analitiche, su controlli a campione del sistema di calcolo utilizzato per la preparazione dei rendiconti finanziari e sui bilanci d'esercizio di Post Danmark. In particolare questi ultimi costituiscono una base importante per la preparazione della contabilità regolatoria.
(
73
)
Si noti che i pareri emessi da PwC nel periodo 2008-2013 presentavano un livello di affidabilità limitato (in danese: «begrænset»), ma si basavano su un parere di Deloitte sulla documentazione modello, emesso con un livello elevato di affidabilità.
(
74
)
Folketinget Rigsrevisionen,
Rigsrevisionens notat om Beretning om Tilsynet med Post Danmarks regnskabspraksis
, marzo 2021, disponibile all'indirizzo: https://rigsrevisionen.dk/Media/A/F/404-21.pdf.
(
75
)
Tutte le relazioni del revisore dei conti dal 2007 sono disponibili online: https://www.postnord.dk/om-os/finansiel-information/regulatorisk-regnskab.
(
76
)
Per motivi di trasparenza, la Danimarca ha segnalato alla Commissione che, a partire dal 2023, Post Danmark chiuderà in ogni caso il proprio centro di smistamento nella Danimarca occidentale (comunicato stampa di PostNord dell'8 giugno 2022). Attualmente (nel 2022) il volume degli invii di lettere corrisponde a circa 700 000 invii al giorno. Nei prossimi dieci anni il volume degli invii di lettere dovrebbe scendere a 300 000 al giorno. Secondo la Danimarca, ciò non incide sul costo evitato netto per il 2020, in quanto i volumi nello scenario fattuale per il 2020 giustificavano ancora la presenza di due centri di smistamento.
(
77
)
La distanza da [...] a [...] e ritorno è pari a [...] km; da [...] a [...] e ritorno è pari a [...] km; e da [...] a [...] e ritorno è pari a [...] km: […] + […] + […] = [300-400] km.
(
78
)
Danese: «
ikke har været helt tilfredsstillende
».
(
79
)
Cfr.: https://rigsrevisionen.dk/statsrevisorerne/statsrevisorernes-karakterskala.
(
80
)
Sentenza del Tribunale del 5 maggio 2021,
ITD, Brancheorganisation for den danske vejgodstransport A/S e Danske Fragtmænd A/S/Commissione europea
, T-561/18, ECLI:EU:T:2021:240, punti 292, 293 e 295.
(
81
)
Inoltre la Danimarca sottolinea che la compensazione per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale da parte di Post Danmark nel 2020 è inferiore al disavanzo netto calcolato dell'obbligo di servizio universale derivante dalla contabilità regolatoria che, secondo la Danimarca, è pari a 233 milioni di DKK nel 2020. Nonostante la compensazione per l'obbligo di servizio universale, che si riflette come entrata nella contabilità regolatoria, i servizi in adempimento dell'obbligo di servizio universale hanno generato un disavanzo netto di 10 milioni di DKK, cfr.: https://www.postnord.dk/om-os/finansiel-information/regulatorisk-regnskab.
(
82
)
Cfr. anche la relazione dell'ERGP, pag. 17, e la relazione di Frontier economics, pag. 58, entrambe presentate dagli interessati.
(
83
)
Si tratta di una rete tramite la quale PostNord Group trasferisce al gruppo DPD i propri volumi di pacchi internazionali spediti dai paesi nordici (Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia) verso il resto d'Europa, così come il gruppo DPD trasferisce le spedizioni dalla propria rete europea verso i paesi nordici.
(
84
)
Sentenza del Tribunale del 5 maggio 2021,
ITD, Brancheorganisation for den danske vejgodstransport A/S e Danske Fragtmænd A/S/Commissione europea
, T-561/18, ECLI:EU:T:2021:240, punto 159.
(
85
)
Citazione della relazione annuale e sulla sostenibilità del 2017 di PostNord AB (pag. 6) e dello studio di WIK Consult del 2021 (nota 40).
(
86
)
Relazione di Copenaghen Economics del 2008.
(
87
)
ARCEP,
Définition, typologie et méthodologie d'évaluation des avantages immatériels dans le cadre du Service Universel Postal
(2010).
(
88
)
Cfr. nota 87, pag. 42.
(
89
)
IBPT,
Communication du conseil de l'IBPT du 21 Mai 2014 concernant la vérification du calcul du coût net du service universel postal en Belgique
(2014).
(
90
)
Cfr. nota 89, pag. 99.
(
91
)
Reputation Institute,
PostNord Corporate Brand, In context of the 50 most prominent corporate brands
, 22 maggio 2019.
(
92
)
Regolamento amministrativo generale n. 727 relativo alla distribuzione postale e alle società postali, sezione 13, secondo comma.
(
93
)
Regolamento amministrativo generale n. 727 relativo alla distribuzione postale e alle società postali, sezione 13, primo comma.
(
94
)
Tasso interbancario offerto sulla piazza di Copenaghen.
(
95
)
«S» indica l'aliquota di riferimento settimanale.
(
96
)
Da distinguere dai francobolli inutilizzati di cui al considerando 172.
(
97
)
ITD fa riferimento a un articolo che risale al 4 giugno 2012.
(
98
)
Direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (
GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243
).
(
99
)
Cfr. osservazioni relative all'articolo 13 della legge sui servizi postali.
(
100
)
Nota della Commissione: il titolo della tabella è «prezzo nominale per lettera all'interno dell'Europa», di conseguenza sembra trattarsi dei prezzi della posta transfrontaliera. Ciò è confermato dal seguente documento preparato dalla società Deutsche Post DHL: https://www.dpdhl.com/content/dam/dpdhl/en/media-center/media-relations/documents/2020/dp-letter-prices-in-europe-2020.pdf, pag. 12.
(
101
)
Cfr. relazione per la Danimarca disponibile all'indirizzo: https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/node/9774, pag. 3.
(
102
)
La Danimarca ha inoltre fornito aggiornamenti dell'EBIT per gli altri tre soggetti confrontati: Danske Fragtmænd A/S 1,3 %, Posten Norge AS 5,9 %, Deutsche Post DHL Group 7,3 %. Tutte i valori, compreso quello per GLS, sono stati ricavati dalle relazioni annuali di tali imprese.
(
103
)
I prezzi più aggiornati sono pubblicati in modo trasparente e sono disponibili all'indirizzo: https://www.postnord.dk/en/sending/prices. I prezzi per il 2020 non sono più disponibili online, ma sono stati presentati dalla Danimarca.
(
104
)
A sostegno di ciò, la Danimarca fa riferimento all'accordo politico del 27 maggio 2010 sulla garanzia del servizio universale in un mercato liberalizzato, allegato ai lavori preliminari della legge sui servizi postali adottata il 21 dicembre 2010 (
LOV nr 1536 af 21/12/2010
) e che contiene la seguente formulazione: «[i]l fornitore del servizio universale designato [...] gode di un diritto esclusivo ed è soggetto all'obbligo di emettere francobolli che recano la dicitura “Danmark” stampata sugli stessi» (traduzione dal danese all'inglese fornita dalla Danimarca). Il testo originale è il seguente: «
Den til enhver tid befordringspligtige virksomhed [...], har eneret og forpligtelse til at udstede frimærker påtrykt “Danmark”
»
. Soltanto l'obbligo di emettere francobolli è menzionato nel testo della legge sui servizi postali (e non il diritto esclusivo). Inoltre la licenza concessa a Post Danmark per la prestazione di servizi postali menziona soltanto un obbligo di emissione di francobolli.
(
105
)
Sentenza della Corte di giustizia del 2 maggio 2019,
Asendia Spain
, C-259/18, ECLI:EU:C:2019:346, punto 37.
(
106
)
Sentenza della Corte di giustizia del 5 marzo 2019,
Eesti Pagar AS/Ettevõtluse Arendamise Sihtasutus e Majandus- ja Kommunikatsiooniministeerium
, C-349/17, ECLI:EU:C:2019:172, punto 60.
(
107
)
Secondo la Commissione, l'architettura del pacchetto SIEG sarebbe resa inefficace se si dovesse ritenere che affidare esattamente lo stesso servizio su due periodi consecutivi diversi (nel medesimo anno) sia sufficiente a definire due SIEG distinti, suddividendo artificiosamente l'anno e consentendo allo Stato membro di concedere (e versare) aiuti fino a 15 milioni di EUR, indipendentemente dall'importo complessivo della compensazione concessa in definitiva per l'intero anno. L'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della decisione SIEG fa infatti riferimento a «
compensazioni di
importo annuo
inferiore a 15 milioni di EUR er la prestazione di servizi di interesse economico generale [...]»
(sottolineatura aggiunta). La Commissione ricorda che, al di sotto della soglia di 15 milioni di EUR l'anno, si applica la decisione SIEG, che non prevede l'obbligo di notifica e stabilisce norme di compatibilità meno rigorose; oltre tale soglia, devono essere rispettate le prescrizioni più rigorose di cui alla disciplina SIEG.
(
108
)
Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 1996,
Compagnie nationale Air France/Commissione
, T-358/94, ECLI:EU:T:1996:194, punto 56.
(
109
)
Sentenza della Corte di giustizia del 14 ottobre 1987,
Repubblica federale di Germania/Commissione
, C 248/84, ECLI:EU:C:1987:437, punto 17; sentenza del Tribunale del 6 marzo 2002,
Territorio Histórico de Álava - Diputación Foral de Álava (T-92/00), Ramondín, SA e Ramondín Cápsulas, SA (T
-
103/00)/Commissione
, cause riunite T-92/00 e T-103/00, ECLI:EU:T:2002:61, punto 57.
(
110
)
Sentenza della Corte di giustizia del 12 settembre 2000,
Pavel Pavlov e altri/Stichting Pensioenfonds Medische Specialisten
, cause riunite da C-180/98 a C-184/98, ECLI:EU:C:2000:428, punto 74.
(
111
)
Sentenza della Corte di giustizia del 23 aprile 1991,
Klaus Höfner e Fritz Elser/Macrotron GmbH
, C-41/90, ECLI:EU:C:1991:161, punto 21; sentenza della Corte di giustizia del 12 settembre 2000,
Pavel Pavlov e altri/Stichting Pensioenfonds Medische Specialisten
, cause riunite da C-180/98 a C-184/98, ECLI:EU:C:2000:428, punto 74.
(
112
)
Sentenza della Corte di giustizia del 16 giugno 1987,
Commissione/Repubblica italiana
, causa 118/85, ECLI:EU:C:1987:283, punto 7.
(
113
)
Sentenza della Corte di giustizia dell'11 luglio 1996,
Syndicat français de l'Express international (SFEI) e altri/La Poste e altri,
C-39/94, ECLI:EU:C:1996:285, punto 60; sentenza della Corte di giustizia del 29 aprile 1999,
Regno di Spagna/Commissione
, C-342/96, ECLI:EU:C:1999:210, punto 41.
(
114
)
Sentenza della Corte di giustizia del 24 luglio 2003,
Altmark Trans GmbH e Regierungspräsidium Magdeburg/Nahverkehrsgesellschaft Altmark GmbH, in presenza di Oberbundesanwalt beim Bundesverwaltungsgericht
, C-280/00, ECLI:EU:C:2003:415, punti da 87 a 95.
(
115
)
Cfr. Sentenza della Corte di giustizia del 4 giugno 2015,
Commissione/MOL Magyar Olaj- és Gázipari Nyrt
, C-15/14 P, ECLI:EU:C:2015:362, punto 60; sentenza della Corte di giustizia del 30 giugno 2016,
Belgio/Commissione
, C-270/15 P, ECLI:EU:C:2016:489, punto 49; sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2017,
Repubblica ellenica/Commissione,
T-314/15, ECLI:EU:T:2017:903, punto 79.
(
116
)
Sentenza della Corte di giustizia del 17 settembre 1980,
Philip Morris Holland BV/Commissione
, causa 730/79, ECLI:EU:C:1980:209, punto 11; sentenza del Tribunale del 15 giugno 2000,
Alzetta Mauro e altri/Commissione,
cause riunite T-298/97, T-312/97, T-313/97, T-315/97, da T-600/97 a 607/97, T-1/98, da T-3/98 a T-6/98 e T-23/98, ECLI:EU:T:2000:151, punto 80.
(
117
)
Sentenza della Corte di giustizia del 17 settembre 1980,
Philip Morris Holland BV/Commissione
, causa 730/79, ECLI:EU:C:1980:209, punti 11 e 12; sentenza del Tribunale del 30 aprile 1998,
Het Vlaamse Gewest (Regione fiamminga)/Commissione
, T-214/95, ECLI:EU:T:1998:77, punti 48, 49 e 50.
(
118
)
Ne sono un esempio UPS e GLS.
(
119
)
Comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato alla compensazione concessa per la prestazione di servizi di interesse economico generale (
GU C 8 dell'11.1.2012, pag. 4
).
(
120
)
Articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 97/67/CE: «
[g]li Stati membri garantiscono che gli utilizzatori godano del diritto a un servizio universale corrispondente ad un'offerta di servizi postali di qualità determinata forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti
».
(
121
)
Comunicazione della Commissione, Disciplina dell'Unione europea relativa agli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico (
GU C 8 del 11.1.2012, pag. 15
).
(
122
)
Ad esempio in Francia (La Poste), in Italia (Poste Italiane), in Spagna (Correos) e in Grecia (ELTA) il periodo di durata dell'incarico è fino a 15 anni.
(
123
)
Direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese.
(
124
)
Ad esempio decisione della Commissione del 1
o
dicembre 2020, SA.55270 (2020/N) – Italia – Compensazioni concesse dallo Stato a Poste Italiane SpA per la prestazione del servizio postale universale per il periodo 2020-2024, considerando 66, disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=3_SA_55270.
(
125
)
Cfr. https://www.postnord.dk/om-os/finansiel-information/regulatorisk-regnskab (percentuali aggiunte dalla Commissione).
(
126
)
Disponibile all'indirizzo: https://www.postnord.dk/siteassets/pdf/finansiell-information/regulatoriske-regnskaber/regulatorisk_regnskab_2020.pdf.
(
127
)
Danese: «
Til tjenester uden befordringspligt henregnes således omkostninger, som håndteringen af disse tjenester giver anledning til, dels alle inkrementelle omkostninger, dels fællesomkostninger vedrørende drift og udvidelse af det grundlæggende produktions- og styringssystem. Hertil kommer en forholdsmæssig andel af ikke- henførbare fællesomkostninger
».
(
128
)
Da un'impresa a un consumatore.
(
129
)
Nota 69.
(
130
)
Nella relazione una consegna è calcolata in modo tale che il singolo prodotto rientrante o meno nel servizio universale sia considerato come un'unica consegna per prodotto, indipendentemente dal fatto che vi siano uno o più invii del prodotto specifico per ciascuna consegna.
(
131
)
Da consumatore ad altro soggetto.
(
132
)
Le notifiche con ricevuta di ritorno (
postforkyndelse
in danese) sono lettere contenenti un atto di precetto o altro documento da notificare al destinatario. Soltanto gli organi giurisdizionali, le autorità pubbliche diverse dagli organi giurisdizionali e le commissioni private di reclamo o di ricorso autorizzate possono inviare notifiche con ricevuta di ritorno.
(
133
)
Legge danese sull'imposta sul valore aggiunto,
LBK nr 1021 af 26/09/2019
(collegamento: https://www.retsinformation.dk/eli/lta/2019/1021).
(
134
)
Valutazione effettuata da Annalect A/S:
Værdifastsættelse af befordringspligten
, gennaio 2020.
(
135
)
Rispetto alla decisione di avvio, è stato aggiunto il 2020 in quanto ora i dati sono disponibili.
(
136
)
L'esercizio finanziario 2020/2021 va dal 1
o
aprile 2020 al 31 marzo 2021.
(
137
)
La produttività del lavoro di Danske Fragtmænd A/S è un valore anomalo. Ciò si spiega con il fatto che Danske Fragtmænd A/S è una società di trasporti e logistica che trasporta merci e offre strutture di deposito ai clienti. I costi di consegna e il prezzo medio delle merci sono notevolmente superiori ai costi di consegna e ai prezzi medi per lettere e pacchi.
(
138
)
In effetti, i costi della vasta infrastruttura necessaria per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale sono in parte sostenuti dai servizi che non rientrano in tale obbligo.
(
139
)
Comunicazione della Commissione C(2003) 4582 del 1
o
dicembre 2003 relativa al segreto d'ufficio nelle decisioni in materia di aiuti di Stato (
GU C 297 del 9.12.2003, pag. 6
).
(
140
)
Punto 10 della comunicazione relativa al segreto d'ufficio.
(
141
)
Punto 13 della comunicazione relativa al segreto d'ufficio.
(
142
)
Cfr. decisione della Commissione, del 19 febbraio 2018, relativa agli aiuti di Stato SA.45281 (2017/N) e SA.44859 (2016/FC) – Compensazioni concesse dallo Stato alle Poste ceche per la prestazione del servizio postale universale nel periodo 2013-2017 (solo in EN), punto 126 (tabelle da 23 a 27), disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=3_SA_45281.
(
143
)
Il cui contenuto è spiegato, ad esempio, nel considerando 20 della decisione del 2018.
(
144
)
Le prove fornite dagli interessati confermano in effetti il fatto che l'ubiquità sarà mantenuta nello scenario controfattuale. Innanzitutto, la relazione annuale e sulla sostenibilità del 2017 (pag. 6) afferma che i vantaggi derivanti dal fatto di poter raggiungere tutti gli utenti privati rappresentano un punto di forza nel mercato del commercio elettronico e, pertanto, si tratta di un vantaggio per l'intera rete nordica (non soltanto per Danimarca e Svezia). La rete nordica sarà mantenuta tanto nello scenario fattuale quanto in quello controfattuale. In secondo luogo, lo studio di WIK Consult afferma che gli utenti di servizi postali desiderano ancora un servizio postale onnipresente, ma subito dopo, a pagina 134, risulta evidente che tale ubiquità è dovuta all'aumento del commercio elettronico.
(
145
)
Punto 155.
(
146
)
Grafico elaborato dalla Commissione sulla base delle informazioni ricavate da www.imageanalyser.dk e presentate dalla Danimarca.
(
147
)
Già solo per questo motivo, l'asserzione degli interessati secondo cui Post Danmark gode del diritto esclusivo di utilizzare il termine «Danmark» risulta viziata. Post Danmark è soltanto tenuta a stampare la parola «Danmark» sui francobolli, ma non gode del diritto esclusivo di utilizzo di tale parola.
(
148
)
Post Danmark offre i seguenti servizi non rientranti nell'obbligo di servizio universale, tutti mantenuti nello scenario controfattuale: invii di lettere non rientranti nell'obbligo di servizio universale (lettere spedite come posta celere, lettere tracciate in Danimarca, lettere con ricevuta di ritorno), pacchi non rientranti nell'obbligo di servizio universale (pacchi B2B, pacchi di DPD, pacchi di peso superiore a 20 kg), servizi aggiuntivi quali la consegna presso cassette postali di uffici, il ritiro e la consegna anticipata per la posta massiva, la convalida di indirizzi e la gestione delle lettere di ritorno e altri servizi postali quali il servizio postale interno (gestione della posta/dei pacchi in entrata e in uscita di un'impresa), scansione di sicurezza della posta e affrancatura degli invii aziendali.
(
149
)
«
Dans certains pays, les prestataires de service universel bénéficient de droits spéciaux pour le parking et/ou le stationnement. Au Royaume-Uni par exemple […]».
(
150
)
Sezione 13, primo comma, della legge sui servizi postali.
(
151
)
Sezione 13, secondo comma, della legge sui servizi postali.
(
152
)
Tratto da https://commission.europa.eu/funding-tenders/procedures-guidelines-tenders/information-contractors-and-beneficiaries/exchange-rate-inforeuro_it.
(
153
)
Cfr. a questo proposito anche il considerando 284, punto 5, nel quale si spiega che Post Danmark ottimizzerebbe tali misurazioni della qualità in assenza dell'obbligo di servizio universale.
(
154
)
Considerando 225 della presente decisione e considerando 70 della decisione di avvio.
(
155
)
Cfr. considerando 28 della decisione del 2018.
(
156
)
Punto 40 della disciplina SIEG.
(
157
)
Sentenza del Tribunale del 5 maggio 2021,
ITD, Brancheorganisation for den danske vejgodstransport A/S e Danske Fragtmænd A/S/Commissione
, T-561/18, ECLI:EU:T:2021:240, punti 164 e 165.
(
158
)
Cfr. nota 15.
(
159
)
Sentenza del Tribunale del 5 maggio 2021,
ITD, Brancheorganisation for den danske vejgodstransport A/S e Danske Fragtmænd A/S/Commissione
, T-561/18, ECLI:EU:T:2021:240, punti 170 e 172.
(
160
)
Regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015, recante modalità di applicazione dell'articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (
GU L 248 del 24.9.2015, pag. 9
).
(
161
)
Sentenza del Tribunale del 5 maggio 2021, ITD, Brancheorganisation for den danske vejgodstransport A/S e Danske Fragtmænd A/S/Commissione, T-561/18, ECLI:EU:T:2021:240, punto 176.
ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2023/2388/oj
ISSN 1977-0707 (electronic edition)
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